Archive for luglio 2010

T. Monk, 3 Well, You Needn’t

31 luglio 2010

http://www.youtube.com/watch?v=40GSfcaka8E

Abbiamo bisogno di te, Signore, aiutaci a scoprirlo sempre più

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Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 1 Agosto 2010) con commento comunitario

31 luglio 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,13-21)

In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: «Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità». Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».
E disse loro: «Fate attenzione e tenetevi lontani da ogni cupidigia perché, anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende da ciò che egli possiede».
Poi disse loro una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse -: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

A. Payne, A proposito di Schmidt

31 luglio 2010

Non ho ancora visto questo film.E’ difficile trovare film cristiani.Qui almeno il commentatore della CEI intravede, ad es. nel protagonista, un’apertura “al soffio dello Spirito”…

Genere:Drammatico 

Regia: Alexander Payne

Interpreti: Jack Nicholson (Warren Schmidt), Hope Davies (Jeannie Schmidt), June Squibb (Helene Schmidt), Kathy Bates (Roberta Hertzel), Dermot Mulroney (Randall Hertzel), Harry Groener (John), Connie Ray (Vicky), Howard Hesseman (Larry Hertzel).

Nazionalità: Stati Uniti 

Distribuzione: Nexo

Anno di uscita: 2003

Orig.: Stati Uniti (2002) 

Sogg.: tratto da un romanzo di Louis Begley

Scenegg.: Alexander Payne, Jim Taylor

Fotogr.(Normale/a colori): James Glannon

Mus.: Rolfe Kent

Montagg.: Kevin Tent

Dur.: 117′

Produz.: Michael Besman, Harry Gittes.

Giudizio: Raccomandabile/problematico/dibattiti**
Tematiche: Anziani; Famiglia – genitori figli; Lavoro; Matrimonio – coppia; Morte; Psicologia; Solidarietà-Amore;
Soggetto: Lo sguardo corre verso l’orologio in alto sulla parete dell’ufficio. Sono le 17. Anche per oggi é il momento di andare via. Ma non é un giorno qualunque, é l’ultimo. Warren Schmidt, funzionario in una compagnia d’assicurazioni, é in pensione, domani non dovrà più tornare a sedersi sulla sua scrivania. La moglie lo aspetta a casa. Dopo 42 anni di matrimonio il dialogo tra loro é cordiale ma ridotto al minimo. Mentre cerca di adattarsi ai nuovi ritmi, Warren una sera torna a casa e vede la moglie riversa sul pavimento ormai priva di vita in seguito ad un improvviso attacco. Il decesso, accompagnato alla scoperta di una relazione da lei avuta con un amico di famiglia chissà quanti anni prima, fa scattare in lui una improvvisa molla reattiva. Sale sul camper acquistato senza un preciso motivo anni prima, e da Omaha decide di andare nella città dove risiede Jeannie, l’unica figlia, in procinto di sposarsi con un venditore di materassi ad acqua. Jeannie a dire il vero non lo accoglie bene, né lui vede di buon occhio quel futuro marito che ritiene di modeste qualità. Accolto in casa dalla esuberante mamma di lui, Roberta, separata dal padre Larry, comunque presente in questa occasione, Warren fa un ultimo, inutile tentativo per dissuadere la figlia. Jeannie non cambia idea, il matrimonio viene celebrato, al pranzo Warren fa un sofferto discorso di auguri, paga il viaggio di nozze e poi torna a casa. Qui trova e legge la lettera inviatagli dal bambino africano che, subito dopo la pensione, aveva cominciato ad adottare a distanza. Insieme alla lettera c’é un disegno raffigurante due pupazzetti che si tengono per mano.
Valutazione Pastorale: Bisogna partire dall’immagine finale: Warren osserva quasi stupito il disegno fatto dal bambino e si lascia andare ad un pianto spontaneo di fronte alla scoperta di quanto entusiasmo e quanta fiducia possano nascere da chi vive nell’indigenza e nelle privazioni. Il finale riassume il senso di una storia capace di far riflettere e insieme di commuovere, di aprire la mente verso un esame sereno e meditato delle stagioni della nostra vita e allo stesso tempo di stringere il cuore per la capacità di richiamare l’importanza di lasciarsi andare alla presenza del soffio dello spirito, del colloquio interiore, del dialogo con il cielo sopra di noi. Il viaggio che Warren comincia quando il ciclo della vita sembra ormai volgere al tramonto diventa un terreno di nuove e profonde scoperte (il recupero dei luoghi della giovinezza, la conversazione con i nativi d’America…), di affetti da consolidare (il rapporto con la figlia), di amicizie nate all’improvviso (l’accoglienza che gli offre il camperista con la moglie). Un viaggio-diario che si conclude non con la parola fine ma con la percezione che qualcosa può essere fatto per lasciare ai più piccoli, agli adulti di domani, un futuro migliore. Diretto con stile asciutto ed essenziale, il film ha il merito di toccare riflessioni profonde senza mai cadere nell’artificio o nella banalità, di dire in modo pacato e fermo che é più importante dare che ricevere. La capacità poi di comunicare allo spettatore questo ventaglio di sensazioni é tutta di Jack Nicholson. Il suo Warren Schmidt resta dentro di noi, con l’invito a chiedere e a dare il perdono. Film di coinvolgente spessore che, dal punto di vista pastorale, é da valutare come raccomandabile, problematico, e adatto a dibattiti.
Utilizzazione: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare per avviare riflessioni sui molti argomenti importanti che tocca (anziani, matrimoni, rapporto genitori-figli, terzo mondo…).

