Archivio per la categoria ‘Vangelo’

Due video: San Giuseppe lavoratore / Benedetto XVI a Fatima: Imitiamo Maria!

maggio 1, 2012

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Benedetto colui che viene nel nome del Signore

aprile 1, 2012

Dai «Discorsi» di sant’Andrea di Creta, vescovo

Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele
Venite, e saliamo insieme sul monte degli Ulivi, e andiamo incontro a Cristo che oggi ritorna da Betània e si avvicina spontaneamente alla venerabile e beata passione, per compiere il mistero della nostra salvezza.
Viene di sua spontanea volontà verso Gerusalemme. E’ disceso dal cielo, per farci salire con sé lassù «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare» (Ef 1, 21). Venne non per conquistare la gloria, non nello sfarzo e nella spettacolarità, «Non contenderà», dice, «né griderà, né si udrà sulle piazze la sua voce» (Mt 12, 19). Sarà mansueto e umile, ed entrerà con un vestito dimesso e in condizione di povertà.
Corriamo anche noi insieme a colui che si affretta verso la passione, e imitiamo coloro che gli andarono incontro. Non però per stendere davanti a lui lungo il suo cammino rami d’olivo o di palme, tappeti o altre cose del genere, ma come per stendere in umile prostrazione e in profonda adorazione dinanzi ai suoi piedi le nostre persone. Accogliamo così il Verbo di Dio che si avanza e riceviamo in noi stessi quel Dio che nessun luogo può contenere. Egli, che è la mansuetudine stessa, gode di venire a noi mansueto. Sale, per così dire, sopra il crepuscolo del nostro orgoglio, o meglio entra nell’ombra della nostra infinita bassezza, si fa nostro intimo, diventa uno di noi per sollevarci e ricondurci a sé.
Egli salì verso oriente sopra i cieli dei cieli (cfr. Sal 67, 34) cioè al culmine della gloria e del suo trionfo divino, come principio e anticipazione della nostra condizione futura. Tuttavia non abbandona il genere umano perché lo ama, perché vuole sublimare con sé la natura umana, innalzandola dalle bassezze della terra verso la gloria. Stendiamo, dunque, umilmente innanzi a Cristo noi stessi, piuttosto che le tuniche o i rami inanimati e le verdi fronde che rallegrano gli occhi solo per poche ore e sono destinate a perdere, con la linfa, anche il loro verde. Stendiamo noi stessi rivestiti della sua grazia, o meglio, di tutto lui stesso poiché quanti siamo stati battezzati in Cristo, ci siamo rivestiti di Cristo (cfr. Gal 3, 27) e prostriamoci ai suoi piedi come tuniche distese.
Per il peccato eravamo prima rossi come scarlatto, poi in virtù del lavacro battesimale della salvezza, siamo arrivati al candore della lana per poter offrire al vincitore della morte non più semplici rami di palma, ma trofei di vittoria. Agitando i rami spirituali dell’anima, anche noi ogni giorno, assieme ai fanciulli, acclamiamo santamente: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d’Israele

Preghiera della luce. G. Matino, Di terra e di cielo

marzo 9, 2012
Gv 9 25Quello rispose: «Se sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo».

Dio, che in principio dicesti: “sia la luce”

fa’ che i miei occhi esultino per tutte le cose belle

fa’ che ogni persona accolga e veda la Tua luce

fa’ che la luce del Tuo Vangelo percorra tutta la terra

fa’ che siamo in comunione gli uni con gli altri

fa’ che tutti i popoli camminino nella verità e nella giustizia.

Signore, Tu sei la nostra luce:

senza di Te camminiamo nelle tenebre

senza di Te non possiamo neppure fare un passo,

senza di Te non sappiamo dove andare,

siamo come un cieco che guida un altro cieco.

Se Tu ci apri gli occhi, Signore, vedremo la Tua luce,

i nostri  piedi cammineranno nella via della vita.

Signore, se Tu ci illuminerai, potremo illuminare,

Tu fai di noi la luce del mondo.

Nell’Eucaristia troviamo Signore,

una luce che illumina la nostra vita,

rischiara la parola, ci lega e

incatena al Tuo Amore che ci inviti ad imitare.

 

Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza e di pensare in modo degno dei doni ricevuti (Sap 7,15). «Voi siete la luce del mondo», parole impastate di terra e di cielo donate dal Maestro di Galilea ai viandanti della storia, a coloro che forti di Lui faranno di ogni sillaba uscita dalle loro labbra forza per rinnovare il mondo, per riscattarlo dal buio delle tenebre e ridare ampiezza di luce a ogni avvenimento. Usciti allo scoperto, e mai più costretti al silenzio dalla menzogna, i messaggeri della luce sanno che la verità è via di bellezza e la conoscenza del vero premessa per ogni giustizia. Usare la propria intelligenza per investigare il segreto delle cose è dell’uomo, ma i messaggeri della luce sanno mettere sole nei propri intenti, aprire il pensiero all’estensione immensa del Cielo. Per salire in alto, sempre più in alto, bisogna conoscere la via e solo chi abita in alto può indicarne la strada, solo a Lui è concesso darne il permesso. I doni ricevuti dalle sue mani sono indicazioni di percorso per salire in alto, la sapienza del cuore ricercata come luce dei pensieri è forza per dare consistenza ai doni. Domandare al Signore la luce della mente è cosa buona e giusta, perché se i pensieri della mente saranno i suoi e la sua luce la invaderà, la verità troverà alloggio sulle labbra.
G.Matino, Buongiorno vita, pubblicato in Avvenire di oggi

G. Matino. Tempo di menzogna

febbraio 3, 2012

Gv 14, 1Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me.

