La chiesa armena ricorda Gregorio di Narek, monaco e innografo vissuto tra il X e l’XI secolo.
Compose inni, trattati, commenti alla Scrittura, panegirici; fu un predicatore amato e apprezzato dai più dotti ma anche dai più semplici. Il suo Libro di preghiere è uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana.
“Tu sei questo meraviglioso canto
nel quale noi troviamo il nostro impulso,
musica al cui seno le forme sono costruite.
Tu sei il segreto del pensiero
grazie a cui tutto insieme è in movimento,
ogni splendore si trova in te riunito
come nell’anfora si accostano le canne.
Tu sei il dito del cipresso che indica la via
e le tue sopracciglia sono riunite in un sol arco.
Dio del mezzogiorno che domini sugli astri “
Gregorio di Narek, dal Libro di preghiere
La Chiesa d’Inghilterra ricorda un altro grande poeta cristiano: George Herbert, 1593-1633.
“Lascia, o Signore,
quando il tuo tetto avrà nascosto la mia anima
che in un tal luogo io possa porre il nido;
allora di un peccatore liberato ti sarai,
e io del bisogno di sperare e di temere.
Ma a modo tuo: di certo le tue vie sono migliori.
Distendi o contrai il tuo povero debitore:
non sarà che un modo di accordarmi il seno
per rendere la musica migliore.
Che io voli con gli angeli, o cada con la polvere,
gli uni e l’altra han fatto le tue mani, e là io sono;
la tua potenza e il tuo amore, il mio amore e la mia fede
rendono ogni luogo la terra dell’incontro”
George Herbert, da The Temper
(notizie tratte da www. monastero di bose.it)