Archive for gennaio 2011

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 1 Febbraio 2011) con commento comunitario

31 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.”

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Lasciarsi guidare dall’amore

31 gennaio 2011

Dalle lettere di S. Giovanni Bosco

Se vogliamo farci vedere amici del vero bene dei nostri allievi, e obbligarli a fare il loro dovere, bisogna che voi non dimentichiate mai che rappresentate i genitori di questa cara gioventù.
Se perciò sarete veri padri dei vostri allievi, bisogna che voi ne abbiate anche il cuore; e non veniate mai alla repressione o punizione senza ragione e senza giustizia, e solo alla maniera di chi vi si adatta per forza e per compiere un dovere. Quante volte, miei cari figliuoli, nella mia lunga carriera ho dovuto persuadermi di questa grande verità! E’ certo più facile irritarsi che pazientare, minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che correggerli col sopportarli con fermezza e con benignità.
Difficilmente quando si castiga si conserva quella calma, che è necessaria per allontanare ogni dubbio che si opera per far sentire la propria autorità, o sfogare la propria passione. Riguardiamo come nostri figli quelli sui quali abbiamo da esercitare qualche potere.
Dal momento che sono i nostri figli, allontaniamo ogni collera quando dobbiamo reprimere i loro falli, o almeno moderiamola in maniera che sembri soffocata del tutto. Non agitazione dell’animo, non disprezzo negli occhi, non ingiuria sul labbro; ma sentiamo la compassione per il momento, la speranza per l’avvenire, ed allora voi sarete i veri padri e farete una vera correzione. In certi momenti molto gravi, giova più una raccomandazione a Dio, un atto di umiltà a lui, che una tempesta di parole, le quali, se da una parte non producono che male in chi le sente, dall’altra parte non arrecano vantaggio a chi le merita. Ricordatevi che l’educazione è cosa del cuore, e che Dio solo ne è il padrone, e noi non potremo riuscire a cosa alcuna, se Dio non ce ne insegna l’arte, e non ce ne mette in mano le chiavi. Studiamoci di farci amare, di insinuare il sentimento del dovere del santo timore di Dio, e vedremo con mirabile facilità aprirsi le porte di tanti cuori ed unirsi a noi per cantare le lodi e le benedizioni di colui, che volle farsi nostro modello, nostra via, nostro esempio in tutto, ma particolarmente nell’educazione della gioventù.

31 gennaio. San Giovanni Bosco

31 gennaio 2011

Oggi la chiesa cattolica fa memoria di san Giovanni Bosco (1815-1888), fondatore della Congregazione salesiana.
Nel link, si apre il “sogno delle due colonne in mezzo al mare”, tratto dalle Memorie del santo. Sulla sinistra ci sono i rimandi alle notizie sulla vita e sul pensiero.

http://www.sdb.org/index.php?ids=10&sott=6&doc=Documenti/2005/_1_10_6_4_24_.htm&ty=3

Signore aiutaci a cercare te e noi stessi…

31 gennaio 2011

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 31 Gennaio 2011) con commento comunitario

30 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,1-20)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli venne incontro un uomo posseduto da uno spirito impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno riusciva a tenerlo legato, neanche con catene, perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo. Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti: «Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo scongiurava con insistenza perché non li cacciasse fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I loro mandriani allora fuggirono, portarono la notizia nella città e nelle campagne e la gente venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo supplicava di poter restare con lui. Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te». Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti erano meravigliati.”

La farmacia di Dio

30 gennaio 2011

Il video è suggestivo e parte dalla riflessione che non sappiamo quello che ci fa bene mangiare, perciò Dio per educarci ha creato frutta e ortaggi simili agli organi del corpo  che ne traggono vantaggio, ad esempio la noce simile al cervello aiuta a sviluppare i neuroni  o l’uva a forma di cuore con gli acini simili ai globuli rossi che stimola …

http://www.authorstream.com/Presentation/moon49310-691752-farmacia-di-dio/

Beatitudini per il nostro tempo

30 gennaio 2011

(fonte non specificata)
Beati quelli che sanno ridere di se stessi:
non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere
un ciottolo da una montagna:
eviteranno tanti fastidi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:
impareranno molte cose nuove.
Beati quelli che sono attenti alle richieste degli altri:
saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete guardare
con attenzione le piccole cose
e serenamente quelle importanti:
andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso
e dimenticare uno sgarbo:
il vostro cammino sarà sempre pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare con benevolenza
gli atteggiamenti degli altri
anche contro le apparenze:
sarete giudicati ingenui ma questo è il prezzo dell’amore.
Beati quelli che pensano prima di agire
E che pregano prima di pensare:
eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che saprete riconoscere il Signore
in tutti coloro che incontrate:
avrete trovato la vera luce e la vera pace

