Archive for ottobre 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 1 Novembre 2010) con commento comunitario

31 ottobre 2010

TUTTI I SANTI

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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Le parole del Papa.

31 ottobre 2010

Dall’incontro in Vaticano di Papa Benedetto XVI con i giovani dell’AC,
“Diventare grandi significa essere capaci di amare….. trasformare la propria vita in un dono per gli altri”

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1

Dall’ Omelia tenuta da Benedetto XVI  il 1°novembre 2006

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2006/documents/hf_ben-xvi_hom_20061101_all-saints_it.html

 

Da “SERVI INUTILI A TEMPO PIENO”

31 ottobre 2010

di Don Tonino Bello

“Anche tu per evangelizzare il mondo”: il Signore ce l’ha anche con te. La sua mano tesa ti ha individuato nella folla. E’ inutile che tu finga di non sentire, o ti nasconda per non farti vedere. Quell’indice ti raggiunge e ti inchioda a responsabilità precise che non puoi scaricare su nessuno. “Anche tu”. Perché il mondo è la vigna del Signore, dove egli ci manda tutti a lavorare. A qualsiasi ora del giorno. Non preoccuparti: non ti si chiede nulla di straordinario. Neppure il tuo denaro: forse non ne hai. E quand’anche ne avessi, e lo donassi tutto, non avresti ancora obbedito all’intimo comando del Signore. Si chiede da te soltanto che, ovunque tu vada, in qualsiasi angolo tu consumi l’esistenza, possa diffondere attorno a te il buon profumo di Cristo. Che ti lasci scavare l’anima dalle lacrime della gente. Che ti impegni a vivere la vita come un dono e non come un peso. Che ti decida, finalmente, a camminare sulle vie del Vangelo, missionario di giustizia e di pace. Esprimi in mezzo alla gente una presenza gioiosa, audace, intelligente e propositiva.  Se vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l’aria, che non siete pratici, prendetelo come un complimento. Non fate riduzioni sui sogni. Non praticate sconti sull’utopia. Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà: ” Ma cosa si cela negli occhi così pieni di stupore di costoro?”

Il vangelo raccontato dai bambini

31 ottobre 2010

Alcuni bambini sono stati chiamati a raccontare ciascuno un brano del vangelo con parole loro.Allora uno ha raccontato: Gesù entra in Gerico e vede Zaccheo sull’albero e gli dice: “Zaccheo scendi, che ti fai male”.Così con semplicità quel bimbo ha parlato di quell’episodio come gli antichi e grandi padri della Chiesa.

Per proporre un possibile esempio: talora ci può capitare di salire sul sicomoro quando ci facciamo prendere dal fare tante cose nel momento in cui Dio ci chiama invece a pregare, a stare con lui.

Phil Collins. Going Back

31 ottobre 2010

“I think I’m returning to those days when I was young enough to know the truth ”

Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite perchè a chi è come loro appartiene il regno di Dio.(Lc,18,16)

http://www.youtube.com/user/philcollins#p/u/1/UrxFpcaNlCU

E. Bianchi. I frutti dell’amore.

31 ottobre 2010

1° novembre. Festa di tutti i Santi

 

In questi ultimi decenni sono stati proclamati tanti santi e beati: mai c’è stata nella Chiesa una stagione così ricca di canonizzazioni, segno anche di un’estesa “cattolicità” raggiunta dalla testimonianza cristiana. Eppure molti, all’interno e attorno alla Chiesa, hanno la sensazione di non conoscere dei santi “vicini”, di non riuscire a discernere “l’amico di Dio” – questa la stupenda definizione patristica del santo – nella persona della porta accanto, nel cristiano quotidiano. Questo forse è dovuto anche al fatto che viviamo in una cultura in cui si privilegia l’apparire, un mondo in cui – come ha detto qualcuno – “anche la santità si misura in pollici”: molti allora cercano non il discepolo del Signore, ma l’ecclesiastico di successo, l’efficace trascinatore di folle, l’opinion leader capace di parole sociologiche, politiche, economiche, etiche, la star mediatica cui si chiede una parola a basso prezzo su qualsiasi evento, facendolo apparire il più eloquente a prescindere dalla consistenza della sua sequela del Signore.

Ma è proprio in questa ambigua ricerca della santità attorno a noi che ci viene in aiuto la festa di tutti i santi, la celebrazione della comunione dei santi del cielo e della terra.

Sì, al cuore dell’autunno, dopo tutte le mietiture, i raccolti e le vendemmie nelle nostre campagne, la Chiesa ci chiede di contemplare la mietitura di tutti i sacrifici viventi offerti a Dio, la messe di tutte le vite ritornate al Signore, la raccolta presso Dio di tutti i frutti maturi suscitati dall’amore e dalla grazia del Signore in mezzo agli uomini.

