Archive for 2011

Susan Steward. Let me tell you….

22 settembre 2011

(Raimondo Cardelli, Il mio mondo)

Let me tell you about my marvelous god

Lasciate che vi parli del mio meraviglioso dio,

di come si nasconda negli esagoni

delle api, di come la siccità che strofina

le sue mani coriacee sopra il mondo sia una sua creazione,

così come la pioggia nei minuti silenziosi

che lasciano soltanto pensieri di pioggia.

Un atomo lavora e lavora,

un atomo lavora nella notte più profonda,

poi esplode come la stella più lontana;

è molto più piccolo di una puntura di spillo,

molto più piccolo di uno zero e non ha

alcun desiderio, nessun desiderio verso di noi.

E’ per questo che l’anima ha camminato e camminato,

e lo continuerà a fare attraverso campi

dove prima cresceva l’achillea

ed ora c’è solo polvere.

Una foglia si impiglia

in una spina. La tana è serrata da una zolla caduta scomposta

e le radici, sottosopra, sono calde al tatto.

(Lasciate che vi parli del mio meraviglioso dio)

Di come il mio dio sia un che di piuma e turbine;

tu potrai bruciare il tuo braccio

quando lo strapperai dall’aria,

quando lo strapperai da quel cielo

dove sono vortici dolenti e arderai di nuovo

ritornandolo nel passato.

Susan Steward (da Colombarium, The University of Chicago, 2003)

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LA NOSTRA VOCAZIONE

22 settembre 2011

La Chiesa ha appena festeggiato San Matteo proclamando il Vangelo della sua vocazione. Meditiamo ora come ognuno di noi ha la sua vocazione, leggendo uno stralcio di ciò che scrive in merito il card. Raymond Leo Burke sul mensile “Radici Cristiane”: << Come annunciò Giovanni Battista, il figlio di Dio era giunto nel mondo. Ha unito la nostra natura umana alla Sua natura divina, così che Egli potesse darci una parte del Suo Spirito. Quando Nostro Signore si avvicinò a Giovanni per il battesimo, Giovanni spiegò ai presenti che Dio Padre gli aveva annunciato la venuta di Cristo: ” Chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto:< L’uomo sul quale vedrai scendere e rimanere lo Spirito è colui che battezza in Spirito Santo>. Ed io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il figlio di Dio” (Gv1,33-34).

Dal Suo battesimo nel Giordano, Cristo rese sacre le acque del battesimo, così che attraverso di esse Egli potesse darci lo Spirito Santo.

Quando risuscitò dalla morte, Cristo effuse lo Spirito Santo sulla Chiesa per la prima volta. Poi, cinquanta giorni dopo la Sua Resurrezione,  nella domenica di Pentecoste, Egli effuse un secondo dono dello Spirito Santo sulla Chiesa, così che i suoi membri potessero essere Suoi testimoni fino alla fine del mondo (Atti, 1,4-8).

Attraverso il Sacramento del Battesimo (la nostra Pasqua personale)  e della Cresima (la nostra personale Pentecoste), Egli ha effuso lo Spirito Santo nelle nostre vite individuali. Unti di Spirito Santo noi giungiamo così alla vita in Cristo e siamo inviati a portare Cristo nel mondo.

Dal momento del nostro battesimo, Dio ha un piano speciale per ognuno di noi. Dio ci chiama alla vita in Cristo, così che, con Cristo, noi possiamo offrire la nostra intera vita all’amore di Dio e del prossimo.

Alla nostra Cresima Dio rinforza ed aumenta la vita dello Spirito Santo in noi, così da poter avere in noi la forza e l’ispirazione di rispondere alla chiamata del Signore. Noi samo chiamati a seguire Cristo con la santità delle nostre vite.

Questa è la nostra vocazione. Siamo chiamati a seguire Cristo come coniuge, come persona singola dedicata a Lui, come persona consacrata o come sacerdote. Queste sono le vocazioni con cui rispondere alla vocazione universale alla santità della vita. Che Dio ci chiami alla vita matrimoniale, alla vita singola dedicata, alla vita consacrata o sacerdotale, Egli ci chiede di fargli dono di tutta la vita. Altri vedono Cristo in noi, soprattutto attraverso la nostra fedele risposta alla nostra vocazione.

