Archive for dicembre 2010

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 1 Gennaio 2011) con commento comunitario

31 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

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Fratelli e sorelle di Bose. Te deum

31 dicembre 2010

 

L’augurio a tutti di un nuovo anno di serenità e di pace.

http://www.monasterodibose.it/content/view/2748/216/lang,it/

Monaci benedettini della Congregazione di Solesmes, Te Deum / Focus, House of the King / Buon anno!

31 dicembre 2010

http://www.youtube.com/watch?v=sqwV9l-U8ds&feature=related

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual'è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l'hai formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si', mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.

Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato s' mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

http://www.focustheband.com/ raggiunto il link cliccare enter poi andare 
con la freccetta su media, poi cliccare su video, poi sull'iconcina 
di youtube, poi sulla canzone.

Signore donaci di vivere insieme con te e con i fratelli nella tua casa, 
nella tua famiglia.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 31 Dicembre 2010) con commento comunitario

30 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

PERCHE’ SONO NATO DICE DIO

30 dicembre 2010

Sono nato nudo, dice Dio, perchè tu sappia spogliarti di te stesso.

Sono nato povero, perchè tu possa considerarmi l’unica ricchezza.

Sono nato in una stalla perchè tu impari a santificare ogni ambiente.

Sono nato debole, dice Dio, perchè tu non abbia mai paura di me.

Sono nato per amore perchè tu non dubiti mai del mio amore.

Sono nato di notte perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà.

Sono nato persona, dice Dio, perchè tu non abbia mai a vergognarti di te stesso.

Sono nato uomo perchè tu possa essere “dio”.

Sono nato perseguitato perchè tu sappia accettare le difficoltà.

Sono nato nella semplicità perchè tu smetta di essere complicato.

Sono nato nella tua vita, dice Dio, per portare tutti alla casa del Padre.

(Lambert Noben)

Schola gregoriana mediolanensis, Te Deum / Vanoni, De Moraes, Toquinho

30 dicembre 2010

http://www.youtube.com/watch?v=BLbNyE_AgGc&feature=related

Vanoni, De Moraes, Toquinho hanno costituito un trio interessante.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 30 Dicembre 2010) con commento comunitario

29 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,36-40)

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Christmas lights.Coldplay

29 dicembre 2010

http://www.coldplay.com/site.php

Il popolo che camminava nelle tenebre

ha visto una  luca intensa

sugli abitanti dell’oscura terra della morte

è sfolgorata la luce (Is 9,1-6)

 

 

Monaci benedettini della congregazione di Solesmes, Te Deum

29 dicembre 2010

http://www.youtube.com/watch?v=sqwV9l-U8ds&feature=related

Prega

29 dicembre 2010

Prega per penetrare le nubi e correre dietro al sole; prega per dire che tu sei vivo e nulla potrà chiuderti la bocca.
Prega per gridare che sei libero di inventare il corso della tua vita, ma tu sei solo e hai bisogno che qualcuno cammini al tuo fianco.
Prega per piangere e cantare, per lamentarti e danzare; prega per mormorare e urlare, ma prega.
Prega per risvegliare il Potente e obbligarlo a calpestare il fango dei tuoi sentieri.
Prega per chiamare Dio come si fanno segni per attirare l’attenzione.
Prega poiché Egli ti ha gettato nell’esistenza e accolto nella sua famiglia.
Prega per essere l’uguale di Dio, poiché a Lui tu parli come ad un amico e l’amico è uguale all’amico. Un amico nulla rifiuta a colui che ama, e Lui, Dio, sa ciò che è necessario alla tua felicità.
Prega per dire: io e Lui ci si capisce a parole sussurrate o nei silenzi.
Prega per ricordare al Padre che tu esisti e che lui è responsabile di te.
Prega per riunirti ai tuoi fratelli e a loro legarti.
Dio, i tuoi fratelli, tu: voi insieme rinnoverete la faccia della terra.
Charles Singer

