Santi e Beati. Memoria di oggi: Santa Marta di Betania

luglio 29, 2014 by

Santa Marta di Betania

29 luglio – Memoria

 

sec. I

Marta è la sorella di Maria e di Lazzaro di Betania. Nella loro casa ospitale Gesù amava sostare durante la predicazione in Giudea. In occasione di una di queste visite conosciamo Marta. Il Vangelo ce la presenta come la donna di casa, sollecita e indaffarata per accogliere degnamente il gradito ospite, mentre la sorella Maria preferisce starsene quieta in ascolto delle parole del Maestro. L’avvilita e incompresa professione di massaia è riscattata da questa santa fattiva di nome Marta, che vuol dire semplicemente «signora». Marta ricompare nel Vangelo nel drammatico episodio della risurrezione di Lazzaro, dove implicitamente domanda il miracolo con una semplice e stupenda professione di fede nella onnipotenza del Salvatore, nella risurrezione dei morti e nella divinità di Cristo, e durante un banchetto al quale partecipa lo stesso Lazzaro, da poco risuscitato, e anche questa volta ci si presenta in veste di donna tuttofare. I primi a dedicare una celebrazione liturgica a S. Marta furono i francescani, nel 1262.

Patronato: Casalinghe, Domestiche, Albergatori, Osti, Cuochi, Cognate

Etimologia: Marta = palma, dall’aramaico o variante di Maria

Emblema: Chiavi, Mestolo, Scopa, Drago

Martirologio Romano: Memoria di santa Marta, che a Betania vicino a Gerusalemme accolse nella sua casa il Signore Gesù e, alla morte del fratello, professò: «Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

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Leggere le Scritture

luglio 29, 2014 by

“Il Vangelo propone una logica di speranza. La logica del Regno di Dio è la logica della carità in tutto e nonostante tutto. Tutto ciò che procede in questa logica – è la nostra speranza – è più forte della morte, partecipa già al Regno eterno.”
(Padre Paolo Dall’Oglio, 2011)

Ad un anno, oggi, dalla scomparsa di p. Dall’Oglio

Veduta dal Monte Carmelo

luglio 29, 2014 by

Gli erti gradoni di queste colline
come quelli di un’anima in cerca
assetata di pace tra gli ulivi
ombreggianti, nella canicola d’estate.
Di lassù, tra le fronde, appare
il dipinto della campagna, alfine
abbandonata nel mare.Di lassù tutto
riposa, tutto trova il suo senso,
l’ordine naturale, semplice e bello.
E’ appena un ricordo com’era velato
al brillare tremolante della terra
madida come te, con te, per la salita.

Vangelo (Mt 10,1-7) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 30 Luglio 2014) con commento comunitario

luglio 29, 2014 by

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,1-7)

In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì. Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».

Questo è il Vangelo del 30 Luglio, quello del 29 Luglio lo potete trovare qualche post più sotto

Preghiera del mattino: Tutto è possibile a chi crede

luglio 29, 2014 by

Voi dite che tutto mi è possibile, perché sono Dio e posso fare tutto, come disfare.

lo vi rispondo: tutto è possibile a chi crede. Perché metto la mia potenza divina a disposizione degli uomini, a condi­zione che si aprano ad essa mediante la fede.

La vostra scarsa fede mi rende difficile concedervi tutti i doni che vorrei accordarvi.

La vostra mancanza di fiducia mi paralizza, m’impedisce di arricchirvi secondo il mio desiderio.

Quando la mia generosità incontra un’anima di fede ar­dente, essa può operare tutto, compiere miracoli.

Tutto è possibile a chi crede. Non metto limiti a questa possibilità; sforzatevi dunque a non mettere limiti alla vostra fede.

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Tweet del Papa

luglio 28, 2014 by

Quando si vive attaccati al denaro, all’orgoglio o al potere, è impossibile essere felici.

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Preghiera della sera. Al Preziosissimo Sangue di Gesù

luglio 28, 2014 by

I PERSECUTORI DEL SANGUE

Purtroppo la Passione non ebbe termine sul Golgota e non ha avuto mai termine; ancora Gesù continua ad essere crocifisso e a versare Sangue. La lotta che si fa alla Chiesa e ai cristiani si fa a Cristo, perché i perseguitati sono membra del Corpo di Cristo.

