Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 23 Febbraio 2012) con commento comunitario

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Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,22-25)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».
Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

6 Risposte a “Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 23 Febbraio 2012) con commento comunitario”

  1. d. giampaolo centofanti Dice:

    Cosa può spingere una persona anche illuminata a sufficienza dallo Spirito che le mostra la strada della fiducia, della sequela, di Cristo ecco cosa può spingere una tale persona a cercare strade in proprio, magari anche in un bene apparente, che non è quello di Dio? Tante possono essere le motivazioni, la stanchezza di sopportare tanti dolori nel deserto, la lunga attesa, il bisogno di avere gratificazioni immediate che danno la sensazione di aver raggiunto qualcosa di concreto, ferite che non si vogliono riconoscere perchè si teme, anche se in fondo si sa che non è così, di non trovare risposte, la paura di perdere qualcosa che ci appare irrinunciabile (ma, nella grazia, sappiamo che non è così)…proprio anche per la grande difficoltà ad entrare nel deserto il cammino non può che essere sotto vari aspetti graduale anche per chi ha ricevuto una tale grazia da essere profondamente, nello Spirito appunto e non solo moralisticamente, doveristicamente (queste ultime motivazioni non sono valide nel seguire Dio, non porterebbero frutto, in quel caso talora è meglio che si cresca su altre piste sulle quali si è ricevuta la grazia adeguata), consapevole di un certo passo che sarebbe bene arrivare a compiere.Importante però è intuire che Cristo ci aiuta con amore nell’impegno della costruzione di una vita sempre più autentica, nella pace, nella gioia, autentiche, ci aiuta a non costruire sulla sabbia, il brano di oggi si conclude con la domanda sulla possibilità di perdere o rovinare sè stessi: può infatti accadere, anche rispetto alla grazia ricevuta, ad es. non di fare il male ma di impegnarsi di meno, sempre di meno, sulla via della crescita in Cristo, accogliendo, facendo spazio, sempre di meno alla grazia, alla luce, alla forza, di Dio, finendo per perdersi in qualche modo involontariamente o può accadere più chiaramente di ribelllarsi alla storia che Dio sta facendo con noi o proprio di non voler seguire Dio.

  2. teresa Dice:

    Penso che Gesù ci inviti a perdere e a lasciare andare la parte più superficiale del nostro modo di vivere. Che vantaggio abbiamo nel cercare soluzioni che non risolvono nulla o nell’essere preda di ansie e preoccupazioni, o nel chiuderci all’amore e alla fiducia in Lui?
    Se voglio una vita vera e piena l’unica strada è seguire Dio, che piano piano mi guida verso la verità, mi scruta e mi conosce e sa quello che posso o non posso fare, mi corregge e mi perdona quando sbaglio e mi insegna giorno per giorno a restare nel suo amore insieme ai fratelli.

  3. gabriela corinaldes Dice:

    … RINNEGHI SE STESSO …

    Rinnegare se stesso, dire “NO” ai miei modi comodi d’agire, a capire che l’amore di Dio, mi deve spingere a prendere forte la croce e camminare gioiosa….beh, questo è il forte messagio di oggi!!!

    La mia fede deve essere forte e crescere per arrivare a questo essere L’ULTIMO, capire che solo in questo modo potrò mettermi al servizio di tutti e seguiLo.
    Non è facile, come dicevo ieri, l’indole umana, purtropo ci porta a far predominare il propio ego, ma di nuovo la premessa è quella, solo prendendo la croce con amore e gioia, con un sonriso che parte dal cuore l’aiuto di Dio arriva!!!
    L’unica condizione è di fare una VERA REVISIONE al nostro cuore, solo un cuore vero che abbraccia fortemente LA PAROLA, LA VERITA’, starà percorrendo la strada che porta a Lui!!!!
    Lui sa fin dove noi siamo in grado d’arrivare e sa il disegno che ci ha riservato, dobbiamo riuscire ad essere umile e miti e abbandonarci tale quale come Gesù lo ha fatto!!

    PADRE CARO, RENDIMI UMILE DI CUORE E SEMPRE APERTA A METTERMI IN DISCUSSIONE PER RIUSCIRE A CAPIRE LA STRADA CHE MI PORTA DA TE !!!
    TI RINGRAZIO DI CUORE, PADRE MIO, PER TUTTO IL TUO AMORE E LA TUA PAZIENZA, E TI CHIEDO SCUSA PER QUANTO
    POSSA AVERTI DELUSO.
    BABBO CARO……………GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!