29 dicembre. S. T. Becket

29 dicembre 2010

(1118-1170) Al termine dei vespri del 29 dicembre 1170, viene ucciso nella cattedrale di Canterbury l’arcivescovo Thomas Becket, primate della chiesa d’Inghilterra. Thomas era nato nel 1118 a Londra, da una famiglia normanna di mercanti. Dopo aver concluso brillanti studi di diritto a Londra e a Parigi, aveva rapidamente conquistato la considerazione del re d’Inghilterra Enrico II, fino ad essere nominato Cancelliere dello Scacchiere nel 1155. Amico fraterno del re, Becket fu per sette anni suo fedele servitore, condividendone fatiche e preoccupazioni di governo, sfarzo e spensieratezza di vita. Considerate le sue brillanti doti di amministratore e i problemi tra casa reale e alti prelati inglesi, il re volle nominarlo nel 1162 arcivescovo di Canterbury, nonostante la sua opposizione. Thomas si sentì allora chiamato a operare un profondo cambiamento nella propria vita per poter svolgere responsabilmente il gravoso ministero ricevuto. Cominciò così ad assumere l’abito e la morigeratezza dei monaci del tempo, e invitò i poveri a sedere alla sua mensa. Nella sua azione pastorale Becket difese senza accettare compromessi l’autonomia della chiesa contro le ingerenze del re, e fu costretto per questo a un lungo esilio in Francia. Lasciato solo dai confratelli nell’episcopato, tiepidamente difeso da Roma e osteggiato dalla nobiltà, egli rientrò a Canterbury nel novembre del 1170 a seguito di una momentanea riconciliazione con il re. Pochi giorni dopo, essendosi rifiutato di revocare la scomunica contro i nemici della chiesa d’Inghilterra, questi lo fecero uccidere di spada davanti all’altare della sua cattedrale. Thomas Becket, pur avendo la possibilità di farlo, decise di non fuggire e accettò di perdere la vita.

(tratto da, Il libro dei testimoni, Edizioni San Paolo, Milano, 2002)

Un video

http://it.gloria.tv/?media=120003

(Le parole del Papa, all’Angelus del 26 dicembre, su quanti ancora oggi perdono la vita  perseguitati e uccisi, testo completo su http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2010/documents/hf_ben-xvi_ang_20101226_santa-famiglia_it.html).

“In questo tempo del Santo Natale, il desiderio e l’invocazione del dono della pace si sono fatti ancora più intensi. Ma il nostro mondo continua ad essere segnato dalla violenza, specialmente contro i discepoli di Cristo. Ho appreso con grande tristezza l’attentato in una chiesa cattolica nelle Filippine, mentre si celebravano i riti del giorno di Natale, come pure l’attacco a chiese cristiane in Nigeria. La terra si è macchiata ancora di sangue in altre parti del mondo come in Pakistan (…).

Ripeto ancora una volta l’appello ad abbandonare la via dell’odio per trovare soluzioni pacifiche dei conflitti e donare alle care popolazioni sicurezza e serenità. (…)Ricordiamo anche tutti coloro – in particolare le famiglie – che sono costretti ad abbandonare le proprie case a causa della guerra, della violenza e dell’intolleranza.

Vi invito, quindi, ad unirvi a me nella preghiera per chiedere con forza al Signore che tocchi il cuore degli uomini e porti speranza, riconciliazione e pace”.

Visita virtuale a Parigi / Sito per cercare le frasi bibliche

29 dicembre 2010

http://www.anarchia.com/link_in_frame.php?link=8525&c=

[6] Beato chi trova in te la sua forza
e decide nel suo cuore il santo viaggio.

[7] Passando per la valle del pianto
la cambia in una sorgente,
anche la prima pioggia
l’ammanta di benedizioni.

[8] Cresce lungo il cammino il suo vigore,
finché compare davanti a Dio in Sion. (Sal 83)

Cliccando sulle parole ci si collega con un utilissimo sito con il quale, ad es., cliccando in alto su “alfabetica” si trovano tutti i passi della Bibbia (At e Nt) nei quali è usata una certa parola.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 29 Dicembre 2010) con commento comunitario

28 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-35)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.
Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:
«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo
vada in pace, secondo la tua parola,
perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,
preparata da te davanti a tutti i popoli:
luce per rivelarti alle genti
e gloria del tuo popolo, Israele».
Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

28 dicembre. S Gaspare del Bufalo.

