Vangelo dalle letture della messa del giorno (Venerdì 23 aprile 2010)

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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6,52-59)

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

6 Risposte to “Vangelo dalle letture della messa del giorno (Venerdì 23 aprile 2010)”

  1. gpcentofanti Says:

    Nel paradiso terrestre gli uomini, senza il peccato originale, forse morivano ma poi, in qualche modo, ascendevano al cielo in carne e ossa (insomma, i loro corpi sparivano), come Cristo e come Maria.Ora il Padre nell’incarnazione del Figlio ha operato una nuova creazione, immettendo un seme potente di risurrezione totale, fondata sulla infinita misericordia di Dio: nell’eucaristia vi è il pegno della nostra risurrezione anche nel corpo: siamo corpo di Cristo, quando, alla fine dei tempi, la misericordia si potrà esplicare in tutta la sua potenza perchè ogni uomo avrà compiuto la sua scelta definitiva, allora tutti quelli che avranno scelto, pur con tutte le possibili contraddizioni, Dio, saranno da lui integralmente (anche nel corpo cioè) risuscitati.

  2. giuli Says:

    Luca (prima lettura di oggi) ci dice che a Saulo caddero dagli occhi come delle squame e “vide”.Eppure lui in precedenza credeva di vedere.Chiediamo al Signore di liberarci dalle nostre false sicurezze.Solo nella comunione con lui potremo vivere nella verità.

  3. Maria Gabriela Corinaldesi Says:

    Il messaggio di questo passaggio del Vangelo, e’ chiaro, anche se devo confidavi, che a volte mi sento come i giudei, quando la vita mi propone situazione che non capisco.

    GESU’, MI CHIEDE DI VIVERE LA PAROLA DI DIO !!!

    Solo con il mio essempio di vita, cristiana, puo’ fare, che anche le persone piu’ lontane da LUI, possano fare anche un piccolo passo verso dei LUI.
    ESSERE TESTIMONIANZA DI LUI CON LA MIA VITA.

    L’AMORE E LUCE E CALORE ED E’ CAPACE DI SCIOGLIERE I GHIACCIAI
    PIU’ GIGANTI..!!!

    Ricordo sempre L’ESSEMPIO DI VITA DI PAPA WOJTYLA, che e’ riuscito ad avicinare tanti giovani al SIGNORE ed amare con tanta forza a MARIA…!!!

  4. simoneriva Says:

    Questa parola di oggi va ancora di più a sottolineare l’importanza della fonte della vita. Che cosa mi da la vita quotidianamente? Sono i segni oppure è il “segno”? I segni, infatti che allora erano la manna dal cielo, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, il fatto che abbia fatto camminare un paralitico ecc… oggi nella mia vita si presentano naturalmente sotto forme diverse: il fatto di avere un lavoro che mi permette di mangaiare e soddisfare i principali bisogni della mia famiglia, il fatto di essere stato aiutato in momenti importanti della vita ecc… Ma se poi il mio uomo si è ancorato a quei segni (che per carità sono importanti), se la mia felicità la ripongo nel concretizzarsi di quei segni (che normalmente possono coincidere con la mia volontà) allora sto diventando “ricco”, mi sto appropriando di cose non mie. Ecco perchè la fonte di tutto è “il segno”, è Gesù. Il suo morire per me, il suo darsi per me, il suo vivere in me, il riconoscere nell’eucaristia il mangiare Gesù affinchè lui viva in me. Ecco questo è il pane che il Signore mi sta dicendo nuovamente che mi farà vivere in eterno. Signore ti prego quindi affinchè non confondiamo il pane vero, con i frutti del tuo amore per noi (che per carità sono sempre importanti e apprezzabili!).

  5. simonetta54 Says:

    “IL PANE DISCESO DAL CIELO”. Nell’omelia di oggi, il sacerdote ci ha detto che un filosofo orientale parlava della mangiatoia come punto dove gli animali vanno sistematicamente e ripetutamente a rifocillarsi. Ora, un giorno, dice il filosofo, in quella mangiatoia è sceso il cibo per gli uomini, Gesù. Ed ogni giorno Gesù, con il suo corpo, si stende sulla “mangiatoia” dell’altare per nutrirci di Lui ed entrare in noi. A questo punto, il sacerdote ci ha invitato ad essere noi mangiatoia di Cristo, ad accoglierlo in noi in modo da formare un unico corpo mistico (la Chiesa) per la gloria di Dio.
    Grazie Signore per tutto quello che mi dai, grazie per il tuo amore infinito, metto nelle tue mani ed in quelle di Maria la mia persona con tutti i miei difetti affinchè vengano trasformati dal tuo amore (ed anche dalla mia perseveranza nel cammino di fede)

  6. Marco Ascenzi Says:

    Tante volte pur con l’aiuto della preghiera e della parola, il regno di Dio quella vera e propria realtà promessaci da Gesù, la riusciamo a percepire così lontano da noi. Gesù nella sua venuta sulla terra, ci ha facilitato tutto ciò, rendendoci già partecipi del suo amore, potendo condividere con Lui anticipatamente questo suo grande dono, prendendo parte alla sua mensa eucaristica.

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