Archivio per febbraio 2010

La croce del sud (da: Piccolo magnificat)

febbraio 28, 2010

(Commento: una persona è nel momento di fare il salto della fede, di affidarsi ed uscire dalla propria terra; è incerta dell’affidarsi ma ha sperimentato a sufficienza che senza Dio la vita va solo verso il dolore)

“Resta”

gli disse

“alla tua strada”,

la risacca

cantava

il suo canto

stanca.

“E dove

vuoi

che vada”,

spine ovunque

la spiaggia

portava…

Brillava

nel vento

sulla barca

una stella,

la prima

della sera…

Chiesa e Spirito Santo

febbraio 28, 2010

“Se dunque presenti la tua offerta sull’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare  e va prima a riconciliarti con il tuo fratello, poi torna ad offrire il tuo dono”. (Mt 5,23-24)

Per concludere questo mese dedicato allo Spirito Santo, meditiamo su questa reflessione di Paolo VI:

“La Chiesa ha bisogno della perenne Pentecoste dello Spirito Santo; ha bisogno di fuoco nel cuore, di parole sulle labbra, di profezia nello sguardo.

La Chiesa ha bisogno di essere Tempio di Spirito Santo, cioè di totale mondezza e di vita interiore; ha bisogno di risentire dentro di sé salire dal profondo della sua intima personalità, quasi un pianto, una poesia, una preghiera, un inno, la voce orante dello Spirito, che, come ci insegna San Paolo, a noi si sostituisce e prega in noi e per noi “con gemiti ineffabili”, e che interpreta Lui il discorso che noi da soli non sapremmo rivolgere a Dio”.

Vangelo dalle letture della messa del giorno (domenica 28 febbraio) ed un breve commento

febbraio 27, 2010

Dal vangelo secondo Luca

9 28 Circa otto giorni dopo questi discorsi, prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.29 E, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante.30 Ed ecco due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia,31 apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme.32 Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; tuttavia restarono svegli e videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.33 Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui. Facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli non sapeva quel che diceva.34 Mentre parlava così, venne una nube e li avvolse; all’entrare in quella nube, ebbero paura.35 E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo».36 Appena la voce cessò, Gesù restò solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

Gesù sale sul monte, con i discepoli, a pregare.Cerca, tra l’altro, un luogo per una preghiera profonda.Mentre prega riceve un più profondo dono dello Spirito.Tutto in lui, anche le vesti, è trasfigurato, segno, tra l’altro, di una trasfigurazione cosmica.Mosè ed Elia, la legge e i profeti, confermano le scritture dell’AT, sulla vocazione (sull’esodo, dice il testo, ciascuno di noi è chiamato ad un esodo) di Cristo: dare la sua vita per la salvezza del mondo.E’ la cresima di Cristo.Pietro e gli altri sono oppressi dal sonno.Ciò può rappresentare un incipiente più profondo abbandono in Dio ma anche la fatica, le tentazioni, nel perseverare nella preghiera, fatica che qui è sostenuta da quegli eventi straordinari.Pietro anche in un’occasione così singolare vuole dettare a Gesù il da farsi, che non è altro che ingabbiare, incasellare, in tre tende Gesù, Mosè ed Elia, gestendoli secondo i suoi schemi e criteri.La nube rappresenta la vera tenda (termine greco assonante), il vero sacramento (che libera e non incasella), in Cristo ed il timore che i discepoli provano è dovuto alla confusione, allo smarrimento, dell’uomo che finalmente percepisce di trovarsi davanti ad un mistero che non può dominare.Ed affidarsi veramente fa paura, si avverte il rischio di giocarsi la vita non sulle proprie certezze (anche Mosè ed Elia si stavano accomiatando da Gesù), ma su qualcun Altro che ci sarà davvero? Sarà capace davvero di darmi vita? Dal cielo viene allora una voce, perchè  Cristo qui è confermato nell’essere la Parola del Padre.Nella preghiera l’uomo impara, nel dono dello Spirito, a riconoscere la voce di Dio dalle altre voci interne ed esterne, ansie, etc..Il primo passo di crescita concreta dei discepoli è un passo “mariano”, segno di un incipiente divenire Chiesa: non corrono a raccontare superficialmente le “cose” avvenute ma le custodiscono nel cuore.

Natale (David Maria Turoldo)

febbraio 27, 2010
Ma quando facevo il pastore
allora ero certo del tuo Natale.
I campi bianchi di brina,
i campi rotti al gracidio dei corvi
nel mio Friuli sotto la montagna,
erano il giusto spazio alla calata
delle genti favolose.
I tronchi degli alberi parevano
creature piene di ferite;
mia madre era parente
della Vergine,
tutta in faccende
finalmente serena.
Io portavo le pecore fino al sagrato
e sapevo d’essere uomo vero
del tuo regale presepio.

Invito

febbraio 27, 2010

Un nuovo modo di comunicare e di ascoltare la Parola di Dio come espressione di una varietà di risonanze. Ecco il senso di questo incontro tra cristiani che vogliono vivere la loro fede in modo semplice, costruttivo, creando quella comunione che nasce dalla vicendevole appartenenza all’unica Chiesa di Cristo. Partecipiano con impegno e nel contempo con grande interesse per tutto quello che costruisce l’uomo, attraverso la fede in Gesù. Un modo vero di crescere insieme. D.Lorenzo.

