Archive for novembre 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 1 Dicembre 2010) con commento comunitario

30 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 15,29-37)

In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

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Novena all’Immacolata di S.F. A. Fasani. 2° giorno

30 novembre 2010

tratta da http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20all’immacolata%20di%20s%20f%20a%20fasani.htm

II° GIORNO (30 novembre)

Juncturae femorum tuorum sicut monilia, quae fabricatae sunt manu artificis.

(Cantico VII, I) Le giunture dei tuoi fianchi (son) come monili lavorati per mano d’artefice.

1. punto

Considera, o anima, come Maria dal primo istante di sua vita fu tutta un essere ordinatissimo e perfettissimo, in cui la natura e la grazia si armonizzarono insieme, e lo spirito e la carne, le parti superiori e le inferiori andarono sì bene congiunte con la giustizia originale, che furono giunture mirabili, come di collane preziose, lavorate dalla mano medesima dell’Onnipotente Artefice. E quella rettitudine, onde fu ricolma Maria, fin dal suo Concepimento senza neo di colpa originale, fu serbata sempre illesa e intatta senza la minima macchia di colpa attuale.

O Vergine eccelsa, beatissima Voi che foste sempre sì giusta e sì retta! E tu, o anima che mediti, manchevole già per la colpa originale, ancora più ti macchiasti di tanti peccati attuali!… Ahimè! quanto hai trascurato del l’osservanza alla divina legge!… quanti precetti trasgrediti… quanti comandamenti negletti… Vedi come accanita è la lotta che si combatte in te stessa…. come il senso esce fuori della ragione…, come la carne si ribella alle leggi dello spirito!…

O Maria, nobile esempio di perfezione, siate per me luce e guida, affinchè io mi conduca rettamente per la via del Cielo.

2. punto

Considera, come Maria dall’istante della sua Immacolata Concezione, camminò sì rettamente da non declinare nemmeno in minima colpa veniale, nè nelle cose prospere, nè nelle avverse. E quantunque in quell’istante sublime avesse il dono della piena cognizione, come la creatura più favorita da Dio, privilegiata dalla colpa comune, arricchita di tutti i doni celesti, non pertanto, vedendosi cotanto gloriosa, se ne invanì in qualche modo; ma, tutta umile, magnificava l’Altissimo nelle sue misericordie. O anima, che cosa vuol dire tanta vanità e leggerezza del tuo cuore?…

Se Dio ti favorisce co’ beni di natura o di fortuna o di grazia, subito il vento della vana gloria ti solleva, senza riflettere nè al profondo del tuo nulla, nè alle miserie del tuo niente, nè alla bontà del tuo Dio. Quis te discernit?... Sei ricca; chi ti distingue dall’uomo povero?… Dio. Sei sapiente; chi ti distingue dall’ignorante?… Dio. Sei santa; chi ti distingue dal peccatore?… Dio. Dunque, o anima, quid habes quod non accepisti? “che cosa hai che non abbi ricevuta?…”. E se l’hai ricevuta, perchè ti glorii, come se non l’avessi ricevuta?

O Maria, gloriosissima e fortissima Donna, infondete Voi nel mio spirito dell’umiltà per accogliere tutto da Dio e, nelle prosperità, non disprezzare alcuno e magnificare le misericordie del Signore.

3. punto

Considera, come Maria nemmeno declinò nelle cose avverse. In quel primo istante in cui ebbe principio la Sua vita, Ella fè di se stessa un totale sacrificio a Dio, offerendosi, da quel punto, di patire qualsivoglia avversità che le potesse accadere, come aviatrice nell’esilio di questo mondo; e tutto poscia Ella accettò con allegrezza del suo spirito, stimandolo quali grazie e favori del Donator celeste per uniformarsi interamente al divino beneplacito.

O Maria, beatissima Voi, che senza colpa alcuna vi sacrificaste così lietamente alle pene! E, tu, anima che mediti, sei così molle e delicata, che ogni minimo male t’infrange; una parola leggiera ti altera, qualsivoglia piccola tribolazione ti conturba… Vorresti tutte le cose a tuo genio… che la volontà di Dio facesse a tuo modo… Ma stolta che sei! Dio governa il mondo, Dio dispone tutto; e quel che Dio fa è adorabile. Perchè, dunque, non ricevertelo con pazienza? perchè non conformarti totalmente al suo divino volere? Poni mente, al contrario, alle tue innumerabili colpe per accettarne con rassegnazione le pene…

O Maria, Signora e Madre di misericordia, riguardate me, miserabile peccatore e degnatevi, per pietà, farmi intraprendere il retto cammino della patria beata!

30 novembre. S. Andrea apostolo.

30 novembre 2010

Oggi, le chiese d’oriente e d’occidente ricordano Andrea, apostolo del Signore, il “primo chiamato”.

“Andrea, dopo essere rimasto con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso per sé il tesoro,ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: «Abbiamo trovato il Messia, che significa Cristo». Questa è la parola di un anima che con grande ansietà prepara la venuta di lui e attende la sua discesa dai cielo, ed è piena di gioia sovrabbondante quando l’Atteso si è manifestato, e si affretta ad annunziare agli altri la grande novità. L’aiutarsi reciprocamente nella vita spirituale è proprio segno di benevolenza, di amore fraterno, di sincerità d’animo. Guarda anche Pietro: Andrea «lo condusse da Gesù», affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente”.

Giovanni Crisostomo, Omelie sul Vangelo di Giovanni 19,1 ( tratto da, Comunità di Bose, Il libro dei testimoni, Ed. San Paolo, Milano, 2002)

Dall’Udienza generale di Benedetto XVI del 14 giugno 2006

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2006/documents/hf_ben-xvi_aud_20060614_it.html

C. Corea, Spain

30 novembre 2010

http://www.chickcorea.com/ raggiunto il link cliccare su facebook poi su music poi su return to forever (tale scritta sta sotto il  suo video su videos.Ma di video ne appaiono 4 su otto.Se return to forever non è tra questi cliccare la scritta 8 top videos porta su collegati a facebook; senza farlo, tornare indietro, appare finalmente return to forever) poi su show more videos poi su Chick Corea and Return to forever che suonano Spain (all’inizio sembra vi sia un disturbo sonoro ma fa parte invece, per poco tempo, della composizione.Spain si può trovare anche, raggiunto sempre questo link, cliccando su about, poi su jazz great poi scendendo nella pagina sulla destra).Nella corrispondente pagina di youtube, indicata nel video, si trovano ad es. anche altre bellissime canzoni come You’re evrithing e Light as a feather (versioni, sempre di Chick Corea, cantate da Flora Purim)

Che ricchezza l’icontrarsi in Cristo di popoli, culture, come forse, sotto certi aspetti, avviene in questa canzone.Nell’epoca della globalizzazione si potrà da parte di non pochi scoprire che solo in Cristo ci si può sempre più capire, anche, in lui, scoprendo la parte di verità di cui ciascuno può, anche culturalmente, essere portatore.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 30 Novembre 2010) con commento comunitario

29 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,18-22)