C. Rebora, Campana di Lombardia

31 luglio 2010

Che bello il dolce suono della campane che ci canta l’amore di Dio

Campana di Lombardia,
voce tua, voce mia,
voce voce che va via
e non dài malinconia.
Io non so che cosa sia,
se tacendo o risonando
vien fiducia verso l’alto
di guarir l’intimo pianto,
se nel petto è melodia
che domanda e che risponde,
se in pannocchie di armonia
risplendendo si trasfonde
cuore a cuore, voce a voce –
Voce, voce che vai via
e non dài malinconia.

Il Santo del giorno (31 Luglio)

31 luglio 2010

S.Ignazio di Loyola (1491-1556), Sacerdote e fondatore della Compagnia di Gesù, S.J.

Per una biografia ed eventuali approfondimenti
http://www.gesuiti.it/storia/24/25/485/450/772/schedabase.asp

Basilica di santa Maria maggiore

31 luglio 2010

Maria ss. Salus populi romani è nella cappella Borghese

http://www.vatican.va/various/basiliche/sm_maggiore/index_en.html

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 31 Luglio 2010) con commento comunitario

30 luglio 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 14,1-12)

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

T. Monk, Pannonica

30 luglio 2010

http://www.youtube.com/watch?v=uwhTOVe0APg&feature=related

Emily Dickinson. 361

30 luglio 2010

(il giungere imprevisto del cielo, contro ogni aspettativa, come i segni del risveglio della natura che piccoli esseri del creato temono di riconoscere, potrebbe sembrare tutto troppo temerario….)

Frammento 361

Come Fiori, che udirono notizia di Rugiada,
ma non pensarono mai che il gocciolante premio
spettasse ai loro – umili Cigli –

O Api – che credevano il nome dell’Estate
una qualche chiacchiera Delirante,
che nessuna Estate – poteva – per Loro –

O Artiche Creature, confusamente agitate –
da Cenni di Tropico – qualche Uccello Viaggiatore
introdotto nel Bosco –

O il nitido segnale del Vento all’Orecchio –
che lo rende familiare, e severo,
soddisfatto, noto, prima –

Il Cielo – arriva inaspettato,
per i Vivi che credevano l’Adorazione
un troppo presuntuoso Salmo –

E.Dickinson

G. Raboni, Niente sarà mai vero come

30 luglio 2010

Qui l’autore sembra parlare di una persona cara ora defunta e amata tanto che ora anche una fede flebile diventa salda e forte: non è possibile all’amore la morte.

Niente sarà mai vero come è
vero questo venticinque dicembre
millenovecentonovantatré
con il suo tranquillo traffico d’ombre
pe corsie e sale e camerate ingombre
di vuoto e il fiume dei ricordi che
rompe gli argini in silenzio. E’ in novembre,
lo so, vuoi che non lo sappia? per te
che si semina dolore, il più forte,
il più contro la vita – ma se viene
solo ora al suo compimento di morte
e di lì a un’altra nascita conviene
far festa qui, bruciare qui le scorte
di incenso e febbre al turno delle pene.

Avviso

30 luglio 2010

Ciao, volevo solamente avvisarvi che da oggi fino al 30 agosto sarò in ferie. Ringrazio il Signore per questo dono di poter passare così tanto tempo con mia moglie e i miei figli. Naturalmente continuerà ad essere pubblicato il vangelo del giorno, mi sono già organizzato a riguardo. L’unica cosa saranno i commenti che non so quanto riuscirò a pubblicare, ma è bello e confortante sapere che la Chiesa prega per la Chiesa. Ringrazio il Signore anche di questo dono che ci ha fatto quest’anno: un ulteriore modo ed occasione per ascoltare la sua parola, attraverso i Vangeli, attraverso le risonanze ed attraverso ogni forma d’arte ispirata dall’Amore che Dio ha per noi. Un abbraccio a tutti.

Un cammino inverso.

30 luglio 2010

Metto il link per leggere un articolo di A. Bertani apparso su “Europa” di oggi.

