Archive for agosto 2012

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

31 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura 1Cor 1,26-31

“….Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è
ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per
ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a
Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato
sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come
sta scritto, “chi si vanta, si vanti nel Signore”.

Il primo peccato nel giardino dell’Eden ha questa caratteristica:” E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare il frutto di nessun albero del giardino” (Gen 3,1). Questa frase del tentatore, nella sua paradossalità (come è possibile che Dio abbia proibito ogni frutto?) ha un sottinteso maligno: ci deve pur essere una ragione di convenienza personale per cui Dio vi ha proibito almeno uno dei frutti……forse il suo agire non è poi così disinteressato come sembra.  Alla base del rifiuto della comunicazione stanno tanti motivi, ma uno dei determinanti è certamente quello della mancanza di fiducia nella gratuità e sincerità dell’atto comunicativo. Una elaborazione più complessa di questa diffidenza è presenta nella prima pagina del libro di Giobbe.  Il satana (quì ancora inteso non come nome proprio, ma nella sua etimologia di “avversario””accusatore”) fa cadere un sospetto sulla fedeltà di Giobbe: nella sua apparente irreprensibilità, egli è mosso dal proprio interesse, e come lui, ogni altro essere umano ( Gb 1,1-9) E quindi non c’è posto tra gli uomini per la vera gratuità e, di conseguenza, per rapporti comunicativi autentici. La scommessa viene accettata e Giobbe passa attraverso molte prove che lo scuotono interiormente ma nelle quali non perde la fiducia sostanziale in Dio, con cui egli continua a comunicare pur nella esasperazione del suo dolore. La scommessa è, dunque, perduta dal satana. Egli non è riuscito a provare che l’uomo comunica con Dio solo per interesse proprio. Anche nell’uomo c’è vera gratuità; la capacità comunicativa dell’uomo, messa in lui da Dio stesso, è stata passata al vaglio e si è dimostrata autentica. Ma la tentazione continua in ogni giorno della storia. Il Nuovo Testamento chiamerà il tentatore anche diavolo, cioè “il divisore”. Egli tende a dividere l’uomo da Dio, l’uomo dall’uomo, gruppi da gruppi, insinuando che l’altro cerca il proprio interesse e vuole farmi fuori. …Questa tentazione di sfiducia pervade ogni rapporto umano e lo mina alla radice. Il comunicatore è perennemente insidiato da domande come queste:” Mi vorrà davvero bene? Merita davvero il mi amore? Posso mai fidarmi di qualcuno al mondo al di fuori di pochi intimi? E se Dio stesso mi ingannasse o mi abbandonasse alla mia solitudine e al mio silenzio?”. Di simili timori e tentazioni “diaboliche” è piena la  terra. Per questo tanti sono spiritualmente sordi e muti, come il malato del Vangelo (Mc 7,31-37) e nascono tante diffidenze, gelosie, sospetti. Si troncano le amicizie, si separano le famiglie, si rompono i contratti, si violano i patti sacri tra le nazioni. Tutto ciò grida verso un risanamento, una riabilitazione dei rapporti. Bisogna che ci sia Qualcuno, del cui amore non possiamo dubitare, che compia un gesto d’amore irrefutabile: è Gesù sulla croce. Occorre che tutti i rapporti umani siano invasi da quella gratuità che sopravviene in abbondanza dall’alto, dal mistero dell’amore gratuito di Dio, dal mistero della morte di Gesù per noi, per puro amore e senza alcun interesse proprio, dal dono dello Spirito Santo.

C.MARTINI, Non temiamo la storia

Dal Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

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1 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Sabato della I settimana del Salterio. Santi. Calendario Mariano, Madonna di Montevergine

31 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,26-31
Dio ha scelto quello che è
debole per il mondo.
Salmo (Sal 32)
Beato il
popolo scelto dal Signore.
Vangelo Mt 25,14-30
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo
padrone.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01SABpage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves1Dom/22SABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Il Calendario Mariano ricorda la Madonna di Montevergine

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/09/01/calendario-mariano-1%c2%b0settembre-madonna-di-montevergine/

Oggi si ricordano san Giosuè, XII sec a.c., patriarca,“Il Signore disse a Mosè: “Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui. Lo farai comparire innanzi al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perchè tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca…” (Nm 27,18-20)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92446

san Tammaro, ?-490, vescovo nell’Africa settentrionale, venerato a Benevento

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36400

san Terenziano, martire sotto l’imperatore Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90322

san Egidio, VI-VII sec, abate, costruì un monastero nella Gallia narborense

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68500

sant’Elpidio di Atella, V sec, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68550

san Vittore di le Mans, ?-490, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68600

i santi Egidio e Arcano da Sansepolcro, pellegrini del X sec, che avrebbero costruito il primo oratorio dedicato al Santo Sepolcro

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90186

01/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

31 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 25:14-30.
It will be as when a man who was going on a journey called in his servants and entrusted his possessions to them.
To one he gave five talents; to another, two; to a third, one–to each according to his ability. Then he went away. Immediately
the one who received five talents went and traded with them, and made another five.
Likewise, the one who received two made another two.
But the man who received one went off and dug a hole in the ground and buried his master’s money.
After a long time the master of those servants came back and settled accounts with them.
The one who had received five talents came forward bringing the additional five. He said, ‘Master, you gave me five talents. See, I have made five more.’

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15.02.1927 – 31.08.2012 C.M.Martini s.j. Meditazioni sulla preghiera dell’anziano

31 agosto 2012

Da “Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera”, ed 2009 di C.M.Martini

Ho ben 82 anni di vita e la malattia di Parkison e gli acciacchi dell’età si fanno sentire. Ma probabilmente, per quanto riguarda la preghiera, sono ancora a metà del guado. Sento che la mia preghiera dovrebbe trasformarsi, ma non so bene in che modo, e sento anche una certa resistenza a compiere un salto decisivo.
So che posso dire come Isacco: «Io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte» (Gen 27,2), ma di questo non ho ancora tratto le conclusioni. Cerco comunque di chiarirmi le idee riflettendo un po’ sull’argomento. Mi pare che si possa parlare in due modi della preghiera dell’anziano. Si può considerare l’anziano nella sua crescente debolezza e fragilità, secondo la descrizione metaforica (ed elegante) del Qohèlet: «Ricordati del tuo Creatore / nei giorni della tua giovinezza / prima che vengano i giorni tristi / e giungano gli anni di cui dovrai dire: non ci trovo alcun gusto. / Prima che si oscurino il sole, / la luna, la luce e le stelle / e tornino ancora le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno i custodi della casa / e si curveranno i gagliardi / e cesseranno di lavorare le donne che macinano, / perché rimaste poche / e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre / e si chiuderanno i battenti sulla strada: / quando si abbasserà il rumore della mola / e si attenuerà il cinguettio degli uccelli / e si affievoliranno tutti i toni del canto» (12,1-4. Ma anche fino al verso 8).

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Vangelo (Mt 25,14–30) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Settembre 2012) con commento comunitario

31 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14–30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.

Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.

Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.

Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Marìa !!!!