La festa di tutti i santi è davvero un memoriale dell’autunno glorioso della Chiesa, la festa contro la solitudine, contro ogni isolamento che affligge il cuore dell’uomo: se non ci fossero i santi, se non credessimo “alla comunione dei santi” – che non certo a caso fa parte della nostra professione di fede – saremmo chiusi in una solitudine disperata e disperante. In questo giorno dovremmo cantare: “Non siamo soli, siamo una comunione vivente!”; dovremmo rinnovare il canto pasquale perché, se a Pasqua contemplavamo il Cristo vivente per sempre alla destra del Padre, oggi, grazie alle energie della risurrezione, noi contempliamo quelli che sono con Cristo alla destra del Padre: i santi. A Pasqua cantavamo che la vite era vivente, risorta; oggi la Chiesa ci invita a cantare che i tralci, mondati e potati dal Padre sulla vite che è Cristo, hanno dato il loro frutto, hanno prodotto una vendemmia abbondante e che questi grappoli, raccolti e spremuti insieme formano un unico vino, quello del Regno.

Noi oggi contempliamo questo mistero: i morti per Cristo, con Cristo e in Cristo sono con lui viventi e, poiché noi siamo membra del corpo di Cristo ed essi membra gloriose del corpo glorioso del Signore, noi siamo in comunione gli uni con gli altri, Chiesa pellegrinante con Chiesa celeste, insieme formanti l’unico e totale corpo del Signore. Oggi dalle nostre assemblee sale il profumo dell’incenso, segno del legame con la Chiesa di lassù, la Gerusalemme celeste che attende il completamento del numero dei suoi figli ed è vivente, gloriosa presso Dio, con Cristo, per sempre.

Ecco il forte richiamo che risuona per noi oggi: riscoprire il santo accanto a noi, sentirci parte di un unico corpo. E’ questa consapevolezza che ha nutrito la fede e il cammino di santità di molti credenti, dai primi secoli ai nostri giorni: uomini e donne nascosti, capaci di vivere quotidianamente la lucida resistenza a sempre nuove idolatrie, nella paziente sottomissione alla volontà del Signore, nel sapiente amore per ogni essere umano, immagine del Dio invisibile.

Il santo allora diviene una presenza efficace per il cristiano e per la Chiesa: “Noi non siamo soli, ma avvolti da una grande nuvola di testimoni” (Ebr 12,1), con loro formiamo il corpo di Cristo, con loro siamo i figli di Dio, con loro saremo una cosa sola con il Figlio. In Cristo si stabilisce tra noi e i santi una tale intimità che supera quella esistente nei nostri rapporti, anche quelli più fraterni, qui sulla terra: essi pregano per noi, intercedono, ci sono vicini come amici che non vengono mai meno. E la loro vicinanza è davvero capace di meraviglie perché la loro volontà è ormai assimilata alla volontà di Dio manifestatasi in Cristo, unico loro e nostro Signore: non sono più loro a vivere, ma Cristo in loro, avendo raggiunto il compimento di ogni vocazione cristiana, l’assunzione del volere stesso di Cristo: “Non la mia, ma la tua volontà sia fatta, o Padre” (Lc 22,42). Sostenuti da quanti ci hanno preceduto in questo cammino, scopriremo anche i santi che ancora operano sulla terra perché il seme dei santi non è prossimo all’estinzione: caduto a terra si prepara ancora oggi a dare il suo frutto. “Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” (Is 43,19).


Enzo Bianchi (in, Dare senso al tempo, Ed Quiquajon, Comunità di Bose)

J. Joplin, Ball and chain

31 ottobre 2010

http://www.janisjoplin.com/

cliccare sul link sopra, poi su videos, poi scorrere sui video fino a trovare Ball and chain.Non conosco le parole di questa canzone, io la ascolto come una canzone d’amore a Dio.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 31 Ottobre 2010) con commento comunitario

30 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 19,1-10)

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Per sorridere…

30 ottobre 2010

Sui problemi legati all’evangelizzazione…

Tratta da http://www.gesuiti.it/linguaggi/1387/listagenerica.asp

Un missionario gesuita, camminando nella foresta si imbatte in un leone affamato.

Il povero prete non sapendo che preghiera rivolgere a Dio dice proditoriamente: “Padre, ispira a questo leone dei sentimenti cristiani!”.

Il leone allora alza il muso verso il cielo e dice con devozione: “Ti ringrazio Signore del il cibo che sto per prendere…”

D.M. Turoldo. Il volto cercato da tutte le fedi

30 ottobre 2010

 

Sì, anche per te, Dolore e Morte sono tua pena,
è il Male la tua passione divina.

Ma pure pagando il prezzo del sangue
a due scelte Tu non rinunci mai:

che Natura non sia pienamente onorata
e Libertà sia sempre inviolata:
è quanto ti fa essere il Dio che sei.

Per ciò l’ Evento era inevitabile:
a tua salvezza dovevi scendere,
venire con noi a piangere:

Cristo, sei tu il suo volto
cercato da tutte le fedi.

D.M. Turoldo(da, Ultime poesie, Ed Garzanti 1999)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 30 Ottobre 2010) con commento comunitario

29 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1.7-11)

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Phil Collins. “Another day in paradise”

29 ottobre 2010

Lei chiama l’uomo sulla strada
“signore, può aiutarmi?
fa freddo e non so dove poter dormire
c’é un posto che può indicarmi?”

