Archive for febbraio 2011

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 1 Marzo 2011) con commento comunitario

28 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

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UDIENZA DI BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI (28 febbraio 2011)

28 febbraio 2011

(Qui un breve stralcio del discorso integrale riportato sotto: È proprio l’appello ai valori spirituali che permetterà di promuovere una comunicazione veramente umana: al di là di ogni facile entusiasmo o scetticismo, sappiamo che essa è una risposta alla chiamata impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza del Dio della comunione. Per questo la comunicazione biblica secondo la volontà di Dio è sempre legata al dialogo e alla responsabilità, come testimoniano, ad esempio, le figure di Abramo, Mosè, Giobbe e i Profeti, e mai alla seduzione linguistica, come è invece il caso del serpente, o di incomunicabilità e di violenza come nel caso di Caino. Il contributo dei credenti allora potrà essere di aiuto per lo stesso mondo dei media, aprendo orizzonti di senso e di valore che la cultura digitale non è capace da sola di intravedere e rappresentare).

Cari Fratelli e Sorelle,

sono lieto di accogliervi in occasione della Plenaria del Dicastero. Saluto il Presidente, Mons. Claudio Maria Celli, che ringrazio per le cortesi parole, i Segretari, gli Officiali, i Consultori e tutto il Personale.

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest’anno, ho invitato a riflettere sul fatto che le nuove tecnologie non solamente cambiano il modo di comunicare, ma stanno operando una vasta trasformazione culturale. Si va sviluppando un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e costruire comunione. Vorrei adesso soffermarmi sul fatto che il pensiero e la relazione avvengono sempre nella modalità del linguaggio, inteso naturalmente in senso lato, non solo verbale. Il linguaggio non è un semplice rivestimento intercambiabile e provvisorio di concetti, ma il contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole. L’uomo, dunque, non solo «usa» ma, in certo senso, «abita» il linguaggio. In particolare oggi, quelle che il Concilio Vaticano II ha definito «meravigliose invenzioni tecniche» (Inter mirifica, 1) stanno trasformando l’ambiente culturale, e questo richiede un’attenzione specifica ai linguaggi che in esso si sviluppano. Le nuove tecnologie «hanno la capacità di pesare non solo sulle modalità, ma anche sui contenuti del pensiero» (Aetatis novae, 4). (more…)

28 febbraio. Santi del giorno

28 febbraio 2011

Oggi si fa memoria dei martiri di Alessandria, che al tempo dell’imperatore Gallieno, prestarono assistenza durante una epidemia di peste.

Si ricorda Sant’Osvaldo di Worcester, (?-992) monaco benedettino  http://it.gloria.tv/?media=133816

Si ricorda il martirio in Cina  di Sant’Augusto Chapdelaine (1814-1856)  http://www.santiebeati.it/dettaglio/92019

e il Beato Timoteo Trojanowski (1908-1942), http://www.santiebeati.it/dettaglio/92020, che appartiene ad un gruppo di sette martiri polacchi, frati minori conventuali, beatificati il 13 giugno del 1999 da Giovanni Paolo II  http://www.santiebeati.it/dettaglio/92579.

Odette Prevost. Il giorno di oggi

28 febbraio 2011

Guardate gli uccelli del cielo.…” (Mt 6,26)

Questa è una preghiera trovata su un piccolo foglio che sr. Odette Prevost, uccisa con altre consorelle in Algeria nel 1995, portava sempre con sé.

“Vivi il giorno di oggi,
Dio te lo dona, è tuo,
vivilo in Lui.
Il giorno di domani è in mano a Dio,
non t’appartiene ancora.
Affidalo a Lui.
Il momento presente è un fragile ponte,
se tu lo carichi dei rimpianti di ieri,
dell’inquietudine del domani,
il ponte cede e tu precipiti.
Il passato? Dio lo perdona.
L’avvenire ? Dio te lo dona.
Vivi, dunque, il giorno di oggi
in comunione con Lui”.

Dario Esposito, Indach song

28 febbraio 2011

Donaci sempre la tua musica, Signore e grazie per chi la suona e la canta per noi…

http://www.myspace.com/darioesposito/music

E’ uscito da poco il disco del Federica Baioni Quartet (con Dario Esposito):

http://www.federicabaioni.com/

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 28 Febbraio 2011) con commento comunitario

27 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-27)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».”