Un ginnasta

30 gennaio 2011

Signore donaci un cuore “allenato” da te ad amare…aiutaci con la tua grazia ad imparare gradualmente a non dire: ama il prossimo, non questo, il prossimo.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 30 Gennaio 2011) con commento comunitario

29 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12a)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Se una sera

29 gennaio 2011

Se una sera, dopo la tempesta,con il timone spezzato e le vele rotte getterai ancora l’ancora, issa la bandiera della speranza .. perché sia sempre la prima a salutare l’aurora.
N.Salvaneschi

Dietro la rabbia il dolore

29 gennaio 2011

Nel video http://www.adele.tv/videos/

dell’ultimo singolo di Adele è espressa tutta la disperazione di un abbandono, ma anche il desiderio di trasformare il dolore. Ma senza l’aiuto dello Spirito come uscire dalla rabbia e “trasformarla in oro” come dice il testo?

Cagnolino sportivo…

29 gennaio 2011

Signore aiutaci a correrti incontro facendo fruttare come tu vuoi tutti i talenti che ci doni…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 29 Gennaio 2011) con commento comunitario

28 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,35-41)

In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.
Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?».
Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?».
E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».

Due amici per la pelle…

28 gennaio 2011

Signore tu ci hai chiamato amici e ci doni, ci insegni, la vera amicizia.

28 gennaio. S. Tommaso d’Aquino. Sant’Efrem il siro

28 gennaio 2011

La chiesa cattolica e l’anglicana ricordano Tommaso d’Aquino (1224-1274), dottore della chiesa.

L’insegnamento cristiano fa uso anche della ragione umana, non però per dimostrare la fede – in tal modo si disconoscerebbe il merito proprio della fede -, ma per chiarire alcuni punti che si tramandano nell’insegnamento stesso. poiché infatti la grazia non distrugge la natura, ma anzi la porta a compimento, è bene che la ragione si ponga al servizio della fede, allo stesso modo in cui l’inclinazione naturale della volontà asseconda la carità. Per questo l’Apostolo afferma: «Rendete ogni intelligenza soggetta all’obbedienza di Cristo» (Tommaso d’Aquino, dalla Summa theologiae).

In link, le catechesi di Benedetto XVI tenute nel mese di giugno 2010

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100602_it.html

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100616_it.html

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2010/documents/hf_ben-xvi_aud_20100623_it.html

La chiesa cattolica, in particolare quella siriaca, ricordano anche sant’Efrem (306-373), “la cetra dello Spirito”, innografo molto amato.

«Nel tuo pane si nasconde lo Spirito,
che non può essere consumato;
nel tuo vino c’è il fuoco, che non si può bere.
Lo Spirito nel tuo pane, il fuoco nel tuo vino:
ecco una meraviglia accolta dalle nostre labbra.
Il serafino non poteva avvicinare le sue dita alla brace,
che fu avvicinata soltanto alla bocca di Isaia;
né le dita l’hanno presa, né le labbra l’hanno inghiottita;
ma a noi il Signore ha concesso di fare ambedue cose.
Il fuoco discese con ira per distruggere i peccatori,
ma il fuoco della grazia discende sul pane e vi rimane.
Invece del fuoco che distrusse l’uomo,
abbiamo mangiato il fuoco nel pane
e siamo stati vivificati»
(Inno sulla fede10,8-10).

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20071128_it.html

L’importante è seminare

27 gennaio 2011

Semina, semina:l’importante è seminare-poco, molto, tutto – il grano della speranza.
Semina il tuo sorriso perché splenda intorno a te.
Semina le tue energie per affrontare la battaglia della vita.
Semina il tuo coraggio per risollevare quello altrui.
Semina il tuo entusiasmo..la tua fede..il tuo amore.
Semina le più piccole cose, i nonnulla.
Semina e abbi fiducia: ogni chicco arricchirà un piccolo angolo della terra.

O.Menato

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 28 Gennaio 2011) con commento comunitario

27 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,26-34)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.”

27 gennaio. Giornata della memoria.

27 gennaio 2011

io concederò nella mia casa
e dentro le mie mura
un monumento e un nome
più prezioso che figli e figlie;
darò loro un nome eterno
che non sarà mai cancellato
(Isaia, 56,5)

A Gerusalemme,  sulla cima della Montagna della Rimembranza, si erge lo Yad Vashem, un complesso costituito da un gruppo di edifici che raccolgono la memoria dei sei milioni di Ebrei d’Europa sterminati durante il nazismo, per dare memoria e unicità ad ogni persona morta nell’indifferenza e nell’anonimato dei campi di concentramento nazisti.