Noi siamo soliti dire che la nostra vocazione è la nostra via per la salvezza. Ed è vero. E’ mediante la nostra vocazione che esprimiamo pienamente la nostra vita in Cristo, affinchè, quando raggiungiamo l’età adulta, possiamo offrire la nostra vita in risposta alla chiamata di Dio. Pertanto è importante che i bambini e i giovani preghino ogni giorno per conoscere la loro vocazione, e che quelli di noi che hanno già risposto alla chiamata di Dio, preghino ogni giorno per le virtù della fedeltà e della generosità nella risposta alla nostra vocazione.

Durante l’infanzia e la giovinezza, la nostra educazione alla fede e la sua pratica deve aiutarci ad ascoltare la chiamata di Dio e a prepararci a rispodere con cuore integro. In età adulta, la nostra ricerca della fede e la sua pratica devono aiutarci a rispondere alla chiamata di Dio sempre più fedelmente e con cuore il più generoso possibile.>>

Video: Gérard Rossé – Il dono e la forza dello Spirito (La Parola e poi…)

22 settembre 2011

http://www.nuovaversionedellabibbia.it/Mediateca/rosse-donospirito.aspx

hieronymus_bosch_030_incoronazione_di_spine_1510

Hieronymus Bosch, Alcune opere.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 22 settembre 2011) con commento comunitario

21 settembre 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,7-9)

In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.

Video: Esercizi spirituali ai giovani universitari 4

21 settembre 2011

Non li ho potuti visionare: Dio ci comprende e ci aiuta a comprenderci serenamente, in un graduale cammino di crescita personale e non schematico…Prendere il buono dagli spunti che si trovano in queste meditazioni.

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Herb Alpert official site, A taste of honey (la sigla di tutto il calcio minuto per minuto)

21 settembre 2011

http://www.herbalpert.com/ raggiunto il link nella pagina music cliccare discografia, poi cliccare su 2001 Definitive hits, poi su 5 A taste of honey, poi play sulla canzone

Signore portaci nella terra dove scorre latte e miele.

… SALMEGGIANDO … !!!

21 settembre 2011

SALMO 19 (18) _ INNO AL SIGNORE, SOLE DI GIUSTIZIA

 

La legge del Signore è perfetta:

rinfranca l’anima.

La testimonianza del Signore è fedele:

dà saggezza ai semplici.

I precetti del Signore sono retti:

danno gioia al cuore.

Il comandamento del Signore è limpido:

illumina gli occhi.

La parola del Signore è pura :

rimane in eterno.

 

salmo 19 (18)  8_10

Il Sacro Pallio al card. Scola

21 settembre 2011

Questa mattina nel Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo Benedetto XVI il Card. Scola,  Arcivescovo Metropolita di Milano, ha ricevuto da Benedetto XVI   il Sacro Pallio, una fascia di lana bianca ornata da 6 croci nere da indossare a collare, espressione della potestà che, in comunione con la Chiesa di Roma, ogni Vescovo Metropolita acquisisce nella propria provincia ecclesiastica.

(S. Nicola,particolare nella Cattedrale di Nardò)

Per notizie sul Sacro Pallio si rimanda a

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/06/29/29-giugno-benedizione-dei-sacri-palli/

Dall’Udienza generale del 29 giugno scorso.

“(Agli Arcivescovi Metropoliti nominati dopo l’ultima Festa dei grandi Apostoli viene ora imposto il pallio). Che cosa significa? Questo può ricordarci innanzitutto il giogo dolce di Cristo che ci viene posto sulle spalle (cfr Mt 11,29s). Il giogo di Cristo è identico alla sua amicizia. È un giogo di amicizia e perciò un “giogo dolce”, ma proprio per questo anche un giogo che esige e che plasma. È il giogo della sua volontà, che è una volontà di verità e di amore. Così è per noi soprattutto anche il giogo di introdurre altri nell’amicizia con Cristo e di essere a disposizione degli altri, di prenderci come Pastori cura di loro. Con ciò siamo giunti ad un ulteriore significato del pallio: esso viene intessuto con la lana di agnelli, che vengono benedetti nella festa di sant’Agnese. Ci ricorda così il Pastore diventato Egli stesso Agnello, per amore nostro. Ci ricorda Cristo che si è incamminato per le montagne e i deserti, in cui il suo agnello, l’umanità, si era smarrito. Ci ricorda Lui, che ha preso l’agnello, l’umanità – me – sulle sue spalle, per riportarmi a casa. Ci ricorda in questo modo che, come Pastori al suo servizio, dobbiamo anche noi portare gli altri, prendendoli, per così dire, sulle nostre spalle e portarli a Cristo. Ci ricorda che possiamo essere Pastori del suo gregge che rimane sempre suo e non diventa nostro. Infine, il pallio significa molto concretamente anche la comunione dei Pastori della Chiesa con Pietro e con i suoi successori – significa che noi dobbiamo essere Pastori per l’unità e nell’unità e che solo nell’unità di cui Pietro è simbolo guidiamo veramente verso Cristo”.

