Archive for maggio 2011

Dialogare con Dio mediante le sue parole

31 maggio 2011

Giorni or sono abbiamo pubblicato un articolo, dal titolo “La parola di Dio“, tratto dall’esortazione apostolica di Benedetto XVI Verbum Domini.  Vogliamo adesso aggiungere il paragrafo successivo che completa il discorso e lo inquadra in una luce particolare. Dice così il Papa:<<Le sacre Scritture introducono sciascuno di noi al colloquio con il Signore: il Dio che parla ci insegna come noi possiamo parlare con Lui. Il pensiero va spontaneamente al  Libro dei Salmi, nel quale Egli ci dà le parole con cui possiamo rivolgerci a Lui, trasformando così la vita stessa in un movimento verso Dio. Nei Salmi infatti troviamo tutta la gamma articolata di sentimenti che l’uomo può provare nella propria esistenza e che vengono posti con sapienza davanti a Dio: gioia e dolore, angoscia e speranza, timore e trepidazione trovano quì espressione. Insieme ai Salmi pensiamo anche ai numerosi altri testi della sacra Scrittura che esprimono il rivolgersi dell’uomo a Dio nella forma della preghiera di intercessione (cfr Es 33,12-16), del canto di giubilo per la vittora (cfr Es 15) o di lamento nello svolgimento della propria missione (cfr Ger, 20,7-18). In tal modo la parola che l’uomo rivolge a Dio diventa anch’essa Parola di Dio, a conferma del carattere dialogico di tutta la Rivelazione cristiana, e l’intera esistenza dell’uomo diviene un dialogo con Dio che parla e ascolta, che chiama e mobilita la nostra vita. La Parola di Dio rivela qui che tutta l’esistenza dell’uomo è sotto la chiamata divina.>>

Queste parole sono una forte esortazione a aprirci al dialogo, alla preghiera, all’ascolto, a scrutare le Scritture, certi che per mezzo loro siamo dinanzi a un Padre che, come dice il Papa, “parla e ascolta”.

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Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 1 giugno 2011) con commento comunitario

31 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

31 maggio. Santi del giorno

31 maggio 2011

Oggi si ricordano San Vitale di Assisi, 1295-1370, monaco eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90745

i santi Canzio, Canziano e Canzianilla, IV sec, martiri

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91149

Santa Camilla Battista da Varano, 1458-1524, badessa del Monastero di Camerino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90666

San Felice da Nicosia, 1715-1787, dell’ordine dei frati minori cappuccini

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90637

Santa Petronilla, I sec., martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55450

San Silvio di Tolosa, ?-400, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55400

Visitazione della beata vergine Maria

31 maggio 2011

La chiesa cattolica e la chiesa anglicana ricordano oggi la Visitazione della beata vergine Maria.
Secondo l’Evangelo di Luca, Maria dopo aver ricevuto l’annuncio dall’angelo si mise in viaggio verso i monti della Giudea per rendere visita alla cugina Elisabetta, anch’essa in attesa di un figlio che sarà il Precursore del Messia.
Abitata dalla presenza di Dio, Maria porta «con l’esultanza del desiderio e nella fretta della sua gioia», come commenta Ambrogio, tale presenza al mondo, e in Giovanni, che trasale di gioia nel grembo di sua madre, riceve il riconoscimento dei profeti di Israele.
Una memoria della Visitazione ricorreva fin dal VI secolo nella chiesa latina alla terza domenica di Avvento. Come festa vera e propria essa fu dapprima introdotta dai francescani nel 1263, e poi estesa a tutta la chiesa d’occidente da papa Bonifacio IX nel 1389. In tale occasione, fu spostata al 2 luglio, ottava della nascita del Battista, per impetrare la fine del grande scisma d’occidente.
La data odierna, collocata fra l’Annunciazione e la nascita di Giovanni, è stata scelta dal nuovo calendario cattolico per segnare tra l’altro la conclusione del tradizionale mese mariano. Per le sue evidenti motivazioni bibliche, essa è stata adottata anche dalla Chiesa d’Inghilterra.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21100

http://it.gloria.tv/?media=162189

Ancora le era facile l’andare, al principio,
ma nella salita a volte lo avvertiva
il suo corpo miracoloso –
e si fermava, allora, respirando, sugli alti

monti di Giuda. Non la terra, ma per lei
la sua pienezza intorno era distesa;
andando lo sentì: questa grandezza
mai sarà varcata – questa, che ora percepiva.

E la spingeva a posare la mano
sul grembo dell’altra, già più largo.
E barcollarono le donne l’una verso l’altra,
e capelli e vesti si toccarono.

Ciascuna, colma del suo tempio,
nella compagna sua si riparava.
Ah, il Salvatore in lei – ancora un fiore;
ma il Battista in grembo alla cugina
ruppe la sua gioia dando guizzi 

(Rainer Maria Rilke, Visitazione di Maria).

File:Angelico, visitazione da predella annunciazioe di cortona.jpg

(Beato Angelico, Visitazione, dalla predella dell’Annunciazione, 1433, Museo civico di Cortona)

Maria in due dipinti di Lorenzo Lotto

31 maggio 2011

http://www.treccani.it/webtv/videos/Itin_Lorenzo_Lotto_Annunciazione.html

Beata te che hai creduto, beata te che hai amato in Dio…

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 31 maggio 2011) con commento comunitario

30 maggio 2011

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Edith Stein. Pentecoste 1937

30 maggio 2011

Dal Vangelo di oggi, Gv.15,26Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me.

Chi sei, dolce luce ? …
Sei forse il raggio che scaturisce come il lampo
dall’alto trono del Giudice eterno,
penetrando come il ladro nella notte dell’anima
che misconosceva se stessa (Lc 12, 39) ?
Misericordioso, eppure inesorabile,
penetri fino alla sua profondità nascosta.
L’anima è spaventata da ciò che vede di se stessa
e sta in un sacro timore
davanti al principio di ogni sapienza
che viene dall’alto
e ci ancòra saldamente in alto,
davanti al tuo operare che nuovamente ci ricrea,
Spirito Santo, raggio che nulla può fermare !

Sei forse la pienezza di spirito e di potenza
che permette all’Agnello di sciogliere i sigilli
del decreto eterno di Dio (Ap 5, 7) ?
Sul tuo ordine i messaggeri del giudizio
cavalcano per il mondo e separano,
con il taglio della spada, il Regno della luce
dal regno della notte (Ap 6, 2).
nuovo sarà il cielo e la terra nuova (Ap 21,1)
e tutto ritroverà il suo giusto posto,
sotto il tuo soffio leggero :
Santo Spirito, potenza vittoriosa !

