Archive for ottobre 2011

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 1 novembre 2011) con commento comunitario

31 ottobre 2011

TUTTI I SANTI

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,1-12)

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

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La preghiera dell’atleta

31 ottobre 2011

Chiesi a Dio di essere forte

per eseguire progetti grandiosi:

Egli mi rese debole per conservarmi nell’umiltà.


Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderlo meglio


Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.


Gli domandai il potere
perchè gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l’umiliazione
perchè io avessi bisogno di loro


Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perchè
potessi apprezzare tutto.


Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.


Le preghiere che non feci furono esaudite
Sii lodato o mio Signore,
fra tutti gli uomini nessuno possiede
quello che ho io!


Kirk Kilgour
(L’autore di questa preghiera è stato un grande sportivo, campione di Volley, che a seguito di un incidente, è rimasto paralizzato. Purtuttavia ha avuto la forza di reagire dedicandosi ad altre attività con notevole successo. Si è poi spento per malattia all’ eta di 50 anni)

Grazie a Corrado per averci inviato questa preghiera

Due video Rai: A sua immagine, La Chiesa del futuro: le attese, le sfide, i cambiamenti / Sulla via di Damasco, L’incontro

31 ottobre 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7413800d-4055-4e24-9442-aa9e4b00e748.html

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-52088a77-9ba2-494b-9861-c48802d085da.html#p=0

Piangere

31 ottobre 2011

Luigi Santucci
Piangere è già una beatitudine…ai suoi poveri, la consolazione Cristo la semina già nell’ora dei singhiozzi, quando il dolore brucia in cima come una candela e l’anima cola gocce.
Il piangere – solo il piangere – ci fa misericordiosi, ci fa provare pietà di noi stessi e degli altri; e quando siamo misericordiosi, finalmente fra Dio e noi non c’è più confine, la nostra acqua si mescola con la sua.

31 ottobre. Santi e memorie del giorno

31 ottobre 2011

Oggi si ricordano san Quintino di Vermand, martire sotto l’imperatore Massimiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75800

sant’Alfonso Rodriguez s.j., 1533-1617.  Uomo semplice e umile, straordinariamente servizievole, tanto rigido con se stesso quanto caritatevole con gli altri, svolse, per oltre trent’anni, il compito di portinaio trovando in questa professione la pace dell’anima e anche la via che lo condusse alle vette della santità. E come i custodi e gli uscieri vigilano sulle case e sui palazzi delle famiglie che vi abitano, così Alfonso Rodriguez vegliava sul Collegio e su quanti si affacciavano alla porta dei gesuiti in cerca di un aiuto, un consiglio, una preghiera. Per tutti aveva parole di incoraggiamento e di stimolo alla conversione del cuore e all’amore fraterno.

santa Lucilla di Roma, santa poco conosciuta. Questo nome eEra attribuito dagli antichi romani alle bambine nate alle prime luci del nuovo giorno. Lucilla, diminutivo di Lucia, vuol dire appunto ”nata all’alba”, così come Crepusca significa ”nata al tramonto”, o anche ”piccola luce”. Di Lucilla martire non sappiamo nulla di certo, se non la storia leggendaria che tanto favore incontrò nei primi anni del cristianesimo. La piccola martire cieca, riportata più volte alla luce da vari Papi si presenta, come simbolo della forza della fede, una fiaccola di carità, accesa sul mondo pagano, illuminando con una nuova alba le vie di Roma.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75900

sant’Antonino di Milano, ?-671, che la chiesa ambrosiana ricorda il 29 ottobre, vescovo, che si adoperò alacremente per estinguere l’eresia ariana tra i Longobardi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75780

san Volfango di Ratisbona, vescovo. Benché dotto e letterato e per lungo tempo insegnante, non si conoscono scritti di S. Volfango; le parole che di lui si conoscono sono solo quelle tramandate dai suoi biografi. Decisiva e storicamente rilevabile è invece l’impronta che lasciò su quanti seguirono i suoi insegnamenti. L’imperatore Enrico II, che divenne a sua volta santo, fu educato in gioventù proprio da S. Volfango. Il suo discepolo prediletto, Tagino, divenne vescovo di Magdeburgo, mentre altri suoi tre condiscepoli lo divennero di Treviri, Liegi e Merseburgo. Un’altra sua discepola, Gisella, divenne moglie di Stefano I re di Ungheria anch’egli santo.

