Archivio dell'autore

AUGURI

aprile 6, 2012

UN AUGURIO A TUTTI PER UNA SANTA PASQUA. LA LUCE DEL SIGNORE RISORTO CI DIA SEMPRE FORZA E CONOSCIMENTO DEL GIUSTO CAMMIN0

SIMONETTA

auguri

dicembre 19, 2011

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un bellissimo Natale. Il Signore ci accompagni tutti in questo nuovo anno

Simonetta

PENSIERO

maggio 27, 2011

“L’ubbidienza a Dio è l’unica maniera chiesta all’uomo per collaborare con Lui a salvare l’umanità e l’universo intero. ” (27.05.2011)


SERVI della SOFFERENZA – info@servidellasofferenza.org

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (martedì 17 maggio 2011) con commento comunitario

maggio 17, 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,22-30)

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

PENSIERO

aprile 26, 2011

“La Pasqua è il passaggio universale dalla morte del peccato alla vita di Cristo. La barca per traghettare il passaggio è la conversione, i remi sono il pentimento e il perdono, l’approdo è la spiaggia della Nuova Alleanza per vivere la Vita Nuova del Risorto.” (24.04.2011)

SERVI della SOFFERENZA – info@servidellasofferenza.org

BREVE DISCORSO PEL GIORNO DI PASQUA

Dopo la giusta, doverosa e santa mestizia degli scorsi giorni sacri alla passione di Gesù Cristo, spunta la letizia di questa pasqua, anniversario della resurrezione di Cristo, ed eccita tutti noi, suoi seguaci, a sorgere spiritualmente alla grazia.

Resurrexit! Ecco il grido di giubilo che la Chiesa innalza in questo giorno da ogni angolo della terra e tutti i popoli cristiani, affratellandosi insieme, solennizzano in modo speciale questo santo giorno, rispondendo all’invito materno della Chiesa con le parole dell’apostolo s. Paolo. “Ita et nos in novitate vitae ambulemus”: risorgiamo noi pure in vita nuova, morigerata e santa 1.

E noi, signori miei, che abbiamo avuto questa grazia di essere una porzione di questo immenso stuolo di popoli, festeggiamo solennemente questo giorno. Ed io, vostro fratello in Gesù Cristo, prego tutti in questo giorno a porgere orecchio alle esortazioni ed auguri che sto per farvi.

La nostra Chiesa festeggia dunque, quest’oggi, la risurrezione di Gesù Cristo, suo sposo e nostro Redentore, e lo festeggia non coi sentimenti del mondo, ma con quelli degni di una sposa santissima, la quale vuole rimunerati i sacrifici che il suo sposo divino ha fatto per tutta l’umanità.

Perché Gesù Cristo si sacrificò alla morte? Per espiare le nostre colpe, mi risponde la fede. Perché risuscitò con tanto strepito di prodigi? Per testimoniarci il conseguimento della nostra redenzione. Nella morte di lui ci rammenta che eravamo morti pel peccato, nella sua risurrezione abbiamo invece un perfettissimo modello del nostro risorgimento alla grazia.

Siccome Gesù Cristo è risorto immortale alla vita di gloria, così, a dire con lo stesso S. Paolo, dobbiamo noi pure risorgere immortali alla vita di grazia, con fermo proposito di non voler mai più, per l’avvenire, soggiacere alla morte spirituale dell’anima. E veramente la vita di grazia, a cui siamo risorti, è di sua natura immortale, siccome immortale di sua natura è la vita di gloria, a cui Cristo è risorto: con questo solo divario che, se Cristo non può più morire alla sua vita di gloria, ciò è frutto di beata necessità; ma se noi non moriamo più alla vita di grazia, dev’essere merito d’elezione e del nostro studio costante.

Volevamo le regole di una rigorosa giustizia che, risorto, Cristo salisse subito glorioso alla destra del suo celeste Padre nel possesso dell’eterno gaudio, come proposto si era nel sostenere l’acerbissima morte di croce. E nondimeno, noi sappiamo benissimo che, per lo spazio di quaranta giorni, volle comparire risorto. Surrexit Dominus vere, et apparuit 2. E per che mai? Per stabilire, come dice s. Leone, con sì eccelso mistero le massime tutte della novella sua fede.

Riputò, quindi, non aver fatto abbastanza per la nostra edificazione se, dopo esser risorto, non fosse comparso. Dico questo per la nostra edificazione, perché non basta a noi il risorgere ad imitazione di Cristo, se, a sua imitazione non compariamo risorti, cambiati, e rinnovati nello spirito.

