Archivio per marzo 2011

PREGHIERA: COLLOQUIO CON DIO

marzo 31, 2011

Traggo queste righe ancora una volta da LA VERITA’ VI FARA’ LIBERI della CEI, e sono parole che ci aiutano a comprendere l’enorme ricchezza della prechiera.

“In ogni religione la preghiera è il gesto centrale. Gesù stesso pregava a lungo, interrompendo la sua attività. Da che cosa nasce questa necessità vitale? Perchè  non basta dedicarsi con onestà e generosità agli impegni familiari e professionali e alle buone opere? La vita non è solo efficienza e lavoro; è anche contemplazione, amicizia, gioco, festa. Nella preghiera l’uomo vive consapevolmente la dipendenza da Dio e l’amore per lui; ringrazia e loda per i doni ricevuti; chiede e si dispone ad accogliere quelli sperati. Più precisamente il cristiano attua consapevolmente la comunione filiale con Dio in Cristo, esprimendo l’atteggiamento fondamentale di fede, speranza e carità con modulazioni diverse secondo le situazioni, gioiose o tristi, individuali o comunitarie.

La preghiera è il rapporto con Dio divenuto pienamente consapevole;  per questo non manca mai in una autentica vita religiosa.  Per i cristiani nella storia della salvezza Dio si rivela non come potenza anonima, ma come soggetto personale che parla, ascolta e sempre è vicino. Pregare, allora, significa dialogare con lui da persona a persona, dargli del tu, mettersi davanti a lui faccia a faccia, cuore a cuore.

Il nostro primo interlocutore è la prima persona della Santissima Trinità. Il cristiano, sia nella lode sia nella supplica , in definitiva si rivolge sempre e Dio Padre, principio senza principio delle altre persone divine e di ogni dono partecipato alle creature. La sua preghiera, come tutta la sua vita, è sempre un andare al Padre insieme a Cristo nello Spirito.

Se il padre è la meta, Gesù Cristo è <<la via>>. Egli associa alla propria preghiera quella della Chiesa e di tutta l’umanità. Ogni esperienza di orazione, dal balbettio infantile alla contemplazione mistica, si compie nel suo nome.

Gesù intercede per noi come mediatore;  ma come persona divina è anche destinatario della nostra preghiera; prega per noi, prega in noi ed è pregato da noi. Famosissima è la preghiera del cuore in cui la formula viene ripetuta con frequenza facendo riferimento al battito del cuore o al ritmo del respiro:” Gesù Cristo , Figlio di Dio , abbi pietà di me peccatore”: la nostra povertà di peccatori è avvicinata ai titoli della sua grandezza!

Lo Spirito Santo ci fa dire <<Abbà Padre!>> e intercede per i credenti secondo i disegni di Dio e unisce tutta la Chiesa all’unica preghiera di Cristo e la rivolge al Padre

Figura particolare poi è la Vergine Maria. E’ modello della preghiera cristiana, intesa come ascolto, contemplazione, lode e intercessione. Accompagna, quasi in un perenne cenacolo, la preghiera della Chiesa. A lei salgono sempre la  lode commossa e la supplica fiduciosa. Insieme al Padre Nostro la preghiera più familiare è l’Ave Maria costituita da un saluto di lode per le meraviglie compiute in lei da Dio, e da una supplica perchè interceda per noi.”

Donaci Signore di poterci rivolgere a te fiduciosi e di riposarci in un colloquio filiale.

La preghiera d’intercessione

marzo 31, 2011

da “I fratelli Karamazov”di Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Lo staretz Zosima dice a un giovane, Alioscia: «Ragazzo, non scordare la preghiera. Nella tua preghiera, se è sincera, trasparirà ogni volta un nuovo sentimento e una nuova idea che prima ignoravi e che ti ridarà coraggio; e comprenderai che la preghiera educa.
Rammenta poi di ripetere dentro di te, ogni giorno, anzi ogni volta che puoi: “Signore, abbi pietà di coloro che oggi sono comparsi dinanzi a te”. Poiché a ogni ora, a ogni istante, migliaia di uomini abbandonano la loro vita su questa Terra e le loro anime si presentano al cospetto del Signore; quanti di loro lasciano la Terra in solitudine, senza che lo si venga a sapere, perché nessuno li piange né sa neppure se abbiano vissuto. Ma ecco che forse, dall’estremo opposto della Terra, si leva allora la tua preghiera al Signore per l’anima di questo morente, benché tu non lo conosca affatto né lui abbia conosciuto te. Come si commuoverà la sua anima, quando comparirà timorosa davanti al Signore, nel sentire, in quell’istante, che vi è qualcuno che prega anche per lei, che sulla terra è rimasto un essere umano che ama pure lei. E lo sguardo di Dio sarà più benevolo verso entrambi, poiché se tu hai avuto pietà di quell’uomo, quanto più ne avrà Lui, che ha infinitamente più misericordia e più amore di te. Egli perdonerà grazie a te».