La sfida del quotidiano

27 febbraio 2011

Da “Le case di Maria”  di padre Hermes Ronchi

Nel quotidiano si abbrevia l’infinito.

L’identità profonda di ciascuno è svelata nell’ordinario, si costituisce nel fare le cose che devono essere fatte, ma nel farle in un certo modo.

Perchè non importa ciò che fai, ma come lo fai. Puoi essere senatore, deputato o casalinga, puoi essere professore universitario o contadino, non importa ciò che fai, ma come lo fai, con quanta verità e passione, con quanta intensità e convinzione, con quanto amore compi le solite cose; questo forse non salva il mondo, ma lo rende migliore, e il mondo appartiene a chi lo rende migliore, a chi lo lascia ogni sera un pò più buono e un pò più bello di come lo ha trovato.

Federica Baioni Quartet, con Dario Esposito alla batteria: Estate

27 febbraio 2011

Dal sito ufficiale di Dario Esposito  http://www.darioesposito.com/index.php?q=node/8

Signore vinci le nostre paure, resistenze, ad entrare nella via della vita, aiutaci a godere, della tua estate.

27 febbraio. Santi del giorno

26 febbraio 2011

La chiesa armena ricorda Gregorio di Narek, monaco e innografo vissuto tra il X e l’XI secolo.
Compose inni, trattati, commenti alla Scrittura, panegirici; fu un predicatore amato e apprezzato dai più dotti ma anche dai più semplici. Il suo Libro di preghiere è uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana.

Tu sei questo meraviglioso canto
nel quale noi troviamo il nostro impulso,
musica al cui seno le forme sono costruite.

Tu sei il segreto del pensiero
grazie a cui tutto insieme è in movimento,
ogni splendore si trova in te riunito
come nell’anfora si accostano le canne.

Tu sei il dito del cipresso che indica la via
e le tue sopracciglia sono riunite in un sol arco.

Dio del mezzogiorno che domini sugli astri

Gregorio di Narek, dal Libro di preghiere
La Chiesa d’Inghilterra ricorda un altro grande poeta cristiano: George Herbert, 1593-1633.
“Lascia, o Signore,
quando il tuo tetto avrà nascosto la mia anima
che in un tal luogo io possa porre il nido;
allora di un peccatore liberato ti sarai,
e io del bisogno di sperare e di temere.

Ma a modo tuo: di certo le tue vie sono migliori.
Distendi o contrai il tuo povero debitore:
non sarà che un modo di accordarmi il seno
per rendere la musica migliore.

Che io voli con gli angeli, o cada con la polvere,
gli uni e l’altra han fatto le tue mani, e là io sono;
la tua potenza e il tuo amore, il mio amore e la mia fede
rendono ogni luogo la terra dell’incontro”

George Herbert, da The Temper

(notizie tratte da http://www. monastero di bose.it)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 27 Febbraio 2011) con commento comunitario

26 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».”

E. John, Rocket man

26 febbraio 2011

Signore aiutaci a dare ad ogni cosa il tempo che vuoi tu, quando vuoi tu, ad es. aiutaci ad entrare con te nella preghiera.

http://web.eltonjohn.com/ raggiunto il link cliccare sull’iconcina di youtube in fondo alla pagina e poi trovare nella sezione “Tutto” Rocket man nella versione eseguita al Madison Square Garden

Bella ma non trovata nel sito ufficiale, almeno ad una ricerca veloce, Goodbye yellow brick road.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 26 Febbraio 2011) con commento comunitario

25 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

L’amore non è già fatto, si fa

25 febbraio 2011

In riferimento al vangelo di oggi, una bellissima riflessione di Michel Quoist, sull’amore coniugale.

 Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.

Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.

Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.

Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare.

Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di “sì” che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di “no” che si cancellano strada facendo.

Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

(Michel Quoist)

25 febbraio. Santi del giorno.

