Archive for giugno 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 1 Luglio 2010) con commento comunitario

30 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,1-8)

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico -, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

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L v Beethoven 3. 1st Mvt – Part 1 (Eroica)

30 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=9XL2ha18i5w

Santi dalle virtù eroiche, aiutateci.

Cesare Pavese: Risveglio

30 giugno 2010

Confortaci, Signore, nelle amarezze, nelle disillusioni, aiutaci a costruire la nostra casa sulla roccia sicura del tuo amore

Lo ripete anche l’aria che quel giorno non torna.
La fìnestra deserta s’imbeve di freddo
e di cielo. Non serve riaprire la gola
all’antico respiro, come chi si ritrovi
sbigottito ma vivo. E’ finita la notte
dei rimpianti e dei sogni. Ma quel giorno non torna.

Torna a vivere l’aria, con vigore inaudito,
l’aria immobile e fredda. La massa di piante
infuocata nell’oro dell’estate trascorsa
sbigottisce alla giovane forza del cielo.
Si dissolve al respiro dell’aria ogni forma
dell’estate e l’orrore notturno è svanito.
Nel ricordo notturno l’estate era un giorno
dolorante. Quel giorno è svanito, per noi.

Torna a vivere l’aria e la gola la beve
nella vaga ansietà di un sapore goduto
che non torna. E nemmeno non torna il rimpianto
ch’era nato stanotte. La breve finestra
beve il freddo sapore che ha dissolta l’estate.
Un vigore ci attende, sotto il cielo deserto.

A. Merini

30 giugno 2010

La domanda (propria o universale) è rivolta ad una presenza di angelo, ad un messaggero di Cristo. Come spiegare, con semplicità, il mistero della Croce, del dolore che genera bene, che dona vita all’ uomo ?

Eterna natura paziente angelica,
pane vivo ad oltranza,
che hai dita sacre come la luce.
Pane di Dio in terra
che trasmuti le lacrime in vino dolce.
Comunione dei forti,
comunione dei deboli,
fonte di ispirazione per i poeti.
Sguardo che non ha parole
e induce alla parola amorosa.
Foglia di Dio e canzone di Maria.
Angelo, che hai annunziato la veste pura della misericordia
e la carne dell’uomo unigenito,
tu che hai vestito di carne il soffio unigenito dell’amore,
tu che hai visto spandere sulla croce
in forma di uomo suppliziato e debole
la grande misura del Dio vero,
del Dio infinito,
come spiegare il mistero di un Dio crocifisso
con poche parole
di fronte alle montagne vive del benessere e della beatitudine?

(da Poema della Croce)

M Gibson: La passione di Cristo

30 giugno 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoldì 30 Giugno 2010) con commento comunitario

29 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,28-34)

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?».
A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque.
I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Mendelssohn: Piano Trio in D minor – Molto Allegro Agitato

29 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=vp1TRzMeIOU

SS. Pietro e Paolo pregate per noi.

G. Ungaretti. Vanità

29 giugno 2010

C’è un’ ombra curva e insicura che si erge dalle (proprie) macerie, e improvvisamente stupisce. Per aver visto quanto è immensa e dolce la luce del creato.

D’improvviso
è alto
sulle macerie
il limpido
stupore
dell’immensità.

E l’uomo
curvato
sull’acqua
sorpresa
dal sole
si rinviene
un’ombra.

Cullata e
piano
franta.

(da L’Allegria)

Cesare Pavese: Terra rossa terra nera

29 giugno 2010

Qui l’autore vede la donna amata figlia della sua terra, una terra amata di una donna amata, una donna amata di una terra amata: e il Verbo si fece carne e si attendò tra (in) noi.

Terra rossa terra nera,
tu vieni dal mare,
dal verde riarso,
dove sono parole
antiche e fatica sanguigna
e gerani tra i sassi –
non sai quanto porti
di mare parole e fatica,
tu ricca come un ricordo,
come la brulla campagna,
tu dura e dolcissima
parola, antica per sangue
raccolto negli occhi;
giovane, come un frutto
che è ricordo e stagione –
il tuo fiato riposa
sotto il cielo d’agosto,
le olive dei tuo sguardo
addolciscono il mare,
e tu vivi rivivi
senza stupire, certa
come la terra, buia
come la terra, frantoio
di stagioni e di sogni
che alla luna si scopre
antichissimo, come
le mani di tua madre,
la conca del braciere.