Caravaggio. La vocazione di S. Matteo

21 settembre 2011

Dal Vangelo di oggi, Mt 9, 9Andando via di là, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.

File:Caravaggio - La vocazione di San Matteo.jpg

( Michelangelo Merisi da Caravaggio, La vocazione di s. Matteo, 1599-1600, Chiesa s. Luigi dei Francesi, Cappella Contarelli, Roma)

(more…)

G. Ravasi. Le rughe

21 settembre 2011

Se non si possono evitare le rughe del volto, è però possibile evitare le rughe dello spirito. Diciamo ai giovani: «Gli uomini, come il vino, migliorano invecchiando». Ma diciamo ai vecchi: «Attenti all’acidità!». «Come d’autunno si levan le foglie / l’una appresso de l’altra, fin che ‘l ramo / vede a la terra tutte le sue spoglie…»: molti avranno riconosciuto in questa comparazione, poeticamente fragrante ed echeggiante l’Eneide di Virgilio, la voce di Dante che raffigura in quelle foglie morte autunnali le anime perverse guidate da «Caron dimonio, con occhi di bragia» (Inferno III, 112-114). Noi, invece, scegliamo, per l’ingresso in questa dolce stagione dai colori tenui e delicati, una curiosa riflessione del letterato parigino Jean-Baptiste-Alphonse Karr (1808-1890), che abbiamo scoperto in un’antologia. Brioso, talora incline alla satira, finì la sua vita nei pressi di Nizza dedicandosi alla floricoltura. Ritorniamo, così, alla natura da cui siamo partiti con Dante; ora, però, di scena è l’autunno della vita umana, la vecchiaia che ha come emblema la ragnatela di rughe che si distende sul nostro volto. Tanto temuta dai vanitosi (che non sono solo le donne), essa permette un’applicazione che si addice a tutti. Ci sono, infatti, anche le «rughe dello spirito», come giustamente osservava Karr, ed esse sono equamente distribuite in tutte le età. Ecco, allora, quel duplice consiglio. Ai giovani: non temete il flusso degli anni, perché esso porta con sé esperienza, sapienza, consiglio e, quindi, migliora la persona, come accade al vino. Agli anziani: attenzione, non è così automatico che vecchiaia e maturità siano sinonimi, perché ci può essere anche la degenerazione, proprio come avviene a certi vini inaciditi o abboccati. Ogni età è bella purché l’anima (e non tanto il corpo) abbia poche rughe.

G. Ravasi, da “Il Mattutino”, pubblicato in Avvenire di oggi 21 settembre 2011

21 settembre. Santi del giorno

21 settembre 2011

Nel chiamare qualcuno, Gesù gli diceva che ormai gli restava una sola possibilità di credere in lui, cioè quella di abbandonare tutto e di andare con il Figlio di Dio fatto uomo. Con questo primo passo colui che si pone alla sequela è messo nella situazione di poter credere. Se non si mette a seguire, se resta indietro, non impara a credere. Colui che è chiamato deve uscire dalla propria situazione, in cui non gli è possibile credere, per entrare nella sola situazione in cui è possibile credere. Questo passo non ha in sé un valore programmatico, è giustificato solo dalla comunione con Gesù Cristo che così viene raggiunta. Finché Levi resta alla dogana o Pietro attende alle reti, essi possono esercitare onestamente la propria professione, possono avere antiche o nuove conoscenze di Dio, ma se vogliono imparare a credere in Dio, devono seguire il Figlio di Dio fatto uomo, devono andare con lui.