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Novena all’Immacolata

29 novembre 2010

1° GIORNO:
INVOCAZIONE D’AIUTO A MARIA
O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi.
Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l’opera sublime della Redenzione e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il Suo Sangue, ci ha donato.
Aiutaci, o Maria, ad essere, come Te, salvatori insieme con Gesù di tutti i nostri fratelli. Aiutaci a portare agli altri il dono ricevuto, ad essere “segni” di Cristo sulle strade di questo nostro mondo assetato di verità e di gloria, bisognoso di redenzione e di salvezza. Amen.
3 Ave Maria

2° GIORNO:
TI SALUTO, O MARIA.
Ti saluto, O Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode.
Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali.
Compatisci, o purissima, l’infermità dell’anima mia.
Tu puoi ogni cosa perché sei la Madre di Dio; a Te nulla si nega, perché sei la Regina. Non disprezzare la mia preghiera e il mio pianto, non deludere la mia attesa. Piega il Figlio tuo in mio favore e, finchè durerà questa vita, difendimi, proteggimi, custodiscimi.
3 Ave Maria

3° GIORNO:
OTIENIMI UN CUORE FEDELE.
Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo, puro e limpido come acqua di sorgente. Ottienimi un cuore semplice che non si ripieghi ad assaporare le proprie tristezze: un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione; un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile che ami senza esigere di essere riamato; un cuore grande e indomabile così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere e nessuna indifferenza lo possa stancare; un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo, ferito dal suo grande amore con una piaga che non rimargini se non in Cielo.
3 Ave Maria

4° GIORNO:
AIUTACI, O MADRE.
Regina nostra, inclita Madre di Dio, ti preghiamo: fa’ che i nostri cuori siano ricolmi di grazia e risplendano di sapienza. Rendili forti con la tua forza e ricchi di virtù. Su noi effondi il dono della misericordia, perché otteniamo il perdono dei nostri peccati. Aiutaci a vivere così da meritare la gloria e la beatitudine del Cielo.
Questo ci conceda Gesù Cristo, tuo Figlio, che ti ha esaltata al di sopra degli Angeli, ti ha incoronata Regina, e ti ha fatto assidere in eterno sul fulgido trono. A Lui onore e gloria nei secoli. Amen. S. Antonio di Padova
3 Ave Maria

5° GIORNO:
SALVACI, O MARIA!
O Vergine, bella come la luna, delizia del Cielo, nel cui volto guardano i beati e si specchiano gli Angeli, fa’ che noi, tuoi figli, ti assomigliamo, e che le nostre anime ricevano un raggio della tua bellezza che non tramonta con gli anni, ma che rifulge nell’eternità.
O Maria, Sole del Cielo, risveglia la vita dovunque è la morte e rischiara gli spiriti dove sono le tenebre. Rispecchiandoti nel volto dei tuoi figli, concedi a noi un riflesso del tuo lume e del tuo fervore.
Salvaci, o Maria, bella come la luna, fulgida come il sole, forte come un esercito schierato, sorretto non dall’odio, ma dalla fiamma dell’amore. Amen.
3 Ave Maria

6° GIORNO:
TU, O MARIA.
Ave Maria! Piena di grazia, più Santa dei Santi, più elevata dei cieli, più gloriosa degli Angeli, più venerabile di ogni creatura. Ave, celeste Paradiso! Tutto fragranza, giglio che olezza soave, rosa profumata che si schiude alla salute dei mortali.
Ave, tempio immacolato di Dio costruito santamente, adorno di divina magnificenza, aperto a tutti, oasi di mistiche delizie.
Ave purissima! Vergine Madre!
Degna di lode e di venerazione, fonte d’acque zampillanti, tesoro d’innocenza, splendore di santità. Tu, o Maria, guidaci al porto della pace e della salvezza, a gloria di cristo che vive in eterno con il Padre e con lo Spirito Santo. Amen.
San Germano
3 Ave Maria

7° GIORNO:
RICORDATI DEI TUOI FIGLI.
O Vergine Maria, Madre della Chiesa, a Te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu che sei chiamata “aiuto dei Pastori”, proteggi e assisti i vescovi nella loro missione apostolica, e quanti, sacerdoti e religiosi, laici, li aiutano nella loro ardua fatica.
Ricordati di tutti i tuoi figli; avvalora presso Dio le loro preghiere; conserva salda la loro fede; fortifica la loro speranza; aumenta la carità.
Ricordati di coloro che versano nelle tribolazioni, nelle necessità, nei pericoli; ricordati di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni e si trovano in carcere per la fede. A costoro, o Vergine, concedi la forza e affretta il sospirato giorno della giusta libertà.
3 Ave Maria

8° GIORNO:
O PADRE MISERICORDIOSO
O Padre di misericordia, datore di ogni bene, noi ti ringraziamo perché dalla nostra stirpe umana hai eletto la beata Vergine Maria ad essere Madre del Figlio tuo fatto Uomo. Ti ringraziamo perché l’hai preservata da ogni peccato, l’hai riempita di ogni dono di grazia, l’hai congiunta all’opera di redenzione del tuo Figlio e l’hai assunta in anima e corpo al Cielo.
Ti preghiamo, per sua intercessione, di poter realizzare la nostra vocazione cristiana, di crescere ogni giorno nel tuo amore e di venire con Lei a godere per sempre nel tuo regno beato. Amen,
3 Ave Maria

9° GIORNO:
CHINATI SU DI NOI.
Ascolta, o prediletta da Dio, l’ardente grido che ogni cuore fede innalza verso di Te. Chinati sulle nostre piaghe doloranti. Muta le menti dei malvagi, asciuga le lacrime degli afflitti e degli oppressi, custodisci il fiore della purezza nei giovani, proteggi la Chiesa santa, fa’ che gli uomini tutti sentano il fascino della cristiana bontà…
Accogli, o Madre dolcissima, le nostre umili suppliche e ottienici soprattutto che possiamo un giorno ripetere dinanzi al tuo trono l’inno che si leva oggi sulla terra intorno ai tuoi altari: tutta bella sei, o Maria! Tu gloria, Tu letizia, Tu onore del nostro popolo. Amen.
3 Ave Maria

Le Parole del Papa. Preghiera per la vita.

29 novembre 2010

(Durante la celebrazione dei Primi Vespri, nella I^ domenica d’Avvento, consuetudine iniziata con Papa Benedetto XVI, si è svolta anche una veglia di preghiera per la vita nascente. Il Papa ha recitato questa preghiera, composta per l’occasione).

Signore Gesù,
che fedelmente visiti e colmi con la tua Presenza
la Chiesa e la storia degli uomini;
che nel mirabile Sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue
ci rendi partecipi della Vita divina
e ci fai pregustare la gioia della Vita eterna;
noi ti adoriamo e ti benediciamo.

Prostráti dinanzi a Te, sorgente e amante della vita
realmente presente e vivo in mezzo a noi, ti supplichiamo.

Ridesta in noi il rispetto per ogni vita umana nascente,
rendici capaci di scorgere nel frutto del grembo materno
la mirabile opera del Creatore,
disponi i nostri cuori alla generosa accoglienza di ogni bambino
che si affaccia alla vita.

