Archive for Mag 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 1 Giugno 2010) con commento comunitario

31 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,13-17)

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.

Maria Pia Quintavalla.Io mi ritenni

31 Mag 2010

Maria, Cristo, siano pazienti con le nostre resistenze, e vengano ancora…

Da Lettere giovani, 1990

Io mi ritenni

Io mi ritenni una selvaggia
da chiunque distruggibile
lussuosamente persi il tempo grazioso
giovanile, ma risoluta promessa
si ripete una fiera sorgente.

Pietro Paolo Tamburini: La Visitazione

31 Mag 2010

La Visitazione

Roberto Murolo: Maria Marì

31 Mag 2010

Per questa bella festa della visitazione.Con lo stesso amore corri anche per noi.Portaci per mano.

http://www.youtube.com/watch?v=ruWlagKvuK0&feature=related

Calendario mariano: 31 maggio, Visitazione della beata vergine Maria

31 Mag 2010

Donaci la tua fede, il tuo amore, la tua fiduciosa e attenta docilità alla vera e santa volontà di Dio.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 31 Maggio 2010) con commento comunitario

30 Mag 2010

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quei giorni, Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore”.
Allora Maria disse:
“L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua misericordia
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato a mani vuote i ricchi.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre”.
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Dio ha cura di noi

30 Mag 2010

Buika.A capella (musica afrospagnola)

30 Mag 2010

Maria e Cristo vi preghiamo per i nostri fratelli del Mozambico (Mafuiane) e del Congo.

http://www.youtube.com/watch?v=iuTe5dSNFes

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 30 Maggio 2010) con commento comunitario

29 Mag 2010

SANTISSIMA TRINITA’

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Pink Floyd.Atom hearth mother

29 Mag 2010

Maria, Signore proteggeteci, liberateci, dal male, che vuole distruggere, etc., (invece Dio non fa mai il minimo male, neanche “a fin di bene”).Aiutateci a comprendere sempre più che ognuno di noi può contribuire, nel dono dello Spirito (che moltiplica l’amore ed ogni bene), ognuno di noi può contribuire a costruire la pace, con la fede, l’amore, la benevolenza, la pazienza, l’umiltà, con un, vissuto sempre più equilibratamente nella fede, spirito di comunione, di sincera collaborazione…

http://www.youtube.com/watch?v=iCv4cLqs1ik&feature=related

Un dono fondamentale poi nel rapporto con Dio, con sè stessi, etc. è quello della sincerità.Michele Zarrillo: L’elefante e la farfalla.

http://www.youtube.com/watch?v=OtECBnCaW1Q&feature=related

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 29 Maggio 2010) con commento comunitario

28 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,27-33)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».
Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».
Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».
E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Enzo Jannacci: Giovanni telegrafista.Compay Segundo: Chan chan

28 Mag 2010

“E’ urgente”.Signore rendi urgente per noi amarti, amare.

http://www.youtube.com/watch?v=b0B5eMQ1LGY&feature=related

Ah, le gioie, i dolori, le prove, la povertà, i doni, le umiliazioni…Signore stringi tra le tue braccia tutti i sofferenti!

http://www.youtube.com/watch?v=P2dFLlaEaIU

prima, perdonate.

28 Mag 2010

“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe” (dal Vangelo di oggi).

Da “A proposito del Pater”, Simone Weil (in Attesa di Dio).
(…)
«E rimetti a noi i nostri debiti come noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori».
Al momento di dire queste parole dobbiamo aver già rimesso tutti i nostri debiti. Non si tratta soltanto delle offese che pensiamo di aver subito. È anche la rinuncia alla riconoscenza per il bene che pensiamo di aver fatto, e in genere a tutto ciò che ci attendiamo dagli esseri e dalle cose, tutto ciò che crediamo ci sia dovuto, la cui mancanza ci darebbe la sensazione di essere stati frustrati. Sono tutti i diritti che noi crediamo che il passato ci dia sull’avvenire. Anzitutto, il diritto a una certa durata. Quando abbiamo potuto godere una certa cosa per lungo tempo, crediamo che essa ci appartenga e che la sorte sia tenuta a lasciarcela godere ancora. Poi, il diritto a un compenso per ogni sforzo, di qualsiasi natura esso sia, per ogni lavoro, ogni sofferenza o desiderio. Ogni volta che noi facciamo uno sforzo e che l’equivalente di questo sforzo non torna a noi sotto forma di un frutto visibile, abbiamo una sensazione di squilibrio, di vuoto, ci sentiamo come derubati. Quando subiamo un’offesa noi aspettiamo che l’offensore venga castigato o si scusi, se facciamo del bene ci attendiamo la riconoscenza della persona beneficata. Questi sono casi particolari di una legge universale della nostra anima: tutte le volte che qualcosa è uscito da noi, abbiamo assolutamente bisogno che almeno l’equivalente ritorni in noi e, poiché ne abbiamo bisogno, crediamo di averne diritto. Nostri debitori sono tutti gli esseri, tutte le cose, l’universo intero. E noi crediamo di avere crediti verso tutte le cose; ma tutti questi presunti crediti sono sempre crediti immaginari del passato verso l’avvenire: è a questi che dobbiamo rinunciare.
Aver rimesso i debiti ai nostri debitori significa aver rinunciato in blocco a tutto il passato; accettare che l’avvenire sia vergine e intatto, rigorosamente legato al passato da legami che ignoriamo ma del tutto libero dai legami che la nostra immaginazione crede di imporgli; accettare la possibilità che l’avvenire si attui e, in particolare, che ci accada qualsiasi cosa e che il domani faccia di tutta la nostra vita passata una cosa sterile e vana.
Rinunciando a tutti i frutti del passato, senza eccezione, possiamo chiedere a Dio che i nostri peccati passati non diano nella nostra anima i loro miserabili frutti di male e di errore. Finché ci aggrappiamo al passato, Dio stesso non può impedire in noi questa orribile fruttificazione: non possiamo attaccarci al passato senza attaccarci ai nostri delitti, poiché non conosciamo quanto c’è in noi di essenzialmente cattivo.
Il credito principale che pensiamo di possedere verso l’universo è la continuazione della nostra personalità. Questo credito implica tutti gli altri. L’istinto di conservazione ci fa sentire questa continuazione come una necessità, e noi crediamo che una necessità sia un diritto. Come il mendicante che diceva a Talleyrand: «Monsignore, devo pur vivere», e al quale Talleyrand rispondeva: «Non ne vedo la necessità». La nostra personalità dipende interamente dalle circostanze esterne, che hanno un potere illimitato di schiacciarla, ma noi preferiremmo morire anziché riconoscerlo. L’equilibrio del mondo è per noi un susseguirsi di circostanze tali che la nostra personalità resta intatta e sembra appartenerci. Tutte le circostanze che in passato hanno ferito la nostra personalità ci sembrano squilibri che un giorno o l’altro devono essere compensati da fenomeni contrari. Noi viviamo nell’attesa di queste compensazioni. L’incombenza della morte ci appare orrenda soprattutto perché ci costringe a renderci conto che queste compensazioni non avranno mai luogo.
La remissione dei debiti è la rinuncia alla propria personalità, rinuncia a tutto ciò che chiamiamo «io», senza alcuna eccezione. Sapere che in tutto ciò che chiamiamo «io» non c’è nulla, non c’è alcun elemento psicologico che le circostanze esterne non possano far scomparire. Bisogna accettare che sia così ed esserne felici.
Le parole: «Sia fatta la tua volontà», se pronunciate con tutta l’anima, implicano questa accettazione.
Per questo un istante dopo si può dire: «Abbiamo rimesso ai nostri debitori».
La remissione dei debiti è la povertà spirituale, la nudità spirituale, la morte. Se accettiamo completamente la morte, possiamo chiedere a Dio di farci rivivere purificati dal male che è in noi: infatti, chiedergli di rimettere i nostri peccati, significa chiedergli di cancellare il male che è in noi. Il perdono è la purificazione. Il male che è in noi, e che vi resta, neppure Dio ha il potere di perdonarlo. Dio ci ha rimesso i nostri debiti quando ci ha messi nello stato di perfezione.
Fino ad allora Dio rimette i nostri debiti parzialmente, nella misura in cui noi li rimettiamo ai nostri debitori.
(…)