Lui continua a camminare, non si guarda indietro
fa finta di non sentirla, inizia a fischiettare
quando attraversa la strada
sembra imbarazzato per essere lì

Oh ripensaci, é un’altro giorno per
te e me in paradiso
oh ripensaci, é solo un altro giorno per te
te e me in paradiso

Lei chiama l’uomo sulla strada
lui vede che lei ha pianto
lei ha i piedi ricoperti di vesciche
non riesce a camminare ma ci sta provando

Oh ripensaci..

Oh signore, non c’é niente di più che qualcuno puo fare
Oh signore, ci deve essere qualcosa che puoi dire

puoi capirlo dai lineamenti del suo viso
puoi vedere che lei é stata li
probabilmente si é trasferita da ogni luogo
perché non si é trovata bene

Oh ripensaci..

http://www.philcollins.co.uk/media/videos
Dopo aver aperto il link, scorrere la pagina e in fondo cliccare sulla seconda immagine, quella in bianco e nero.

Il discorso di John Henry Newman a Palazzo della Pigna in Roma, in occasione della sua nomina a cardinale

29 ottobre 2010

E’ il famoso “discorso del biglietto”, pronunciato da Newman in occasione della sua nomina a cardinale il 12 maggio 1879 nel Palazzo della Pigna a Roma. Il testo fu subito trasmesso dal corrispondente romano dell’inglese “The Times” che lo pubblicò integralmente il giorno successivo. “L’Osservatore Romano” del 14 maggio lo pubblicò in una traduzione del gesuita Pietro Armellini e in seguito “La Civiltà Cattolica” commentò il discorso qualificandolo come importantissimo. Eccone il testo, così come è stato riproposto da L’Osservatore Romano del 9 aprile 2010: (more…)

Le parole del Papa.

29 ottobre 2010

Inserisco alcuni stralci dal discorso di del Papa tenuto ieri ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze

 

Il.. compito( della scienza) era e rimane una ricerca paziente e tuttavia appassionata della verità sul cosmo, sulla natura e sulla costituzione dell’essere umano…

La Chiesa è convinta del fatto che l’attività scientifica benefici decisamente della consapevolezza della dimensione spirituale dell’uomo e della sua ricerca di risposte definitive, che permettano il riconoscimento di un mondo che esiste indipendentemente da noi, che non comprendiamo del tutto e che possiamo comprendere soltanto nella misura in cui riusciamo ad afferrare la sua logica intrinseca. ….

L’esperienza dello scienziato quale essere umano è quindi quella di percepire una costante, una legge, un logos che egli non ha creato, ma che ha invece osservato: infatti, esso ci porta ad ammettere l’esistenza di una Ragione onnipotente, che è altro da quella dell’uomo e che sostiene il mondo…. Questo è il punto di incontro fra le scienze naturali e la religione. Di conseguenza, la scienza diventa un luogo di dialogo, un incontro fra l’uomo e la natura e, potenzialmente, anche fra l’uomo e il suo Creatore.

Vorrei offrirvi due pensieri su cui riflettere ulteriormente. In primo luogo, nel momento in cui i risultati sempre più numerosi delle scienze accrescono la nostra meraviglia di fronte alla complessità della natura, viene sempre più percepita la necessità di un approccio interdisciplinare legato a una riflessione filosofica che porti a una sintesi. In secondo luogo, …la conquista scientifica dovrebbe essere sempre informata dagli imperativi di fraternità e di pace, contribuendo a risolvere i grandi problemi dell’umanità, e orientando gli sforzi di ognuno verso l’autentico bene dell’uomo e lo sviluppo integrale dei popoli del mondo.

…. Vi invito a fissare il vostro sguardo su Cristo, la Sapienza non creata, e a riconoscere nel suo volto il Logos del Creatore di tutte le cose…”


Il testo integrale del Discorso

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html

http://www.youtube.com/watch?v=sMEX5THkjAE&feature=sub

29 ottobre. San Gaetano Errico.

29 ottobre 2010

Nelle umiliazioni non vi abbattete di cuore, ma confidate nel Signore; nelle lodi, non gonfiate il vostro spirito, ma inabissatevi nel vostro niente” (San Gaetano Errico, fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria).

http://www.msscc.it/g_errico/gaetano%20errico.html

Oggi la famiglia salesiana ricorda anche il Beato Michele Rua, primo successore di Don Bosco, nel giorno della sua beatificazione avvenuta nel 1972 da parte di Papa Paolo VI.

