Archive for febbraio 2012

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 1 Marzo 2012) con commento comunitario

29 febbraio 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7,7-12)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto.
Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

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Salmo 51(50) _ “Abbi pietà di me, Dio”

29 febbraio 2012

Abbi pietà di me, Dio,

nella tua bontà,

nella tua grande compassione

cancella il mio peccato;

lavami tutto dalla mia colpa

e purificami dal mio peccato.

Sì io riconosco la mia colpa

e il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo  ho peccato

e quello che ai tuoi occhi è male,

io l’ho fatto:

perciò tu sei giusto nella tua sentenza,

retto nel tuo giudizio.

 

Salmo 51(50), 1_6

 

29 febbraio. Santi del giorno

29 febbraio 2012

 

Il Martirologio romano ricorda oggi sant’Augusto Chapdelaine. Nacque a La Rochelle in Francia, il 6 gennaio 1814 in una famiglia di contadini. Frequentò il Seminario diocesano e fu ordinato sacerdote nel 1843; ebbe il compito, prima di vicario e poi di parroco del villaggio di Boucey. Nel 1851 passò al noviziato dell’Istituto delle missioni estere di Parigi e il 29 aprile 1852 s’imbarcò ad Anversa, diretto alla missione cinese del Kuang-Si; ma si fermò a Ta-Chan vicino alla frontiera, per ambientarsi, imparare la lingua e aspettare il momento propizio. Trascorsero quasi tre anni, poi nel 1855 poté entrare nello Kuang-Si, dove si mise subito a fare apostolato, percorrendo il territorio in lungo e in largo; in breve tempo i neofiti divennero circa duecento. Un certo Pé-San, uomo di costumi corrotti, però, avendo saputo che una donna da lui sedotta, si era convertita al cristianesimo, denunciò la presenza del missionario al mandarino di Sy-Lin-Hien, acerrimo nemico dei cristiani, accusandolo di sobillare il popolo, fomentando disordini. Il 25 febbraio 1856 padre Chapdelaine fu fatto prigioniero. interrogatom, torturato e condannato. Morì martire il 29 febbbraio.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92019

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A. Merini, Ora che vedi Dio. G. Matino. La luce del terzo giorno

29 febbraio 2012
…….
E ora che vedi Dio
riconosci in te stesso
il fiore della sua lingua.
Alda Merini, Clinica dell’abbandono, 2003
El Greco, Resurrezione Museo del Prado, Madrid
Perché non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione (Sal 16,10). Io credo, risorgerò, con questo mio corpo vedrò il Salvatore. Antico canto che racconta il prodigio di una pietra ribaltata dalla storia compromessa, malata per antico peccato, redenta per eterno Amore. La morte ingoiata per la vittoria non fa più paura a chi, catturato dalla Parola, scopre in essa la forza, la speranza di ogni speranza, la vita per ogni vita. La luce del terzo giorno, che illumina di senso ogni avvenimento, squarcia orizzonti di possibilità inattese e interpreta ogni ora aprendo i pensieri, dilatando prospettive, ricucendo sulla pelle di ogni vivente la parola cancellata dal tradimento andato: solo in Dio la risposta, solo in Lui ogni speranza. Cristo è davvero Risorto, Alleluia! E mentre ripeto a me stesso il canto della liberazione, libero dalla prigionia delle parole inadeguate alla speranza, oscurate dal pessimismo, la mia mente fa nuove tutte le cose. Se Cristo è veramente risorto, ogni cosa è nuova ai miei occhi, ogni avvenimento è colto come Vita. Le mie parole non saranno più colorate di lutto, i miei pensieri non saranno mai sottomessi alle tenebre. Vana sarebbe la fede senza la resurrezione, vana sarebbe una vita vissuta senza speranza, senza futuro di vita. Occhi aperti al domani, il sepolcro è ormai alle spalle.
G. Matino, Buongiorno vita, pubblicato in Avvenire di oggi

