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Benedetto colui che viene nel nome del Signore
aprile 1, 2012Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo
Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele
Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betània e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza.
Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. E’ disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare» (Ef 1, 21). Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e nella spettacolarità, «Non contenderà», dice, «né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce» (Mt 12, 19). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà.
Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti a lui lungo il suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone. Accogliamo così il Verbo di Dio che si avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere. Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale, per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell’ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé.
Egli salì verso oriente sopra i cieli dei cieli (cfr. Sal 67, 34) cioè al culmine della gloria e del suo trionfo divino, come principio e anticipazione della nostra condizione futura. Tuttavia non abbandona il genere umano perché lo ama, perché vuole sublimare con sé la natura umana, innalzandola dalle bassezze della terra verso la gloria. Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde. Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso poiché quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (cfr. Gal 3, 27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese.
Per il peccato eravamo prima rossi come scarlatto, poi in virtù del lavacro battesimale della salvezza, siamo arrivati al candore della lana per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria. Agitando i rami spirituali dell’anima, anche noi ogni giorno, assieme ai fanciulli, acclamiamo santamente: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele
Preghiera della luce. G. Matino, Di terra e di cielo
marzo 9, 2012Dio, che in principio dicesti: “sia la luce”
fa’ che i miei occhi esultino per tutte le cose belle
fa’ che ogni persona accolga e veda la Tua luce
fa’ che la luce del Tuo Vangelo percorra tutta la terra
fa’ che siamo in comunione gli uni con gli altri
fa’ che tutti i popoli camminino nella verità e nella giustizia.
Signore, Tu sei la nostra luce:
senza di Te camminiamo nelle tenebre
senza di Te non possiamo neppure fare un passo,
senza di Te non sappiamo dove andare,
siamo come un cieco che guida un altro cieco.
Se Tu ci apri gli occhi, Signore, vedremo la Tua luce,
i nostri piedi cammineranno nella via della vita.
Signore, se Tu ci illuminerai, potremo illuminare,
Tu fai di noi la luce del mondo.
Nell’Eucaristia troviamo Signore,
una luce che illumina la nostra vita,
rischiara la parola, ci lega e
incatena al Tuo Amore che ci inviti ad imitare.

G. Matino. Tempo di menzogna
febbraio 3, 2012Gv 14, 1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
6 Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
7 Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
8 Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 25 gennaio. 8°giorno
gennaio 24, 2012“Invito cordialmente tutti ad unirsi alla preghiera che Gesù ha rivolto al Padre alla vigilia della sua passione: “Che siano una sola cosa, perché il mondo creda” (Gv 17,21). Quest’anno, in particolare, la nostra meditazione nella Settimana di preghiera per l’unità fa riferimento ad un brano della Prima Lettera di san Paolo a Corinzi, dal quale si è formulato il motto: Tutti saremo trasformati dalla vittoria di Gesù Cristo nostro Signore (cfr. 1 Cor 15, 51-58). Da molti decenni, la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani costituisce un elemento centrale nell’attività ecumenica della Chiesa. Il tempo che dedicheremo alla preghiera per la piena comunione dei discepoli di Cristo ci permetterà di comprendere più profondamente come saremo trasformati dalla sua vittoria, dalla potenza della sua risurrezione. Mercoledì prossimo, come è consuetudine, concluderemo la Settimana di preghiera con la solenne celebrazione dei Vespri della Festa della Conversione di San Paolo, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale saranno presenti anche i rappresentanti delle altre Chiese e Comunità cristiane. Vi attendo numerosi a tale incontro liturgico per rinnovare insieme la nostra preghiera al Signore, fonte dell’unità. Affidiamola fin da ora, con filiale fiducia, all’intercessione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa”. BENEDETTO XVI, dall’Angelus di domenica 22 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

OTTAVO GIORNO:
Uniti nel Regno di Cristo
“I vincitori li farò sedere insieme a me, sul mio trono” (Ap 3, 21)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 24 gennaio. 7°giorno
gennaio 24, 2012“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

SETTIMO GIORNO:
Trasformati dal buon Pastore
“Abbi cura dei miei agnelli” (Gv 21, 17)
Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Letture bibliche e commento. 23 gennaio. 6°giorno
gennaio 23, 2012“Desidero ricordare che dal 18 al 25 di questo mese di gennaio si svolgerà la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Invito tutti, a livello personale e comunitario, ad unirsi spiritualmente e, dove possibile, anche praticamente, per invocare da Dio il dono della piena unità tra i discepoli di Cristo”. BENEDETTO XVI, dopo l’Angelus di domenica 15 gennaio 2012
I testi proposti sono stati redatti nella forma finale dalla Commissione internazionale nominata dalla Commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).
La pubblicazione è disponibile in
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/chrstuni/sub-index/index_weeks-prayer_it.htm

SESTO GIORNO:
Trasformati dall’amore misericordioso di Dio
“È la nostra fede che ci dà la vittoria” (1 Gv 5, 4)
Il Battesimo di Gesù.
ottobre 25, 2011Dal Vangelo di Mt 3 13Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».
Riporto un articolo di Giuseppe Caffulli pubblicato su Avvenire del 24 ottobre scorso
Le acque del Giordano si incuneano limacciose in una vasta area stepposa che sulle mappe del vicino Oriente viene indicata con il nome di Wadi Kharrar. Una delle strade per arrivarci, quasi a precipizio sul Mar Morto, scende dalle alture rocciose del Monte Nebo, il monte da cui Mosè osservò la Terra promessa senza potervi entrare. Il punto più profondo del pianeta, oltre 400 metri sotto il livello del mare, specie nei caldissimi mesi estivi è avvolto da una densa bruma che a malapena lascia intuire i contorni del grande lago salato. Sullo sfondo, una macchia verdastra, ai piedi delle brulle montagne di Giudea, indica l’oasi di Gerico.
Sul fondo del catino costituito dalla depressione del Giordano, una strada polverosa costeggia una serie infinita di campicelli e ortaglie, poi piega decisamente sul lato sinistro inoltrandosi in una sorta di paesaggio lunare. Più in là, una striscia di canneti e arbusti lascia intuire la vicinanza dell’acqua. Il Wadi Kharrar (wadi in arabo indica il letto disseccato di un fiume) è un vasto territorio che ha visto, nel corso dei millenni, mutare più e più volte il corso del Giordano. Un’ansa del fiume, in particolare, ha sempre attirato l’attenzione dei pellegrini. Quella dove, fin dagli albori del cristianesimo, si è fatta memoria del battesimo di Gesù.

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO
ottobre 28, 2010Oggi è stato pubblicato dalla Conferenza Episcopale Italiana il documento contenente gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. Per chi volesse approfondimenti vi riporto il link del sito della CEI per scaricarlo (si tratta di 42 pagine):
http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/15926/Orientamenti%20pastorali%202010.pdf
Vi riporto qui invece una parte dell’introduzione fatta dal Cardinale Bagnasco (Presidente della CEI) che sintetizza in maniera chiarissima il motivo della scelta di dedicare un attenzione specifica al campo dell’educazione:
Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all’intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo. La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione. Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà. Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa. Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.
L’introduzione termina poi con una preghiera a Maria alla quale mi unisco anche per tutti noi che nel nostro piccolo scriviamo e condividiamo la parola in questo sito:
Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.