31 agosto 2012

 

Gesù alle anime:

Figlie mie, quante sorprese può darvi la mia compagnia, e quanta vita vi verrà nel cuore se sapete dimenticarvi! Quello che vi inaridisce è la serietà….

Pensate e ragionate troppo! Piccine mie, siate piccine sul mio Cuore, e giocate con me piccino sul vostro. Non mi sono fatto per voi Ostia silen­ziosa ed inerte? Eppure sono vita.

Fatevi ostie di amore e dimenticatevi.

Vorrei parlare a ciascuna di voi e specialmente a qualcuna di voi. Ma non voglio che vi perdiate poi in vani ragionamenti.

Vi voglio piccole, piccole, piccole. Intendetelo. Dalla semplicità piccolina nasce la fede luminosa, la speranza sicura, l’amore vivo. Dalla piccolezza viene la grandezza, come dal piccolo seme si sviluppa l’albero grandioso.

Vi benedico tutte +++

Confidate! Fate come i piccoli che rimettono al babbo ogni cosa.

Non vi assillate. Vivete di me, vivete con me! Il tragitto è breve, finisce tutto, rimane l’eterna vita; e là sarete piene d’ineffabile gaudio. Amen. 

 

 

Padre Dolindo Ruotolo scriveva questo prezioso e originalissimo scritto alle sue figlie spirituali, sullo stile dell’Imitazione di Cristo, nell’ormai lontano 6 giugno 1938, quando l’Europa era già sotto le morse di Hitler e si era alla vigilia della seconda immane guerra mondia­le. Egli, poi doveva far fronte alle numerose ed ingiuste accuse che venivano fatte al suo Commento alla Sacra Scrittura. Il suo animo ne soffriva indicibilmente.

Video: La grotta di San Giovanni a Patmos

31 agosto 2012

http://gloria.tv/?media=324624

Apocalisse – Capitolo 1

Prologo

[1]Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. [2]Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. [3]Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.

I. LE LETTERE ALLE CHIESE DI ASIA

Indirizzo

[4]Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono,[5]e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,[6]che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

[7]Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà;
anche quelli che lo trafissero
e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il
petto.

Sì, Amen!

[8]Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Visione preparatoria

[9]Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù[10]Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: [11]Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. [12]Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro [13]e in mezzo ai candelabri c’era unosimile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro[14]I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, [15]i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque[16]Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.

[17]Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo [18]e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. [19]Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. [20]Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

30 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura 1Cor 1, 17-25

La parola della croce ….. è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli  che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto  infatti:
«Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza
degli intelligenti».
….. Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio”.

“Per coloro che sono chiamati da Dio e gli aprono il cuore, noi predichiamo Cristo Crocifisso come potenza di Dio e sua sapienza. E così viene umiliata l’arroganza e la saccenza del mondo: nel suo riso c’è la disperazione, il suo fallimento e la sua condanna. Vogliono un Dio senza croce e così non conosceranno mai la tenerezza dell’amore di Dio e la consolazione di averlo, sofferente con noi, nel nostro dolore. Nel crocifisso c’è tutto: che sia Dio, la profondità del suo mistero e la luce del suo volto, si capisce solo contemplando il crocifisso; chi sia l’uomo, e l’uomo è quello che è per Dio…… che cosa sia il mondo, la sua bellezza e il suo destino, si capisce solo contemplando il crocifisso; il crocifisso è il cuore di tutta la rivelazione di Dio, della sua creazione e della redenzione. Dio padre ama Gesù, lo ama infinitamente- noi diremmo perdutamente, un amore senza confini- perchè Gesù è suo figlio. E un padre non ama nessuno più di suo figlio. Ebbene: Dio padre, Gesù lo ha dato per noi, sulla croce. “Dio ha talmente amato il mondo da dare per noi il suo unico figlio” (Gv 3,16) un amore folle. Quando si guarda il crocifisso si intravede l’amore di Dio; parrebbe un assurdo, ma è così. Niente è più luminoso, più divino, più rivelatore di Dio del crocifisso: nel massimo delle tenebre il massimo della rivelazione e della luce. Si, veramente nel crocifisso noi ci sentiamo amati, amati anche nel nostro peccato: anzi amati così, nel Dio sofferente, perchè peccatori: “Non siamo stati comprati a prezzo d’oro e d’argento, ma col sangue del figlio” (1Pt 1,18). Nel massimo del male e dell’odio c’è la massima rivelazione dell’amore e del perdono. Ci sentiamo amati da Dio e siamo felici. Se non troviamo quì la felicità non saremo mai felici

M.Cè, Cristo crocifisso……

Vangelo del giorno, Mt 25, 1-3

“Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini …… Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; ……le sagge, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.”

31 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Venerdì della I settimana del Salterio. Santi.

30 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,17-25
Noi annunciamo Cristo
crocifisso: scandalo e stoltezza per gli uomini; ma per coloro che sono
chiamati, potenza e sapienza di Dio.
Salmo (Sal
32)
Dell’amore del Signore è piena la terra.
Vangelo Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01VENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01VENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano san Giuseppe di Arimatea, nobile decurione, e san Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, entrambi membri del Sinedrio che chiesero il corpo di Gesù per rendergli sepoltura

http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90954

san Raimondo Nonnato, 1200-1240, appartenne all’ordine della Beata Vergine Maria della Mercede, in Catalogna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68300

san Paolino di Treviri, vescovo nel 346 nell’odierna Germania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68350

sant’Aristide Marciano, filosofo apologista ad Atene, durante l’impero di Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68400

san Domenico del Val, 1243-1250, giovanissimo martire spagnolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68450

sant’Aidano di Lindisfarne, ?-651, vescovo e abate in Inghilterra

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68275

31/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

30 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 25:1-13.
Then the kingdom of heaven will be like ten virgins who took their lamps and went out to meet the bridegroom.
Five of them were foolish and five were wise.
The foolish ones, when taking their lamps, brought no oil with them,
but the wise brought flasks of oil with their lamps.
Since the bridegroom was long delayed, they all became drowsy and fell asleep.
At midnight, there was a cry, ‘Behold, the bridegroom! Come out to meet him!’
Then all those virgins got up and trimmed their lamps.

(more…)

Vangelo (Mt 25,1–13) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 31 Agosto 2012) con commento comunitario

30 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1–13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Marìa !!!

30 agosto 2012

GRACIAS

Hay que saber decir gracìas. Nuestros dìas estan atestados de regalos que Dios nos envìa. Si supièramos verlos y llevar cuenta de todos, llegarìamos a la noche deslumbrados y radiantes ante tantos dones recibidos. Como ninos en el dìa de reyes. Y mirarìamos agradecidos a Dios. Y fiados en que El nos lo da todo serìamos felices al saber que todos lo dìas nos darà regalos nuevos y distintos.

Todo es don de Dios. Aùn las cosa màs chiquitas. Y don suyo es esta colecciòn de regalos que es la vida. Vida que serà rosa o sombrìa segùn utilicemos esos dones.

