Archivio per la categoria ‘Riflessioni sulla famiglia’

La famiglia

dicembre 30, 2011

Natale è la festa della famiglia.
Ma dov’è nata la più straordinaria famiglia se non nella grotta di Betlemme? E’ lì, con la nascita del Bambino, che essa ha avuto origine. E’ lì che si è sprigionato per la prima volta nel cuore di Maria e di Giuseppe l’amore per un terzo membro: il Dio fatto bambino.
La famiglia: ecco una parola che contiene un immenso significato, ricco, profondo, sublime e semplice, soprattutto reale.
La famiglia o c’è o non c’è.
Atmosfera di famiglia è atmosfera di comprensione, di distensione serena; atmosfera di sicurezza, di unità, di amore reciproco, di pace che prende i suoi membri in tutto il loro essere.
Vorrei che questo Natale incidesse a caratteri di fuoco nei nostri animi questa parola: famiglia.
Una famiglia i cui membri, partendo dalla visione soprannaturale, e cioè vedendo Gesù gli uni negli altri, arrivano fino alle espressioni più concrete e semplici, caratteristiche di una famiglia. Una famiglia i cui fratelli non hanno un cuore di pietra ma di carne, come Gesù, come Maria, come Giuseppe.
Vi sono fra essi coloro che soffrono per prove spirituali? Occorre comprenderli come e più di una madre. Illuminarli con la parola o con l’esempio. Non lasciar mancare, anzi accrescere attorno a loro il calore della famiglia.
Vi sono tra essi coloro che soffrono fisicamente? Siano i fratelli prediletti. Bisogna patire con loro. Cercare di comprendere fino in fondo i loro dolori.
Vi sono coloro che muoiono? Immaginate di essere al loro posto e fate quanto desiderereste fosse fatto a voi fino all’ultimo istante.
C’è qualcuno che gode per una conquista o per un qualsiasi motivo? Godete con lui, perché la sua consolazione non sia contristata e l’animo non si chiuda, ma la gioia sia di tutti.
C’è qualcuno che parte? Non lasciarlo andare senza avergli riempito il cuore di una sola eredità: il senso della famiglia, perché lo porti con sé.
E dove si va per portare l’Ideale di Cristo, nulla si potrà fare di meglio che cercare di creare con discrezione, con prudenza, ma con decisione, lo spirito di famiglia.
Esso è uno spirito umile, vuole il bene degli altri, non si gonfia….è la carità vera, completa.
Insomma, se io dovessi partire da voi, lascerei che Gesù in me vi ripetesse: “Amatevi a vicenda… affinché tutti siano uno”.
(Chiara Lubich)

I 5 rimpianti di chi sa che morirà presto

dicembre 4, 2011

Per molti anni ho lavorato con i malati terminali. I miei pazienti sono quelli che vengono mandati a casa per morire. Alcune cose incredibilmente speciali sono state condivise. Sono stata con loro per le ultime 3-12 settimane della loro vita.

Le persone crescono molto quando si trovano di fronte alla propria mortalità. Ho imparato a non sottovalutare la capacità di crescita delle persone. Alcuni cambiamenti sono stati fenomenali. Ogniuno ha sperimentato una varietà di emozioni, come previsto, negazione, paura, rabbia, rimorso, ancora negazione e alla fine accettazione. Ogni singolo paziente ha trovato la pace, però, prima di andarsene. Ognuno di loro.

Quando venivano interrogati se avessero eventuali rimpianti o qualche cosa che avrebbero fatto in modo diverso, alcuni temi comuni sono emersi più e più volte. Ecco i cinque più comuni… (continua…)

Halloween, una prospettiva cattolica

ottobre 29, 2011

Svariati anni fa un nostro figlio di 10 anni sorprese i propri nonni, annunciando, con estrema naturalezza, che “Noi siamo cattolici, quindi dobbiamo credere in vampiri e lupi mannari”. Inutile dire che ho avuto un po’ di spiegazioni da dare, sia ai suoi nonni che a lui.Era arrivato a qualcosa, però. Dire che noi crediamo in vampiri e lupi mannari era il suo modo di dire che, come cattolici, crediamo nella realtà del male. E dobbiamo credere alla realtà del male al fine di credere nella realtà del bene.