Quando nel 976 esplose una dura lotta tra Enrico il Litigioso e Ottone II, cui Volfango era fedele come legittimo Imperatore, si ritirò presso l’abbazia di Mondsee per poi rientrare a Ratisbona una volta terminato il conflitto. Questo breve ritiro è all’origine di una leggenda che lo vuole, in quel periodo, eremita tra i boschi, cosa che in seguito lo farà ritenere patrono dei boscaioli.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75850

(di seguito notizie tratte da http://www.monasterodibose.it) (more…)

Dal sito ufficiale di mons. Marco Frisina: Coro con Andrea Bocelli, Lodate Dio / Video Rai: Domenico Modugno

31 ottobre 2011

http://www.marcofrisina.com/website/video/29.html

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-35daff30-879a-4d83-8dbe-d6ce6b264757.html#p=3

Dai ricordi di una coppia molto anziana (da: Piccolo magnificat) / Sito ufficiale di Gianni Morandi / G. Segantini, L’amore alle fonti della vita

31 ottobre 2011

Dai ricordi di una coppia molto anziana

(Ho visto  coppie matrimoniali distrutte risorgere più vive che mai -anche, tra l’altro, talora nel dialogo di coppia, appunto, con me-.Talora nello Spirito si possono vedere buone, ottime, speranze che questo possa avvenire, in una sincera conversione.Talora sono avvenute cose meravigliose contro ogni apparente speranza umana.Dio dunque ci può talora infondere una fiducia (non certa però, talora) anche in questi recuperi anche umani.Di sicuro ci dice che la conversione ci porta personalmente verso una vita spirituale  e umana sempre più piena, anche, eventualmente, nella prova.

Che viva luce e buona e  semplice e vera
splendeva quella sera che la canzone
diceva: non sarà una chimera!

http://www.morandimania.it/morandi/disco/discografia.swf raggiunto il link cliccare su juke box (nel cerchietto più grande invece si trova il rinvio alla homepage) e poi sulla canzone Chimera

Giovanni Segantini: L’amore alle fonti della vita http://www.frammentiarte.it/dall’
Impressionismo/Segantini%
20opere/49%20L’amore%20alle%20fonti%20della%20vita.htm

Rainer M. Rilke. Autunno

31 ottobre 2011

 

Le foglie cadono da lontano, quasi

 

giardini remoti sfiorissero nei cieli;

con un gesto che nega cadono le foglie.

Ed ogni notte pesante la terra

cade dagli astri nella solitudine.

Tutti cadiamo. Cade questa mano,

e così ogni altra mano che tu vedi.

Ma tutte queste cose che cadono, Qualcuno

con dolcezza infinita le tiene nella mano.

 

Rainer Maria Rilke

 

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 31 ottobre 2011) con commento comunitario

30 ottobre 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,12-14)

In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato:
«Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».

E. Bianchi.Perchè avete paura?

30 ottobre 2011

In occasione dell’uscita dell’ultimo libro del Priore di Bose, uno stralcio dell’intervista di Bruno Quaranta, pubblicato su La Stampa di oggi 30 ottobre 2011 dal titolo ” E’ dell’indifferenza che bisogna avere paura”

«Perché avete paura?» è un versetto di Marco che dà il titolo al suo commento. Quale paura incarna l’uomo che è solito incontrare?
«La paura della morte. E’ la somma ingiustizia che contraddice profondamente la vita dell’uomo e l’amore. Appartiene anche al cristiano, nonostante la fede nella Resurrezione».