Oraciones por la calle (Michel Quoist)

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GRAZIE

Bisogna imparare a dire grazie. Nostri giorni sono pieni di doni che Dio c’invia. Se sapessimo vederli e poter contaregli tutti, arriverebbe la notte accecati e ragianti davanti tanti doni recevuti  ome bimbi nel giorno della Epifania. Se le guardassimo, ringraziando e confidando in Lui che ci da tutto, saremmo felici di capire che tutti i giorni ci da doni nuovi e diversi.

Tutto è un dono di Dio. Anche quelle cose più piccoline.  E un dono suo è la colezione di doni che è la vita, vita che sarà ombrosa o gioiosa a secondo noi saremmo in grado di fare tesoro di questi doni.

Preghiere per poter farle sulla strada (Michel Quoist)

Salmo 145(144) _ Inno alfebetico di lode a Dio, potente e buono.

30 agosto 2012

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Salmo 145(144), 1_9

Tv dell’Immacolata

30 agosto 2012

http://tvimmacolata.net/

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

29 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

______________________________________________________       Dalla prima lettura, 1Cor 1, 5-6

“….in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo“.

Dal Canto al Vangelo, Mt 24,44
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.

“Tra l’illusione di possedere il tempo e la disperazione per il suo venirci meno sta un atteggiamento completamente diverso, evocato con il termine vigilare.

Vigilare significa anzitutto vegliare, stare desti, rimanere all’erta. L’immagine più immediata è quella di chi non si lascia sorprendere dal sonno quando il pericolo  incombe o un fatto straordinario ed emozionante sta per accadere. Vigilare significa badare con amore a qualcuno, custodire con molta cura qualcosa di molto prezioso, fare presidio di valori molto importanti che sono delicati e fragili. Vigilare impegna comunque a fare attenzione, a diventare perspicaci, a essere svegli a capire ciò che accade…..

Rimanere svegli, essere attenti, avere cura, vegliare, dunque: veglia la sposa che attende lo sposo, la madre che attende il figlio lontano, veglia la sentinella che scruta nel cuore della notte….vegliano gli uomini e le donne che sono pronte a raccogliere i segnali di aiuto dei loro amici in pericolo, dei loro fratelli nel dolore, del loro prossimo nella difficoltà; veglia la comunità dei credenti che è rapida nel reagire alla tiepidezza e  allla stanchezza che l’allontanano dall’amore degli inizi. ….

Vigilare è la capacità di prendersi il tempo necessario per avere cura della qualità non puramente clinica e commerciale della vita. Il tempo per imparare a riconoscere il significato delle nostre emozioni, impulsi, tensioni, per non rimuoverle troppo in fretta  anestetizzando l’eventuale disagio che ci procurano….

Si può tuttavia dire che tutti i modi di vegliare, che esemplificano le qualità essenziali del vigilare, sono come momenti particolari di quella grande veglia che è l’esistenza umana di fronte al tempo definitivo che viene: il tempo della vita eterna con Dio, che è come la “grande festa” della vita alla quale ogni uomo che viene nel mondo è destinato”.

C.M.MARTINI, Sto sulla porta

30 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Giovedì della I settimana del Salterio. Santi.

29 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,1-9
In Cristo siete stati arricchiti di tutti i doni.
Salmo (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Vangelo Mt 24,42-51
Tenetevi pronti.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01GIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01GIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano i santi Felice e Adautto, III-IV sec, martiri

Madonna con bambino tra i santi Felice, Adautto e Turturra, affresco del IV sec, Catacomba di Comodilla

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68050

Si ricordano anche santa Margherita Ward, 1550-1588, martire durante il regno di Elisabetta I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68150

san Fantino il Giovane, discepolo di san Elia lo speleota, condusse una vita ascetica tra la Calabria e la Grecia. Ad opera del Santo avvennero alcuni fatti prodigiosi: un’orsa che devastava gli alveari del monastero fu allontanata definitivamente col solo cenno della mano, all’invocazione del suo nome zampillò d’improvviso un getto d’acqua abbondantissimo per dissetare dei monaci, i quali affaticati andavano in cerca di alcune mule che si erano allontanate dal pascolo.

Prima di morire affidò i suoi discepoli da san Atanasio, fondatore della Grande Laura del Monte Athos.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90673

san Pietro di Trevi, XII sec, apostolo itinerante, in Abruzzo e nel Lazio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90730

san Bononio, X sec-1026, condusse vita ascetica prima in Egitto, poi sul monte Sinai

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92417

san Fiacrio, asceta di origine irlandese del VII sec, patrono degli ortolani ( si narra che  il vescovo di Meaux avrebbe promesso al santo di dargli per la fondazione del suo monastero tanto terreno quanto ne poteva circoscrivere con un fosso in una giornata di lavoro)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68200

La chiesa etiopica ricorda oggi il monaco Takla Haymanot, fondatore del monastero di Dabra Libanos. Fesseha Seyon – questo il suo nome di battesimo – nacque nella prima metà del XIII secolo a Zorare, regione etiopica da poco evangelizzata. Raggiunta la maggiore età, egli si sposò, ma rimase molto presto vedovo. Iniziò allora un ministero itinerante di predicatore dell’Evangelo.
La vera svolta nella sua vita avvenne però quando egli entrò nel monastero di Dabra Hayq, nel nord del paese, il cui abate era un altro celebre monaco etiopico: Iyasus Mo’a. Takla Haymanot fu dunque discepolo di Iyasus Mo’a e dell’abate Yohanni, prima di divenire a sua volta padre spirituale di un gran numero di monaci. Tornato nella regione natia, egli fondò il monastero di Dabra Asbo, che intorno alla metà del XV secolo assumerà il nome odierno di Dabra Libanos, uno dei più importanti centri spirituali della storia etiopica. L’irradiamento monastico di Dabra Asbo fu enorme, anche perché ebbe tra i suoi primi monaci molti uomini imparentati con la nascente dinastia dei salomonidi, e numerosi furono i monasteri che da esso ebbero origine. Anche per questo Takla Haymanot, che in etiopico significa «pianta della fede», è considerato il capostipite della più grande famiglia monastica dell’Etiopia. Egli fu soprattutto un uomo di grande preghiera. Nell’iconografia tardiva, è rappresentato spesso intento a pregare in piedi su di una gamba sola, poiché l’altra, secondo la tradizione, gli era caduta dopo essersi completamente atrofizzata. Gli ultimi anni della sua vita egli li trascorse in volontaria e pressoché totale solitudine. Morì il 24 nahasse, corrispondente al 30 agosto, del 1313.

30/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

29 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 24:42-51. 
Therefore, stay awake! For you do not know on which day your Lord will come.
Be sure of this: if the master of the house had known the hour of night when the thief was coming, he would have stayed awake and not let his house be broken into.
So too, you also must be prepared, for at an hour you do not expect, the Son of Man will come.
Who, then, is the faithful and prudent servant, whom the master has put in charge of his household to distribute to them their food at the proper time?

(more…)

Vangelo (Mt 24,42–51) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 30 Agosto 2012) con commento comunitario

29 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,42–51)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.

Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.

Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Commento a Gv 6, 60-69

29 agosto 2012

In questo commento evidenzio, ad es., che la Chiesa sta sempre più scoprendo anche una logica più profonda, precisa e viva, non cervellotica ma spirituale e umana in Cristo: il senso di ogni cosa è l’amore di Dio.Solo su questa strada scopriremo sempre più dunque anche la logica.Dunque si tratta di un cammino, che possiamo vivere con serenità e fiducia: perchè Cristo ci porta, con sapienza, forza e delicatezza, con sana gradualità; perchè ci dona il suo amore ed ogni bene spirituale e umano; ma anche un cammino verso l’umiltà perchè sempre più profondamente e concretamente possiamo intuire che non siamo Dio nè quanto all’amore, nè quanto alla cultura, etc..In un bel commento al vangelo di  oggi mercoledì 29 agosto leggo la preghiera che Dio ci doni ogni possibile coerenza: ecco Cristo non ci chiede, ordinariamente, di diventare san Francesco in un secondo (neanche lui lo è diventato così) ma invece ci aiuta a corrispondere sempre più con attenzione, fedelmente, alla grazia ricevuta di volta in volta, operando in noi sempre più profondamente e potentemente. (more…)

Quarantatreesima catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

29 agosto 2012

In quest’ultimo mercoledì del mese di agosto, ricorre la memoria liturgica del martirio di san Giovanni Battista, il precursore di Gesù. Nel Calendario Romano, è l’unico Santo del quale si celebra sia la nascita, il 24 giugno, sia la morte avvenuta attraverso il martirio. Quella odierna è una memoria che risale alla dedicazione di una cripta di Sebaste, in Samaria, dove, già a metà del secolo IV, si venerava il suo capo. Il culto si estese poi a Gerusalemme, nelle Chiese d’Oriente e a Roma, col titolo di Decollazione di san Giovanni Battista. Nel Martirologio Romano, si fa riferimento ad un secondo ritrovamento della preziosa reliquia, trasportata, per l’occasione, nella chiesa di S. Silvestro a Campo Marzio, in Roma.

Questi piccoli riferimenti storici ci aiutano a capire quanto antica e profonda sia la venerazione di san Giovanni Battista. Nei Vangeli risalta molto bene il suo ruolo in riferimento a Gesù. In particolare, san Luca ne racconta la nascita, la vita nel deserto, la predicazione, e san Marco ci parla della sua drammatica morte nel Vangelo di oggi. Giovanni Battista inizia la sua predicazione sotto l’imperatore Tiberio, nel 27-28 d.C., e il chiaro invito che rivolge alla gente accorsa per ascoltarlo, è quello a preparare la via per accogliere il Signore, a raddrizzare le strade storte della propria vita attraverso una radicale conversione del cuore (cfr Lc 3, 4). Però il Battista non si limita a predicare la penitenza, la conversione, ma, riconoscendo Gesù come «l’Agnello di Dio» venuto a togliere il peccato del mondo (Gv 1, 29), ha la profonda umiltà di mostrare in Gesù il vero Inviato di Dio, facendosi da parte perché Cristo possa crescere, essere ascoltato e seguito. Come ultimo atto, Il Battista testimonia con il sangue la sua fedeltà ai comandamenti di Dio, senza cedere o indietreggiare, compiendo fino in fondo la sua missione. San Beda, monaco del IX secolo, nelle sue Omelie dice così San Giovanni Per [Cristo] diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, gli fu ingiunto solo di tacere la verità.(cfr Om. 23:CCL 122, 354). E non taceva la verità e così morì per Cristo che è la Verità. Proprio per l’amore alla verità, non scese a compromessi e non ebbe timore di rivolgere parole forti a chi aveva smarrito la strada di Dio.

Noi vediamo questa grande figura, questa forza nella passione, nella resistenza contro i potenti. Domandiamo: da dove nasce questa vita, questa interiorità così forte, così retta, così coerente, spesa in modo così totale per Dio e preparare la strada a Gesù? La risposta è semplice: dal rapporto con Dio, dalla preghiera, che è il filo conduttore di tutta la sua esistenza. Giovanni è il dono divino lungamente invocato dai suoi genitori, Zaccaria ed Elisabetta (cfr Lc 1,13); un dono grande, umanamente insperabile, perché entrambi erano avanti negli anni ed Elisabetta era sterile (cfr Lc 1,7); ma nulla è impossibile a Dio (cfr Lc 1,36). L’annuncio di questa nascita avviene proprio nel luogo della preghiera, al tempio di Gerusalemme, anzi avviene quando a Zaccaria tocca il grande privilegio di entrare nel luogo più sacro del tempio per fare l’offerta dell’incenso al Signore (cfr Lc 1,8-20). Anche la nascita del Battista è segnata dalla preghiera: il canto di gioia, di lode e di ringraziamento che Zaccaria eleva al Signore e che recitiamo ogni mattina nelle Lodi, il «Benedictus», esalta l’azione di Dio nella storia e indica profeticamente la missione del figlio Giovanni: precedere il Figlio di Dio fattosi carne per preparargli le strade (cfr Lc 1,67-79). L’esistenza intera del Precursore di Gesù è alimentata dal rapporto con Dio, in particolare il periodo trascorso in regioni deserte (cfr Lc 1,80); le regioni deserte che sono luogo della tentazione, ma anche luogo in cui l’uomo sente la propria povertà perché privo di appoggi e sicurezze materiali, e comprende come l’unico punto di riferimento solido rimane Dio stesso. Ma Giovanni Battista non è solo uomo di preghiera, del contatto permanente con Dio, ma anche una guida a questo rapporto. L’Evangelista Luca riportando la preghiera che Gesù insegna ai discepoli, il «Padre nostro», annota che la richiesta viene formulata dai discepoli con queste parole: «Signore insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» (cfr Lc 11,1).

Cari fratelli e sorelle, celebrare il martirio di san Giovanni Battista ricorda anche a noi, cristiani di questo nostro tempo, che non si può scendere a compromessi con l’amore a Cristo, alla sua Parola, alla Verità. La Verità è Verità, non ci sono compromessi. La vita cristiana esige, per così dire, il «martirio» della fedeltà quotidiana al Vangelo, il coraggio cioè di lasciare che Cristo cresca in noi e sia Cristo ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni. Ma questo può avvenire nella nostra vita solo se è solido il rapporto con Dio. La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio. San Giovanni Battista interceda per noi, affinché sappiamo conservare sempre il primato di Dio nella nostra vita.