25 febbraio 2011

Oggi si ricordano il Vescovo Luigi Versilia, 1873-1930, e il sacerdote Callisto Caravario, 1903-1930, missionari salesiani, martiri in Cina.

http://it.gloria.tv/?media=133114

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90080

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90079

G. Harrison, While my guitar gently weeps

25 febbraio 2011

http://www.georgeharrison.com/ raggiunto il link cliccare su features poi su Let it roll poi sulla canzone segnalata.

Signore consola, aiuta, ogni essere umano…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 25 Febbraio 2011) con commento comunitario

24 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12)

In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».”

24 febbraio. Santi e memorie del giorno

24 febbraio 2011

Tra gli altri, oggi, si fa memoria nella chiesa cattolica di sant’Etelberto, 552- 616, re del Kent, primo sovrano anglosassone ad essersi convertito al cristianesimo.

http://it.gloria.tv/?media=132796

Si ricorda anche  il beato Tommaso Maria Fusco, 1831-1891, fondatore delle “Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue”.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90338

Si ricorda Francisca Nuñez de Carbajal, (m. 1590), martire ebrea. Apparteneva ad una celebre famiglia di conversos messicani di origine portoghese a Città del Messico, subì la prigione, ripetute torture per più di tre anni, prima di essere mandata pubblicamente al rogo, per aver continuato a professare la propria fede ebraica. Ad uno a uno, tutti i membri della sua famiglia avrebbero seguito in pochi anni  la stessa sorte.

Ma come posso cantare in questo mondo per me così vuoto?
Come posso suonare con queste misere mani contorte?
Dove sono i miei morti? Li cerco, mio Dio, anche nel letame,
in ogni mucchio di cenere… Oh, ditemi dove siete.

Gridate da ogni lembo di terra, da sotto ogni pietra,
gridate dalla polvere, dalle fiamme, dal fumo –
è il vostro sangue, la vostra linfa, il midollo delle vostre ossa,
è la vostra carne, la vostra vita! Gridate, gridate forte!”

Yitzhak Katzenelson, da Il canto del popolo ebraico massacrato

Il 16 del mese di yakkatit, e in tono minore il 16 di ogni mese dell’anno, i cristiani di Etiopia fanno memoria del Kidana Meherat, ovvero del “patto di misericordia”, che secondo un’antichissima tradizione Gesù avrebbe fatto con sua madre, promettendole di salvare tutti coloro che sarebbero ricorsi alla sua intercessione.
Il Kidana Meherat costituisce una delle più importanti feste dell’anno liturgico etiopico. Esso è segno della forte accentuazione mariana nella spiritualità popolare delle chiese orientali. Tuttavia, al cuore della celebrazione che oggi ha luogo in tutta l’Etiopia, vi è soprattutto l’affermazione della misericordia di Dio rivelata attraverso Gesù Cristo, di cui la Vergine non è che un’umile serva. Il Kidana Meherat, allora, è più che mai una festa in cui si annuncia il cuore stesso dell’Evangelo.

Salve a te, Patto di Misericordia, mia speranza che giustifichi il peccatore
e che cerchi una sola pecora
che fu smarrita tra le novantanove.

Salve a te, Patto di Misericordia, colonna che il Signore eresse,
affinché tu sia segno di salvezza per tutti i peccatori,
fortifica l’amore!

Salve a te, Patto di Misericordia, oro, corona di ogni bene;
tu sei il tesoro del povero
e la ricchezza che è in cielo.

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it/)


Chidane Mehrèt, il Patto di Misericordia. Dipinto murale della chiesa di Ura Chidane Mehrèt, lago Tana.

G. Harrison, All those years ago

24 febbraio 2011

http://www.georgeharrison.com/ raggiunto il link cliccare su features poi su Let it roll poi sulla canzone segnalata.

Lo sguardo d’amore di Dio illumina passato, presente, futuro…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 24 Febbraio 2011) con commento comunitario

23 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,41-50)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».”

23 FEBBRAIO – SAN POLICARPO

23 febbraio 2011

Nato a Smirne nell’anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne». Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo viene messo a capo dei cristiani del luogo verso il 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospita e più tardi Ignazio gli scriverà una lettera divenuta poi famosa. Nel 154 Policarpo va a Roma per discutere con papa Aniceto sulla data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppia una persecuzione. L’anziano vescovo (ha 86 anni) viene portato nello stadio, perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Policarpo rifiuta di difendersi davanti al governatore, che vuole risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Verrà ucciso con la spada. Sono circa le due del pomeriggio del 23 febbraio 155.