28 dicembre 2010

Oggi si ricorda anche S. Gaspare (1786-1837), fondatore della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

O Sangue preziosissimo di Gesù, prezzo infinito di riscatto dell’uni­verso, bevanda e lavacro delle nostre anime, che difendi la causa dell’umanità dinanzi al trono della su­prema misericordia, noi profonda­mente ti adoriamo. Vorremmo, per quanto è possibile, compensarti dell’ingratitudine e degli oltraggi, che ricevi continuamente da tanti peccatori, che ardiscono di bestem­miarti. Sii sempre benedetto, o San­gue di infinito valore, e sia mille vol­te benedetto Gesù che ti ha sparso per la nostra salute. È stato il suo im­menso amore per noi, che ti ha cava­to dalle sue vene fino all’ultima stil­la! O Sangue di redenzione e di vita, di unità e di pace, sorgente di grazia e pegno di vita eterna, fa che tutti i cuori e tutte le lingue ti possano lo­dare, benedire e ringraziare ora e sempre. Amen

S.Gaspare del Bufalo

28 dicembre. Santi Innocenti martiri.

28 dicembre 2010

Le chiese d’occidente ricordano in questo giorno la «strage degli innocenti», perpetrata dal re Erode, secondo l’evangelista Matteo, a danno di tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni al di sotto dei due anni, mentre Gesù aveva trovato riparo in Egitto con la sua famiglia. Vittime innocenti della naturale ostilità dei potenti di questo mondo verso la disarmante e mite regalità del Cristo manifestata da Gesù di Nazaret, i bambini ebrei uccisi da Erode costituiscono la primizia di quell’immenso nugolo di martiri che accompagnano le nozze dell’Agnello. Sebbene il loro involontario sacrificio preceda cronologicamente la passione, morte e resurrezione di Cristo, nondimeno il loro drammatico coinvolgimento nel mistero dell’incarnazione è la conseguenza della piena integrazione di Israele nel corpo di Gesù, Messia e Servo sofferente di JHWH. Questa memoria, come altre ricorrenze dell’ottava di Natale, nelle chiese ortodosse e in quelle orientali viene celebrata un giorno dopo rispetto alle chiese occidentali.
(tratto da http://www.monasterodibose.it/)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22150

Giotto di Bondone (1267-1337), Cappella Scrovegni, Padova

 

Poesie dell’alba

28 dicembre 2010

Mi hanno chiesto di rieditare qualcuna delle mie poesiole scritte al volo, senza grosse correzioni, etc.

Tuo il canto
di campi anelati
da poesie dell’alba.
Mi fremevano
parole nel cuore
a guizzi e a lampi.
Che aria nuova
danzeranno
finalmente
le distese di girasoli?

Pallonetto al volo di tacco dal limite e gol / Quando invece la palla “non vuole” varcare la linea della porta

27 dicembre 2010

http://www.corrieredellosport.it/video/curiosita/2010/10/07-26032/Gol+di+tacco+dal+limite%3A+che+numero+in+Irlanda%21

Ricordo qui, ad es., l’episodio evangelico dei quattro amici che, con fede, portano l’altro amico, paralitico, da Gesù.Di fronte ad una folla insuperabile non si scoraggiano ma trovano il modo di raggiungere il tetto e da lì di calare l’amico proprio davanti a Gesù.L’amore di Dio è fonte di infinità creatività.

http://www.corrieredellosport.it/video/curiosita/2010/12/25-28063/Incredibile+sequenza+di+errori+in+una+sola+azione%21

Signore aiutaci a credere che anche gli ostacoli che permetti nella nostra esistenza sono per una vita infinita che vuoi donare a noi e al mondo.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 28 Dicembre 2010) con commento comunitario

27 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-18)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi.
Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:
«Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande:
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata,
perché non sono più».

27 dicembre. San Giovanni evangelista.

27 dicembre 2010

Giovanni era figlio di Zebedeo e di Salome. Egli fu dapprima discepolo del Battista, ma prese a seguire Gesù quando il suo primo maestro gli indicò nel Nazareno l’agnello di Dio venuto a prendere su di sé il peccato del mondo. Chiamato da Gesù a comprendere in profondità il comandamento nuovo dell’amore, Giovanni accolse l’invito a dimorare assiduamente con il suo Maestro e Signore, e imparò ad amare vivendo nell’intimità con lui. Per questo fu chiamato «il discepolo amato». Assieme al fratello Giacomo e a Pietro, Giovanni fu il testimone privilegiato di alcuni episodi decisivi della vita di Gesù: la resurrezione della figlia di Giairo, la trasfigurazione sul monte, l’agonia del Getsemani. E nel momento più cruciale, la passione e morte di Gesù, egli fu l’unico discepolo che rimase a condividere da vicino, con Maria, gli ultimi istanti della vita terrena del Signore. Dall’alba della resurrezione Giovanni sarà spesso presentato in compagnia di Pietro, quasi a significare che l’ossatura della chiesa è costituita dalla compresenza del discepolo che ama perché conosce e contempla da vicino l’amore del Signore e di quello che ama perché molto gli è stato perdonato. Dopo la Pentecoste, lasciata Gerusalemme, secondo la tradizione Giovanni risiedette dapprima in Samaria e poi a Efeso, dove attorno a lui si formarono delle comunità cristiane di cui testimoniano gli scritti che portano il suo nome: il quarto Evangelo, le tre Lettere e l’Apocalisse. La memoria di Giovanni, giustamente posta accanto alla memoria della nascita del suo Amato, invita la chiesa a guardare al mondo con gli occhi trasformati dalla contemplazione dell’amore.