Dalle cose ultime alle cose penultime…
«Ecco la paura del cristiano: essere insignificante, non riuscire più a comunicare la Buona Notizia. Si è passati dall’ateismo militante al macigno che è l’indifferenza. Né traggano in inganno le dilettantesche forme di spiritualità: dalla new age al sincretismo».

Il Vangelo di Marco…
«E’ il primo. Marco, discepolo di Pietro, inventa il genere letterario Vangelo. Il suo è antecedente al 70 d.C.. E’ il testo più elementare, quello che maggiormente si avvicina al Gesù della Storia, il cardinal Martini lo ha mirabilmente definito il Vangelo del catecumeno. Catecumeno per eccellenza il disorientato uomo odierno». (more…)

Assisi. Per la pace

30 ottobre 2011

Alcuni interventi in occasione della visita presso il Monastero di san Masseo, giovedì 27 scorso, durante la giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo “Pellegrini della verità pellegrini della pace” indetta ad Assisi da papa Benedetto XVI

Ogni dialogo autentico porta in sé i germi di una trasfigurazione da realizzare, che è una conversione che ci fa uscire dai nostri particolarismi per considerare l’altro come soggetto di relazione e non più come oggetto di indifferenza. Il nostro ruolo è di mostrare attraverso il nostro esempio quotidiano che noi non viviamo unicamente gli uni contro gli altri, o gli uni accanto agli altri, ma piuttosto gli uni insieme con gli altri, in uno spirito di pace, di solidarietà e di fraternità. La nostra responsabilità è grande, perché l’altruismo non può limitarsi alle sole relazioni all’interno dell’umanità. Chi dice “essere in relazione” dice anche l’esperienza estensiva dell’alterità, fino alla natura stessa in quanto creazione di Dio.(Bartolomeo I Patriarca Ecumenico di Costantinopoli)

Per il cristiano il cuore di ogni cosa è la convinzione che in Gesù di Nazaret Dio stesso si identifica con la natura umana, e quindi con ogni singola persona umana. Ogni volto, ora, appare in maniera diversa, per il fatto che Dio ha preso un volto umano. Nel nostro prossimo riconosciamo non solo qualcuno che ha in sé l’immagine di Dio in virtù della creazione, ma qualcuno che ha in sé  anche la possibilità di portare la somiglianza di Gesù Cristo in virtù della nuova creazione.(Rowan Williams Arcivescovo di Canterbury)

La promozione di una pace vera rappresenta un’espressione della fede cristiana nell’amore che Dio nutre per ciascun essere umano. Dalla fede liberatrice nell’amore di Dio deriva una nuova visione del mondo, e un nuovo modo di rapportarsi all’altro, sia che si tratti di un individuo o di un intero popolo. Si tratta di una fede che cambia e rinnova la vita, ispirata dalla pace che il Cristo ha lasciato ai suoi discepoli. (Norvan Zakarian, Arcivescovo Primate di Francia della Chiesa Apostolica Armena)

30 ottobre. Santi del giorno

30 ottobre 2011

Oggi si ricordano san Marciano di Siracusa. Le fonti che parlano del vescovo e martire Marciano sono del VII secolo, mentre lui è vissuto nel primo: difettano, dunque, di certezza storica. Secondo esse Marciano fu discepolo di san Pietro ad Antiochia e fu da lui inviato in Sicilia a predicare il Vangelo. Operò molte conversioni e per questa sua attività fu ucciso. È ritenuto il primo vescovo di Siracusa. La sua più antica raffigurazione si trova nelle catacombe di Santa Lucia.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91454

santi Claudio, Luperco e Vittorico, martiri a Leon in Spagna, sotto l’imperatore Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/61000

san Saturnino di Cagliari

http://www.santiebeati.it/dettaglio/74500

san Gerardo di Potenza. Vescovo del XII secolo, è il patrono della città e dell’arcidiocesi di Potenza. Nato a Piacenza in una famiglia di nobili origini, si diresse verso l’Italia Meridionale probabilmente con l’intenzione di imbarcarsi insieme ai crociati verso i Luoghi Santi. Giunto però a Potenza iniziò a dedicarsi all’apostolato. E il suo impegno gli attirò a tal punto l’ammirazione della gente che, quando morì il vescovo, il clero e il popolo lo scelsero come successore. Ordinato vescovo ad Acerenza, resse la Chiesa di Potenza per otto anni. Anche da vescovo «era di tanta sobrietà – scrive il biografo e successore Manfredi – da sembrare un monaco». Morì nel 1119. Trascorso un solo anno papa Callisto II lo proclamò santo a furor di popolo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75750