I cristiani moderni, tra cui molti cattolici, cercano diminimizzare o cancellare la realtà dell’inferno e di Satana e del male, e spesso non si rendono conto che stanno anche diminuendo l’importanza di ciò che significa essere un santo. Se l’uomo è per sua natura buono, e non ci sono “principati e le potestà”, che cercano di catturarne l’anima per tutta l’eternità, allora qual è il punto di fare i sacrifici che fanno i santi?

Gran parte della moderna avversione per Halloween, credo, nasce dalla stessa riluttanza a riconoscere la realtà del male. Ma c’è un motivo per cui ci si traveste da demoni e folletti, la notte prima di celebrare la festa di Ognissanti, e, nonostante le pretese di satanisti e Wiccani e anti-Halloween cristiani, in realtà è una ragione cristiana: noi crediamo in un mondo che va oltre quello che possiamo vedere, un mondo in cui angeli e demoni combattono per le anime degli uomini, mentre il Principe delle Menzogne ​​cresce in potenza convincendo le persone che lui non esiste.

Se non altro Halloween ci ricorda che, come Amleto dice al suo amico, ”Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, / quante non ne sogni la tua filosofia”.

Ma quindi, i cattolici dovrebbero festeggiare halloween?

Tratto da un articolo in lingua inglese di Scott P. Richert, Guida al Cattolicesimo © 2010-2011 About.com, una parte del The New York Times Company

Ricordando Steve Jobs: Adozione e Aborto, come sarebbe il mondo senza Apple?

ottobre 7, 2011

Steve Jobs, il fondatore di Apple, è una delle figure più potenti della nostra società. Nella sua storia vediamo un uomo di umili origini dare vita ad una società nel suo garage e trasformarla nell’azienda più importante del mondo con un patrimonio netto di 337 miliardi di dollari. Spesso descritto come il maggior visionario di questa generazione, Jobs ha portato alla creazione non solo di computer Macintosh, ma anche dell’iPod, iPad, iPhone e iTunes.

Apple ha svolto un ruolo importante nella società. Apple e Microsoft sono in competizione oggi per il mercato dei sistemi operativi (Apple ha oggi il 23% del mercato). Apple e aziende come Lenovo, HP, Toshiba e sono in competizione per il mercato dei laptop. Apple è inoltre coinvolta come principale azienda nel mercato dei tablet e dei lettori mp3 (oltre 90% e oltre 70% del mercato). Nel capitalismo, la competizione crea benefici per tutti. Senza di Apple, le aziende concorrenti non avrebbero avuto la “spinta” di sviluppare prodotti competitivi tecnologicamente avanzati di cui ora godiamo. Apple ha creato la prima GUI (Graphical User Interface) per un personal computer, che ha aperto la strada per tutti i sistemi operativi oggi in uso, inclusi i principali prodotti Microsoft.

Il mondo sarebbe davvero stato un luogo diverso, senza Apple… (continua…)

15 gennaio. B. Nikolaus Gross

gennaio 15, 2011

Oggi si ricorda Nikolaus Gross (1898-1945), martire del nazismo.

“Le vie degli uomini si snodano nell’oscurità. Ma anche il buio non è senza luce; la speranza e la fede, che sempre ci precedono, attraverso l’oscurità fanno già presagire l’alba” ( 1943).

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20011007_beat-gross_it.html

 

“La preghiera, il digiuno, le veglie e tutti quanti gli altri precetti cristiani, per quanto di per se stessi possano essere buoni, tuttavia non nel loro semplice adempimento consiste per noi il fine della vita cristiana, anche se pure essi servono quali mezzi indispensabili per raggiungere tale fine. Il fine autentico della nostra vita cristiana consiste, invece, nel conseguimento dello Spirito santo di Dio. E soltanto le buone azioni compiute unicamente per amore di Cristo ci recano i frutti dello Spirito santo”.