Mina, Official site

29 ottobre 2010

Non possiamo condividere tutto delle canzoni di Mina, ma resta una grande voce.

http://www.minamazzini.com/

PREGHIERA PER LE ANIME DEL PURGATORIO

29 ottobre 2010

Questa preghiera, confermata dai papi Adriano VI, Gregorio XII e Paolo VI, recitata 33 volte il venerdì santo, libera 33 anime del purgatorio, recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5.
“Ti adoro, o Croce Santa, che fosti ornata del Corpo Sacratissimo del mio Signore, coperta e tinta del suo Preziosissimo Sangue.
Ti adoro, mio Dio, posto in croce per me.
Ti adoro, o Croce Santa, per amore di Colui che è il mio Signore”

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 29 Ottobre 2010) con commento comunitario

28 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1-6)

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa.
Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.

Preghiera

28 ottobre 2010

«Insegnami a cercarti e a mostrarti

a me che ti cerco. Io non posso

cercarti se tu non m’insegni, né

trovarti se tu non ti mostri. Che io

ti cerchi desiderandoti, che ti

desideri cercandoti, che ti trovi

amandoti, e che ti ami trovandoti».

Sant’Anselmo

EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO

28 ottobre 2010

Oggi è stato pubblicato dalla Conferenza Episcopale Italiana il documento contenente gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 dal titolo Educare alla vita buona del Vangelo. Per chi volesse approfondimenti vi riporto il link del sito della CEI per scaricarlo (si tratta di 42 pagine):

http://www.chiesacattolica.it/cci_new_v3/allegati/15926/Orientamenti%20pastorali%202010.pdf

Vi riporto qui invece una parte dell’introduzione fatta dal Cardinale Bagnasco (Presidente della CEI) che sintetizza in maniera chiarissima il motivo della scelta di dedicare un attenzione specifica al campo dell’educazione:

Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all’intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo. La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione. Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà. Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa. Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.

L’introduzione termina poi con una preghiera a Maria alla quale mi unisco anche per tutti noi che nel nostro piccolo scriviamo e condividiamo la parola in questo sito: 

Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.

R. Bresson, Diario di un curato di campagna

28 ottobre 2010

Dal romanzo di Georges Bernanos.

Dicono che è un bel film, io non l’ho visto, spero che sia trattato con uno sguardo di fede vissuta.Comunque a scanso di equivoci colgo l’occasione per dire che sono un prete felice, anche se posso avere i contrattempi che umanamente non mi divertono.Io penso che il prete che vive intensamente la sua vocazione ordinariamente, almeno in un cammino, è una persona fondamentalmente molto felice, anche se può avere i suoi (non solo suoi personali) dolori.

28 Ottobre. SS. Simone e Giuda.

28 ottobre 2010

Le chiese d’occidente ricordano oggi Simone e Giuda, apostoli del Signore.
Simone, soprannominato «lo Zelota», e Giuda di Giacomo, detto anche Taddeo, appaiono agli ultimi posti nelle liste degli apostoli. Essi assomigliano agli operai chiamati all’ultima ora, che hanno tuttavia portato a termine la loro missione di testimoni dell’Evangelo fino al martirio. Ma, come spesso capita nella storia della salvezza testimoniata dalle Scritture, è proprio agli ultimi e ai più marginali fra gli uomini che Dio sceglie di rivelarsi. Così è a Giuda, secondo l’evangelista Giovanni, che Gesù rivela la possibilità dell’ inabitazione di Dio nel cuore di coloro che fanno spazio all’amore (Gv. 14,22-24). E all’amore sarà chiamato anche Simone, che prima di incontrare Gesù apparteneva a quei gruppi di ebrei disposti a manifestare il loro zelo per Dio e per la Legge anche attraverso la violenza.
Secondo uno scritto apocrifo, Giuda sarebbe stato crocifisso in Persia, dopo aver evangelizzato l’Egitto e la Mauritania. Simone, invece, avrebbe predicato in Samaria, in Siria, in Mesopotamia, in India, e sarebbe morto anch’egli in Persia.

Signore nostro,
nella comunità degli apostoli
radunati da Gesù
tu ci hai fatto vedere
il germe della tua santa chiesa:
fa’ che viviamo nella loro comunione,
e donaci,
per la preghiera di Simone e Giuda,
di essere un’immagine fedele
della prima comunità apostolica
attorno a Gesù Cristo,
nostro unico Signore.
(da, Comunità di Bose, Il libro dei testimoni, Ed San Paolo, 2002)

Dall’Udienza Generale del 26 ottobre 2006 una catechesi sulle figure di  Simone e  Giuda.
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2006/documents/hf_ben-xvi_aud_20061011_it.html

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 28 Ottobre 2010) con commento comunitario

27 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,12-19)

In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede anche il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Giacomo, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti.

La Sagrada Familia.

