Archive for agosto 2011

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 1 settembre 2011) con commento comunitario

31 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 5,1-11)

In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.

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L’udienza generale di oggi dedicata al rapporto tra l’arte e Dio

31 agosto 2011

http://press.catholica.va/news_services/bulletin/news/27966.php?index=27966&lang=it

Il Paradiso di Marc Chagall (1963)

Dipinto di M. Chagall

GMG 2011. Le foto

31 agosto 2011

In link, la raccolta ufficiale di tutte le foto dei diversi momenti della GMG di Madrid

http://www.madrid11.com/it/component/content/article/1677

Mercoledì 31 agosto ore 18: Concerto offerto dal cardinale D. Bartolucci a Benedetto XVI, link alla diretta

31 agosto 2011

http://www.radiovaticana.org/it1/index.asp raggiunto li link passare con la freccetta su video poi cliccare su web-tv.Si potrà forse vedere anche la registrazione dell’evento: sempre arrivando a cliccare web-tv e poi su agenda: qui inserire la data di mercoledì 31 agosto 2011.Trovato il link cliccare sull’iconcina on demand.

… SALMEGGIANDO … !!!

31 agosto 2011

Salmo 40 (39) _ Ringraziamento e suplica.

Fammi grazia;  Signore,  salvami,

affrettati,  Signore,  in mio aiuto.

Siano insieme confusi e coperti

di vergogna

quanti attentano alla mia vita;

si volgano indietro e siano umilliati

quelli che mi dicono: “Bene! Bene!”

si rallegrino e gioiscano in te tutti

quelli che ti cercano;

quanti amano la tua salvezza dicano

sempre:

“Il Signore è grande!”.

ma io sono povero e misero:

il mio Signore si prende cura di me.

Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore:

non tardare, mio Dio! 

 

salmo 40 (39) ,  14_18

GMG 2011. Via crucis con meditazioni

31 agosto 2011

In link il testo delle meditazioni, le immagini dei pasos, il discorso di Benedetto XVI nella via crucis pregata a Madrid il 19 agosto scorso durante la GMG (tale link si trova anche in Pagine, nella colonna di destra della homepage).

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/19/gmg-2011-via-crucis/

31 agosto. Santi del giorno

31 agosto 2011

Oggi si ricordano san Giuseppe di Arimatea, nobile decurione, e san Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, entrambi membri del Sinedrio che chiesero il corpo di Gesù per rendergli sepoltura

http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90954

san Raimondo Nonnato, 1200-1240, appartenne all’ordine della Beata Vergine Maria della Mercede, in Catalogna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68300

san Paolino di Treviri, vescovo nel 346 nell’odierna Germania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68350

sant’Aristide Marciano, filosofo apologista ad Atene, durante l’impero di Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68400

san Domenico del Val, 1243-1250, giovanissimo martire spagnolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68450

sant’Aidano di Lindisfarne, ?-651, vescovo e abate in Inghilterra

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68275

Le icone bizantine

31 agosto 2011

http://xoomer.virgilio.it/giovanni.fabriani/icone/testi/icone.htm

https://i1.wp.com/xoomer.virgilio.it/giovanni.fabriani/icone/mandylion_dionysiou_XVI-XVII.jpg

Mandylion L’icona del mandylion (fazzoletto, panno) riproduce la miracolosa immagine di Edessa acheropita, cioè non fatta da mano d’uomo. Rappresenta il solo volto di Cristo riprodotto su un drappo, talvolta questo è retto da due angeli.

Associazione Biblica Italiana

31 agosto 2011

http://www.associazionebiblica.it/

image

Sandro Botticelli, Madonna del libro (Cristo)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 31 agosto 2011) con commento comunitario

30 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,38-44)

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.

… SALMEGGIANDO … !!!

30 agosto 2011

Salmo 27 (26) _ Ferma fiducia in Dio

Sì, egli mi custodirà nella sua tenda

nel giorno della sventura,

mi nasconderà  nell’interno

della sua dimora,

sulla roccia, in alto, mi solleverà

E’ ora si inalzi il mio capo

sui miei nemici che mi circondono,

e io possa offrire sacrifici con gioia

nella sua dimora.

Allora canterò al Signore, canterò inni.

Ascolta, Signore, la mia voce!

Io grido, abbi pietà di me e rispondimi.

A te parla il mio cuore, te cerca 

il mio volto;

il tuo volto, Signore, io cerco.

 

salmo 27 (26),  5_8

G. Ravasi. Tale l’uomo, tale la parola

30 agosto 2011

Mi sono pentito spesso di aver parlato, mai di aver taciuto- La parola è lo specchio dell’anima: tale l’uomo, tale la sua parola. Tante volte è stato ripetuto il detto che il filosofo austriaco, Ludwig Wittgenstein, ha lasciato nel suo famoso e arduo Tractatus logico-philosophicus (1922): «Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere». Mai forse un detto è stato smentito nella storia come questo. Tra i due verbi sprechen e schweigen che reggono la frase, chi l’ha sempre vinta è il primo, il -parlare-, non certo il -tacere-. È un po’ quello che due millenni fa insegnava un liberto di origini orientali, Publilio Siro, venuto a Roma e qui divenuto un moralista, soprattutto attraverso le circa settecento Sentenze che ci sono state tramandate. Da un’antica edizione che possiedo ho estratto due suoi aforismi che coprono entrambi i verbi di Wittgenstein. Innanzitutto il -tacere-, ed è difficile non confessare che invano ci siamo morsicati la lingua dopo che la parola era sfuggita dalla chiostra dei denti. Ecco, allora, la sana necessità di un’ascesi della parola, soprattutto in un tempo in cui il cellulare, che ad alcuni ustiona l’orecchio tanto ce l’hanno incollato, è un incentivo costante alla chiacchiera più sfrenata e banale. Ma c’è anche il momento in cui è necessario coniugare il verbo -parlare-. La seconda sentenza di Publilio è altrettanto lapidaria: qualis vir, talis oratio, la parola è specchio dell’anima e spesso dobbiamo riconoscere di non fare bella figura. Vorrei, per concludere, ritornare a Wittgenstein per una considerazione sulla parola scritta. «Coi miei numerosi segni di interpunzione – scriveva – vorrei rallentare il ritmo della lettura. Perché vorrei essere letto lentamente». Se è seria e profonda, la parola detta o scritta ha bisogno di un alone di silenzio, di ascolto, di concentrazione.