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

30 maggio. Santi del giorno

30 maggio 2011

Oggi si ricorda Santa Giovanna d’Arco, 1412-1431, “la pulsella d’Orléans”, che, dopo aver combattuto coraggiosamente in difesa della patria, fu consegnata nelle mani dei nemici e condannata a morte

Cristo ha perdonato mentre si trovava sulla croce. E noi, come possiamo perdonare? Non vi è altra via se non quella che consiste nel ricercare nelle profondità del nostro cuore quelle scintille d’amore che non cessano mai di ardere in ogni cristiano, e che il Cristo è venuto a ravvivare con il suo insegnamento e la sua vita 

(Pavle, patriarca di Serbia)

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2011/documents/hf_ben-xvi_aud_20110126_it.html

http://it.gloria.tv/?media=161878

File:Joan of arc miniature graded.jpg

(Miniatura rappresentante Giovanna d’Arco, dipinta tra il 1450 e il 1500. Centre Historique des Archives Nationales, Parigi)

San Ferdinando III, 1198-1252, re di Castiglia e León

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55200

i santi Gavino, Proto e Gianuario, ?-303, martiri di Porto Torres sotto l’impero di Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55250

sant’Uberto di Tongeren-Maasticht, 685-727, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/76100

santa Dinfna, VII sec., martire a Gheel

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53225

san Giuseppe Marello, 1846-1895, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55275

Radio Carlos Santana

30 maggio 2011

http://www.santana.com/   raggiunto il link passare con la freccetta su sights & sounds e poi cliccare su Santana Radio, poi cliccare su play.

Signore donaci di cantare nella Chiesa uniti alla liturgia del cielo.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 30 maggio 2011) con commento comunitario

29 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,26-16,4)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto».

Zucchero, Puro amore

29 maggio 2011

http://www.youtube.com/zuccheromusic

Raggiunto il link cliccare su preferiti e scegliere la canzone…
Donaci di abbandonarci completamente in te, Signore, donaci di amare tutti nel mondo e di portare a tutti il tuo messaggio di amore e di speranza.

Domenica 29 maggio: giornata missionaria in parrocchia

29 maggio 2011

In mattinata molti stand davanti alla chiesa.

Intorno alle 14,30 giochi (torneo di calcetto, caccia al tesoro, etc.).

Solo questa domenica 29 la messa vespertina sarà celebrata alle ore 18 e non alle 19 (sabato 28 maggio invece come al solito alle ore 19).

Nel tardo pomeriggio salsicciata.

Alle ore 21 circa  concerto del gruppo Africa Canta e dei cori parrocchiali.

Preghiamo e operiamo per le missioni.

B Teresa di Calcutta. Ho sentito il battito del tuo cuore

29 maggio 2011

Ti ho trovato in tanti posti, Signore.
Ho sentito il battito del tuo cuore
nella quiete perfetta dei campi,
nel Tabernacolo oscuro di una cattedrale vuota,
nell’unità di cuore e di mente
di un’assemblea di persone che ti amano.

Ti ho trovato nella gioia,
dove ti cerco e spesso ti trovo.
Ma sempre ti trovo nella sofferenza.
La sofferenza è come il rintocco della campana
che chiama la sposa di Dio alla preghiera.

Signore, ti ho trovato nella terribile grandezza
della sofferenza degli altri.
Ti ho visto nella sublime accettazione
e nell’inspiegabile gioia di coloro
la cui vita è tormentata dal dolore.

Ma non sono riuscito a trovarti
nei mie piccoli mali e nei miei banali dispiaceri.
Nella mia fatica ho lasciato passare inutilmente
il dramma della tua passione  redentrice,
e la vitalità gioiosa della tua Pasqua è soffocata
dal grigiore della mia autocommiserazione.
Signore io credo. Ma aiuta la mia fede.

Teresa di Calcutta

Perchè io vivo….

28 maggio 2011

Duccio di Buoninsegna. Discorsi di addio

28 maggio 2011

        Dal Vangelo di oggi, Gv. 14, 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete.

(Duccio da Buoninsegna, Tradimento di Giuda e Discorsi di addio)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Domenica 29 maggio 2011) con commento comunitario

28 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Il papa a colloquio con gli astronauti

28 maggio 2011

Benedetto XVI: Dalla Stazione Spaziale vedete la nostra Terra da una prospettiva molto diversa. Sorvolate continenti e popoli diversi molte volte al giorno. Credo che per voi sia evidente che viviamo tutti insieme su una sola Terra e che è assurdo combattersi e uccidersi fra noi. So che la moglie di Mark Kelly è stata vittima di un grave attentato e spero che la sua salute continui a migliorare. Contemplando dall’alto la Terra, quali considerazioni fate dunque sul modo in cui le nazioni e i popoli vivono insieme quaggiù, o su come la scienza può contribuire alla causa della pace?

Chi non avesse seguito lo storico dialogo giovedì 21 aprile scorso può trovare il seguito su http://www.zenit.org/article-26802?l=italian

Comunicato della Commissione Internazionale anglicana-cattolica, 28.05.2011

28 maggio 2011

Nel considerare il metodo che verrà usato da ARCIC III, la Commissione è stata aiutata dall’approccio dell’ecumenismo di recezione 3, che tenta di far progredire l’ecumenismo imparando dai nostri partners piuttosto che chiedendo loro di imparare da noi. L’ecumenismo di recezione si basa sull’esame di sé e sulla conversione interiore, piuttosto che sul tentativo di convincere gli altri. Anglicani e cattolici possono aiutarsi vicendevolmente a crescere nella fede, nella vita e nella testimonianza cristiana se sono aperti e disposti a lasciarsi trasformare dalla grazia divina mediata dagli uni e dagli altri. ARCIC si impegna a far proprio l’ecumenismo di recezione che propugna. Intende trovare il modo di consultarsi con i membri delle sue Chiese a molti livelli, pian piano che maturerà il suo lavoro. ARCIC III presenterà tutti i documenti di ARCIC II, insieme ai relativi chiarimenti basati sulle risposte già pervenute, affinché vengano recepiti dalle autorità di entrambe le comunioni e vengano studiati a tutti i livelli della vita ecclesiale. ARCIC III ha deciso di trattare i due temi principali in un unico documento. Ha elaborato un programma di lavoro che vede la Chiesa soprattutto alla luce del suo essere radicata in Cristo nel mistero pasquale. Questo accento posto su Gesù Cristo, umano e divino, permette alla Commissione di gettare in maniera creativa uno sguardo alla relazione tra la Chiesa locale ed universale nella comunione. La Commissione tenterà di sviluppare un’interpretazione teologica della persona, della società umana e della nuova vita di grazia in Cristo.

28 maggio. Santi e memorie del giorno.

