Santi e Beati. Memoria di oggi: San Matteo Apostolo ed evangelista

settembre 21, 2014 by

Guido Reni, San Matteo e l’Angelo, Alte Pinakothek, Monaco

SAN MATTEO APOSTOLO ED EVANGELISTA

21 settembre – Festa

 

I secolo dopo Cristo

Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Cafarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle tasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, come ricorda San Luca, liberandosi dei beni terreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo riporta le parole Gesù: “Quando tu dai elemosina, non deve sapere la tua sinistra quello che fa la destra, affinché la tua elemosina rimanga nel segreto… “. Dopo la Pentecoste egli scrisse il suo vangelo, rivolto agli Ebrei, per supplire, come dice Eusebio, alla sua assenza quando si recò presso altre genti. Il suo vangelo vuole prima di tutto dimostrare che Gesù è il Messia che realizza le promesse dell’ Antico Testamento, ed è caratterizzato da cinque importanti discorsi di Gesù sul regno di Dio. Probabilmente la sua morte fu naturale, anche se fonti poco attendibili lo vogliono martire di Etiopia.

Patronato: Banchieri, Contabili, Tasse

Etimologia: Matteo = uomo di Dio, dall’ebraico

Emblema: Angelo, Spada, Portamonete, Libro dei conti

Martirologio Romano: Festa di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, che, detto Levi, chiamato da Gesù a seguirlo, lasciò l’ufficio di pubblicano o esattore delle imposte e, eletto tra gli Apostoli, scrisse un Vangelo, in cui si proclama che Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo, ha portato a compimento la promessa dell’Antico Testamento.

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Preghiera del mattino : A maria Addolorata

settembre 21, 2014 by

21 settembre: Viaggio al Calvario.La condanna a morte di Gesù fu pronunziata dal Preside Romano il giorno della Parasceve di Pasqua, che quell’anno cumulava con la Parasceve consueta cioè col Venerdì: era quasi l’ora sesta, cioè si era ancora prima del meriggio. I Giudei si avvidero che il tempo stringeva, poichè a calata di sole era per cominciare la grande solennità della Pasqua: rimandare l’esecuzione di Gesù a dopo le feste, rion c’era nemmeno da pensare, chè il volubile Pilato avrebbe potuto cambiar parere: bisognava dunque profittare dell’ore disponibili. Si prega il Preside a non differire, tanto più che vi erano da giustiziare due altri condannati per delitti comuni. Tanto meglio; accomunandoli con Gesù sarebbe per lui il colmo dell’infamia. Pensato, suggerito, ottenuto l’intento, si approntarono tre croci: sulle spalle di Gesù si adatta la più pesante, e in tutta fretta si muove il triste corteo verso il luogo infame delle esecuzioni capitali, detto il luogo del cranio, o Calvario. Precede un centurione, scortano i rei quattro soldati, guidano il tutto i capi della Sinagoga, seguono donne piangenti, e discreta folla di curiosi.

Maria con le compagne vedono muovere il corteo, non si mescolano però con alcun gruppo, ma guidate dall’animoso Giovanni prendono altra via.

E qui considera, anima mia, lo stato d’animo della Vergine Madre. Tutto ciò ch’ella vede ed ode in questa lugubre circostanza è per lei fonte di vivissimo dolore, considerando sino a qual segno è odiato il suo benedetto Figliolo, l’innocente Gesù. Non si vede l’ora di averlo morta: non si guarda, pur di ottenere l’orribile intento, nè a santità di giorno, nè a ricorrenza sì ricordano , nè a culto divino, nè a rispetto di religione! Lo si vuol morto l’innocente Gesù, ma in maniera che apparisca a tutti reo come i due delinquenti menati a morte con lui. Le ricorda la Vergine le parole d’Isaia:

Ed egli fu accomunato tra gli scellerati! ». Et eum iniquis reputatus est! », e vedendole ora appuntino verificate, pur sentendosi crescer la fede nella divinità dell’umiliato Gesù, prova anche tutta l’acerbità e l’amarezza per tanta umana malizia. E quei ministri della religione, gli Scribi, i Farisei, i sacerdoti, che immemori della vigilia di Pasqua, non trovano occupazione più interessante per loro, che venire a dirigere la più orrenda ingiustizia, ad accrescer la pena dell’Innocente menato al supplizio con i loro sarcasmi ed insulti! Quale travolgimento del senso morale! Non sono costoro che per tema di contaminarsi, da non poter poi con buona coscienza mangiar la Pasqua, non hanno avuto l’ardire di entrare nel pretorio del pagano Pilato? Ed ora dove sono andati tanti scrupoli, tanti riguardi alla legge?