27 gennaio Giorno della memoria

27 gennaio 2011

Per non dimenticare
che il male non ha vinto e che la PACE E’ POSSIBILE

Signore,
non ricordarti soltanto degli uomini
di buona volontà ma anche di quelli cattivi.
Ma non per guardare a tutte le sofferenze
che ci hanno fatto patire,
ricordati piuttosto delle cose buone che quelle
sofferenze hanno fatto nascere in noi:
la fratellanza, la lealtà, l’umiltà,
il coraggio, la generosità,
la grandezza d’animo che ci è cresciuta dentro
per tutto quanto abbiamo sofferto.
E quando quegli uomini verranno
al giudizio finale lascia che i buoni frutti
che da noi sono nati siano il loro perdono.

(preghiera trovata su un pezzo di carta
vicino al corpo di un bambino
nel campo di concentramento di Ravensbruck)

27 gennaio. Sant’Angela Merici

27 gennaio 2011

Oggi la chiesa cattolica d’occidente ricorda sant’Angela Merici (1474-1540), fondatrice dell’ordine della compagnia di Sant’Orsola.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/25900

http://it.gloria.tv/?media=126258

La chiesa georgiana ricorda un’altra figura femminile, Nino (276-340), evangelizzatrice della Georgia.

http://www.monasterodibose.it/content/view/655/595/1/0/lang,it/

La chiesa serba ricorda invece Saba (1175-1235), suo primo arcivescovo.

http://www.monasterodibose.it/content/view/655/595/1/2/lang,it/

Aerosmith, Dream on

27 gennaio 2011

http://www.aerosmith.com/ raggiunto il link scendere nella  pagina e cliccare sull’iconcina di myspace poi sulla canzone

Signore che ogni uomo speri sempre più in te

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 27 Gennaio 2011) con commento comunitario

26 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,21-25)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».”

Un cagnolino particolare

26 gennaio 2011

Signore aiutaci a divenire sempre più pronti e disponibili a vivere fino in fondo nella tua vera e santa volontà

26 gennaio. SS. Timoteo e Tito.

26 gennaio 2011

Il giorno dopo la conversione di san Paolo, le chiese d’occidente ricordano Timoteo e Tito, suoi collaboratori nella missione alle genti e vescovi della chiesa primitiva.
Timoteo, discepolo prediletto di Paolo, fu battezzato dall’Apostolo e ricevette da lui l’imposizione delle mani, con la quale gli veniva trasmesso il dono spirituale che lo costituiva «dispensatore della parola di verità», cioè annunciatore dell’Evangelo.
Egli fu infaticabile compagno di Paolo nell’evangelizzazione dell’Asia Minore, condivise la prima prigionia dell’Apostolo, e divenne guida della comunità di Efeso, dove, secondo la tradizione, morì.
Paolo lo esortò come figlio amatissimo ad essere modello per i credenti con l’insegnamento, la vita, la fede e la carità.
Tito, originario di Antiochia, fu condotto alla fede da Paolo, che lo chiama «mio vero figlio nella fede comune», durante il suo primo viaggio missionario. Egli fece da intermediario tra Paolo e la comunità di Corinto e fu posto a guida della comunità di Creta, dove, sempre secondo la tradizione, visse sino alla fine dei suoi giorni.

“Diletto figlio Timoteo, ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani. Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per l’Evangelo, aiutato dalla forza di Dio. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata solo ora, con l’apparizione del salvatore nostro Gesù Cristo, che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’Evangelo”. 2Tm 1,6-11

(tratto da http://www.monasterodibose.it/)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 26 Gennaio 2011) con commento comunitario

25 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 10,1-9)

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».”