28 maggio 2011

Oggi si fa memoria di San Germano di Parigi, fine V sec.- 576, dapprima abate di San Sinforiano di Autun poi vescovo a Parigi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54950

Santa Ubaldesca Baccini, 1136-1206

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90595

Sant‘Eliconide di Tessalonica, III sec, martire in Grecia sotto l’imperatore Gordiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54940

La venerazione di un santo è determinata soprattutto dall’ideale evangelico che attraverso la sua figura viene trasmesso di generazione in generazione. Solo così si può comprendere la straordinaria importanza di Andrea, primo folle per Cristo della chiesa bizantina.
Le notizie storiche su di lui sono contraddittorie, fino a far dubitare della sua esistenza. Egli fu forse originario della Scizia, ed era uno schiavo. Secondo il suo agiografo, un certo Niceforo presbitero di Santa Sofia, fu educato dal suo padrone che lo volle suo segretario. Poi, ancora giovanissimo e in maniera improvvisa, Andrea diede chiari segni di follia. Il padrone lo fece incatenare presso la chiesa di Sant’Anastasia, ma inutilmente: era ormai inziata la vicenda del più amato folle per Cristo di Costantinopoli. Da quel momento, egli vivrà simulando un tale degrado esteriore da far ribrezzo persino agli animali; faceva questo, secondo la tradizione, per poter servire gli uomini nell’umiltà e nel nascondimento.
Visionario, affascinato dal futuro ultimo dell’uomo, Andrea esprime con la vita e con numerosi dialoghi la sua attesa del regno e il giudizio che il compiersi dei tempi profetizzato nelle Scritture proietta sulla storia. Lo accompagna spesso come interlocutore Epifanio, personaggio ben dotato di senno, che diverrà patriarca di Costantinopoli. A differenza del suo predecessore di Emesa, Simeone il Folle, Andrea non simula tanto la follia per smascherare i peccati di quanti incontra, ma dedica piuttosto tutta la sua vita a indicare un mondo invisibile, una sapienza «altra». Forse per questo è molto amato dai monaci bizantini, che gli dedicheranno una miriade di piccole chiese ubicate nei luoghi più impensabili.
Nella chiesa russa la memoria di Andrea è legata alla festa della Protezione della Madre di Dio, da lui profetizzata in una delle sue più celebri visioni.

Il 28 maggio del 1970 si spegne a Bucarest il vescovo greco-cattolico Iuliu Hossu, testimone tra i più eloquenti delle persecuzioni patite da centinaia di migliaia di cristiani romeni sotto i regimi totalitari e nazionalisti del XX secolo.
Fin dall’ascesa al potere del regime comunista, la Romania conobbe infatti ripetuti tentativi di «nazionalizzazione» delle chiese, attuati per soggiogarle pienamente al controllo del regime. Tutte le confessioni cristiane furono sottoposte a persecuzioni, arresti di massa, privazione delle libertà fondamentali; migliaia furono i confessori che morirono di fame in prigione.
Tra coloro che più pagarono in termini di vittime e di privazioni vi fu a partire dal 1° dicembre del 1948 la Chiesa Greco-cattolica romena, soppressa per decreto dello Stato e brutalmente repressa sino alla fine degli anni ’80.
Accanto all’arcivescovo di Cluj Iuliu Hossu, vescovi come l’ausiliare di Blaj Vasile Aftenie e l’amministratore apostolico della medesima sede Ioan Suciu furono condotti in prigione tra il 1948 e il 1950. Tutti rifiutarono di rinnegare la loro comunione con Roma: Aftenie fu ucciso dopo un anno di cella d’isolamento, Suciu morì in prigione nel 1953; Hossu, invece, resistette per più di vent’anni a ripetuti periodi di detenzione e di molestie. Un anno prima di morire, fu creato cardinale in pectore da Paolo VI.
I loro nomi, accanto a quelli di padre Daniil Sandu Tudor, monaco ortodosso, e a moltissimi personaggi più o meno in vista delle giurisdizioni greco-cattoliche, ortodosse, latine e protestanti di Romania, costituiscono quel patrimonio comune di martiri su cui le chiese cristiane in quella terra sono chiamate a edificare il difficile cammino dell’unità tra i cristiani, superando divisioni e lacerazioni che da secoli sfigurano il volto della chiesa.

(da www.monasterodibose.it)

Domenica 29 maggio 2011 “Giornata Missionaria” in Parrocchia

28 maggio 2011

Sabato 28 alle ore 21.00: Proiezione del film di Fernando Meirelles  “The Constant Gardner – La Cospirazione“, tratto dal romanzo “Il giardiniere tenace” di John Le Carré.

Domenica 29:

In mattinata molti stand davanti alla chiesa.

Intorno alle 14,30 giochi (torneo di calcetto, caccia al tesoro, etc.).

Solo questa domenica 29 la messa vespertina sarà celebrata alle ore 18 e non alle 19 (sabato 28 maggio invece come al solito alle ore 19).

Nel tardo pomeriggio salsicciata.

Alle ore 21 circa  concerto del gruppo Africa Canta e dei cori parrocchiali.

Preghiamo e operiamo per le missioni.

Zucchero, Un soffio caldo

28 maggio 2011

http://www.zucchero.it/

raggiunto il link clccare video, poi andare alla pagina tre, selezionare la canzone e cliccare play.

Manda il tuo Spirito Signore.

S. Botticelli. A.Merini. Madonna del Magnificat

28 maggio 2011

(Sandro Botticelli, 1480-1, Madonna del Magnificat, Galleria degli Uffizi, Firenze)

 

Su questo libro tu sei sorto,

angelo dell’Annunciazione.

Io mai avrei pensato

che queste pagine

diventassero ali.

Le ali degli angeli sono calde,

il loro pensiero sta dentro la notte,

ma tu mi parli

su uno spazio che io non conosco.

Io adoro le stelle e la notte,

ma tu sei il mio canto del mattino.

Non capisco e te lo vorrei chiedere

se tu sei sorto da me

o io sono sorta da te,

e non sapevo che la carne

potesse sparire

per dar luogo ad un pensiero creatore.

 

Alda Merini (da Magnificat, un incontro con Maria, Frassinelli, 2010)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Sabato 28 maggio 2011) con commento comunitario

27 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,18-21)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: Un servo non è più grande del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

B.Vergine Maria di San Luca

27 maggio 2011

Alzati,
rivestiti di luce, perché viene la tua luce,
la gloria del Signore brilla sopra di te. 
(Is. 60,1)

Di seguito al post del 17 maggio sulla madonna di san Luca, un video con l’icona di “colei che indica la via” spiegata con molta precisione nei dettagli

http://it.gloria.tv/?media=161062


27 maggio. Santi e memorie del giorno

27 maggio 2011

Oggi si ricorda Sant’Agostino di Canterbury, ?-604, abate benedettino, invitato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra

http://it.gloria.tv/?media=161113

dono della chiesa anglicana al monastero camaldolese di San Gregorio al Celio

(S. Gregorio Magno e S. Agostino di Canterbury,le due chiese di Roma e d’Inghilterra  ricevono la benedizione dell’unico Signore.