Il 29 agosto in prima serata: Pagine vaticane su Rai Storia

29 agosto 2012

L’OSSERVATORE ROMANO, 29 agosto 2012

Milano, 2 giugno 2012: il Papa arriva a Milano e dal grande palco
dell’aeroporto di Bresso risponde a braccio alle domande delle famiglie provenienti da diversi Paesi del mondo. Mercoledì 29 agosto,
alle ore 21, andrà in onda su Rai Storia, per la serie Dixit Fatti,
ideata e voluta da Giovanni Minoli, un video sul settimo Incontro
mondiale delle famiglie, accompagnato da altri due documentari,
dedicati al trentesimo anniversario del Pontificio Consiglio della
Cultura e ai 150 anni del nostro giornale. Tre capitoli di storia narrati per immagini da Antonia Pillosio. «La sintesi tra fede e cultura
non è solo un’esigenza della cultura ma anche della fede — scriveva
Giovanni Paolo II il 20 maggio del 1982 in occasione della fondazione dell’organismo — una fede che non diventa cultura è una fede
non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente
vissuta». Una fede che non diventa intelligenza della realtà viene
meno al suo compito, come dimostra anche la secolare storia del
nostro giornale. «Grazie a testimoni particolari — si legge nel comunicato che presenta il programma — come monsignor Loris Capovilla, segretario di Giovanni XXIII e agli storici Carlo Cardia, Anna
Foa, Andrea Riccardi e Lucetta Scaraffia, si mettono a fuoco alcuni
momenti significativi della lunga storia del quotidiano della Santa
Sede» che ha la stessa età dello Stato unitario italiano.

(Da un pò di tempo si assiste ad alcuni programmi televisivi -non mi riferisco, ad es., a questo,
presentato dall’OSSERVATORE ROMANO- che trattano
di famosi santi, di fede, etc. in un modo che terrenizza la loro vita, banalizza
il cammino di crescita in Cristo.
La semplicità di Dio non è la, talora, semplicioneria umana che finisce per
non comprendere il meraviglioso amore di Dio per le persone che le fa crescere
con impegno ma anche con serenità ed equilibrio, rivelando sempre più profondamente
le autentiche vie, tappe, spirituali e umane, della crescita: quante sofferenze ha causato
una varia banalizzazione dell’amore di Dio.Invece il Signore ci rende assetati delle sua
amorevole sapienza e dunque serenamente piccoli, umili.Il Signore ci rende affascinati
dal suo mistero, spesso nascosto nelle pieghe, nella semplicità, della vita quotidiana
ma sempre più in contatto con la vita divina.Bisogna dunque comprendere alcune espressioni
sulla vita semplice e nascosta, che in bocca ai credenti vogliono semplicemente indicare,
appunto, la bellezza del Dio nascosto, ma presente e operante e da Dio, nel quotidiano, e in bocca
a chi non crede (magari perchè Dio che elargisce a tutti tanti doni dello Spirito non ha però
elargito a queste persone quello della fede) può finire, speriamo sempre in “buona fede”,
per presentare una religiosità con uno sguardo tutto terreno dove la presenza e l’opera di
Dio non cambia nulla rispetto ad una varia filantropia umana.NdR).

Salmo 71(70) _ Preghiera nella preghiera

29 agosto 2012

In te mi rifugio, Signore,
ch’io non resti confuso in eterno.
Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.

Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.
Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio,
dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore.

Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.
Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro.

Della tua lode è piena la mia bocca,
della tua gloria, tutto il giorno.
Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

Salmo 71(70), 1_9

 

 

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Maria!!!!

29 agosto 2012

 

“Tutti i giorni Dio ci da un momento nel quale possiamo cambiare tutto ciò che ci fa infelice. L’istante magico è propia il momento nel quale un SI’ o NO può cambiare tutta la nostra esistenza.”

Beata Teresa Manganiello

29 agosto 2012

Un esempio di umiltà e semplicità per tutti noi !!!

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=
web&cd=2&cad=rja&ved=
0CC8QFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.su
orefrancescaneimmacolatine.it%2Findex_file%2Fbarba
rito1.pdf&
ei=XNQ9ULqtC4zCt
AaEjIGYAg&usg=AFQjCNFDZioTLB1AzL-4rgRlP8samEQef
Q&sig2=QeR9CAWXQtjUxe3yAvZ90w

La cosa che più colpisce nel cammino di questa umile contadina  dell’Irpinia verso la  santità è la sua   semplicità.  Non vi sono eventi  straordinari,  segni  prodigiosi, estasi, profezie o miracoli,    intuizioni teologiche,  attivismo missionario di una  personalità prorompente. Ma  l’ordinario , la vita quotidiana come si  svolgeva nelle comunità e nelle famiglie contadine di uno dei tanti paesi e villaggi  collinari o  montuosi  dell’Irpinia  al tramonto  della  dinastia  borbonica e  l’evento del nuovo Regno del’ Italia unita.

Meeting di Rimini, il sito

29 agosto 2012

http://www.meetingrimini.org/

Giovanni Paolo II, Preghiera alla Madonna delle Lacrime di Siracusa.

28 agosto 2012

Si rimanda ad altro post sulla Madonna delle Lacrime di Siracusa

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/29/calendario-mariano-29-agosto-madonna-delle-lacrime-di-siracusa/

Lacrime del Pescatore di Ingo Maurer

(Ingo Maurere, Le lacrime del Pescatore)

Madonna delle Lacrime, Madre nostra addolorata,

Tu ci hai aperto il Tuo cuore,

scegliendoci come destinatari e custodi delle Tue Lacrime.

Il Tuo pianto, o Madre, segno del tuo dolore,

è reliquia del Tuo amore e pegno della Tua intercessione.

Prega per noi il Padre delle misericordie,

perchè tocchi i nostri cuori induriti,

pieghi le volontà ribelli, ci scuota dal torpore spirituale,

ci converta al suo amore fedele.

Con le Tue Lacrime intercedi, o Madre, presso il Tuo Figlio,

perchè guardi con bontà alle nostre lacrime:

nell’attesa che siano asciugate per sempre,

Egli le raccolga perchè non vadano perdute,

le custodisca come perle nel suo cuore,

le trasformi in dono di redenzione.

Chiedi, o Vergine Santa, allo Spirito d’Amore,

che inondi di luce di grazia i tuoi figli,

perchè vedendo la turpitudine del peccato,

versino lacrime di compunzione;

rispondendo con docilità al Maestro interiore,

anelino con amore grande alle vette della santità:

imitando la tua carità sollecita,

sappiano condividere e asciugare il pianto dei fratelli.

O Madre, veglia su questa Città e sulla Diocesi

che ti onora con questo Tempio,

benedici tutti coloro che si affidano alla Tua
protezione, libera l’Italia, l’Europa, il mondo intero

dal flagello della
guerra, ottieni all’umanità

la sospirata pace e l’universale fraternità.

Amen.

GIOVANNI PAOLO II

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

28 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura, Ger 1,19

Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti

 

Dal Salmo  119,46-47

Signore, ho parlato dei tuoi insegnamenti
davanti ai re, senza arrossire:

mia gioia sono stati i tuoi precetti,
e io li ho intensamente amati.