(Dietrich Bonhoeffer)

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano Matteo, apostolo ed evangelista.
Levi-Matteo, figlio di Alfeo, era un esattore delle tasse a Cafarnao. Chiamato da Gesù alla sua sequela fin dai primi tempi della predicazione di quest’ultimo in Galilea, egli fu tra coloro che lasciarono tutto – casa, fratelli e sorelle, padre e madre, amici, lavoro e beni – per andare dietro al Signore. Gli evangeli raccontano che Matteo il pubblicano diede un banchetto d’addio per i suoi amici, pubblicani e peccatori come lui, e che Gesù si recò a casa sua e pranzò con loro, mostrando così di essere venuto nel mondo non per i giusti ma per i peccatori. Matteo, secondo la tradizione, è l’autore dell’evangelo che porta il suo nome, destinato ai credenti in Gesù Messia venuti dall’ebraismo, e probabilmente scritto a qualche anno di distanza dalla redazione dell’evangelo secondo Marco. Quale scriba divenuto discepolo del regno dei cieli, egli fu capace di trarre dal proprio tesoro cose nuove e cose antiche, per rispondere ai problemi posti ai suoi interlocutori dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme. Gesù, nell’opera matteana, è presentato come il nuovo Mosè che, con autorità divina, risale alla volontà stessa del Legislatore e porta così a compimento la rivelazione data da Dio sul Sinai. Non sappiamo con certezza in quali regioni Matteo abbia predicato l’Evangelo. Secondo la tradizione, in Sira o in Etiopia.

Le chiese appartenenti al patriarcato di Gerusalemme, di Mosca, di Serbia e di Georgia, e i monasteri del monte Athos, che seguono il calendario giuliano anche per le feste a data fissa, celebrano oggii la Nascita della Madre di Dio. (www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21550

san Giona, monaco in Palestina, padre dei santi Teodoro e Teofane, i due fratelli Grapti, che subirono la persecuzione dei due imperatori iconoclasti Leone V l’Armeno (813-820) e Teofilo (829-842). Giona si ritirò come i suoi due figli, non si sa se prima o dopo,  nella Grande Laura di S. Saba, fondata nel 478 in Palestina, nella valle del Cedron, appunto da san Saba, uno dei più grandi personaggi del monachesimo orientale.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/71200

sant’Eusebio, martire in Francia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/71250

santa Maura, 827-850,  condusse una intensa vita di preghiera e carità a Troyes

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91890

sant Francesco Jaccard e Tommaso Trn Van Thien, ?- 1838, martiri in Vietnam

http://www.santiebeati.it/dettaglio/93409

santi Lorenzo Imbert, Pietro Maubant, Giacomo Chastan, martiri in Corea

http://www.santiebeati.it/dettaglio/93415

Sul Padre Nostro. Charles de Foucauld. Mi abbandono a te, Venga il tuo regno

21 settembre 2011

Padre mio, io mi abbandono a Te,

fa’ di me ciò che ti piace.

Qualsiasi cosa tu faccia di me,

ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto,

purché la tua volontà si compia in me

e in tutte le tue creature:

non desidero nient’altro, mio Dio!

Rimetto l’anima mia nelle tue mani,

te la dono, mio Dio,

con tutto l’amore del mio cuore,

perché ti amo.

È per me un’esigenza di amore,

il donarmi a Te,

l’affidarmi alle tue mani, senza misura,

con infinita fiducia:

perché Tu sei mio Padre!

*******

Venga il tuo Regno

su tutta la terra,

venga in ogni anima…

Tutti gli uomini

siano solleciti

al tuo servizio,

la tua grazia regni

padrona assoluta

in ogni anima;

che tu solo agisca

in ogni anima

e tutti gli uomini

non vivano che

per mezzo di te

e per te, perduti in te…

Senza dubbio è la più grande felicità

di tutti gli uomini

che sia così:

è ciò che c’è di più desìderabile per il

prossimo e per me!

Amen.


Rimando ad un precedente post di SimoneF per trovare tante notizie e un documentario sulla vita e sul pensiero di Charles de Foucauld

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/05/25/la-vita-e-linsegnamento-di-charles-de-foucauld/

Poesie di Madre Teresa

21 settembre 2011

Non conosco l’attendibilità della fonte.Alcune mi sembrano poesie conosciute.

http://www.bellanotizia.it/Materiali/Cosebelle/Poesie_madre_Teresa.doc

Cliccare sull’immagine per ingrandirla

 

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 21 settembre 2011) con commento comunitario

20 settembre 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)

In quel tempo, mentre andava via, Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: Misericordia io voglio e non sacrifici. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Video: Esercizi spirituali ai giovani universitari 3

20 settembre 2011

Non li ho potuti visionare: Dio ci comprende e ci aiuta a comprenderci serenamente, in un graduale cammino di crescita personale e non schematico…Prendere il buono dagli spunti che si trovano in queste meditazioni.

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20 settembre. Madonna dal piede d’argento

20 settembre 2011

Vergine ai piedi del denaro

Oggi a Toul, in Lorena, si festeggia la Madonna dal Piede d’argento.