La scultura è un regalo dell’Ordine monastico anglicano di Santa Croce ai monaci Camaldolesi, in segno di amicizia)

Si ricordano anche San Liberio, V sec., eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54800

San Bruno di Wurzburg, ?- 1045vescovo in Franconia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54850

San Secondino, il cui culto è diffuso in Campania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/60150

San Restituto di Roma, martire durante l’impero di Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91726

Sant’Anastasio Bazzekuketta, 1866-1886, che  appartiene ad un gruppo di 22 martiri ugandesi,  uccisi in diversi momenti sotto il regno di  Muanga

Fitxer:Karoli Lwanga and his followers.jpg

(Dipinto di Albert Wider, 1962)

Inoltre oggi si ricorda la morte nel 1676 a Lübben, in Germania, dell pastore Paul Gerhardt, forse il massimo poeta dell’ortodossia luterana.

Nelle sue opere, egli volle unire un fedele ascolto della Scrittura a un’osservanza rigorosa dei principi della fede luterana, e soprattutto a una forte attenzione alle esigenze della devozione popolare. Ispirandosi ai grandi inni medievali e alle opere dei mistici, egli propose una poesia semplice e profonda, capace di toccare l’intimo dei cuori senza incorrere negli eccessi in cui finiranno per scivolare alcuni pietisti tedeschi mossi da analoghe intenzioni. I suoi inni più celebri, musicati da Johann Sebastian Bach, si diffonderanno in tutte le chiese del mondo, ben al di là dei confini confessionali della chiesa luterana tedesca.

Trascrivo il testo di un famoso inno della passione, scritto da Gherard e musicato prima da  Hans Leo Hassler e trasformato musicalmente in seguito da J. S. Bach

O capo insanguinato
coperto di piaghe e disonore,
o capo attorcigliato
da una corona di spine,
o capo ormai redento
che irradia ovunque onore,
a te rivolgo il mio saluto,
volto irriso del Signore.

O volto di bellezza
che ogni creatura timorosa
verrà per giudicare,
quanto sei stato sfigurato!
Quanto sei fragile e sfinito!
Tu che irradiasti
una luce incomparabile,
chi ti ha ridotto in questo stato?

(Paul Gerhardt, dall’inno O capo insanguinato).

(alcune notizie tratte da http://www.monasterodibose.it)

PENSIERO

27 maggio 2011

“L’ubbidienza a Dio è l’unica maniera chiesta all’uomo per collaborare con Lui a salvare l’umanità e l’universo intero. ” (27.05.2011)


SERVI della SOFFERENZA – info@servidellasofferenza.org

Brano iniziale della prolusione, del card. A. Bagnasco, con cui si è aperta lunedì l’Assemblea generale dei vescovi

27 maggio 2011

Venerati e cari Confratelli,

l’assemblea episcopale è un momento particolarmente intenso, che tocca la nostra identità di successori degli Apostoli mandati da Pietro a reggere le Chiese che sono in Italia. Riunirci in questa sede è di per sé richiamo alla fraternità apostolica − effettiva ed affettiva − che ci lega fra noi e con il Vescovo di Roma, ad un tempo anche primate d’Italia. Insieme a Benedetto XVI vivremo in questi giorni un momento tutto speciale nella basilica di Santa Maria Maggiore dove, con la recita del santo Rosario, rinnoveremo l’affidamento dell’Italia a Maria, nel 150° anniversario dell’unità nazionale. Diamo avvio intanto alla riflessione introduttiva, nella quale trovano eco spunti e stimoli pervenuti da varie parti, in ordine ad una lettura sapienziale della situazione generale in cui ci si trova, tendente a farsi − se possibile − sempre più complessa. Nell’ascoltarci l’un l’altro, ascoltiamo meglio il Signore e lo Spirito che ci parla attraverso la vita delle nostre comunità e le circostanze nelle quali deve incarnarsi l’annuncio del Vangelo. Nonostante le prove che ciclicamente la investono, l’umanità non è sempre pronta a volgere in positivo gli appelli che la riguardano, mentre cede alla spinta di ulteriori squilibri, mandando deserta l’esigenza di nuove «sintesi culturali umanistiche» (Benedetto XVI, Discorso per il 50° Anniversario dell’enciclica “Mater et  Magistra”, 16 maggio 2011).

(Si rende sempre più chiara, nel dono dello Spirito, la necessità di rinnovare cristianamente la cultura a partire da nuclei generatori spirituali e umani in Cristo più adeguati (ad es. non più un’astratta ragione, ma un riferimento sempre più approfondito alla coscienza).Insomma viviamo in una cultura che ancora, in non pochi suoi aspetti, non ci apre più naturalmente alla fede in Cristo in ogni ambito della vita (la ragione astratta, ad es., schematizza, calcola, etc., non si lascia portare dalla luce che illumina la coscienza).Caratteristica della cultura infatti è far apparire naturale la mentalità corrente, come, ad es., poteva venire considerato “naturale” in altre epoche ritenere che donne e stranieri (“barbari”) non avessero l’anima; salvo poi scoprire, con grandi benefici per tutti, più profondamente la natura vera dell’essere umano.NdR)

Zucchero, Flying Away (Occhi)

27 maggio 2011

http://www.zucchero.it/

raggiunto il link clccare video, poi andare alla pagina due, selezionare la canzone e cliccare play.

Il tuo amore Signore si fa sempre più vicino e avvicina i fratelli.

Icona “Madre di Dio che intenerisce i cuori malvagi”

27 maggio 2011

” O Dio, da’ al re il tuo giudizio e alla Madre di lui la tua misericordia” (San Bonaventura, meditando sul Sal.71,2)

(Icona russa “Madre di Dio che intenerisce i cuori malvagi”, XVIII sec)

L’immagine riprende il tema della sofferenza, sulla corona è raffigurata la deposizione, sul medaglione è raffigurata la colomba dello Spirito Santo.

“Oc­corre… che sotto la Croce del Cal­vario idealmente convengano tutti i sofferenti che credono in Cristo… (e) gli uomini di buona volontà, perché sulla Croce sta il “Reden­tore dell’uomo, l’Uomo dei dolori, che in sé ha assunto le sofferenze fisiche e morali degli uomini di tutti i tempi, affinché nell’amore possa­no trovare il senso salvifico del loro dolore e risposte valide a tutti i loro interrogativi. Insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la Croce, ci fermiamo accanto a tutte le croci dell’uomo d’oggi… Nel ter­ribile combattimento tra le forze del bene e del male, di cui ci offre spettacolo il nostro mondo con­temporaneo, vinca la vostra soffe­renza in unione con la Croce di Cristo!” Giovanni Paolo II (Salvifici doloris, 31).