(Ho estratto questo brano da un articolo dove S. Weil medita sul Padre Nostro stando, come tutto il suo pensiero verso il cristianesimo, “sulla soglia”. Scelse, infatti, e non senza travaglio, di stare su una linea di confine, per es. senza ricevere mai il battesimo. Le sue parole testimoniano un incontro con Cristo comunque intenso e speciale).

DOMENICA 30 MAGGIO SS.TRINITA’

28 Mag 2010

Questa sera, parecchie persone, abitanti i paesini della valle dell’Aniene, formano compagnie per raggiungere a piedi il Santuario della SS.Trinità di Vallepietra (RM). Camminano per tre giorni tornando alle loro case domenica sera.
Per saperne di più: http://www.santuariovallepietra.it

La storia
Sulle origini del Santuario vi sono diverse ipotesi. Il problema è di difficile soluzione, ed ancor oggi vi sono molti punti oscuri, malgrado numerose ricerche effettuate da insigni studiosi. È opportuno, comunque, riferire sulle ipotesi più accreditate e sulle leggende popolari che i pellegrini si sono tramandate oralmente. Esistono due leggende: una di origine popolare e l’altra di origine letteraria. “La prima narra di un contadino che mentre arava il terreno in cima al colle della Tagliata vide cadere, nel sottostante precipizio, i buoi e l’aratro. Portatosi sul ripiano alla base della grande parete rocciosa vide, con grande meraviglia, i buoi inginocchiati davanti ad un misterioso dipinto della Trinità, apparso all’interno di una piccola grotta” (Caraffa). L’aratro era rimasto in alto impigliato in una sporgenza della roccia. “La seconda leggenda, di carattere letterario, è stata trasmessa da una pergamena andata poi distrutta, ma della quale è pervenuta una copia. Ecco il racconto: Due ravennati, residenti a Roma, si portarono sul Monte Autore per sfuggire alla persecuzione di Nerone. Qui furono visitati dagli apostoli Pietro e Giovanni che, sbarcati a Francavilla, avevano attraversato il Regno di Napoli. Un angelo apparso ai quattro portò loro dal cielo il cibo e fece scaturire dalla terra la sorgente. Il giorno seguente apparve la Santissima Trinità che benedisse il Monte Autore alla pari del Sinai e dei luoghi santi della Palestina.” Al di là delle leggende sono state formulate diverse ipotesi sulle origini del Santuario. Alcuni studiosi fanno risalire a monaci orientali o eremiti la possibilità dell’origine del luogo di culto dedicato alla Santissima Trinità sul monte Autore immediatamente sopra le sorgenti del Simbrivio. L’atteggiamento benedicente alla maniera greca delle “Tre Persone”, venerate nel Santuario e la particolare toponomastica dei luoghi circostanti potrebbero avvalorare questa ipotesi. Infatti il monte posto di fronte al Santuario si chiamava sino al secolo scorso Sion ed infine il paese più vicino, dal versante abruzzese, è Cappadocia (come la regione orientale). Un’altra ipotesi attribuisce la fondazione del Santuario della Santissima Trinità a San Domenico di Sora.
Tratto da “La Trinitá di Vallepietra” di Franco Mercuri.