G. Ravasi. Il mestiere del vivere

30 ottobre 2011

Salmo 89
1 Maskil. Di Etan, l’Ezraita.
2 Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,

3 perché ho detto: “È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà”………

La vita non è né brutta né bella, ma è originale… A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Zeno Cosini ha deciso: non fumerò più. Per raggiungere lo scopo, si affida all’emergente nuova scienza, la psicoanalisi. La ricetta è presto data: appuntare sulla carta gli episodi salienti della propria esistenza, a partire dalla penosa morte del padre, per proseguire con la gelosia nei confronti dell’amico, col matrimonio malriuscito, il suicidio dell’amico, una stanca relazione extraconiugale e così via. È facile capire che a questo punto più che guarire dal vizio del fumo, Zeno detesta il vizio di vivere. Sì, la vita è una malattia inguaribile. Originale, certo, ma insopportabile: sarà forse un’esplosione nucleare – vagheggiata nel finale della storia – a generare una diversa umanità? Abbiamo proposto la trama di uno dei più significativi romanzi del Novecento, La coscienza di Zeno (1923), di Italo Svevo, per un invito un po’ particolare. Proviamo, in un piccolo spazio di silenzio ritagliato nella giornata domenicale, a interrogarci sulla nostra concezione della vita. Certo, quello offerto da Svevo è un folgorante ritratto della visione dominante anche (e soprattutto) ai nostri giorni. Molti trascinano la loro esistenza, facendone sgocciolare ore e giorni nella convinzione che essi non portino con sé un significato. Ci si aggrappa, allora, a qualche piacere, a un sorso di ebbrezza, a stravaganze che eccitino la monotonia. Eppure, se è vero che la vita terrena è mortale, con buona pace delle fanfaluche di chi la immagina sempiterna col progresso della medicina, è però altrettanto vero che essa è «originale». Ognuno ha la «sua» vita e può edificarla in modo creativo e fruttuoso, raccogliendo il motto di un grande della cultura occidentale, Montaigne: «Il mio mestiere e la mia arte è vivere».

G. Ravasi., Il Mattutino, pubblicato in Avvenire di oggi 30 ottobre 2011

Sul Padre Nostro. Basilio di Iviron

30 ottobre 2011

Possiamo sentire dentro di noi la compagnia degli angeli, possiamo già vivere in Cielo e usare queste frasi del Signore e dire che la nostra vita è costruita dagli angeli e coperta da Dio. Allora il piccolo uomo diventa per grazia di Dio potentissimo.

Un contributo dell’Archimandrita Basilio, Egùmeno del Monastero di Iviron

http://tradizione.oodegr.com/tradizione_index/insegnamenti/padrenostrobasilio.htm

Video Rai: Che cosa devo fare?

30 ottobre 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-492dc800-8363-431c-b514-26c7684f5d38.html#p=3

Pablo Neruda, Ode alla pace

29 ottobre 2011

Yo vine aquí para cantar
y para que cantes conmigo.