Ama e fai quel che vuoi – S. Agostino

27 maggio 2011

Se taci, taci per amore.

Se parli, parla per amore.

Se correggi, correggi per amore.

Se perdoni, perdona per amore.

Metti in fondo al cuore

La radice dell’amore.

Da questa radice

Non può che maturare il bene.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 27 maggio 2011) con commento comunitario

26 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,12-17)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Atto di affidamento / Alcune altre meditazioni e preghiere recitate nell’occasione di cui riferisce il post precedente

26 maggio 2011

IL TESTO DELL’ATTO DI AFFIDAMENTO DELLA NAZIONE ITALIANA ALLA VERGINE MARIA

Vergine Maria,
Mater Unitatis,
questa sera intendiamo specchiarci in te
e porre sotto il manto della tua protezione
l’amato popolo italiano.

Vergine del Fiat,
la tua vita celebra il primato di Dio:
alimenta in noi lo stupore della fede,
insegnaci a custodire nella preghiera
quest’opera che restituisce unità alla vita.
Vergine del servizio,
donaci di comprendere a quale libertà
tende un’esistenza donata,
quale segreto di bellezza
è racchiuso nella verità di un incontro.

Vergine della Croce,
concedici di contemplare
la vittoria di Cristo sul mistero del male,
capaci di esprimere ragioni di speranza
e presenza d’amore nelle contraddizioni del tempo.

Vergine del Cenacolo,
sollecita le nostre Chiese a cooperare tra loro,
nella comunione con il Vescovo di Roma.
Rendi tutti noi partecipi del destino di questo Paese,
bisognoso di concordia e di sviluppo.

Vergine del Magnificat,
liberaci dalla rassegnazione,
donaci un cuore riconciliato,
suscita in noi la lode e la riconoscenza.
E saremo perseveranti nella fedeltà sino alla fine.

(more…)

AFFIDAMENTO, DA PARTE DI BENEDETTO XVI E DEI VESCOVI ITALIANI, DEL POPOLO ITALIANO ALLA VERGINE MARIA : DISCORSO DEL SANTO PADRE DOPO LA RECITA DEI MISTERI DELLA LUCE

26 maggio 2011

Venerati e cari Confratelli,

siete convenuti in questa splendida Basilica – luogo nel quale spiritualità e arte si fondono in un connubio secolare – per condividere un intenso momento di preghiera, con il quale affidare alla protezione materna di Maria, Mater unitatis, l’intero popolo italiano, a centocinquant’anni dall’unità politica del Paese. È significativo che questa iniziativa sia stata preparata da analoghi incontri nelle diocesi: anche in questo modo esprimete la premura della Chiesa nel farsi prossima alle sorti di questa amata Nazione. A nostra volta, ci sentiamo in comunione con ogni comunità, anche con la più piccola, in cui rimane viva la tradizione che dedica il mese di maggio alla devozione mariana. Essa trova espressione in tanti segni: santuari, chiesette, opere d’arte e, soprattutto, nella preghiera del Santo Rosario, con cui il Popolo di Dio ringrazia per il bene che incessantemente riceve dal Signore, attraverso l’intercessione di Maria Santissima, e lo supplica per le sue molteplici necessità. La preghiera – che ha il suo vertice nella liturgia, la cui forma è custodita dalla vivente tradizione della Chiesa – è sempre un fare spazio a Dio: la sua azione ci rende partecipi della storia della salvezza. Questa sera, in particolare, alla scuola di Maria siamo stati invitati a condividere i passi di Gesù: a scendere con Lui al fiume Giordano, perché lo Spirito confermi in noi la grazia del Battesimo; a sederci al banchetto di Cana, per ricevere da Lui il “vino buono” della festa; ad entrare nella sinagoga di Nazaret, come poveri ai quali è rivolto il lieto messaggio del Regno di Dio; ancora, a salire sul Monte Tabor, per vivere la croce nella luce pasquale; e, infine, a partecipare nel Cenacolo al nuovo ed eterno sacrificio, che, anticipando i cieli nuovi e la terra nuova, rigenera tutta la creazione. (more…)

Mosaico

26 maggio 2011

I fatti e i protagonisti della Chiesa e della società civile, ma anche la vita e le esperienze dei giovani cattolici di oggi, la bellezza dell’arte, la ricchezza di tradizioni e di fede nelle diocesi italiane. E’ Mosaico, lo storico programma quotidiano d’informazione religiosa di TV2000, in diretta ogni giorno, dal lunedì al venerdì alle 17.30, e in replica dal lunedì al giovedì alle 22.30.

26 maggio. Santi e memorie del giorno

26 maggio 2011

Cattolici e anglicani ricordano oggi Filippo Neri, presbitero e fondatore degli Oratoriani.
Nato nel 1515 a Firenze, Filippo ricevette una prima educazione religiosa frequentando il convento domenicano di San Marco, dove da poco si era conclusa la grande stagione spirituale animata da Girolamo Savonarola.
All’età di diciotto anni, Filippo si recò a Roma, dove dimorerà per tutta la vita. Studente di teologia e di filosofia, egli amava ritirarsi in preghiera presso le catacombe, spostandosi come un pellegrino da una chiesa all’altra della città. Uomo semplice e gioviale, Filippo diede vita dapprima a una fraternità per l’assistenza di ammalati e pellegrini, quindi fu ordinato presbitero e si unì a un gruppo di preti che operavano presso la chiesa di San Girolamo.
Confessore e padre spirituale molto apprezzato, egli custodì la sua passione per la vita di preghiera anche quando si trovò circondato da un nutrito gruppo di giovani discepoli, molti dei quali diverranno a loro volta presbiteri. Nasceva in tal modo la Congregazione dell’Oratorio, così chiamata dal luogo di preghiera e d’incontro in cui troveranno ispirazione le opere di apostolato di Filippo Neri e dei suoi compagni.
Egli morì in questo giorno, nel 1595. La sua fama e l’influsso della sua semplicità evangelica si diffonderanno dall’Italia alla Francia all’intera Europa occidentale. Sarà ammirato anche da un personaggio come Johann Wolfgang Goethe.

