Quando avrete fatto tutto, sentitevi servi inutili…

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Non so voi, ma personalmente ho sempre sentito stridere questa sentenza dentro me. ovvio che trattasi di peccato di superbia, ma, per amore mio e per sconfiggere tale peccato (almeno in questo caso), il Signore mi ha spiegato cosa significa e desidero condividerlo con voi, certa che voi già lo sapete, pertanto sarà solo una conferma. ieri mattina ho incidentalmente rotto lo specchietto di un’auto parcheggiata. ho dovuto restringere un po’ e il gioco è fatto. nessuno aveva visto, nessuno avrebbe saputo e, come primo istinto ho pensato di farmi gli affari miei. grazie  a Dio ciò non è prevalso, ho dato il mio recapito al gommista dove mi reco sempre, (l’auto sostava difronte alla sua officina) e ho detto lui di farmi chiamare. per farla breve ho risarcito il danno e la ragazza molto felice mi ha ringraziata. la gioia del bene compiuto mi ha dilatato il cuore. ecco qui, innanzi all’onestà, al bene, subito mi sono detta brava. (altro che servo inutile) Ma e benedico il Signore, un attimo dopo nella mia mente è passato questo pensiero: la cosa straordinaria che fa di un cristiano il cristiano, non è compiere il bene, questo lo fanno anche i non credenti onesti, quanto  più noi cristiani… è la nostra, o dovrebbe essere, normalità; sarebbe stato iniquo e disonesto non risarcire la ragazza, altro che bene, DOVERE. il persiero dunque è proseguito: la vera STRAORDINARIETA’ è accettare il male, l’ingiustizia, il non essere risarciti per il nostro specchietto rotto, questa sì è la caratteristica che fa del cristiano un cristiano. ecco perchè siamo servi inutili, il bene è da fare, non ci sono deroghe. Meglio servi inutili in Cristoche annunciano la Vita Eterna, che servi efficienti che affermano e perseguono la loro giustizia. buona domenica

CHE LIBERAZIONE! ora so a cosa devo guardare…chiedo al Signore lo Spirito Santo per divenire veramente cristiana.

Una Risposta a “Quando avrete fatto tutto, sentitevi servi inutili…”

  1. valeria Dice:

    Io provo la stessa cosa quando, vincendo il senso di pudore e di vergogna per amore di Gesù, chiedo al parrucchiere la ricevuta fiscale, compiendo così il mio semplice dovere di cittadina (e facendolo compiere anche a lui, che mi guarda storto, il suo!). Se non cominciamo, ognuno nel suo piccolo, il mondo, soprattutto quello che lasceremo ai nostri figli, non miglorerà mai.

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