Supplica alla B.V. Maria della Medaglia Miracolosa

febbraio 27, 2010

Oggi è una giornata mariana poiché è il 27 del mese, giorno della supplica alla B.V. Maria della Medaglia Miracolosa da recitare (possibilmente) alle 17.30.

La Medaglia Miracolosa è la medaglia della Madonna per eccellenza, perché è l’unica da Lei ideata e descritta da Maria stessa il 27 novembre del 1830 a Santa Caterina Labourè (1806-1876) a Parigi, in Rue du Bac.

Ecco perché oggi 27, siamo invitati a recitarla, come in ogni urgente necessità.

SUPPLICA

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia.
Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unisono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso, proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi.
Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Cosi sia.

  • Salve Regina…
  • O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi. (3 volte)

Gianmarco C

Vangelo dalle letture della messa del giorno (sabato 27 marzo) ed un breve commento

febbraio 26, 2010

Dal vangelo secondo Matteo

5 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 43 Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;44 ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,45 perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.46 Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?47 E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?48 Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

Il sole, la pioggia, sono segni di Cristo, in cui il Padre ha creato ogni cosa.Un amore vitale, creativo.Continuamente il Padre genera il Figlio nello Spirito ed in lui dà vita ad ogni cosa.Accogliere sempre più questo amore significa lasciare che anche noi siamo sempre più profondamente generati  in esso.La persona che si apre alla fede sempre più vede questo amore, la sua presenza, la sua opera, in ogni cosa, nel (suo, dice il testo) sole, nella pioggia…Il testo originale non dice siate perfetti, dice siate fino in fondo: solo Cristo può sempre più condurci in questo amore e svelarcelo ed è un mistero meraviglioso, pieno di scoperte vitali.”Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 13).Dio ci ama come amici, tutti, e ci dona gradualmente un cuore da amico per ogni persona.Come altro esempio, cambiano sempre più i nostri paradigmi: ad es. anche in parrocchia prima magari cerco il gruppo come compagnia umana poi, se cresco sinceramente, sarò portato a cercare prima di tutto la crescita profonda, spirituale, umana, anche culturale e tutti i miei discernimenti si aprono a nuovi orizzonti di vita.

Lo Spirito Santo nell’anno sacerdotale

febbraio 26, 2010

Anche se siamo agli sgoccioli…  abbiamo ancora a disposizione alcuni momenti per riflettere sul mese di Febbraio, mese dedicato allo Spirito Santo. Lo Spirito Santo è Dio, è l’Amore del Padre e del Figlio, è la terza persona della Santissima Trinità “Senza lo Spirito Santo siamo come una pietra della strada. Prendete in una mano una spugna imbevuta d’acqua e nell’altra un sasso; premeteli ugualmente; dal sassolino uscirà niente e dalla spugna si vedrà uscire acqua in abbondanza. La spugna è l’anima riempita di Spirito Santo, e la pietra è il cuore freddo e duro dove non abita lo Spirito Santo”. (S. Giovanni Maria Vianney)

Gianmarco C

Il cercatore di Dio (frammento 0) (da Piccolo magnificat)

febbraio 26, 2010

(Commento: è un frammento ancora più antico.Qui il cercatore sperimenta lo spogliamento di chi si accorge che la fede, l’amore, possono passare talora per delle prove, delle oscurità, delle situazioni, degli impegni… nei quali sempre più ciò che non è più puramente fede, abbandono, amore, viene setacciato…Sono contingenze, fasi, intorno alle quali si può manifestare più pienamente, specie se il cuore resta sincero,  il salvarci, il donarsi lui a noi, di Dio)

…io che

la vita

ancora

non so,

io che

l’attendo,

sempre

più cose

io perdo

e ti amo

di meno

e ti cerco di più…

Vangelo dalle letture della messa del giorno (venerdì 26 febbraio) ed un breve commento

febbraio 25, 2010

Dal vangelo secondo Matteo

5 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.23 Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,24 lascia lì il tuo dono davanti all’altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.25 Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo!

L’osservare e l’insegnare i precetti anche minimi del brano precedente si traduce qui nella misericordia verso gli altri.Vi è una possibilità grave di etichettare l’altro, che si può fare sempre più moralmente negatrice di vita.Lo schema, il pregiudizio, sono propri delle valutazioni che si basano, ad es., sui poveri ragionamenti umani.E’ l’eucaristia che porta nel mistero anche dell’uomo in Dio e apre sempre nuovi orizzonti: “e lì (all’altare del sacrificio) ti ricordi…”.Ecco chi consente di comprenderci sempre più profondamente col nostro avversario: la Parola, l’eucaristia, etc..L ‘eucaristia mi spinge a costruire ponti di comprensione, di perdono e di pace.Allora posso scoprire sempre più profondamente che l’unico mio vero avversario, che può farmi veramente del male, sono io stesso.Lasciando prevalere le mie ferite, le mie amarezze, le vie scelte di testa mia, posso finire nella prigione di un io chiuso in sè stesso, chiuso alla vita.Mettiti presto d’accordo (con Dio, con te stesso, con l’altro), non lasciare che si avvii un processo non positivo che può rendere sempre più faticoso il recuperare.Ascoltare con cuore sincero la Parola di Dio, se possibile tutti i giorni, che potente liberazione, che vita nuova! Dio ci accompagnerà, ci porterà, con immenso amore.


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