Video Rai: Sinfonia n° 29 di W A Mozart

29 febbraio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-388c35fc-c017-4286-8ae6-a5fa79ababb4.html

Le stationes quaresimali. Mercoledì, detto “Tempora”, della I^ settimana di Quaresima. S. Maria Maggiore

29 febbraio 2012

Le tre Stazioni a Santa Maria Maggiore hanno sempre avuto significato di devozione alla Madonna, come quella della prima, che accompagnava gli Ordinandi al Presbiterato e al Diaconato, i quali nella domenica seguente, li avrebbero ricevuti in San Pietro. Per questo chiedevano la protezione della Madre celeste di Cristo e della Chiesa.Una basilica all’Esquilino sarebbe stata costruita dal Papa Liberio, alla caduta della neve nel mese di Agosto del 352. Sopra di essa Papa Sisto III avrebbe costruito l’attuale. Gli scavi non hanno confermato l’esistenza di una basilica liberiana, ma solo quella di Sisto III (432-440), come è indicato nell’arco interno. Si potrebbe pensare che Papa Liberio l’avesse cominciata e Papa Sisto, un anno dopo che il Concilio di Efeso aveva proclamato legittimo l’appellativo di Theotòkos ovvero Madre di Dio l’avesse portata a termine quale “monumento” della divina maternità di Maria. Ed è questo il più grande al mondo dedicato alla Vergine.

Infatti, la Madonna “nostra salute” – attribuita a San Luca – accoglie nella grandiosa cappella borghesiana, il pellegrino che viene a pregarla come salute del popolo romano.Il Fiat della Vergine ha in questo tempio la sua mirabile apoteosi terrena che si riallaccia direttamente agli eventi che la fecero divenire Madre del Redentore e corredentrice del genere umano. Dopo aver ammirato i resti della santa cuna di Betlemme dove fu adagiato il Salvatore del mondo e che si trova nella sottostante cripta così splendidamente completata da Virginio Vespignani, si esce da questo tempio così ricco di insegnamenti ma altrettanto eloquente di amore materno, che sempre elargisce la tenerissima Madre.

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit


Giona nell’arte

29 febbraio 2012

File:Jonas-und-der-Wal.jpg

Miniatura tedesca del ‘500

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Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 29 Febbraio 2012) con commento comunitario

28 febbraio 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,29-32)

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Charles Peguy, Chiedete a questo padre…..

28 febbraio 2012

Chiedete a questo padre se il momento migliore
non è quando i suoi figli incominciano ad amarlo come degli uomini,
lui stesso come un uomo,
liberamente,
gratuitamente,
chiedete a questo padre i cui figli crescono.
Chiedete a questo padre se non c’è un’ora segreta,
un momento segreto,
e se non è
quando i suoi figli incominciano a diventare degli uomini,
liberi,
e lui stesso lo trattano come un uomo,
libero,
lo amano come un uomo,
libero,
chiedete a questo padre i cui figli crescono.
Chiedete a questo padre se non c’è un’elezione fra tutte
e se non è
quando la sottomissione precisamente cessa e quando i suoi figli divenuti uomini
lo amano, (lo trattano), per così dire da intenditori,
da uomo a uomo,
liberamente,
gratuitamente. Lo stimano così.
Chiedete a questo padre se non sa che niente vale
uno sguardo d’uomo che s’incrocia con uno sguardo d’uomo.
Ora io sono loro padre, dice Dio, e conosco la condizione dell’uomo.
Tutte le sottomissioni di schiavi del mondo non valgono un bello sguardo d’uomo libero.
O meglio, tutte le sottomissioni del mondo mi ripugnano e darei tutto
per un bello sguardo d’uomo libero
a questa libertà, a questa gratuità io ho sacrificato tutto, dice Dio,
a questo gusto che ho d’essere amato da uomini liberi,
liberamente,
gratuitamente,
da veri uomini, virili, adulti, saldi.
Nobili, teneri, ma di una tenerezza salda.
Per ottenere questa libertà, questa gratuità ho sacrificato tutto,
per creare questa libertà, questa gratuità, Per fare entrare in gioco questa libertà, questa gratuità.
Per insegnargli la libertà.