27 ottobre 2010

A Barcellona, l’opera incompiuta di Gaudì continua a vedere negli anni il lavoro e l’impegno di artisti diversi, per diventare, secondo il progetto del suo ideatore, una catechesi in pietra dove le immagini apologetiche dell’esterno potranno introdurre i fedeli alla contemplazione del mondo soprannaturale rappresentato all’interno…

Un articolo di Avvenire del 24 ottobre scorso.

http://www.avvenire.it/Cultura/Gaud_201010250819368000000.htm

Il sito della Cattedrale

http://www.sagradafamilia.cat/

Ci sono molti video nel canale ufficiale
http://www.youtube.com/templesagradafamilia

La Famiglia (Preghiera di Madre Teresa di Calcutta)

27 ottobre 2010

Volevo prendere spunto dal messaggio di Papa Benedetto pubblicato in uno dei post precedenti in cui il Santo Padre in occasione della giornata mondiale del migrante e del rifugiato parla di “Una sola famiglia umana” per pubblicare una bellissima preghiera di Madre Teresa sulla famiglia, composta nel 1994 in occasione dell’anno mondiale della famiglia.

Padre del Cielo, ci hai dato un modello di vita
nella Santa famiglia di Nazareth.
Aiutaci, Padre amabile, a fare della nostra famiglia
un’altra Nazareth, dove amore, pace e gioia regnino;
che sia profondamente contemplativa,
totalmente eucaristica e vibrante di gioia.
Aiutaci a rimanere insieme nella gioia e nel dolore
attraverso la preghiera in famiglia.
Insegnaci a vedere Gesù nei membri
della nostra famiglia,
specialmente a scoprire il Tuo Volto
nascosto nella loro povertà.
Che il Cuore Eucaristico di Gesù renda i nostri cuori
miti e umili come il Suo e aiutaci a fare
i nostri doveri nella famiglia in santità.
Fa che possiamo amarci l’un l’altro
come Dio ama ognuno di noi di più ogni giorno,
perdonarci scambievolmente
come Tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci, o Padre amabile, ad accettare tutto quello
che Tu ci dai e a donare tutto quello che Tu ci prendi,
con un grande sorriso.
Cuore Immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San Giuseppe, prega per noi.
Santi Angeli Custodi, siate sempre con noi, guidateci e proteggeteci. Amen

Madre Teresa di Calcutta (1994)

27 ottobre. Sant’ Evaristo.

27 ottobre 2010

Evaristo, secondo la lista di pontefici stilata da Ireneo, fu il quarto successore di Pietro.
Secondo il Liber Pontificalis, una raccolta cronologica di biografie di papi del VI secolo, sarebbe nato a Betlemme da una famiglia ebraica ellenizzante e si convertì a Roma al Cristianesimo, reggendo la diocesi romana in sostituzione di papa Clemente I, esiliato nel Chersoneso Taurico (Crimea), al tempo della persecuzione dell’imperatore Domiziano.

Ordinò sette diaconi, incaricandoli, tra l’altro, di ascoltare e trascrivere le sue prediche al popolo, quali stenografi. Ma di quelle prediche non è rimasta traccia.
E’, dunque, un “papa senza voce”, mentre del suo predecessore, Clemente I, ci è giunto un documento importantissimo: la lettera ai cristiani di Corinto con l’affermazione solenne dell’autorità che compete al vescovo di Roma.
Proprio per questo Clemente I, per l’eccesso di autorità, che risultava fastidiosa ai vertici dell’impero, nell’anno 97, sotto l’imperatore Nerva, fu arrestato e condotto poi in esilio, dovette quindi lasciare ad altri il governo della chiesa e la sua scelta cadde su Evaristo.

Nel 101, Clemente I morì martire in Crimea. Secondo Eusebio di Cesarea (IV secolo) nella sua Storia Ecclesiastica, Clemente I, dopo nove anni di pontificato (88-97) “trasmise il sacro ministero a Evaristo”.
Il Liber Pontificalis indica la sepoltura di Papa Evaristo presso la Tomba di Pietro, anche se un’altra tradizione lo dice sepolto nella Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta a Napoli.

(tratto da http://www.santiebeati.it/)

Le parole del Papa.

27 ottobre 2010

Il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2011

http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#2

V. de Moraes, Toquinho, Carta ao Tom 74

27 ottobre 2010

Dal sito ufficiale di Toquinho: http://www.toquinho.com.br/

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 27 Ottobre 2010) con commento comunitario

26 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,22-30)

In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Le parole del Papa.

26 ottobre 2010

L’Omelia tenuta per la conclusione dell’Assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2010/documents/hf_ben-xvi_hom_20101024_chiusura-sinodo-mo_it.html#

Per un ascolto rapido.

http://www.youtube.com/watch?v=h0HmAunKRzo&feature=sub

F. Lombardi. Perché i Santi.

26 ottobre 2010

Tra qualche giorno sarà la festa di tutti i Santi, di tutti quegli “amici di Dio”, che sentiamo molto vicini o anche non conosciamo affatto, e ai quali accenniamo spesso anche in questa sito.

Inserisco l’audio dell’Editoriale di P. Federico Lombardi per Octava Dies, per il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano, intitolato “Perché i santi”.

http://212.77.9.15/audiomp3/00232081.MP3

Ne trascrivo alcuni punti.
“La Chiesa propone solennemente nei santi dei modelli di vita cristiana, ma lo fa riconoscendo quello che il popolo perlopiù ha già capito: che certe persone incarnano il Vangelo con esemplarità straordinaria, e così diventano per chi li incontra degli amici spirituali, delle guide affascinanti per arrivare all’amore di Dio, alla fede, alla speranza.
….

