Archive for agosto 2011

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 1 settembre 2011) con commento comunitario

31 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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L’udienza generale di oggi dedicata al rapporto tra l’arte e Dio

31 agosto 2011

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/27966.php?index=27966&lang=it

Il Paradiso di Marc Chagall (1963)

Dipinto di M. Chagall

GMG 2011. Le foto

31 agosto 2011

In link, la raccolta ufficiale di tutte le foto dei diversi momenti della GMG di Madrid

http://www.madrid11.com/it/component/content/article/1677

Mercoledì 31 agosto ore 18: Concerto offerto dal cardinale D. Bartolucci a Benedetto XVI, link alla diretta

31 agosto 2011

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp raggiunto li link passare con la freccetta su video poi cliccare su web-tv.Si potrà forse vedere anche la registrazione dell’evento: sempre arrivando a cliccare web-tv e poi su agenda: qui inserire la data di mercoledì 31 agosto 2011.Trovato il link cliccare sull’iconcina on demand.

… SALMEGGIANDO … !!!

31 agosto 2011

Salmo 40 (39) _ Ringraziamento e suplica.

Fammi grazia;  Signore,  salvami,

affrettati,  Signore,  in mio aiuto.

Siano insieme confusi e coperti

di vergogna

quanti attentano alla mia vita;

si volgano indietro e siano umilliati

quelli che mi dicono: “Bene! Bene!”

si rallegrino e gioiscano in te tutti

quelli che ti cercano;

quanti amano la tua salvezza dicano

sempre:

“Il Signore è grande!”.

ma io sono povero e misero:

il mio Signore si prende cura di me.

Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore:

non tardare, mio Dio! 

 

salmo 40 (39) ,  14_18

GMG 2011. Via crucis con meditazioni

31 agosto 2011

In link il testo delle meditazioni, le immagini dei pasos, il discorso di Benedetto XVI nella via crucis pregata a Madrid il 19 agosto scorso durante la GMG (tale link si trova anche in Pagine, nella colonna di destra della homepage).

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/19/gmg-2011-via-crucis/

31 agosto. Santi del giorno

31 agosto 2011

Oggi si ricordano san Giuseppe di Arimatea, nobile decurione, e san Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, entrambi membri del Sinedrio che chiesero il corpo di Gesù per rendergli sepoltura

http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90954

san Raimondo Nonnato, 1200-1240, appartenne all’ordine della Beata Vergine Maria della Mercede, in Catalogna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68300

san Paolino di Treviri, vescovo nel 346 nell’odierna Germania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68350

sant’Aristide Marciano, filosofo apologista ad Atene, durante l’impero di Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68400

san Domenico del Val, 1243-1250, giovanissimo martire spagnolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68450

sant’Aidano di Lindisfarne, ?-651, vescovo e abate in Inghilterra

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68275

Le icone bizantine

31 agosto 2011

http://xoomer.virgilio.it/giovanni.fabriani/icone/testi/icone.htm

https://i2.wp.com/xoomer.virgilio.it/giovanni.fabriani/icone/mandylion_dionysiou_XVI-XVII.jpg

Mandylion L’icona del mandylion (fazzoletto, panno) riproduce la miracolosa immagine di Edessa acheropita, cioè non fatta da mano d’uomo. Rappresenta il solo volto di Cristo riprodotto su un drappo, talvolta questo è retto da due angeli.

Associazione Biblica Italiana

31 agosto 2011

http://www.associazionebiblica.it/

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Sandro Botticelli, Madonna del libro (Cristo)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 31 agosto 2011) con commento comunitario

30 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

… SALMEGGIANDO … !!!

30 agosto 2011

Salmo 27 (26) _ Ferma fiducia in Dio

Sì, egli mi custodirà nella sua tenda

nel giorno della sventura,

mi nasconderà  nell’interno

della sua dimora,

sulla roccia, in alto, mi solleverà

E’ ora si inalzi il mio capo

sui miei nemici che mi circondono,

e io possa offrire sacrifici con gioia

nella sua dimora.

Allora canterò al Signore, canterò inni.

Ascolta, Signore, la mia voce!

Io grido, abbi pietà di me e rispondimi.

A te parla il mio cuore, te cerca 

il mio volto;

il tuo volto, Signore, io cerco.