G. Ravasi, “Il Mattutino”, pubblicato in Avvenire di oggi 30 agosto 2011

30 agosto. Santi del giorno

30 agosto 2011

Oggi si ricordano i santi Felice e Adautto, III-IV sec, martiri

Madonna con bambino tra i santi Felice, Adautto e Turturra, affresco del IV sec, Catacomba di Comodilla

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68050

Si ricordano anche santa Margherita Ward, 1550-1588, martire durante il regno di Elisabetta I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68150

san Fantino il Giovane, discepolo di san Elia lo speleota, condusse una vita ascetica tra la Calabria e la Grecia. Ad opera del Santo avvennero alcuni fatti prodigiosi: un’orsa che devastava gli alveari del monastero fu allontanata definitivamente col solo cenno della mano, all’invocazione del suo nome zampillò d’improvviso un getto d’acqua abbondantissimo per dissetare dei monaci, i quali affaticati andavano in cerca di alcune mule che si erano allontanate dal pascolo.

Prima di morire affidò i suoi discepoli da san Atanasio, fondatore della Grande Laura del Monte Athos.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90673

san Pietro di Trevi, XII sec, apostolo itinerante, in Abruzzo e nel Lazio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90730

san Bononio, X sec-1026, condusse vita ascetica prima in Egitto, poi sul monte Sinai

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92417

san Fiacrio, asceta di origine irlandese del VII sec, patrono degli ortolani ( si narra che  il vescovo di Meaux avrebbe promesso al santo di dargli per la fondazione del suo monastero tanto terreno quanto ne poteva circoscrivere con un fosso in una giornata di lavoro)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68200

La chiesa etiopica ricorda oggi il monaco Takla Haymanot, fondatore del monastero di Dabra Libanos. Fesseha Seyon – questo il suo nome di battesimo – nacque nella prima metà del XIII secolo a Zorare, regione etiopica da poco evangelizzata. Raggiunta la maggiore età, egli si sposò, ma rimase molto presto vedovo. Iniziò allora un ministero itinerante di predicatore dell’Evangelo.
La vera svolta nella sua vita avvenne però quando egli entrò nel monastero di Dabra Hayq, nel nord del paese, il cui abate era un altro celebre monaco etiopico: Iyasus Mo’a. Takla Haymanot fu dunque discepolo di Iyasus Mo’a e dell’abate Yohanni, prima di divenire a sua volta padre spirituale di un gran numero di monaci. Tornato nella regione natia, egli fondò il monastero di Dabra Asbo, che intorno alla metà del XV secolo assumerà il nome odierno di Dabra Libanos, uno dei più importanti centri spirituali della storia etiopica. L’irradiamento monastico di Dabra Asbo fu enorme, anche perché ebbe tra i suoi primi monaci molti uomini imparentati con la nascente dinastia dei salomonidi, e numerosi furono i monasteri che da esso ebbero origine. Anche per questo Takla Haymanot, che in etiopico significa «pianta della fede», è considerato il capostipite della più grande famiglia monastica dell’Etiopia. Egli fu soprattutto un uomo di grande preghiera. Nell’iconografia tardiva, è rappresentato spesso intento a pregare in piedi su di una gamba sola, poiché l’altra, secondo la tradizione, gli era caduta dopo essersi completamente atrofizzata. Gli ultimi anni della sua vita egli li trascorse in volontaria e pressoché totale solitudine. Morì il 24 nahasse, corrispondente al 30 agosto, del 1313.

Cosa è il timore di Dio

30 agosto 2011

Il giamaicano Yohan Blake vince i 100 metri ai Mondiali di atletica di Daegu. Ma l'attenzione è tutta per Usain Bolt, estromesso dalla finale a causa di una falsa partenza. Foto Afp

Nel cammino di fede possiamo scoprire che Cristo ci dona la fiducia in lui e proprio per questo una equilibrata, aperta alla verità, fiducia di fondo in noi stessi: qualsiasi situazione ci troviamo a vivere Dio ci sta portando verso la nostra piena realizzazione.In questo amore sapiente di Dio possiamo gradualmente riconoscere i doni spirituali, umani, etc., che ci ha elargito e anche riconoscere (anche in un confronto specie con persone complessivamente equilibrate, che camminano da molto tempo nella fede) i nostri limiti, i punti sui quali possiamo crescere, etc..Vedendo che tutto è dono di Dio impariamo a cercare la vita in lui con serenità, gioia, ma anche con vigilanza.Quando invece ci appropriamo del dono ricevuto, anche magari inconsapevolmente, possiamo ad es. diventare distratti verso di esso, in vario modo  arroganti, etc.: le nostre forze possono divenire allora le nostre debolezze.