 
Charles Péguy, Il mistero dei santi innocenti, in Lui è qui, Milano, Rizzoli 1998, pag. 373-375

28 febbraio. Santi e memorie del giorno

28 febbraio 2012

Il Martirologio romano ricorda oggi san Romano di Condat, abate. La Vita Patrum Jurensium, scritta da un suo seguace, ci racconta che Romano per primo ebbe l’idea di isolarsi in prossimità delle foreste Giura. Per la sua fama , il vescovo Ilario di Besancon, lo ordinò sacerdote. Con il fratello Lupicino ed altri seguaci, Romano fondò un grande monastero a Condat, un secondo a Leuconne e un monastero femminile di clausura a le Beaume, di cui fu badessa una loro sorella.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43250

sante Marana e Cira, eremite in Siria

santi Martiri di Alessandria, sacerdoti, diaconi e laici che durante l’impero di Galieno morirono colpiti dalla peste, mentre prestavano aiuto a malati e moribondi. La pietà popolare li considerò da subito martiri

beato Timoteo Trojanowsky. Nacque nel 1908 nel villaggio di Sadlowo, nella diocesi di Plock, in Polonia. Lavorò per aiutare la precaria economia della famiglia. A 22 anni entrò nel convento dei Frati Minori Conventuali a Niepokalanów, prendendo il nome di Tymoteusz. Vi lavorò al reparto spedizioni della rivista “Rycerz Niepokalanej” (Cavaliere dell’Immacolata) – fondata dal superiore del convento, il futuro martire padre Massimiliano Kolbe – nel magazzino e nell’infermeria. Nell’ottobre del 1941 fu arrestato dalla Gestapo insieme ad altri sei frati e rinchiuso nella prigione di via Pawiak, a Varsavia. Deportato ad Auschwitz, fu messo ai lavori forzati. Cercò di infondere ai prigionieri – in quelle condizioni tremende – la fiducia in Dio. Ammalatosi di polmonite, morì il 28 febbraio 1942. E’ stato proclamato beato da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 a Varsavia nel gruppo di 108 martiri polacchi del nazismo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92020

Beati Martiri di Unzen, 16 laici giapponesi della diocesi di Funai che subirono il martirio presso Unzen il 28 febbraio 1627 nel contesto di feroci ondate persecutorie contro i cristiani. Del gruppo fanno parte Paolo Uchibori Sakuemon (sposato), Gaspare Kizaemon, Maria Mine (moglie del beato Gioacchino Mine Sukedayu), Gaspare Nagai Sohan (sposato), Ludovico Shinzaburo, Dionigi Saeki Zenka con suo figlio Ludovico, Damiano Ichiyata (sposato), Leone Nakajima Sokan con suo figlio Paolo, Giovanni Kisaki Kyuhachi, Giovanni Heisaku (sposato), Tommaso Uzumi Shingoro, Alessio Sugi Shohachi, Tommaso Kondo Hyoemon (sposato) e Giovanni Araki Kanshichi.
In seguito ad un rapido processo iniziato con il Nulla Osta della Santa Sede concesso in data 2 settembre 1994, è stato riconosciuto il loro martirio il 1° luglio 2007 e sono stati beatificati il 24 novembre 2008, sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI, unitamente ad un gruppo complessivo di 188 martiri giapponesi

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94397

Beato Ciriaco Maria Sancha y Hervas

http://www.santiebeati.it/dettaglio/95547

 

D.M.Turoldo. Preghiera al Dio della gioia. M. Frisina, Trisaghion. G. Matino, Lo sguardo oltre

28 febbraio 2012

Essere tristi è segno di te, o Signore

un segno che ci manchi;

e noi neppure lo sappiamo;

la mancanza di gioia

è segno della tua assenza;

uomini o chiese senza gioia

sono uomini o chiese senza di te, Signore.