(more…)

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 ottobre 2011) con commento comunitario

29 ottobre 2011

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,1-12)

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati rabbì dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare rabbì, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate padre nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare guide, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

29 ottobre. Santi del giorno

29 ottobre 2011

Oggi si ricordano san Gaetano Errico, 1791-1860, che fondò i Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e Maria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90612

sant’Onorato di Vercelli, vescovo, prima discepolo poi compagno di prigionia di sant’Eusebio. Si raffigura spesso nel momento di far comunicare san’Ambrogio in punto di morte

(tabernacolo della chiesa di s. Ambrogio in Seregno)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92418

sant’Ermelinda, VI sec, del Brabante

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75600

san Narciso di Gerusalemme, III sec, 30° vescovo di Gerusalemme, nato nel 96 da famiglia non israelita. Nonostante l’età, governò a lungo e con fermezza. Presiedette il Concilio in cui si decise che la Pasqua dovesse cadere di domenica. E a lui si attribuisce, proprio nel giorno di Pasqua, il miracolo di aver mutato l’acqua in olio per le lampade della sua chiesa. Per il suo rigore furono sparse calunnie sul suo conto. Si allontanò da Gerusalemme e, creduto morto, vennero eletti uno dopo l’altro due successori. Ma lui, alla morte del secondo, ricomparve.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90411

santo Stefano Mincillo, 935-1023, vescovo a Caiazzo per 44 anni tra il X e l’XI secolo. Di lui si ricordano diversi fatti miracolosi che già prima della morte nel 1023 lo aveva reso molto noto anche oltre i confini della diocesi caiatina. Il luogo della sepoltura nella cattedrale divenne subito meta di pellegrinaggi da tutta la Campania. Grazie alle guarigioni che avvennero in questo luogo a santo Stefano venne attribuito il titolo di taumaturgo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75610

G. Ravasi. Il pappagallo come stemma

29 ottobre 2011

Non abbiate paura
di proclamare, in ogni circostanza il Vangelo della Croce. Non abbiate paura di andare controcorrente!

GIOVANNI PAOLO II, Omelia — 4 Aprile 2004

Anni fa nel nostro paese c’erano molti esemplari curiosi di umanità. Ora, invece, i giovani sembrano essere pappagalli spaventati a morte di non essere tutti uguali. Una volta, invece, la gente pregava di avere il vantaggio di essere un po’ diversa. È sorprendente sapere che questa osservazione usciva dalla penna di una scrittrice dell’Ottocento. Per la precisione siamo nel 1896, col romanzo Il paese degli abeti aguzzi di Sarah Orne Jewett. Lo ritrovo tra i miei libri, lo sfoglio per curiosità e trovo segnato proprio questo passo che, comunque sia, non è da applicare solo ai giovani di oggi ma un po’ a tutti noi, intatto nel suo valore. Si cerca freneticamente di essere diversi e difformi rispetto agli standard, scegliendo la via dell’eccentricità, del linguaggio sboccato, dell’anticonformismo a tutti i costi, rasentando la bizzarria. In realtà, si sa bene che questo comportamento è comandato dall’alto, a partire dalla pubblicità che codifica simili stravaganze e produce torme di replicanti, votati alle stesse mode, agli identici tic, a uguali abbigliamenti. È l’imitazione di uno stile di vita che è imposto, secondo generi ed età, da una comunicazione sociale imperante e imperiosa. Ne fa le spese il povero pappagallo, il quale in realtà agisce secondo natura, ma che sembra lo stemma dell’attuale massa. «A tanta gente – scriveva nei Grandi cimiteri sotto la luna Georges Bernanos – occorre un certo numero di luoghi comuni da ripetersi scambievolmente come pappagalli, coi movimenti affettati, gli impettimenti e le strizzatine d’occhio di quell’uccello». Raccogliamo, allora, l’invito della scrittrice del Maine a evitare di essere risucchiati dall’onda conformistica dell’anticonformismo e a custodire la nostra originalità, identità e individualità.

G. Ravasi Il Mattutino, in Avvenire di oggi 29.10.2011

Orari s. messe di Tutti i santi e della Commemorazione dei defunti

29 ottobre 2011

Da domenica 30 ottobre la messa serale festiva e feriale è alle ore 18.

Lunedì 31 ottobre ore 18 s. messa prefestiva di tutti i santi.

Martedì 1 novembre s. messe festive di Tutti i santi alle ore: 8; 9,30; 11; 12,15; 18.