“Alcuni santi vengono riconosciuti solennemente; la grande maggioranza non diventano universalmente famosi, ma diffondono ugualmente attorno a loro fede, speranza, amore.
Lo Spirito di Dio soffia in persone comuni

“Questo è il lato più bello della Chiesa. Nella Chiesa tutto il resto è al servizio di uomini e donne di ogni paese e condizione, perché possano camminare incontro a Dio sulle vie della santità”.

Vinicius de Moraes e Toquinho, Samba de Orly

26 ottobre 2010

Dal sito ufficiale di Toquinho: http://www.toquinho.com.br/

 

La storia dei tre alberi

25 ottobre 2010

C’erano una volta tre alberi, che crescevano l’uno accanto all’altro nel bosco.
Erano amici. E come quasi tutti gli amici, anche loro chiacchieravano tanto. E come quasi tutti gli amici, anche loro erano molto diversi, nonostante crescessero nello stesso posto e fossero tutti all’incirca della stessa altezza. Il primo albero amava la bellezza. Il secondo albero amava l’avventura. E il terzo albero amava Dio.

Un giorno, gli alberi parlavano di ciò che sarebbero voluti diventare da grandi.
«Quando sarò grande, vorrei essere un baule intagliato, di quelli dove si conservano i tesori, pieno di gioielli scintillanti», disse il primo albero. Il secondo albero non pensava a cose del genere. «Quando sarò grande, vorrei essere un potente veliero», disse. «Insieme al capitano, un grande esploratore, scoprirò nuove terre.» Nel frattempo, il terzo albero scuoteva i rami. «Io non vorrei essere trasformato in niente», disse. «Vorrei restare esattamente qui dove sono e diventare ogni anno sempre più alto. Vorrei diventare l’albero più alto della foresta. E quando gli uomini mi guarderanno, li farò pensare a Dio.»

Passarono gli anni e un giorno nella foresta arrivarono tre boscaioli.
«Finalmente!», gridò il primo albero, quando il primo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un baule di tesori si realizzerà.»
«Splendido!», gridò il secondo albero, quando il secondo boscaiolo lo abbatté. «Ora il mio sogno di diventare un veliero si potrà realizzare.»
«Oh no!», gridò il terzo albero, quando il terzo boscaiolo lo abbatté. «Ora non potrò parlare agli uomini di Dio.»
I boscaioli portarono via i tre alberi. E per due di loro il futuro era carico di promesse. Ma non ci volle molto perché tutti e tre dovessero seppellire i loro sogni. Anziché essere trasformato in un bel baule di tesori, il primo albero diventò una brutta mangiatoia per animali. Anziché un agile veliero, il secondo albero diventò un semplice peschereccio. E del terzo albero non fecero niente. Fu tagliato in assi, che furono lasciate in una pila nel giardino del falegname.

La vita continuò. Gli anni passarono. E piano piano, i tre alberi impararono a convivere con i loro sogni infranti.
Poi, una notte, la vita del primo albero cambiò repentinamente. Nacque un bambino, con tutta evidenza non un bambino comune. Gli angeli cantarono, pastori vennero a visitarlo. Indovina quale mangiatoia usò come culla la madre del bambino? Quando il primo albero capì che cosa era successo, il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non sono stato riempito d’oro e di gioielli, ma ho portato il più prezioso tesoro del mondo.»

Passarono molti altri anni, in tutto circa 30, e un giorno, infine, anche la vita del secondo albero cambiò. Era fuori, in mezzo al mare, quando si scatenò una tempesta terribile. Il vento soffiava violentemente e le onde erano tanto alte che la barchetta era persuasa di affondare. Ma a quel punto accadde qualcosa di incredibile. Uno degli uomini che essa trasportava, si alzò. «Taci, calmati!», disse al vento e alle onde. Ed essi obbedirono. Quando il secondo albero afferrò ciò che era accaduto, anche il suo cuore si riempì di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non ho trasportato un grande esploratore, ma ho trasportato il Creatore del cielo e della terra.»

Non molto tempo dopo, anche la vita del terzo albero subì un cambiamento.
Arrivò un falegname e lo portò via. Con sua grande costernazione, però, non fu lavorato per farne qualcosa di bello. Non ne fecero neppure qualcosa di utile. Invece, ne fu fatta una grezza croce di legno. «Questo è il tipo di croce sulla quale i soldati crocifiggono i criminali», pensò l’albero, sconvolto. E in effetti fu trasportato sul luogo dell’esecuzione. Là, in cima ad una collina fu inchiodato sopra le sue travi un uomo condannato a morte. Per la verità sarebbe dovuto essere il giorno più brutto della vita dell’albero, ma l’uomo inchiodato sulla croce non era un comune criminale che doveva pagare la pena dei suoi delitti. Era un innocente, Gesù Cristo, figlio di Dio, che moriva per i peccati del mondo. E quando il terzo albero capì ciò che era successo, il suo cuore esultò di gioia. «I miei sogni si sono realizzati», disse. «Non diventerò l’albero più alto del bosco, ma sarò la croce che farà pensare gli uomini a Gesù Cristo.»