Nella cattedrale di Toul, c’è una cappella in onore della Madre di Dio,  “Dama Bianca”. La Cappella venne dedicata alla Vergine alba  da Gilles de Sorcy, 50° vescovo di Toul, morto nel 1271. La statua che vi si conservava  era una Madonna della Seggiola , vestita molto riccamente, ornata con una corona di diamanti sulla testa, lo scettro in mano.

Nel 1284, una donna che giunta alla Cattedrale di Nostra Signora per pregare per il marito e la figlia morti, fu avvertita, in un modo soprannaturale, del rischio che la città fosse conquistata da nemici. A testimonianza di questa rivelazione, i piedi della statua della Vergine vennero adornati con argento. La statua antica molto venerata venne distrutta durante la Rivoluzione. Ora una immagine più recente che ricorda il miracolo è lasciata alla devozione dei fedeli, il cui originale, della fine del 1200,  è conservato nel museo Vivenel , a Compiegne  (nella foto in alto).

20 settembre. Santi del giorno

20 settembre 2011

Oggi si ricordano 103 santi martiri coreani. La Chiesa coreana ha la caratteristica, forse unica, di essere stata fondata e sostenuta da laici. Infatti, agli inizi del 1600, la fede cristiana comparve in Corea tramite le delegazioni che ogni anno visitavano Pechino per uno scambio culturale con la Cina. E in Cina i coreani vennero in contatto con la fede cristiana, portando in patria il libro del grande padre Matteo Ricci s.j. “La vera dottrina di Dio”. Un laico, Lee Byeok, grande pensatore, ispirandosi a quel libro libro, fondò una prima comunità cristiana. Purtroppo anche in Corea, come in Cina,  si scatenò una persecuzione fin dal 1785, nel 1802 fu emanato un editto di stato, in cui si ordinava addirittura lo sterminio dei cristiani. Nelle persecuzioni coreane perirono, secondo fonti locali, più di 10.000 martiri, di questi 103 furono beatificati in due gruppi distinti nel 1925 e nel 1968 e poi canonizzati tutti insieme il 6 maggio 1984 a Seul, in Corea, dal Beato GiovanniPaolo II . Di questi solo 10 erano stranieri: 3 vescovi e 7 sacerdoti, gli altri tutti coreani, catechisti e fedeli.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70850

Si ricordano anche santa Fausta di Narni, martire sotto l’imperatore Massimiliano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70900

san Giancarlo Cornay, 1809-1837  sacrdote della Società per le Missioni Estere di Parigi, martire in Vietnam.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70950

sant’Eustachio Placido, I sec . Generale dell’imperatore Traiano, Placido, benché pagano, era per sua natura una persona spinta a fare grandi beneficenze. La leggenda racconta che un giorno andando a caccia, inseguì un cervo di rara bellezza e grandezza e quando questi si fermò sopra una rupe, volgendosi all’inseguitore, aveva tra le corna una croce luminosa e sopra la figura di Cristo che gli dice: “Placido perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere”.
Il generale decise di farsi battezzare prendendo il nome di Eustachio o Eustazio e con lui anche la moglie e i due figli con i nomi di Teopista, Teopisto e Agapio. Morì martire per non aver voluto partecipare a riti pagani per festeggiare le sue vittorie militari in Egitto

http://www.santiebeati.it/dettaglio/71000

santa Susanna di Eleuteropoli, IV sec. martire. Originaria della Palestina, era figlia del sacerdote pagano Artemio, la madre Marta era ebrea; rimasta orfana di entrambi, venne istruita e convertita e quindi battezzata. In seguito donò tutti i suoi beni ai poveri e sotto spoglie maschili, entrò in un monastero per condurre vita ascetica, con il nome fittizio di Giovanni. Infatti non esisteva ancora un monachesimo femminile. Prima di morire durante le persecuzioni contro i cristiani, fu ordinata diaconessa dal vescovo di Eleuteropoli.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/71150

san Giuseppe Maria de Yermo Y Parres, 1851-1904, sacerdote che a Puebla in Messico fondò la Congregazione delle Serve del Sacro Cuore di Gesù

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90019

Oggi, infine, le chiese anglicane ricordano tutti i martiri delle missioni in terra di Australia e nel Pacifico.