LA PACE VERRA’

25 gennaio 2011

“Se tu credi che ciò che riunisce gli uomini è più importante di ciò che li divide”

LA PACE VERRA’
Se tu credi che un sorriso è più forte di un’arma,
Se tu credi alla forza di una mano tesa,
Se tu credi che ciò che riunisce gli uomini è più importante di ciò che li divide,
Se tu credi che essere diversi è una ricchezza e non un pericolo,
Se tu sai scegliere tra la speranza o il timore,
Se tu pensi che sei tu che devi fare il primo passo piuttosto che l’altro, allora…
LA PACE VERRA’
Se lo sguardo di un bambino disarma ancora il tuo cuore,
Se tu sai gioire della gioia del tuo vicino,
Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti rivolta come quella che subisci tu,
Se per te lo straniero che incontri è un fratello,
Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore,
Se tu sai accettare che un altro, ti renda un servizio,
Se tu dividi il tuo pane e sai aggiungere ad esso un pezzo del tuo cuore, allora…
LA PACE VERRA’
Se tu credi che il perdono ha più valore della vendetta,
Se tu sai cantare la gioia degli altri e dividere la loro allegria,
Se tu sai accogliere il misero che ti fa perdere tempo e guardarlo con dolcezza,
Se tu sai accogliere e accettare un fare diverso dal tuo,
Se tu credi che la pace è possibile, allora…

LA PACE VERRA’
(Charles de Foucauld)

Caravaggio. La conversione di San Paolo.

25 gennaio 2011

Le due diverse realizzazioni pittoriche della conversione di San Paolo da parte di Caravaggio.

La conversione di San Paolo

Caravaggio, La conversione di San Paolo, 1601, coll. Odescalchi

 

Caravaggio, La conversione di San Paolo, 1601, S.Maria del Popolo, Roma

 

25 gennaio. Rivelazione di Gesù Cristo a Paolo apostolo.

25 gennaio 2011

La chiesa cattolica ricorda la rivelazione di Gesù cristo a Saulo di Tarso.

Se la memoria della conversione di Paolo è così solenne, questo accade perché è utile a quelli che ne celebrano il ricordo. Perché da questa celebrazione il peccatore attinge la speranza del perdono che l’invita alla penitenza; e chi si è già pentito vi trova il modello di una perfetta conversione.
Come è possibile cedere alla disperazione, per quanto grandi siano le nostre colpe, quando si sente che quel Saulo che sempre fremente minacciava strage contro i discepoli del Signore, fu all’improvviso trasformato in vaso d’elezione? Chi potrebbe dire: «Non posso rialzarmi e condurre una vita migliore» se sulla strada su cui il suo cuore era pieno di veleno, l’accanito persecutore divenne subito il predicatore più fedele?

Bernardo di Clairvaux, Sermone per la conversione di san Paolo 1, tratto da http://www.monasterodibose.it/

In link la pagina con i rimandi alle catechesi di Benedetto XVI su San Paolo.

http://lapaginadisanpaolo.unblog.fr/benedetto-xvi-le-quattro-catechesi-su-paolo/

E. Clapton, Tears in heaven

25 gennaio 2011

http://www.ericclapton.com/ raggiunto il link cliccare in alto a destra su  facebook, poi nella pagina bacheca cliccare tra le sette e le tredici (ma si può pensare col tempo di più) volte “post precedenti” fino a raggiungere Tears in heaven proposta da Armin Karakhayan (prima vi sono altre proposte di questa canzone ma non cantate da Clapton).

Signore, quando soffriamo tu soffri insieme a noi, dentro di noi, più di noi, perchè sei nostro Padre…

25 gennaio, giornata di chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

25 gennaio 2011

La ricerca, nel dono dello Spirito, dell’unità tra i cristiani, la ricerca della comprensione tra tutti gli esseri umani, può contribuire a condurre la Chiesa stessa, nella storia, verso una sempre più profonda apertura del cuore a Cristo, ad un mettere in discussione, in dialogo, in Cristo, in qualche modo, gli stessi orientamenti fondamentali nel discernimento: talora infatti anche, ad es., nel campo dell’ecumenismo, si può tendere a dialogare sulle dottrine, senza molto accorgersi della necessità di un dialogo, di una ricerca, sul nucleo spirituale-culturale generatore di tali dottrine.Forse il Signore ci vuole condurre verso una sempre più profonda, integrale, non solo, in varia misura spiritualistica, ma spirituale-umana-culturale, conversione in lui, verso un amore fraterno in lui sempre più profondo…

Preghiamo per la sempre nuova, rinnovata, venuta di Cristo.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 25 Gennaio 2011) con commento comunitario

24 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 16,15-18)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro:
«Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato.
Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

24 gennaio. San Francesco di Sales

24 gennaio 2011

I calendari della chiesa cattolica d’occidente e dell’anglicana ricordano San Francesco di Sales, vescovo e dottore della chiesa (1567-1622)

