La bianca coltre della neve
è scesa sulle brutture del mondo,
rendendo immacolato il paesaggio.
Anche un “ferrovecchio”,
da tale manto ricoperto,
è divenuto oggetto d’ornamento:
tutto è più bello.
Sarebbe sufficiente l’apparenza
per gioire di tanto splendore,
ma al contempo la neve fredda la terra,
calda di passione
e protegge i semi per la buona stagione.
Non è del cambiamento soltanto una parvenza,
ne è l’essenza.
Lieto il cuore alla vista di tanto candore,
mentre i soffici fiocchi continuano dal cielo a cadere,
mi sveglio: “Era solo un sogno.”
Il sogno di veder mutato ciò che non mi piace,
il sogno di veder freddato il calore delle mie passioni,
il sogno di veder nascere, sotto il gelo della neve,
l’esile stelo della fede, quella che vince il mondo,
portando frutto a suo tempo.
Ancora un po’ delusa,
perché solo d’un sogno si trattava,
m’accorgo che l’ira in me s’è spenta,
lasciando il posto alla giustificazione,
alla libertà di dire, come non avessi detto,
alla libertà di fare, come non avessi fatto,
alla libertà di essere quel che sono, senza più accusa,
ma nel perdono,
alla libertà di vivere, l’imminente Santo Natale,
come dono.
Libertà di credere veramente che, come per il Signore,
ogni uomo è buono e va salvato,
libertà di credere che quel Bimbo nella mangiatoia è Lui,
per tutti noi nato,
libertà di vedere e riconoscere,
nel presepio innanzi ai nostri occhi, l’Unica Verità,
che trasforma il sogno in realtà.
21 dicembre ’05
Emanuela Salustri
P.S.: non è Natale, ma la neve è finalmente scesa…..