Dio, fonte della gioia,

guida i nostri passi sulla tua via,

perché possiamo giungere dove tu ci attendi,

e là finalmente cantare

solo canti di Gioia.

David Maria Turoldo


“Tre volte santo”, l’inno di lode dei serafini davanti al trono di Dio.

http://www.youtube.com/watch?v=8NgtYTlUFao&feature=related

Monastero di s. Rita, Bulgaria

Di questo gioisce il mio cuore, esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro. (Sal 16,9). Gioia profonda inaugura nuovo linguaggio, al tempo della tristezza segue quello del sogno possibile; vinta la paura della sconfitta, la luce del vero rischiara ogni cosa. Perché dubitare della sua promessa? Perché pensare in maniera diversa dalla sua Parola?: «Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20). anche quando il corpo sarà consegnato alla terra, fino a quando gli occhi potranno finalmente guardare il sole e rimanere aperti. Il mio corpo sarà al sicuro, niente potrà turbare il cuore perché il Signore è fedele. È la gioia la risposta credente alla vita, il suo sorgere sulla umana vicenda è segno inconfutabile di abbandono in Dio: Lui è dalla mia parte. Sicuri del Signore della vita, mai persi nelle strade della storia, il nostro passo è custodito dalla Parola e mentre avanzano i giorni, mai avvertiti come tempo sottratto al tempo, ma come esperienza donata, cresce il senso, l’orientamento, la comprensione del vero. La gioia illumina ogni pensiero, corregge ogni prospettiva sbagliata, dà armonia a ogni azione e mentre avanza la vita, mentre è opportuno guardare alle spalle e fare memoria, la gioia spinge lo sguardo Oltre e consegna il futuro.

G. Matino, Buongiorno vita, pubblicato in Avvenire di oggi.

VIA CRUCIS – MEDITAZIONE – TERZA STAZIONE

28 febbraio 2012

Dalle meditazioni del Venerdì Santo 2005 dell’allora Cardinale J. RATZINGER oggi Papa BENEDETTO XVI

(Le stazioni successive saranno pubblicate i prossimi martedì e venerdì di Quaresima)

GESU’ CADE LA PRIMA VOLTA

Dal libro del Profeta Isaia 53,4-6

Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti.

MEDITAZIONE

<<L’uomo è caduto e cade sempre di nuovo: quante volte egli diventa la caricatura di se stesso, non più immagine di Dio, ma qualcosa che mette in ridicolo il Creatore. Colui che, scendendo da Gerusalemme a Gerico, incappò nei briganti che lo spogliarono lascandolo mezzo morto, sanguinante al bordo della stada, non è forse l’immagine per eccellenza dell’uomo? La caduta di Gesù sotto la croce non è soltanto la caduta dell’uomo Gesù già sfinito dalla flagellazione. Quì emerge qualcosa di più profondo, come Paolo dice nella letttera ai Filippesi: <Pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini…umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce> (Fil 2,6-8). Nella caduta di Gesù sotto il peso della croce appare l’intero suo percorso: il suo volontario abbassamento per sollevarci dal nostro orgoglio. E nello stesso tempo emerge la natura del nostro orgoglio: la superbia con cui vogliamo emanciparci da Dio non essendo nient’altro che noi stessi, con cui crediamo di non aver bisogno dell’amore eterno, ma vogliamo dar forma alla nostra vita da soli. In questa ribellione contro la verità, in questo tentativo di essere noi stessi dio, di essere creatori e giudici di noi stessi, precipitiamo e finiamo per autodistruggerci. L’abbassamento di Gesù è il superamento della nostra superbia: con il suo abbassamento ci fa rialzare. Lasciamo che ci rialzi. Spogliamoci della nostra autosufficienza, della nostra errata smania di autonomia e impariamo invece da lui, da colui che si è abbassato, a trovare la nostra vera grandezza, abbassandoci e volgendoci a Dio e ai fratelli calpestati.>>

Siamo tutti invitati ad aggiungere le nostre preghiere

Video: Sulla via di Damasco, Gesù tra noi

28 febbraio 2012

http://it.gloria.tv/?media=261946

Il video tratta del recente convegno su Gesù nostro contemporaneo.