«Così Cristo continua a sanguinare, non solo per il sangue dei martiri, ma per tutti gli strazi inferti ai suoi fedeli, per le umiliazioni dei suoi ministri, per i vilipendi al suo Vicario, per le chiese arse e profanate, per le opere distrutte, per la carità infranta, per l’usura quotidiana della calunnia. Governi, scrittori, oratori, filosofi, tutta una varia coalizione di persecutori che uccide o inceppa l’opera d’amore, la dottrina e l’espansione della Chiesa, prolungando la Passione di Cristo, facendo piovere ancora Sangue dalle sue piaghe» (L Giordani).

Quante volte, anche ai nostri giorni, il S. Sacrificio deve essere celebrato nascostamente, perché i sacerdoti o sono in carcere o ricercati a morte! È vero che va in voga un certo ritornello «Cristo sì, preti no!» Ma in realtà la persecuzione è contro il Primo Sacerdote, Cristo. «Se tu sei contro la Chiesa, dice S. Caterina, come potrai partecipare al Sangue del Figliolo di Dio? Chi spregia questo dolce Vicario di Cristo, spregia il Sangue!».

 

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La liturgia del giorno: Deuteronomio cap.32 ver. 18_21

luglio 28, 2014 by

 

Hai dimenticato Dio che ti ha generato.

La Roccia, che ti ha generato, tu hai trascurato;
hai dimenticato il Dio che ti ha procreato!
Ma il Signore ha visto e ha disdegnato
con ira i suoi figli e le sue figlie.

Ha detto: «Io nasconderò loro il mio volto;
vedrò quale sarà la loro fine.
Sono una generazione perfida,
sono figli infedeli.

Mi resero geloso con ciò che non è Dio,
mi irritarono con i loro idoli vani;
io li renderò gelosi con uno che non è popolo,
li irriterò con una nazione stolta».

 

L’ AMORE DELL’ETERNA SAPIENZA di S. Luigi Maria Grignion de Montfort

luglio 28, 2014 by

 

CAPITOLO VII

 

SCELTA DELLA VERA SAPIENZA

II. Il triplice volto della Sapienza del mondo

 

[80] La sapienza terrena di cui parla s. Giacomo, è l’amore dei beni della terra. Di questa sapienza fanno segreta professione i saggi del mondo quando attaccano il cuore a ciò che possiedono, fan di tutto per diventare ricchi, intentano processi e fanno inutili cause per avere o conservare ricchezze. Oppure quando, per la maggior parte del tempo, pensano, parlano ed agiscono solo in vista di avere o mantenere qualcosa di temporale.

Si applicano invece alla propria salvezza ed ai mezzi per acquistarla, come la confessione, la comunione, la preghieraÖ, con leggerezza, in modo formalistico, ad intervalli e per salvare le apparenze.

 

[81] La sapienza carnale è l’amore del piacere. Di tale sapienza fanno professione i saggi del mondo quando bramano i piaceri dei sensi, amano la buona tavola, allontanano da sé quanto può mortificare e incomodare il corpo, come i digiuni, le austerità… E anche quando abitualmente pensano solo a bere, mangiare, giocare, ridere, divertirsi e passare piacevolmente il tempo. Oppure cercano il letto soffice, i giochi spassosi, gli allegri conviti e le belle compagnie.

Dopo essersi prese senza scrupolo tutte queste soddisfazioni, che non dispiacciono al mondo e non danneggiano la salute, vanno in cerca del confessore meno scrupoloso (così definiscono i confessori rilassati che non compiono il proprio dovere…). Intendono ottenere da lui, a buon mercato, la pace nella loro vita molle ed effeminata, nonché l’indulgenza plenaria di tutti i loro peccati. Ho detto: a buon mercato, perché i sapienti secondo la carne vogliono, di solito, per penitenza soltanto qualche preghiera o elemosina, detestando quanto può affliggere il corpo.

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