(Tratto da Comunità di Bose, Il libro dei testimoni,Edizioni San Paolo, Milano, 2002)

un video

http://it.gloria.tv/?media=119671

B. Dylan, Pat Garrett and Billy the kid

27 dicembre 2010

http://www.bobdylan.com/ raggiunto il link cliccare su albums poi su questo album ed ascoltare le canzoni (specie da Turkey chase a Billy 4)

Le canzoni sono belle, la storia non racconta purtroppo di fraternità, chiediamo a Dio di aiutarci a vivere nell’amore autentico e quando le situazioni si fanno complesse, intricate o anche più chiaramente il male sembra prevalere di aiutarci a trovare le giuste risposte; Maria ci aiuti nel cammino della redenzione verso una vita, per tutti, nel sole.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 27 Dicembre 2010) con commento comunitario

26 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,2-8)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Herb Alpert official site, A taste of honey

26 dicembre 2010

http://www.herbalpert.com/ raggiunto il link nella pagina music cliccare discografia, poi cliccare su 2001 Definitive hits, poi su 5 A taste of honey, poi play sulla canzone

Signore portaci nella terra dove scorre latte e miele

Te Deum di fine anno

26 dicembre 2010

Si reciterà venerdì 31 dicembre al termine della santa messa delle 18 (messa che è prefestiva di quella di sabato 1 gennaio, solennità  di Maria santissima Madre di Dio).La messa delle 18 di sabato 1 gennaio non è prefestiva di quella di domenica 2 gennaio.

Pat Metheni radio

26 dicembre 2010

http://www.patmetheny.com/live365/index2.html

Il jazz è una musica che canta il dolore, la gioia, dell’uomo:

possa sempre il Signore sostenere, portare per mano, esaudire, guarire, etc., ciascuno.

Pat Matheni è considerato (non so se a torto o a ragione, io poi vorrei che tutti uscissimo dal considerare così decisiva la fama, magari esistono grandissimi chitarristi che nessuno conosce) uno dei più grandi chitarristi contemporanei, almeno nel suo genere, che nasce dal jazz.Certo in una radio potrà accadere che non tutte le composizioni siano ugualmente belle.

Il crocifisso di San Damiano

Crocifisso che parlò a s. Francesco (cliccare sull’immagine per ingrandirla)

Alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio, dammi una fede retta, speranza certa, carità perfetta, umiltà profonda.Dammi, Signore, senno e discernimento per compiere la tua vera e santa volontà.Amen
(Preghiera attribuita (?) a s. Francesco)

26 dicembre. S.Stefano.

26 dicembre 2010

“La chiesa, con grande sapienza, ha posto la memoria di Stefano nel giorno immediatamente successivo al Natale di Cristo Signore, sottolineando così lo stretto legame esistente tra incarnazione e martirio. La liturgia celebra nell’effusione del sangue di Stefano il paradosso cristiano del Figlio di Dio che nasce e muore per dare al mondo la vita. I cristiani sono così guidati a discernere nel bambino deposto in una mangiatoia la pietra di paragone e insieme la pietra di inciampo di cui parla la Scrittura, e a ricordare che chiunque voglia amare Cristo, mettendosi alla sua sequela, va liberamente incontro al dono di sé fino alla morte. Stefano apparteneva alla prima comunità cristiana di Gerusalemme. Era un capo ellenista, cioè uno di quegli ebrei di lingua greca provenienti dalla diaspora che saranno i primi a essere allontanati dalla città santa e a diffondere di conseguenza l’Evangelo. Accusato, come molti suoi compagni, di avere un atteggiamento sovversivo nei confronti della Torah e del Tempio, Stefano lasciò che di fronte ai suoi accusatori fosse lo Spirito santo a parlare in lui. L’interpretazione sapiente che egli offrì delle Scritture ebraiche dinanzi al sinedrio venne autenticata dalla sua disponibilità a morire perché fosse resa testimonianza all’affermazione che Gesù è risorto, che è il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio. Conformato dallo Spirito al suo Signore, Stefano muore invocando il perdono per i suoi uccisori, mostrando così che il vero martire non è martire contro nessuno, ma dà la vita perché tutti possano aderire al messaggio di vita contenuto nell’Evangelo. La testimonianza resa da Stefano non sarà certo estranea alla conversione di Saulo, presente alla sua lapidazione: il sangue dei martiri inizia con Stefano a essere il seme dei cristiani”.

