Archivio per ottobre 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 1 Novembre 2010) con commento comunitario

ottobre 31, 2010

TUTTI I SANTI

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Le parole del Papa.

ottobre 31, 2010

Dall’incontro in Vaticano di Papa Benedetto XVI con i giovani dell’AC,
“Diventare grandi significa essere capaci di amare….. trasformare la propria vita in un dono per gli altri”

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1

Dall’ Omelia tenuta da Benedetto XVI  il 1°novembre 2006

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20061101_all-saints_it.html

 

Da “SERVI INUTILI A TEMPO PIENO”

ottobre 31, 2010

di Don Tonino Bello

“Anche tu per evangelizzare il mondo”: il Signore ce l’ha anche con te. La sua mano tesa ti ha individuato nella folla. E’ inutile che tu finga di non sentire, o ti nasconda per non farti vedere. Quell’indice ti raggiunge e ti inchioda a responsabilità precise che non puoi scaricare su nessuno. “Anche tu”. Perché il mondo è la vigna del Signore, dove egli ci manda tutti a lavorare. A qualsiasi ora del giorno. Non preoccuparti: non ti si chiede nulla di straordinario. Neppure il tuo denaro: forse non ne hai. E quand’anche ne avessi, e lo donassi tutto, non avresti ancora obbedito all’intimo comando del Signore. Si chiede da te soltanto che, ovunque tu vada, in qualsiasi angolo tu consumi l’esistenza, possa diffondere attorno a te il buon profumo di Cristo. Che ti lasci scavare l’anima dalle lacrime della gente. Che ti impegni a vivere la vita come un dono e non come un peso. Che ti decida, finalmente, a camminare sulle vie del Vangelo, missionario di giustizia e di pace. Esprimi in mezzo alla gente una presenza gioiosa, audace, intelligente e propositiva.  Se vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l’aria, che non siete pratici, prendetelo come un complimento. Non fate riduzioni sui sogni. Non praticate sconti sull’utopia. Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà: ” Ma cosa si cela negli occhi così pieni di stupore di costoro?”

Il vangelo raccontato dai bambini

ottobre 31, 2010

Alcuni bambini sono stati chiamati a raccontare ciascuno un brano del vangelo con parole loro.Allora uno ha raccontato: Gesù entra in Gerico e vede Zaccheo sull’albero e gli dice: “Zaccheo scendi, che ti fai male”.Così con semplicità quel bimbo ha parlato di quell’episodio come gli antichi e grandi padri della Chiesa.

Per proporre un possibile esempio: talora ci può capitare di salire sul sicomoro quando ci facciamo prendere dal fare tante cose nel momento in cui Dio ci chiama invece a pregare, a stare con lui.

Phil Collins. Going Back

ottobre 31, 2010

“I think I’m returning to those days when I was young enough to know the truth “

Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perchè a chi è come loro appartiene il regno di Dio.(Lc,18,16)

http://www.youtube.com/user/philcollins#p/u/1/UrxFpcaNlCU

E. Bianchi. I frutti dell’amore.

ottobre 31, 2010

1° novembre. Festa di tutti i Santi

 

In questi ultimi decenni sono stati proclamati tanti santi e beati: mai c’è stata nella Chiesa una stagione così ricca di canonizzazioni, segno anche di un’estesa “cattolicità” raggiunta dalla testimonianza cristiana. Eppure molti, all’interno e attorno alla Chiesa, hanno la sensazione di non conoscere dei santi “vicini”, di non riuscire a discernere “l’amico di Dio” – questa la stupenda definizione patristica del santo – nella persona della porta accanto, nel cristiano quotidiano. Questo forse è dovuto anche al fatto che viviamo in una cultura in cui si privilegia l’apparire, un mondo in cui – come ha detto qualcuno – “anche la santità si misura in pollici”: molti allora cercano non il discepolo del Signore, ma l’ecclesiastico di successo, l’efficace trascinatore di folle, l’opinion leader capace di parole sociologiche, politiche, economiche, etiche, la star mediatica cui si chiede una parola a basso prezzo su qualsiasi evento, facendolo apparire il più eloquente a prescindere dalla consistenza della sua sequela del Signore.

Ma è proprio in questa ambigua ricerca della santità attorno a noi che ci viene in aiuto la festa di tutti i santi, la celebrazione della comunione dei santi del cielo e della terra.

Sì, al cuore dell’autunno, dopo tutte le mietiture, i raccolti e le vendemmie nelle nostre campagne, la Chiesa ci chiede di contemplare la mietitura di tutti i sacrifici viventi offerti a Dio, la messe di tutte le vite ritornate al Signore, la raccolta presso Dio di tutti i frutti maturi suscitati dall’amore e dalla grazia del Signore in mezzo agli uomini.

