http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-5fbc0ee3-04a3
-4b85-8b7f-df48b4efe7f4.html
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-8783487d-03c4
-4cb9-a6c6-821aed056d44.html
Lo spot del VII Incontro Mondiale in programma a Milano dal 29 maggio al 3 giugno sulla famiglia, che si basa sui valori di accoglienza e armonia come principi fondanti di ogni famiglia e, per estensione, della famiglia globale per eccellenza, la Chiesa.
«C’è un tempo per ogni cosa, sotto il cielo. Un tempo per seminare e un tempo per raccogliere, e un tempo per incontrarsi e condividere i frutti del lavoro. Questo tempo è la festa e la festa è quest’anno». Lo spot è stato realizzato in 5 lingue: italiano, spagnolo, portoghese, francese e inglese.
http://www.youtube.com/watch?v=7ZWtRSB3Zo0&feature=player_embedded
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(L’icona, del peso di 60 Kg e delle dimensioni di 115X130 cm, è stata realizzata da Marko Ivan Rupnik s.j., artista gesuita molto famoso per aver realizzato anche i mosaici nella Cappella Redemptoris Mater in Vaticano e nelle basiliche di Fatima, San Giovanni Rotondo e Lourdes. A Milano il mosaico verrà collocato nella Basilica di San’Ambrogio per la venerazione dei fedeli per poi partire e toccare tutte e sette le zone pastorali della Diocesi ambrosiana, dove resterà una settimana per tappa. Durante l’Incontro l’opera verrà esposta al Mico-FieraMilanoCity in occasione del Congresso Teologico Pastorale, che il 30 maggio aprirà ufficialmente il VII Incontro Mondiale delle Famiglie. In seguito la Sacra Famiglia verrà portata a Bresso sul palco della “Festa delle Testimonianze” e sull’altare della Santa Messa celebrata da Benedetto XVI nella mattinata di domenica 3 giugno per poi essere consegnata alla Diocesi che ospiterà l’Incontro nel 2015.)
http://www.youtube.com/watch?v=TPz3uU7PtYE
“Un arco ellittico inquadra la composizione e ne accentua la dinamica dall’alto verso il basso. Sporge dall’alto la mano aperta di Dio Padre, da cui proviene ogni dono e ogni bene. Dal suo nimbo di gloria piovono fasci di luce sulle persone della Santa Famiglia e discende su Maria il fuoco dello Spirito Santo.
In asse con la mano del Padre e la fiamma dello Spirito, si erge in piedi, in grembo a Maria seduta, e cammina sulle mani di lei verso di noi Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo, fissando lo sguardo intenso su di noi, mentre con la mano sinistra scosta il manto protettivo della Madre e con la destra mostra il rotolo del Vangelo, che viene ad annunciare. Anche Maria ci fissa con i suoi grandi occhi, mentre con le mani aperte ci dona Gesù. Accanto a lei San Giuseppe, suo sposo, in piedi rivolge lo sguardo a Dio Padre, per poterlo degnamente rappresentare sulla terra, interpretando fedelmente la sua volontà. Ogni paternità sulla terra ha la sua origine nella paternità in cielo e a quella è chiamata a conformarsi. La mano destra, portata al cuore, indica l’amore e la responsabilità, con cui Giuseppe si prende cura di Gesù e di Maria. La mano sinistra regge un bastone con un verde germoglio, simbolo della stirpe regale di Davide, alla quale appartiene il Messia, e segno della fedeltà di Dio alle sue promesse.
http://www.romanzofamiliare.tv2000.it/
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La famiglia a scuola di amore sotto la croce.
Alle pagine 4 e 5 dell’OSSERVATORE ROMANO di domenica 1 aprile 2012, che, solo per la giornata stessa di domenica e parte di quella di lunedì, si può trovare a questo link:
Can. 1161 – §1. La sanazione in radice di un matrimonio nullo consiste nella sua convalidazione senza rinnovazione del consenso, concessa dalla competente autorità; essa comporta la dispensa dall’impedimento, se c’è, e dalla forma canonica se non fu osservata, nonché la retroazione al passato degli effetti canonici.