 

salmo 27 (26),  5_8

G. Ravasi. Tale l’uomo, tale la parola

30 agosto 2011

Mi sono pentito spesso di aver parlato, mai di aver taciuto- La parola è lo specchio dell’anima: tale l’uomo, tale la sua parola. Tante volte è stato ripetuto il detto che il filosofo austriaco, Ludwig Wittgenstein, ha lasciato nel suo famoso e arduo Tractatus logico-philosophicus (1922): «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere». Mai forse un detto è stato smentito nella storia come questo. Tra i due verbi sprechen e schweigen che reggono la frase, chi l’ha sempre vinta è il primo, il -parlare-, non certo il -tacere-. È un po’ quello che due millenni fa insegnava un liberto di origini orientali, Publilio Siro, venuto a Roma e qui divenuto un moralista, soprattutto attraverso le circa settecento Sentenze che ci sono state tramandate. Da un’antica edizione che possiedo ho estratto due suoi aforismi che coprono entrambi i verbi di Wittgenstein. Innanzitutto il -tacere-, ed è difficile non confessare che invano ci siamo morsicati la lingua dopo che la parola era sfuggita dalla chiostra dei denti. Ecco, allora, la sana necessità di un’ascesi della parola, soprattutto in un tempo in cui il cellulare, che ad alcuni ustiona l’orecchio tanto ce l’hanno incollato, è un incentivo costante alla chiacchiera più sfrenata e banale. Ma c’è anche il momento in cui è necessario coniugare il verbo -parlare-. La seconda sentenza di Publilio è altrettanto lapidaria: qualis vir, talis oratio, la parola è specchio dell’anima e spesso dobbiamo riconoscere di non fare bella figura. Vorrei, per concludere, ritornare a Wittgenstein per una considerazione sulla parola scritta. «Coi miei numerosi segni di interpunzione – scriveva – vorrei rallentare il ritmo della lettura. Perché vorrei essere letto lentamente». Se è seria e profonda, la parola detta o scritta ha bisogno di un alone di silenzio, di ascolto, di concentrazione.

G. Ravasi, “Il Mattutino”, pubblicato in Avvenire di oggi 30 agosto 2011

30 agosto. Santi del giorno

30 agosto 2011

Oggi si ricordano i santi Felice e Adautto, III-IV sec, martiri

Madonna con bambino tra i santi Felice, Adautto e Turturra, affresco del IV sec, Catacomba di Comodilla

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68050

Si ricordano anche santa Margherita Ward, 1550-1588, martire durante il regno di Elisabetta I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68150

san Fantino il Giovane, discepolo di san Elia lo speleota, condusse una vita ascetica tra la Calabria e la Grecia. Ad opera del Santo avvennero alcuni fatti prodigiosi: un’orsa che devastava gli alveari del monastero fu allontanata definitivamente col solo cenno della mano, all’invocazione del suo nome zampillò d’improvviso un getto d’acqua abbondantissimo per dissetare dei monaci, i quali affaticati andavano in cerca di alcune mule che si erano allontanate dal pascolo.

Prima di morire affidò i suoi discepoli da san Atanasio, fondatore della Grande Laura del Monte Athos.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90673

san Pietro di Trevi, XII sec, apostolo itinerante, in Abruzzo e nel Lazio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90730

san Bononio, X sec-1026, condusse vita ascetica prima in Egitto, poi sul monte Sinai

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92417

san Fiacrio, asceta di origine irlandese del VII sec, patrono degli ortolani ( si narra che  il vescovo di Meaux avrebbe promesso al santo di dargli per la fondazione del suo monastero tanto terreno quanto ne poteva circoscrivere con un fosso in una giornata di lavoro)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68200

La chiesa etiopica ricorda oggi il monaco Takla Haymanot, fondatore del monastero di Dabra Libanos. Fesseha Seyon – questo il suo nome di battesimo – nacque nella prima metà del XIII secolo a Zorare, regione etiopica da poco evangelizzata. Raggiunta la maggiore età, egli si sposò, ma rimase molto presto vedovo. Iniziò allora un ministero itinerante di predicatore dell’Evangelo.
La vera svolta nella sua vita avvenne però quando egli entrò nel monastero di Dabra Hayq, nel nord del paese, il cui abate era un altro celebre monaco etiopico: Iyasus Mo’a. Takla Haymanot fu dunque discepolo di Iyasus Mo’a e dell’abate Yohanni, prima di divenire a sua volta padre spirituale di un gran numero di monaci. Tornato nella regione natia, egli fondò il monastero di Dabra Asbo, che intorno alla metà del XV secolo assumerà il nome odierno di Dabra Libanos, uno dei più importanti centri spirituali della storia etiopica. L’irradiamento monastico di Dabra Asbo fu enorme, anche perché ebbe tra i suoi primi monaci molti uomini imparentati con la nascente dinastia dei salomonidi, e numerosi furono i monasteri che da esso ebbero origine. Anche per questo Takla Haymanot, che in etiopico significa «pianta della fede», è considerato il capostipite della più grande famiglia monastica dell’Etiopia. Egli fu soprattutto un uomo di grande preghiera. Nell’iconografia tardiva, è rappresentato spesso intento a pregare in piedi su di una gamba sola, poiché l’altra, secondo la tradizione, gli era caduta dopo essersi completamente atrofizzata. Gli ultimi anni della sua vita egli li trascorse in volontaria e pressoché totale solitudine. Morì il 24 nahasse, corrispondente al 30 agosto, del 1313.