La festa di tutti i santi è davvero un memoriale dell’autunno glorioso della Chiesa, la festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore dell’uomo: se non ci fossero i santi, se non credessimo “alla comunione dei santi” – che non certo a caso fa parte della nostra professione di fede – saremmo chiusi in una solitudine disperata e disperante. In questo giorno dovremmo cantare: “Non siamo soli, siamo una comunione vivente!”; dovremmo rinnovare il canto pasquale perché, se a Pasqua contemplavamo il Cristo vivente per sempre alla destra del Padre, oggi, grazie alle energie della risurrezione, noi contempliamo quelli che sono con Cristo alla destra del Padre: i santi. A Pasqua cantavamo che la vite era vivente, risorta; oggi la Chiesa ci invita a cantare che i tralci, mondati e potati dal Padre sulla vite che è Cristo, hanno dato il loro frutto, hanno prodotto una vendemmia abbondante e che questi grappoli, raccolti e spremuti insieme formano un unico vino, quello del Regno.

Noi oggi contempliamo questo mistero: i morti per Cristo, con Cristo e in Cristo sono con lui viventi e, poiché noi siamo membra del corpo di Cristo ed essi membra gloriose del corpo glorioso del Signore, noi siamo in comunione gli uni con gli altri, Chiesa pellegrinante con Chiesa celeste, insieme formanti l’unico e totale corpo del Signore. Oggi dalle nostre assemblee sale il profumo dell’incenso, segno del legame con la Chiesa di lassù, la Gerusalemme celeste che attende il completamento del numero dei suoi figli ed è vivente, gloriosa presso Dio, con Cristo, per sempre.

Ecco il forte richiamo che risuona per noi oggi: riscoprire il santo accanto a noi, sentirci parte di un unico corpo. E’ questa consapevolezza che ha nutrito la fede e il cammino di santità di molti credenti, dai primi secoli ai nostri giorni: uomini e donne nascosti, capaci di vivere quotidianamente la lucida resistenza a sempre nuove idolatrie, nella paziente sottomissione alla volontà del Signore, nel sapiente amore per ogni essere umano, immagine del Dio invisibile.

Il santo allora diviene una presenza efficace per il cristiano e per la Chiesa: “Noi non siamo soli, ma avvolti da una grande nuvola di testimoni” (Ebr 12,1), con loro formiamo il corpo di Cristo, con loro siamo i figli di Dio, con loro saremo una cosa sola con il Figlio. In Cristo si stabilisce tra noi e i santi una tale intimità che supera quella esistente nei nostri rapporti, anche quelli più fraterni, qui sulla terra: essi pregano per noi, intercedono, ci sono vicini come amici che non vengono mai meno. E la loro vicinanza è davvero capace di meraviglie perché la loro volontà è ormai assimilata alla volontà di Dio manifestatasi in Cristo, unico loro e nostro Signore: non sono più loro a vivere, ma Cristo in loro, avendo raggiunto il compimento di ogni vocazione cristiana, l’assunzione del volere stesso di Cristo: “Non la mia, ma la tua volontà sia fatta, o Padre” (Lc 22,42). Sostenuti da quanti ci hanno preceduto in questo cammino, scopriremo anche i santi che ancora operano sulla terra perché il seme dei santi non è prossimo all’estinzione: caduto a terra si prepara ancora oggi a dare il suo frutto. “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43,19).


Enzo Bianchi (in, Dare senso al tempo, Ed Quiquajon, Comunità di Bose)

J. Joplin, Ball and chain

ottobre 31, 2010

http://www.janisjoplin.com/

cliccare sul link sopra, poi su videos, poi scorrere sui video fino a trovare Ball and chain.Non conosco le parole di questa canzone, io la ascolto come una canzone d’amore a Dio.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 31 Ottobre 2010) con commento comunitario

ottobre 30, 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Per sorridere…

ottobre 30, 2010

Sui problemi legati all’evangelizzazione…

Tratta da http://www.gesuiti.it/linguaggi/1387/listagenerica.asp

Un missionario gesuita, camminando nella foresta si imbatte in un leone affamato.

Il povero prete non sapendo che preghiera rivolgere a Dio dice proditoriamente: “Padre, ispira a questo leone dei sentimenti cristiani!”.

Il leone allora alza il muso verso il cielo e dice con devozione: “Ti ringrazio Signore del il cibo che sto per prendere…”

D.M. Turoldo. Il volto cercato da tutte le fedi

ottobre 30, 2010

 

Sì, anche per te, Dolore e Morte sono tua pena,
è il Male la tua passione divina.

Ma pure pagando il prezzo del sangue
a due scelte Tu non rinunci mai:

che Natura non sia pienamente onorata
e Libertà sia sempre inviolata:
è quanto ti fa essere il Dio che sei.

Per ciò l’ Evento era inevitabile:
a tua salvezza dovevi scendere,
venire con noi a piangere:

Cristo, sei tu il suo volto
cercato da tutte le fedi.

D.M. Turoldo(da, Ultime poesie, Ed Garzanti 1999)


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