Dal Vangelo secondo Marco (Mc 8,27-33)
In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».
Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno.
E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere.
Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: «Va’ dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».
febbraio 15, 2012 alle 22:25 |
Anche Pietro, come il cieco di ieri, viene guarito gradualmente, scoprendo gradualmente il mistero di Cristo e, in Cristo, quello di ogni specifica persona umana.Così ci aiuta vedere che anche Pietro prima dice a Gesù che lo riconosce come Cristo e poi con tutta naturalezza gli insegna un piano migliore per la salvezza.Invece Cristo lega sempre la manifestazione della sua messianicità, della sua divinità, alla umiliazione più profonda, alla croce e alla risurrezione.Cristo non prende in giro nessuno, non ci parla di una pienezza di vita, di un amore, a buon mercato, ma ci indica le vie della felicità, dell’amore, autentici.Noi possiamo anche accogliere questa rivelazione ma può giungere il momento in cui la prova ci induce a non accettare, a non riconoscere, la verità della via di Cristo, oppure ci può indurre a ripiegarci in varia misura, anche se non del tutto, su noi stessi e questo non a causa di forze, di luci, che ancora non abbiamo ma rifutando la grazia che ci è stata donata.Ma così ritardiamo il raggiungimento, tre giorni dopo (cioè un tempo delimitato, anche se non possiamo quantificarlo), della risurrezione.Un aspetto sottolineato dunque dal vangelo di oggi è quello dello Spirito di Cristo, della sua Parola, che gradualmente ci fa notare (se siamo cercatori della grazia, della vita) sempre più distintamente le nostre piccole e grandi incoerenze e ci aiuta a superarle nell’attesa di una vita sempre più piena.Questo continuo bisogno di crescere ci aiuta a saper sì riconoscere le possibili incongruenze anche dei fratelli (come quella di pensare alla risuscitazione di Elia) ma anche a renderci conto, a vigilare, a cercare intensamente, perchè possiamo prima o poi riconoscerne di, in qualche modo, simili anche in noi stessi: ad es. Pietro, si può sentire nel giusto perchè riconosce il Cristo ma non si accorge di non riconoscerlo fino in fondo; quelli pensano ad un profeta risuscitato, Pietro ad uno che non deve morire, almeno in certi modi.Solo Cristo conduce verso l’equilibrio parlando di morte e risurrezione in lui.
febbraio 16, 2012 alle 08:50 |
Forse il non parlare ordinato da Gesù equivale al tempo del silenzio e della meditazione necessario ad ognuno di noi per riconoscere davvero il Figlio anche nella passione, morte e resurrezione. A me serve molto tempo e ripetutamente questo silenzio per cercare di capire come “pensare” secondo Dio e non è un impresa che posso fare da sola perchè non è semplice vedere e superare le incoerenze piccole o grandi che abbiamo nel cuore.
Signore, voltati verso di noi e riprendici tutte le volte che abbiamo bisogno di riprendre il cammino verso la verità e la vita piena.
febbraio 16, 2012 alle 10:02 |
“per la strada interrogava i suoi discepoli”
Ecco il senso del camminare quotidianamente con Gesù, un lasciarsi interrogare dalla sua parola che giorno dopo giorno permetta di farci vedere sempre un po’ di più lo scostamento tra ciò che crediamo e ciò che viviamo.
Ecco che quindi la parola di oggi, nel chiedermi chi credo che Lui sia mi pone subito dopo un’altro interrogativo, ma come vivo? Vivo coerentemente con ciò che credo?
O mi preoccupo di portare la mia borsa, la mia bisaccia, o delle cose da dire, o in che nido o tana poggiare il capo la sera, o di cosa mangiare o di come vestirmi?
Tutte cose giustissime per carità, come non c’era nulla di male in ciò Pietro intendeva fare, cercare di preservare la vita del Cristo, come a dire che sarebbe naturalmente stato più utile da vivo che da morto.
Ma ecco che subito nel camminare costantemente con Gesù, nella sua Chiesa, partecipando agli incontri di comunità, ai sacramenti, nell’ascolto quotidiano della Sua parola e nella preghiera, ha modo di portare la sua luce un po’ più nel profondo, dove il giorno prima ancora non arrivava. Quel cadere, quello sbagliare illuminato dalla Sua luce, dal nostro lasciarci scrutare diventa nuovo punto di partenza per giungere gradualmente a dove Lui da sempre ci chiama.
Signore Ti prego di farmi sempre essere una cellula che vive costantemente nel corpo e per il corpo, che non si distacchi mai per non rischiare di divenire una cellula malata. Fammi sempre essere in ascolto e soprattutto aperto alla Tua parola, mai chiuso e di essere pronto, illuminato dal Tuo Spirito, a rimettere in discussione tutto ciò che pensavo di aver capito il giorno prima.
febbraio 16, 2012 alle 10:39 |
“VA’ DIETRO A ME, SATANA’ !…..
E’ meraviglioso come Gesù ci fa vedere il modo nel quale Satanà può insidiarsi nel quotidiano, anche in quel modo ingenuo di Pietro, in quel voler proteggere a Gesù.