Benedici le famiglie,
santifica l’unione degli sposi,
rendi fecondo il loro amore.

Accompagna con la luce del tuo Spirito
le scelte delle assemblee legislative,
perché i popoli e le nazioni riconoscano e rispettino
la sacralità della vita, di ogni vita umana.

Guida l’opera degli scienziati e dei medici,
perché il progresso contribuisca al bene integrale della persona
e nessuno patisca soppressione e ingiustizia.

Dona carità creativa agli amministratori e agli economisti,
perché sappiano intuire e promuovere condizioni sufficienti
affinché le giovani famiglie possano serenamente aprirsi
alla nascita di nuovi figli.

Consola le coppie di sposi che soffrono
a causa dell’impossibilità ad avere figli,
e nella tua bontà provvedi.

Educa tutti a prendersi cura dei bambini orfani o abbandonati,
perché possano sperimentare il calore della tua Carità,
la consolazione del tuo Cuore divino.

Con Maria tua Madre, la grande credente,
nel cui grembo hai assunto la nostra natura umana,
attendiamo da Te, unico nostro vero Bene e Salvatore,
la forza di amare e servire la vita,
in attesa di vivere sempre in Te,
nella Comunione della Trinità Beata.

Amen.

Mishka, il cane parlante

29 novembre 2010

Sarà vero?

http://www.youtube.com/watch?v=E0lfJxjRHrE&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=xqQzHsnGaP4&feature=channel

http://www.youtube.com/watch?v=qXo3NFqkaRM&feature=related

Ti lodano tutte le creature, Signore.Balaam fu rimproverato da un’asina.

Lettura della Bibbia:

Numeri 22:11-35

L’asina di Balaam

[22]Ma l’ira di Dio si accese perché egli era andato; l’angelo del Signore si pose sulla strada per ostacolarlo. Egli cavalcava l’asina e aveva con sé due servitori. [23]L’asina, vedendo l’angelo del Signore che stava sulla strada con la spada sguainata in mano, deviò dalla strada e cominciò ad andare per i campi. Balaam percosse l’asina per rimetterla sulla strada. [24]Allora l’angelo del Signore si fermò in un sentiero infossato tra le vigne, che aveva un muro di qua e un muro di là. [25]L’asina vide l’angelo del Signore, si serrò al muro e strinse il piede di Balaam contro il muro e Balaam la percosse di nuovo. [26]L’angelo del Signore passò di nuovo più avanti e si fermò in un luogo stretto, tanto stretto che non vi era modo di ritirarsi né a destra, né a sinistra. [27]L’asina vide l’angelo del Signore e si accovacciò sotto Balaam; l’ira di Balaam si accese ed egli percosse l’asina con il bastone. [28]Allora il Signore aprì la bocca all’asina ed essa disse a Balaam: «Che ti ho fatto perché tu mi percuota gia per la terza volta?». [29]Balaam rispose all’asina: «Perché ti sei beffata di me! Se avessi una spada in mano, ti ammazzerei subito». [30]L’asina disse a Balaam: «Non sono io la tua asina sulla quale hai sempre cavalcato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire così?». Ed egli rispose: «No». [31]Allora il Signore aprì gli occhi a Balaam ed egli vide l’angelo del Signore, che stava sulla strada con la spada sguainata. Balaam si inginocchiò e si prostrò con la faccia a terra. [32]L’angelo del Signore gli disse: «Perché hai percosso la tua asina gia tre volte? Ecco io sono uscito a ostacolarti il cammino, perché il cammino davanti a me va in precipizio. [33]Tre volte l’asina mi ha visto ed è uscita di strada davanti a me; se non fosse uscita di strada davanti a me, certo io avrei gia ucciso te e lasciato in vita lei». [34]Allora Balaam disse all’angelo del Signore: «Io ho peccato, perché non sapevo che tu ti fossi posto contro di me sul cammino; ora se questo ti dispiace, io tornerò indietro». [35]L’angelo del Signore disse a Balaam: «Và pure con quegli uomini; ma dirai soltanto quello che io ti dirò». Balaam andò con i capi di Balak.

Novena all’Immacolata di S.F.A.Fasani. 1° giorno.

29 novembre 2010

Tratta da http://www.preghiereagesuemaria.it/novene/novena%20all’immacolata%20di%20s%20f%20a%20fasani.htm

I° GIORNO  (29 novembre)
Quain pulchri sunt gressus tui in calceamentis, Filia Principis !
(Cantico de’ Cantici VII,A) Quanto sono belli i tuoi passi nei (tuoi) calzari, o Figlia di Principe!

1. punto
Considera, o anima, che, candida e pura, fin dal primo istante del suo Immacolato Concepimento, Maria uscì da Dio primogenita di tutte le creature, formata dalla parola creatrice dell’Altissimo.
Come il primo raggio immacolato della luce, fu il suo apparire sulla terra … Il sole, la luna, le stelle, la natura tutta, il mondo visibile e l’invisibile s’inchinavano a’ suoi passi: quam pulchri gressus tui calceamentis, Filia Principis!
Oh! bellissimi i passi di Maria! … E tu, o anima che mediti, quali passi desti nel cominciare l’uso della ragione? furon essi un merito o un demerito?… E da quel tempo,col cammino di tanti anni dove sei andata per l’avanzarsi del tuo spirito? …
E ora dove vai? … Sei nel cammino che mena a Dio o fuori di Dio? …
O Vergine Immacolata, bellissima Figlia dell’Altissimo Principe, pérfice gressus nostros in semitis tuis (Salm. 16, 5) dirigi e perfeziona, Ti preghiamo, i nostri passi nella imitazione delle Tue vestigia sacrosante!…

2. punto
Considera, o anima, che i passi di Maria si chiamano bellissimi ne’ suoi calzari. Al dir de’ Santi, i passi ne’ calzari significano le affezioni dello spirito munite di virtù…; e Maria fin dal primo istante del suo essere fu sempre purissima e perfettissima: i suoi pensieri, le sue affezioni, i suoi desideri, le sue opere furon sempre munite ed ornate di ammirabili virtù; come di fragranti fiori, se ne spandeva intorno il soave odore, senza che alito vizioso od ombra alcuna venisse mai ad offuscarne la bellezza.
E tu, anima che mediti, pel deserto impuro di questo terreno pellegrinaggio cammini senza darti premura di munirti di tutte le necessarie virtù …
Deh! solleva oggi il tuo spirito, allontana le impurità che ti circondano, ti fortifica della difesa di sante virtù per camminare ad esempio di Maria e raggiungere le beate aspettazioni nel Paradiso.
O Maria, la più pura tra le creature, fortifica i nostri passi nell’imitazione delle Tue sante virtù!…

3. punto
Considera, o anima, come Maria, dopo il Figlio suo, essendo la primogenita dell’Altissimo, dicesi per antonomasia : Filia Principis figlia la più diletta, la più cara, la più bene merita al suo Padre Principe, Dio. E questa figliolanza che Maria ebbe nella sua benedetta Concezione, sempre Ella la conservò inviolata… mai la diminuì con qualche disubbidienza, anzi con ammirabile progresso l’accrebbe sempre per la totale osservanza della legge e per l’assoluto rispetto al suo Padre celeste.
O Maria, beatissima, che fosti sempre figlia e giammai serva, Figlia sempre della grazia e giammai serva del peccato!…
E tu, o anima che mediti, come hai conservata la figliolanza che Dio ti diede, per grazia, nel santo Battesimo?…
Di chi sei stata figlia per tanto tempo?… ed ora di chi sei figlia?… In carità, ricupera di nuovo la figliolanza divina per non mai più perderla…; proponi fermamente di non esser più figlia di Eva, serva del peccato, ma figlia di Maria, primogenita di Dio fra le creature e Madre delle grazie.

