Archive for febbraio 2011

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Martedì 1 Marzo 2011) con commento comunitario

28 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».
Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

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UDIENZA DI BENEDETTO XVI AI PARTECIPANTI ALLA PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI (28 febbraio 2011)

28 febbraio 2011

(Qui un breve stralcio del discorso integrale riportato sotto: È proprio l’appello ai valori spirituali che permetterà di promuovere una comunicazione veramente umana: al di là di ogni facile entusiasmo o scetticismo, sappiamo che essa è una risposta alla chiamata impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza del Dio della comunione. Per questo la comunicazione biblica secondo la volontà di Dio è sempre legata al dialogo e alla responsabilità, come testimoniano, ad esempio, le figure di Abramo, Mosè, Giobbe e i Profeti, e mai alla seduzione linguistica, come è invece il caso del serpente, o di incomunicabilità e di violenza come nel caso di Caino. Il contributo dei credenti allora potrà essere di aiuto per lo stesso mondo dei media, aprendo orizzonti di senso e di valore che la cultura digitale non è capace da sola di intravedere e rappresentare).

Cari Fratelli e Sorelle,

sono lieto di accogliervi in occasione della Plenaria del Dicastero. Saluto il Presidente, Mons. Claudio Maria Celli, che ringrazio per le cortesi parole, i Segretari, gli Officiali, i Consultori e tutto il Personale.

Nel Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali di quest’anno, ho invitato a riflettere sul fatto che le nuove tecnologie non solamente cambiano il modo di comunicare, ma stanno operando una vasta trasformazione culturale. Si va sviluppando un nuovo modo di apprendere e di pensare, con inedite opportunità di stabilire relazioni e costruire comunione. Vorrei adesso soffermarmi sul fatto che il pensiero e la relazione avvengono sempre nella modalità del linguaggio, inteso naturalmente in senso lato, non solo verbale. Il linguaggio non è un semplice rivestimento intercambiabile e provvisorio di concetti, ma il contesto vivente e pulsante nel quale i pensieri, le inquietudini e i progetti degli uomini nascono alla coscienza e vengono plasmati in gesti, simboli e parole. L’uomo, dunque, non solo «usa» ma, in certo senso, «abita» il linguaggio. In particolare oggi, quelle che il Concilio Vaticano II ha definito «meravigliose invenzioni tecniche» (Inter mirifica, 1) stanno trasformando l’ambiente culturale, e questo richiede un’attenzione specifica ai linguaggi che in esso si sviluppano. Le nuove tecnologie «hanno la capacità di pesare non solo sulle modalità, ma anche sui contenuti del pensiero» (Aetatis novae, 4). (more…)

28 febbraio. Santi del giorno

28 febbraio 2011

Oggi si fa memoria dei martiri di Alessandria, che al tempo dell’imperatore Gallieno, prestarono assistenza durante una epidemia di peste.

Si ricorda Sant’Osvaldo di Worcester, (?-992) monaco benedettino  http://it.gloria.tv/?media=133816

Si ricorda il martirio in Cina  di Sant’Augusto Chapdelaine (1814-1856)  http://www.santiebeati.it/dettaglio/92019

e il Beato Timoteo Trojanowski (1908-1942), http://www.santiebeati.it/dettaglio/92020, che appartiene ad un gruppo di sette martiri polacchi, frati minori conventuali, beatificati il 13 giugno del 1999 da Giovanni Paolo II  http://www.santiebeati.it/dettaglio/92579.

Odette Prevost. Il giorno di oggi

28 febbraio 2011

Guardate gli uccelli del cielo.…” (Mt 6,26)

Questa è una preghiera trovata su un piccolo foglio che sr. Odette Prevost, uccisa con altre consorelle in Algeria nel 1995, portava sempre con sé.

“Vivi il giorno di oggi,
Dio te lo dona, è tuo,
vivilo in Lui.
Il giorno di domani è in mano a Dio,
non t’appartiene ancora.
Affidalo a Lui.
Il momento presente è un fragile ponte,
se tu lo carichi dei rimpianti di ieri,
dell’inquietudine del domani,
il ponte cede e tu precipiti.
Il passato? Dio lo perdona.
L’avvenire ? Dio te lo dona.
Vivi, dunque, il giorno di oggi
in comunione con Lui”.

Dario Esposito, Indach song

28 febbraio 2011

Donaci sempre la tua musica, Signore e grazie per chi la suona e la canta per noi…

http://www.myspace.com/darioesposito/music

E’ uscito da poco il disco del Federica Baioni Quartet (con Dario Esposito):

http://www.federicabaioni.com/

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Lunedì 28 Febbraio 2011) con commento comunitario

27 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-27)

In quel tempo, mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».
Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».”

La sfida del quotidiano

27 febbraio 2011

Da “Le case di Maria”  di padre Hermes Ronchi

Nel quotidiano si abbrevia l’infinito.

L’identità profonda di ciascuno è svelata nell’ordinario, si costituisce nel fare le cose che devono essere fatte, ma nel farle in un certo modo.