 

Il messaggio di cui Giovanni è depositario, innanzitutto, è un messaggio di speranza. Poichè, come dirà Luca, “Egli annuncia la Buona Novella”, l’evangelo (Lc 3,18), l’Evangelo è l’annuncio ufficiale dell’inizio di un’era di misericordia e di pace. Ma questa manifestazione di Dio è pure manifestazione di gloria e di santità. Il Dio che viene è il Dio santo. La sua venuta è un giudizio sul mondo peccatore. La predicazione di Giovanni pone l’accento principalmente su questo punto; ogni creatura sarà chiamata davanti al tribunale di Dio e dovrà rispondere della sua intenzione profonda. Non è più tempo di apparenze di giustizia, di false sicurezze. Ciò che conta è soltanto il fondo del cuore dell’uomo. La predicazione di Giovanni pone di fronte ad ogni creatura questa verità del giudizio di Dio, davanti al quale non è possibile alcuna finzione. Ora, è proprio a tali finzioni che si attaccano ancora gli uomini ai quali si rivolge Giovanni. Ciò che egli denuncia non sono tanto i loro peccati, bensì le illusioni di cui essi si circondano per evitare di riconoscersi peccatori e di aprirsi alla conversione:” Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire la collera che vi sovrasta?” (Lc 3,7). La collera di Dio non è principalmente la sua incompatibilità con il male. Essa è prima di tutto l’intensità stessa della sua presenza, quando si manifesta e ricorda all’uomo, facile all’oblio, che nulla è più reale di Dio. Ma essa è pure l’intensità del suo valore, questa radicale incompatibilità con il male, grazie al quale la santità di Dio è la garanzia ed il fondamento di ogni valore. E’ a questo spietato confronto che il fariseo tenta di sottrarsi con miserabili garanzie. Così, il messaggio di Giovanni viene innanzi tutto a far saltare il mondo dei pretesti e delle scuse, delle agevolazioni e dei conformismi, delle garanzie e delle sicurezza.

J. Danielou, Giovanni Battista, Testimone dell’Agnello

 

Dal Canto al Vangelo, Mt 5,10

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

29 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Mercoledì della I settimana del Salterio. Santi. Calendario mariano. Madonna delle Lacrime di Siracusa e Nostra Signora della Guardia

28 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (Martirio di S. Giovanni Battista)

Colore liturgico : ROSSO

LETTURE DEL GIORNO

I Lettura Ger 1,17-19
Àlzati e di’ loro tutto ciò
che ti ordinerò.
Salmo (Sal 70)
La mia bocca,
Signore, racconterà la tua salvezza.
Vangelo Mc
6,17-29
Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di
Giovanni il Battista.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0829lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0829vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Il Calendario Mariano ricorda oggi la Madonna delle Lacrime di Siracusa, quando il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, ha versato lacrime umane.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91911

Si ricorda anche Nostra Signora della Guardia

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/29/calendario-mariano-29-agosto-nostra-signora-della-guardia/

Sono rari coloro che sanno penetrare l’animo del Precursore. Si è più facilmente attratti dall’animo del discepolo amato, colui che ha riposato sul cuore di Gesù e alla cui gioia si vorrebbe prender parte; chi di noi non l’ha desiderato? Troppo spesso il Battista resta solo. Non se ne comprendono la forza, la dolcezza e le tenerezze; sono troppo nascoste e sofferte. Gli si passa a fianco senza conoscerlo, perché egli stesso si ritrae. Ma penetrare nel mistero del suo cuore e farlo amare… Giovanni Battista non ha riposato sul cuore del Maestro, ma lo ha compreso e intuito nella sua solitudine; lo ha indicato agli altri. Non ha voluto goderne per se stesso, si è fatto da parte nella sua delicatezza. La sua personalità era troppo forte; avrebbe turbato le dolci intimità di Gesù e del discepolo amato. E’ scomparso, contento del suo segreto, di aver intuito il cuore del Maestro, sul quale un altro, meno spezzato dalla vita, avrebbe potuto riposare (Un certosino).

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano il martirio di Giovanni il Battista. L’attività del Precursore giunse al suo compimento con l’effusione del sangue, prezzo pagato per la fedeltà alla propria missione, sino alla fine. Il re Erode Antipa e sua moglie Erodiade non permisero al Battista di continuare a denunciare la loro trasgressione della Legge. Arrestato e sottoposto a una dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del mar Morto, Giovanni venne ucciso nel modo più insensato, da una guardia mandata a decapitarlo per un capriccio di Salomè, figlia di Erodiade. Come era stato in vita, così anche nella morte Giovanni appare l’ultimo e il più grande dei profeti. Egli riepiloga la drammatica storia dei profeti inviati incessantemente da JHWH al suo popolo e dal popolo costantemente respinti. Dopo la trasfigurazione, Gesù aveva detto: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico, Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro» (Mt 17,11-12). Il rifiuto e la morte del Battista, reso oggetto in mano al delirio dei potenti, prefigurano il rifiuto e la morte di Gesù, e per questo la chiesa fin dai primi secoli ha ricordato in questo giorno il suo martirio, dopo aver fatto memoria della sua nascita il 24 giugno.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

El Greco, particolare da La santa Trinità, 1577,  Museo del Prado, Madrid

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24300

Si ricordano anche santa Beatrice di Nazareth, ?-1268

http://www.santiebeati.it/dettaglio/64850

santa Sabina, patrizia romana martire nel II sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91096

sant’Alberico, IX sec- 1050, eremita camaldolese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91843

san Sebbi, ?-694, re della Sassonia orientale

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92319

29/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

28 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 6:17-29.   
Herod was the one who had John arrested and bound in prison on account of Herodias, the wife of his brother Philip, whom he had married.
John had said to Herod, “It is not lawful for you to have your brother’s wife.”
Herodias harbored a grudge against him and wanted to kill him but was unable to do so.
Herod feared John, knowing him to be a righteous and holy man, and kept him in custody. When he heard him speak he was very much perplexed, yet he liked to listen to him.
She had an opportunity one day when Herod, on his birthday, gave a banquet for his courtiers, his military officers, and the leading men of Galilee.
Herodias’s own daughter came in and performed a dance that delighted Herod and his guests. The king said to the girl, “Ask of me whatever you wish and I will grant it to you.”
He even swore (many things) to her, “I will grant you whatever you ask of me, even to half of my kingdom.”
She went out and said to her mother, “What shall I ask for?” She replied, “The head of John the Baptist.”
The girl hurried back to the king’s presence and made her request, “I want you to give me at once on a platter the head of John the Baptist.”
The king was deeply distressed, but because of his oaths and the guests he did not wish to break his word to her.
So he promptly dispatched an executioner with orders to bring back his head. He went off and beheaded him in the prison.
He brought in the head on a platter and gave it to the girl. The girl in turn gave it to her mother.
When his disciples heard about it, they came and took his body and laid it in a tomb.

(more…)

Vangelo (Mc 6,17-29) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 29 Agosto 2012) con commento comunitario

28 agosto 2012

MARTIRIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,17-29)

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.

Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.