Qui vediamo Usain Bolt che nei mondiali di atletica in corso è stato squalificato nella finale dei 100 m per doppia falsa partenza.Non è facile sapere cosa abbia realmente vissuto, ma certamente viene da domandarsi come mai, specie dopo la prima falsa partenza, non sia partito pianissimo, lui che sa di dare perlomeno un paio di metri a tutti i suoi avversari.Troppo sicuro di sè? O al contrario magari, ad es., non era in forma e gli avversari stanno diventando più forti? E’ un episodio che comunque può fare molto riflettere…

Il timore di Dio non è paura di un Dio che ci ama senza condizioni, ci salva, sta dalla nostra parte più di noi stessi ma è sempre più profonda attenzione ad accogliere pienamente il tesoro infinito che ci ha fatto trovare e che sempre più ci vuole donare, una serena attenzione a non perdere nulla, per negligenza, distrazione, chiusure, etc.,  di questa vita, di questi doni (per sè e per gli altri), che Dio ci vuole offrire.

Video: parla la figlia dei coniugi Beltrame Quattrocchi santificati insieme, come sposi e genitori

30 agosto 2011

http://www.youtube.com/watch?v=gyqX4w_9IAk&feature=related

STOQ II – Scienza, Teologia e la Questione Ontologica II

30 agosto 2011

http://www.stoqnet.org/italian/index_i.html

La comunità Cenacolo a Medjugorie

29 agosto 2011

(ridotto da Avvenire del 12.3.’99)

Il Rosario e l’amore salvano dalla droga –
Il ritmo alternato dell’Ave Maria scandisce le giornate nella Comunità Cenacolo, ormai nota a tutti per l’uso della preghiera come cura della tossicodipendenza. “Da noi si recita il rosario tre volte al giorno, come i pasti” afferma sr. Elvira, la fondatrice della Comunità. “Come si nutre il corpo per lavorare, la preghiera sostiene la gioia, la speranza, la pace. È importante avere dei modelli, e il nostro è la Madonna”.
In quindici anni di vita la Comunità ha accolto 15 mila tossicodipendenti che hanno ritrovato la via d’uscita dalla droga proprio avvalendosi della preghiera, soprattutto del rosario: “La Madonna a Lourdes, a Fatima a Medjugorje ha raccomandato il rosario. Evidentemente in questa preghiera c’è un potenziale misterioso” continua la suora piemontese, “la corona guarisce la psiche, è una forza che passa nelle vene. È una presenza, non solo un segno.”
Il metodo usato nelle 27 case sparse in tutto il mondo è quello cristiano, applicato radicalmente: se l’uomo è immagine di Dio, solo lui può ricostruirla. Ecco perché essi chiamano i loro centri “scuole di vita” e non “comunità terapeutiche” e invece di “cura” si parla di “cammino di resurrezione”. Spiega sr. Elvira “Abbiamo delle regole rigide ed esigenti perché i ragazzi devono familiarizzare con la croce ed imparare a portarla. Non imponiamo nulla, rispettiamo la loro libertà, perché la vera libertà è conoscere chi li ha creati. È una verità che proponiamo in modo graduale e differenziato, ma a noi non basta la guarigione, vogliamo la salvezza. Se li togliamo dalla droga e poi tornano fuori senza un ideale, restano dei disperati”. Si calcola che almeno l’80% degli ospiti di questa comunità guariscano definitivamente. Il “Campo della vita”, la casa nata a Medjugorje 9 anni fa, conta circa 80 ragazzi di 18 nazioni diverse. La loro presenza è una realtà importante per Medjugorje perché testimonia “dal vivo” come la Madonna sia venuta realmente a salvare i suoi figli, e tra questi i giovani caduti vittima della droga, una grave piaga di questo secolo. “Quando si congedano facciamo una festa in cui consegno loro la croce e il rosario: la croce perché la incontreranno subito e il rosario perché dalla preghiera non dovranno separarsi più”. Però non tutti vanno via, anzi sono numerosi i “volontari per amore”, ragazzi già distrutti dalla droga che diventano missionari per gli altri (addirittura alcuni gestiscono una Casa in Brasile da soli). Non temono le responsabilità perché hanno imparato a conoscere la paternità di Dio che si occupa di provvedere quotidianamente il cibo. Nessuno infatti paga la retta alla Comunità né vengono accettati contributi pubblici perché i giovani comprendano che la società non deve pagare per loro, ma loro stessi con i sacrifici e il lavoro sostenuti dalla fiducia in Dio. Riconosciuta a livello diocesano la Comunità Cenacolo conta tanti collaboratori che si offrono come strumenti in questa grande opera di amore: laici, coppie, consacrati e consacrate, oltre a 800 famiglie che hanno capito che solo l’amore salva!

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 30 agosto 2011) con commento comunitario

29 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 4,31-37)

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Die Munchner Philarmoniker / Rai: Festival con Mannoia, Branduardi, Ruggeri, De Sio e altri

29 agosto 2011

http://www.youtube.com/user/mphilmusik

Il link che segue è attivo solo alcuni giorni: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-28&ch=3&v=80443

29 agosto. Santi del giorno

29 agosto 2011

Sono rari coloro che sanno penetrare l’animo del Precursore. Si è più facilmente attratti dall’animo del discepolo amato, colui che ha riposato sul cuore di Gesù e alla cui gioia si vorrebbe prender parte; chi di noi non l’ha desiderato? Troppo spesso il Battista resta solo. Non se ne comprendono la forza, la dolcezza e le tenerezze; sono troppo nascoste e sofferte. Gli si passa a fianco senza conoscerlo, perché egli stesso si ritrae. Ma penetrare nel mistero del suo cuore e farlo amare… Giovanni Battista non ha riposato sul cuore del Maestro, ma lo ha compreso e intuito nella sua solitudine; lo ha indicato agli altri. Non ha voluto goderne per se stesso, si è fatto da parte nella sua delicatezza. La sua personalità era troppo forte; avrebbe turbato le dolci intimità di Gesù e del discepolo amato. E’ scomparso, contento del suo segreto, di aver intuito il cuore del Maestro, sul quale un altro, meno spezzato dalla vita, avrebbe potuto riposare (Un certosino).