Perchè non importa ciò che fai, ma come lo fai. Puoi essere senatore, deputato o casalinga, puoi essere professore universitario o contadino, non importa ciò che fai, ma come lo fai, con quanta verità e passione, con quanta intensità e convinzione, con quanto amore compi le solite cose; questo forse non salva il mondo, ma lo rende migliore, e il mondo appartiene a chi lo rende migliore, a chi lo lascia ogni sera un pò più buono e un pò più bello di come lo ha trovato.

Federica Baioni Quartet, con Dario Esposito alla batteria: Estate

27 febbraio 2011

Dal sito ufficiale di Dario Esposito  http://www.darioesposito.com/index.php?q=node/8

Signore vinci le nostre paure, resistenze, ad entrare nella via della vita, aiutaci a godere, della tua estate.

27 febbraio. Santi del giorno

26 febbraio 2011

La chiesa armena ricorda Gregorio di Narek, monaco e innografo vissuto tra il X e l’XI secolo.
Compose inni, trattati, commenti alla Scrittura, panegirici; fu un predicatore amato e apprezzato dai più dotti ma anche dai più semplici. Il suo Libro di preghiere è uno dei massimi capolavori della letteratura cristiana.

Tu sei questo meraviglioso canto
nel quale noi troviamo il nostro impulso,
musica al cui seno le forme sono costruite.

Tu sei il segreto del pensiero
grazie a cui tutto insieme è in movimento,
ogni splendore si trova in te riunito
come nell’anfora si accostano le canne.

Tu sei il dito del cipresso che indica la via
e le tue sopracciglia sono riunite in un sol arco.

Dio del mezzogiorno che domini sugli astri

Gregorio di Narek, dal Libro di preghiere
La Chiesa d’Inghilterra ricorda un altro grande poeta cristiano: George Herbert, 1593-1633.
“Lascia, o Signore,
quando il tuo tetto avrà nascosto la mia anima
che in un tal luogo io possa porre il nido;
allora di un peccatore liberato ti sarai,
e io del bisogno di sperare e di temere.

Ma a modo tuo: di certo le tue vie sono migliori.
Distendi o contrai il tuo povero debitore:
non sarà che un modo di accordarmi il seno
per rendere la musica migliore.

Che io voli con gli angeli, o cada con la polvere,
gli uni e l’altra han fatto le tue mani, e là io sono;
la tua potenza e il tuo amore, il mio amore e la mia fede
rendono ogni luogo la terra dell’incontro”

George Herbert, da The Temper

(notizie tratte da http://www. monastero di bose.it)

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Domenica 27 Febbraio 2011) con commento comunitario

26 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.
Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?
Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?
E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?
Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.
Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.
Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena».”

E. John, Rocket man

26 febbraio 2011

Signore aiutaci a dare ad ogni cosa il tempo che vuoi tu, quando vuoi tu, ad es. aiutaci ad entrare con te nella preghiera.

http://web.eltonjohn.com/ raggiunto il link cliccare sull’iconcina di youtube in fondo alla pagina e poi trovare nella sezione “Tutto” Rocket man nella versione eseguita al Madison Square Garden

Bella ma non trovata nel sito ufficiale, almeno ad una ricerca veloce, Goodbye yellow brick road.

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Sabato 26 Febbraio 2011) con commento comunitario

25 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, ponendo le mani su di loro.

L’amore non è già fatto, si fa

25 febbraio 2011

In riferimento al vangelo di oggi, una bellissima riflessione di Michel Quoist, sull’amore coniugale.

 Non è un vestito già confezionato,
ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.

Non è un appartamento chiavi in mano,
ma una casa da concepire, costruire, conservare e, spesso, riparare.

Non è una vetta conquistata,
ma scalate appassionanti e cadute dolorose.

Non è un solido ancoraggio nel porto della felicità,
ma è un levar l’ancora, è un viaggio in pieno mare.

Non è un sì trionfale che si segna fra i sorrisi e gli applausi,
ma è una moltitudine di “sì” che punteggiano la vita,
tra una moltitudine di “no” che si cancellano strada facendo.

Non è l’apparizione improvvisa di una nuova vita,
perfetta fin dalla nascita,
ma sgorgare di sorgente e lungo tragitto di fiume
dai molteplici meandri, qualche volte in secca,
altre volte traboccante,
ma sempre in cammino verso il mare infinito.

(Michel Quoist)

25 febbraio. Santi del giorno.

25 febbraio 2011

Oggi si ricordano il Vescovo Luigi Versilia, 1873-1930, e il sacerdote Callisto Caravario, 1903-1930, missionari salesiani, martiri in Cina.

http://it.gloria.tv/?media=133114

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90080

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90079

G. Harrison, While my guitar gently weeps

25 febbraio 2011

http://www.georgeharrison.com/ raggiunto il link cliccare su features poi su Let it roll poi sulla canzone segnalata.

Signore consola, aiuta, ogni essere umano…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Venerdì 25 Febbraio 2011) con commento comunitario

24 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12)

In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.
Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».”