Così Gesù con la croce in spalla, va solo al Calvario: son è accompagnati, che da nemici carnefici, curiosi, donne che piangono per puro sentimento naturale. Ci sono i due rei che portano la croce bestemmiando l’umana e la divina giustizia; verrà più tardi il Cireneo che piglierà la croce di Gesù soltanto perchè costretto: ecco tutto!… Ecco un quadro della tragedia umana di ogni giorno! Maria, che lo intende meglio d’ogni altro, pena e soffre più per gli acciecati uomini, che per Figlio suo, che con tanto zelo per la nostra salute aveva detto: « Chi vuole venire; dietro a me, pigli la sua croce ogni giorno e mi segua!. Chi si cura di ascoltare l’invito di Gesù? Oh quanti Cristiani in pratica si diportano come nemici della croce di Cristo. Ed io come mi conduco? Sono. amico, o nemico della croce del mio Signore? Se si tratta della figura decorativa della croce, o sì, mi piace! Non mi dispiace nemmeno il culto esteriore alla Ss.ma Croce, almeno quando non costa nulla. Ma la croce mia vera, la tribolazione quotidiana che Dio mi manda per farmi somigliare al Figlio suo, oh questa non mi va, la sfuggo, cerco di sgravarmene le spalle.

O Vergine dolorosissima che seguiste con tanto eroismo Gesù al Calvario; che tanto soffriste per il cieco formalismo de’ Giudei; allontanate da me il loro velenoso fermento, affinchè col sodo continuo esercizio delle virtù cristiane segua accanto a voi Gesù che va a morire ,per me con la croce in spalla.

Mi guarderò come da vera peste dal formalismo farisaico che cola il mascherino e ingoia il cammello: ma mi formerò sempre una soda costante coscienza cristiana secondo gl’insegnamenti del Vangelo.

Fonte: http://www.preghiereagesuemaria.it

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Preghiera della sera. A San Michele Arcangelo

settembre 20, 2014 by

da qui

GRANDEZZA DI S. MICHELE NELLA CARITA’ VERSO I PECCATORI CONVERTITI

Considera come S. Michele Arcangelo, pieno di amore verso gli uomini, dopo averli richiamati dal peccato, si fa loro guida, duce, maestro di santità. La sua sollecitudine è di vedere i cristiani forniti di virtù. Che cosa fece il nostro padre Adamo? Subito dopo il peccato gli apparve e lo istruì a farne degna penitenza: gli insegnò come doveva lavorare la terra per mangiare il pane col sudore della sua fronte, come doveva santamente vivere, l’istruì sulle cose necessarie per salvarsi, raccomandandogli l’osservanza della legge naturale, gli svelò i grandi e secreti misteri del tempo futuro: altrettanto fece con Eva su tutto quello che si riferiva al suo stato. Adamo, carico di anni, lasciò questa vita senza commettere altro fallo, ricco di virtù e di meriti per i benefici di S. Michele. Chi potrà mai comprendere il vasto oceano della carità di S. Michele?

Considera come tale carità del glorioso Serafico, oltre Adamo, l’hanno sperimentata e sperimentano tutti i peccatori che Lo invocano ed onorano: per suo patrocinio il popolo eletto riportò vittoria sui suoi nemici temporali, come per suo patrocinio il peccatore convertito riporta vittoria sui suoi nemici spirituali: mondo, carne e demonio. Benedisse Giacobbe, ricolma di celesti benedizioni il peccatore; liberò Loth dall’incendio, Daniele dai leoni, Susanna dai falsi accusatori, libera parimenti i peccatori suoi devoti dall’incendio dell’inferno, dalle tentazioni, dalle calunnie. La sua carità diede coraggio ai Martiri tra i tormenti, sostenne i Confessori nella purezza della fede, aiutò le anime nella perfezione: la stessa carità fa che i peccatori emendati si esercitino nella penitenza, si mantengano umili, docili, fervorosi, ubbidienti. Oh quanto è grande la carità di S. Michele verso i fedeli! Egli è veramente il padre e il difensore dei cristiani.