Cosa è il timore di Dio

30 agosto 2011

Il giamaicano Yohan Blake vince i 100 metri ai Mondiali di atletica di Daegu. Ma l'attenzione è tutta per Usain Bolt, estromesso dalla finale a causa di una falsa partenza. Foto Afp

Nel cammino di fede possiamo scoprire che Cristo ci dona la fiducia in lui e proprio per questo una equilibrata, aperta alla verità, fiducia di fondo in noi stessi: qualsiasi situazione ci troviamo a vivere Dio ci sta portando verso la nostra piena realizzazione.In questo amore sapiente di Dio possiamo gradualmente riconoscere i doni spirituali, umani, etc., che ci ha elargito e anche riconoscere (anche in un confronto specie con persone complessivamente equilibrate, che camminano da molto tempo nella fede) i nostri limiti, i punti sui quali possiamo crescere, etc..Vedendo che tutto è dono di Dio impariamo a cercare la vita in lui con serenità, gioia, ma anche con vigilanza.Quando invece ci appropriamo del dono ricevuto, anche magari inconsapevolmente, possiamo ad es. diventare distratti verso di esso, in vario modo  arroganti, etc.: le nostre forze possono divenire allora le nostre debolezze.

Qui vediamo Usain Bolt che nei mondiali di atletica in corso è stato squalificato nella finale dei 100 m per doppia falsa partenza.Non è facile sapere cosa abbia realmente vissuto, ma certamente viene da domandarsi come mai, specie dopo la prima falsa partenza, non sia partito pianissimo, lui che sa di dare perlomeno un paio di metri a tutti i suoi avversari.Troppo sicuro di sè? O al contrario magari, ad es., non era in forma e gli avversari stanno diventando più forti? E’ un episodio che comunque può fare molto riflettere…

Il timore di Dio non è paura di un Dio che ci ama senza condizioni, ci salva, sta dalla nostra parte più di noi stessi ma è sempre più profonda attenzione ad accogliere pienamente il tesoro infinito che ci ha fatto trovare e che sempre più ci vuole donare, una serena attenzione a non perdere nulla, per negligenza, distrazione, chiusure, etc.,  di questa vita, di questi doni (per sè e per gli altri), che Dio ci vuole offrire.

Video: parla la figlia dei coniugi Beltrame Quattrocchi santificati insieme, come sposi e genitori

30 agosto 2011

http://www.youtube.com/watch?v=gyqX4w_9IAk&feature=related

STOQ II – Scienza, Teologia e la Questione Ontologica II

30 agosto 2011

http://www.stoqnet.org/italian/index_i.html

La comunità Cenacolo a Medjugorie

29 agosto 2011

(ridotto da Avvenire del 12.3.’99)