Il pellegrinaggio a piedi

Il dato che differenzia l’esperienza religiosa di Vallepietra da altri luoghi di culto è la persistenza del pellegrinaggio a piedi. Nelle magiche notti del plenilunio dopo Pentecoste decine di migliaia di persone si incamminano dai propri rispettivi paesi per raggiungere alla vigilia della solennità della Trinità il santuario. Dal versante ciociaro, come da quello sublacense o ancora da quello abruzzese sono decine e decine le “compagnie” che si inerpicano per i monti, guidate dal caratteristico stendardo finemente decorato che viene portato da coraggiosi vessilliferi, senza temere la fatica, né il caldo, né tantomeno la pioggia. Colpisce la folla di persone che affronta i disagi di ore e ore di cammino, oltre alle notti da trascorrere all’aperto, pur di non mancare a questo appuntamento atteso per tutto l’anno. Il paesaggio incantevole della valle solcato dal fiume Simbrivio e da innumerevoli torrenti e piccole cascate, ha ispirato una strofa della lode alla Trinità, dove si fa menzione della massa di persone che accorrono, quasi facendo il paio al fluire ininterrotto delle acque. Il pellegrinaggio alla “Santissima” riesce a incidere sulla singola persona pur all’interno di un gruppo di riferimento (la “compagnia”) proprio perché si esprime attraverso un linguaggio antico ma semplice, e seguendo modalità arcaiche, ma non per questo meno capaci di parlare all’uomo di oggi.

Invito alla preghiera che accompagni queste persone nella fatica del cammino e nella gioia dell’arrivo

Rocco Scotellaro.Suonano mattutino

28 Mag 2010

Suonano mattutino

La processione è cominciata
già nella notte.
vedo la fila dei mietitori
toccano la stella
l’unica rimasta
in cima alla strada tortuosa.
Nel mio viottolo budello
i ferri dei muli sulle selci
suonano mattutino.


Commento

Quando lo Spirito viene, e tanto meglio se il cuore è aperto, come può, se Dio vuole, vedere Dio, toccare Dio, cantare, pregare, la vita stessa (la vita è il soggetto di questa frase scritta velocemente.NdR).

NOTA BENE: Ho avuto difficoltà nella trascrizione, come si può vedere.


Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 28 Maggio 2010) con commento comunitario

27 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,11-25)

[Dopo essere stato acclamato dalla folla, Gesù] entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici verso Betània.
La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. Avendo visto da lontano un albero di fichi che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se per caso vi trovasse qualcosa ma, quando vi giunse vicino, non trovò altro che foglie. Non era infatti la stagione dei fichi. Rivolto all’albero, disse: «Nessuno mai più in eterno mangi i tuoi frutti!». E i suoi discepoli l’udirono.
Giunsero a Gerusalemme. Entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e quelli che compravano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombe e non permetteva che si trasportassero cose attraverso il tempio. E insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto:
“La mia casa sarà chiamata
casa di preghiera per tutte le nazioni”?
Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Lo udirono i capi dei sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutta la folla era stupita del suo insegnamento. Quando venne la sera, uscirono fuori dalla città.
La mattina seguente, passando, videro l’albero di fichi seccato fin dalle radici. Pietro si ricordò e gli disse: «Maestro, guarda: l’albero di fichi che hai maledetto è seccato». Rispose loro Gesù: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico: se uno dicesse a questo monte: “Lèvati e gèttati nel mare”, senza dubitare in cuor suo, ma credendo che quanto dice avviene, ciò gli avverrà. Per questo vi dico: tutto quello che chiederete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi accadrà. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi le vostre colpe».

Due AVVISI

27 Mag 2010

Grest (oratorio estivo per i ragazzi dai 6 ai 12 anni).
Informazioni e iscrizioni: ven. 28 giu h 18-19.sab 29 giu h 10-12.ven 4 giu h 18-19.sab 5 giu h10-12.Gli incontri avranno luogo nella sala santa Teresa.

Corpus Domini.sab 5 giu h 19: celebrazione messa in Chiesa e, a seguire, piccola processione nel piazzale antistante la Chiesa.Ancora in successione, adorazione eucaristica notturna.

W A Mozart.Lacrimosa

27 Mag 2010

E’ bello vedere che anche al tempo di Mozart, tempo in cui la misericordia di Dio non era stata ancora più profondamente scoperta, nello Spirito, come oggi (e come sempre più potrà avvenire), ecco anche in quel tempo l’amore che traspare dal vangelo aiutava gli uomini, al di là di tanti moralismi, ad avere fiducia nell’amore viscerale,  misericordioso, di Dio per la sua cretaura.Questo è l’amore che risplende nella Parola, nell’eucaristia, e negli altri sacramenti

Lacrimosa
Lacrimosa dies illa,
qua resurget ex favilla
judicandus homo reus.
Huic ergo parce, Deus.
Pie Jesu Domine,
dona eis requiem!
Amen!

Lacrimosa (italiano)
Giorno di lacrime, quel giorno,
quando risorgerà dal fuoco
l’uomo reo per essere giudicato.
Ma tu risparmialo, o Dio.
Pietoso Signore Gesù,
dona loro riposo!
Amen!

http://www.youtube.com/watch?v=qsppsK4cRAE&feature=related

L’eucaristia è il contrario dello schema, ci conduce nel mistero, ci libera…
Dall’Argentina ecco il canto (Libertango, composto da Astor Piazzolla), come io del tutto personalmente intepreto, della libertà profonda e appassionata che Dio ci vuole donare…

http://www.youtube.com/watch?v=RUAPf_ccobc&feature=related

Vorrei avere i tuoi occhi

27 Mag 2010

Vorrei salire molto in alto, Signore,
sopra la mia città, sopra il mondo, sopra il tempo.
Vorrei purificare il mio sguardo e avere i tuoi occhi.
Vedrei allora l’universo, l’umanità, la storia,
come li vede il Padre.
Vedrei la bella, eterna idea d’amore del tuo Padre
che si realizza progressivamente:
tutto ricapitolare in te, le cose del cielo e della terra.
E vedrei che, oggi come ieri, i minimi particolari
vi partecipano,
ogni uomo al suo posto, ogni gruppo ed ogni oggetto.
Vedrei la minima particella di materia e il più piccolo
palpito di vita;
l’amore e l’odio, il peccato e la grazia.
Commosso, comprenderei che dinanzi a me
si svolge la grande avventura d’amore
iniziata all’alba del mondo.
Comprenderei che tutto è unito insieme,
che tutto non è che un minimo movimento
di tutta l’umanità e di tutto l’universo verso la Trinità,
in te e per te, Signore
(Michel Quoist