Salmo 34(33) _ Inno alfabetico di lode a Dio

28 febbraio 2012

Questo misero ha gridato

e il Signore ha esaudito;

lo ha liberato di tutte le angustie.

L’angelo del Signore si accampa

attorno a quelli che lo temono e li libera.

Gustate e vedete quanto

è buono il Signore:

beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi,

poichè nulla verrà a mancare a quelli

che lo temono.

I potenti sono caduti in miseria

e soffrono la fame,

ma quelli che si rivolgono al Signore

non mancheranno di alcun bene.

 

Salmo 34(33), 7_11

Le stationes quaresimali. Martedì della I^ settimana di Quaresima. Santa Anastasia

28 febbraio 2012

Questa meta stazionale ci riporta alle pendici del Palatino nell’antico quartiere greco. Da molti anni la Pontificia Accademia Cultorum Martyrum (già Collegium) vi ripristinò la Messa dell’Aurora nel giorno della Natività del Signore a ricordare l’antichissima consuetudine del Papa, che qui interveniva, nelle primissime ore dell’alba, per celebrarvi la S. Messa. Il Pontefice poi vi si recava per la distribuzione delle ceneri nel primo giorno di quaresima e di qui partiva la processione per Santa Sabina.

“Aghia Anàstasis” la santa Resurrezione oppure Santa Anastasia martire di Sirmio, erano questi i probabili motivi di dedicazione di questo tempio, chiesa ufficiale degli impiegati greci del tardo impero.

L’interno del tempio è di un nitore diffuso, nel soffitto e negli archi, nelle pareti e nelle colonne. Sembra questo un inno alla purezza di Sant’Anastasia, che riposa sotto l’altare illuminato nella gloria del Cristo.In questa chiesa riposano anche la martire Faustina, il Vescovo Toribio e il Cardinale Mai.

Tutti insieme qui parlano di Cristo che, nella vita terrena, invita tutti a seguirlo.   Tra il 1600 e il 1700 Papa Urbano VIII prima, e il Cardinal Nunez de’ Cunha poi, così la strutturarono.

In questa chiesa era il deposito per la custodia delle insegne e croci dei vari gruppi ecclesiastici, che partecipavano alle Stazioni.

 

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

Vangelo del giorno dalle letture della Messa (Martedì 28 Febbraio 2012) con commento comunitario

27 febbraio 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6,7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Il deserto. Le parole del Papa

27 febbraio 2012

L’Angelus di domenica 26 febbraio 2012

Cari fratelli e sorelle!

In questa prima domenica di Quaresima, incontriamo Gesù che, dopo aver ricevuto il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni il Battista (cfr Mc 1,9), subisce la tentazione nel deserto (cfr Mc 1,12-13). La narrazione di san Marco è concisa, priva dei dettagli che leggiamo negli altri due Vangeli di Matteo e di Luca. Il deserto di cui si parla ha diversi significati. Può indicare lo stato di abbandono e di solitudine, il “luogo” della debolezza dell’uomo dove non vi sono appoggi e sicurezze, dove la tentazione si fa più forte. Ma esso può indicare anche un luogo di rifugio e di riparo, come lo fu per il popolo di Israele scampato alla schiavitù egiziana, dove si può sperimentare in modo particolare la presenza di Dio. Gesù «nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana» (Mc 1,13). San Leone Magno commenta che «il Signore ha voluto subire l’attacco del tentatore per difenderci con il suo aiuto e per istruirci col suo esempio» (Tractatus XXXIX,3 De ieiunio quadragesimae: CCL 138/A, Turnholti 1973, 214-215).