Amate la vita comune, fuggite ogni singolarità, vigilate sulla purezza del vostro cuore: lo Spirito santo dimora nelle anime semplici e candide. E’ lui il maestro della preghiera, che ci fa abitare nella vera pace e nella gioia incessante, facendoci pregustare in questo modo il cielo. La gioia rende saldo il cuore e consente di perseverare in una vita buona. Siate gioiosi(Agostino Valier, da Filippo o Della gioia cristiana)

http://it.gloria.tv/?media=160823

Oggi si ricordano anche San Desiderio di Vienne, 550-605 vescovo e martire in  Francia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54500

Sant‘Eleuterio, ?-189, papa e martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/89013

San Guinizzone e Gennadio, monaci benedettini a Montecassino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91060

Santa Maria Anna di Gesù di Paredes, 1618-1645, entrò nel terz’Ordine Francescano , patrona dell’Ecuador “Eroina Nazionale della Patria”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90387

San Pietro Sanz i Jordà, 1680-1747, vescovo dell’Ordine dei Predicatori domenicani e martire in Cina

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90888

Nel 604, dopo aver portato a termine la sua missione in Inghilterra ed essersi assicurato un successore alla sede primaziale, muore Agostino, monaco e primo arcivescovo di Canterbury, oggi ricordato da vetero-cattolici ed anglicani.
Fino al momento del suo invio da parte di Gregorio Magno, avvenuto nell’anno 596, di lui sappiamo soltanto che era priore del monastero romano di Sant’Andrea al Celio. La missione romana capeggiata da Agostino per evangelizzare il territorio inglese divenne possibile quando il re del Kent Etelberto sposò una principessa franca cristiana. Il papa di Roma Gregorio organizzò allora un primo gruppo di quaranta monaci per condurre l’Inghilterra alla fede in Cristo.
Agostino, non senza qualche esitazione lungo il cammino – per cui venne rimrpoverato da Gregorio -, alla fine obbedì, e gli fu concesso di stabilirsi nella città reale di Canterbury. In essa Agostino e compagni annunciarono l’Evangelo anzitutto con la testimonianza di una vita fraterna ispirata all’esempio delle comunità apostoliche.
Consacrato arcivescovo di Canterbury e primate della chiesa inglese, Agostino si adoperò, con l’aiuto di Gregorio, per dare basi solide alla comunità ecclesiale, edificando nuove chiese o restaurando le antiche chiese britanniche che erano state abbandonate dopo la prima evangelizzazione di quelle terre.
Alla dolcezza e al rispetto che Agostino mostrò verso i pagani, nella convinzione che l’adesione autentica all’Evangelo potesse avvenire soltanto nella piena libertà, Agostino non seppe unire un’analoga pazienza verso i problematici gruppi di cristiani già presenti nei territori occidentali dell’Inghilterra. Di conseguenza, pur avendo istituito le diocesi di York, di Londra e di Rochester, egli non riuscì a ottenere la piena unità dei cristiani britannici.

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it)

L. Bertè, Sei bellissima

26 maggio 2011

http://www.teche.rai.it/# raggiunto il link inserire nei rispettivi riquadri 1980-1989 e video poi cliccare su site teche e cercare la canzone.

Quando si ama in Cristo si scopre sempre più la bellezza di ogni cosa.

Santa Maria del Fonte, presso Caravaggio

26 maggio 2011

(stampa settecentesca dell’apparizione della Madonna di Caravaggio)

Il racconto dell’apparizione della Madonna di Caravaggio è raccolto in una “memoria”  scritta su una antica pergamena esposta nella chiesa. Non si sa a quando risalga, l’unico dato storico  è che è diventata dal 1599 “documento ufficiale” dell’apparizione. Ne riporto di seguito il testo.

Dio ricco di misericordia e onnipotente, che con la sua provvidenza tutto soavemente dispone, per quella pietà che non lascia mai privo nessun fedele del suo celeste aiuto un giorno si compiacque di riguardare, soccorrere e perfino onorare il popolo di Caravaggio con l’Apparizione della Vergine Madre di Dio.
L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera  (more…)

26 maggio, Santa Maria del Fonte, presso Caravaggio (Bergamo)

26 maggio 2011

Portaci alle sorgenti della vita.

Maria Madre della gioia

26 maggio 2011

Ripropongo questa bellissima preghiera di Mons.Angelo Comastri già pubblicata sul calendarietto di maggio.

O Maria, Madre della gioia,
Tu un giorno lasciasci la casa di Nazareth,
portando nel Cuore le note del Magnificat:
Tu sei la donna del canto,
sei la donna della letizia e del sorriso.

Donaci lo sguardo limpido per vedere l’alba e il tramonto,
per gioire davanti ai fiori e alle stelle,
per benedire la gioia del bambino e dell’anziano,
per cantare la gioia che Dio semina
a larghe mani, ovunque.

Tieni sempre accesa nel nostro sguardo
una fiammella di contentezza,
che è notizia della gioia di Dio.
Fa’, o Maria, che la festa del Cielo
ci contagi fin da quaggiù
per potrtarla e regalarla
a tutti quelli che incontriamo.

Liberaci dalla tristezza per cantare ogni giorno con Te:
“l’anima mia esulta
perchè Dio è gioia, Dio è pace,
Dio è festa di infinito Amore”.
Amen.

+ ANGELO COMASTRI

26 maggio 2011 in Santa Maria Maggiore (Roma): Benedetto XVI e i vescovi italiani affidano l’Italia a Maria

25 maggio 2011

Comunicato della Prefettura della Casa Pontificia, 03.o5.2011

Accogliendo l’invito del Card. Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Santo Padre Benedetto XVI si recherà nella Basilica di Santa Maria Maggiore, giovedì 26 maggio 2011, alle ore 17.30, per presiedere la recita del Santo Rosario, insieme con i Vescovi Italiani, riuniti in Assemblea Generale.

Con tale preghiera i Vescovi Italiani intendono ribadire il vincolo particolare con l’Italia, rinnovandone l’affidamento alla Vergine Madre nel 150° dell’unità politica del Paese.

Icona di Maria Salus (Salvezza, salute, NdR) Populi romani (“atque Italici” ha detto il card. A Bagnasco; Mater Unitatis, ha aggiunto Benedetto XVI), che si venera in Santa Maria Maggiore.

Ecco, se non sbaglio, un link per la diretta in questione: http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp# raggiunto tale link passare con la freccetta su video e cliccare su web-tv

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 26 maggio 2011) con commento comunitario

25 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,9-11)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Giorgio Perlasca nel ricordo di suo figlio

25 maggio 2011

Riprendo da www.gliscritti.it una articolo apparso sull’ Osservatore Romano

Giorgio Perlasca nel ricordo di suo figlio. Affinché i giovani diventino uomini, di Franco Perlasca

Ho saputo cosa mio padre aveva fatto tanti anni prima solo nel 1988, quando venne ritrovato da alcune donne ebree ungheresi e precisamente quando la signora Lang e il marito si presentarono a casa sua. Telefonarono qualche giorno prima per fissare un appuntamento; avevano studiato un po’ d’italiano apposta per il viaggio in Italia, ancora non semplice perché il muro di Berlino pur scricchiolante era ancora lì. Vennero in rappresentanza di decine di famiglie salvate a suo tempo da uno strano console spagnolo, Jorge Perlasca.