Considera, o cristiano, che tanta benevolenza di S. Michele Arcangelo verso i peccatori convertiti nasce dall’immensa carità che Egli ha verso Dio, per cui ama e vuole tutto ciò che Dio stesso ama e vuole. Ora, Dio ama ardentissimamente il peccatore ravveduto e si rallegra di veder ritornato ai suoi piedi il figliol prodigo. Similmente S. Michele, qual Principe degli Angeli, prova nella conversione del peccatore, gaudio maggiore di quello degli Angeli. Impara da ciò a guadagnarti l’amore e la benevolenza del sommo Arcangelo. Hai peccato ? Benchè peccatore, puoi pure sperimentare i suoi benefici favori: fa penitenza dei tuoi falli; emenda la tua cattiva vita, ritorna al seno del tuo celeste Padre.

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Dio è amore di Pedron Lino

settembre 20, 2014 by

IL VERBO SI È FATTO UOMO

Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi… A quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome i quali… da Dio sono stati generati (Gv 1,14.12-13).

Non c’è niente di sorprendente nel fatto che l’uomo diventi figlio di Dio dal momento che Dio si è fatto uomo: è la logica dell’amore di Dio che non può non donarsi. Dio che diventa uomo è follia e stoltezza, ma ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini (1Cor 1,25).

L’incarnazione è un mistero d’amore divino: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv 3,16); Dio è amore. In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati (1Gv 4,8-10).

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Viaggio Apostolico in Albania. Sintesi e testo completo dei Discorsi, dell’Omelia e dell’Angelus

settembre 20, 2014 by

Logo - Viaggio Apostolico a Tirana (Albania), 21.IX.2014

 

  • Incontro con le Autorità nel Salone dei ricevimenti del Palazzo Presidenziale (Tirana, 21 settembre 2014)

  • Santa Messa in Piazza Madre Teresa a Tirana (21 settembre 2014)

  • Preghiera dell’Angelus Domini (Tirana, 21 settembre 2014)

  • Incontro con i leaders di altre religioni e altre denominazioni cristiane nell’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio” (Tirana, 21 settembre 2014)

  • Celebrazione dei Vespri, con sacerdoti, religiose, religiosi, seminaristi e movimenti laicali nella Cattedrale di Tirana (21 settembre 2014)

  • Incontro con i bambini del Centro Betania e con una rappresentanza di assistiti di altri centri caritativi dell’Albania nella chiesa del Centro Betania (Tirana, 21 settembre 2014)

La Vita di Gesù ( Prima Parte) raccontata ai bambini

settembre 20, 2014 by

Luca 2

Che pace ora in questa stalla. E che luce, che splendore! La notte non sembra più buia. Forse sarà per via della cometa, che si è fermata proprio sulla mia grotta…

Oh, ciao, bambini! Scusatemi, ero assorto nei miei pensieri e non mi sono accorto del vostro arrivo. Fate silenzio, mi raccomando, che il Bimbo dorme, ora. È stanco, poverino: ha dovuto sorridere tanto a tutti quei pastori che sono venuti a salutarlo. Li ha chiamati un angelo dicendo loro: <<Non abbiate paura. Vi porto una buona notizia che riempirà di gioia il mondo intero. Oggi è nato il Re promesso dal Signore, il vostro Salvatore. Andate a cercarlo a Betlemme; lo troverete addormentato, disteso in una mangiatoia.>> Ed essi sono arrivati proprio tutti, curiosi e timidi. Hanno visto il bimbo avvolto in fasce e si sono inginocchiati davanti al suo splendore. Dal piccolo Gesù appena nato hanno ricevuto subito un grande dono: la pace nei cuori. E i pastori, e le pastorelle, e i loro figlioli, gente povera ma buona, hanno fatto quello che potevano per ricambiare il dono grande di Gesù. Qualcuno ha messo ai suoi piedi una tazza di latte appena munto; altri frutta secca e formaggio. Una giovane sposa ha tagliato un po’ del suo abito di nozze per fare un telo da posare sulla paglia. Due bambini hanno lasciato ai piedi della culla i loro unici giochi: una trottola e un cavalluccio di legno. E io, che pure ho avuto la mia parte di pace nel mio cuore di bue, che cosa ho donato al piccolo Gesù? Gli ho dato il mio fiato caldo, per confortare le sue ninne bambine, per intiepidire i suoi sogni divini.

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Il seminatore. Victor Hugo

settembre 20, 2014 by

 

 

E’ l’ora del crepuscolo.

Seduto sotto un portico, ammiro

quel resto di giorno che rischiara

l’ultima ora del lavoro.

 

Nelle terre, di notte bagnate,

contemplo, commosso, i cenci

d’un vecchio che lancia a pugnelli

il futuro raccolto nei solchi.