Mercoledì s. messe dei defunti alle ore: 8,30; 18; 19.

Documentario su Ferrara in un video Rai / Palatino, trovate la casa natale di Augusto e capanne della tarda età del ferro

29 ottobre 2011

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2011-10-26&ch=31&v=89715

Roma, 28 ott. (Adnkronos) – Capanne dell’età del ferro, un abitato arcaico del I° secolo, fino alla casa repubblicana che, probabilmente, è la casa natale di Augusto. Tremila anni di storia racchiusi in 4.000 mq sul colle più famoso di Roma, il Palatino, dove Clementina Panella, docente di Scienze dell’antichità alla Sapienza, ha appena concluso la sua campagna di scavi aperta il 29 agosto, ma iniziata nel 2007.
L’attività ha riguardato tutta la pendice del Palatino, dalla piazza del Colosseo all’Arco di Tito, è la più vasta area di scavo archeologico aperto in questo momento a Roma e non ancora concluso. Infatti, ”riprenderemo a scavare a luglio e poi – spiega all’ADNKRONOS l’archeologa – ci prenderemo una pausa di due anni per scrivere e approfondire gli studi su quanto abbiamo trovato in questa area così estesa”. ”Qui – continua la direttrice dello scavo- abbiamo scoperto resti di capanne della tarda età del ferro che ci consentono di estendere l’abitato del Palatino anche a questo tratto della pendice. Il segno dell’incendio neroniano del 65 d.C. sui pavimenti della fase giulio-claudia delle Curie Veteres di romulea memoria, un raro tappeto di età repubblicana e altri ambienti della domus dove Augusto potrebbe essere nato nel 63 a.C. Ma soprattutto – rimarca – sono la diversità dei paesaggi, dall’età protostorica all’età moderna, che consentono di cogliere quel continuum tra passato e presente che nessun luogo al mondo ha”.Nell’area emerge una grande abside. Doveva essere ”un grande luogo di letizie, un impianto termale con giardini e fontane, vialetti e aiuole”, spiega Lucia Sanguì, assistente di Clementina Panella e ricercatrice della Sapienza, che aggiunge. ”La casa di Augusto è solo una delle tappe di questo sito archeologico che invece arriva fino al Medioevo”. ”A ovest dello scavo – prosegue Sanguì – abbiamo trovato un isolato distrutto dall’incendio di Nerone che non si conosceva finora, sono emersi alcuni muri ma per capire meglio dobbiamo ancora scavare”. Sarà, probabilmente, una delle attività da svolgere nella prossima sessione di scavo, quella che si aprirà a luglio. Infatti, è dal 2007 che lo scavo viene finanziato in varie trance, ogni anno 30.000 euro dalla Sapienza e 30/35.000 euro dalla Banca Nazionale delle Comunicazioni, in totale circa 65.000 euro l’anno. I lavori hanno inoltre richiamato a fini didattici e di ricerca 120 studenti e allievi, non solo della Sapienza, ma anche di altre universita’ italiane e straniere.”A Est dello scavo – continua la ricercatrice – è stato trovato un mosaico che risale al 63 a.C. in rapporto con un santuario antichissimo. Era la casa di Ottaviano, padre di Augusto. Quindi la casa natale di Augusto. Nel 64 poi, con l’incendio di Nerone tutto viene distrutto”. Nella vasta ampia area, antistante la piazza del Colosseo, la presenza di pozzi profondi pieni di materiale votivo dimostrano la presenza di una sede di culto. Appartiene probabilmente alla Collina Velia, ed era con molta probabilità dedicata a divinità legate agli inferi o alla fortuna.

 

 

Madre Teresa di Calcutta. Un video per i più piccoli. (3)

29 ottobre 2011

La vita è felicità, meritala.
La vita è la vita, difendila

(da La vita, B.Teresa di Calcutta)

Un video a cartoni animati sulla vita di Madre Teresa di Calcutta. Terza parte parte

http://www.youtube.com/watch?v=cXsLOOOM8MA&feature=related

Video: Benedetto XVI ad Assisi: “Mai più violenza in nome della religione!”