(tratto da, Comunità di Bose, Il libro dei testimoni, Ed.S.Paolo, Milano 2002)

Dall’ Udienza generale di Benedetto XVI del 10 dicembre 2007.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070110_it.html

Caravaggio, La fuga in Egitto

26 dicembre 2010

 

 

 

 

Un angelo suona il violino per la santa famiglia in fuga (cliccare sulla foto per ingrandirla).Ad esempio così, nello     Spirito, il Signore può venire a rasserenare in lui, a consolare, anche noi quando siamo nella nella prova.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 26 Dicembre 2010) con commento comunitario

25 dicembre 2010

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-15.19-23)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».
Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Dall’Egitto ho chiamato mio figlio».
Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino».
Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

E. Bianchi. Intervista su Rai 3

25 dicembre 2010

Il pane di Natate.

http://www.monasterodibose.it/content/view/3844/466/lang,it/

D.M.Turoldo. Mentre il silenzio fasciava la terra.

25 dicembre 2010

Mentre il silenzio fasciava la terra
e la notte era a metà del suo corso,
tu sei disceso, o Verbo di Dio,
in solitudine e più alto silenzio.

La creazione ti grida in silenzio,
la profezia da sempre ti annuncia,
ma il mistero ha ora una voce,
al tuo vagito il silenzio è più fondo.

E pure noi facciamo silenzio,
più che parole il silenzio lo canti,
il cuore ascolti quest’unico Verbo
che ora parla con voce di uomo.

A te, Gesù, meraviglia del mondo,
Dio che vivi nel cuore dell’uomo,
Dio nascosto in carne mortale,
a te l’amore che canta in silenzio.

D.M. Turoldo (da Canti ultimi)

A. Zarri. Non sei più solo Dio

25 dicembre 2010

Da oggi, Dio, non sei più solo Dio;
da oggi, uomo, non sei più solo uomo.
Il grembo di una donna
ha fatto nascere
qualche cosa di nuovo,
sulla terra e nel cielo.

E niente sarà più come prima.

Adriana Zarri (da, La scala di Giacobbe)

L. Maazel, Dalla sinfonia n° 9 di LV Beethoven

25 dicembre 2010

http://www.maestromaazel.com/tv.html raggiunto il link cliccare la freccia, che sta nel video, per andare avanti sei volte (cioè sei video dopo); per riconoscere il video da scegliere: c’è un orchestra che suona.

BUON NATALE A TUTTI

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 25 Dicembre 2010) con commento comunitario

24 dicembre 2010

NATALE DEL SIGNORE – MESSA DEL GIORNO

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Diretta da Fatima 24 ore su 24

24 dicembre 2010

La si trova nel blogroll della colonna di destra della homepage, insieme ad altre novità.

Gioisci o piena di grazia, il Signore è con te.

Maria, aiutaci tutti

Le parole del Papa.

24 dicembre 2010

Dall’Udienza generale di mercoledì 22 dicembre 2010

(…) Con la sua venuta tra noi, Dio ci indica e ci assegna anche un compito: proprio quello di essere somiglianti a Lui e di tendere alla vera vita, di arrivare alla visione di Dio nel volto di Cristo. (…)

sant’Ireneo afferma: “Il Verbo di Dio pose la sua abitazione tra gli uomini e si fece Figlio dell’uomo, per abituare l’uomo a percepire Dio e per abituare Dio a mettere la sua dimora nell’uomo secondo la volontà del Padre. Per questo, Dio ci ha dato come «segno» della nostra salvezza colui che, nato dalla Vergine, è l’Emmanuele”

( …)Dobbiamo abituarci a percepire Dio. Dio è normalmente lontano dalla nostra vita, dalle nostre idee, dal nostro agire. È venuto vicino a noi e dobbiamo abituarci a essere con Dio.