G.Raboni, Come cieco, con ansia…

23 febbraio 2011
Come cieco, con ansia, contro
il temporale e la grandine, una
dopo l’altra chiudevo
sette finestre.
Importava che non sapessi quali.
Solo all’alba, tremando,
con l’orrenda minuzia di chi si sveglia o muore,
capisco che ho strisciato
dentro il solito buio,
via san Gregorio primo piano.
Al di qua dei miei figli,
di poter dare o prendere parola.
—————————————————–
Signore aiutaci a trovare il tuo riferimento sicuro…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Mercoledì 23 Febbraio 2011) con commento comunitario

22 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,38-40)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva».
Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

Le parole del Papa. Messaggio per la Quaresima 2011

22 febbraio 2011

Oggi è stato presentato in conferenza stampa il Messaggio del Papa per la Quaresima 2011 sul tema “Con Cristo siete sepolti nel Battesimo, con lui siete anche risorti” (cfr Col 2,12).

Cari fratelli e sorelle,
la Quaresima, che ci conduce alla celebrazione della Santa Pasqua, è per la Chiesa un tempo liturgico assai prezioso e importante, in vista del quale sono lieto di rivolgere una parola specifica perché sia vissuto con il dovuto impegno. Mentre guarda all’incontro definitivo con il suo Sposo nella Pasqua eterna, la Comunità ecclesiale, assidua nella preghiera e nella carità operosa, intensifica il suo cammino di purificazione nello spirito, per attingere con maggiore abbondanza al Mistero della redenzione la vita nuova in Cristo Signore (cfr Prefazio I di Quaresima).

(more…)

22 febbraio. Cattedra di s. Pietro apostolo. S. Margherita da Cortona.

22 febbraio 2011

Il 22 febbraio gli antichi romani onoravano la memoria dei loro morti e mangiavano presso le loro tombe, attorno alla “cattedra” vuota riservata ai defunti per indicarne la presenza in mezzo ai familiari.
Già nel 354 la Depositio martyrum, il più antico calendario della chiesa di Roma, testimonia la sostituzione di tale festa pagana con la memoria della cattedra di Pietro, cioè dell’inizio del suo episcopato romano.
Più tardi furono celebrate due memorie della cattedra petrina, una il 18 gennaio, propria della Gallia e commemorante l’inizio del servizio episcopale di Pietro a Roma, e l’altra il 22 febbraio, memoria del suo ministero ad Antiochia.
Con la festa odierna, attualmente celebrata dalla sola chiesa cattolica, si è voluto mantenere anche per Pietro, come si è fatto per Paolo, una seconda memoria che ne ricorda la specifica missione nella chiesa.
La commemorazione dell’episcopato romano dell’apostolo è così l’occasione per sottolineare da un lato il fondamento apostolico della chiesa di Roma, dall’altro il servizio di presidenza nella carità che l’antica tradizione ha riconosciuto a Pietro e ai suoi successori, siano essi tutti i vescovi, come interpreta l’ortodossia, siano invece i soli vescovi di Roma, secondo l’esegesi della Scrittura prevalsa in occidente.
(Tratto da http://www.monasterodibose.it/)

“La Liturgia latina celebra oggi la festa della Cattedra di San Pietro. Si tratta di una tradizione molto antica, attestata a Roma fin dal secolo IV, con la quale si rende grazie a Dio per la missione affidata all’apostolo Pietro e ai suoi successori. La “cattedra”, letteralmente, è il seggio fisso del Vescovo, posto nella chiesa madre di una Diocesi, che per questo viene detta “cattedrale”, ed è il simbolo dell’autorità del Vescovo e, in particolare, del suo “magistero”, cioè dell’insegnamento evangelico che egli, in quanto successore degli Apostoli, è chiamato a custodire e trasmettere alla Comunità cristiana (…..)

Quale fu, dunque, la “cattedra” di san Pietro?(….) La prima “sede” della Chiesa fu il Cenacolo(….) Successivamente, la sede di Pietro divenne Antiochia, città situata sul fiume Oronte, in Siria(…. )Poi Pietro si recò a Roma, centro dell’Impero, simbolo dell'”Orbis”(…..)