Nel 1871 muoiono martiri John Coleridge Patteson e i compagni sbarcati assieme a lui sull’isola melanesiana di Nukapu. Patteson era nato a Londra nel 1827; frequentando il college di Eaton, egli subì l’influenza di George Augustus Selwyn, primo vescovo della Nuova Zelanda e promotore di un’evangelizzazione pienamente rispettosa della cultura maori e dei diritti degli indigeni melanesiani. Ordinato presbitero nel 1855, Patteson lasciò l’Inghilterra e fondò la Missione melanesiana. Fu eletto primo vescovo dell’arcipelago, e si adoperò da subito per la formazione di clero e catechisti indigeni; i suoi metodi portarono a una rapida propagazione del cristianesimo nelle isole del Pacifico. Patteson dovette combattere soprattutto contro i mercanti di schiavi europei, autori in quegli anni di ripetute sortite in Melanesia, e venne barbaramente ucciso, assieme ad alcuni compagni di viaggio, proprio perché scambiato al suo arrivo in una nuova terra per uno di quegli schiavisti che aveva così a lungo contrastato. (tratto da http://www.monasterodibose.it)

Video: Esercizi spirituali ai giovani universitari 2

20 settembre 2011

Non li ho potuti visionare: Dio ci comprende e ci aiuta a comprenderci serenamente, in un graduale cammino di crescita personale e non schematico…Prendere il buono dagli spunti che si trovano in queste meditazioni.

<a href="http://www.youtube.com/v/1VD1opG_gPs?version=3” target=”_blank”><object style=”height: 390px; width: 640px”><param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/1VD1opG_gPs?version=3″><param name=”allowFullScreen” value=”true”><param name=”allowScriptAccess” value=”always”></object>

Sul Padre Nostro. Traduzioni

20 settembre 2011

File:Fridolin Leiber - Pater noster.jpg

(F.Leiber, Preghiera del Padre Nostro con Trinità centrale, XVIII sec., cromolitografia)

In link, il Padre Nostro in oltre mille traduzioni, divise per paesi e per lingua

http://www.padrenostro.com/

Strisce del sito

20 settembre 2011

E’ quel che, da incompetente, sono riuscito a fare (non ho potuto scegliere nulla, neanche il colore).Si possono usare per scambiarle con altri siti (sicuramente cattolici).Un vero e proprio banner sarebbe meglio, ma io al volo non l’ho saputo creare.Si possono trovare anche in Pagine, nella colonna di destra della homepage.

Free Banner Maker

https://gpcentofanti.files.wordpress.com/2011/09/striscia1.docx

Alcuni video su Natuzza Evolo

19 settembre 2011

http://www.bellanotizia.it/natuzza.htm

Spero che questi video si possano vedere abbastanza tranquillamente, comunque siccome non ho potuto visionarli non posso affermare personalmente che non vi siano espressioni meno precise quanto alla fede (ad es., mentre lavoro sul computer sento all’inizio del primo video il nipote che dice di non aver più bisogno della fede perchè la nonna lo ha reso certo di Dio: è un’espressione paradossale, solo per fede possiamo credere, anche se il Signore ci può donare una fede sempre più profonda).

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 20 settembre 2011) con commento comunitario

19 settembre 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,19-21)

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Sul Padre Nostro. Card. Martini

19 settembre 2011

Di seguito sono raccolte le meditazioni che il Card.Martini ha tenuto durante un corso di esercizi spirituali dal titolo “con il Padre Nostro”.

(more…)

Regina Mundi / Musiche mariane

19 settembre 2011

http://www.reginamundi.info/

Ad un’occhiata veloce sembra un bel sito, ricco di stimoli positivi, al tempo stesso suggerisco prudenza (anche sui brani da me “linkati” con l’immagine della Madonna di Fatima) perchè, pur trovandovi documenti della Chiesa, etc., non vedo, ad un troppo rapido sguardo, indicati espliciti incarichi ricevuti dalla Chiesa stessa (si tratta dei consacrati secolari della Comunità mariana Oasi della Pace? Se sì, quelli sembrano inseriti ed approvati dalla Chiesa).

Madonna di Fatima

Reliquie del miracolo eucaristico di Lanciano (cliccare sull’immagine per ingrandirla, poi se si vuole, su alta risoluzione e poi ingrandire la parte della foto desiderata)

http://www.reginamundi.info/donnavestitadisole/musiche-mp3.asp

19 settembre. Calendario mariano. Nostra Signora di La Salette

19 settembre 2011

Oggi ricorre il 165° anniversario delle apparizioni della Vergine Maria a La Salette

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91496

http://lasalette.cef.fr/spip.php?rubrique206

Le parole del Papa. L’Angelus del 18.09.2011

19 settembre 2011

Cari fratelli e sorelle!