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano il martirio di Giovanni il Battista.
L’attività del Precursore giunse al suo compimento con l’effusione del sangue, prezzo pagato per la fedeltà alla propria missione, sino alla fine. Il re Erode Antipa e sua moglie Erodiade non permisero al Battista di continuare a denunciare la loro trasgressione della Legge. Arrestato e sottoposto a una dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del mar Morto, Giovanni venne ucciso nel modo più insensato, da una guardia mandata a decapitarlo per un capriccio di Salomè, figlia di Erodiade. Come era stato in vita, così anche nella morte Giovanni appare l’ultimo e il più grande dei profeti. Egli riepiloga la drammatica storia dei profeti inviati incessantemente da JHWH al suo popolo e dal popolo costantemente respinti. Dopo la trasfigurazione, Gesù aveva detto: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico, Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro» (Mt 17,11-12).
Il rifiuto e la morte del Battista, reso oggetto in mano al delirio dei potenti, prefigurano il rifiuto e la morte di Gesù, e per questo la chiesa fin dai primi secoli ha ricordato in questo giorno il suo martirio, dopo aver fatto memoria della sua nascita il 24 giugno.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

El Greco, particolare da La santa Trinità, 1577,  Museo del Prado, Madrid

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24300

Si ricordano anche santa Beatrice di Nazareth, ?-1268

http://www.santiebeati.it/dettaglio/64850

santa Sabina, patrizia romana martire nel II sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91096

sant’Alberico, IX sec- 1050, eremita camaldolese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91843

san Sebbi, ?-694, re della Sassonia orientale

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92319

Madonna delle lacrime di Siracusa: Sito della Basilica Santuario / Storia in video / Video di una lacrimazione

29 agosto 2011

Sito della Basilica Santuario Madonna delle Lacrime a Siracusa: http://www.madonnadellelacrime.it/index.asp

NELLA HOMEPAGE DEL SITO SOPRA INDICATO VI E’ UN RIQUADRO PER LASCIARE PREGHIERE ALLA MADONNA.

Nei prossimi tre video sotto, la storia della Madonna delle lacrime:

http://www.youtube.com/watch?v=gNTGbIPfomo&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=7q35lmqDXyY&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=xWbJO4ayi_s&feature=related

Video della Madonna delle lacrime di Siracusa mentre lacrima: <a href=”http://www.youtube.com/v/v7MAwg3S0YU?version=3” target=”_blank”><object style=”height: 390px; width: 640px”><param name=”movie” value=”http://www.youtube.com/v/v7MAwg3S0YU?version=3″><param name=”allowFullScreen” value=”true”><param name=”allowScriptAccess” value=”always”></object>

Prudenza sull’autenticità di questi video, etc..

Calendario mariano. 29 agosto-1° settembre. Madonna delle Lacrime di Siracusa

29 agosto 2011

Il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, Angelo Iannuso e Antonina Giusto, in via degli Orti di S. Giorgio, n. 11, ha versato lacrime umane.

Il fenomeno si verificò, ad intervalli più o meno lunghi, sia all’interno che all’esterno della casa Molte furono le persone che videro con i propri occhi, toccarono con le proprie mani, raccolsero e assaggiarono la salsedine di quelle lacrime.
Il 2° giorno della lacrimazione, un cineamatore di Siracusa riprese uno dei momenti della Lacrimazione.
Quello di Siracusa è uno dei pochissimi eventi così documentati.
Il 1° Settembre una Commissione di medici e di analisti, per incarico della Curia Arcivescovile di Siracusa, dopo aver prelevato il liquido che sgorgava dagli occhi del quadretto, lo sottopose ad analisi microscopica. Il responso della scienza fu: “lacrime umane”.
Terminata l’indagine scientifica il quadretto smise di piangere. Era il quarto giorno.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91911

Gustavo Dudamel (Direttore d’orchestra)

29 agosto 2011

http://www.gustavodudamel.com/

Calendario mariano. 29 agosto. Nostra Signora della Guardia

29 agosto 2011

La narrazione più antica dell’apparizione l’abbiamo in una celebre Memoria dell’anno 1530, che cita:

“Ritrovandosi circa l’anno 1490 “Benedetto Pareto sopra il Monte Figogna a segare il fieno, mentre aspettava che da casa sua gli fosse portato da mangiare (probabilmente verso le ore 10 del mattino, essendo questa ancora oggidì per molti contadini della Val Polcevera l’ora di desinare, si voltava di quando in quando a guardare se venisse alcuno; ed ecco che si vede innanzi d’improvviso una maestosa Signora, che alla bellezza del viso, alla dolcezza dei modi, allo splendore sovra-umano che la circondava, faceva ben conoscere non essere personaggio terreno, ma Regina del cielo. “E’ facile immaginare lo stupore di Benedetto a quella comparsa, e come dovesse restar senza voce e tremante di riverenziale timore.Ma la Beata Vergine lo confortò dicendogli dolcemente: “Non temere, o Benedetto; io sono Maria, la madre di Gesù Cristo”; e indicandogli colla mano il punto soggiunse:”Io voglio che là tu mi fabbrichi una cappella”.”Signora, io sono pronto a fare tutto quello che mi comandate, ma sono tanto povero, e per fabbricare su questo monte si alto e deserto occorrerà tanta fatica e tanta spesa che io dispero di riuscire”. “Benedetto, ripigliò Maria, non temere; col mio aiuto ti sarà facile ogni cosa”.