Miles Davis.So what (da: Kind of blue)

27 Mag 2010

Con l’intercessione di Maria il Signore ci apra, nella sua volontà, sempre nuovi squarci di cielo.Questo brano importante nella storia del jazz l’ho trovato e inserito al volo (perchè come al solito vado di corsa).Altri sono programmati da tempo, perchè li inserisco quando posso, ad es., stasera alle 18 dovrebbero comparirne altri due se non sbaglio inseriti alcuni giorni orsono.

http://www.youtube.com/watch?v=qlIU-2N7WY4&feature=related

la porta

27 Mag 2010

Aprite la porta, dunque, e vedremo i verzieri,
berremo la loro acqua fredda che la luna ha traversato.
Il lungo cammino arde ostile agli stranieri.
erriamo senza sapere e non troviamo rifugio.

Vogliamo vedere i fiori. Qui la sete ci sovrasta.
sofferenti, in attesa, eccoci davanti alla porta.
Se occorre l’abbatteremo coi nostri colpi.
Incalziamo e spingiamo, ma la barriera è troppo forte.

Bisogna attendere, sfiniti, guardare invano.
Guardiamo la porta; è chiusa, intransitabile.
Vi fissiamo lo sguardo; nel tormento piangiamo;
noi la vediamo sempre, gravati dal peso del tempo.

La porta è davanti a noi; a che serve desiderare?
Meglio sarebbe andare senza più speranza.
Non entreremmo mai. Siamo stanchi di vederla.
La porta aprendosi liberò tanto silenzio.

Che nessun fiore apparve, né i verzieri;
solo lo spazio immenso nel vuoto e nella luce
apparve d’improvviso da parte a parte, colmò il cuore,
lavò gli occhi quasi ciechi sotto la polvere.

Simone Weil ( da Poesie).

( L’incontro tra il cieco e Gesù nel Vangelo di oggi mi ha ricordato questa immagine della porta, che troviamo chiusa, impedisce di vedere e di capire, ma intuendo l’oltre, cerchiamo di aprirla, anche se resiste. Alla fine, proprio quando siamo stanchi e senza speranza nel vederla chiusa, si svela, come luce improvvisa, il ponte verso una immensità, e si colma il cuore).

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 27 Maggio 2010) con commento comunitario

26 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Cèsar Franck.Panis angelicus

26 Mag 2010

Ci avviamo a celebrare la solennità del Corpus Domini.Ci conceda il Signore di centrare la nostra vita sulla Parola e sull’eucaristia, perchè sono Cristo vivo, in carne e ossa, in mezzo a noi, che ci ama, ci parla e ci porta.

http://www.youtube.com/watch?v=KkU9_5VhpP8&feature=related

Panis angelicus
Fit panis hominum;
Dat panis coelicus
Figuris terminum;
O res mirabilis!
Manducat dominum

Pauper, pauper
Servus et humilis.
Pauper, pauper
Servus et humilis.

Traduzione: Il pane degli uomini diviene pane del cielo; il pane celeste porta a compimento (pone termine agli) gli antichi simboli; oh, meraviglia, mangia Dio (o: può mangiare il corpo del Signore) il povero ed umile servo.

Calendario mariano: 26 maggio, Santa Maria del fonte presso Caravaggio

26 Mag 2010

Guidaci alle fonti della vita.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 26 Maggio 2010) con commento comunitario

25 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.
Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».
Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».
Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».
Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Canto gregoriano: Ave maris stella.J S Bach: Corale dalla Passione secondo Matteo

25 Mag 2010

Ecco alcune risonanze-preghiere, con musica, sul vangelo di oggi.

Maria stella del mare ci consoli nelle prove, ci faccia sentire amati e compresi nelle difficoltà, ci aiuti a fare con lei i salti della fede, della carità, della speranza, che il Signore gradualmente ci porta a vivere.

http://www.youtube.com/watch?v=NOipola4doE

Il Signore, che ha dato per noi la vita, ci aiuti, in un sereno e graduale cammino, a superare le tentazioni di ripiegamento su noi stessi.

http://www.youtube.com/watch?v=W1nDQLKv9yI&feature=related

Inserisco anche una versione al pianoforte.

http://www.youtube.com/watch?v=nv_vAVj1rEU&feature=related

La vita e l’insegnamento di Charles de Foucauld

25 Mag 2010

Ecco un bel documentario sulla vita di Charles de Foucauld.

CHARLES DE FOUCAULD (Fratel Carlo di Gesù) nasce a Strasburgo in Francia, il 15 settembre 1858. Orfano a 6 anni, è cresciuto assieme a sua sorella Marie dal nonno, del quale seguirà la carriera militare.

Nell’adolescenza si allontana dalla fede. Conosciuto come amante del piacere e della vita facile, rivela, nonstante tutto, una forte e costante volontà nei momenti difficili.

Intraprende una pericolosa esplorazione in Marocco (1883-1884). La testimonianza della fede dei musulmani risveglia in lui questo interrogativo: Ma Dio, esiste ? — «Mio Dio, se esistete, fate che Vi conosca ».