Nella liturgia di oggi inizia la lettura della Lettera di San Paolo ai Filippesi, cioè ai membri della comunità che l’Apostolo stesso fondò nella città di Filippi, importante colonia romana in Macedonia, oggi Grecia settentrionale. Paolo giunse a Filippi durante il suo secondo viaggio missionario, provenendo dalla costa dell’Anatolia e attraversando il Mare Egeo. Fu quella la prima volta in cui il Vangelo giunse in Europa. Siamo intorno all’anno 50, dunque circa vent’anni dopo la morte e la risurrezione di Gesù. Eppure, nella Lettera ai Filippesi, è contenuto un inno a Cristo che già presenta una sintesi completa del suo mistero: incarnazione, chenosi, cioè umiliazione fino alla morte di croce, e glorificazione. Questo stesso mistero è diventato un tutt’uno con la vita dell’apostolo Paolo, che scrive questa lettera mentre si trova in prigione, in attesa di una sentenza di vita o di morte. Egli afferma: “Per me il vivere è Cristo e il morire un guadagno” (Fil 1,21). E’ un nuovo senso della vita, dell’esistenza umana, che consiste nella comunione con Gesù Cristo vivente; non solo con un personaggio storico, un maestro di saggezza, un leader religioso, ma con un uomo in cui abita personalmente Dio. La sua morte e risurrezione è la Buona Notizia che, partendo da Gerusalemme, è destinata a raggiungere tutti gli uomini e tutti i popoli, e a trasformare dall’interno tutte le culture, aprendole alla verità fondamentale: Dio è amore, si è fatto uomo in Gesù e con il suo sacrificio ha riscattato l’umanità dalla schiavitù del male donandole una speranza affidabile.

San Paolo era un uomo che riassumeva in sé tre mondi: quello ebraico, quello greco e quello romano. Non a caso Dio affidò a lui la missione di portare il Vangelo dall’Asia Minore alla Grecia e poi a Roma, gettando un ponte che avrebbe proiettato il Cristianesimo fino agli estremi confini della terra. Oggi viviamo in un’epoca di nuova evangelizzazione. Vasti orizzonti si aprono all’annuncio del Vangelo, mentre regioni di antica tradizione cristiana sono chiamate a riscoprire la bellezza della fede. Protagonisti di questa missione sono uomini e donne che, come san Paolo, possono dire: “Per me vivere è Cristo”. Persone, famiglie, comunità che accettano di lavorare nella vigna del Signore, secondo l’immagine del Vangelo di questa domenica (cfr Mt 20,1-16). Operai umili e generosi, che non chiedono altra ricompensa se non quella di partecipare alla missione di Gesù e della sua Chiesa. “Se il vivere nel corpo – scrive ancora san Paolo – significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere” (Fil 1,22): se l’unione piena con Cristo al di là della morte, o il servizio al suo corpo mistico in questa terra.

Cari amici, il Vangelo ha trasformato il mondo, e ancora lo sta trasformando, come un fiume che irriga un immenso campo. Rivolgiamoci in preghiera alla Vergine Maria, perché in tutta la Chiesa maturino vocazioni sacerdotali, religiose e laicali per il servizio della nuova evangelizzazione.

19 settembre. Santi del giorno

19 settembre 2011

Oggi si ricorda san Gennaro, III sec -305, tra i santi più venerati. Era vescovo di Benevento, durante le persecuzioni di Diocleziano. Quando il  diacono Sosso, o Sossio, che guidava la comunità cristiana di Miseno, venne  incarcerato dal giudice Dragonio, proconsole della Campania, il Vescovo Gennaro si recò insieme a due compagni, Festo e Desiderio a portargli il suo conforto in carcere. Dragonio, informato della sua presenza e della sua intromissione, li fece arrestare, provocando le proteste di Procolo, diacono di Pozzuoli e di due fedeli cristiani della stessa città, Eutiche ed Acuzio. Anche questi tre furono arrestati e furono condannati insieme agli altri al martirio, che avvenne il 19 settembre del 305.  Carlo II d’Angiò, detto lo zoppo, – re di Napoli (1285-1309) e di Sicilia (1285-1302) – dopo aver fatto eseguire da maestri orafi francesi un preziosissimo busto-reliquiario in argento dorato per contenere la testa e le ampolle col sangue del santo, espose per la prima volta la reliquia alla pubblica venerazione nel 1305. Suo figlio Roberto d’Angiò, detto il Saggio (1277 – 20 gennaio 1343), invece, fece realizzare la teca d’argento che custodisce le due ampolle del sangue.