29 novembre. S.F. Antonio Fasani. B.Vincenzo Romano.

29 novembre 2010

Oggi la Chiesa Cattolica ricorda S. Francesco Antonio Fasani ( 1681-1742), dell’Ordine dei frati minori conventuali, chiamato da coloro che gli erano vicini “padre maestro”.

http://www.clerus.org/clerus/dati/2009-06/19-13/IT_Fasani.html

http://it.gloria.tv/?media=113394

Si ricorda anche B Vincenzo Romano (1751-1831)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90197

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 29 Novembre 2010) con commento comunitario

28 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,5-11)

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Vieni, Signore

28 novembre 2010

di David Maria Turoldo

Vieni, Signore ,
vieni di notte,
ma nel nostro cuore è sempre notte:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni in silenzio,
noi non sappiamo più cosa dirci:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni in solitudine,
ma ognuno di noi è sempre più solo:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni, figlio della pace,
noi ignoriamo cosa sia la pace:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a liberarci,
noi siamo sempre più schiavi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a consolarci,
noi siamo sempre più tristi:
e, dunque, vieni sempre, Signore.

Vieni a cercarci,
noi siamo sempre più perduti:
e, dunque, vieni sempre, Signore,

Vieni, Tu che ci ami:
nessuno è in comunione col fratello
se prima non è con Te, o Signore.

Noi siamo lontani, smarriti,
né sappiamo chi siamo, cosa vogliamo:
vieni, Signore,
vieni sempre, Signore.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 28 Novembre 2010) con commento comunitario

27 novembre 2010

I DOMENICA DI AVVENTO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Stadio, Segreteria telefonica

27 novembre 2010

L’amore sa che Dio c’è anche quando sembra che non risponda.Signore donaci di credere al tuo amore, al di là di ogni oscurità e prova, nessun inganno, nulla, ci faccia perdere la tua meravigliosa presenza nella nostra vita (Cliccare sul foglietto vicino a The platinum collection e poi sulla canzone).

http://www.stadio.com/officialwebsite/discography-mainmenu-39

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 27 Novembre 2010) con commento comunitario

26 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Zucchero. Un soffio caldo.

26 novembre 2010

Un soffio caldo nell’alba di una domenica mattina.

http://www.youtube.com/watch?v=qZWG8fE1WPQ

In link uno stralcio della presentazione ufficiale del cd alla trasmissione “Che tempo che fa” condotta da F.Fazio il 6 novembre. Sul sito di rai 3 è disponibile l’intervista integrale.

26 novembre. B. Giacomo Alberione.

26 novembre 2010

“Siate sempre benedetta, o Bontà infinita di Dio! Oltre la
vita naturale, avete infusa nell’uomo la vita soprannaturale
della grazia. L’avete adottato come figlio, chiamato alla
vostra stessa felicità; per mezzo del nostro amore libero e
spontaneo. Illuminatemi a conoscere il gran tesoro della
vostra grazia.
Gloria a Dio…
(…)
Siate benedetto, o Signore, che avete adempita la vostra
promessa e la voce dei Profeti! Siate benedetto, o Spirito
Santo disceso in Maria; o Padre, che l’avete adombrata; o
Figlio divino incarnato, per stabilire sulla terra il regno
della verità, della santità e della grazia. Adoro questo mistero
di potenza e d’amore. Ecco la salvezza per tutti i popoli!
Gloria a Dio…”
(…)
B. Giacomo Alberione (da, Via Humanitatis)

Una biografia. Alla fine della pagina in link, c’è il rimando all’omelia di Giovanni Paolo II

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/saints/ns_lit_doc_20030427_alberione_it.html

Stadio, C’è

26 novembre 2010

Quello che il Signore permette o meno è per il nostro bene, talora ad es. ci regala un contrattempo per farci riflettere e non seguire impulsivamente una strada sbagliata…(Cliccare sul foglietto vicino a The platinum collection e poi sulla canzone).

http://www.stadio.com/audio/cd2_03/c_e.ram

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 26 Novembre 2010) con commento comunitario

25 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,29-33)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».

ACS. Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo.

25 novembre 2010

Ieri è stato presentato il Rapporto 2010 sulla libertà religiosa nel mondo.

http://www.acs-italia.glauco.it/pls/acsitalia/V3_S2EW_CONSULTAZIONE.mostra_pagina?id_pagina=11204&rifi=guest&rifp=guest

Un commento su Avvenire di oggi.

http://www.avvenire.it/Commenti/La+tragica+fantasia+dei+persecutori_201011250739551030000.htm

A. Minghi, Un uomo venuto da lontano

25 novembre 2010

http://www.amedeominghi.com/video

Raggiunto il link cliccare su live, poi andare alla pagina 3 e poi sulla canzone

25 novembre. S.Caterina di Alessandria.

25 novembre 2010

(?-307?) Secondo la narrazione tarda e leggendaria contenuta negli Atti dei martiri (VI-VII sec.), Caterina sarebbe stata di profonda cultura filosofica, tanto che riuscì a confondere i dotti della corte di Massimino Daia, imperatore romano d’oriente dal 310 al 313, e a confutare il loro politeismo e sarebbe anche riuscita a convertire l’imperatrice Faustina.
La sua esistenza appartiene piuttosto alla leggenda, in quanto mancano notizie storiche certe e una teoria la avvicina anche alla figura storica della matematica Ipazia.

Si sarebbe opposta con tenace fervore alle persecuzioni scatenate da Massenzio contro i cristiani (307), e venne condannata a morte con la tortura della ruota, ma, per miracolo, lo strumento si ruppe. Poi decapitata, gli angeli avrebbero trasportato il suo corpo sul monte Sinai.

Fu molto venerata nel medioevo ma, in considerazione dell’incertezza delle notizie storiche che la riguardavano, dal 1969 al 2002, venne omessa dal martirologio della Chiesa Cattolica.

http://it.gloria.tv/?media=112440

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79050

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 25 Novembre 2010) con commento comunitario

24 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,20-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

28 novembre, Nostra Signore del dolore di Kibeho

24 novembre 2010

Dona l’amore tuo e del tuo figlio Gesù ed ogni bene ad ogni persona, consola gli afflitti, sostieni i sofferenti, esaudisci le preghiere, guarisci, porta pace…

24 novembre: Beata vergine Maria della medaglia miracolosa

24 novembre 2010

Prega per noi e per il mondo intero.