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 26 Ottobre 2010) con commento comunitario

25 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,18-21)

In quel tempo, diceva Gesù: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo posso paragonare? È simile a un granello di senape, che un uomo prese e gettò nel suo giardino; crebbe, divenne un albero e gli uccelli del cielo vennero a fare il nido fra i suoi rami».
E disse ancora: «A che cosa posso paragonare il regno di Dio? È simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».

Pink snails

25 ottobre 2010

A Piazzale della Civiltà del Lavoro, all’Eur, davanti al mio liceo, sono esposte quattro chiocciole giganti rosa, che procedono con la loro casa sulle spalle, verso un cammino lento di ascolto (ricordano l’interno dell’orecchio, dicono) e di comunicazione (ricordano anche la chiocciola @)

La foto si riferisce ad una precedente esposizione a Milano. Tra qualche tempo, inoltre, saranno a New York.

http://www.flickr.com/photos/42505443@N06/4245659681/

Ottobre. Mese dedicato a Maria.

25 ottobre 2010

Alla Vergine Maria

mamma di eternità
madre per predilezione
dei più camminanti
e dei più vagabondi
dei più addolorati
dei più perseguitati
dei più colpevoli, dei più erranti
e dei più pentiti

tutta offerta
sposa,
al soffio Onnipotente
divorante
creatore-ricreatore,
redentore-salvatore
dell’Amore
che procede in eterno
dal Padre e dal Verbo che si amano.

“Spirito Santo”
Spiritus
Vento di tutti i venti
Vento il primo e l’ultimo
Vento unico
di cui
ogni vento che passa
è solo immagine e richiamo.

Soffio di tempesta
Sposo della Vergine di tenerezza,

e Voi, Mamma,
madre di tutto l’amore di Dio
Tutti e due, Voi insieme, uniti
da uno stesso soffio
da un solo Amore
strappate
divorate
consumate
distruggete,
in noi tutti,
vostri figli
tutte le brutture
di ogni rifiuto
di amare abbastanza,
tutti gli altri amori
così infiniti.

Abbè Pierre (da, Foglie Sparse, Ed Romena)

Il Santo del Giorno (25 ottobre)

25 ottobre 2010

San Gaudenzio di Brescia, Vescovo (sec. IV-V)

Fu l’ottavo vescovo di Brescia, la città in cui era nato. Si sa qualcosa sulla sua vita dai suoi dieci Sermoni, inviati ad un meritevole concittadino che perché malato, non poteva recarsi ad ascoltarlo. Gaudemnzio, per la suo umiltà, pensava di svolgere il suo ministero unicamente attraverso la predicazione. I suoi discorsi vennero copiati e diffusi perché richiesti dai fedeli. Quando fu eletto vescovo, a furor di popolo e con l’approvazione di Sant’Ambrogio, era in pellegrinaggio in Terra Santa. Fece parte anche della missione di vescovi(obbligati poi a tornare indietro) che il Papa ha inviò in aiuto di Giovanni Crisostomo. Gaudenzio, molto colto ma insicuro, godeva fama di grande santità e per questo ebbe la stima di grandi personalità religiose e civili del suo tempo

M. Brooks, Essere o non essere

25 ottobre 2010

Se non ricordo male si poteva vedere.

Nel primissimo pomeriggio ho visto velocissimamente alcuni spezzoni, quanto basta per capire che non ricordavo nulla.Spero che rimanga comunque valido il ricordo di fondo: una certa bontà, capace di andare al di là dei limiti umani, alcuni valori, e qualche risata.Certo trovare film nei quali si vede più chiaramente lo sguardo della fede non è facile.Questo commento vale anche per alcune prossime programmazioni.Infatti alcune sere (nottate) fa ho programmato varie pubblicazioni per le ore dieci, circa, di ogni giorno, non sapendo se riuscirò a scrivere sul sito perchè entrando nel vivo dell’anno vado sempre più di corsa.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 25 Ottobre 2010) con commento comunitario

24 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,10-17)

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

25 ottobre. B.Carlo Gnocchi

24 ottobre 2010

“Anch’io ho sempre cercato le vestigia di Cristo sulla terra, con avida, insistente speranza. E mi era parso veder balenare il suo sguardo negli occhi casti e ridenti dei bimbi- lembi di cielo mattutino e ventoso di primavera- trasparire opaco, come dietro un velo di alabastro, nel pallido e stanco sorriso dei vecchi, illuminato già dalla pace di remote e dolci regioni. Avevo cercato di cogliere l’accento della sua voce nel discorso dolente e uguale dei poveri e degli afflitti e mi era sembrato più volte che la sua ombra leggera mi avesse sfiorato nel crepuscolo fatale dei morenti”.
Don Carlo Gnocchi (da,Cristo con gli alpini)

per una biografia
http://www.dongnocchi.it/

Calendario mariano: ottobre, mese dedicato a Maria

24 ottobre 2010

Prega per noi e per il mondo intero.

