Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 16 Agosto 2010) con commento comunitario

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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,16-22)

In quel tempo, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

4 Risposte to “Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 16 Agosto 2010) con commento comunitario”

  1. d. giampaolo centofanti Says:

    Un tale si avvicina a Gesù chiamandolo Maestro, cioè forse più con un rispetto umano che nella fede e gli chiede cosa deve fare di buono per ottenere la vita eterna.Si tratta di fare qualcosa per ottenere qualche altra cosa.Per questo Gesù risponde che non si tratta di ciò che è buono ma, gradualmente, di accogliere Dio (che è l’amore stesso), di vivere in lui.Poi proprio perché quel giovane possa crescere gradualmente Gesù gli dice di osservare i comandamenti, cioè accoglie il suo fare il bene.E’ interessante che qui Gesù cita “ama il prossimo tuo come te stesso” alla fine dell’elenco quasi come ad aprire delicatamente a qualcosa di più profondo, di più personale.Quando Gesù annuncia la rivelazione parla di verità radicali, ma quando entra nel dialogo personale è proprio questo amore autentico e totale che lo spinge ad accogliere con delicatezza ogni persona, aiutandola a discernere le adeguate tappe della sua propria crescita.Il giovane forse percepisce questo delicato accenno a qualcos’altro e non glissa.Come mai? E’ un perfezionista? Vive un inizio di conversione più profonda? Gesù getta il seme: questo, proprio in base a quello che dicevamo prima, indica che il giovane era pronto per qualcosa di nuovo.Non è facile però distaccarsi all’improvviso da sé stessi e forse è anche giusto, in molti casi, che ciò avvenga gradualmente.Ciò potrà sempre più realizzarsi infatti accogliendo dentro di sé, nel suo graduale venire sempre più profondamente, Dio stesso.Sono il suo amore, la sua luce, che ci fanno vedere ogni cosa in modo nuovo, senza accogliere sempre più Dio dentro di noi restiamo nelle nostre ottiche terrene, ognuno con le proprie ferite, i propri schemi, le proprie chiusure, i propri gusti, i propri attaccamenti.Senza questo Amore, senza questo sempre più profondo sguardo nella fede e nelle ottiche della fede, il distacco da sé è un’impresa titanica, volontaristica, che può apparire e, se vissuta così è, variamente disumana, pur proponendo in realtà una vita molto più umana ed equilibrata.Il giovane, almeno sul momento, se ne va triste.Ma quella tristezza è interessante, avrebbe potuto pensare: ciò non mi convince e andarsene sereno, invece qualcosa è avvenuto.Se continuerà a dialogare, a seguire, anche più da lontano, Gesù, gradualmente l’amore di Dio lo illuminerà sempre più profondamente.Le parabole, gli episodi, successivi, tracciano proprio il percorso di una conversione più graduale.Ogni passo al suo tempo, ma nel vangelo di ieri abbiamo visto Maria andare con sollecitudine da Elisabetta.Se il Signore ci rende ad un certo punto pronti ad un passo più veloce, ci conceda di lasciare tutto, senza scandalizzarci, senza temere gli strappi che possiamo avvertire, e di corrergli incontro.

  2. simonetta54 Says:

    “……..vieni! Seguimi!».
    Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste…………”
    Molto mi hanno colpito queste parole. Il giovane, pur vivendo in maniera giusta e retta, non accetta di seguire Gesù e se ne va, ma se ne va triste.
    Mi vengono in mente allora le parole di Giovanni Paolo II quando ci diceva di non aver paura di aprire le porte a Cristo. Chiedo al Signore di aiutarci, come ci ha detto anche don Giampaolo, a seguirlo senza timore, nella consapevolezza che Lui ci donerà cose bellissime.

  3. Marco Ascenzi Says:

    Se non riusciamo a mettere Dio,prima di ogno cosa nella nostra vita, rischieremo veramente di essere schiavi delle nostre passioni, che se non vissute moderatamente ci possono schiacciare.

  4. teresa Says:

    Ama Dio con tutte le tue risorse e il prossimo tuo come te stesso… è un’impresa che non può riuscire se non mi lascio illuminare dallo Spirito e mi affido alla guida amorevole del Signore. E questo cerco di farlo ogni giorno, sapendo che a volte resto confusa e “triste” per non aver colto l’invito del Signore ma con la certezza che Lui è paziente e aspetta e rispetta i miei tempi umani.

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