Archivio per la categoria ‘Dialogo’
Pontificio consiglio della cultura: Sito del Cortile dei gentili
aprile 27, 2012G. Ravasi, Il Cortile allarga i confini
febbraio 18, 2012In link un’intervista di L. Fazzini al Card. G. Ravasi, pubblicata su Avvenire del 18 febbraio 2012
http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/ravasi-cortile.aspx
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Amate i vostri nemici
gennaio 28, 2012Permettetemi, prima di esporre l’argomento, di spezzare una lancia a favore del cammino neocatecumenale, non tanto perché abbia bisogno della mia arringa, quanto perché io ne ho bisogno. sono stata la prima a giudicarlo, a desiderare di fuggire, a non capire la durezza dei catechisti, l’asetticità degli stessi e, lungi dal tenerlo per me, gli ho sempre lanciato ingiurie, se non verbali, ribellandomi loro con veemenza e parlando con altri fratelli dell’assurdità del loro comportamento chiuso, pontificante, passato a noi come parola di Dio, noi che Dio sappiamo essere Buono, misericordioso, no, era proprio impossibile capire come stessero le cose. Quando poi sentivo dire che stavano dando la vita per noi, sorridevo, io che “ mi sarei tagliata un braccio per diventare catechista”, dovevo pure sintir dire che soffrivano per me, niente di più umiliante per una migliore di loro. Oggi, a distanza di 25 anni, (me c’è voluto un po’) so con certezza che veramente hanno dato e danno la loro vita per me, perché mentre inveivo, sono riusciti a non ascoltare le mie parole ma a guardare al vero problema, il mio peccato, che si celava dietro ogni improperio, loro lo hanno preso, non me lo hanno imputato e l’hanno presentato a Dio in riparazione dei miei peccati. Non è importante ciò che si dice, potrei dire anche lalala è l’intonazione che rivela il cuore, quindi sono qui per ringraziarli e per dire loro che sono stati veramente strumenti nelle mani di Dio, perché il “mio” dio mi avrebbe lasciato nel peccato, il Loro mi ha salvata. A proposito, oggi so per certo che Caterina da Siena è Santa, è di . . . Siena.
“Amate i vostri nemici e pregate per coloro che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli….” (Mt 5,44-45)
Credo che ognuno di noi abbia provato a compiere tale “invito” del Signore Gesù ma, con l’esclusione di qualche tentativo più o meno riuscito, il massimo che siamo stati capaci di fare è stato andarcene a denti stretti per evitare lo scontro, certi che Dio avrebbe fatto giustizia…la nostra. Non è sufficiente un cammino di fede che dura una vita, se non ci stacchiamo dalla visione che abbiamo di essa; permeata di legalismo, di equa giustizia “La legge è uguale per tutti”, difficilmente entreremo nel Regno dei Cieli, anche se aneliamo con tutto noi stessi a tale meta, d’altra parte questo fa il bambino, cerca di perseguire in ogni modo il suo scopo, fosse pure solo una caramella, che sia questo ciò che Gesù intende quando li prende a paragone? Purtroppo noi abbiamo una considerazione sentimentalissima nei confronti dei piccoli, li vediamo puri ed innocenti, pertanto meritevoli del Regno, a prescindere.
Siamo in auto, qualcuno ci taglia la strada, oppure ci supera a gran velocità, quasi mettendo a repentaglio la sua e la nostra incolumità, beh, come minimo si merita un’illazione, per usare un eufemismo. Uno sconosciuto con il quale magari siamo anche stati gentili, ci tratta ingiustamente male, beh, quanto meno, se siamo proprio educati, riteniamo di non meritarlo. Uno dei nostri genitori, quando eravamo piccoli, non ci ha compresi e, ciò che per noi era un problema, per lui, o lei, era soltanto un episodio secondario, che accumulato ad altri episodi secondari, è divenuto il masso più gande che poggia sul nostro cuore, impedendogli di trovare pace e soprattutto di amare, pertanto le nostre azioni, anche le più sconsiderate, inclusi gli esempi precedenti, le attribuiamo a quel nostro passato ferito e quando guariremo allora lasceremo che ci taglino la strada, che ci superino a gran velocità, che non ci comprendano e ci trattino male, che nostra madre o nostro padre abbiano fatto il meglio che potevano, e finalmente sapremo che siamo cambiati, che amiamo come Gesù ci ha detto di fare. Ma arriva un giorno, presto o tardi, il giorno in cui qualcuno ci dirà che pure ora che siamo “cambiati”, non è che ci discostiamo troppo dal passato, che forse la fede ci fa bene, ma non siamo così convinti da “convincere”, insomma improperi mirati verso quel foro interno dove ancora la ferita è aperta; ci sentiremo vittime di un destino ingiusto, non solo ci siamo sforzati di migliorare, ma proprio chi ci è più vicino non s’accorge, o non dà la giusta considerazione a ciò che abbiamo fatto per amore, quando ci siamo accorti che non sapevamo farlo: tutto vano. No, non vale proprio la pena sforzarci, non riusciremo mai ad amare come dice Gesù, lui era il Signore, ma da noi pretende troppo!!
E’ un gatto che si morde la coda, ma intanto camminiamo sulla via che Dio ci ha aperto innanzi e, malgrado i tanti tentativi falliti, sentiamo che c’è speranza e di obbedienza in obbedienza, non sempre facili, ci accorgiamo che la nostra fede sta crescendo e che sempre più ci fa comprendere che mai potremo arrivare ad amare un nemico, visto che facciamo fatica ad amare anche i nostri “amici”, però tutto ciò ci sembra più normale, non viviamo più la “nevrosi da prestazione”, nutriamo bensì la speranza che un giorno vedremo compiuta in noi la Parola del Signore, perché, conoscendolo un po’ di più, rispetto all’inizio, sappiamo che se dice una cosa, non lo fa per appesantirci, ma per educarci e per guidarci al giorno in cui diremo: “Sì, Signore, sia fatto in me secondo la Tua Parola!” perché tutti i sì detti Lui precedentemente, erano in previsione di questo.
Qui non posso non entrare nel personale, anche se fino ad ora ciò di cui ho parlato è esperienza personale, è il vangelo secondo Emanuela e, non scandalizzatevi, perché ogni cristiano è mandato ad annunciare la Buona Novella, non teoricamente, per quello ci sono i teologi, ma proprio esistenzialmente, con fatti concreti, con interventi concreti di Dio nella propria vita.