Celebrare la “Cattedra” di Pietro, come facciamo oggi, significa, perciò, attribuire ad essa un forte significato spirituale e riconoscervi un segno privilegiato dell’amore di Dio, Pastore buono ed eterno, che vuole radunare l’intera sua Chiesa e guidarla sulla via della salvezza.( …)


Nell’abside della Basilica di san Pietro, come sapete, si trova il monumento alla Cattedra dell’Apostolo, opera matura del Bernini, realizzata in forma di grande trono bronzeo, sorretto dalle statue di quattro Dottori della Chiesa, due d’occidente, sant’Agostino e sant’Ambrogio, e due d’oriente, san Giovanni Crisostomo e sant’Atanasio. Vi invito a sostare di fronte a tale opera suggestiva, che oggi è possibile ammirare decorata da tante candele, e pregare in modo particolare per il ministero che Iddio mi ha affidato. Alzando lo sguardo alla vetrata di alabastro che si apre proprio sopra la Cattedra, invocate lo Spirito Santo, affinché sostenga sempre con la sua luce e la sua forza il mio quotidiano servizio a tutta la Chiesa.”

Dall’Udienza generale di Benedetto XVI del 22 febbraio 2006. Per il testo completo http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2006/documents/hf_ben-xvi_aud_20060222_it.html

http://it.gloria.tv/?media=132299

 

Oggi si ricorda anche Margherita da Cortona (1247-1297), terziaria francescana, esempio di grande carità e mistica della passione di Cristo.Fu all’origine di innumerevoli iniziative a favore di poveri e ammalati, nei quali non si stancò mai di cercare il volto del suo Signore.

http://it.gloria.tv/?media=132319

Non più psicologia ma formazione spirituale e umana

22 febbraio 2011

Anche qui si tratta di uno spunto personale, aperto ad un dialogo, ad una ricerca comune.

La possibile sempre più approfondita scoperta dell’autentico incontrarsi dello Spirito e dell’uomo, l’individuazione del riferimento della coscienza spirituale psicofisica dell’uomo, possono aiutare a  scoprire come proprio in questi sempre rinnovati riferimenti, collegamenti, in una vita in Cristo, la persona umana può trovare la via di una sempre più equilibrata, profonda, crescita spirituale, psicologica, etc..Non più, anche in ambito cristiano, una varia giustapposizione di cammino spirituale (variamente spiritualistico) da un lato e di psicologia (variamente, ad es., intellettualismo, tecnicismo, etc.) dall’altro.E’ invece la coscienza spirituale e umana che può essere aiutata, nel dono dello Spirito, a trovare le adeguate, personalissime, vie, tappe, della propria crescita spirituale, psicologica, etc., alla ricerca di una spiritualità sempre più “divina e umana”.E’ una sempre rinnovata (magari implicita, ad es. per un non credente) crescita in Cristo il centro della crescita, appunto, spirituale e umana.Gli spunti della psicologia nelle sue varie configurazioni attuali vanno presi cum grano salis per inserirli in questa sempre rinnovata conoscenza spirituale e umana in Cristo dell’uomo.Un formatore ben cresciuto in questa rinnovata via spirituale e umana (certo anche con l’aiuto degli studi psicologici ma fatti propri come detto sopra) potrà magari aiutare molto più profondamente, incisivamente, tante persone a sciogliere i nodi, ad individuare le tappe, etc., della loro crescita spirituale e umana.E tutto ciò in un libero, amorevole, rapporto umano e non in un tecnico, a pagamento, rapporto da professionista a cliente, da medico a paziente.
Il punto di riferimento (un’intuizione, dono dello Spirito -ma che, Dio volendo, può essere in vario modo coltivata, trasmessa, etc.- della divinità e dell’umanità dell’amore di Dio; intuizione nella quale la coscienza spirituale psicofisica dell’uomo si può sempre più cogliere -anche implicitamente, ad es. in certi passaggi della crescita di un non credente- appunto nel dono divino e umano dell’amore di Dio) è proprio, in vario modo, esplicito, implicito, una sempre nuova consapevolezza della coscienza spirituale e psicofisica in Cristo.