Preghiera a Maria

Ricordati e rammentati, o dolcissima Vergine,
che Tu sei mia Madre e che io sono Tuo figlio;
che Tu sei potente
e che io sono poverissimo, timido e debole.
Io Ti supplico, dolcissima Madre,
di guidarmi in tutte le mie vie,
in tutte le mie azioni.
Non dirmi, Madre stupenda, che Tu non puoi,
poiché il Tuo amatissimo Figlio
Ti ha dato ogni potere, sia in cielo che in terra.
Non dirmi che Tu non sei tenuta a farlo,
poiché Tu sei la Mamma di tutti gli uomini
e, particolarmente, la mia Mamma. Se Tu non potessi ascoltare,
io Ti scuserei dicendo :
“è vero che è mia Mamma e che mi ama come Suo figlio,
ma non ha mezzi e possibilità per aiutarmi”.
Se Tu non fossi la mia Mamma,
io avrei pazienza e direi :
“ha tutte le possibilità di aiutarmi,
ma, ahimé, non è mia Madre
e, quindi, non mi ama”.
Ma invece no, o dolcissima Vergine,
Tu sei la mia Mamma
e per di più sei potentissima.
Come potrei scusarti se Tu non mi aiutassi
e non mi porgessi soccorso e assistenza?
Vedi bene, o Mamma,
che sei costretta ad ascoltare
tutte le mie richieste.
Per l’onore e per la gloria del Tuo Gesù,
accettami come Tuo bimbo
senza badare alle mie miserie
e ai miei peccati.

Libera la mia anima e il mio corpo
da ogni male e dammi tutte le Tue virtù,
soprattutto l’umiltà.

Fammi regalo di tutti i doni, di tutti i beni e
di tutte le grazie che piacciono
alla SS. Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo.

Francesco di Sales

http://www.dimensionesperanza.it/aree/spiritualita/mistica/item/5540-francesco-di-sales-1567-1622.html

A. Piazzolla, Libertango

24 gennaio 2011

http://www.piazzolla.org/ raggiunto il link attraverso listen to Piazzolla recordings si arriva a Piazzolla’s own studio recordings ivi scendere nella pagina fino a trovare Libertango (stream audio 1).Esistono comunque edizioni migliori di questa.

Signore, rendici liberi.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 24 Gennaio 2011) con commento comunitario

23 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,22-30)

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».”

Gesù sta passando

23 gennaio 2011

Ascoltando il vangelo oggi mi è venuto in mente questo canto.
Il video è quello di un momento del festival dei giovani a Medjugorie, un’esperienza meravigliosa! Anch’io ero là due anni fa.
La prima parte del canto è in croato, la seconda in italiano.

Selling Broadway che suonano due canzoni dei Genesis

23 gennaio 2011

http://www.genesis-music.com/ raggiunto il link cliccare su Genesis Community/Ning Site poi su videos poi su Firth of fifth.Non avendo trovato con una veloce ricerca canzoni direttamente eseguite dai Genesis questo video può aiutare a conoscere qualcosina appunto dei Genesis

Signore aiutaci a scoprire, a godere, del tuo canto.

La Chiamata

22 gennaio 2011

Ascolta! Il Signore ti chiama!

Il tuo cuore sussulta.

Il Signore ti chiama.

Ascolti la Sua voce ma non capisci il senso.

Puoi tu così fragile e debole fare quello che Lui ti dice?

Lui ti chiama.

Vuole usare te per portare la salvezza all’umanità.

Vuole la tua fragilità per manifestare la Sua potenza.

Vuole il tuo cuore per manifestare il Suo amore.

Vuole il tuo “si” per manifestare la Sua presenza.

Ascolta! Lui ti conosce, sa i tuoi limiti,

li conosce più di te e sa che sono più di quanto tu sai.

Ma Lui è Dio e fa cose grandi con mezzi piccoli, insignificanti.

Lui manifesta la Sua onnipotenza nella debolezza.

Se tu sai di essere debole, Lui ti può usare.

Con Dio noi faremo cose grandi.

Ascolta, non dire di no! Lui aspetta il tuo si! Non aspettare

di essere perfetto, non attendere mille certezze, non ragionare a lungo. Fidati di Lui.

Dai la tua vita, la tua debolezza, il tuo cuore, la tua mente, la tua libertà e tutto nella

tua vita sarà benedizione.

Ciò che Dio assume, perché tu gliene dai il permesso,

diventa strumento di salvezza.

Dì sì! Molti fratelli disperati aspettano te,

perché aspettano Lui.

E Lui si vuole servire di te per salvare loro.

Dì sì! Il mondo è troppo buio, senza Dio.

Lui è la luce del mondo e vuole attraverso te

illuminare ogni uomo.