“Ebbene concluse il Pareto, in Voi fidato, o mia Signora, metterò mano all’opera comandata. E la vergine alzandosi verso il cielo, dagli sguardi di Benedetto si dileguò, lasciandolo pieno nell’anima di celeste consolazione; sicché, dimentico ormai del cibo, e solo desideroso di far conoscere a tutti la celeste apparizione, corse frettoloso giù dal monte verso la propria casa.””Ma la moglie all’udire dell’apparizione narrata dal marito, da incredula lo derise. E Benedetto da queste derisioni restò tanto avvilito, che smise forse interamente il pensiero di eseguire l’ordine di Maria SS. ricevuto. Ma ebbero presto a pentirsene, egli e la compagna.

“Il dì appresso Benedetto, nell’andare al lavoro, sale sopra un albero di fico per isdigiunarsi. Il ramo sul quale ha il piede si rompe, ed egli a terra precipita, rimanendo così malconcio da tale caduta, che portato a braccia d’uomini alla propria casa, dai medici fu dato per ispedito.  E il poveretto pensava a prepararsi con gli atti di religione, all’ultimo passaggio; dolendosi di non aver ubbidito alla Regina del cielo, e in quella caduta riconoscesse il castigo alla sua disubbidienza”.”Ma la pietosa Madre celeste a lui una seconda volta comparve presso il letto, e dolcemente rimproverandogli la sua disubbidienza, gli rinnovò l’ordine di fabbricare la cappella, e partendo lo lasciò completamente guarito”.

Il Santuario sulla cima del monte Figogna nell’entroterra di Genova ricorda questa apparizione.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92240

Due documentari Rai: Dal monastero all’abbazia / L’AlpenZoo

29 agosto 2011

Un programma che spero sia interessante (io ho visionato qualche brevissimo brano) anche se non so sia stato sviluppato alla luce della fede.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-27&ch=31&v=80408

ed ecco quello sull’AlpenZoo: http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-27&ch=3&v=80375

Questi link sono attivi solo alcuni giorni.

GMG 2011

29 agosto 2011

La veglia: <a href=”http://www.youtube.com/embed/j2ItFHdmUWA” target=”_blank”>

La messa finale: <a href=”http://www.youtube.com/embed/uNU9VWKNSZ8” target=”_blank”>

… SALMEGGIANDO …!!!

29 agosto 2011

Salmo 27 (26) _ Ferma fiducia in Dio

Indicami, Signore, la tua via

e guidami sul retto sentiero

a causa di quelli che mi insidiano.

Non lasciarmi in balìa dei miei nemici,

poichè sono sorti contro di me

falsi testimoni e gente che spira violenza.

Che sarebbe stato di me, se non avessi

avuto la certezza

di godere della bontà del Signore

nella terra dei viventi?

Spera nel Signore!

Siì forte, si rinfranchi il cuore

e spera nel Signore!

 

Salmo 26(27), 11_14

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 agosto 2011) con commento comunitario

28 agosto 2011

Martirio di san Giovanni Battista

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,17-29)

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

GMG 2011. Catechesi dei vescovi italiani

28 agosto 2011

briefing

Di seguito il link dove trovare il testo delle catechesi tenute dai Vescovi italiani nel corso delle giornate della GMG 2011

http://www.gmg2011.it/gmg_2011/catechesi/00001011_Catechesi.html

… SALMEGGIANDO … !!!

28 agosto 2011

Salmo 62_ Inno a Dio, unica speranza

Non abbiate fiducia nella violenza

e non riponete vane speranze

nella rapina;

alla richezza, anche se abbonda,

non attaccate il cuore.

Una cosa ha detto Dio,

due ne ho udite da lui:

a Dio appartiene il potere

e a te, mio Signore, la grazia.

Si, tu ripaghi ciascuno

secondo le sue opere.

 

salmo 62(61), 11_13

G. Ravasi. Arrampicarsi sul sicomoro

28 agosto 2011

Dal Salmo 62 della liturgia di oggi

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. 

Cristo crocifisso su un albero di melograno, mosaico nell’ala destra del presbiterio dell’abbazia benedettina di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena, vicino a Portogruaro,  XIV sec

Ci sono tre categorie di persone: quelle che servono Dio perché l’hanno trovato; quelle che s’impegnano a cercarlo, perché non l’hanno ancora trovato; quelle che vivono senza cercarlo né averlo trovato. Le prime sono ragionevoli e felici; le ultime sono folli e infelici; quelle di mezzo sono infelici e ragionevoli. C’è tutto Pascal in questa trilogia tratteggiata in uno dei suoi più noti Pensieri, il 257 nell’edizione Brunschvicg. Era da un po’ che non proponevo questo grande pensatore e scienziato che amo: lo faccio ora in questo ultimo scampolo di vacanza per molti, perché la quiete è adatta anche a interrogarci sulle questioni capitali e ultime. In questo caso siamo di fronte all’-enigma Dio- che sta lì, grandioso e sublime, davanti a tutti. E qui entrano in scena le tre categorie di Pascal e il suo giudizio deciso e reciso, com’è suo costume. Vorrei sottolineare uno solo della coppia di verbi da lui introdotta, chercher-trouver. Si tratta del -cercare- che, alla fine, risulta il verbo determinante, perché è ovvio che il -trovare- non ha senso se non c’è il -cercare-. Ebbene, è forse questa la grande -follia-, per usare il termine pascaliano, dominante nel nostro tempo. Il cercare, infatti, è faticoso; esige pazienza, impegno, dedizione. Ma quando si è già distaccati e indifferenti nei confronti delle realtà secondarie e modeste, come si potrà essere votati a valicare pendici aspre per raggiungere vette elevate e nobili? «Se c’è un inferno in terra – scriveva l’autore barocco inglese Robert Burton – esso va cercato nel cuore dell’uomo rassegnato», quello appunto che non cerca e, quindi, non può trovare. Non ha voglia di inerpicarsi lungo le domande fondamentali e preferisce aggrapparsi agli esclamativi dei luoghi comuni, dell’ovvietà, della pubblicità. Bisogna, invece, arrampicarsi almeno sul sicomoro come Zaccheo per riuscire a vedere Cristo che passa.