Questo pertanto, fratelli miei, è il sincero augurio che in questo giorno v’indirizzo. Iddio benedica e confermi i nostri buoni propositi, affinché il giorno della presente solennità perduri nella gioia delle vostre buone coscienze, nelle soddisfazioni dei vostri doveri, nella santificazione di voi stessi.

Questo studio, questo sforzo di perseverare nel bene, per quanto ci possa riuscire di sacrifizio, non ci parrà troppo lungo. Passeranno anche per noi questi quaranta giorni che mancano alla nostra salita al cielo. Non saranno giorni poi, ma saranno mesi, saranno forse anni: io vi auguro, o fratelli, una vita lunga e prosperosa, piena di benedizioni celesti e terrene. Ma, finalmente, questa vita finirà! Ed allora felici noi, se ci saremo assicurati la gioia di un felice passaggio all’eternità. Allora la nostra risurrezione sarà completa.

Non più pericoli di perdere la grazia di Dio, non più patimenti, non più morte, ma sempiterna vita con Gesù Cristo nel cielo. Piaccia al Signore di ratificare, con le sue benedizioni, questi miei voti; e sarò felice di avervi dimostrato come e quanto la vostra felicità mi stia a cuore quanto per essa mi adoperi, quanto costantemente per essa io preghi.

(P.Pio, Ep. IV)

note:

1 Rom 6, 4.

2 Cf. Lc 24, 34: “II Signore è veramente risorto ed apparve”.

 

AUGURI

aprile 21, 2011

Tanti cari auguri a tutti.
Gesù ci aiuti a risorgere ogni giorno dalle nostre piccole cadute e a vivere nel “Suo abbraccio”.

Quaresima 2011

marzo 10, 2011

Allego un libricino di dieci pagine redatte dalla Caritas di Roma sulle quattro domeniche di Quaresima per meditare il Vangelo e poter leggere alcune testimonianze
Buona Quaresima a tuttiQuaresima di carità

23 FEBBRAIO – SAN POLICARPO

febbraio 23, 2011

Nato a Smirne nell’anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne». Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo viene messo a capo dei cristiani del luogo verso il 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospita e più tardi Ignazio gli scriverà una lettera divenuta poi famosa. Nel 154 Policarpo va a Roma per discutere con papa Aniceto sulla data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppia una persecuzione. L’anziano vescovo (ha 86 anni) viene portato nello stadio, perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Policarpo rifiuta di difendersi davanti al governatore, che vuole risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Verrà ucciso con la spada. Sono circa le due del pomeriggio del 23 febbraio 155.

14 febbraio – Santi Cirillo, monaco e Metodio, vescovo – Patroni d’Europa

febbraio 14, 2011

Cirillo e Metodio, fratelli nel sangue e nella fede, nati a Tessalonica (attuale Salonicco, Grecia) all’inizio del sec. IX, evangelizzarono i popoli della Pannonia e della Moravia. Crearono l’alfabeto slavo e tradussero in questa lingua la Scrittura e anche i testi della liturgia latina, per aprire ai nuovi popoli i tesori della parola di Dio e dei Sacramenti. Per questa missione apostolica sostennero prove e sofferenze di ogni genere. Papa Adriano II accreditò la loro opera, confermando la lingua slava per il servizio liturgico. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio 869. Giovanni Paolo II con la lettera apostolica “Egregiae virtutis” del 31 dicembre 1980 li ha proclamati, insieme a San Benedetto abate, patroni d’Europa.

11 febbraio – GIORNATA DEL MALATO

febbraio 11, 2011

Maria, madre dei deboli e dei piccoli,
di quelli che soffrono e che sono soli,
di coloro che sono malati
e attendono di essere curati
con amore e competenza.

Maria, madre di tutti gli uomini,
di chi ha bisogno di aiuto
nelle proprie condizioni di fragilità
e di coloro che sono chiamati a prendersene cura.

Grazie per averci dato Gesù Cristo:
medico del corpo e dello spirito,
nome e certezza della nostra speranza,
Buon Samaritano che si china
sulle nostre ferite per risanarle.

A te, Maria, con fiducia filiale,
chiediamo di intercedere presso il tuo Figlio,
perchè, in qualsiasi condizione
di fragilità e di sofferenza,
ogni persona si senta amata,
curata e accompagnata
in un cammino aperto alla speranza,
che è data a tutti noi
dal Signore risorto.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.