La liquefazione del sangue non è attestata prima del 17 agosto 1389, allorché il miracolo si compì durante una solenne processione intrapresa per una grave carestia.

Oggi le due ampolle, fissate all’interno di una piccola teca rotonda realizzata con una larga cornice in argento e provvista di un manico, sono conservate nel Duomo di Napoli. Delle due ampolle, una è riempita di 3/4, mentre l’altra più alta è semivuota poiché parte del suo contenuto fu sottratto da re Carlo III di Borbone che lo portò con sé in Spagna. Tre volte l’anno,  il primo sabato di maggio e negli otto giorni successivi, in ricordo della prima traslazione da Pozzuoli a Napoli, il 19 settembre e per tutta l’ottava, ricorrenza della decapitazione, e il 16 dicembre «festa del patrocinio di S. Gennaro», in memoria della disastrosa eruzione del Vesuvio nel 1631, bloccata dopo le invocazioni al santo,durante una solenne cerimonia religiosa guidata dall’arcivescovo, i fedeli accorrono per assistere al “miracolo della liquefazione del sangue di S. Gennaro”.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/29200

Si ricordano anche san Mariano di Evaux, IV sec., eremita in Aquitania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/66750

san Teodoro, VI sec., vescovo di Verona

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70750

Teodoro era nato a Tarso, in Cilicia, aveva compiuto gli studi ad Atene e si era fatto monaco in terra ellenica. Giunto a Roma all’età di sessantasei anni forse per motivi di studio, egli fu in breve tempo ordinato diacono e poi vescovo da papa Vitaliano, che gli assegnò la sede vacante di Canterbury. Aiutato dall’ottima salute, malgrado l’età avanzata, Teodoro si diede anima e corpo al ministero episcopale, iniziando anzitutto a viaggiare per tutto il territorio inglese, al fine di conoscere in prima persona la terra e la gente di cui era stato eletto pastore. Egli riorganizzò in profondità la vita della chiesa inglese, indicendo il primo concilio della storia britannica a Hertford nel 673, ricucendo le molte divisioni tra i cristiani di origine celtica e quelli di origine anglosassone, e aprendo a Canterbury una scuola di studi superiori dove vennero insegnate le discipline classiche dell’antichità. Dalla sua scuola usciranno i principali vescovi e rinnovatori del cristianesimo occidentale precarolingio. Teodoro morì a Canterbury quasi novantenne, dopo aver posto le basi della nuova chiesa anglosassone. (tratto da http://www.monasterodibose.it)

Teodoro giunse nella sua chiesa nel secondo anno dopo la consacrazione, e vi trascorse ventun anni, tre mesi e ventisei giorni. Intraprese subito a visitare tutta l’isola, dovunque vi fossero degli Angli, e da tutti era accolto e ascoltato molto volentieri. E poiché era istruito a fondo nelle lettere sia sacre sia profane, diffondeva ogni giorno fiumi di dottrina salutare per irrigare i loro cuori. Le aspirazioni di tutti erano infatti rivolte alle gioie del regno celeste, di cui da poco avevano sentito parlare, e chiunque desiderava essere istruito nella sacra Scrittura aveva a disposizione maestri pronti a insegnare a interpretarla.

(Beda il Venerabile, Storia ecclesiastica degli Angli 4,2)

sant’Arnolfo di Gap, vescovo in Provenza

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70800

santa Maria de Cervellon, 1230-1290, chiamata comunemente Maria del Soccorso, dell’ordine della Beata Maria Vergine della Mercede

http://www.santiebeati.it/dettaglio/70725

sant’Alfonso di Orozco, 1500-1591, appartenente all’Ordine degli Eremiti di sant’Agostino, predicatore ufficiale alla corte del re di Spagna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90141

sant’Emilia Maria Guglielma de Rodat, 1787-1852, in Francia fondò la Congregazione delle suore della Santa Famiglia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91176

Video: l’orango si rinfresca

19 settembre 2011

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Video: Esercizi spirituali ai giovani universitari 1

19 settembre 2011

Non li ho potuti visionare: Dio ci comprende e ci aiuta a comprenderci serenamente, in un graduale cammino di crescita personale e non schematico…Prendere il buono dagli spunti che si trovano in queste meditazioni.

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Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 19 settembre 2011) con commento comunitario

18 settembre 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,16-18)

In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».