Raccontarono la loro storia umana e compresi che mio padre li aveva salvati; ma andarono avanti con il loro racconto e cominciai ad intravedere oltre a loro decine, centinaia, forse migliaia d’altre persone. E devo confessare che entrai in crisi chiedendomi se conoscevo realmente la persona con cui avevo vissuto per oltre trent’anni, la mia età di allora. (more…)

Attivo il nuovo sito del Pontificio Consiglio per la Famiglia

25 maggio 2011

 www.familia.va

Quarta catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

25 maggio 2011

Paul Gauguin “Lotta di Giacobbe con l’angelo” (1888, Edimburgo, National Gallery of Scotland)

Cari fratelli e sorelle!

oggi vorrei riflettere con voi su un testo del Libro della Genesi che narra un episodio un po’ particolare della storia del Patriarca Giacobbe.

È un brano di non facile interpretazione, ma importante per la nostra vita di fede e di preghiera; si tratta del racconto della lotta con Dio al guado dello Yabboq, del quale abbiamo ascoltato un brano.

Come ricorderete, Giacobbe aveva sottratto al suo gemello Esaù la primogenitura in cambio di un piatto di lenticchie e aveva poi carpito con l’inganno la benedizione del padre Isacco, ormai molto anziano, approfittando della sua cecità. Sfuggito all’ira di Esaù, si era rifugiato presso un parente, Labano; si era sposato, si era arricchito e ora stava tornando nella terra natale, pronto ad affrontare il fratello dopo aver messo in opera alcuni prudenti accorgimenti. Ma quando è tutto pronto per questo incontro, dopo aver fatto attraversare a coloro che erano con lui il guado del torrente che delimitava il territorio di Esaù, Giacobbe, rimasto solo, viene aggredito improvvisamente da uno sconosciuto con il quale lotta per tutta una notte. Proprio questo combattimento corpo a corpo – che troviamo nel capitolo 32 del Libro della Genesi – diventa per lui una singolare esperienza di Dio. (more…)

25 maggio. Santi e memorie del giorno

25 maggio 2011

Archivo:Beda Venerabilis.jpg

( Beda il Venerabile, da un manoscritto medievale)

Il 27 maggio del 735, dopo aver dettato l’ultima frase della sua traduzione in northumbro dell’Evangelo secondo Giovanni, esala il suo ultimo respiro Beda il Venerabile, monaco dell’abbazia inglese di Jarrow.
Nativo della Northumbria, Beda era stato affidato all’età di sette anni come oblato al monastero di Wearmouth, fondato da Benedetto Biscop. Nella sua vita egli fu anzitutto un monaco totalmente dedito alla ricerca della pace interiore e di quella sapienza che nasce dall’ascolto orante della Parola di Dio.
Beda non si mosse mai al di là della città di York; tuttavia acquisì una tale erudizione da diventare un maestro amato e apprezzato per intere generazioni di monaci.
Egli fu interprete attento delle Scritture, sempre in ascolto dell’esegesi dei padri che lo avevano preceduto e al tempo stesso capace di spunti originali; ma fu anche attento lettore della propria epoca: in terra inglese si andava preparando la rinascita del cristianesimo occidentale, e Beda raccolse una straordinaria documentazione, con la quale redasse la sua Storia ecclesiastica degli Angli, in cui egli mostrava come Dio avesse voluto fare delle genti inglesi un popolo eletto per una particolare missione in occidente.
La sua capacità di compaginare la conoscenza delle fonti della fede e la lettura della storia fecero di Beda un tassello fondamentale per la formazione dell’autocoscienza storica e spirituale di tutto l’occidente. E’ ricordato dalle chiese cattolica, anglicana, luterana e ortodossa.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090218_it.html

Il Menologio cistercense ricorda in questo giorno Gilberto di Hoyland, abate del monastero inglese di Swineshead.

La maggior parte delle scarse notizie sulla sua vita sono contenute nel Chronicon clarevallense e negli scritti che lo stesso Gilberto ci ha lasciato.
Delle sue origini nulla è certo, mentre è probabile che egli sia stato inviato assieme ad altri cistercensi a Swineshead, fondazione dell’abbazia benedettina di Furness da poco passata alla riforma di Cîteaux, per facilitare l’adattamento della comunità alle nuove consuetudini adottate.
Eletto abate di Swineshead probabilmente attorno al 1147, Gilberto conservò tale carica fino alla morte, ispirandosi nella conduzione della comunità all’esempio dell’amico Aelredo di Rievaulx e al maestro Ruggero di Byland.
La fama di Gilberto è legata soprattutto alla coraggiosa decisione di riprendere il Commento al Cantico dei Cantici lasciato interrotto da san Bernardo, che egli continuò restando fedele all’ispirazione spirituale del grande abate di Clairvaux.
Gilberto compose inoltre diversi opuscoli spirituali dedicati alla preghiera che, nel solco della tradizione bernardina, è letta dall’abate di Swineshead come il perseverante esercizio dell’interiorità al fine di passare dalla memoria di Dio alla sua presenza nel cuore del credente.
Gilberto morì nel 1172 nel monastero francese di Larivour, mentre era in viaggio per rinsaldare i legami di carità con gli altri monasteri cistercensi attraverso la partecipazione al capitolo generale dell’Ordine.

Il 25 maggio del 1607, si spegne dopo una breve agonia Maria Maddalena de’ Pazzi, monaca carmelitana e mistica.
Se il santo è una persona che lascia agire in sé la grazia di Dio fino a essere trasfigurato in ogni suo più misterioso recesso del corpo, della mente e dello spirito, i mistici, specie quelli che vissero gli stati mentali più enigmatici ed eclatanti, sono santi nella misura in cui veicolano con le loro vite il messaggio dell’Evangelo. Sicuramente Maria Maddalena de’ Pazzi appartiene al novero dei mistici evangelici.
Caterina, questo il suo nome di battesimo, era nata nel 1566 in una celebre famiglia della nobiltà fiorentina. Toccata profondamente fin da bambina dalla grandezza dell’amore di Dio, entrò a sedici anni nel carmelo di Santa Maria degli Angeli, nel quartiere di San Frediano, il più povero di Firenze. Essendosi ammalata gravemente, il 27 maggio del 1584 fu deciso che prendesse i voti, sebbene costretta a letto da dolori lancinanti. Da quel momento inizia la sua vita di «visionaria». Ogni volta che sarà raggiunta dall’amore di Dio, grazie alla lettura delle Scritture o alla partecipazione ai sacramenti, essa entrerà in stati di semincoscienza, durante i quali narrerà alle persone circostanti le inesauribili ricchezze della misericordia divina.
Desiderosa di rimanere nel nascondimento, Maria Maddalena accettò tuttavia per obbedienza che venissero trascritti i suoi dialoghi e anche quelle vere e proprie messe in scena che essa era solita compiere per narrare le visioni ricevute e per coinvolgere le compagne nelle sue estasi d’amore.
Quando terminarono le sue visioni, essa visse stati di profonda sofferenza e turbamento, ma non smise di proclamare con la semplicità della sua vita il primato dell’amore. Negli ultimi anni fu anche maestra delle novizie e vicepriora.