Rientrato in Francia, colpito dalla discreta ed affettuosa accoglienza della sua famiglia, profondamente cristiana, si mette in ricerca e chiede ad un sacerdote di istruirlo. Guidato da Don Huvelin ritrova Dio nell’ottobre del 1886. Ha 28 anni. « Come credetti che c’era un Dio, compresi che non potevo far altro che vivere per Lui solo ». (more…)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 25 Maggio 2010) con commento comunitario

24 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

grido del Signore

24 Mag 2010

Le mie ginocchia
avide di molto cammino
sono state generate dalla tua grazia.
Ho dovuto riposare
ai piedi della montagna
senza mai sormontarla
ma Ti ringrazio
per avermi destinata a servire.
Non ad essere
una regina potente
ma un’umile serva.
Tu mi hai concesso
la contemplazione.
Ho contemplato la Tua Sapienza,
ho contemplato la Tua Creazione.
Ho visto da vicino come Tu mi hai creata
e come Tu mi hai benedetta.

(…………)

Ma Tu,
che non avevi principio,
mi hai sprofondata
nella carne angelica
dove non si nasce e non si muore
se non con la resurrezione
e il suo grido.

Io, Maria, sono il tuo grido, o Signore.
Con il tuo grido mariano
Tu hai sconvolto le genti,
con i veli della mia castità
hai messo pudore
dove c’era vizio e odio.

(da Magnificat, Alda Merini)

Calendario mariano: 24 maggio, Beata vergine Maria, aiuto dei cristiani (auxilium christianorum)

24 Mag 2010

Aiutaci tutti! Che bello che il giorno dopo la pentecoste ricorra la festa di Maria Ausiliatrice!

Pino Daniele.Je sto vicino a te

24 Mag 2010

Questa canzone può offrire molti spunti di riflessione.Anche un amore vissuto nel bene, che aiuti a vivere nel bene (sto vicino a te pe nun piglià cadute, sulla salita (= sagliuta), qui intesa come fatica, dolore, della vita), quando è vissuto senza un’apertura profonda alla crescita e tanto meglio alla crescita in Cristo, finisce per impoverirsi anche involontariamente (ma che parlamm a fà sempe de stesse cose per intossicarci e non incontrarci mai).L’uomo può così dare per scontata la vita, che, per lui, va solo vissuta, ma così smette di comunicare, di dialogare, di cercare di comprendere sè stesso, gli altri, la vita appunto.Se vive così, anche quando cerca di capire, può vivere questa ricerca con uno sforzo intellettualistico, che può finire per provocare in vario modo frustrazione (c’arraggia= con la rabbia in corpo di chi esce pazzo tutti i giorni per capire).Quando l’uomo si apre alla sequela di Cristo e viene aiutato a percorrere la stessa strada che Cristo ha fatto percorrere agli apostoli, ai suoi discepoli, nella sua vita terrena, ecco che può scoprire che Dio dialoga, appunto in Cristo, con l’uomo: la sua Parola, dice ad es nel vangelo di Giovanni, è Spirito e vita, è una Parola detta nello Spirito, comunicata nello Spirito, che illumina, dà vita, apre ad un dialogo nello Spirito.Solo in Dio si può tendenzialmente aprire in pienezza la comunicazione, ed una comunicazione autentica, viva, aperta alla sempre più profonda accoglienza del mistero, ed anche alla comprensione vitale.Anche nella Chiesa questo dono fontale si sta sempre più profondamente riscoprendo (continuamente gli ultimi pontefici hanno stimolato a centrarsi su Cristo, sulla sua Parola, etc.): come è possibile che Dio apre un dialogo vitale con l’uomo  in Cristo, nella sua Parola, e anche il cristiano possa fare tante cose ma dare per scontata, non necessaria, o considerare intellettualistica questa comunicazione vitale con il proprio Dio? In questa mancata accoglienza sempre più profonda di Cristo risiedono le cause fontali di tante difficoltà nella crescita personale e comunitaria, nella comunicazione interpersonale, ad es nella famiglia, nella coppia, nell’amicizia, etc..Cristo poi aiuta sempre più a trovare un equilibrio tra l’affidamento, che induce a seguire la luce che egli ci infonde nel cuore senza bloccarsi nei rovelli, nei legittimi dubbi, difficoltà, della mente ed una meditazione che dunque può divenire, talora, gradualmente, impegnativa, ma non è mai cervellotica.E’ questo cervellotismo di tanta cultura anche cristiana che può talora indurre a rifiutare un dialogo con Cristo e con i fratelli, che nel vangelo vediamo invece vitale e foriero di sempre nuova vita.Un dialogo sempre più approfondito, appunto proprio come vediamo nel vangelo dove Cristo parlava alle folle e poi con i discepoli entrava in un colloquio per una più piena accoglienza, comprensione, di quegli stessi argomenti.Una fede pienamente viva stimola il dialogo con Dio ed i fratelli in Cristo, nella sua Parola, generando una spiritualità sempre nuova, tendenzialmente sempre più divina e umana, una sempre nuova cultura, rinnovando la vita del mondo.

http://www.youtube.com/watch?v=Bz1ch3cRs6c&feature=related

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 24 Maggio 2010) con commento comunitario

23 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-27)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Domenico Modugno.Tu sì ‘na cosa grande

23 Mag 2010

Come è bella la storia d’amore tra Dio e la sua creatura! Santo Spirito di Cristo fa che niente, neanche il dolore e le prove, ce la facciano perdere!

http://www.youtube.com/watch?v=KnVj0jpVLmA&feature=related

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 23 Maggio 2010) con commento comunitario

22 Mag 2010

DOMENICA DI PENTECOSTE

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-16.23-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

E’ lo Spirito di Dio che sta qui

22 Mag 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 22 Maggio 2010) con commento comunitario

21 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,20-25)

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

In cammino con Cristo verso la terra promessa

21 Mag 2010

Ci sono diverse immagini per descrivere il cammino spirituale dell’uomo verso la sua piena realizzazione in Dio.Importante, certo, è fare sempre riferimento a quello che ha fatto Cristo con i suoi discepoli.Il cammino viene anche descritto come un salire con Dio verso la cima del santo monte o come un andare verso la terra promessa, o, ad es., come un immergersi con (in) Cristo nelle acque del battesimo per rinascere con (in) in Cristo.Ci conceda il Signore di lasciargli compiere la sua opera in noi e attraverso di noi…