E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

Festa di Sant’Agostino. Il Papa: cercò la felicità, sbagliò, non si arrese e trovò Dio

28 agosto 2012

Il 28 agosto del 430 moriva a Ippona, nell’odierna Algeria, il vescovo Agostino. Oggi se ne fa memoria come Padre della Chiesa, teologo e filosofo. 
È nota la passione di Benedetto XVI per questo Padre della Chiesa, considerato dal Papa un maestro e “compagno di viaggio” della vita. In questo servizio, Alessandro De Carolis ripropone alcune riflessioni del Pontefice su Agostino e la sua ricerca della verità:

Prestigio, carriera, possesso delle cose, delle persone, una voglia irrefrenabile di ghermire la felicità e in qualche modo mettersela in tasca, meglio averla sempre con sé, piantata nel cuore. È questa, ha spiegato due anni fa Benedetto XVI, la filiera dei valori del giovane Agostino. Una scala i cui primi pioli sono i beni tangibili e sui quali quel giovane intelligente e pieno di vita si arrampica per vedere se, oltre il crinale della soddisfazione epidermica, essi svelino qualcosa che appaghi più in profondità:

“Spesso si preferisce vivere solo l’attimo fuggente, illudendosi che porti felicità duratura; si preferisce vivere – perché sembra più facile – con superficialità, senza pensare; anzi, si ha paura di cercare la Verità o forse si ha paura che la Verità ci trovi, ci afferri e cambi la vita, come è avvenuto per Sant’Agostino”. (Udienza generale, 25 agosto 2010)

Agostino non si ferma a quei pioli, li sale e la scala punta sempre più verso l’alto, il cielo. Il futuro Santo, spiega Benedetto XVI, non sa accontentarsi del “barlume di luce” trovato qui e là. E non si lascia scoraggiare dagli errori che si accorge di aver commesso o dagli insuccessi collezionati, finché non si accorge, dice il Papa, “che quella Verità, quel Dio che cercava con le sue forze era più intimo a sé di se stesso, gli era stato sempre accanto”. Una grande lezione per chi oggi cerca Dio e si trova spesso a navigare tra i flutti di un’indifferenza che tutto relativizza:

“Cari fratelli e sorelle, vorrei dire a tutti, anche a chi è in un momento di difficoltà nel suo cammino di fede, o anche a chi partecipa poco alla vita della Chiesa o a chi vive ‘come se Dio non esistesse’, di non avere paura della Verità, di non interrompere mai il cammino verso di essa, di non cessare mai di ricercare la verità profonda su se stessi e sulle cose con l’occhio interiore del cuore. Dio non mancherà di donare Luce per far vedere e Calore per far sentire al cuore che ci ama e che desidera essere amato”. (Udienza generale, 25 agosto 2010)

© Copyright Radio Vaticana

Il Dio che viene (da: Piccolo magnificat)

28 agosto 2012

Sì, queste oscure nubi
che il vento ti porta
non sono una tempesta
ma acque per la tua terra
arata e seminata a festa.
Là, per la rada, splende
di luce la rena bianca
e colore di quel cielo
è il mare, come il tempo
che adesso, piano, viene.

Salmo 96 (95) _ Inno al Signore, re e giudice

28 agosto 2012

Dite tra le genti: “Il Signore regna!”.
È stabile il mondo, non potrà vacillare!
Egli giudica i popoli con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;

sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta

davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia .

 

Salmo 96(95) 10_13

Dalle “Confessioni” di sant’Agostino

28 agosto 2012

Pagine tratte dall’Ufficio delle Letture (breviario) di oggi.

Seconda Lettura
Dalle «Confessioni» di sant’Agostino, vescovo
(Lib. 7, 10, 18; 10, 27; CSEL 33, 157-163. 255)

Eterna verità e vera carità e cara eternità!

Stimolato a rientrare in me stesso, sotto la tua guida, entrai nell’intimità del mio cuore, e lo potei fare perché tu ti sei fatto mio aiuto (cfr. Sal 29, 11). Entrai e vidi con l’occhio dell’anima mia, qualunque esso potesse essere, una luce inalterabile sopra il mio stesso sguardo interiore e sopra la mia intelligenza. Non era una luce terrena e visibile che splende dinanzi allo sguardo di ogni uomo. Direi anzi ancora poco se dicessi che era solo una luce più forte di quella comune, o anche tanto intensa da penetrare ogni cosa. Era un’altra luce, assai diversa da tutte le luci del mondo creato. Non stava al di sopra della mia intelligenza quasi come l’olio che galleggia sull’acqua, né come il cielo che si stende sopra la terra, ma una luce superiore. Era la luce che mi ha creato. E se mi trovavo sotto di essa, era perché ero stato creato da essa. Chi conosce la verità conosce questa luce.
O eterna verità e vera carità e cara eternità! Tu sei il mio Dio, a te sospiro giorno e notte. Appena ti conobbi mi hai sollevato in alto perché vedessi quanto era da vedere e ciò che da solo non sarei mai stato in grado di vedere. Hai abbagliato la debolezza della mia vista, splendendo potentemente dentro di me. Tremai di amore e di terrore. Mi ritrovai lontano come in una terra straniera, dove mi parve di udire la tua voce dall’alto che diceva: «Io sono il cibo dei forti, cresci e mi avrai. Tu non trasformerai me in te, come il cibo del corpo, ma sarai tu ad essere trasformato in me».
Cercavo il modo di procurarmi la forza sufficiente per godere di te, e non la trovavo, finché non ebbi abbracciato il «Mediatore fra Dio e gli uomini, l’Uomo Cristo Gesù» (1 Tm 2, 5), «che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli» (Rm 9, 5). Egli mi chiamò e disse: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 6); e unì quel cibo, che io non ero capace di prendere, al mio essere, poiché «il Verbo si fece carne» (Gv 1, 14).
Così la tua Sapienza, per mezzo della quale hai creato ogni cosa, si rendeva alimento della nostra debolezza da bambini.
Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Mi hai chiamato, hai gridato, hai infranto la mia sordità. Mi hai abbagliato, mi hai folgorato, e hai finalmente guarito la mia cecità. Hai alitato su di me il tuo profumo ed io l’ho respirato, e ora anelo a te. Ti ho gustato e ora ho fame e sete di te. Mi hai toccato e ora ardo dal desiderio di conseguire la tua pace.

Responsorio  
R. O Verità, luce che splende al mio cuore, le mie tenebre più non mi parlano. Ero smarrito, e mi sono ricordato di te. * Ecco, ora ritorno, stanco e assetato, a te fonte viva.
V. Non sono io la mia vita: nel mio io, non potevo vivere, in te mi sento rinascere.
R. Ecco ora ritorno, stanco e assetato, a te fonte viva.

Orazione
Suscita sempre nella tua Chiesa, Signore, lo spirito che animò il tuo vescovo Agostino, perché anche noi, assetati della vera sapienza, non ci stanchiamo di cercare te, fonte viva dell’eterno amore. Per il nostro Signore.

R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostre madre Marìa !!

28 agosto 2012

Buongiorno Madre cara, mio Gesù…  accompagnami nella mi odierna giornata !!!

Pregate sempre mettendoci amore ed io vi riempirò di grazie,
non solo esaudendo le vostre richieste,
ma colmandovi di benedizioni, protezioni,
ispirazioni ed altri doni che voi,
proprio perchè state crescendo nell’amore,
utilizzerete per i vostri fratelli.