(Don Salvatore Tumino, dal libro  Amare… è)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 23 Gennaio 2011) con commento comunitario

22 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,12-23)

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Bruce Springsteen.Streets of Philadelphia

22 gennaio 2011

Salmo 116,9-12

Io camminerò alla presenza del Signore
nella terra dei viventi.
Ho creduto anche quando dicevo:
“Sono troppo infelice”.
Ho detto con sgomento:
“Ogni uomo è bugiardo”.
Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?

 

http://www.youtube.com/user/BruceSpringsteenSME#p/u/37/uTeBFmWsLIg

E. Bianchi. Una lotta per la vita.

22 gennaio 2011

Su Avvenire del 20 marzo è stato pubblicata un’anticipazione (introduzione e primo capitolo) del libro di Enzo Bianchi “Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali” in uscita per le Ed. San Paolo.

“Uno degli aspetti oggi più disattesi della vita cristiana è certamente quello della lotta spirituale, elemento fondamentale in vista dell’edificazione di una personalità umana, prima ancora che cristiana, salda e matura. Il relativismo etico e l’imperante cultura dell’et­et , che fanno sognare la possibilità di uno stile di vita esente dal rischio e dalla fatica della scelta, sembrano rendere ‘fuori luogo’ e ‘fuori tempo’ la riflessione sulla necessità della lotta interiore. Eppure per ogni cristiano – non solo per i monaci – la lotta spirituale è più che mai essenziale. Si tratta del combattimento invisibile in cui l’uomo oppone resistenza al male e lotta per non essere vinto dalle tentazioni, quelle pulsioni e suggestioni che sonnecchiano nel profondo del suo cuore, ma che sovente si destano ed emergono con una prepotenza aggressiva, fino ad assumere il volto di tentazioni seducenti. L’uomo può contrastare le lusinghe della tentazione, ma non annientarle definitivamente, e per questo il cristiano prega ogni giorno di non soccombere di fronte alla tentazione (Mt 6,13)

(more…)

Canestro da centrocampo di spalle

22 gennaio 2011

(Sarà vero?)

http://www.youtube.com/watch?v=qVVU66YEWRk all’opportuno bisogna saper tentare.

Le due sorgenti

22 gennaio 2011

 La montagna si eleva verso il sole. Ma la montagna pesa. E’ fatta di sassi. In qualche recesso delle sue viscere nacquero un giorno due piccole sorgenti d’acqua limpida, che cercavano di uscire all’aperto. Ma la montagna non cedeva: le opprimeva, le soffocava.
Dopo un bel po’ di tempo le sorgenti, facendosi largo a poco a poco, riuscirono a venire alla luce ai piedi della montagna.
Com’erano stanche! Ma non c’era tempo per riposarsi.
Erano appena scaturite dalla terra quando sentirono delle grida provenienti dal muschio, dall’erba, dai fiorellini, dalle rose alpine: “Dateci da bere! Dateci da bere!”
“Fossi matta!”, disse la prima sorgente. “Ho faticato tanto senza sosta laggiù, sottoterra, mentre voi, pigri, ve ne stavate al sole. Non vi darò proprio niente!”
“Non ci darai niente?”, disse il muschio piccato. “E allora noi non ti lasceremo passare.”
“Ti sbarreremo la strada con le nostre numerose radici”, dichiarò l’erba.
“Ti copriremo così nessuno ti troverà”, minacciarono i cespugli di rose alpine e di rovi.
La seconda sorgente fu condiscendente: “Bevi, sorella erba, però fatti da parte perché io possa proseguire il mio cammino!” Bevvero un poco anche i cespugli ma si tennero fuori dalla corrente e così il muschio e la rosa alpina.
La sorgente correva. Dava da bere a tutte le piante e tutte le cedevano il passo.(…) La sua acqua era fresca e limpida come cristallo. (Lei stessa non sapeva come. Le piante l’amavano e lasciavano che altre sorgenti si unissero a lei.(…) Alla fine arrivò al mare. Quando giunse alla foce, l’azzurro padre Oceano la prese fra le braccia e la baciò sulla fronte. “E dov’è tua sorella sorgente?le chiese.”
“Ah, Padre! Purtroppo è diventata paludosa, marcia e puzzolente.”
“Così è la vita, figliola mia”, disse padre Oceano.
“Tua sorella non voleva dare agli altri ciò che ha ricevuto. Vedi? Anch’io oggi ti ricevo in restituzione del vapore che da me è salito verso la montagna. La vita è dare. Tenere per sè è la morte.”

(Tomás Spidlík)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 22 Gennaio 2011) con commento comunitario

21 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,20-21)

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».”