Così qui propongo due canzoni.La prima, La exiliada del sur, mi fa pensare alle gioie e ai dolori di una vita che ancora non ha più profondamente intuito, nel dono dello Spirito, Dio, la terra promessa.La seconda, l’accendersi della speranza, l’intuire che l’uomo può trovare una pienezza di vita, un venire guarito dalle sue ferite, solitudini, oscurità, sofferenze…si intitola Alturas.Entrambe le canzoni sono cantate dagli Inti illimani.

http://www.youtube.com/watch?v=Pkm4FB71DmI&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=q5RpuhnymRE

Intervista a Dio

21 Mag 2010

aspettando la pentecoste

21 Mag 2010

At, 2, 2Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Da Dare senso al tempo, di Enzo Bianchi (priore di Bose)

(……) Raduno dei figli di Dio dispersi, anti-Babele, la festa di Pentecoste è l’inizio degli ultimi tempi, i tempi della chiesa. A Babele era avvenuta la confusione delle lingue e il tentativo di collegare stabilmente terra e cielo con la costruzione di una torre che saliva al cielo, ma a Pentecoste avviene il miracolo delle lingue udite e comprese da tutti, ed è lo Spirito che scende a mettere in comunicazione e comunione Dio e gli uomini. E’ il miracolo della ritrovata comprensione in un’unica parola! Sì, le lingue degli uomini restano diverse, e questa pluralità di lingue, di culture, di storia non è annullata: lo Spirito santo, infatti, crea un’articolata unità, un’unità plurale, come molti doni e molte membra vengono composte nell’unico corpo del Signore che è la chiesa. La diversità deve sussistere senza annullare l’unità e l’unità deve affermarsi senza sopprimere la molteplicità.
Il miracolo delle lingue suscitato dallo Spirito indica alla chiesa il compito di conciliare l’unità della Parola di Dio con la molteplicità dei modi in cui essa deve essere vissuta e annunciata nell’unica comunità dei credenti e in mezzo a tutte le genti: è così che la chiesa non deve imporre un proprio linguaggio, ma deve entrare nei linguaggi degli uomini per annunciare le meraviglie di Dio secondo le loro diverse forme e modalità di comprensione. Lo Spirito effuso a Pentecoste impegna ancora oggi la chiesa a creare vie e inventare modi per fare dell’alterità non un motivo di conflitto e di inimicizia, ma di comunione. Così la chiesa, ogni comunità cristiana , potrà essere segno del Regno universale che verrà e a cui è chiamata l’umanità intera attraverso, e non nonostante, le differenze che la attraversano.
Tutto questo acuisce la sensibilità e l’attenzione che i cristiani devono avere per l’ecumenismo e il dialogo con le altre religioni. La coscienza delle radici ebraiche della fede cristiana, dell’ebraicità perenne di Gesù, di Israele come popolo dell’alleanza mai revocata e, al tempo stesso la coscienza della destinazione universale della salvezza cristiana, della molteplicità delle genti e delle culture in cui è chiamato a inseminarsi l’evangelo, dovrebbero far parte del corredo di ogni cristiano maturo. (…..)

Nel tuo disegno d’amore, o Padre,
hai voluto che tutte le genti formassero
l’unico popolo dei rinati alla vita:
perdonaci le nostre divisioni,
guidaci sulla via che porta all’unità,
per essere cittadini della città
della Grande Madre e dell’Agnello.
Amen.

Preghiera salmica, P. David M. Turoldo

( Nel Vangelo di oggi, Gesù dice a Simone “pasci le mie pecore”, come a dire, curale tutte, cura il mio gregge come un corpo solo, appunto come unità plurale per la quale ho accettato di morire e di risorgere…)

IL SANTO DEL GIORNO (Venerdì 21 maggio 2010)

21 Mag 2010

SAN CRISTOFORO MAGALLANES , sacerdore

Nel 1917, in Messico fu promulgata una nuova Costituzione, ispirata a principi anticlericali, che diede origine a una violenta persecuzione religiosa, con l’espulsione dei sacerdoti stranieri, la chiusura di scuole private e opere benefiche. L’episcopato messicano optò per una forma di protesta non violenta, limitandosi a non far più svolgere alcuna funzione o cerimonia religiosa. Il popolo non potè resistere alle privazioni religiose che questo boicottaggio comportava, e decise di difendere con le armi la propria libertà religiosa, senza l’intervento del clero. Scoppiò così la guerra civile. Cristobal Magallanes è uno dei numerosi martiri di quei tragici anni. Nacque a Jalisco, in Messico, nel 1869. Sacerdote dalla fede ardente, fu parroco e missionario tra gli indigeni. Prudente direttore dei suoi fratelli sacerdoti e pastore pieno di zelo, quando i persecutori della Chiesa ciusero il Seminario di Guadalajara, si offrì di fondare nella sua parrocchia un Seminario per “proteggere”, “orientare” e “formare” i futuri sacerdoti, e ottenne un abbondante raccolto di vocazioni. Il 25 maggio 1927 venne fucilato a Colotlan.

