G. Caproni, Res amissa

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Questa poesia può forse venire letta anche come un commento al vangelo di domenica scorsa 8 agosto: il poeta non trova più un oggetto donatogli a cui teneva molto, proprio per averlo troppo gelosamente conservato…

Non ne trovo traccia.

……

Venne da me apposta
(di questo sono certo)
per farmene dono.

…….

Non ne trovo più traccia.

…….

Rivedo nell’abbandono
del giorno l’esile faccia
biancoflautata…

La manica
in trina…

La grazia,
così dolce e allemanica
nel porgere…

…….
…….

Un vento
d’urto – un’aria
quasi silicea agghiaccia
ora la stanza…

(È lama
di coltello?

Tormento
oltre il vetro ed il legno
– serrato – dell’imposta?)

…….
…….

Non ne scorgo più segno.
Più traccia.

…….
…….

Chiedo
alla morgana…

Rivedo
esile l’esile faccia
flautoscomparsa…

Schiude
– remota – l’albeggiante bocca,
ma non parla.

(Non può
– niente può – dar risposta.)

…….
…….

Non spero più di trovarla.

…….

L’ho troppo gelosamente
(irrecuperabilmente) riposta.



Una Risposta to “G. Caproni, Res amissa”

  1. pmartucci Says:

    E se, inaspettata, ricomparisse la cosa solo pensata perduta….il poeta cancellerebbe quella angoscia e quella nostalgia. E avrebbe comunque imparato molto.

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