tratto da “Il Mattutino” di G.Ravasi, pubblicato in Avvenire di oggi 28 agosto 2011

28 agosto. Santi del giorno

28 agosto 2011

Molte cose possono avvenire che hanno un’apparenza buona ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno per instaurare una disciplina, sotto il comando della carità. Una volta per tutte, dunque, ti viene imposto un breve comando: ama e fa’ ciò che vuoi; se taci, taci per amore; se parli, parla per amore; se correggi, correggi per amore; se perdoni, perdona per amore; stabilisci nel tuo intimo la radice dell’amore, perché da essa non può procedere altro che il bene(Agostino, Commento all’Epistola di Giovanni 7,8).

Il Signore vi conceda di vivere con amore la vostra vocazione, da veri innamorati della bellezza spirituale, rapiti dal profumo di Cristo che esala da una vita di conversione al bene, stabiliti non come servi sotto una legge, ma come uomini liberi sotto la grazia (Agostino, Regola 8,1).

Nel 430, mentre la città di Ippona è assediata dai Vandali, muore Agostino, pastore della diocesi locale e padre della chiesa tra i più amati in occidente. Nato a Tagaste, in Africa, nel 354, uomo di temperamento passionale, Agostino cercò a lungo una risposta capace di saziare il suo desiderio di conoscere e di amare. Ancora giovane, a Cartagine, passò dalla ricerca di un edonismo estetizzante al progressivo interrogarsi sulla natura del male, che a suo giudizio abita le profondità del cuore umano. Dopo aver aderito per nove anni al manicheismo, egli sprofondò nello sconforto e partì per l’Italia, dove avvenne il suo incontro decisivo con la predicazione di Ambrogio a Milano. Guidato dall’amore per il bello, alimentato dall’incontro con la filosofia di Plotino, e spronato dalla presenza al suo fianco della madre Monica e dell’amico Alipio, Agostino si lasciò sedurre dalla bellezza della vita cristiana. Battezzato a Milano nella Pasqua del 387, egli fece poi ritorno a Tagaste, dove attuò senza più alcun indugio una profonda conversione. Venduto ogni bene e dato il ricavato ai poveri, egli si ritirò per vivere più radicalmente l’Evangelo ai margini della città, dove organizzò un cenobio con gli amici rimastigli fedeli. Ordinato presbitero e succesivamente vescovo di Ippona, Agostino non smise di coltivare il suo progetto di vita monastica. Radunati attorno a sé presbiteri e diaconi, diede loro una regola per la vita fraterna – forse quella che già aveva scritto per la sua prima comunità di Tagaste – e si dedicò instancabilmente allo studio amoroso delle Scritture e alla predicazione, lottando contro ogni comprensione riduttiva del messaggio cristiano.
Agostino fu uno dei più grandi ingegni del cristianesimo, vero cantore della vita interiore; egli visse il resto dei suoi giorni con il cuore e la mente tesi al solo desiderio di conoscere sempre più il mistero di Dio e dell’uomo.(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24250

Oggi si ricordano anche sant’Alessandro I di Costantinopoli, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67850

san Giuliano di Brioude, martire nella regione dell’Aquitania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67900

sant’Edmondo Arrowsmith s.j., 1585-1628, martire sotto Carlo I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67775

san Mosè l’Etiope, ?-251, che da brigante diventò famoso anacoreta, convertì i suoi compagni andando a vivere con loro in un Monastero

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67925

Calendario mariano. 28 agosto. Madonna santissima del pozzo

28 agosto 2011

La Madonna del Pozzo è protettrice principale e patrona di Capurso,  in provincia di Bari. A lei è dedicata la “Reale basilica” costruita nel 1770 e la cappella del Pozzo sita al Piscino nella periferia di Capurso. La solennità di Santa Maria del Pozzo ricorre l’ultima domenica d’agosto. Si festeggia anche il 20 maggio, data in cui nel 1852 la Madonna del Pozzo fu solennemente incoronata dal cardinale Mario Mattei.

SANTA MARIA DEL POZZO

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92079

http://periodico.madonnadelpozzo.org/home/?id=177

Pamela Villoresi legge la poesia di Giovanni Paolo II L’amore / Monica Vitti legge la poesia di Giovanni Paolo II Magnificat

28 agosto 2011

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T. Verdon. Gli artisti veri teologi

27 agosto 2011

Di seguito, l’intervista di Giovanni Bonanno a Mons. Timothy Verdon,  storico dell’arte, che rilegge il valore non solo artistico e ma teologico del patrimonio legato all’arte sacra, pubblicata su Jesus di agosto 2011.

Mons. Verdon è autore di numerose pubblicazioni tre le quali la monumentale trilogia L’arte cristiana in Italia, ed. San Paolo.