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 1 Aprile 2011) con commento comunitario

marzo 31, 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,28-34)

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Sindone, icona della Quaresima

marzo 31, 2011

In link l’articolo pubblicato su Avvenire a firma di Riccardo Maccioni, ieri 30 marzo 2011

Se ti immergi in quell’icona di dolore, se ti lasci interrogare dalle ferite che ne segnano i tratti, senti soprattutto un grande bisogno di silenzio. L’unica risposta possibile di fronte alla violenza disumana, il modo più diretto che abbiamo di aprirci all’eterno presente di Dio. Per essere riempiti occorre svuotarsi, lasciare che il vento dello Spirito spazzi via il fragile castello di carta delle nostre certezze, saper rinunciare a un po’ di noi stessi. È l’itinerario della Quaresima”.

http://www.avvenire.it/Commenti/Sindone+icona+della+Quaresima_201103300837563670000.htm

La catechesi di Giovanni Paolo II sulla Sindone del 24 maggio 1998

“La Sindone è immagine del silenzio. C’è un silenzio tragico dell’incomunicabilità, che ha nella morte la sua massima espressione, e c’è il silenzio della fecondità, che è proprio di chi rinuncia a farsi sentire all’esterno per raggiungere nel profondo le radici della verità e della vita. La Sindone esprime non solo il silenzio della morte, ma anche il silenzio coraggioso e fecondo del superamento dell’effimero, grazie all’immersione totale nell’eterno presente di Dio. Essa offre così la commovente conferma del fatto che l’onnipotenza misericordiosa del nostro Dio non è arrestata da nessuna forza del male, ma sa anzi far concorrere al bene la stessa forza del male. Il nostro tempo ha bisogno di riscoprire la fecondità del silenzio, per superare la dissipazione dei suoni, delle immagini, delle chiacchiere che troppo spesso impediscono di sentire la voce di Dio” (7).

http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/travels/documents/hf_jp-ii_spe_24051998_sindone_it.html

31 marzo. Santi e memorie del giorno

marzo 31, 2011

Oggi si ricordano, tra gli altri, Santa Balbina, ?-130, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47950

San Guido di Pomposa, ?-1046, abate

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90844

San Beniamino, ?-420, martire in Persia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/48000

La chiesa d’Inghilterra ricorda John Donne, 1571-1631, presbitero, grande predicatore, decano della cattedrale londinese di San Paolo

“Se questa stessa notte fosse l’ultima
del mondo? Intagliami nel cuore,
o anima che vi dimori,
il Cristo crocifisso, e dimmi se quel volto
può atterrirti: le lacrime in quegli occhi
placano il lume insostenibile,
sangue profuso dal capo trafitto
spiana il corruccio della fronte.
Può dannarti la lingua che implorava
perdono per lo scorno dei carnefici?
No, no; ma come nell’idolatria
dicevo alle profane amiche:
bellezza di pietà, bruttezza di rigore
è segno certo, così dico a te:
ai mali spiriti spettano membra orrende,
questa forma stupenda mi assicura
una pietosa mente”.

John Donne, Sonetti sacri 13

Click the image to open in full size.

Il 31 marzo 1945 muore a Ravensbrück, in un campo di sterminio nazista, Elizaveta Jur’evna Pilenko,1891-1945, meglio nota con il nome monastico di Mat’ Marija. Prese i voti monastici nel 1932. La monaca Mat’ Marija fondò in quegli anni a Parigi un monastero, dedito all’accoglienza dei più poveri, provenienti soprattutto dalle file dei numerosi emigrati russi nella capitale francese.

Arrestata nel 1943 per l’aiuto che più volte aveva dato all’espatrio di bambini ebrei, Mat’ Marija morì nella camera a gas del campo di Ravensbrück, prendendo il posto di una compagna di prigionia. Mat’ Marija narrava così anche con il suo ultimo gesto una vita totalmente donata, senza riserve, a tutti coloro che aveva incontrato. Venne canonizzata dalla chiesa ortodossa nel 2004.

Ci sono due modi di vivere:
camminare sulla terra ferma
facendo solo ciò che è giusto e rispettabile,
e così misurare, soppesare, prevedere.
Ma si può anche camminare sulle acque.
E allora non si può più misurare e prevedere
ma bisogna solo credere incessantemente.
Un istante di incredulità e s’incomincia ad affondare

(Mat’ Marija, dal Diario del 31 agosto 1934)

Tutto è vagliato. E’ fatto il bilancio.
Batti, campana, l’ultimo tocco.
Ultimo suono per l’ultimo abbandono.
Tutto è vagliato, e nulla più mi trattiene.

Lascio il salario del mondo, la fatica, il commercio,
prendo ali ed impeto,
e dico per sempre: «Nel nome,
nel nome della croce e dei suoi ceppi,
nel nome del supplizio della croce, Signore,
faccio Tuoi tutti i miei giorni».