24 febbraio. Santi e memorie del giorno

24 febbraio 2011

Tra gli altri, oggi, si fa memoria nella chiesa cattolica di sant’Etelberto, 552- 616, re del Kent, primo sovrano anglosassone ad essersi convertito al cristianesimo.

http://it.gloria.tv/?media=132796

Si ricorda anche  il beato Tommaso Maria Fusco, 1831-1891, fondatore delle “Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue”.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90338

Si ricorda Francisca Nuñez de Carbajal, (m. 1590), martire ebrea. Apparteneva ad una celebre famiglia di conversos messicani di origine portoghese a Città del Messico, subì la prigione, ripetute torture per più di tre anni, prima di essere mandata pubblicamente al rogo, per aver continuato a professare la propria fede ebraica. Ad uno a uno, tutti i membri della sua famiglia avrebbero seguito in pochi anni  la stessa sorte.

Ma come posso cantare in questo mondo per me così vuoto?
Come posso suonare con queste misere mani contorte?
Dove sono i miei morti? Li cerco, mio Dio, anche nel letame,
in ogni mucchio di cenere… Oh, ditemi dove siete.

Gridate da ogni lembo di terra, da sotto ogni pietra,
gridate dalla polvere, dalle fiamme, dal fumo –
è il vostro sangue, la vostra linfa, il midollo delle vostre ossa,
è la vostra carne, la vostra vita! Gridate, gridate forte!”

Yitzhak Katzenelson, da Il canto del popolo ebraico massacrato

Il 16 del mese di yakkatit, e in tono minore il 16 di ogni mese dell’anno, i cristiani di Etiopia fanno memoria del Kidana Meherat, ovvero del “patto di misericordia”, che secondo un’antichissima tradizione Gesù avrebbe fatto con sua madre, promettendole di salvare tutti coloro che sarebbero ricorsi alla sua intercessione.
Il Kidana Meherat costituisce una delle più importanti feste dell’anno liturgico etiopico. Esso è segno della forte accentuazione mariana nella spiritualità popolare delle chiese orientali. Tuttavia, al cuore della celebrazione che oggi ha luogo in tutta l’Etiopia, vi è soprattutto l’affermazione della misericordia di Dio rivelata attraverso Gesù Cristo, di cui la Vergine non è che un’umile serva. Il Kidana Meherat, allora, è più che mai una festa in cui si annuncia il cuore stesso dell’Evangelo.

Salve a te, Patto di Misericordia, mia speranza che giustifichi il peccatore
e che cerchi una sola pecora
che fu smarrita tra le novantanove.

Salve a te, Patto di Misericordia, colonna che il Signore eresse,
affinché tu sia segno di salvezza per tutti i peccatori,
fortifica l’amore!

Salve a te, Patto di Misericordia, oro, corona di ogni bene;
tu sei il tesoro del povero
e la ricchezza che è in cielo.

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it/)


Chidane Mehrèt, il Patto di Misericordia. Dipinto murale della chiesa di Ura Chidane Mehrèt, lago Tana.

G. Harrison, All those years ago

24 febbraio 2011

http://www.georgeharrison.com/ raggiunto il link cliccare su features poi su Let it roll poi sulla canzone segnalata.

Lo sguardo d’amore di Dio illumina passato, presente, futuro…

Vangelo del giorno dalle letture della messa (Giovedì 24 Febbraio 2011) con commento comunitario

23 febbraio 2011

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9,41-50)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiunque vi darà da bere un bicchiere d’acqua nel mio nome perché siete di Cristo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa.
Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare.
Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala: è meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna, nel fuoco inestinguibile. E se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo: è meglio per te entrare nella vita con un piede solo, anziché con i due piedi essere gettato nella Geènna. E se il tuo occhio ti è motivo di scandalo, gettalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, anziché con due occhi essere gettato nella Geènna, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue.
Ognuno infatti sarà salato con il fuoco. Buona cosa è il sale; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli darete sapore? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».”

23 FEBBRAIO – SAN POLICARPO

23 febbraio 2011

Nato a Smirne nell’anno 69 «fu dagli Apostoli stessi posto vescovo per l’Asia nella Chiesa di Smirne». Così scrive di lui Ireneo, suo discepolo e vescovo di Lione in Gallia. Policarpo viene messo a capo dei cristiani del luogo verso il 100. Nel 107 è testimone del passaggio per Smirne di Ignazio, vescovo di Antiochia, che va sotto scorta a Roma dove subirà il martirio. Policarpo lo ospita e più tardi Ignazio gli scriverà una lettera divenuta poi famosa. Nel 154 Policarpo va a Roma per discutere con papa Aniceto sulla data della Pasqua. Dopo il suo ritorno a Smirne scoppia una persecuzione. L’anziano vescovo (ha 86 anni) viene portato nello stadio, perché il governatore romano Quadrato lo condanni. Policarpo rifiuta di difendersi davanti al governatore, che vuole risparmiarlo, e alla folla, dichiarandosi cristiano. Verrà ucciso con la spada. Sono circa le due del pomeriggio del 23 febbraio 155.