Vangelo dalle letture della messa del giorno (Martedì 27 aprile 2010)

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Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,22-30)

Ricorreva, in quei giorni, a Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era inverno. Gesù camminava nel tempio, nel portico di Salomone. Allora i Giudei gli si fecero attorno e gli dicevano: «Fino a quando ci terrai nell’incertezza? Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non credete; le opere che io compio nel nome del Padre mio, queste danno testimonianza di me. Ma voi non credete perché non fate parte delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

7 Risposte to “Vangelo dalle letture della messa del giorno (Martedì 27 aprile 2010)”

  1. simonetta54 Says:

    “Io e il Padre siamo una cosa sola”.

    Preghiera alla SS.Trinità di Antonietta Meo, una bimba morta a soli sei anni:
    “Cara SS.ma Trinità. Caro Dio Padre io ti voglio tanto tanto tanto bene proprio tanto. E’ molto bello questo nome di Padre e Gesù, quando stava in terra, non poteva insegnarci un nome più bello di questo nome. Un Padre buono, amoroso, caritatevole che perdona a tutti i peccatori. Che bel nome Padre. Un Padre buono, tanto buono e tu, caro Dio Padre, spero che mi amerai tanto e voglio essere sempre buona. Caro Gesù! Io ti voglio tanto tanto bene. Caro Gesù, io spero che anche tu mi vorrai tanto bene. Salva molte anime dal Purgatorio, perchè vengano in Paradiso a glorificarti. Caro Gesù, lo voglio ripetere: io ti voglio tanto tanto tanto bene. Caro Spiritto Santo, ti voglio tanto bene e tu benedici e illumina il mio corpo e la mia anima. Caro Spirito Santo, tu che sei l’amore del Padre e del Figlio, santificami e aiutami in tutti i dolori”.

    (Antonietta Meo, detta familiarmente “Nennolina”, viene alla luce a Roma il 15 dicembre 1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi. È una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare. Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Ora si attende che la Santa Sede – al termine del complesso iter introdotto alcuni anni fa presso il Vicariato di Roma – si pronunci favorevolmente sulla santità di questa giovanissima serva di Dio elevandola alla gloria degli altari. Nennolina diventerebbe in questo modo la più giovane santa, non martire, della storia della Chiesa. E’ stata dichiarata “Venerabile” da Papa Benedetto XVI in data 17 dicembre 2007.)

    O Gesù, fammi essere come questa bimba, che, pur piccolissima, ha accolto con semplicità il grande mistero di Te in unione con il Padre e con lo Spirito.

    • simoneriva Says:

      E’ bellissima questa preghiera di Antonietta, non la conoscevo, ma soprattutto per famiglie come la mia che hanno bambini piccoli, è di grandissimo insegnamento e ci richiama ad un grande senso di responsabilità. Ci dimostra come i figli ci guardano, si nutrono delle nostra abitudini e di come sia importante testimoniare la fede non solo a parole ma anche con i fatti. Mi fa capire di quanto sia importante introdurli fin da piccolini alla preghiera, al dialogo con il padre senza vedere nella loro giovane età un freno, bensì una possibilità in più di dialogo “vero” col Signore.

  2. Maria Gabriela Corinaldesi Says:

    Gesu’ caro,
    mi sento come i tuo discepoli, io cammino, sicura che solo TU sei la mi unica raggione di essistere, ma a volte la tua VOCE, faccio fatica a sentirla per le sofferenze e difficolta’ che si presentano nel percorrere il camino della vita, ma comunque anche se mi FERMO NEL PERCORSO, NON MI PERDO, perche, sono certa che NESSUNO MI PUO’ ALLONTANARE DA TE…. TE SEI LA MIA VITA..!!!

    SOLO TE SUPLICO, AIUTAMI NEL PERCORSO DI FERMO, SPINGIMI, ADESSO E’ UNO DEI MIE FERMI, TI SUPLICO STAMI VICINO, HO TANTO BISOGNO DELLE TUE COCCOLE, MIO CARO BABBO DEL CIELO!!!!