Stadio, Un volo d’amore

24 novembre 2010

E’ solo nello Spirito che si può veramente volare, anche quanto all’amore di coppia, quello voluto da Dio (Cliccare sul foglietto vicino a The platinum collection e poi sulla canzone).

http://www.stadio.com/officialwebsite/discography-mainmenu-39

B. Papa Giovanni XXIII. Solo per oggi.

24 novembre 2010

Solo per oggi
Cercherò di vivere alla giornata, senza voler risolvere il problema della mia vita in una volta.

Solo per oggi
Avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà; non alzerò la voce; sarò cortese nei modi; non criticherò nessuno.

Solo per oggi
Non pretenderò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

Solo per oggi
Sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.

Solo per oggi
Mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.

Solo per oggi
Dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.

Solo per oggi
Farò una cosa che non desidero fare; e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti, farò in modo che nessuno se ne accorga.

Solo per oggi
Mi farò un programma: forse non lo seguirò a puntino, ma lo farò. E mi guarderò da due malanni:
la fretta e l’indecisione.

Solo per oggi
Crederò fermamente, nonostante le apparenze, che la buona provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.

Solo per oggi
Non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

Solo per oggi
Posso ben fare, per dodici ore, ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare per tutta la vita.

24 novembre. S. Andrea Dung Lac e 116 compagni.

24 novembre 2010

Oggi la Chiesa cattolica ricorda 117 martiri, uccisi nelle persecuzioni avvenute nei tre regni vietnamiti del Tonchino, Annam e la Cocincina tra il 1745 e il 1862. Tra loro otto vescovi, moltissimi sacerdoti e laici.
L’opera di evangelizzazione in quelle regioni venne intrapresa all’inizio del XVI secolo dal gesuita di Avignone Alexandre de Rhodes (1591-1660) ed ha conosciuto nel corso dei secoli un grande sviluppo ma anche innumerevoli difficoltà. Oggi la Chiesa cattolica in ViétNam conta 3 arcidiocesi, 23 diocesi, 6 seminari. I Cattolici sono circa 8 milioni, il 10% della popolazione.

http://it.gloria.tv/?media=112166

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92870

21 novembre, Presentazione di Maria

24 novembre 2010

Ero al ritiro delle cresime, fuori Roma, dunque segnalo adesso questa memoria.Maria aiutaci a mettere tutta la nostra vita nel cuore tuo e di Cristo.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 24 Novembre 2010) con commento comunitario

23 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,12-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Testimonianza

23 novembre 2010

All’inizio di Novembre è stata a Medjugorje la famosa attrice e convertita italiana Claudia Koll. Ha parlato in modo aperto della sua vita e della sua conversione per Radio “Mir” Medjugorje. E’ stato come ascoltare la storia non scritta di Maria Maddalena ai nostri giorni. Ha raccontato le difficoltà della sua crescita senza la madre – che è morta mentre lei nasceva. La vita con la nonna, la scuola, le crisi di identità e poi il perdersi nel mondo dei film. Dopo alcune scene non discrete in alcuni film, Claudia nell’anno giubilare 2000 attraversa la Porta Santa della Basilica di San Pietro a Roma e da quel momento sente che l’opera che aveva compiuto fino a quel momento veniva distrutta. Poi, lei dice: “Un giorno si è verificata una situazione drammatica che richiedeva una soluzione, ma io non ero in grado di trovarla. Ricordo che ero disperata, non sapevo cosa fare. Camminavo su e giù per la stanza. Ad un certo punto mi sono rivolta a Dio. Ho cominciato a pregare il Padre nostro stringendo in mano la croce che un amico mi aveva regalato alcuni giorni prima. Quando tutto il mio essere era rivolto a Dio ero stretta alla croce, ho sentito una liberazione. Mi sono sentita immersa in una pace profonda. E mi sono riposata in quella pace. Non sentivo più né preoccupazione, né paura, c’era solo silenzio, era un silenzio profondo che prima non conoscevo. Quel silenzio mi parlava di Dio. Non ho visto il Signore, ma ho sentito la sua presenza. Gli ho chiesto: “Perché hai fatto questo, perché mi hai consolato, io non lo merito?!”. Allora ho detto: “Tu sei mio Padre, io ti ho pregato col Padre Nostro e ho detto: desidero conoscerti”. E questa è stata la mia preghiera! Il Signore non ha eliminato la mia sofferenza, ma ha camminato con me e mi ha aiutato a risolverla pian piano. Soprattutto devo dire che quella sofferenza è stata per me la via per giungere a Dio e pian piano ho sentito il bisogno di tornare in Chiesa, di dimorare nella Chiesa, perché lì ho riconosciuto il silenzio e la pace di Dio e cosi, piano piano, ho cominciato ad andare alla Santa Messa. Il Signore cominciò a guarirmi attraverso i Sacramenti”.
E’ seguito il suo lavoro per le missioni, il viaggio in Etiopia dove ha incontrato una grande miseria, la fame, bambini piccoli che quasi morivano di fame. Testimonia: “Mi ricordo di un ragazzino che aveva gli occhi chiusi non perché fosse malato, ma perché non aveva acqua. I suoi occhi erano sporchi. Aveva un occhio infiammato a causa della sporcizia e gli occhi gli si erano chiusi. Gli ho pulito gli occhi con un fazzolettino umido. E mentre io gli aprivo gli occhi, il Signore li ha aperti a me. Vivevo nel lusso, avevo tappeti di grande valore, un servizio d’argento per mangiare, ma tutto questo non ha salvato la mia vita. Ed ho cominciato a vedere tutto con altri occhi ed ho compreso che dovevo dare una parte della mia ricchezza a qualcuno che non ha niente”.
Al ritorno, si è recata nel Santuario della Divina Misericordia e lì ha scoperto il messaggio della Divina Misericordia: “Ho capito che il Signore mi diceva: `Claudia, se sei caduta è stato perché contavi troppo su te stessa, credi in Me!`. Per me `Gesù confido in Te!` significa questo. Comprendere che percorrerò il cammino di conversione con Gesù e che dovevo credere al Signore. Penso che è la fede vera, la fede di Abramo che sperava contro ogni speranza” – dice Claudia.
Claudia ha parlato anche della sua relazione e devozione verso la Beata Vergine Maria: “La Madonna è sempre stata presente nella mia vita, dal momento della mia nascita. Quando avevo otto o dieci anni, non mi ricordo bene, ho visto un film sulla Madonna di Fatima. Allora ho detto: La Madonna non è una statua, è una donna. E mi colpiva molto il fatto che la Madonna avesse dato un compito così importante ai veggenti. Attraverso quel film ho sentito che la Madonna mi parlava della bellezza, della pace, della serenità. Quando sono tornata a casa dopo aver visto quel film, ho fatto una preghiera – allora ero una ragazzina -, ho detto in quella preghiera: `Desidero vivere con te e venire da te, portami con te, come hai fatto con Giacinta`. Quindi ho chiesto di morire. Il Signore non ha ascoltato quella preghiera, ma penso che oggi mi chiami a testimoniare per Lui e tutta l’esperienza che ho vissuto mi ha aiutato a comprendere la grandezza della Divina Misericordia”. Claudia ha ricordato come tutto il cammino della sua conversione sia stato anche vicino alla Madonna. Sperimenta in modo particolarmente forte Medjugorje e le apparizioni della Madonna ai veggenti. Testimonia che in quei momenti sente una forte presenza della Madonna. Descrivendo una esperienza del genere ha detto: “Quello è un momento in cui tutto si interrompe. Vedevo che pioveva, ma non sentivo la pioggia sull’ombrello. E penso che è davvero una bella esperienza accogliere la Madonna col cuore. Non mi è assolutamente passato per la testa di cercare segni, di guardare il cielo. Penso che quello sia un incontro che avviene nell’interiorità. Nel momento dell’apparizione non mi interessa troppo guardare la veggente, ma pregare davvero”. Claudia ha sottolineato particolarmente l’amore che sente ora attraverso la Madonna. L’amore in un modo nuovo. Il cammino verso una tale conoscenza ha avuto molte tappe, eccone una: “Quando è iniziato il mio cammino di conversione, le prime persone che Dio ha messo sulla mia strada sono state i malati di AIDS. E proprio attraverso un giovane che era malato di AIDS, attraverso la sua sofferenza, ho riconosciuto Cristo. Ho cominciato a riflettere su Gesù che nel Getsemani aveva sudato sangue ed aveva paura della morte. Quel giovane era a letto e stava molto male, ma non poteva parlare perché la malattia aveva colpito il centro della parola. Ma aveva degli occhi che mi parlavano delle sue paure. E quando l’ho preso per mano ho sentito nel cuore un grande amore. Un amore che non avevo mai sentito, un amore forte e tenero. E quell’amore mi ha convertito. Quando guardo al mio passato, adesso rifletto su quante volte Gesù sarà entrato in posti del genere, ma i miei occhi erano ciechi e non potevo riconoscerlo. Ho conosciuto questo solo quando è iniziato il mio cammino di conversione. In coloro che soffrono è presente Cristo”. Claudia Koll oggi guida un’associazione che si chiama “Opera del Padre” ed è dedicata all’opera missionaria in Africa. Là sta anche costruendo una casa di accoglienza per persone che non si possono muovere da sole che si chiama “Piccola Lourdes”. Nel mondo dell’arte, è direttrice di un’Accademia fondata sui principi contenuti nella Lettera agli Artisti scritta da Giovanni Paolo II. Attraverso questa Accademia desidera aiutare i giovani ad entrare nel mondo dello spettacolo in un modo sano. Ed è interessante che in quell’Accademia si ascolta regolarmente la musica di Medjugorje.