 

La sua alta figura nera

si stagli sui campi arati.

Si sente a che punto egli crede

all’utile fuga dei giorni.

 

Cammina nell’immensa pianura

va e viene,  lancia il grano lontano,

riapre la mano e ripete,

e io medito, oscuro testimone.

 

Spiegando allora le ali,

l’ombra, in cui si confonde un rumore,

sembra ampliare fino alle stelle

l’augusto gesto del seminatore.

 

VICTOR HUGO, Saison de semailles, Le Soir

 

 

Tweet del Papa

settembre 20, 2014 by

Cari giovani, ascoltate dentro di voi: Cristo bussa alla porta del vostro cuore.
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Vangelo (Mt 20,1-16) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 21 Settembre 2014) con commento comunitario

settembre 20, 2014 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 20,1-16)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?. Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella vigna. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Questo è il Vangelo del 21 Settembre, quello del 20 Settembre lo potete trovare qualche post più sotto

Paolo VI sarà beato il 19 ottobre

settembre 20, 2014 by
"Noi predichiamo a Cristo in tutta la terra"

“Noi predichiamo a Cristo in tutta la terra”

Paolo VI sarà proclamato beato il 19 ottobre.

Papa Francesco ha ricevuto venerdì sera in udienza privata il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, e ha autorizzato la Congregazione a promulgare, tra gli altri, il decreto riguardante il miracolo attribuito all’intercessione del venerabile servo di Dio Paolo VI (Giovanni Battista Montini).

Il Pontefice ha inoltre autorizzato il Dicastero a comunicare che il rito della beatificazione avrà luogo in Vaticano il 19 ottobre 2014.
Un altro beato e 3 nuovi venerabili. Gli altri decreti riguardano la beatificazione di Luigi Caburlotto, sacerdote diocesano e fondatore dell’Istituto delle Figlie di San Giuseppe, nato a Venezia nel 1817 e morto nel 1897, e il riconoscimento delle virtù eroiche di Giacomo Abbondo, sacerdote diocesano morto nel 1788, Giacinto Alegre Pujals, sacerdote professo della Compagnia di Gesù morto nel 1930 e Carla Barbara Colchen Carré de Malberg, madre di famiglia, fondatrice della Società delle Figlie di San Francesco di Sales, morta nel 1891.

Il Papa agli Istituti secolari: «Anche per La Pira e Barelli, gridate: ‘santi subito’»
Il Papa incontrando i membri degli Istituti secolari – gruppi di laici cattolici di cui hanno fatto parte anche Giorgio La Pira e Armida Barelli – ha rivolto alcune parole a braccio. “Non vi leggo il discorso – ha detto – per non annoiarvi, e ve lo consegno”. “Volevo dirvi – ha proseguito – che forse è possibile in voi la tentazione di dirsi ‘cosa posso fare io, a che servo’, ebbene – ha aggiunto – ricordatevi che il Signore ci ha parlato del seme del grano, la vostra vita è come il seme del grano, il lievito, che sta lì, occorre fare tutto il possibile perché il regno venga, cresca, sia grande e anche custodisca tanta gente”. “Pensate – ha aggiunto – questa piccola vita, questo piccolo gesto, questa vita normale, ma è il lievito, è il seme che fa crescere, e questo vi darà consolazione, i risultati in questo bilancio sul regno di Dio non si vedono, i risultati non si vedono, soltanto il Signore vi fa percepire qualcosa, piccolina, vedremo, i risultati lassù e per questo è importante che voi abbiate tanta speranza. È una grazia – ha proseguito – che voi dovete chiedere al Signore sempre la speranza, la speranza che va avanti, che non delude, e vi consiglierei di leggere molto spesso li capitolo decimo della Lettera agli Ebrei, a proposito della speranza, imparate che tanti padri nostri hanno fatto questo cammino e non hanno visto i risultati ma li hanno salutati da lontano, la speranza è quello che vi auguro, grazie tante per quello che fate nella chiesa, per la preghiera, l’azione e per la speranza e non dimenticate eh, siate rivoluzionari”.

Dalla platea è stato chiesto quando procederanno le cause canoniche per Giorgio La Pira e Armida Barelli e il Papa ha replicato, alludendo a Karol Wojtyla: “Andate avanti, eh, il popolo qui, nel 2005 ha gridato ‘santo subito’ e poco dopo è stato fatto santo, gridate voi per questi due, grazie, è un piacere”.

Tatto di Avvenire.it del 20.sett.2014


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