Signore, tu benedici il giusto: come scudo lo copre la tua benevolenza (Sal 5,13). La verità non teme il confronto, mostra coraggiosa la sua trasparenza, lontana da ogni arroganza scuote le menti addormentate, spoglia l’inganno per rivestire il giusto. In tempo di menzogna, la verità sfodera la sua forza, luce formidabile rischiara ogni tenebra, ridona la vista ai ciechi, consegna i colori al tempo sbiadito, celebra la vittoria dell’oppresso che, perseguitato dai falsi profeti, non è venuto meno alla giustizia. La verità rende liberi e praticare il vero consegna all’uomo onesto la tessera d’ingresso per accedere nel luogo santo dove diversi per fede, religione, cultura, condizione sociale, opinione si scoprono consanguinei, benedetti dal Padre. Il mio Dio regola l’universo e lo governa nella giustizia. Preghiera a Lui gradita e offerta da Lui accettata sono il sintonizzarsi sulla sua stessa lunghezza d’onda. Chi pratica la giustizia, lotta per la verità, chi lotta per la verità rischia di suo per la libertà di tutti, chi rischia per la libertà è giusto e benedetto da Dio. Avversità sul suo cammino non mancheranno: è della giustizia, della verità, della libertà essere contrastate, ma la benevolenza di Dio, il Suo amore, sarà scudo contro ogni violenza. Chi in Dio si rifugia non resterà deluso.
G. Matino, Buongiorno vita, pubblicato in Avvenite di oggi
Dal Salmo 121(120)
5 Il Signore è il tuo custode,
il Signore è la tua ombra
e sta alla tua destra.
6 Di giorno non ti colpirà il sole,
né la luna di notte.
7 Il Signore ti custodirà da ogni male:
egli custodirà la tua vita.
8 Il Signore ti custodirà quando esci e quando entri,
da ora e per sempre.

Il Battesimo di Gesù.

ottobre 25, 2011

Dal Vangelo di Mt 3 13Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. 14Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». 15Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. 16Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. 17Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Riporto un articolo di Giuseppe Caffulli pubblicato su Avvenire del 24 ottobre scorso

Le acque del Giordano si incuneano limacciose in una vasta area stepposa che sulle mappe del vicino Oriente viene indicata con il nome di Wadi Kharrar. Una delle strade per arrivarci, quasi a precipizio sul Mar Morto, scende dalle alture rocciose del Monte Nebo, il monte da cui Mosè osservò la Terra promessa senza potervi entrare. Il punto più profondo del pianeta, oltre 400 metri sotto il livello del mare, specie nei caldissimi mesi estivi è avvolto da una densa bruma che a malapena lascia intuire i contorni del grande lago salato. Sullo sfondo, una macchia verdastra, ai piedi delle brulle montagne di Giudea, indica l’oasi di Gerico.

Sul fondo del catino costituito dalla depressione del Giordano, una strada polverosa costeggia una serie infinita di campicelli e ortaglie, poi piega decisamente sul lato sinistro inoltrandosi in una sorta di paesaggio lunare. Più in là, una striscia di canneti e arbusti lascia intuire la vicinanza dell’acqua. Il Wadi Kharrar (wadi in arabo indica il letto disseccato di un fiume) è un vasto territorio che ha visto, nel corso dei millenni, mutare più e più volte il corso del Giordano. Un’ansa del fiume, in particolare, ha sempre attirato l’attenzione dei pellegrini. Quella dove, fin dagli albori del cristianesimo, si è fatta memoria del battesimo di Gesù.

(continua…)

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO

ottobre 28, 2010

Oggi è stato pubblicato dalla Conferenza Episcopale Italiana il documento contenente gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. Per chi volesse approfondimenti vi riporto il link del sito della CEI per scaricarlo (si tratta di 42 pagine):

http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/15926/Orientamenti%20pastorali%202010.pdf

Vi riporto qui invece una parte dell’introduzione fatta dal Cardinale Bagnasco (Presidente della CEI) che sintetizza in maniera chiarissima il motivo della scelta di dedicare un attenzione specifica al campo dell’educazione:

Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all’intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo. La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione. Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà. Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa. Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.

L’introduzione termina poi con una preghiera a Maria alla quale mi unisco anche per tutti noi che nel nostro piccolo scriviamo e condividiamo la parola in questo sito: 

Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.


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