Giorni or sono abbiamo pubblicato un articolo, dal titolo “La parola di Dio“, tratto dall’esortazione apostolica di Benedetto XVI Verbum Domini. Vogliamo adesso aggiungere il paragrafo successivo che completa il discorso e lo inquadra in una luce particolare. Dice così il Papa:<<Le sacre Scritture introducono sciascuno di noi al colloquio con il Signore: il Dio che parla ci insegna come noi possiamo parlare con Lui. Il pensiero va spontaneamente al Libro dei Salmi, nel quale Egli ci dà le parole con cui possiamo rivolgerci a Lui, trasformando così la vita stessa in un movimento verso Dio. Nei Salmi infatti troviamo tutta la gamma articolata di sentimenti che l’uomo può provare nella propria esistenza e che vengono posti con sapienza davanti a Dio: gioia e dolore, angoscia e speranza, timore e trepidazione trovano quì espressione. Insieme ai Salmi pensiamo anche ai numerosi altri testi della sacra Scrittura che esprimono il rivolgersi dell’uomo a Dio nella forma della preghiera di intercessione (cfr Es 33,12-16), del canto di giubilo per la vittora (cfr Es 15) o di lamento nello svolgimento della propria missione (cfr Ger, 20,7-18). In tal modo la parola che l’uomo rivolge a Dio diventa anch’essa Parola di Dio, a conferma del carattere dialogico di tutta la Rivelazione cristiana, e l’intera esistenza dell’uomo diviene un dialogo con Dio che parla e ascolta, che chiama e mobilita la nostra vita. La Parola di Dio rivela qui che tutta l’esistenza dell’uomo è sotto la chiamata divina.>>
Queste parole sono una forte esortazione a aprirci al dialogo, alla preghiera, all’ascolto, a scrutare le Scritture, certi che per mezzo loro siamo dinanzi a un Padre che, come dice il Papa, “parla e ascolta”.