I. Bodrozic. Preghiera dell’asino di Betlemme.

21 gennaio 2011

Signore,
credo d’averti già molestato troppo
chiedendoti di liberarmi da questa stupida vita d’asino
di un piccolo paese ai margini della Palestina.

Quante volte mi è venuto il desiderio di diventare feroce o velenoso
come tante altre bestie,
giusto per obbligare gli uomini ad essere più accorti nei miei confronti,
ma non te ne sei curato.
Con testarda tenacia ho nutrito il desiderio di libertà,
ma non mi è stato possibile fuggire da questo carico,
sempre meno sopportabile;
non mi stato possibile fuggire dal peso
che gli altri hanno caricato sulle mie spalle,
senza chiedermi nulla, né consenso né permesso,
incuranti delle mie ginocchia traballanti.
Ti ho supplicato di allontanare almeno la verga del mio aguzzino,
che batteva la mia schiena ad ogni tentativo di alzare la testa.
Non sapevo neanche com’è il sole di cui sentivo il calore sulle spalle!
Sconosciuta era per me la bellezza della luna e delle stelle
che di notte rischiarano le vie.

Comunque grazie! Per quella notte di grazia.
Doveva essere gravosa e buia come tutte le altre,
invece ha cambiato il contenuto dei miei pensieri,
il corso della mia vita.
L’uomo e la donna che hai mandato nella mia stalla,
non sono venuti né con la forza né con il bastone,
non fremevano né minacciavano.
Sono entrati piano, umilmente e modestamente.
E allora nell’attimo più buio della notte,
ho visto il Sole in persona.
Quella luce e quel calore verso i quali ho anelato tutta la vita.

A notte fonda, attorno al Bambino adagiato sulla greppia
è risuonato un canto:
“Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!”.
In un istante ho sentito di non valere meno degli angeli.
Davanti a me e davanti a loro si trovava lo stesso mistero.
Non da meno era la mia meraviglia di fronte al miracolo avvenuto!
Proprio quando mi sono inginocchiato davanti a questo Mistero,
hai reso salde le mie ginocchia vacillanti,
con la forza che lui emanava hai dato fermezza alle mie membra.

Grazie Signore,
perché mi hai liberato a modo tuo e non come io ti ho chiesto.
Non mi hai dato una vita lunga, però me l’hai riempita di senso.
Non hai maledetto le tenebre che mi avvolgevano,
però mi hai mostrato la luce.
Quando non ho potuto né saputo alzare la testa,
tu ti sei chinato davanti a me per mostrarti.
Non hai tolto la croce dalle mie spalle,
mi hai insegnato come portarla.
Sono diventato orgoglioso di me imparando
che è virtuoso portare i pesi degli altri.
Mi hai aperto la porta della conoscenza
quando mi hai persuaso che il tuo giogo è dolce,
il carico leggero.
Ora lo sai perché ho accettato con gioia l’ulteriore peso,
perché mi sono offerto per il viaggio in Egitto,
nonostante gli sforzi e i pericoli.

Grazie,
perché hai scelto me e la mia misera specie per servire la Sacra Famiglia.
Una sola cosa mi ha messo in imbarazzo: quando mi hanno cambiato il nome,
ma ora so che il mio nome era proprio quello,
e sono fiero di essere chiamato Cristoforo,
portatore di Cristo.

Ivan Bodrozic

21 dicembre. Sant’Agnese.

21 gennaio 2011

Oggi la Chiesa cattolica d’occidente e la chiesa anglicana ricordano la Santa martire Agnese (III sec.). Nel primo link si può trovare il triduo di preghiera alla santa.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22350

http://it.gloria.tv/?media=124795

La Chiesa ortodossa ricorda, tra gli altri, Massimo il confessore (580-662), monaco, autore di opere sulla preghiera, sulla lotta contro le passioni e sulla  carità.

Il mistero dell’incarnazione del Verbo contiene il senso di tutti gli enigmi e di tutte le figure della Scrittura, nonché la scienza delle creature visibili e intellegibili. E chi ha conosciuto il mistero della croce e della tomba, ha conosciuto le ragioni di tali cose. Chi poi è stato iniziato alla potenza arcana della resurrezione, ha conosciuto lo scopo per il quale Dio in principio ha fatto sussistere tutte le cose.

Massimo il Confessore (Capitoli sulla teologia e l’economia dell’incarnazione 1,66)


La chiesa georgiana ricorda Abo di Tbilisi, ( ?-786) martire a causa dell’ abbandono della religione islamica a favore del cristianesimo.

