http://www.mymovies.it/film/2011/ilvillaggiodicartone/
E’ ancora nelle sale “il villaggio di cartone e credo valga la pena di vederlo, non solo per i dialoghi scritti da Ravasi e Magris o per le musiche o gli attori e la sceneggiatura,… Olmi porta sullo schermo l’apparente inutilità di una chiesa svuotata dai parrocchiani e da tutti gli arredi e di un vecchio prete capace di recuperare nella fragilità dei dubbi il significato profondo delle origini dell’ecclesia. A offrirgli l’occasione di farsi prossimo ancora una volta saranno quelli che vengono considerati gli invasori , i clandestini che ripararno nella chiesa vuota e ridanno valore ai banchi abbandonati ed anche al fonte battesimale pronto a raccogliere la pioggia che scende dal tetto. Nell’opporsi agli uomini della Legge il vecchio parroco trova un senso al Mistero, a quel Mistero che fa sì che Dio si manifesti attraverso gli occhi di uomini e donne in cerca di una vita nuova.
La storia potrebbe essere rappresentata in teatro come una tragedia classica dove quasi tutti gli eroi affrontano la distanza tra valori e azioni e perdono travolti dai fatti, “perchè se non cambiano la storia, la storia cambierà noi”.
ottobre 23, 2011 alle 15:24 |
errore di battitura
La frase che appare sullo schermo al termine del film è: Se non cambiamo la Storia, la Storia cambierà noi.”