Oggi inizia la Novena dell’ Immacolata detta dello Stellario di Maria Vergine Immacolata,ricordata nel post di ieri di Don Giampaolo
http://gpcentofanti.wordpress.com/2011/11/28/novena-della-solennita-dellimmacolata-concezione-di-maria/

Il Martirologio romano ricorda oggi san Francesco Antonio Fasani, 1681-1742, dell’Ordine dei frati minori conventuali, chiamato da coloro che gli erano vicini “padre maestro”.
http://www.clerus.org/clerus/dati/2009-06/19-13/IT_Fasani.html
http://it.gloria.tv/?media=113394
Oggi inizia anche la novena all’Immacolata di san Francesco Antonio Fasani
http://gpcentofanti.wordpress.com/2010/11/29/novena-allimmacolata-di-s-f-a-fasani-1%C2%B0-giorno/
Si ricordano anche san Saturnino di Tolosa, vescovo e martire al tempo dell’imperatore Decio, uno dei santi più popolari in Francia e Spagna. http://www.santiebeati.it/dettaglio/79700, e San Saturnino di Cartagine, martire nel 304, assieme a Sisinio http://www.santiebeati.it/dettaglio/91140
san Fedele di Merida, ?-572, vescovo
http://www.santiebeati.it/dettaglio/79800
santi Demetrio e Biagio, I sec., venerati a Veroli. Tutte le notizie sono legate alle loro reliquie.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/79850
san Bernardo di Nazareth, tra i molti vescovi trasferiti in Palestina durante la prima Crociata
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90687
(di seguito, notizie tratte da www.monasterodibose.it)
La chiesa siro-occidentale fa oggi memoria di uno dei suoi più grandi scrittori e poeti: Giacomo di Sarug la cui vita ci è tunta soprattutto grazie alla Storia del contemporaneo Giacomo di Edessa. Nato nel 451 nel villaggio di Qurtam, sull’Eufrate, Giacomo studiò alla celebre scuola di Edessa. A 22 anni divenne monaco, e iniziò presto a trasfondere la sua meditazione delle Scritture in poemi religiosi di rara bellezza. Dopo aver ricevuto l’ordinazione presbiterale, Giacomo divenne visitatore ecclesiastico della chiesa locale di Hawra, ed ebbe così modo di conoscere tutta la Siria; poi, sul finire dalla vita, fu eletto vescovo di Batnan-Sarug, nel 518. Giacomo morì il 29 novembre del 521, e per le sue grandi doti di scrittore la chiesa siriaca gli attribuì il titolo di «arpa dello Spirito santo», al pari del suo maestro sant’Efrem. Dei suoi 763 poemi, appena un terzo è giunto a noi. In essi Giacomo canta con continui e sapienti rinvii alle Scritture ebraiche e cristiane la bellezza dell’agire divino nella storia, riflesso emblematicamente nello sguardo misericordioso di Dio rivelato a noi dal volto di Cristo.
Nel suo dolore, l’anima malata dice:
Chi mi restituirà la bellezza di cui ero adorna
perché non pecchi più?
E se Dio mi ha gradito
a motivo della sua misericordia,
chi mi restituirà le qualità che ho perduto?
La mia natura è bella e splendente come il giorno;
se succederà che si spenga e si oscuri,
chi la rischiarerà ancora
per restituirle la bellezza?
E se tu cancelli i miei peccati
con la tua misericordia,
chi mi innalzerà al livello da cui sono caduta?
O anima che hai perduto la bellezza,
tu sei l’immagine del re: vieni!
La tua bellezza è fra le mani del tuo Signore:
egli l’ha custodita per te fino al momento
in cui farai ritorno a lui.
Allora egli te la ridarà
secondo la sua promessa.
Ci tiene assolutamente a rendertela
Giacomo di Sarug, dai Poemi