29 ottobre 2011

http://www.romereports.com/palio/benedict-in-assisi-no-more-violence-in-the-name-of-religion-english-5262.html

Assisi: il video speciale di Rai Vaticano proiettato alla presenza del Papa e dei rappresentanti di molte religioni e culture

28 ottobre 2011

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-1100a6ff-8d76-472e-9de4-760b475beb52.html

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Sabato 29 ottobre 2011) con commento comunitario

28 ottobre 2011

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1.7-11)

Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: Cédigli il posto!. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: Amico, vieni più avanti!. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Fede è….

28 ottobre 2011

(testo di un canto, fonte non specificata)

Fede è: cercare colui che non conosci;
conoscere colui che non vedi;
vedere colui che non tocchi;
amare colui che già ti ha cercato,
ti ha conosciuto, ti ha visto,
ti ha toccato, ti ha amato.

E’ fidarsi di chi si è già fidato di te
affidando alle tue fragili mani
un dono di amore che vale ogni rischio.

Il Dio di tutti i sette giorni
(Carlo Carretto)

Non cercavo più
i segni miracolosi o mitici
della presenza di Dio.
Non volevo più
ragionare su di Lui,
volevo conoscerlo.
Cercavo il Dio
di tutti i sette giorni
della settimana,
non il Dio della domenica.
Non è stato difficile trovarlo, no!
Non è stato difficile
perché Lui era già là
ad attendermi.
E l’ho trovato.
Sento la sua Presenza.
La sento nella storia.
La sento nel silenzio.
La godo nella speranza.
L’afferro nell’amore.
Mi è così vicina.
Mi conforta.
Mi rimprovera.
E’ il cuscino della mia intimità.
Il mio tutto.

28 ottobre. Santi del giorno

28 ottobre 2011

Simone, l’uomo che è la pietra, Matteo il pubblicano, Simone lo zelota zelante nel cercare il diritto e la legge contro l’oppressione pagana, Giovanni, che Gesù aveva caro e che si appoggiò al suo petto, e gli altri, dei quali abbiamo solo il nome, e infine Giuda Iscariota, che lo tradì: nessuna ragione al mondo avrebbe potuto collegare questi uomini alla stessa opera al di fuori della chiamata di Gesù. Qui fu superata ogni precedente divisione e fu fondata la nuova, salda comunità in Gesù.

(Dietrich Bonhoeffer, da Sequela)

Martino di Bartolomeo, Polittico dei Carnaioli, san Simone lo Zelota, san Giuda Taddeo, san Giacomo Minore, san Filippo

Le chiese d’occidente ricordano oggi Simone e Giuda, apostoli del Signore.
Simone, soprannominato «lo Zelota», e Giuda di Giacomo, detto anche Taddeo, appaiono agli ultimi posti nelle liste degli apostoli. Essi assomigliano agli operai chiamati all’ultima ora, che hanno tuttavia portato a termine la loro missione di testimoni dell’Evangelo fino al martirio.Ma, come spesso capita nella storia della salvezza testimoniata dalle Scritture, è proprio agli ultimi e ai più marginali fra gli uomini che Dio sceglie di rivelarsi. Così è a Giuda, secondo l’evangelista Giovanni, che Gesù rivela la possibilità dell’inabitazione di Dio nel cuore di coloro che fanno spazio all’amore. E all’amore sarà chiamato anche Simone, che prima di incontrare Gesù apparteneva a quei gruppi di ebrei disposti a manifestare il loro zelo per Dio e per la Legge anche attraverso la violenza.

Secondo uno scritto apocrifo, Giuda sarebbe stato crocifisso in Persia, dopo aver evangelizzato l’Egitto e la Mauritania. Simone, invece, avrebbe predicato in Samaria, in Siria, in Mesopotamia, in India, e sarebbe morto anch’egli in Persia.