Ho accolto la vita, Signore,
con amore e con foga ho vissuto;
e con amore ora accolgo la morte.
Ecco, il calice è colmo.
Ai tuoi piedi il calice è sparso.
E ai tuoi piedi ho effuso la vita

Mat’ Marija, dalle Poesie

Miniera di testi di autori spirituali

marzo 31, 2011

Leggere un autore spirituale può essere anche un modo di pregare (i modi di pregare possono essere molti, ad es. anche leggere una poesia spirituale).Dopo il link elenco gli autori di questa raccolta che io conosco come cattolici (tra gli altri ve ne sono sicuramente di non cattolici, anche se anche alcuni di questi ultimi propongono spunti interessanti, pur se non pienamente condivisibili appunto da un cattolico)

http://www.atma-o-jibon.org/italiano3/piccoli_grandi_libri.htm

Ecco la lista (per fare più velocemente, data la difficoltà qui sperimentata nel copia-incolla, scrivo tutto minuscolo e senza virgole):

angelini bagnasco von balthasar bello bianchi biffi brambilla cagnasso carretto CEI cencini curato d’ars danielou  de chardin de foucauld fausti follerau ghidelli i papi grun guardini lubich maggioni manicardi manna martini mazzolari milani mongillo nouwen rahner ratzinger riboldi rosmini turoldo ravasi tettamanzi van thuan voillaume

Inoltre nel sito potete trovare:

L’imitazione di Cristo. E’ un classico della spiritualità (forse tra i più letti nella storia della Chiesa).E’ opera molto antica (1200-1450 ?) dunque, pur di profondissima spiritualità, dà motivo di comprendere, però, anche la maturazione della spiritualità stessa nel corso della storia verso l’intuizione sempre più profonda dell’amore divino e umano di Dio.

Letture patristiche.

Scimmietta pattinatrice

marzo 31, 2011

http://www.youtube.com/watch?v=h9J6usjAKjs

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 31 Marzo 2011) con commento comunitario

marzo 30, 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,14-23)

In quel tempo, Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».

30 marzo. Santi del giorno

marzo 30, 2011

Oggi, e anche il 18 maggio, si ricorda s.Leonardo Murialdo, 1828-1900, sacerdote, fondatore della “Congregazione di S. Giuseppe”

“Io vedo che dovrei essere l’oggetto dell’esecrazione di Dio, mentre mi vedo l’oggetto dell’amore e dei benefici di Dio.

«Avrò misericordia di chi vorrò e avrò compassione di chi vorrò avere compassione» (Es 33,19).

«Userò misericordia con chi vorrò e avrò compassione di chi vorrò averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia. Dice infatti la Scrittura al faraone: “Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra”. Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce il cuore di chi vuole» (Rom 9,15-18). Cf. tutto il cap. 9 della lettera ai Romani.

«Là dove è abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia» (Rom 5,20), «perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2,9).”

(L’incomprensibile gratuità dei doni di Dio, tratto dal Testamento spirituale)

http://www.murialdo.org/index.php?method=section&id=209 ( a questo link si possono trovare tutti gli scritti e le notizie biografiche)


si ricordano anche i Santi martiri coreani,?- 1866

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47770

e San Giovanni Climaco,575-650,abate, ricordato solennemente anche dalle chiese ortodosse

“La mitezza è lo stato costante dello spirito sempre uguale a se stesso dinanzi agli onori come dinanzi agli insulti. Sicché essa significa pure pregare per il prossimo che ti turba, in tutta tranquillità e serenità.
Mitezza perciò vuol dire anche solidità nella pazienza e capacita di amare, in quanto essa è madre di carità, prova di discernimento spirituale. Il Signore, come sta scritto, «insegnerà ai miti le sue vie». La mitezza procura la remissione dei peccati nella preghiera fiduciosa. Essa è come terra disponibile per la fecondazione dello Spirito santo, come sta scritto: «Su chi volgerò lo sguardo, se non su un’anima mite e tranquilla?»”

Giovanni Climaco, La scala del paradiso 24,134

Icona XII° sec, La scala per il Paradiso, descritta da Giovanni Climaco, Monastero di S Caterina, Monte Sinai

 

La catechesi di Benedetto XVI°

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090211_it.html


Sant’Agostino, Tardi ti amai

marzo 30, 2011

Tardi Ti amai,
o bellezza tanto antica e così nuova,
tardi io Ti amai.
Ed ecco che Tu eri dentro ed io fuori e lì
Ti cercavo, gettandomi, brutto,
su queste cose belle fatte da Te.
Tu eri con me,
ma io non ero con Te:
mi tenevano lontano le creature,
che, se non fossero in Te, non sarebbero.
Tu mi hai chiamato,
hai gridato, hai vinta la mia sordità.
Tu hai balenato, hai sfolgorato,
hai dissipata la mia cecità.
Tu hai sparso il tuo profumo,
io l’ho respirato e ora anelo a Te.
Ti ho gustato e ora ho fame e sete.
Mi hai toccato e ardo dal desiderio della tua pace.

(da Le confessioni, libro X, 27.38)


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