E audacemente Ireneo osa dire che anche Dio deve abituarsi a essere con noi e in noi. E che Dio forse dovrebbe accompagnarci a Natale, abituarci a Dio, come Dio si deve abituare a noi, alla nostra povertà e fragilità. La venuta del Signore, perciò, non può avere altro scopo che quello di insegnarci a vedere e ad amare gli avvenimenti, il mondo e tutto ciò che ci circonda, con gli occhi stessi di Dio. Il Verbo fatto bambino ci aiuta a comprendere il modo di agire di Dio, affinché siamo capaci di lasciarci sempre più trasformare dalla sua bontà e dalla sua infinita misericordia.

Nella notte del mondo, lasciamoci ancora sorprendere e illuminare da questo atto di Dio, che è totalmente inaspettato: Dio di fa Bambino. Lasciamoci sorprendere, illuminare dalla Stella che ha inondato di gioia l’universo. Gesù Bambino, giungendo a noi, non ci trovi impreparati, impegnati soltanto a rendere più bella la realtà esteriore.

La cura che poniamo per rendere più splendenti le nostre strade e le nostre case ci spinga ancora di più a predisporre il nostro animo ad incontrare Colui che verrà a visitarci, che è la vera bellezza e la vera luce(…)”

Il testo completo con video

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20101222_it.html

 

A. Segovia, Gavotta I e II di J. S. Bach

24 dicembre 2010

http://www.magazzini-sonori.it/esplora/esecutori/segovia_andres_1.aspx raggiunto il link cliccare sull’opera citata, talora  per trovarla bisogna cliccare su visualizza altro.Su questo sito si possono ascoltare anche altre belle esecuzioni di Segovia.

Vieni Signore Gesù nella nostra vita quotidiana

24 dicembre. San Delfino.

24 dicembre 2010

Oggi si ricorda San Delfino (IV° sec.), Vescovo di Bordeaux, patrono di Aquitania.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83100

E’ Natale …

24 dicembre 2010

È Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tendi la mano. E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. (Madre Teresa di Calcutta)

E’ la notte di Dio

23 dicembre 2010

N on è un sogno.
Non è una fiaba.
Non è una fantasia.
Non è una leggenda.
È una notte di stupore,
segnata dalla geografia e dalla storia,
preannunziata dai profeti,
desiderata e attesa dall’umanità.
È la notte di Dio,
che spazza le nubi e fa brillare le stelle,
che spinge alla ricerca di una grotta,
che fa volare gli angeli vicino a noi,
che mette in cammino i pastori,
che fa restare svegli
il bue e l’asino,
che accende una stella
in ogni casa,
che sbriciola i cannoni
e fa esplodere la pace.
È una notte illuminata a giorno,
in cui Maria dà alla luce
il Suo Bambino,
in cui la terra sente
il respiro di Dio,
in cui brilla il sorriso di Dio,
in cui tempo ed eternità
si incrociano e si saldano,
in cui Dio registra la sua nascita
all’anagrafe umana,
in cui Dio e uomo
camminano insieme,
in cui posso accarezzare Dio
con la mia mano,
in cui incontro occhi
che da sempre mi guardano.
Notte di Natale,
inizio di un mondo nuovo!

Averardo Dini

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 24 Dicembre 2010) con commento comunitario

23 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,67-79)

In quel tempo, Zaccarìa, padre di Giovanni, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo:
«Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
perché ha visitato e redento il suo popolo,
e ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo:
salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo
perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza
nella remissione dei suoi peccati.
Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall’alto,
per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell’ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».

Bakhita / Romero / Madre Teresa di Calcutta

23 dicembre 2010

Vieni Signore Gesù

prima puntata:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4e0e6ab9-b3e6-4fe7-96f7-33e182f4f09b.html?p=0

seconda puntata:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-885bd4f3-66d5-4c69-829f-8f35ad74cd79.html?p=0

Un documentario controverso, con persone che non si sa bene chi sono che dicono cose confuse, con il conduttore che può apparire tentato anche lui, magari in varia misura, di tirare Romero dalla propria parte, ma il vescovo Vincenzo Paglia mostra come tutto ciò riduce la comprensione circa un uomo di Dio, del vangelo, che dà la vita per le persone a cui è mandato proprio da Dio:

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=497 raggiunto il link cliccare su puntata integrale.