File:Caravaggio - La Deposizione di Cristo.jpgMichelangelo Merisi da Caravaggio, Deposizione dalla croce, 1602-4,  Pinacoteca Vaticana, prestato al Museo del Prado in occasione della GMG 2011

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Del grande patrimonio d’arte sacra, creato da umanesimo, rinascimento e barocco, si ha una comprensione religiosa?

«….. Molti membri del clero e molti fedeli hanno una normale cultura umanistica e anche conoscenze della grande arte, i cui soggetti sono in parte religiosi. Però …..tendono ad accettare, in maniera acritica, il vecchio approccio ottocentesco, risalente a Jacob Burckhardt, che vedeva nel Rinascimento e nei periodi successivi una vera partenza dallo spirito del Medioevo. Conoscono l’arte non in chiave religiosa. Anche quando il soggetto è evangelico tendono a non prendere in seria considerazione il suo senso religioso e liturgico. Leggono i capolavori in termini formalistici. Non come espressioni del pensiero e del sentimento cristiano».

Dinanzi a capolavori come quelli di Piero della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Rubens, Caravaggio, si può parlare di teologia dell’arte?

«Gli artisti, alla stregua dei teologi, sentivano l’ispirazione dello Spirito a pensare in modi originali. Dopo i monaci e i sacerdoti, i credenti che meglio conoscevano le Scritture e interpretavano in modi innovativi i temi della fede erano gli artisti. Illustrando i temi dei cicli liturgici capivano la necessità di trovare forme nuove per scuotere la coscienza del credente. Caravaggio, che si permette di introdurre figure, composizioni e clima inediti, lo fa nel contesto di una Chiesa che sta vivendo nuove forme di spiritualità, nuovo servizio ai peccatori pentiti».

(more…)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Domenica 28 agosto 2011) con commento comunitario

27 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 16,21-27)

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Due programmi Rai: I concerti del Quirinale / Sulla via di Damasco: vivere per donarsi

27 agosto 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-43e22198-4a08-4622-a56d-e7fa65f14e6b.html

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-f413eaba-00fb-4707-a5b8-512f313506bc.html#p=0

Notiziario on-line dell’Istituto Nazionale di Astrofisica: un pianeta tutto di diamante

27 agosto 2011

http://www.media.inaf.it/2011/08/25/un-pianeta-di-diamante/

… SALMEGGIANDO… !!!

27 agosto 2011

SALMO 27_FERMA FIDUCIA IN DIO

Il Signore è la mia salvezza,

di chi avrò timore?

Il Signore è difesa della mia vita,

di chi avrò paura ?

Se gli empi mi assalgono per divorare

la mia carme,

essi, che mi sono nemici e avversari,

vacillano e cadono.

Se si accampa contro di me un esercito,

non teme il mio cuore;

se infuria contro di me la battaglia,

propio allora avrò più fiducia.

Una sola cosa chiedo al Signore

questa sola ardentemente la cerco:

abitare nella casa del Signore

e vegliare nel Suo tempio.

 

salmo 27, 1_4

Fenomeni nel cielo

27 agosto 2011

http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/una-bolla-nel-cielo-cinese-la-nuvola-di-luce/74754/73116

http://www.tmnews.it/web/sezioni/videonews/20110826_video_09473935.shtml

Valutare con grande cautela queste immagini e informazioni.

Documentario Rai su Bologna

27 agosto 2011

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-24&ch=31&v=79819

link attivo solo alcuni giorni

27 agosto. Santi del giorno

27 agosto 2011

Oggi si ricorda s. Monica, 331-387,  un giorno prima della memoria di suo figlio s.Agostino.

Icona di madre educatrice alla vita cristiana, alla preghiera, alla fede. Il culto di Santa Monica era diffuso in tutto il bacino mediterraneo di fede cattolica ed il nome della santa era invocato da coloro che volevano avere notizie dei propri cari lontani o dispersi a causa di guerre, cataclismi o altri drammatici eventi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24200

In link, la novena a s. Monica

http://www.pastoralespiritualita.it/Raccolta-preghiere-e-novene/Novena-a-Santa-Monica/Novena-a-santa-Monica/Tutte-le-pagine.html

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Oggi, inoltre, si ricordano numerosi vescovi

Nel 543 muore Cesario, monaco e vescovo della diocesi di Arles.
Nato attorno al 470 nei pressi di Chalon-sur-Saône, Cesario partì ventenne alla volta dell’isola di Lérins, dove fu iniziato alla vita monastica. A motivo degli eccessi della sua ascesi, egli fu costretto a ritirarsi ad Arles, presso il vescovo Eone, che gli affidò la direzione di un monastero. Alla morte di Eone, nel 503 Cesario fu eletto al suo posto a reggere la diocesi, in tempi di grande difficoltà dovuti al succedersi di varie dominazioni e al perdurare delle controversie pelagiane. Appassionato predicatore dell’Evangelo, Cesario si adoperò con insistenza per trasmettere al clero e ai fedeli l’amore per la Parola di Dio; uomo di grande discernimento, egli presiedette alcuni sinodi importanti delle chiese di Gallia, e diede impulso alla vita monastica, rimastagli nel cuore, attraverso la composizione di regole, sia per i monaci che per le monache, nelle quali tentò nuove sintesi tra l’esperienza dei padri del deserto e il monachesimo cenobitico del suo tempo. La sua opera letteraria, piuttosto vasta anche se non sempre originale, ebbe grande diffusione in tutto l’occidente medievale. (tatto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67750

san Guerriono di Sion, vescovo in Savoia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36450

san Narno, vescovo di Bergamo, nel III sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/38000

san Gebardo di Costanza, ?-995, vescovo nell’odierna Svizzera

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91943

sant’Amedeo di Losanna, 1110-1159, monaco di Chiaravalle, diventò abate a Hautecombe  e poi vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92236

Noa, Official site / Amy Winehouse, Live at Shepherds Bush Empire

27 agosto 2011

http://www.noasmusic.com/

A questo link Noa canta alcune canzoni napoletane: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/Page-086393da-71ee-4bba-a1bf-dd5155b4266b.html raggiunto il link bisogna far scorrere la lista della selezione fino al programma dedicato a Noa e cliccare non su download ma sulla striscia dove è scritto il nome di Noa.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-08-25&ch=31&v=79823&vd=2011-08-25&vc=31

Il link subito qui sopra è attivo solo alcuni giorni.