S.MARIA AUSILIATRICE – lunedì 24 maggio

21 Mag 2010

https://i0.wp.com/www.donbosco-torino.it/image/Congresso_Adma2003/Maria_Ausiliatrice_dipinto.jpg

Auxilium Christianorum”; ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a Lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.
Sulle virtù, la vita, la predestinazione, la maternità, la mediazione, l’intercessione, la verginità, l’immacolato concepimento, i dolori sofferti, l’assunzione di Maria, sono stati scritti migliaia di volumi, tenuti vari Concili, proclamati dogmi di fede, al punto che è sorta un’autentica scienza teologica: la Mariologia.
E sempre è stata ribadita la presenza mediatrice e soccorritrice della Madonna per chi la invoca, a lei fummo affidati come figli da Gesù sulla Croce e a noi umanità è stata indicata come madre, nella persona di Giovanni apostolo, anch’egli ai piedi della Croce.
Ma la grande occasione dell’utilizzo ufficiale del titolo “Auxilium Christianorum” si ebbe con l’invocazione del grande papa mariano e domenicano san Pio V (1566-1572), che le affidò le armate ed i destini dell’Occidente e della Cristianità, minacciati da secoli dai turchi arrivati fino a Vienna, e che nella grande battaglia navale di Lepanto (1571) affrontarono e vinsero la flotta musulmana.
Il papa istituì per questa gloriosa e definitiva vittoria, la festa del S. Rosario, ma la riconoscente invocazione alla celeste Protettrice come “Auxilium Christianorum”, non sembra doversi attribuire direttamente al papa, come venne poi detto, ma ai reduci vittoriosi che ritornando dalla battaglia, passarono per Loreto a ringraziare la Madonna; lo stendardo della flotta invece, fu inviato nella chiesa dedicata a Maria a Gaeta dove è ancora conservato.
Il grido di gioia del popolo cristiano si perpetuò in questa invocazione; il Senato veneziano fece scrivere sotto il grande quadro commemorativo della battaglia di Lepanto, nel Palazzo Ducale: “Né potenza, né armi, né condottieri ci hanno condotto alla vittoria, ma Maria del Rosario” e così a fianco agli antichi titoli di ‘Consolatrix afflictorum’ (Consolatrice degli afflitti) e ‘Refugium peccatorum’ (Rifugio dei peccatori), si aggiunse per il popolo e per la Chiesa ‘Auxilium Christianorum (Aiuto dei cristiani).
Il culto pur continuando nei secoli successivi, ebbe degli alti e bassi, finché nell’Ottocento due grandi figure della santità cattolica, per strade diverse, ravvivarono la devozione per la Madonna del Rosario con il beato Bartolo Longo a Pompei e per la Madonna Ausiliatrice con s. Giovanni Bosco a Torino.
Il grande educatore ed innovatore torinese, pose la sua opera di sacerdote e fondatore sin dall’inizio, sotto la protezione e l’aiuto di Maria Ausiliatrice, a cui si rivolgeva per ogni necessità, specie quando le cose andavano per le lunghe e s’ingarbugliavano; a Lei diceva: “E allora incominciamo a fare qualcosa?”. S. Giovanni Bosco, nato il 16 agosto 1815 presso Castelnuovo d’Asti e ordinato sacerdote nel 1841, fu il più grande devoto e propagatore del culto a Maria Ausiliatrice, la cui festa era stata istituita sotto questo titolo e posta al 24 maggio, qualche decennio prima, dal papa Pio VII il 24 maggio 1815, in ringraziamento a Maria per la sua liberazione dalla ormai quinquennale prigionia napoleonica.
Il grande sacerdote, apostolo della gioventù, fece erigere in soli tre anni nel 1868, la basilica di Maria Ausiliatrice nella cittadella salesiana di Valdocco – Torino; sotto la Sua materna protezione pose gli Istituti religiosi da lui fondati e ormai sparsi in tutto il mondo: la Congregazione di S. Francesco di Sales, sacerdoti chiamati normalmente ‘Salesiani di don Bosco’; le ‘Figlie di Maria Ausiliatrice’ suore fondate con la collaborazione di s. Maria Domenica Mazzarello e per ultimi i ‘Cooperatori Salesiani’ per laici e sacerdoti che intendono vivere lo spirito di ‘Don Bosco’, come è generalmente chiamato.
Le Congregazioni sono così numerose, che si vede con gratitudine la benevola protezione di Maria Ausiliatrice nella diffusione di tante opere assistenziali ed a favore della gioventù.
Ormai la Madonna Ausiliatrice è divenuta la ‘Madonna di Don Bosco’ essa è inscindibile dalla grande Famiglia Salesiana, che ha dato alla Chiesa una schiera di santi, beati, venerabili e servi di Dio; tutti figli che si sono affidati all’aiuto della più dolce e potente delle madri.
Interi Continenti e Nazioni hanno Maria Ausiliatrice come celeste Patrona: l’Australia cattolica dal 1844, la Cina dal 1924, l’Argentina dal 1949, la Polonia fin dai primi decenni del 1800, diffusissima e antica è la devozione nei Paesi dell’Est Europeo.
Nella bella basilica torinese a Lei intitolata, dove il suo devoto figlio s. Giovanni Bosco e altre figure sante salesiane sono tumulate, vi è il bellissimo e maestoso quadro, fatto eseguire dallo stesso fondatore, che rappresenta la Madonna Ausiliatrice che con lo scettro del comando e con il Bambino in braccio, è circondata dagli Apostoli ed Evangelisti ed è sospesa su una nuvola, sullo sfondo a terra, il Santuario e l’Oratorio come appariva nel 1868, anno dell’esecuzione dell’opera del pittore Tommaso Lorenzone.
Il significato dell’intero quadro è chiarissimo; come Maria era presente insieme agli apostoli a Gerusalemme durante la Pentecoste, quindi all’inizio dell’attività della Chiesa, così ancora Lei sta a protezione e guida della Chiesa nei secoli, gli apostoli rappresentano il papa ed i vescovi.
Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio.

Leonard Bernstein.Beethoven.Inno alla gioia 2/3

21 Mag 2010

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati

22Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; 23contro queste cose non c’è legge.

http://www.youtube.com/view_play_list?p=75AF4D64BF17A272&playnext=1&playnext_from=PL&v=H9V5yUsrmdg

Per l’intercessione di Maria, manda il tuo Spirito, Signore!