Una riflessione dal vivo di Madre Teresa di Calcutta, è in spagnolo ma si può capire quasi tutto.

http://www.youtube.com/watch?v=pvM7SEVoKUU&feature=related

Figlio generato prima delle stelle

23 dicembre 2010

Cristo, nato eternamente
dal Padre che non ha inizio,
splendore della sua gloria,
immagine della sua sostanza,
tu che tieni e governi l’universo
con la forza della tua parola,
noi ti supplichiamo.

Cristo, nato nel tempo alla fine dei tempi,
dalla vergine Maria,
per la salvezza della nostra natura
e la liberazione di ogni creatura,
tu, fonte di santità, noi ti supplichiamo….

Cristo che, con la tua santa epifania,
hai fatto brillare su di noi la tua luce
che ci dà la pienezza della salvezza
e la totale liberazione dalla servitù
dei nostri nemici e avversari, noi ti supplichiamo…

Cristo che, nel tuo santo battesimo,
hai rivelato il tuo mistero,
accetta le nostre veglie
e le nostre preghiere
nell’abbondanza della tua misericordia,
noi ti supplichiamo.

 

liturgia caldea
Preghiera di supplica della mattina di Natale (tratto da http://www.monasterodibose.it/)

Buon Natale a tutti!

23 dicembre 2010

Signore aiutaci ad attendere con fiducia la tua venuta, e quando siamo stanchi custodiscici tu.

http://www.youtube.com/watch?v=JHhtiigew4w&feature=related

 

Orari confessioni e santa messa della veglia di Natale

23 dicembre 2010

Venerdì 24 dicembre, confessioni in Chiesa:

h 10-12

h 16-19

venerdì 24 dicembre h18: la messa è prefestiva di Natale

Messa della veglia: venerdì 24 dicembre h 23,30

(La messa delle 18 di sabato 25 dicembre è messa di Natale e non prefestiva di domenica 26 dicembre)

O.Coleman, Festival de Montreal / Vasco Rossi, Io no

23 dicembre 2010

http://www.ornettecoleman.com/

Per ascoltare il brano basta cliccare, raggiunto il link, sul nome dell’autore

che bella accoglienza in questo sito! E come è bello accogliere con amore sincero

Quella di V. Rossi si può leggere come l’esperienza del cercatore di Dio, che lungo il cammino si può sentire anche preso in giro da Dio, deluso, amareggiato…può desiderare di non attendere più la venuta di Dio…Ma Dio protegge il sincero cercatore, che tornerà a vedere la luce…

http://www.vascorossi.net/ Raggiunto il link cliccare su Youtube (l’iconcina è in alto a destra), poi su preferiti, poi sulla canzone.

23 dicembre. S. Giovanni Canzio o da Kety

23 dicembre 2010

Oggi si ricorda San Giovanni Canzio o da Kety (1390-1473), patrono di Polonia e di Lituania.

http://it.gloria.tv/?media=118829

http://www.santiebeati.it/dettaglio/30500

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 23 Dicembre 2010) con commento comunitario

22 dicembre 2010

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,57-66)

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

Inno Akathistos

22 dicembre 2010

Portando in grembo il Signore,

la Vergine corse da Elisabetta,

e subito il bambino di lei

gioì riconoscendo il saluto,

e con sussulti di gioia

acclamava la Madre di Dio:

Gioisci, germoglio di un ceppo pieno di vita.

Gioisci, terra produttrice di un frutto immortale.

Gioisci, Tu che coltivi il coltivatore amico degli uomini.

Gioisci, Tu che dai vita all’Autore della vita.

Gioisci, Campo in cui sboccia la gioia di tutte le grazie.

Gioisci, Mensa che offri abbondanza di doni.

Gioisci, perché fai fiorire un pascolo di felicità.

Gioisci, perché prepari un porto sicuro alle anime.

Gioisci, gradito Incenso di preghiera.

Gioisci, Espiazione dell’intero universo.

Gioisci, Benevolenza di Dio verso i mortali.

Gioisci, Sicurezza dei mortali di fronte a Dio.

Gioisci, Vergine Sposa.

U2, Vertigo / Vasco Rossi, Siamo soli

22 dicembre 2010

Non conosco il testo, comunque intepreto questa canzone come parli di imparare, con l’aiuto di Dio, a pregare.E se Dio concede il dono della preghiera ad una persona allora quanti regali le vorrà fare, visto che le dona una delle principali vie per aprirsi alla vita e ad ogni bene.

http://www.u2.com/soundandvision/index/singles/# raggiunto il link cliccare sulla canzone.