Comunione spirituale

21 febbraio 2011

Tra i mille tesori che la Chiesa, come madre amorosa, mette a disposizione dei suoi figli, ma purtoppo oggi poco conosciuta e apprezzata in tutto il suo valore, c’è la comunione spirituale.

Che cos’è la comunione spirituale? è il desiderio forte, ardente di ricevere Gesù eucarestia, di abbracciarlo nel cuore come se fosse stato ricevuto, espresso con una preghiera durante una visita al SS Sacramento o durante una Messa.

S. Alfonso Maria de Liguori ne parla con calore e la raccomanda a chi ha la bella consuetudine di visitare il SS Sacramento, anzi ne consiglia anche la preghiera: Gesù mio, ti credo realmente presente nel SS Sacramento. Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poichè ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto ti abbraccio e mi unisco tutto a te. Non permettere mai che io mi separi da te.

Molti sono i santi e le sante che erano soliti cominicarsi spiritualmente e i Concili hanno dato molta importanza a questo tipo di devozione, senza considerare che è piuttosto facile goderne: basta desiderarlo fortemente e pregare.

Eppure i frutti sono dolci e abbondanti; il Signore non si lascia sfuggire occasioni per aiutare, sostenere, confortare chi con amore, umiltà e intenso desirerio chiede di poter accoglierlo.

Siamo tutti grati al Signore per i suoi doni e le sue grazie.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 22 Febbraio 2011) con commento comunitario

21 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,13-19)

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

21 febbraio. San Pier Damiani

21 febbraio 2011

Oggi nei calendari romano e ambrosiano si fa oggi memoria di Pietro (Pier) Damiani, (1007-1072) eremita e vescovo nell’XI secolo.
Nella propria vita riuscì a contemperare una forte passione per la vita solitaria, di cui è forse il più convinto teorizzatore in occidente, e un impegno ecclesiale e politico che lo portò a girare l’Europa per fungere da paciere in situazioni difficili fra papi, vescovi, monaci e regnanti di ogni sorta.
Fu eletto vescovo di Ostia e cardinale attorno al 1057.
Pur rinunciando al cardinalato dopo pochi anni per ritrovare la libertà e la pace, egli non cessò di compiere missioni conciliatrici ovunque ve ne fosse bisogno. Morì a Faenza, e lì è sepolto.

 

Dall’Udienza generale di Benedetto XVI del 9 settembre 2009

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090909_it.html

 

“Chi darà una fontana di lacrime ai miei occhi? Velatevi, o mie pupille, nel pianto: guai a me che sono caduto!
Le gocce del mare, l’arena del lido, non uguagliano la moltitudine dei miei peccati: essi sono più delle stelle e delle piogge, pesano più delle montagne.
Sono indegno di vedere il cielo coi miei occhi, non merito di pronunciare con le mie labbra il nome di Dio.
Mi sforzo al pianto, ma il cuore resta di pietra. Insisto nella preghiera, ma lo spirito si perde altrove. Cerco la luce, ed ecco giungono le tenebre della mia mente perversa.
Io piango questa mia povera anima ferita: tu che morendo annientasti l’impero della morte, risuscitala!
Per le tue viscere di misericordia, ti prego: liberami dai lacci del peccato. Merito sdegno: largiscimi perdono, o fonte di pietà.
Fammi sempre obbediente ai tuoi comandi, e guidami alla vita celeste, tu che con il Padre e con lo Spirito santo tutto disponi nelle nostre vite”

Pier Damiani, dai Carmi

 

Notizie e citazioni tratte da http://www.monasterodibose.it/

File:Pierodamiani2.JPG

Andrea Barbiani, San Pedro Damiani, XVIII ca. Biblioteca Classense, Ravenna

D. Van de Sfroos, Falena

21 febbraio 2011

http://www.davidevandesfroos.com/ raggiunto il link cercare la canzone nel piccolo jukebox che appare sotto il titolo del sito.

Risplendi nelle notti dell’uomo Signore…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 21 Febbraio 2011) con commento comunitario

20 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,14-29)

In quel tempo, [Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte] e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro.
E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono.
Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!».
Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi.
Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». “