A volte, siamo anche noi così ingenui di non avvertire, come il maligno si può mischiare tra il bene e il male in un modo molto elegante, tanto da travestire qualcosa di malo in buono, quasi in modo inocente e soprattutto senza traccie di lui, l’arteficie del male, Satanà !!.
Questo segno di Gesù, di fare attenzione, vuol essere un modo di metterci sugli attenti, di avere cura di non allontanarci della fonte di Luce e Verità, che Lui ci ha portato .
Seguire a Gesù e voler imparare della Sua umanità, ci porterà a capire la strada giusta e illuminata con la forza del Suo amore, ma solo per questo è necessario da parte nostra un rapporto intimo con nostro Padre e le tenebre spariranno e la Luce accenderà la nostra strada.
GESU’, TI PREGO, ILLUMINA SEMPRE LA MIA STRADA.
INSEGNAMI A NON CONFONDERMI E STARE SEMPRE UNITA A TE E AL TUO AMORE!!!
febbraio 16, 2012 alle 10:40 |
B – Secondo me Gesù è un brav’uomo che poverino ha fatto il meglio che poteva, come tanti bravi uomini. penso a Mrtin Luter King, a Chegevara, insomma, tanti hanno dato la vita per gli altri….
insomma, il primo socialista della storia.
A – Probabilmente hai ragione, infatti io credo che tuo marito sia una bravissima persona, però non è capita….
B – Scusa, ma tu mio marito non lo conosci…!
A – Perchè, tu conosci Gesù Cristo?!
febbraio 16, 2012 alle 11:27 |
Riconoscere Gesù Cristo come vero ed unico Dio, sembra proprio la grande incognita di questo tempo. Si stà rischiando sempre più di rilegare la figura del Salvatore, ad un semplice uomo da cui poter attingere alcuni insegnamenti per poi mescolarli magari con quelli di Maometto, Buddha, Confucio o a ancora peggio con leaders e promotori di chissà quali ideologie fallite, perchè hanno cercato di sostituirsi a Dio. Solo Gesù è il vero Signore, da Lui solo sgorga quella sorgente d’amore, che riesce a sconvolgere la nostra esistenza, rimettendo tutto in discussione e aprendoci alla speranza, quella semplice ma grande parola che gli altri profeti o definiti come tali, non sono mai riusciti nei loro contenuti a renderla viva.
febbraio 16, 2012 alle 12:33 |
Ieri, la domanda di Cristo al cieco: “vedi qualcosa?”, rivelava occhi che fraintendevano deformando la realtà, come il Vangelo di oggi parla di una vista umana offuscata e deformata da orgoglio, superbia, paura……. le domande semplici, dirette sono le più difficili….”chi dite che io sia?”, parole che mettono dolorosamente a nudo lo scandalo di dover abbandonare il buon senso umano, che fanno provare a Pietro e a ciascuno di noi una non ragionevolezza secondo i nostri criteri davanti alla sofferenza, alla croce. Come pensarli strumenti e vie di salvezza…. è crisi nel cuore comprendere la rivelazione di Cristo proprio attraverso la sua sofferenza e la sua morte, è la nostra domanda, dov’è il Dio, la sua onnipotenza di amore, misericordia e giustizia?
Ancora più che altrove è difficile accoglierlo, in questa logica che non piace affatto, di sofferenza e di croce, perchè esageratamente amore, il suo soffrire, essere rifiutato e morire. E nel nostro quotidiano, nelle nostre sofferenze, l’incontro di croce, il riconoscerlo lì, il camminarci vicino, però, credo ci debba portare a andare oltre la domanda di ieri rivolta al cieco “vedi qualcosa?”, ci invita a vedere bene e oltre quel “qualcosa” che ci fa pensare che vita sia sofferenza, dolore e croce, che la gente sia alberi che camminano……. spostando il baricentro sulla luce della sua resurrezione, centro della vita e della storia di Cristo, del suo farsi carne, salvezza di ogni uomo. Oltre ogni croce, Cristo parla di vita oltre ogni sofferenza, di luce oltre il buio. Come al cieco di ieri, allora, in tanto mistero, la fede sempre più confidente, aperta all’ascolto di Dio, alla voce dello Spirito, ci porti a vedere oltre l’immagine distorta, la vera vita donata da Cristo
febbraio 16, 2012 alle 16:52 |
“….tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”.
Quanto sento rivolta a me questa frase!!
E’ consolante però che lo dica proprio a Pietro! Lui che aveva lasciato tutto per seguirlo…., lui che lo conosceva, che lo ascoltava, che lo amava così tanto….!!!
Eppure anche lui non pensava secondo Dio, ma secondo gli uomini. Questo ci fa capire come non sia facile pensare secondo Dio, come invece sia facile pensare con la nostra testa, con le nostre idee, con i nostri schemi che, evidentemente non sono quelli di Dio.
Ma cosa significa e come si fa a pensare secondo Dio? Se non è riuscito Pietro, come posso riuscire io?
febbraio 16, 2012 alle 17:36 |
Bisogna andare, magari gradualmente, dietro a Cristo come lui stesso dice in questo episodio: Parola, sacramenti, preghiera, carità, Chiesa, etc..La Chiesa è sorretta da Cristo stesso nelle verità essenziali ben al di là dei limiti degli uomini…