So di non essere assidua nello scrivere, ma spesso i miei figli hanno il monopolio sul computer e quando posso non è libero. stamane sono a scuola ed io ho un po’ di tempo. sono stata a Madiugorje a capodanno, vi ero già stata anni fa, ma il Signore sa quel che fa ed ogni volta è un’esperienza nuova. sono partita come vedova, proprio il nuovo documento lo decretava ed io l’ho sentita come chiamata. tante cose sono accadute, specie durante l’apparizione del 2 gennaio (andate a leggere il messaggio, credo ci riguardi tutti, chi più chi meno). per quanto mi concerne la cosa più determinante è stata guardare finalmente al mio dolore per la scomparsa di Massimo, infatti sin dal primo momento quel che mi saltò agli occhi al decesso, fu la fedeltà di Dio per lui, questo mi ha fatto passare un anno di grazia. il mio dolore? era dentro di me, tra le braccia di Mamma ho potuto piangere, proprio durante la celebrazione eucaristica del 31 dicembre – 1 gennaio, un nuovo anno, un passaggio importante. Massimo non c’era più, ora lo vedevo chiaramente, ora che avevo trovato chi potesse consolarmi veramente, senza dirmi parole sciocche, anzi tra le sue braccia ho visto la grazia fattami nel 2011 e la grazia che mi stava facendo all’inizio del 2012. massimo è andato via, per sempre, ora lo so e posso liberamente piangerlo e in questa tenerezza rivivo degli attimi passati insieme e finalmente lo sento vicino.
gennaio 19, 2012 alle 15:05 |
Sembrerebbe davvero che il Signore e Massimo vi abbiano parlato in molti modi e fin dai primi giorni della sua salita al cielo…Preghiamo per Massimo ma di certo molto di più è lui che prega per noi.
gennaio 19, 2012 alle 16:25 |
Che bello, e grazie per la condivisione. Solo la potenza e la grandezza di Dio possono rendere possibile questo. La perdita di un coniuge che, annaffiata dalle lacrime del nostro dolore e messa nelle mani del Signore, vissuta con Lui come fecero le sorelle di Lazzaro, in realtà diviene nuova esperienza di vita e più grande di prima. Grazie Signore
gennaio 21, 2012 alle 10:52 |
Anche per chi vive la fede nel modo più convinto ed assiduo è difficile accettare il distacco della morte. Perdere fisicamente il compagno di vita è un pezzo di te che non c’è più (…e i due saranno una sola carne..), è un cammino lungo, ogni cosa, ogni angolo, ogni figlio (e voi ne avete sei!) ti riporta allo struggente desiderio di poter rifare e rivivere ogni cosa, anche la più banale. Forse sarà retorica, ma, lui è sempre con te e ti sostiene con la forza di Dio perché “Egli sostiene l’orfano e la vedova..”, i nostri cari, i nostri affetti sono un dono di Dio, Lui se lo è ripreso per dargli qualcosa di meglio, di più grande…la gioia eterna, dove non ci sarà più lacrima, più morte, ma, tutto risplende nell’incanto del Suo Volto!
febbraio 18, 2012 alle 14:28 |
ciao mi chiamo salvatore anche io ero a medjuggorie a fine anno ho letto il tuo messaggio e preghero per te