Ultimamente ho fatto un viaggio a Madiugorje e benché non abbia visto soli che girano, croci che s’illuminano, ho avuto la certezza della presenza della Madonna, ero immersa nell’eternità, nel silenzio interiore, come sospesa, come se il mio corpo non avesse più peso e, l’intimo dell’anima fosse l’unica realtà, si chiama “riposo nello spirito” e questo mi è accaduto durante l’apparizione a Mirjana, il 2 gennaio 2012. Fino a qui chiunque e giustamente può confutare quanto ho detto, non è documentabile, ma quel che ora dirò è molto razionale, coinvolge la mente e dona pace al cuore, non a caso era il periodo natalizio quando stavo in Bosnia e, se non erro, un canto di Natale dice proprio: “Luce dona alle menti, pace infondi nei cuor…” solo ora collego, proprio questo è stato il dono che ho trovato sotto l’albero, anche se ho tardato a scartarlo, perché avevo già ricevuto tanto a Madugorje, che altro potevo desiderare?
Eravamo in preghiera in una cappellina, con il sacerdote che ha guidato il pellegrinaggio, P. James dell’Oasi della Pace; al termine di quell’incontro molto intimo con Dio, p. James ci ha fatto prendere un bigliettino dove era stato scritto il nome di un santo o di una santa, a me è capitata S. Caterina da Siena, di cui sapevo che era di Siena e che era santa. Quella sera mi sono ripromessa che giunta a casa mi sarei documentata in merito, perché, se c’è una cosa che ho imparato, è che Dio non fa mai le cose per caso, non è mai approssimativo. Come dicevo, questo dono non l’ho aperto subito, solo la settimana scorsa e di tutto ciò che ho scartabellato una frase mi ha colpito molto ed ho capito che quello era il dono per me, la riporto letteralmente: “Cristo…, come Dio ha dato un valore infinito al suo sacrificio, come uomo ha offerto a nome di tutti gli uomini la riparazione (il prezzo) dovuta a Dio per i peccati.” (tratto dalle Orazioni si S. Caterina da Siena) Lei è estremamente chiara e d’altra parte non sta che dicendo, come S. Paolo e tutti i Santi che Gesù è stato il prezzo del nostro riscatto, ma in questo mio momento storico, dove oltre alla morte di mio marito, ho dovuto sostenere gli inevitabili scontri con i figli, è divenuta la chiave di volta per comprendere il senso dell’amore al nemico, tutti coloro che ci accusano di qualcosa sono, o li reputiamo, nemici. Ho sempre immaginato, erroneamente, che il sacrificio di Cristo fosse stato quello di prendere su di Sé i peccati del mondo, punto, non che li avesse poi presentati al Padre perché non né tenesse conto, visto che li aveva già presi Lui, insomma sarebbe stato inutile lanciare i nostri peccati addosso a Gesù, se fosse solo morto sotto il loro peso, se non ci fosse stato questo passaggio da Figlio a Padre. Spero di farmi capire, in quanto dirò, perché per me è stato veramente liberatorio e soprattutto ha reso e rende applicabile l’amore al nemico. Partendo dalla frase della santa, ho scambiato le parole Dio con uomo e viceversa, cosa che ha illuminato in me l’intervento concreto e imprescindibile del Signore Gesù nella mia e non solo, storia di salvezza.
“Grazie a Cristo l’uomo, ha dato un valore infinito al sacrificio, alla sofferenza, (a tutto ciò che c’è d’incomprensibile) come Dio, con il Suo Spirito, può offrire a nome di chi lo offende, lo ingiuria, lo accusa, (anche i figli) la riparazione dovuta a Dio per i peccati.” Mi accingo a tradurre, anche se lo faccio più per me che per voi che leggete, che sono certa abbiate già chiaro in voi l’amore al nemico e la mia è solo la scoperta dell’acqua calda, come si suol dire.
La prima parte della sentenza è più o meno chiara, tante cose che umanamente sono impossibili da vivere, con il Signore sono divenute leggere, non opprimenti, hanno acquisito un senso, non sono più fine a se stesse. La seconda parte è stata per me la rivelazione più grande e liberatoria. No, non mi devo sforzare ad amare, non devo ingoiare bocconi amari, non sono chiamata a tollerare il nemico, devo solo guardare al suo peccato strutturale, da cui neanche io sono esente, proprio quello che scatena le liti e tutto ciò che ne consegue e senza fermarmi a pesare le parole, prendere immediatamente la palla al balzo per presentare la riparazione a Dio per i peccati del “nemico”, prima che il mio io prevalga e annulli la missione affidatami. Oggi so che tutte le situazioni umilianti della mia vita: malattia, incomprensioni, brutto carattere, sofferenze varie, non erano strumenti di tortura per annientarmi, ma per farmi cercare qualcosa di più e, credetemi, ho trovato molto di più di ciò che cercavo, ho trovato la possibilità di amare il nemico e di esserne felice, perché da me dipende la sua salvezza: “Padre perdonalo, perché non sa quello che fa…non imputargli l’offesa che mi ha fatto…” Qualcuno l’ha compiuto per me e oggi m’invia a farlo per qualcun’altro. Prego il Signore di tenere la Sua mano sul mio capo che, so bene quanto fragile io sia, il cammino dura una vita perché ogni giorno devo ricominciare daccapo, ma non sono più sola.
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 25 gennaio. 8°giorno
gennaio 24, 2012“Invito cordialmente tutti ad unirsi alla preghiera che Gesù ha rivolto al Padre alla vigilia della sua passione: “Che siano una sola cosa, perché il mondo creda” (Gv 17,21). Quest’anno, in particolare, la nostra meditazione nella Settimana di preghiera per l’unità fa riferimento ad un brano della Prima Lettera di san Paolo a Corinzi, dal quale si è formulato il motto: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58). Da molti decenni, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani costituisce un elemento centrale nell’attività ecumenica della Chiesa. Il tempo che dedicheremo alla preghiera per la piena comunione dei discepoli di Cristo ci permetterà di comprendere più profondamente come saremo trasformati dalla sua vittoria, dalla potenza della sua risurrezione. Mercoledì prossimo, come è consuetudine, concluderemo la Settimana di preghiera con la solenne celebrazione dei Vespri della Festa della Conversione di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale saranno presenti anche i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità cristiane. Vi attendo numerosi a tale incontro liturgico per rinnovare insieme la nostra preghiera al Signore, fonte dell’unità. Affidiamola fin da ora, con filiale fiducia, all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa”. BENEDETTO XVI, dall’Angelus di domenica 22 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