N Jewison: Jesus Christ superstar

29 giugno 2010

Si può pregare anche guardando un film

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 29 Giugno 2010) con commento comunitario

28 giugno 2010

SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Miles Davis: Milestones

28 giugno 2010

Quando incontravano Dio in un modo, in qualche modo, particolare, i patriarchi dell’AT lasciavano in quel luogo una stele, una pietra miliare, a perenne ricordo e celebrazione…

http://www.youtube.com/watch?v=oZmP8ZZJj4M&feature=related

A. Branduardi

28 giugno 2010

Il “seguimi”, richiesto da Gesù con tanta semplicità e chiarezza da non ammettere condizioni o compromessi, si propone con uguale semplicità in questa canzone. nel contrasto tra la leggerezza musicale della lauda e le parole cupe di Qoelet, quasi a ribadire che tutti i limiti che poniamo alla nostra vita,seguendo cose morte, sono vanità e quindi inutili.

Cesare Pavese: La casa

28 giugno 2010

Questa poesia non mi pare retorica: parla con semplicità, verità, di quanto l’amore autentico, pur con tutti i suoi limiti, le sue fragilità, i suoi dolori, etc., di una donna che dà la vita per la sua famiglia può riscaldare tutta la casa e contribuire profondamente a cambiare la vita del mondo…

L’uomo solo ascolta la voce calma
con lo sguardo socchiuso, quasi un respiro
gli alitasse sul volto, un respiro amico
che risale, incredibile, dal tempo andato.

L’uomo solo ascolta la voce antica
che i suoi padri, nei tempi, hanno udito, chiara
e raccolta, una voce che come il verde
degli stagni e dei colli incupisce a sera.

L’uomo solo conosce una voce d’ombra,
carezzante, che sgorga nei toni calmi
di una polla segreta: la beve intento,
occhi chiusi, e non pare che l’abbia accanto.

E’ la voce che un giorno ha fermato il padre
di suo padre, e ciascuno del sangue morto.
Una voce di donna che suona segreta
sulla soglia di casa, al cadere del buio.

“Volver” – Anibal Troilo y Astor Piazzolla

28 giugno 2010

Ogni uomo torni a te Signore!

http://www.youtube.com/watch?v=pPHflQeHCyg&feature=related

Signore dammi di quest’acqua! (Cfr Gv 4,15)

Astrud Gilberto: A felicidade

http://www.youtube.com/watch?v=Rm9IAyUOSs4&feature=related

Astrud Gilberto: Agua de beber

http://www.youtube.com/watch?v=sT2BloTgw7k&feature=related


E Olmi: La leggenda del santo bevitore

28 giugno 2010

Per questi pomeriggi di vacanza assolati vi propongo un film molto bello che ci aiuta a scoprire il mistero eucaristico che discretamente vive in noi ed in mezzo a noi…

(cliccare sul pulsante rosso che si trasformerà in verde e cliccare dunque anche sul pulsante verde (attenzione alle finestre pubblicitarie che possono sovrapporsi, vanno chiuse).Se il film si interrompe per una mezza ora potrà venire ripreso dal punto in cui si vuole.Infatti nella striscia sotto lo schermo che appare vi sono molti comandi, tra cui si può scoprire, scorrendo la riga centrale, una freccetta che appare e che si muove in avanti ed indietro: trovato il punto desiderato da cui ricominciare a vedere il film basta cliccare sulla freccetta ed il film riparte).

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 28 Giugno 2010) con commento comunitario

27 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,18-22)

In quel tempo, vedendo la folla attorno a sé, Gesù ordinò di passare all’altra riva.
Allora uno scriba si avvicinò e gli disse: «Maestro, ti seguirò dovunque tu vada». Gli rispose Gesù: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
E un altro dei suoi discepoli gli disse: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Ma Gesù gli rispose: «Seguimi, e lascia che i morti seppelliscano i loro morti».

Bee Gees – Night Fever

27 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=yUmJZ1kyYoU

L’unica febbre, di giorno e di notte, sia quella di amarti Signore!

Cesare Pavese: Anche tu sei l’amore

27 giugno 2010

Com’è bella questa poesia che contempla l’umanità della persona amata (anche se sappiamo bene che quest’umanità ha bisogno di Dio per vivere, per crescere, per amare)

Anche tu sei l’amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende
e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole – cammini
in attesa. L’amore
è il tuo sangue – non altro

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 27 Giugno 2010) con commento comunitario

26 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-62)

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Mentre camminavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».
A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio».
Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

(Sergei) Rachmaninov plays Rachmaninov Piano Concerto 3

26 giugno 2010

http://www.youtube.com/watch?v=oA0kXDMKiLg&feature=related

Santi tutti di Dio, pregate per noi

Per non morire mai

26 giugno 2010

Ultimi giorni del mese dedicato al Cuore di Gesù….
Cercami nei battiti…dice questa canzone

Carlo Betocchi: Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo

26 giugno 2010

Alla fine prevale, se la lasciamo fare, la misericordia del cielo.Ma perchè lasciare alungo solo questo cielo che solo fa la vita, la terra, perchè lasciarci rapire da un tempo senza più senso, nè alcunchè di vero, di vivo?