Che cosa può insegnarci questo episodio? Come leggiamo nel Libro dell’Imitazione di Cristo, «l’uomo non è mai del tutto esente dalla tentazione finché vive… ma è con la pazienza e con la vera umiltà che diventeremo più forti di ogni nemico» (Liber I, c. XIII, Città del Vaticano 1982, 37); con la pazienza e l’umiltà di seguire ogni giorno il Signore, impariamo a costruire la nostra vita non al di fuori di Lui e come se non esistesse, ma in Lui e con Lui, perché è la fonte della vera vita. La tentazione di rimuovere Dio, di mettere ordine da soli in se stessi e nel mondo contando solo sulle proprie capacità, è sempre presente nella storia dell’uomo.

Gesù proclama che «il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15), annuncia che in Lui accade qualcosa di nuovo: Dio si rivolge all’uomo in modo inaspettato, con una vicinanza unica concreta, piena di amore; Dio si incarna ed entra nel mondo dell’uomo per prendere su di sé il peccato, per vincere il male e riportare l’uomo nel mondo di Dio. Ma questo annuncio è accompagnato dalla richiesta di corrispondere ad un dono così grande. Gesù, infatti, aggiunge: «convertitevi e credete nel vangelo» (Mc 1,15); è l’invito ad avere fede in Dio e a convertire ogni giorno la nostra vita alla sua volontà, orientando al bene ogni nostra azione e pensiero. Il tempo della Quaresima è il momento propizio per rinnovare e rendere più saldo il nostro rapporto con Dio, attraverso la preghiera quotidiana, i gesti di penitenza, le opere di carità fraterna.

Supplichiamo con fervore Maria Santissima perché accompagni il nostro cammino quaresimale con la sua protezione e ci aiuti ad imprimere nel nostro cuore e nella nostra vita le parole di Gesù Cristo, per convertirci a Lui. Affido, inoltre, alla vostra preghiera la settimana di Esercizi spirituali che questa sera inizierò con i miei Collaboratori della Curia Romana.

27 febbraio. Santi del giorno

27 febbraio 2012

Oggi si ricorda san Gabriele dell’Addolorata. Francesco Possenti nacque ad Assisi nel 1838. Perse la madre a quattro anni. Seguì il padre, governatore dello Stato pontificio, e i fratelli nei frequenti spostamenti. Si stabilirono, poi, a Spoleto, dove Francesco frequentò i Fratelli delle scuole cristiane e i Gesuiti. A 18 anni entrò nel noviziato dei Passionisti a Morrovalle (Macerata), prendendo il nome di Gabriele dell’Addolorata. Morì nel 1862, 24enne, a Isola del Gran Sasso, avendo ricevuto solo gli ordini minori. È lì venerato, nel santuario che porta il suo nome, meta di pellegrinaggi, soprattutto giovanili. È santo dal 1920, copatrono dell’Azione cattolica e patrono dell’Abruzzo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/31500

http://www.sangabriele.org/ilsanto_vita.asp

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Quaresima. Nel deserto. Leone Magno, Sermone 12. Efrem il Siro, Preghiera per la Quaresima

27 febbraio 2012

Un video  dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2thyGHA55fA

Dal Sermone 12,4 di Leone Magno

http://www.youtube.com/watch?v=JLIVlWdkuHI&feature=related

Signore delle nostre vite
allontana da noi
lo spirito dell’ozio
della tristezza
del dominio
e le parole vane.

Accorda ai tuoi servi
lo spirito di castità
di umiltà
di perseveranza
e la carità che non viene mai meno.

Sì, nostro Signore e nostro Re
concedici di vedere i nostri peccati
e di non giudicare i fratelli
e tu sarai benedetto
ora e nei secoli dei secoli.
Amen.

Efrem il Siro
preghiera per la Quaresima

Video Rai: Sulla via di Damasco, La famiglia

27 febbraio 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6d3f0507-b5ac-4496-bd94-837d6b5997b9.html