Serafim di Sarov (dal Colloquio con Motovilov), 1758-1833,  monaco, ricordato oggi dalla chiesa di russia e dal calendario anglicano.

La Famiglia (Preghiera di Madre Teresa di Calcutta)

ottobre 27, 2010

Volevo prendere spunto dal messaggio di Papa Benedetto pubblicato in uno dei post precedenti in cui il Santo Padre in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato parla di “Una sola famiglia umana” per pubblicare una bellissima preghiera di Madre Teresa sulla famiglia, composta nel 1994 in occasione dell’anno mondiale della famiglia.

Padre del Cielo, ci hai dato un modello di vita
nella Santa famiglia di Nazareth.
Aiutaci, Padre amabile, a fare della nostra famiglia
un’altra Nazareth, dove amore, pace e gioia regnino;
che sia profondamente contemplativa,
totalmente eucaristica e vibrante di gioia.
Aiutaci a rimanere insieme nella gioia e nel dolore
attraverso la preghiera in famiglia.
Insegnaci a vedere Gesù nei membri
della nostra famiglia,
specialmente a scoprire il Tuo Volto
nascosto nella loro povertà.
Che il Cuore Eucaristico di Gesù renda i nostri cuori
miti e umili come il Suo e aiutaci a fare
i nostri doveri nella famiglia in santità.
Fa che possiamo amarci l’un l’altro
come Dio ama ognuno di noi di più ogni giorno,
perdonarci scambievolmente
come Tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci, o Padre amabile, ad accettare tutto quello
che Tu ci dai e a donare tutto quello che Tu ci prendi,
con un grande sorriso.
Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San Giuseppe, prega per noi.
Santi Angeli Custodi, siate sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen

Madre Teresa di Calcutta (1994)

Tg2 14 lu 20,30: si risveglia dal coma e rinnegando il testamento biologico comunicato ai parenti tempo addietro afferma di volere vivere.Di seguito l’intervista ad A Socci sul libro scritto per la figlia.

luglio 15, 2010

Anche accogliendo, come sempre si deve fare, con estrema cautela le notizie, sono due servizi che fanno riflettere.Per vederli bisogna far scorrere la striscia della registrazione fino al minuto 21,50 (La striscia purtroppo può, mi pare, scomparire, rendendo necessario attendere 21,50 minuti).