Oggi si festeggia la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe
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Preghiera alla Santa Famiglia del Beato Giovanni Paolo II
« O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d’amore di Gesù, Maria e Giuseppe, modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.
Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio, alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.
Disponi le menti dei genitori, affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole, siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.
Suscita nell’animo dei giovani una coscienza retta ed una volontà libera, perché crescendo in sapienza, età e grazia, accolgano generosamente il dono della vocazione divina.
Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che tutti, contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te, ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù, che per noi ha dato sé stesso. Amen ».
(Omelia 26.12.1993)
http://www.santiebeati.it/dettaglio/22175
Si ricordano anche san Felice I, papa
http://www.santiebeati.it/dettaglio/55150
san Savino di Assisi,III-IV sec, vescovo
http://www.santiebeati.it/dettaglio/83400
sant’ Eugenio di Milano, vescovo
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90109
san Giocondo, terzo vescovo di Aosta
http://www.santiebeati.it/dettaglio/90109
san Ruggero di Canne, vescovo. Mentre l’antica città pugliese di Canne, già risorta altre volte dalle rovine, stava vivendo un’ulteriore disfatta causata dal normanno Roberto il Guiscardo, il vescovo Ruggero (sec XI) si trovò a reggere le sorti della sua città natale, restando unico riferimento per la sua gente prostrata dalla miseria e dalla fame. Il suo episcopio restò sempre aperto, divenendo la casa degli ultimi e degli indifesi. Un’antica sua fonte biografica riporta: “Andava scalzo con lo piede nudo per quelle campagne cercanno le limosine per li poveri”. Ruggero fu tenuto in grande stima anche dai pontefici Pasquale II e Gelasio II, i quali più volte gli affidarono incarichi delicati, quale messaggero di pace. Morì il 30 dicembre 1129; aveva circa 60 anni.
Chiamati ad amare i figli con il cuore di Dio
I vostri bambini sono figli di Dio.
Dio Padre li ama di un amore infinito ed eterno.
Egli, l’Invisibile, vuole comunicare a loro il suo amore attraverso il vostro amore.
Dio non ha occhi,
ha solo i vostri occhi per contemplare
i vostri bambini e farsi riconoscere da loro.
Dio non ha mani,
ha solo le vostre mani per accarezzarli,
e far sentire a loro il calore della sua tenerezza.
Dio non ha braccia,
ha solo le vostre braccia per stringerli al petto
e far sentire il suo cuore che batte per loro.
Dio non ha labbra, ha solo le vostre labbra per baciarli
e trasmettergli l’infinita dolcezza del suo amore.
Dio non ha bocca,
ha solo la vostra bocca per sorridere
e comunicare la sua gioia.
Dio non ha voce,
ha solo la vostra voce per parlare con loro
e dire quanto è grande il suo amore per loro.
Voi, genitori cristiani, siete chiamati
ad amare i vostri figli con il cuore di Dio.
(Bartolino Bartolini, Il mio primo libro di preghiera)
Trenta consigli per i genitori
1. I primi anni di vita sono importanti: è in questo periodo che si posano le strutture fondamentali della persona.
2. I bambini sono persone con carattere, temperamento, bisogni, desideri, cambiamenti di umore proprio come voi. Lasciate che anche i vostri figli qualche volta diano in escandescenze.
3. I bambini imitano quello che fate voi. Non faranno mai quello che ordinate. Soprattutto non fate prediche. I bambini imparano solo quello che vivono.
4. I due genitori devono avere la stessa idea di educazione. Questo non significa che devono fare le stesse cose o apparire un muro di cemento armato.
5. Non entrate in conflitto con i vostri figli. Ogni volta che entrerete in conflitto con i vostri figli voi avrete già perso.
6. Siate pazienti. Anche con voi stessi. Nessuno ha mai detto che sia facile essere un genitore.
7. I genitori non sono i soli educatori: c’è anche la società in cui i figli sono immersi.
8. Dite “no”. In questo modo i vostri figli sapranno che li proteggete anche dai loro errori. Insegnate ai vostri figli che non possono avere tutto e subito. È prudente, perciò, usare con cautela il sistema di assecondare: i bambini devono imparare a manovrare le frustrazioni, perché la vita dell’adulto ne è piena. 9. Riservate del tempo per ridere insieme e divertitevi insieme. Vivete i vostri valori nella gioia. Se fate la morale tutto il giorno ai vostri figli verrà voglia di scappare.