Il tempo ci rapisce, e il cielo è solo
anche di queste rondini che il volo
intrecciano, pericolosamente,
come chi va cercando nella mente

qualche nome perduto… e il ritrovarlo
nemmeno conta, poiché ormai è già sera.
Eh sì! s’invecchia, e ritorna più vera
la vita che già fu, rosa da un tarlo…

un tarlo che la monda. E vien la sera.
E i pensieri s’intrecciano, e le rondini.
E non siamo più noi; siamo i profondi
cieli dell’esistenza, ahi come intera

e profondissima, cupa, nel suo indaco.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 26 Giugno 2010) con commento comunitario

25 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,5-17)

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.

Se prendo le ali dell’aurora

25 giugno 2010

Dal salmo 139

F.Battiato

25 giugno 2010

“Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi”

Questa canzone si potrebbe intendere una preghiera che muta l’usuale direzione, proviene dall’alto, è Dio che pone il suo sguardo d’amore verso l’uomo.

Wayne Shorter and C.: A bid for sid

25 giugno 2010

Un’offerta per Sid: Signore aiutaci a dare la vita per i nostri fratelli.

http://www.youtube.com/watch?v=X81ajatdiDs&feature=related

John Keats: Alla speranza

25 giugno 2010

Oggi il commento a questa poesia lo rendo con una preghiera-poesia, per me più bella, di san Francesco: Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio, dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta, umiltà profonda.Dammi Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà.Amen

Quando solo siedo al mio vecchio focolare,
E odiosi pensieri mi vestono di tristezza,
Quand’anche i sogni vengon a meno all’occhio della mente,
E non ci sono fiori per la nuda brughiera della vita,
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

Se,colto dalla notte dove i rami intrecciati
Ecludono il raggio lucente della luna,
Il tetro Sconforto impaurisse i miei pensieri,
E, accigliato fuggisse la dolce Allegria,
Ti prego, un raggio affaccia di luce per lo sconnesso
Tetto di paglia, scaccia lo Sconforto Maledetto.

E se la Delusione, madre dell’Angoscia,
La figlia spingesse a predare il mio cuore sbadato,
Quando, come un nube, sull’aria assisa
S’appresta a colpire la vittima ammaliata,
Tu cacciala via, dolce Speranza, col tuo viso di luce
Spaventala, come la mattina quando terrorizza la notte.

Quando il destino racconta, di quelli che più amo,
Storie di dolore al mio cuore spaventato,
Tu, Speranza, occhi di luce, la mia fantasia
Morbosa rallegra, dammi dolce conforto:
Illuminami di cielo, danza
Sul mio capo con le tue ali d’argento.

E se di genitori crudeli o d’amante spietata
Dovesse mai squarciarmi il petto un amore infelice,
Non lasciare che io possa credere sprecata
La mia poesia, singhiozzata nell’aria notturna.
Tu, dolce Speranza, profumami di magia:
Sì, portami via sulle tue ali d’argento.

E quando guardo la teoria dei raggi futuri,
Fa ch’io non veda l’onore del mio paese svanire:
Conservi l’anima la nostra terra, e la libertà,
L’orgoglio: non voglio, Speranza, fantasmi.
Dai tuoi occhi di luce riversa insolita radianza
E poi coprimi, con le tue ali d’argento.

Stupenda Libertà, grandezza in veste dimessa!
Ch’io non scorga mai quest’alta eredità
Dalla vile porpora della legge oppressa,
La testa chinata, pronta a morire:
Affacciata dal cielo, splendente,
Te, Speranza, con ali d’argento voglio vedere apparire.

Come quando con regalità lucente una stella
Indora la cima chiara d’una nuvola scura
Accendendo il mezzo volto velato del cielo,
Così, se pensieri di tenebra il mio spirito presago
Avvolgono in un sudario, tu dolce Speranza,
Con ali d’argento sul mio capo, spargimi d’azzurro.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (venerdì 25 Giugno 2010) con commento comunitario

24 giugno 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,1-4)

Quando Gesù scese dal monte, molta folla lo seguì.
Ed ecco, si avvicinò un lebbroso, si prostrò davanti a lui e disse: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi».
Tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio: sii purificato!». E subito la sua lebbra fu guarita.
Poi Gesù gli disse: «Guàrdati bene dal dirlo a qualcuno; va’ invece a mostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè come testimonianza per loro».

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 24 Giugno 2010) con commento comunitario

23 giugno 2010

NATIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66.80)

Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante si aprirono la sua bocca e la sua lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.