Il Rosario e l’amore salvano dalla droga –
Il ritmo alternato dell’Ave Maria scandisce le giornate nella Comunità Cenacolo, ormai nota a tutti per l’uso della preghiera come cura della tossicodipendenza. “Da noi si recita il rosario tre volte al giorno, come i pasti” afferma sr. Elvira, la fondatrice della Comunità. “Come si nutre il corpo per lavorare, la preghiera sostiene la gioia, la speranza, la pace. È importante avere dei modelli, e il nostro è la Madonna”.
In quindici anni di vita la Comunità ha accolto 15 mila tossicodipendenti che hanno ritrovato la via d’uscita dalla droga proprio avvalendosi della preghiera, soprattutto del rosario: “La Madonna a Lourdes, a Fatima a Medjugorje ha raccomandato il rosario. Evidentemente in questa preghiera c’è un potenziale misterioso” continua la suora piemontese, “la corona guarisce la psiche, è una forza che passa nelle vene. È una presenza, non solo un segno.”
Il metodo usato nelle 27 case sparse in tutto il mondo è quello cristiano, applicato radicalmente: se l’uomo è immagine di Dio, solo lui può ricostruirla. Ecco perché essi chiamano i loro centri “scuole di vita” e non “comunità terapeutiche” e invece di “cura” si parla di “cammino di resurrezione”. Spiega sr. Elvira “Abbiamo delle regole rigide ed esigenti perché i ragazzi devono familiarizzare con la croce ed imparare a portarla. Non imponiamo nulla, rispettiamo la loro libertà, perché la vera libertà è conoscere chi li ha creati. È una verità che proponiamo in modo graduale e differenziato, ma a noi non basta la guarigione, vogliamo la salvezza. Se li togliamo dalla droga e poi tornano fuori senza un ideale, restano dei disperati”. Si calcola che almeno l’80% degli ospiti di questa comunità guariscano definitivamente. Il “Campo della vita”, la casa nata a Medjugorje 9 anni fa, conta circa 80 ragazzi di 18 nazioni diverse. La loro presenza è una realtà importante per Medjugorje perché testimonia “dal vivo” come la Madonna sia venuta realmente a salvare i suoi figli, e tra questi i giovani caduti vittima della droga, una grave piaga di questo secolo. “Quando si congedano facciamo una festa in cui consegno loro la croce e il rosario: la croce perché la incontreranno subito e il rosario perché dalla preghiera non dovranno separarsi più”. Però non tutti vanno via, anzi sono numerosi i “volontari per amore”, ragazzi già distrutti dalla droga che diventano missionari per gli altri (addirittura alcuni gestiscono una Casa in Brasile da soli). Non temono le responsabilità perché hanno imparato a conoscere la paternità di Dio che si occupa di provvedere quotidianamente il cibo. Nessuno infatti paga la retta alla Comunità né vengono accettati contributi pubblici perché i giovani comprendano che la società non deve pagare per loro, ma loro stessi con i sacrifici e il lavoro sostenuti dalla fiducia in Dio. Riconosciuta a livello diocesano la Comunità Cenacolo conta tanti collaboratori che si offrono come strumenti in questa grande opera di amore: laici, coppie, consacrati e consacrate, oltre a 800 famiglie che hanno capito che solo l’amore salva!

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 30 agosto 2011) con commento comunitario

29 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,31-37)

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Die Munchner Philarmoniker / Rai: Festival con Mannoia, Branduardi, Ruggeri, De Sio e altri

29 agosto 2011

http://www.youtube.com/user/mphilmusik

Il link che segue è attivo solo alcuni giorni: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-28&ch=3&v=80443

29 agosto. Santi del giorno

29 agosto 2011

Sono rari coloro che sanno penetrare l’animo del Precursore. Si è più facilmente attratti dall’animo del discepolo amato, colui che ha riposato sul cuore di Gesù e alla cui gioia si vorrebbe prender parte; chi di noi non l’ha desiderato? Troppo spesso il Battista resta solo. Non se ne comprendono la forza, la dolcezza e le tenerezze; sono troppo nascoste e sofferte. Gli si passa a fianco senza conoscerlo, perché egli stesso si ritrae. Ma penetrare nel mistero del suo cuore e farlo amare… Giovanni Battista non ha riposato sul cuore del Maestro, ma lo ha compreso e intuito nella sua solitudine; lo ha indicato agli altri. Non ha voluto goderne per se stesso, si è fatto da parte nella sua delicatezza. La sua personalità era troppo forte; avrebbe turbato le dolci intimità di Gesù e del discepolo amato. E’ scomparso, contento del suo segreto, di aver intuito il cuore del Maestro, sul quale un altro, meno spezzato dalla vita, avrebbe potuto riposare (Un certosino).

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano il martirio di Giovanni il Battista.
L’attività del Precursore giunse al suo compimento con l’effusione del sangue, prezzo pagato per la fedeltà alla propria missione, sino alla fine. Il re Erode Antipa e sua moglie Erodiade non permisero al Battista di continuare a denunciare la loro trasgressione della Legge. Arrestato e sottoposto a una dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del mar Morto, Giovanni venne ucciso nel modo più insensato, da una guardia mandata a decapitarlo per un capriccio di Salomè, figlia di Erodiade. Come era stato in vita, così anche nella morte Giovanni appare l’ultimo e il più grande dei profeti. Egli riepiloga la drammatica storia dei profeti inviati incessantemente da JHWH al suo popolo e dal popolo costantemente respinti. Dopo la trasfigurazione, Gesù aveva detto: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico, Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro» (Mt 17,11-12).
Il rifiuto e la morte del Battista, reso oggetto in mano al delirio dei potenti, prefigurano il rifiuto e la morte di Gesù, e per questo la chiesa fin dai primi secoli ha ricordato in questo giorno il suo martirio, dopo aver fatto memoria della sua nascita il 24 giugno.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

El Greco, particolare da La santa Trinità, 1577,  Museo del Prado, Madrid

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24300

Si ricordano anche santa Beatrice di Nazareth, ?-1268

http://www.santiebeati.it/dettaglio/64850

santa Sabina, patrizia romana martire nel II sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91096

sant’Alberico, IX sec- 1050, eremita camaldolese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91843

san Sebbi, ?-694, re della Sassonia orientale

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92319