10. Scambiatevi dei regali.
11. Imparate a relativizzare i problemi, ma risolveteli.
12. Accogliete in casa gli amici dei vostri figli.
13. L’incoraggiamento è l’aspetto più importante nella pratica di educazione del bambino. E’ tanto importante, che la mancanza di esso si può considerare quale causa fondamentale di certe anomalie del comportamento. Un bambino che si comporta male è un bambino scoraggiato.
14. Consentite ai vostri figli di non avere il vostro parere. E soprattutto ascoltateli veramente. Fa parte del nostro pregiudizio comune sui bambini pretendere di capire quello che vogliono dire senza in realtà ascoltarli. I figli hanno una diversa prospettiva e spesso soluzioni intelligenti da proporre. Il nostro orgoglio ci impedisce di ascoltarli.
Quante volte potremmo approfittare della loro sensibilità se li trattassimo alla pari e li ascoltassimo davvero.
15. Sottolineate i lati positivi dei vostri figli. I bambini non ne sono sempre coscienti. I complimenti piacciono a tutti, anche ai vostri figli.
16. Consentite loro di prendere parte alle decisioni della famiglia. Spiegate bene i motivi delle vostre scelte. Rispondete ai loro «perché».
17. Mantenete la parola. Siate coerenti. Attenetevi alle decisioni prese. Non promettete o minacciate a vanvera.
18. Riconoscete i vostri errori e scusatevi. Abbiate il coraggio di essere imperfetti e consentite ai vostri figli di esserlo.
19. Giocate con i vostri figli.
20. Quando dovete fare un “discorso serio” con i vostri figli, aspettate che siano in posizione orizzontale. Non fatelo mai quando sono in posizione verticale.
21. Ricordate che ogni bambino è unico. Non esiste l’educazione al plurale.
22. Alcuni verbi non hanno l’imperativo. Non potete dire: «Studia!», «Metti in ordine!», «Prega!» e sperare che funzioni.
23. Spiegate ai vostri figli che cosa provate. Raccontate come eravate voi alla loro età.
24. Aiutateli a essere forti e a riprendersi quando le cose vanno male.
25. Raccogliete la sfida della TV. La televisione non è tanto pericolosa per quello che fa quanto per quello che non fa fare.
26. Non siate iper/protettivi. Cercate le occasioni giuste per tirarvi indietro e consentire ai vostri figli di mettere alla prova la loro forza e le loro capacità.
27. Un bambino umiliato non impara nulla. Eliminate la critica e minimizzate gli errori. Sottolineando costantemente gli errori, noi scoraggiamo i nostri figli, mentre dobbiamo ricordarci che non possiamo costruire sulla debolezza, ma soltanto sulla forza.
28. Non giudicate gli altri genitori dai loro figli e non mettetevi in competizione per i figli con parenti e amici.
29. Date loro il gusto della lettura.
30. Raccontate loro la storia di Gesù. Tocca a voi.
(Bruno Ferrero, Bollettino Salesiano)
Per molti anni ho lavorato con i malati terminali. I miei pazienti sono quelli che vengono mandati a casa per morire. Alcune cose incredibilmente speciali sono state condivise. Sono stata con loro per le ultime 3-12 settimane della loro vita.
Le persone crescono molto quando si trovano di fronte alla propria mortalità. Ho imparato a non sottovalutare la capacità di crescita delle persone. Alcuni cambiamenti sono stati fenomenali. Ogniuno ha sperimentato una varietà di emozioni, come previsto, negazione, paura, rabbia, rimorso, ancora negazione e alla fine accettazione. Ogni singolo paziente ha trovato la pace, però, prima di andarsene. Ognuno di loro.
Quando venivano interrogati se avessero eventuali rimpianti o qualche cosa che avrebbero fatto in modo diverso, alcuni temi comuni sono emersi più e più volte. Ecco i cinque più comuni… (continua…)