  4. pmartucci Dice:

    Sembra un incontro con parole dure, con il buio, immagine di penitenza, rinuncia, Gesù indica la croce di ogni giorno, il rinnegare se stessi….penso piuttosto in una immagine più grande e aperta, non perdita, non rinuncia che impoverisca la nostra umanità ma un disvelare ai nostri occhi, talvolta un po’ increduli e dubbiosi, piuttosto una ricchezza oltre misura, come se, oltre queste parole, Cristo chiedesse “mi ami al punto da mettermi al centro della tua esistenza, valgo più di ogni altro bene che possiedi?”. Fare di Lui il centro quale nostro bene assoluto, quale unica via per avere pienezza delle nostre scelte, vita oltre le conquiste umanamente infarcite di piccolezze e meschinità chiede una essenzialità ed un minimalismo nell’amare al di sopra delle possibili utilità, del guadagnare il mondo intero, salvare la propria vita… E’ quel “convertiti” detto ieri nel rito delle Ceneri, parola semplice, ma che ricomprende proprio tutto, ogni singolo momento della nostra giornata, la luce e la gioia dell’amore oltre le ferite, le paure, i rancori. E che fa dire e porta immediatamente al “seguimi”, legate le due azioni in Cristo, nel seguirlo, nel rendere vive e concrete le sue Parole, nell’indirizzare la propria esistenza verso quel tutto, che ci è possibile percepire solo attraverso la fede. In questo modo il digiuno, per es., qualunque digiuno (da un film, da un’ora di shopping, da una telefonata in più….) lontano dal voler penalizzare la propria umanità e i propri bisogni, può aiutare ad accantonare un po’ di sovrabbondante e superfluo, a ritrovare quell’essenzialità, reindirizzando su Cristo quel digiuno, su un momento in più magari di preghiera, di ascolto, di aiuto ad un fratello. Dalla prima lettura Dt 30,15 “Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. Oggi, perciò, io ti comando di amare il Signore, tuo Dio, di camminare per le sue vie, di osservare i suoi comandi, le sue leggi e le sue norme, perché tu viva” , il Signore ci accompagni sempre nel cammino.

  5. Simone Riva Dice:

    “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà…”
    La parola di oggi mi sottolinea l’importanza di dare una risposta nel mio quotidiano a questa domanda: voglio salvare le cose che vedo o quelle che non vedo? Verso cosa rivolgo il mio sguardo, i miei pensieri, le mie azioni, il mio tempo?
    Esiste tutto un mondo di cose visibili che ci circonda e verso il quale veniamo costantemente attratti durante la giornata. Attratti anche e soprattutto perché è il mondo con cui interagiamo, che vediamo, il mondo che siamo soliti toccare sin da quando siamo bambini. O meglio, i bambini imparano a toccare ed interagire con questo mondo di cose visibili sulla scia del nostro esempio, delle nostre indicazioni, mentre loro, per indole, sarebbero attratti ad interagire anche con il mondo delle cose invisibili. Per loro tutto è materia, anche gli stessi sogni.
    E avrebbero ragione, perché è proprio il mondo delle cose invisibili quello vero, quello originante, quello incomparabilmente più grande, quello che da sempre è e sempre sarà.
    In questo mi viene in mente a quando si accende un fuoco, a volte si fatica, spesso si può non riuscire e perché? A che serve avere una buona legna, avere l’accendino, aver predisposto un buon caminetto e magari anche della buona carne da poter mettere sulla brace se non ci fosse l’ossigeno o se non ce ne fosse abbastanza? Tutto ciò che ho predisposto, quello che ho comprato non servirebbe a nulla, non mi potrei scaldare, non potrei mangiare e non potrei godere della vista del fuoco se non dedica abbastanza attenzione all’ossigenazione del fuoco.
    Signore in questo periodo di grazia ti prego affinchè tutti i miei sensi siano sempre più protesi verso l’altro lato delle cose visibili. Aiutami a cercare sempre più in te la vera vita, scoprendo come la vera essenza di tutto ciò che vedo e tocco sfugge al tatto e alla vista, ma trova pieno compimento solo con il dono del Tuo Spirito.

  6. Marco Ascenzi Dice:

    In quel “Se” Gesù racchiude tutto quel rispetto infinito, che ha nei confronti della nostra libertà. Ma nello stesso tempo ci richiama di fronte alle nostre responsabilità, di dare un senso alla nostra vita, mettendo tutta la nostra esistenza in discussione, aprendoci ad una profonda riflessione. Cristo ci pone davanti a questa scelta, da cui sembra non ci sia una reale via di uscita, quella di affidare tutta la nostra vita, ma veramente tutta, nelle sue mani e nello stesso tempo accettare tutte le spigolosità della nostra esistenza. Questo non significa però perdere automaticamente tutto quello che abbiamo costruito nella nostra vita, anzi Gesù ci aiuta a custodire e a perfezionare proprio perchè facciamo parte di Lui, tutte le cose che a suo giudizio ci possono aiutare nel nostro cammino di fede.

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