  3. simoneriva Says:

    “Se tu sei il Cristo, dillo a noi apertamente”. Sembra quasi strano sentire questa frase dopo che abbiamo sentito innumerevoli volte Gesù annunciarsi essere il figlio di Dio, annunciarsi essere il Cristo. Ma è proprio lì che si nascondono le insidie, ascoltare questa parola e credere che sia così assurdo non riconoscerlo. Questa frase mi ha interrogato al leggere questo passo del vangelo e mi domandavo ma come fanno a dire una cosa del genere? Ma poi mi sono reso conto che in fondo il Signore ci parla in tutti i modi, ma se i progetti che il Signore ha per noi, se il messaggio che ci porta non coincide con i progetti che noi abbiamo fatto della nostra vita beh allora veramente è come sentir parlare un bacchettone che in realtà può anche dire qualcosa di interessante ma non per noi. Personalmente quando mi è capitato di allontanarmi senza accorge mene, mi è capitato di sentire i richiami della chiesa, di un sacerdote, o di un catechista e pensare beh ma questo non è importante, io ho un rapporto con il Signore personale e lui mi capisce. Beh quello era non riconoscerlo! Non riconoscerlo perché mi portava un messaggio diverso da quello che attribuivo al mio Dio personale che mi ero creato e che piano piano smussavo per il mio tornaconto.
    Ma la cosa bellissima è che le pecore, come sta scritto qui “nessuno può strapparle dalla mano del Padre”. Pur se ci perdiamo, pur se ci allontaniamo, arriva il momento in cui in un modo o in un altro Gesù ci viene a riprendere.

  4. federicova Says:

    E’ molto bello leggere, meditare e gustare il Vangelo. Quelo di Giovanni poi,almeno per me, arriva diritto al cuore: è lui che riconosce per primo Gesù ed è ancora lui che, standoGli sempre accanto, ci insegna come acquisire forza e sapienza nella naturalezza della Fede.
    L’assiduità all’ascolto del Signore ci dà gioia e sicurezza, la nostra manchevolezza o disattezione non ci fa sentire vicini a Lui nella sua storia e a volte – me per primo – ci porta dubbi e sconforto.
    ..Vogliamo essere, Signore Gesù, come il Tuo figlio prediletto Giovanni, fedeli e sempre al Tuo cospetto, nella consapevolezza del Tuo Amore che ci dona giusti insegnamenti di vita e ci dà la vita!!.

  5. gpcentofanti Says:

    Talora una causa di possibile confusione può venire dal fatto che anche la cultura e talora anche quella cattolica, magari perchè influenzata dalla cultura laica, non ci aiuta a trovare i sempre più adeguati riferimenti non solo spirituali ma anche umani.Se si parla di fede e ragione si può talora indurre l’uomo a riconoscersi in una razionalità variamenta astratta.Se invece aiutiamo le persone a tornare alla coscienza, ora intesa non, a sua volta, come luogo di doveri astratti, ma come serena, in graduale crescita, coscienza spirituale e psicofisica, ecco allora aiutiamo l’uomo a situarsi.E’ in questa serena coscienza infatti che parla lo Spirito d’amore.Allora l’uomo può riconoscere anche al di là delle eventuali oscurità, ad es. della ragione, una luce che gli fa dire con semplicità, se ha ricevuto il dono dello Spirito, “credo”.E’ questa luce che, se tendenzialmente sempre più accolta, apre sempre più il cuore (appunto la coscienza umana), lo riscalda, lo aiuta a gradualmente, in un cammino concreto, riconoscere e superare le chiusure, le resistenze, il puntare sui propri ragionamenti, esperienze, piuttosto che il lasciarsi portare dallo Spirito di Cristo…Una cosa bella è che proprio in questa vita anche gli aspetti razionali dell’uomo vengono colti nell’insieme armonico dell’uomo integrale, con sempre più equilibrio, umanità, e vengono aperti ad un continuo profondo rinnovamento.Una ragione distaccata non solo dallo Spirito ma anche dall’umanità integrale dell’uomo, si inaridisce sempre più, come vediamo nella cultura di oggi, totalmente, talora, svuotata di vita e anche di profondi fermenti…

  6. giuli Says:

    Ascolto la voce del Signore? Lo seguo? Hoo la certezza assoluta che affidandomi a lui e confidando nella sua infinita misericordia nessuno e nulla potranno mai strapparmi dalla sua mano? La mia risposta è sì, perchè sono sicura che il suo amore è molto più potente della mia debolezza.

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