Commento al vangelo di oggi

by

Ecco un bel commento del vangelo di oggi (XXVIII del tempo ordinario) di Don Fabio Rosini (Fonte Radiovaticana)

XXVIII del tempo ordinario

Una Risposta a “Commento al vangelo di oggi”

  1. d. giampaolo centofanti Dice:

    Il tema dello straniero è fondamentale.

    Epifania

    Manifestazione dell’amore, della luce di Dio.
    Questa è la festa di oggi.Le letture cantano che con essa è donata sempre più all’uomo vita sempre più piena ed ogni bene.E’ per questo che al più piccolo brillare della luce di Dio nel cuore di qualsiasi uomo si accende una speranza nuova che lo può indurre a seguire quella luce.
    Oggi vediamo l’intensa ricerca dei magi e invece la reazione di Erode e dei capi religiosi: anche Erode si informa con accuratezza ma per spegnere quella luce che teme gli tolga qualcosa.E i capi religiosi conoscono intellettualmente la verità sul Messia ma non sanno riconoscere la sua venuta concreta e forse non la vogliono riconoscere.
    La vita stessa di Dio e tutti i beni dei popoli giungono a Gerusalemme ma i suoi potenti temono, si chiudono, a questi doni invece di accoglierli con gioia.
    Il tema della luce è un tema decisivo e non è un caso che sia messo in relazione agli stranieri.I veri sapienti sono sempre stranieri, sotto certi aspetti, davanti alla luce, cioè si sentono sempre bisognosi di crescere, anzi nella storia la luce li porta a cambiare mentalità, a cercare nuove strade (avvertiti, per un’altra strada…).
    I sapienti falsi di Gerusalemme si sono impossessati della sapienza e non hanno nulla da imparare, non hanno pensieri da cambiare.
    Cambiare sempre mentalità è una necessità così profonda per l’uomo che il cammino di conversione di tutta l’umanità nella storia ha un suo aspetto importante nella scoperta sempre più profonda della necessità di essere disponibili, pronti, proprio per aver trovato Cristo, a lasciarsi mettere completamente in discussione da lui su tutto.
    Per questo i sapienti, le guide, in un cammino dovrebbero diventare sempre più umili, bisognosi di imparare da tutti, sentinelle che con passione attendono sempre la sempre nuova venuta di Dio (la profetessa Anna postasi in quella stessa ora -di Dio- e non, come si traduce quasi sempre, sopraggiunta in quella stessa ora).
    Così notiamo che anche nella conversione al bene è più facile accogliere e vivere quello che abbiamo capito che lasciarsi interpellare, spiazzare, mettere in discussione, dalla nuova venuta di Dio non solo nel cuore ma anche negli eventi e nei fratelli: Maria, da parte sua custodiva tutte queste parole-fatti mettendole insieme (ma c’è una sfumatura: gettandole alla rinfusa, dunque lasciando che fosse Dio a chiarirsi), nel suo cuore.
    Così il fare il bene ma il chiudersi alla nuova luce è un rischio nel cammino della fede.Si fa il bene ma non si cambia mentalità.Cambiare sempre mentalità è un dono apportatore di molti beni: si accoglie, si conosce e si sta meglio con Dio, sé stessi, gli altri, il mondo.E’ lo Spirito che può aprire così ad una nuova comunicazione nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, etc..E’ lo Spirito che può spingere ad uscire dalla terra dei propri pensieri abitudinari e a mettersi in discussione.La vita, la Parola, le persone, gli anni, sono sempre uguali se non ci apriamo sempre più alla grazia.
    E con lo Spirito, con la comunicazione, con l’amore nuovi vengono tanti beni.Talora basta una persona che si apra allo Spirito perché la vita della famiglia (della comunità, etc.) cambi.In quella famiglia comincia a splendere una luce di speranza.
    Perché questo accada è necessario, come i magi, in un cammino graduale: cercare, invocare lo Spirito; lasciarsi portare da lui; crescere con l’aiuto della comunità (degli altri, etc.) che, ad es., dialoga con loro alla luce delle scritture; perseverare, pazientare, quando non si vede la stella; esserne sempre più assetati; etc..Non si cambia facilmente sempre più mentalità senza tutto questo.
    E così non è nel fare il bene ma nel cambiare mentalità il luogo più profondo (talora?) delle nostre resistenze, sfiducie, chiusure, pigrizie, etc..Un luogo ben nascosto anche a noi stessi che appunto non cambiando mentalità neanche ce ne accorgiamo, anche se ciò in realtà chiude alla vita più bella e ai suoi doni.
    Questo vuol dire mettere ai piedi del bimbo Gesù oro, incenso e mirra: mettere nelle mani di Dio, affidare alla sua grazia che cresce con delicatezza, serenità, in noi, il nostro cuore (incenso, sacerdote: la lode a Dio), la nostra mente (mirra, profeta, testimone: il profumo -interiore- della testimonianza di Dio), le nostre forze (oro, re), perché ci prenda per mano e la grazia gradualmente inondi (Isaia) la nostra vita.
    Al vedere la stella provarono un grandissima gioia.E la stella li condusse, e conduce noi oggi, a Maria, Giuseppe e ad un bimbo: Gesù.Signore, aumenta la nostra fede!

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.