All’alba del 6 di gennaio, memoria del battesimo di nostro Signore, il beato Abo disse: «Questo è per me un grande giorno, poiché mi è dato di vedere la duplice vittoria del mio Signore Gesù Cristo. Fu in questo giorno, infatti, che egli discese dopo essersi spogliato nel fiume Giordano, per ricevere il battesimo; e con quel gesto egli distrusse con la sua forza divina le teste del mostro nascosto in quelle acque profonde.
Oggi tocca a me, a mia volta, vincere le paure che assalgono il rivestimento carnale della mia anima, discendendo nella città, come nelle sante acque del Giordano, per essere battezzato nel mio stesso sangue con fuoco e Spirito, come predicava il Battista.
Allora veramente entrerò nell’acqua per ricevere il battesimo, poiché è oggi che lo Spirito santo aleggia sulle acque per crearmi a nuova vita»

Giovanni figlio di Saban, (da Passione di Abo di Tbilisi)

Tutte le notizie e le citazioni sono tratte da http://www.monasterodibose.it/

Safari virtuale in diretta

21 gennaio 2011

http://www.africam.com/wildlife/ animali selvaggi che corrono alla fonte d’acqua…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 21 Gennaio 2011) con commento comunitario

20 gennaio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 3,13-19)

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.”

PREGHIERE ALLO SPIRITO SANTO

20 gennaio 2011

O Spirito di luce,
donaci una grande LUCE.

E’ luce la presenza del Signore
che cammina al nostro fianco
nella trama misteriosa
delle nostre giornate.

E’ luce la sua promessa,
che ci fa credere che ogni desiderio
di bene, di tranquillità, di pace
che vive nel nostro cuore
si realizzerà, e non saremo più
in balia delle nostre paure
e delle incertezze.

E’ luce la Parola, che ci svela
un altro volto della realtà
e della vita,
e ci invita a cercare la felicità
nel legame profondo
e trasfigurante con il Signore
della pace e della gioia.

E’ parola che chiama
e che, come ai discepoli,
fa intravedere un altro traguardo
per la propria esistenza:
quello che si snoda dietro ai passi
del Signore.

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

20 gennaio 2011

 

Le mie mani nelle Tue

Ho visto le tue mani Signore mani rugose di un Dio che opera
Mani sudate di un Dio instancabile
Mani bucate di un Dio che dona tutto…
Le mie mani Signore, san fare molte cose ma tremano,
tanto son leggere, esitano perché son vuote
sono rigide, piene di sangue, avide di possedere,
dubitano, paurose di incontrare, chiuse a pugno, ansiose d’avere, feriscono.
Da tempo le tue son davanti alle mie chiedono, implorano.
Son sospinto ad aprirle, ma esito,
desidero stringere le tue, ma so che mi coinvolgerebbero.
Nelle mani, Dio, è racchiusa la grandezza,
l’intelligenza del costruire la capacità del demolire l’arte della vita
e del morire, del saper perdere e del gioire.
Le apro Signore e imploro, come povero sul ciglio della strada,
il dono di accoglierti.
Tu sei Pace, mi doni la forza di credere aldilà d’ogni speranza,
di operare instancabilmente, di trasformare povertà in letizia, di lenire e sanare.
Tu sei pace, con le mie mani bucate, strette alle tue, innovi la vita.
Offriremo misericordia e spezzeremo libertà.

Valentino Incampo, padre cappuccino ( tratto da, Educare alla pace).

Un fondamentale spunto di Benedetto XVI…

20 gennaio 2011

…che contribuisce ad aprire nuove, feconde, vie spirituali, umane, culturali…

Veglia mariana, 10 ottobre 2009.

In tale contesto, ho affidato idealmente a voi, cari giovani, l’Enciclica Caritas in veritate, nella quale richiamo l’urgenza di elaborare una nuova sintesi umanistica (cfr n. 21) che riannodi i legami tra l’antropologia e la teologia.

Qui il pontefice stimola la ricerca di una spiritualità-cultura  non solo divina, non solo umana, ma divina e umana; potremmo dire, con semplicità, la scoperta sempre più profonda di un Dio che perdona tutto e sempre (vedere l’enciclica Deus caritas est, dove il papa parla in modo molto chiaro della misericordia “totale” di Dio), che aiuta, ben al di là di ogni schema, l’uomo a comprendere, accogliere, sè stesso, a crescere secondo le autentiche tappe, vie, della sua personalissima (e non, ad es., schematica, rigida o, al contrario facilona) crescita spirituale e umana, un Dio di serenità, un amore sano, che guarisce e libera tutto l’uomo, che illumina in modo sempre rinnovato tutta la sua vita, la sua cultura…