John H. Newman. Segni nei cieli.

23 novembre 2010

“Un giorno le luci del cielo saranno segni; un giorno anche i fatti delle nazioni saranno segni. Perché, allora, è superstizione guardare ad essi? Non lo è. Può darsi che ci sbagliamo riguardo ai dettagli su cui ci basiamo, e può darsi che, nel fare questo, mostriamo la nostra ignoranza. Ma non c’è nulla di ri­dicolo o di disprezzabile nella nostra ignoranza e nella nostra vigilanza. È meglio sbagliare nel vigilare che non vigilare affatto.

Non ne consegue nemmeno che i cristiani sbagliassero, anche nelle loro attese particolari, anche se Cristo non venne benché loro dicessero che ve­devano i suoi segni. Forse erano suoi segni, ma egli li ritirò. Non esiste qualcosa come la revoca di un comando? Non capita forse che persone abili di questo mondo facciano a volte delle previsioni che si rivelano poi sbagliate, e non diciamo comunque che avrebbero dovuto avere ragione? Il cielo minaccia e poi si rischiara di nuovo. Qualche capo militare ordina ai suoi uomini di avanzare e poi, per qualche ragione, li richiama: diremo che gli informatori che hanno portato la notizia che stava muovendo si sbagliavano? Bene, in un certo senso Cristo sta sempre facendo avanzare gli eserciti del cielo e continuamente li ferma. I segni dei cavalli bianchi appaiono continuamente e continuamente svaniscono (Ap 6, 2 ss.). «Dopo la pioggia ritornano le nubi» e i suoi servi non sbagliano nell’indicarle e nel dire che il tempo sta cambiando, anche se non cambia, dato che è sempre mutevole.

Dobbiamo notare un’altra cosa, e cioè che se anche i cristiani sono sempre stati in attesa di Cristo, hanno sempre additato i suoi segni, non hanno mai detto che egli fosse venuto. Hanno detto solo che stava per venire, che quasi veniva. E così era ed è. Persone zelanti, settarie, estremamente presuntuose, costoro hanno detto che Cristo era davvero venuto o hanno indicato l’anno esatto e il giorno della sua venuta. Non così gli umili seguaci, che non lo hanno né annunciato né cercato nel deserto o nelle stanze segrete, e neppure hanno cercato di stabilire « il tempo e il momento, che il Padre ha tenuto in suo potere ». Essi non hanno fatto altro che aspettare. Quando egli verrà veramente, essi non mancheranno di riconoscerlo e, fino a quel momento, non diranno nulla. Essi vedono solo i suoi precursori”.

J.H.Newman (in, Waiting for Christ, PPS, VI, pp. 246-247,29 novembre e 6 dicembre 1840)

L’Altro gruppo, Seguimi (musica cristiana)

23 novembre 2010

http://www.altrogruppo.com/ raggiunto il link cliccare su mp3 e poi sulla canzone

23 novembre. S Clemente, San Colombano.

23 novembre 2010

La Chiesa ricorda San Clemente(I-II sec.), pastore e martire, secondo la tradizione terzo vescovo di Roma e autore di un’Epistola ai Corinzi.

“Chi può spiegare il vincolo della carità di Dio? Chi è capace di esprimere la grandezza della sua bellezza? L’altezza ove conduce la carità è ineffabile. La carità ci unisce a Dio: «La carità copre la moltitudine dei peccati». Nulla di banale, nulla di superbo nella carità. La carità non ha scisma, la carità non si ribella, la carità tutto compie nella concordia. Senza carità nulla è accetto a Dio. Nella carità il Signore ci ha presi a sé. Per la carità avuta per noi, Gesù Cristo nostro Signore, nella volontà di Dio, ha dato per noi il suo sangue, la sua carne per la nostra carne e la sua anima per la nostra anima.”
( Epistola ai Corinzi 49)

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070418_it.html

Oggi si ricorda anche San Colombano (550-615), monaco.