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/Stampa201007/100730bertani.pdf

Qui c’è l’editoriale della rivista Horeb, richiamata nell’articolo precedente. Mi pare riprenda temi appena affrontati… il titolo è “Quando diminuire è crescere”.

http://digilander.libero.it/tempo_perso_2/EDITORIALE_HOREB_1-10.pdf

Il serpente e la lucertola

30 luglio 2010

http://www.youtube.com/watch?v=gNMPevekcwQ

Visita virtuale alla Basilica di san Giovanni, madre di tutte le Chiese

30 luglio 2010

http://www.vatican.va/various/basiliche/san_giovanni/vr_tour/index-it.html

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 30 Luglio 2010) con commento comunitario

29 luglio 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,54-58)

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Wayne Shorter – Footprints

29 luglio 2010

“Impronte”.Che possiamo sempre riconoscere le impronte di Cristo…

http://www.youtube.com/view_play_list?p=5284AC17E8AB116B&playnext=1&v=3XvJFW0DHbU

G. Raboni, Cerco qualche volta d’immaginare

29 luglio 2010

Un essere umano, che con amore conserva il ricordo dei suoi defunti, anche con loro si scopre riaprirsi alla speranza

Cerco qualche volta di immaginare
la felicità, mia e dei morti, e mi sembra
che sia la vita. Forse perché chiare
nella luce che già un po’ s’insettembra
sono adesso le cose e a meno amare
vertigini trascina e tanta assembra
più pazienza, più requie il declinare
del tempo è come se da queste membra
arse e dilaniate l’immensa salma
del mondo risorgesse in una calma
radiosa e stesse al cuore assaporare
l’infinito dolcissimo ritardo
del bene, e sentire l’Olona e l’Ardo
per come si chiamano risuonare.

Basilica di san Pietro, visita virtuale

29 luglio 2010

Radio Vaticana, 28 luglio 2010:

Dopo le bellezze artistiche di San Giovanni in Laterano e di San Paolo fuori le Mura, dopo la maestosità della Cappella Sistina, “sbarca” su Internet anche la grandiosità della Basilica di San Pietro, che da qualche giorno può essere visitata virtualmente attraverso Internet, con l’accesso dal consueto sito http://www.vatican.va. Certo, nulla può sostituire una visita reale, ma questo nuovo servizio on line sulla pagina web della Santa Sede, sta riscuotendo un notevole successo. Il tour virtuale del principale tempio cattolico, che custodisce i resti dell’Apostolo Pietro, riferisce l’agenzia Zenit, è stato reso possibile grazie alla composizione digitale di migliaia di fotografie scattate nella Basilica e unite a formare un panorama virtuale in una proiezione tridimensionale: il visitatore ha, così, la sensazione di trovarsi immerso in una realtà sacra e può utilizzare a proprio piacimento lo zoom grazie anche all’alta risoluzione. L’opera è firmata da alcuni studenti della Villanova University della Pennsylvania, negli Stati Uniti, che l’hanno realizzata dopo due anni di lavoro: “È probabilmente la cosa più simile alla simulazione di questa esperienza alla quale si sia mai giunti sinora”, la presenta l’esperto in Comunicazioni digitali dell’ateneo, Chad Fahs. “Una delle esplorazioni più innovative di un’opera d’arte – gli fa eco Paul Wilson, tra i leader del progetto – cambierà per sempre il modo in cui artisti e storici possono guardare alla straordinarietà del lavoro e della mente di Michelangelo, la sua attenzione ai dettagli, i suoi commenti sociali e il senso dell’umorismo”. (R.B.)

http://www.vatican.va/various/basiliche/san_pietro/vr_tour/index-it.html

Less is more

29 luglio 2010

“Less is more”. L’idea è accattivante. Nella società dell’opulenza e soprattutto del superfluo, riscoprire il valore del poco, anche, se vogliamo, del semplice. Questo aforisma è stato reso celebre dall’architetto Ludwig Miies Van der Rohe, padre del minimalismo, che ripeteva, anche, “God is in details”….
Ora sembra che piaccia esportare questa idea del poco anche diversi campi, come in quello della salute…

Per chi fosse interessato, metto il link di un primo articolo apparso su Repubblica il 1° giugno scorso. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/06/01/pillole-di-troppo-se-cambiare-lo-stile.html

Questo, invece, è l’articolo che ha originato tutto.
http://archinte.ama-assn.org/cgi/content/full/170/9/749

Ok go, This too shall pass

29 luglio 2010

“Anche questo passerà”, vi è certo ironia se vediamo l’incredibile serie di conseguenze che si scatena nel video: ecco Cristo ha mostrato che in lui si può completamente rovesciare il senso di questa catena e aprirlo alla vita

http://www.youtube.com/watch?v=qybUFnY7Y8w&feature=channel