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2010-07-14&ch=2&v=23207

Pino Daniele.Je sto vicino a te

maggio 24, 2010

Questa canzone può offrire molti spunti di riflessione.Anche un amore vissuto nel bene, che aiuti a vivere nel bene (sto vicino a te pe nun piglià cadute, sulla salita (= sagliuta), qui intesa come fatica, dolore, della vita), quando è vissuto senza un’apertura profonda alla crescita e tanto meglio alla crescita in Cristo, finisce per impoverirsi anche involontariamente (ma che parlamm a fà sempe de stesse cose per intossicarci e non incontrarci mai).L’uomo può così dare per scontata la vita, che, per lui, va solo vissuta, ma così smette di comunicare, di dialogare, di cercare di comprendere sè stesso, gli altri, la vita appunto.Se vive così, anche quando cerca di capire, può vivere questa ricerca con uno sforzo intellettualistico, che può finire per provocare in vario modo frustrazione (c’arraggia= con la rabbia in corpo di chi esce pazzo tutti i giorni per capire).Quando l’uomo si apre alla sequela di Cristo e viene aiutato a percorrere la stessa strada che Cristo ha fatto percorrere agli apostoli, ai suoi discepoli, nella sua vita terrena, ecco che può scoprire che Dio dialoga, appunto in Cristo, con l’uomo: la sua Parola, dice ad es nel vangelo di Giovanni, è Spirito e vita, è una Parola detta nello Spirito, comunicata nello Spirito, che illumina, dà vita, apre ad un dialogo nello Spirito.Solo in Dio si può tendenzialmente aprire in pienezza la comunicazione, ed una comunicazione autentica, viva, aperta alla sempre più profonda accoglienza del mistero, ed anche alla comprensione vitale.Anche nella Chiesa questo dono fontale si sta sempre più profondamente riscoprendo (continuamente gli ultimi pontefici hanno stimolato a centrarsi su Cristo, sulla sua Parola, etc.): come è possibile che Dio apre un dialogo vitale con l’uomo  in Cristo, nella sua Parola, e anche il cristiano possa fare tante cose ma dare per scontata, non necessaria, o considerare intellettualistica questa comunicazione vitale con il proprio Dio? In questa mancata accoglienza sempre più profonda di Cristo risiedono le cause fontali di tante difficoltà nella crescita personale e comunitaria, nella comunicazione interpersonale, ad es nella famiglia, nella coppia, nell’amicizia, etc..Cristo poi aiuta sempre più a trovare un equilibrio tra l’affidamento, che induce a seguire la luce che egli ci infonde nel cuore senza bloccarsi nei rovelli, nei legittimi dubbi, difficoltà, della mente ed una meditazione che dunque può divenire, talora, gradualmente, impegnativa, ma non è mai cervellotica.E’ questo cervellotismo di tanta cultura anche cristiana che può talora indurre a rifiutare un dialogo con Cristo e con i fratelli, che nel vangelo vediamo invece vitale e foriero di sempre nuova vita.Un dialogo sempre più approfondito, appunto proprio come vediamo nel vangelo dove Cristo parlava alle folle e poi con i discepoli entrava in un colloquio per una più piena accoglienza, comprensione, di quegli stessi argomenti.Una fede pienamente viva stimola il dialogo con Dio ed i fratelli in Cristo, nella sua Parola, generando una spiritualità sempre nuova, tendenzialmente sempre più divina e umana, una sempre nuova cultura, rinnovando la vita del mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=Bz1ch3cRs6c&feature=related

19 Marzo, San Giuseppe. La festa della paternità?

marzo 16, 2010

Si avvicina il giorno di San Giuseppe, che sarà la mia terza festa del papà. Questa si inserisce in un periodo difficile della mia vita spirituale e in una situazione infelice della mia crescita personale. Oggi è arrivato il Bollettino Salesiano che riporta due articoli sul tema. “Un Angelo come Papà” di Bruno Ferrero e “L’impegno della Paternità” di Marianna Pacucci.

Gli articoli sono complementari.

L’altro giorno parlavo con un amico e gli facevo notare come per una donna “fare figli” sia una cosa esistenziale: esperienza fondamentale che in un certo momento della sua vita “scatta”, come un orologio biologico che ha una sveglia fissata per una certa data. Per noi è diverso. “Fare il padre”, dice Marianna Pacucci, “è un impegno che a tanti risulta troppo oneroso rispetto ad altre aspettative ed investimenti esistenziali”. Quanto è vero!

Quanti di noi da piccoli hanno desiderato essere “padri”? (continua…)

Riflessioni sulla famiglia

febbraio 20, 2010

Se pensiamo che la stessa Trinità divina si manifesta in qualche modo, in Cristo, come una famiglia (Padre e Figlio nello Spirito), se pensiamo che anche come uomo Cristo ha avuto un papà e una mamma (dei nonni, etc.), ed anche, ad es., la storia della nostra fede può sotto certi aspetti vedere il suo inizio nella storia di una famiglia, quella di Abramo…ecco possiamo intuire che mistero grande, meraviglioso, vivificante, sia quello della coppia, della famiglia, etc..Solo Dio, solo lo Spirito, può aprire gradualmente il cuore dell’uomo all’intuizione che la vita è un mistero grande e affascinante…


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