PREGHIERA

Signore nostro,
nella comunità degli apostoli
radunati da Gesù
tu ci hai fatto vedere
il germe della tua santa chiesa:
fa’ che viviamo nella loro comunione,
e donaci,
per la preghiera di Simone e Giuda,
di essere un’immagine fedele
della prima comunità apostolica
attorno a Gesù Cristo,
nostro unico Signore.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

Oggi si ricordano anche sant‘Elio di Lione, II sec, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75500

san Ferruccio di Magonza, soldato martire per aver abbandonato l’esercito imperiale romano a Magonza, sulle rive del Reno, presumbilmente sotto Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75550

san Gioacchino Royo Perez, 1691-1748, martire in Cina. Nato in Aragona, entrò fra i domenicani del convento di Nostra Signora del Pilar di Valencia. Lavorò alacremente, evangelizzando la popolazione del Fukien per trentatré anni, finché a seguito della persecuzione anticristiana, fu arrestato e processato insieme a quattro confratelli, tutti condannati alla pena  capitale. Le loro reliquie  furono raccolte dai fedeli e portate a Manila nelle Filippine, dove si venerano nella Chiesa di San Domenico. 

http://www.santiebeati.it/dettaglio/75475

san Rodrigo Aguilar Aleman, 1875-1927,  sacerdote, martire in Messico

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90113

Salpare di maggio (da: Piccolo magnificat)

28 ottobre 2011

Tra le barche di maggio
splendeva il tramonto dolcemente,
al pescator salpante fremeva il cuore…

Benedetto XVI. I Padri della Chiesa. Romano il Melode.

28 ottobre 2011

Cari fratelli e sorelle,

nella serie delle catechesi sui Padri della Chiesa, vorrei oggi parlare di una figura poco conosciuta: Romano il Melode, nato verso il 490 a Emesa (oggi Homs) in Siria. Teologo, poeta e compositore, appartiene alla grande schiera dei teologi che hanno trasformato la teologia in poesia. Pensiamo al suo compatriota, sant’Efrem di Siria, vissuto duecento anni prima di lui. Ma pensiamo anche a teologi dell’Occidente, come sant’Ambrogio, i cui inni sono ancora oggi parte della nostra liturgia e toccano anche il cuore; o a un teologo, a un pensatore di grande vigore, come san Tommaso, che ci ha donato gli inni della festa del Corpus Domini di domani; pensiamo a san Giovanni della Croce e a tanti altri. La fede è amore e perciò crea poesia e crea musica. La fede è gioia, perciò crea bellezza.

Così Romano il Melode è uno di questi, un poeta e compositore teologo. Egli, appresi i primi elementi di cultura greca e siriaca nella sua città natia, si trasferì a Berito (Beirut), perfezionandovi l’istruzione classica e le conoscenze retoriche. Ordinato diacono permanente (515 ca.), fu qui predicatore per tre anni. Poi si trasferì a Costantinopoli verso la fine del regno di Anastasio I (518 ca.), e lì si stabilì nel monastero presso la chiesa della Theotókos, Madre di Dio. Qui ebbe luogo l’episodio-chiave della sua vita: il Sinassario ci informa circa l’apparizione in sogno della Madre di Dio e il dono del carisma poetico. Maria, infatti, gli ingiunse di inghiottire un foglio arrotolato. Risvegliatosi il mattino dopo – era la festa della Natività del Signore – Romano si diede a declamare dall’ambone: «Oggi la Vergine partorisce il Trascendente» (Inno “Sulla Natività” I. Proemio). Divenne così omileta-cantore fino alla morte (dopo il 555).

Romano resta nella storia come uno dei più rappresentativi autori di inni liturgici. L’omelia era allora, per i fedeli, l’occasione praticamente unica d’istruzione catechetica. Romano si pone così come testimone eminente del sentimento religioso della sua epoca, ma anche di un modo vivace e originale di catechesi. Attraverso le sue composizioni possiamo renderci conto della creatività di questa forma di catechesi, della creatività del pensiero teologico, dell’estetica e dell’innografia sacra di quel tempo. (more…)