“È proprio dei pellegrini affrettarsi verso la patria, ed è egualmente loro caratteristica sperimentare la precarietà durante il cammino, la sicurezza invece nella patria. Affrettiamoci dunque verso la patria, noi che siamo viandanti. Dio è così grande che non si può vedere in tutta la sua grandezza. Tuttavia bussiamo forte, soprattutto qui, sia per entrare in cielo da veri familiari, sia per comprendere in modo più chiaro i beni che ci aspettano”.
( Istruzioni 8,1)

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2008/documents/hf_ben-xvi_aud_20080611_it.html

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 23 Novembre 2010) con commento comunitario

22 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-11)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Tu puoi soltanto attendere

22 novembre 2010

di Renzo Barsacchi

Tu puoi soltanto attendere
Il tempo è incerto. In bilico il sereno
e la pioggia. Ma nè l’uno nè l’altro
dipendono da te.
Tu puoi soltanto attendere, scrutando
segni poco leggibili nell’aria.
Ti affidi al desiderio
ascoltando il timore. Le tue mani
sono pronte a difendersi e ad accogliere.
Così non sai quando Dio ti prepari
una gioia o un dolore e tu stai quasi
origliando alla porta del suo cuore,
senza capire come sia deciso
da quell’unico amore,
lo splendore del riso o delle lacrime

E. Bianchi. Entrare nell’Avvento.

22 novembre 2010

“Entriamo nel tempo dell’avvento, il tempo della memoria, dell’invocazione e dell’attesa della venuta del Signore. Nella nostra professione di fede noi confessiamo: “Si è incarnato, patì sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò secondo le Scritture, verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti”.
La venuta del Signore fa parte integrante del mistero cristiano perché il giorno del Signore è stato annunciato da tutti i profeti e Gesù più volte ha parlato della sua venuta nella gloria quale Figlio dell’Uomo, per porre fine a questo mondo e inaugurare un cielo nuovo e una terra nuova. Tutta la creazione geme e soffre come nelle doglie del parto aspettando la sua trasfigurazione e la manifestazione dei figli di Dio (cf. Rm 8,19ss.): la venuta del Signore sarà l’esaudimento di questa supplica, di questa invocazione che a sua volta risponde alla promessa del Signore (“Io vengo presto!”: Ap 22,20) e che si unisce alla voce di quanti nella storia hanno subito ingiustizia e violenza, misconoscimento e oppressione, e sono vissuti da poveri, afflitti, pacifici, inermi, affamati. Nella consapevolezza del compimento dei tempi ormai avvenuto in Cristo, la chiesa si fa voce di questa attesa e, nel tempo di Avvento, ripete con più forza e assiduità l’antica invocazione dei cristiani: Marana thà! Vieni Signore! San Basilio ha potuto rispondere così alla domanda “Chi è il cristiano?”: “Il cristiano è colui che resta vigilante ogni giorno e ogni ora sapendo che il Signore viene”.
Ma dobbiamo chiederci: oggi, i cristiani attendono ancora e con convinzione la venuta del Signore? È una domanda che la chiesa deve porsi perché essa è definita da ciò che attende e spera, e inoltre perché oggi in realtà c’è un complotto di silenzio su questo evento posto da Gesù davanti a noi come giudizio innanzitutto misericordioso, ma anche capace di rivelare la giustizia e la verità di ciascuno, come incontro con il Signore nella gloria, come Regno finalmente compiuto nell’eternità. Spesso si ha l’impressione che i cristiani leggano il tempo mondanamente, come un eternum continuum, come tempo omogeneo, privo di sorprese e di novità essenziali, un infinito cattivo, un eterno presente in cui possono accadere tante cose, ma non la venuta del Signore Gesù Cristo!
Per molti cristiani l’Avvento non è forse diventato una semplice preparazione al Natale, quasi che si attendesse ancora la venuta di Gesù nella carne della nostra umanità e nella povertà di Betlemme? Ingenua regressione devota che depaupera la speranza cristiana! In verità, il cristiano ha consapevolezza che se non c’è la venuta del Signore nella gloria allora egli è da compiangere più di tutti i miserabili della terra (cf. 1Cor 15,19, dove si parla della fede nella resurrezione), e se non c’è un futuro caratterizzato dal novum che il Signore può instaurare, allora la sequela di Gesù nell’oggi storico diviene insostenibile. Un tempo sprovvisto di direzione e di orientamento, che senso può avere e quali speranze può dischiudere?
L’Avvento è dunque per il cristiano un tempo forte perché in esso, ecclesialmente, cioè in un impegno comune, ci si esercita all’attesa del Signore, alla visione nella fede delle realtà invisibili (cf. 2Cor 4,18), al rinnovamento della speranza del Regno nella convinzione che oggi noi camminiamo per mezzo della fede e non della visione (cf. 2Cor 5,6-7) e che la salvezza non è ancora sperimentata come vita non più minacciata dalla morte, dalla malattia, dal pianto, dal peccato. C’è una salvezza portata da Cristo che noi conosciamo nella remissione dei peccati, ma la salvezza piena – nostra, di tutti gli uomini e di tutto l’universo – non è ancora venuta.
Anche per questo l’attesa del cristiano dovrebbe essere un modo di comunione con l’attesa degli ebrei che, come noi, credono nel “giorno del Signore”, nel “giorno della liberazione”, cioè nel “giorno del Messia”.
Davvero l’Avvento ci riporta al cuore del mistero cristiano: la venuta del Signore alla fine dei tempi non è altro, infatti, che l’estensione e la pienezza escatologica delle energie della resurrezione di Cristo.
In questi giorni di Avvento occorre dunque porsi delle domande: noi cristiani non ci comportiamo forse come se Dio fosse restato alle nostre spalle, come se trovassimo Dio solo nel bambino nato a Betlemme? Sappiamo cercare Dio nel nostro futuro avendo nel cuore l’urgenza della venuta di Cristo, come sentinelle impazienti dell’alba? E dobbiamo lasciarci interpellare dal grido più che mai attuale di Teilhard de Chardin: “Cristiani, incaricati di tenere sempre viva la fiamma bruciante del desiderio, che cosa ne abbiamo fatto dell’attesa del Signore?”.
Enzo Bianchi
(in, Dare senso al tempo, Le feste cristiane, Ed. Qiqajon, Comunità di Bose, 2003)

M. Jervolino, Vulesse (musica cristiana)

22 novembre 2010

Con la freccia che appare andando col puntatore del mouse nel video arrivare a  Jesus on line e cliccare quella canzone, compariranno, andando col mouse in basso nel video che parte, dei piccoli riquadri tra i quali quello di Vulesse

http://www.mimmoiervolino.it/le%20pagine/Video.htm

22 novembre. S. Cecilia.

22 novembre 2010

Preghiera alla patrona dei musici.

“Una similitudine frequente nei Padri della Chiesa fa dell’anima nostra una sinfonia, un’orchestra, Symphonialis anima. Appena la grazia l’afferra, come il soffio che sotto le dita dell’artista fa vibrare l’organo, si commuove e vibra all’unisono coi pensieri e sentimenti del Salvatore. Ecco il magnifico concerto delle anime pure, che Dio può ascoltare con compiacenza, senza che lo turbi la stonatura delle note false del peccato, né la cacofonia urtante delle bestemmie e dei tradimenti!
Degnati, o Cecilia, ricambiare il nostro omaggio, ottenendoci la costante armonia della nostra volontà con le nostre aspirazioni alla virtù e le nostre possibilità di fare il bene! Degnati convincerci che lo stato di grazia, vita normale del cristiano, non è sola astensione dal male, né avara e fredda osservanza dei comandamenti, ma un’attività piena di gioia e di entusiasmo, che sa dare alla carità e allo zelo tutte le possibilità” (Card. Grente, Oeuvres Oratoires, VIII, p. 17-20).

