Come un cieco

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Signore, davanti a te nell’Eucaristia,

insegnami a non volerti capire

o immaginare: aiutami a credere

che tu sei lì veramente, d’una presenza

quanto mai reale e immediata,

eppure al di là di ogni percezione.

Guidami a tenere desto il mio cuore

alla tua ineffabile presenza! Che io

non soffermi lo sguardo su quanto

è solo un segno, ma cerchi di vederti

faccia a faccia nella tua invisibilità:

come un cieco che, senza vedere

né toccare, percepisce una presenza!

Ricordami che questa conoscenza

di te, che è raccoglimento e intuizione,

non dipende dal vigore dell’intelligenza

ma solo dall’amore del mio cuore,

perché ora è il cuore che conosce!

Signore, rendimi felice di essere qui,

ai tuoi piedi, offrendoti il mio sguardo

e lasciandomi afferrare da te,

come un fiore che si apre al sole.

So che l’alleanza con te non è opera mia,

ma del tuo Spirito, che s’impossessa

di me per farmi tuo tabernacolo.

Tieni sempre vivo in me il desiderio

di questa unione con te perché,

dimentico di me stesso, ti lasci

vivere pienamente in me.

Christian Curty

2 Risposte a “Come un cieco”

  1. emasalustri Dice:

    mi piace molto, esprime bene, anche se ognuno di noi potrebbe aggiungere del suo. grazie luciana.

  2. mariagabrielacorinaldesi Dice:

    Mi unisco alla preghiera!!!
    Vorrei essere anche io come un cieco e seguirTi, mio Signore.
    Solo la scia del Tuo amore possa essere l’unico mezzo che mi porta a Te!!

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