Senza l’amore di Dio, senza lo Spirito, che sostiene, unisce, mette in autentica comunicazione anche gli esseri umani, si può sperimentare più facilmente la solitudine…

http://www.vascorossi.net/ raggiunto il link cliccare sull’iconcina di youtube in alto a destra, poi su preferiti, poi sulla canzone segnalata nel titolo di questo post.

A.Verde….Benedetta tu tra le donne…

22 dicembre 2010

“Donna tu sei, Maria , ma “benedetta Tu sei fra le donne”. L’eco delle parole di Elisabetta si perpetua nei secoli.

Tu che in terra fosti l’umile ancella, eri nella mente di Dio prima ancora che la sua mano si levasse nel disegno meraviglioso della creazione.

Prima vi era il nulla, poi tutto fu. Il sole illuminò il giorno, la luna rischiarò la notte, le stelle l’avvolsero in un fantastico mantello. Le acque bagnarono la terra, la brezza carezzò le piante, le montagne possenti si levarono nel cielo a glorificare Dio. Poi l’uomo popolò la terra, la irrigò di dolore e sangue, strisciò al suolo come rettile senza sollevare le pupille in cerca del sole. Eppure il sole lo avvolgeva.

Ma Dio, prima dell’uomo e per l’uomo, aveva creato la Speranza.

Come ogni essere che viene alla luce ha una speranza di sopravvivenza nella madre che lo precede cronologicamente, che provvede con la ragione o con l’istinto alle necessità della sua esistenza, così l’umanità ha in Te, Madre di Cristo, la Speranza della vita eterna.

Benedetta sei fra le madri, perché Madre di Dio, Madre dell’umanità che per Te è rinata alla vita.

La Tua verginità fu feconda del Frutto della salute.

Benedetta tu fra le figlie, perché, figlia prediletta di Dio, candida sin dal primo alito di vita, Suo capolavoro, Ti rivestì di tutte le grazie. La Tua umiltà è piedistallo alla Tua gloria.

Benedetta sei fra le spose, perché Colui che ti creò riposò sul Tuo Tabernacolo.

Benedetta Tu che per amore fosti assunta in Cielo. E gli astri che ti circondavano nella gloriosa ascesa erano pallide fiammelle accanto al Tuo splendore.

Alta più di ogni creatura, nulla potrà mai raggiungerti, ma dal Tuo trono celeste sorridi all’umanità e alimenti le speranze dei peccatori.

Ti hanno benedetta col marmo prezioso che in amoroso abbraccio imprigiona [a Loreto] la tua piccola Casa di Nazareth. Chi cercò la Tua effigie nell’arte, chi ti levò templi, chi ti adornò di piccoli tributi di amore.

Fulgido Sole che dissolvi le tenebre, non abbagli i nostri sguardi, ma li illumini e li esalti, ché la Tua veste è carità.

Donna Tu sei, Maria, ma benedetta sei fra le donne perché tutto in Te è supremo miracolo di amore”

A. Verde (da “Madre di Dio”, n. 5 /1958, p.5).

 

22 dicembre. S.Francesca Cabrini.

22 dicembre 2010

Oggi si ricorda s. Francesca Cabrini, patrona dei migranti, la cui santità spiritualità intensa “si realizzò soprattutto nelle opere, nella sua continua attività finalizzata ad opporre del bene al male. La preghiera stava nei fatti, non nelle parole”.

Il discorso di Pio XII tenuto il 9 luglio 1946

http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/speeches/1946/documents/hf_p-xii_spe_19460709_francesca-cabrini_it.html

“La fede produce speranza, e la preghiera è appunto la speranza supplichevole. «In te, Domine, speravi, non confundar in eternum». Oh, speranza del cielo, tanto ti ottiene quanto tu attendi e speri. Non stanchiamoci, (….) quando a noi pare che le nostre preghiere non ottengano nulla e quando pare che la nostra speranza sia delusa. No, non è mai delusa, ma tutto è disposto dalla sapienza onniveggente di Dio; Egli sa il perché! Confidate contro ogni speranza e non sarete mai confuse… allargate le ali della speranza fiduciosa che rallegra lo spirito, e vivete nella santa letizia del Signore”.
Francesca Cabrini (da, Pensieri)