Notizie sulla vita di S. Cecilia.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25350

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 22 Novembre 2010) con commento comunitario

21 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,1-4)

In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».

21 novembre giorno di preghiera per i cristiani perseguitati in Iraq

21 novembre 2010
 
 Ai nostri fratelli e sorelle di Italia
“Non lasciateci soli in questo tempo di tribolazione “
Appello inviato da mons. Sako ad AsiaNews:

 

I nostri fedeli in Iraq sono oggi perseguitati, minacciati e subiscono il martirio. Dal 2005 ad oggi 900 cristiani sono morti, fra loro 5 preti e l’arcivescovo di Mosul; 52 chiese attaccate. Tante famiglie sono state costrette a lasciare le loro case e a fuggire per salvare i loro figli e la loro fede cristiana.
 
Noi siamo pronti a fare di tutto per salvaguardare la nostra fede e la nostra lealtà a Cristo. Siamo cosciente che il martirio è il carisma della nostra Chiesa. È questo che ci dà la forza di rimanere e perseverare.
             
Il nostro calvario è pesante e sembra lungo. La carneficina che ha avuto luogo presso la Cattedrale di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Baghdad il 31 ottobre  ci ha  profondamente scosso.
 
Stiamo perdendo la pazienza, ma non la fede e la speranza. Abbiamo bisogno della preghiera e del sostegno morale e fraterna di nostri fratelli e sorelle cristiani dell’Occidente . Senza la loro vicinanza e solidarietà ci sentiamo soli e isolati. Non lasciateci soli in questo tempo di tribolazione. Il nostro cammino può continuare col vostro aiuto e la vostra preghiera.
 
+ Louis Sako
Arcivescovo caldeo di  Kirkuk

Cristo re dell’universo

21 novembre 2010

R. Giacopuzzi, Soffio di Dio (musica cristiana)

21 novembre 2010

http://www.piraffa.it/home.php?menu=1&al=15 raggiunto il link cliccare sul quadratino centrale

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 21 Novembre 2010) con commento comunitario

20 novembre 2010

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 23,35-43)

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Fare domande sbagliate

20 novembre 2010

Nel leggere la Parola odierna mi è venuta un mente una novella di Gianni Rodari, che ho letto tanto tempo fa. Non sembri irriverente l’accostamento, anche perchè oggi  è la giornata dedicata ai bambini.

Non possiedo piu il libro “Favole al telefono” perciò provo a raccontare quello che ricordo. Un uomo faceva continuamente domande ma non riceveva mai risposte. Chiedeva “perchè i cassetti hanno i tavoli?” oppure “perchè le foglie hanno gli alberi” e via dicendo. Passarono molti anni, invecchiò facendo domande e alla fine morì deluso senza aver mai avuto una risposta. Alcuni scienziati vollero capire perchè faceva quelle strane assurde domande e scoprirono che si era sempre messo i calzini alla rovescia!  Per questo non aveva mai imparato a fare le domande giuste.

20 novembre.” Giornata mondiale dei diritti dei bambini

20 novembre 2010

Solo Dio può, ma…

20 novembre 2010

Solo Dio può creare,
ma tu puoi valorizzare quello che lui ha creato.
Solo Dio può dare la vita,
ma tu puoi trasmetterla e rispettarla.
Solo Dio può dare la salute,
ma tu puoi orientarla e guidarla.
Solo Dio può dare la fede,
ma tu puoi essere testimonianza.
Solo Dio può infondere la speranza,
ma tu puoi restituire la confidenza.
Solo Dio può dare l’amore,
ma tu puoi insegnare a tuo fratello ad amare.
Solo Dio può dare l’allegria,
ma tu puoi sorridere a tutti.
Solo Dio può dare la pace,
ma tu puoi seminare l’unione.
Solo Dio può dare la forza,
ma tu puoi essere l’appoggio dello sconsolato.
Solo Dio è il cammino,
ma tu puoi indicarlo agli altri.
Solo Dio è luce,
ma tu puoi restituire agli altri la volontà di vivere.
Solo Dio può fare miracoli,
ma tu puoi essere quello che porta i cinque pani e i due pesci.
Solo Dio può fare l’impossibile,
ma tu puoi fare il possibile.
Solo Dio basta a se stesso,
ma Lui preferisce contare su di te.

(poesia africana)

M. Jervolino, E’ solo una goccia d’acqua (musica cristiana)

20 novembre 2010

Raggiunto il link cliccare sulla freccia, che appare andando col mouse nel video, per andare avanti fino al titolo indicato.

http://www.mimmoiervolino.it/le%20pagine/Video.htm

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 20 Novembre 2010) con commento comunitario

19 novembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 20,27-40)

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducèi – i quali dicono che non c’è risurrezione – e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: “Se muore il fratello di qualcuno che ha moglie, ma è senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello”. C’erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette morirono senza lasciare figli. Da ultimo morì anche la donna. La donna dunque, alla risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Gesù rispose loro: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti, non prendono né moglie né marito: infatti non possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, poiché sono figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgano, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando dice: “Il Signore è il Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe”. Dio non è dei morti, ma dei viventi; perché tutti vivono per lui».
Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene». E non osavano più rivolgergli alcuna domanda.

Le Parole del Papa.

19 novembre 2010

Dall’Udienza Generale di mercoledì 17 novembre 2010.

(…)
“Oggi nella Chiesa c’è una “primavera eucaristica”: quante persone sostano silenziose dinanzi al Tabernacolo, per intrattenersi in colloquio d’amore con Gesù! È consolante sapere che non pochi gruppi di giovani hanno riscoperto la bellezza di pregare in adorazione davanti al Santissimo Sacramento. Penso, ad esempio, alla nostra adorazione eucaristica in Hyde Park, a Londra. Prego perché questa “primavera” eucaristica si diffonda sempre più in tutte le parrocchie (…). Il Venerabile Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, constatava che “in tanti luoghi […] l’adorazione del santissimo Sacramento trova ampio spazio quotidiano e diventa sorgente inesauribile di santità. La devota partecipazione dei fedeli alla processione eucaristica nella solennità del Corpo e Sangue di Cristo è una grazia del Signore, che ogni anno riempie di gioia chi vi partecipa. Altri segni positivi di fede e di amore eucaristici si potrebbero menzionare” (n. 10).

Cari amici, la fedeltà all’incontro con il Cristo Eucaristico nella Santa Messa domenicale è essenziale per il cammino di fede, ma cerchiamo anche di andare frequentemente a visitare il Signore presente nel Tabernacolo! Guardando in adorazione l’Ostia consacrata, noi incontriamo il dono dell’amore di Dio, incontriamo la Passione e la Croce di Gesù, come pure la sua Risurrezione. Proprio attraverso il nostro guardare in adorazione, il Signore ci attira verso di sé, dentro il suo mistero, per trasformarci come trasforma il pane e il vino. I Santi hanno sempre trovato forza, consolazione e gioia nell’incontro eucaristico. Con le parole dell’Inno eucaristico Adoro te devote ripetiamo davanti al Signore, presente nel Santissimo Sacramento: “Fammi credere sempre più in Te, che in Te io abbia speranza, che io Ti ami!”.