(notizie tratte in parte da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27450

Si ricorda anche san Gregorio VII, 1020-1085, papa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27400

Sant’Agostino Caloca Cortes e San Cristobal Magallanes, entrambi martiri nel 1927 durante la persecuzione in Messico

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90018

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90116

Documentazione interdisciplinare di scienza e fede

25 maggio 2011

disf.org

Mini avatar

25 maggio 2011
Signore sii sempre tu a portarci.

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 25 maggio 2011) con commento comunitario

24 maggio 2011

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

G. Ravasi. Una fede di padre in figlio.

24 maggio 2011

Dal Salmo 78

3 Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
4 non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto.
5 Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli,
6 perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno.
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
7 perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi.

http://www.avvenire.it/Cultura/Bibbia_201105230844420030000.htm

In link, l’ articolo completo di G. Ravasi  su Avvenire del 22 maggio scorso, dal quale cito

“L’emblema per eccellenza della fede cristiana è affidato proprio a una «generazione», quella che corre tra il Padre e il Figlio, un filo paterno-filiale animato dall’amore che è lo Spirito Santo ….. La generazione antica trasmette, dunque, il messaggio della salvezza a quella più giovane in una catena viva e ininterrotta, sorretta dallo Spirito del Dio creatore e salvatore …. Anche Maria nel suo cantico, il Magnificat, esprime luminosamente lo stesso tema quando proclama che «di generazione in generazione la misericordia [di Dio] si stende su quelli che lo temono» (Luca 1,50).  Dio e uomo s’incontrano proprio su quel fiume generazionale che è la storia stessa della vita umana: essa, così, si trasfigura in storia della salvezza”.

24 maggio. Santi e memorie del giorno

24 maggio 2011

Oggi si fa memoria nel Martirologio romano di San Vincenzo di Lérins, monaco vissuto durante il V secolo nel sud della Francia.

Vincenzo era nato probabilmente nell’odierna cittadina belga di Toul, in una famiglia agiata e importante. Egli poté dunque ricevere un’approfondita formazione letteraria e teologica. Tuttavia, come egli stesso ammetterà, esitò a lungo prima di assumere seriamente le esigenze e le ricchezze di una vita vissuta secondo l’Evangelo.
A un certo punto, forse spinto dalle invasioni barbariche che in quegli anni suggerirono a parecchi membri dell’aristocrazia di emigrare verso il sud della Gallia, Vincenzo iniziò una vita solitaria a Lérins. La sua notevole cultura, applicata alla lettura delle Scritture e delle opere dei padri, gli consentì di acquisire un forte sensus fidei. Stimato come educatore e trasmettitore della fede, Vincenzo scrisse prima di morire la sua opera principale, l’unica a noi pervenuta, il Commonitorium. In esso, sotto forma di appunti stilati per soccorrere la memoria, Vincenzo afferma come soltanto la Scrittura possa offrire un canone, una misura della fede. Accanto ad essa, tuttavia, egli ricorda come soltanto ciò che è stato creduto da sempre, da tutti e dappertutto, appartenga in modo certo al deposito della fede.
L’insegnamento vincenziano, pur con tutti i suoi limiti, avrà una fortuna straordinaria nella storia della teologia, soprattutto in occidente.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54550

Si ricordano anche sant’Amalia, III sec., martire a Tavio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54600

la traslazione del corpo di san Domenico, avvenuta nel 1233

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90774

San Donaziano, e i 38 martiri di Filippopoli, tutti sottoposti a  martirio sotto l’imperatore Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91800

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91941

Inoltre, la chiesa russa ricorda oggi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi.
Fratelli originari di Tessalonica, Cirillo e Metodio abbracciarono la vita monastica in un monastero della Bitinia.
Nell’862 furono inviati dal patriarca di Costantinopoli a evangelizzare la Moravia e la Pannonia. Essi iniziarono la loro opera traducendo l’Evangelo e la liturgia in lingua slava e utilizzando, per scriverli, un alfabeto a 38 lettere inventato da Cirillo. Il papa Adriano II li chiamò allora a Roma, approvò la loro opera di predicazione e nominò Metodio arcivescovo di Moldavia e Pannonia.
Cirillo morì a Roma il 14 febbraio dell’869. Metodio continuò il suo apostolato, subendo la forte pressione delle popolazioni germaniche che cercavano di estendere il loro dominio sui territori orientali e che si opponevano all’uso dello slavo nella liturgia, ma non si scoraggiò mai, anche se dovette, a un certo momento, esercitare il suo apostolato quasi di nascosto. Egli morì nell’885.
Nel 1976 il corpo di Cirillo, sepolto a Roma, è stato restituito alla sua città natale, Tessalonica, e nel 1980 Cirillo e Metodio sono stati proclamati dalla chiesa cattolica patroni d’Europa, insieme a Benedetto da Norcia.

La Chiesa d’Inghilterra ricorda, invece,  i fratelli John e Charles Wesley, iniziatori nel XVIII secolo del metodismo in terra inglese. Soprattutto il primo diede vita a molte piccole comunità di semplici cristiani, desiderosi di vivere radicalmente l’Evangelo a partire dall’ascolto orante delle Scritture e dalla partecipazione alla liturgia; nei cenacoli wesleyani vi fu una forte sottolineatura della dimensione comunitaria e una grande dedizione al servizio dei più poveri. Il secondo scrisse un enorme numero di  inni, oggi presenti non solo negli innari delle chiese metodiste, ma anche in quelli delle chiese anglicane e cattoliche di lingua inglese.

(….)

parla al mio cuore, parole di benedizione,

lasciati vincere dalla mia preghiera urgente,
parla, o mai ti muoverai di qui,
e dimmi se il tuo nome è Amore.

«E’ Amore, è Amore!», per me sei morto,
sento il tuo sussurro nel mio cuore.
Irrompe il mattino, fugge ogni ombra:
tu sei Puro Amore Universale;
per me, per ogni uomo si commuovono le tue viscere,
la tua natura e il tuo nome, è Amore

Charles Wesley, daGiacobbe in lotta

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it)