X. Beauvois. Uomini di Dio

24 ottobre 2010

Da pochi giorni è uscito nei cinema il film “Uomini di Dio” di Xavier Beauvois che racconta il rapimento e l’assassinio dei monaci a Tibhirine avvenuto nel 1996. Tra tante recensioni, inserisco l’articolo apparso su Avvenire del 20 ottobre.

http://www.avvenire.it/Cultura/Il+vero+film+dei+magnifici+7_201010200737033730000.htm

Questo, invece, è un bell’articolo di Enzo Bianchi su La Stampa di oggi, “Il fascino quotidiano del bene”.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=7994&ID_sezione=&sezione=

S. Pollack, Corvo rosso non avrai il mio scalpo

24 ottobre 2010

La storia (leggenda) di una persona alla ricerca di una vita autentica.Possa chi va su questa strada incontrare presto l’amore di Dio.

J. Mitchell, California

24 ottobre 2010

La nostra California, i nostri sogni, sono la sempre nuova venuta del regno di Dio.

http://jonimitchell.com/library/video.cfm?id=5

24 ottobre. S. Antonio Maria Claret

23 ottobre 2010

“Credo, Signore, ma che io creda più fermamente.
Spero, Signore, ma che io speri con più grande verità.
Amo, Signore, ma che io ami con più ardore.
Soffro, Signore, ma che il mio dolore sia più forte.
Ti supplico, Signore: che vuoi che io faccia?
Insegnami a compiere la tua volontà: sii Tu il mio Dio.
Concedimi un cuore desto per guidare il tuo popolo,
per distinguere tra il bene e il male.
Padre, concedimi umiltà, mansuetudine,
castità, pazienza e carità.
Insegnami la bontà, la scienza e la disciplina.
Donami il tuo amore, la tua grazia,
ed io sarò ricco in abbondanza.
Dio mio, Gesù mio, mio tutto.
Vivo sulla croce e sulla croce voglio morire,
e spero di discendere dalla croce, non con le mie mani,
ma aiutato da mani altrui,
dopo essermi consumato in sacrificio.
Né mai mi accada, Signore, di gloriarmi d’altra cosa
se non della croce di nostro Signore Gesù Cristo,
per la quale il mondo è stato crocifisso per me
ed io per il mondo”.

S.Antonio M.Claret

per una biografia
http://www.claret.org/it/claret/biografia.php

Per sorridere….

23 ottobre 2010

Con molta autoironia, nel sito della Compagnia di Gesù si trova una raccolta di letteratura umoristica con soggetto  i gesuiti.

http://www.gesuiti.it/linguaggi/schedabase.asp

Quattro gesuiti studiosi della parola sacra si incontrano ogni giorno per discutere, versetto per versetto, su quale sia il significato profondo del messaggio divino.
Alla fine si fa la conta dei vari pareri ed è ormai da molto tempo che tre studiosi risultano avere sempre la stessa opinione e un altro, sempre di opinione contraria, è perennemente in minoranza. Quest’ultimo è ormai scoraggiato, non ne può proprio più e alla fine si rivolge a Dio dicendo: “dammi un segno che dimostri ai miei compagni che ho ragione”.
Improvvisamente scroscia una pioggia violentissima e l’uomo, felice, dice: “vedete che Dio mi dà ragione”. Gli amici rispondono: “è solo un temporale”.
Il gesuita grida: “Dio, Ti prego, manda un segno più chiaro”.
Avviene un’eclisse di sole. L’uomo, felice, esclama: “questo è un chiaro segno”. I colleghi di rimando: “è solo un’eclisse”.
Il gesuita, disperato si rivolge ancora a Dio: “Ti prego dammi un segno che sia chiaro anche per questi uomini”. Si aprono le nuvole e nel cielo il dito di Dio scrive: “Hai ragione tu e non loro”. L’uomo sconvolto per la gioia grida ai colleghi: “Vedete!? Dio è con me…”.
Gli altri studiosi rispondono: “ma siamo sempre tre contro due !”.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 24 Ottobre 2010) con commento comunitario

23 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,9-14)

In quel tempo, Gesù disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri:
«Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte alla settimana e pago le decime di tutto quello che possiedo”.
Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”.
Io vi dico: questi, a differenza dell’altro, tornò a casa sua giustificato, perché chiunque si esalta sarà umiliato, chi invece si umilia sarà esaltato».

P. Daniele, Chi tene ‘o mare

23 ottobre 2010

Come dice il vangelo di oggi la fede non coltivata può talora apparire a qualcuno inutile, senza sapere cosa si perde.

http://www.myspace.com/pinodanieleback

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 23 Ottobre 2010) con commento comunitario

22 ottobre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13,1-9)

In quel tempo, si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

The Rolling Stones. Wild Horse

22 ottobre 2010

http://www.rollingstones.com/video/wild-horses-1995