Donaci di credere al tuo amore. Chick Corea, Flora Purim You’re Everything.

http://www.youtube.com/watch?v=LbRWij7cZQc&feature=related

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 21 Maggio 2010) con commento comunitario

20 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 21,15-19)

In quel tempo, [quando si fu manifestato ai discepoli ed] essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore».
Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse “Mi vuoi bene?”, e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Sulla testimonianza

20 Mag 2010

Non per nulla il termine greco, come molti sanno, per indicare la testimonianza è marturia (o martiria, sono trascrizioni da un altro alfabeto).Riprendo le riflessioni, ad es. di Simone, sul vangelo di oggi.E’ un cammino graduale crescere nell’amore di Dio.Certamente il trovare sempre più vita, anche passando per prove, dolori, oscurità che ci fersicono, che ci scoraggiano, ma nel tempo, ecco, lo sperimentare che Dio ne sa più di noi ecco tutto ciò porta gradualmente alla scelta di testimoniare l’Amore di Dio (fino a farlo anche se noi stessi siamo nel buio, perchè nel fondo del cuore, al di là di tutto, impariamo gradualmente a riconoscere -quando ci è stata donata e Dio la dona a moltissime persone- una lucina magari piccola ma profondissima che ci invita a fidarci dell’Amore di Dio).Prima una testimonianza forse secondo i modi che sentiamo a noi più consoni, vicini, ma poi gradualmente sempre più solo come vuole Dio, uscendo fuori dal vecchio noi stessi, dalle nostre paure, prudenze (qui parlo delle prudenze “terrene” non di un saggio discernimento nella fede), che tendono a bloccarci ad ogni piè sospinto, dai nostri interessi che ancora ci portano a testimoniare in certe situazioni e non in altre…E’ un cammino diventare piccoli, spogliati di tutto, strumenti dell’amore di Dio, è un cammino nel quale solo l’accoglienza gradualmente sempre più profonda di Cristo, nel suo dono, ci può avviare a divenire martiri, testimoni…Per concludere questa riflessione con un sorriso si può osservare la naturale tendenza ad interpretare la famosa esortazione di san Paolo a testimoniare in ogni occasione, opportuna e non opportuna, come un dire certe cose agli altri anche a costo di procurare loro dei fastidi.Certamente, seppur con buon senso, la via del bene va talora, non sempre e meccanicamente, e con molto amore, annunciata anche se sul momento può sotto certi aspetti disturbare…Ma viene meno naturale a noi esseri umani vedere l’esortazione di san Paolo proprio come rivolta  noi stessi: quando cioè la nostra stessa testimonianza ci appare inopportuna per le nostre paure, pigrizie, etc…

Due canzoni “non cristiane”

20 Mag 2010

Presento qui due canzoni che parlano di una esistenza che non vede Cristo come vita e fonte di vita.La prima, cantata da Ornella Vanoni, Toquinho e Vinicius de Moraes, Samba per Vinicius, racconta di un poeta che pare felice di vivere la vita senza cercare (nello Spirito di Cristo) di capirla; la seconda è la canzone, di Francesco Guccini (Canzone dei dodici mesi), di una persona che alla fine non può (a meno di vivere in una sempre più profonda alienazione) non giungere ad avvertire il vuoto di una vita senza senso, destinata ad un’eterna sconfitta (la mano di tarocchi che non sa mai giocare).

http://fundacionjoseguillermocarrillo.org/danielledigitalradiobroadcasting/Ornella%20Vanoni%20-%20Samba%20per%20Vinicius.mp3 (raggiunto l’indirizzo cliccare sul riquadro al centro per ascoltare il brano)

http://www.youtube.com/watch?v=r7CLV1Vg9RE

Ci infonda il Signore la consapevolezza dell’immenso dono della fede, mandi sempre più il suo Spirito nella nostra vita ed in quella di ogni uomo….

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 20 Maggio 2010) con commento comunitario

19 Mag 2010
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,20-26)
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

per un cantico nuovo

19 Mag 2010

( E’ una canto di gioia e di lode, verso Dio che si manifesta in tutto…)

Lodato sia il mio Signore
per l’unità delle cose:
ogni oggetto involge la sua parola,
ogni forma è una sua epifania.
E la terra è il suo paese
e tutti i volti degli uomini
insieme fanno il suo unico volto.

Lodato sia il mio Signore
perché le cose sono buone,
per gli occhi che ci hai dato
a contemplare queste cose.

Lodato sia perché esistono
i fanciulli e le donne:
perché l’uomo è grande
e infinita come lui è la sua inquietudine.

Lodato sia per le nostre case
e per queste macchine e città:
perché nulla vi è di profano
nell’opera dell’uomo.

Lodato sia anche l’uomo,
fratello di ogni creatura,
aiuto e amico del mio Signore.

Lodatelo perché Egli è ancora più grande,
eppure mi parla e mi ama:
perché si è fatto uomo.

Lodatelo perché esiste
e gioca nella creazione
e gode della mia stessa gioia.

Lodate il mio Signore
per ogni tristezza e dolore,
per ogni goccia di gioia
nascosta nelle cose.
Amen

(P. David M Turoldo)

preghiera a Maria

19 Mag 2010

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,
Umile ed alta più che creatura,
Termine fisso d’eterno consiglio.
Tu se’ colei che l’umana natura
Nobilitasti sì, che il suo Fattore
Non disdegnò di farsi sua fattura.
Nel ventre tuo si raccese l’amore
Per lo cui caldo nell’eterna pace
Così è germinato questo fiore.
Qui se’ a noi meridïana face
Di caritate; e giuso, intra i mortali,
Se’ di speranza fontana vivace.
Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
Che, qual vuol grazia e a te non ricorre,
Sua disïanza vuol volar senz’ali.
La tua benignità non pur soccorre
A chi domanda, ma molte fiate
Liberamente al domandar precorre.
In te misericordia, in te pietate,
In te magnificenza, in te s’aduna
Quantunque in creatura è di bontate!

(Dante Alighieri)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 19 Maggio 2010) con commento comunitario

18 Mag 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 17,11-19)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.
Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

Adoro Te

18 Mag 2010

Donaci Signore questa disposizione di adorazione nel cuore.