Signore aiutaci a vivere in te, accoglici nel tuo amore…

Video: Pamela Villoresi recita La speranza, poesia di Giovanni Paolo II

27 agosto 2011

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AMARE DIO E IL PROSSIMO – S.AGOSTINO

26 agosto 2011

Così scrive S. Agostino ne “LA CITTA’ DI DIO“, e così ci aiuta a trovare la vera felicità e ad essere  Chiesa: <<A Dio dobbiamo il servizio tanto nelle varie pratiche rituali come nelle nostre coscienze. Tutti insieme e ciascuno di noi siamo suoi templi, perché si degna di essere presente nell’unione comunitaria  di tutti e in ciascuno, non più grande in tutti che in ciascuno, perché non si accresce nell’estenzione e non diminuisce nella divisibilità. Quando il nostro cuore è preso di lui diviene il suo altare; bruciamo per lui un incenso dal profumo delicato quando bruciamo di pio e santo amore alla sua presenza; promettiamo e rendiamo a lui i suoi doni in noi e noi stessi; gli dedichiamo e consacriamo il ricordo dei suoi benefici nelle celebrazioni festive e nei giorni stabiliti, affinché col trascorrere del tempo non sopravvenga l’ingrato oblio; a lui sacrifichiamo nell’altare del cuore l’offerta dell’umiliazione e della lode fervente del fuoco della carità. Egli è principio della nostra felicità, egli è fine di ogni desiderio. Scegliendolo, anzi scegliendolo di nuovo, perché l’avevamo perduto scartandolo dalla nostra scelta; scegliendolo di nuovo dunque, tendiamo a lui con una scelta di amore per cessare dall’affanno all’arrivo, felici appunto perché in possesso della pienezza di quel fine. Il nostro bene infatti non è altro che vivere in unione con lui, perché l’anima si riempie e si feconda delle vere virtù soltanto nell’abbraccio incorporeo, se si può dire, di lui. Ci viene comandato di amare questo bene con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la virtù. Dobbiamo inoltre esser condotti a questo bene da coloro che ci amano e condurvi coloro che amiamo. Così sono adempiuti i due comandamenti da cui dipendono tutta la Legge e i Profeti: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente, e Amerai il prossimo tuo come te stesso. Perché infatti l’uomo sapesse amare se stesso, gli fu stabilito un fine al quale dirigere tutte le sue azioni per essere felice; chi si ama infatti non vuole altro che essere felice. E questo fine è unirsi a Dio. Dunque a chi sa amare se stesso, quando gli si comanda di amare il prossimo come se stesso, gli si comanda soltanto che, per quanto gli è possibile, lo sproni ad amare Dio. Questo è il culto di Dio, questa è la vera religione, questa è la retta pietà, questo è il servizio dovuto soltanto a Dio.>>X.3.2

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Sabato 27 agosto 2011) con commento comunitario

26 agosto 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. Bene, servo buono e fedele ¿ gli disse il suo padrone ¿, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due. Bene, servo buono e fedele ¿ gli disse il suo padrone ¿, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo.
Il padrone gli rispose: Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti».

26 agosto. Santi del giorno

26 agosto 2011

Oggi si ricordano sant’Alessandro, IV sec, patrono di Bergamo, comandante della legione tebea, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/34250

santa Giovanna Elisabetta Bichier des Ages, 1773-1838, fondatrice della Congregazione delle Figlie della Croce

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67675

sant’Oronzo, IV sec, vescovo nel Salento

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90471

santa Teresa di Gesù Jornet Ibars, 1843-1897, fondatrice dell’ Istituto delle Piccole Sorelle degli anziani abbandonati

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91058

san Guniforto, martire venerato a Pavia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91270

santi Simplicio, Costanzo e Vittoriano, martiri a Celano nel 159

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91925

Tichon di Zadonsk. Dammi luce

26 agosto 2011

 

O amore puro, sincero e perfetto!
O luce sostanziale!
Dammi la luce affinché in essa
io riconosca la tua luce.
Dammi la tua luce affinché veda il tuo amore.
Dammi la tua luce affinché veda le tue viscere di padre.

Dammi un cuore per amarti,
dammi occhi per vederti,
dammi orecchi per udire la tua voce,
dammi labbra per parlare di te,
il gusto per assaporarti.
Dammi l’olfatto per sentire il tuo profumo,
dammi mani per toccarti
e piedi per seguirti.

Sulla terra e nel cielo
non desidero che te, mio Dio!
Tu sei il mio solo desiderio,
la mia consolazione,
la fine di ogni angoscia e sofferenza

Tichon di Zadonsk

… SALMEGGIANDO …!!!!

26 agosto 2011

Salmo  1 _ Le due vie e i due destini

Beato l’uomo che non segue

il consiglio degli empi,

non si ferma sulla via dei peccatori

e non siede in compagnia

degli insolenti;

ma trova la Sua gioia nella legge

del Signore

e sulla sua legge medita giorno e notte.

 

salmo 1 ,1_2

Avatar / Bella foto di lupi

26 agosto 2011

                  lupi