OTTAVO GIORNO:
Uniti nel Regno di Cristo
“I vincitori li farò sedere insieme a me, sul mio trono” (Ap 3, 21)
Messaggio del Papa per la 46a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali: “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”
gennaio 24, 2012“Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità”. (continua…)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 24 gennaio. 7°giorno
gennaio 24, 2012“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

SETTIMO GIORNO:
Trasformati dal buon Pastore
“Abbi cura dei miei agnelli” (Gv 21, 17)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 23 gennaio. 6°giorno
gennaio 23, 2012“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

SESTO GIORNO:
Trasformati dall’amore misericordioso di Dio
“È la nostra fede che ci dà la vittoria” (1 Gv 5, 4)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 22 gennaio. 5°giorno
gennaio 22, 2012
“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

QUINTO GIORNO:
Trasformati dalla pace del Cristo Risorto
“Gesù [...] si fermò in piedi in mezzo a loro e li salutò dicendo: ‘La pace
sia con voi’” (Gv 20, 19)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 21 gennaio. 4°giorno
gennaio 21, 2012“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm
QUARTO GIORNO:
Trasformati dalla vittoria del Signore sul male
“Vinci il male con il bene” (Rm 12, 21)

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 20 gennaio. 3°giorno
gennaio 20, 2012La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

TERZO GIORNO:
Trasformati dal Servo sofferente
“Cristo [...] morì per voi” (1 Pt 2, 21)