Un intervento del vescovo Bruno Forte sulla traduzione dai testi biblici

28 agosto 2012

http://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/
Stampa201208/120826forte.pdf

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

27 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul  Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura della liturgia di oggi, 2Ts 2,1-2

“Vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, ….. Nessuno vi inganni in alcun modo! ….State saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso.”

La legge mosaica era esterna alla persona. Fu promulgata dall’alto di un monte, si esprime in un codice ed in una molteplicità di precetti. La legge è una, tocca l’uomo nella sua unicità personale. E’ interiore: lo Spirito, che è l’interiorità di Dio, è effuso nei cuori. La legge di santità è talmente interiore che il cristiano è santo nel suo essere. E’ promulgata e si fa conoscere attraverso la sua sola presenza nel cuore…..Se tuttavia ha bisogno di essere espressa in formule e insegnata agli uomini, è perchè la condizione terrestre distrae molto il cristiano dall’unzione interiore. Le leggi scritte contengono precetti ma non danno la forza di osservarli; la legge nuova dinamizza la volontà inscrivendosi in essa, perchè lo Spirito è forza. Essa produce degli atti come una pianta che matura i suoi frutti, come una madre….Una tale nascita può essere dolorosa, ma la forza che fa nascere è potente.  Pur imponendosi all’uomo, la legge nuova lo rende libero, perchè “dove c’ è lo Spirito, lì vi è la libertà” (2 Cor 3,17). Colui che cammina secondo lo Spirito che è stato effuso nel suo cuore, obbedisce alla legge che è nel suo stesso cuore. Senz’altro egli compie la volontà di Dio, ma si tratta di una volontà che gli è intima, che è divenuta il suo stesso desiderio: egli fa ciò che vuole. Siccome questa legge immanente è una forza, libera il cristiano dalle potenze avverse e dalla debolezza di cui era prigioniero…..La fedeltà alla legge dello Spirito non è un semplice pegno di resurrezione, ma un  germe…..La strada è senza fine, la morale cristiana è aperta, la personalizzazione dell’uomo è un’ opera continua perchè mai nessuno potrà assimilare interamente nè la potenza dello Spirito, che è offerta, nè la figliolanza in Gesù.

F.X. Durrwell, Lo Spirito Santo alla luce del mistero pasquale

Dal Canto al Vangelo, Eb 4,12
“La parola di Dio è viva, efficace:
discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”.

Dal  Vangelo di oggi, Mt, 23,23

“Guai a voi, scribi e farisei ipocriti (che) trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà”. 

28 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Martedì della I settimana del Salterio. Santi. Calendario Mariano, Madonna del Pozzo

27 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

 La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (S. Agostino)

Colore liturgico : BIANCO

LETTURE DEL GIORNO

I Lettura 2Ts 2,1-3.13-17
Mantenete le tradizioni che avete appreso.
Salmo (Sal 95)
Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Vangelo Mt 23,23-26
Queste erano le cose da fare, senza tralasciare quelle.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0828lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0828vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MarCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Il calendario mariano ricorda la Madonna Sacratissima del Pozzo

E’ protettrice principale e patrona di Capurso,  in provincia di Bari. A lei è dedicata la “Reale basilica” costruita nel 1770 e la cappella del Pozzo sita al Piscino nella periferia di Capurso. La solennità di Santa Maria del Pozzo ricorre l’ultima domenica d’agosto. Si festeggia anche il 20 maggio, data in cui nel 1852 la Madonna del Pozzo fu solennemente incoronata dal cardinale Mario Mattei.

SANTA MARIA DEL POZZO

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92079

http://periodico.madonnadelpozzo.org/home/?id=177

Molte cose possono avvenire che hanno un’apparenza buona ma non procedono dalla radice della carità: anche le spine hanno i fiori; alcune cose sembrano aspre e dure; ma si fanno per instaurare una disciplina, sotto il comando della carità. Una volta per tutte, dunque, ti viene imposto un breve comando: ama e fa’ ciò che vuoi; se taci, taci per amore; se parli, parla per amore; se correggi, correggi per amore; se perdoni, perdona per amore; stabilisci nel tuo intimo la radice dell’amore, perché da essa non può procedere altro che il bene(Agostino, Commento all’Epistola di Giovanni 7,8).

Il Signore vi conceda di vivere con amore la vostra vocazione, da veri innamorati della bellezza spirituale, rapiti dal profumo di Cristo che esala da una vita di conversione al bene, stabiliti non come servi sotto una legge, ma come uomini liberi sotto la grazia (Agostino, Regola 8,1).

Nel 430, mentre la città di Ippona è assediata dai Vandali, muoreAgostino, pastore della diocesi locale e padre della chiesa tra i più amati in occidente. Nato a Tagaste, in Africa, nel 354, uomo di temperamento passionale, Agostino cercò a lungo una risposta capace di saziare il suo desiderio di conoscere e di amare. Ancora giovane, a Cartagine, passò dalla ricerca di un edonismo estetizzante al progressivo interrogarsi sulla natura del male, che a suo giudizio abita le profondità del cuore umano. Dopo aver aderito per nove anni al manicheismo, egli sprofondò nello sconforto e partì per l’Italia, dove avvenne il suo incontro decisivo con la predicazione di Ambrogio a Milano. Guidato dall’amore per il bello, alimentato dall’incontro con la filosofia di Plotino, e spronato dalla presenza al suo fianco della madre Monica e dell’amico Alipio, Agostino si lasciò sedurre dalla bellezza della vita cristiana. Battezzato a Milano nella Pasqua del 387, egli fece poi ritorno a Tagaste, dove attuò senza più alcun indugio una profonda conversione. Venduto ogni bene e dato il ricavato ai poveri, egli si ritirò per vivere più radicalmente l’Evangelo ai margini della città, dove organizzò un cenobio con gli amici rimastigli fedeli. Ordinato presbitero e succesivamente vescovo di Ippona, Agostino non smise di coltivare il suo progetto di vita monastica. Radunati attorno a sé presbiteri e diaconi, diede loro una regola per la vita fraterna – forse quella che già aveva scritto per la sua prima comunità di Tagaste – e si dedicò instancabilmente allo studio amoroso delle Scritture e alla predicazione, lottando contro ogni comprensione riduttiva del messaggio cristiano.
Agostino fu uno dei più grandi ingegni del cristianesimo, vero cantore della vita interiore; egli visse il resto dei suoi giorni con il cuore e la mente tesi al solo desiderio di conoscere sempre più il mistero di Dio e dell’uomo.(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24250

Oggi si ricordano anche sant’Alessandro I di Costantinopoli, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67850

san Giuliano di Brioude, martire nella regione dell’Aquitania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67900

sant’Edmondo Arrowsmith s.j., 1585-1628, martire sotto Carlo I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67775

san Mosè l’Etiope, ?-251, che da brigante diventò famoso anacoreta, convertì i suoi compagni andando a vivere con loro in un Monastero

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67925

28/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

27 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 23:23-26. 
Woe to you, scribes and Pharisees, you hypocrites. You pay tithes of mint and dill and cummin, and have neglected the weightier things of the law: judgment and mercy and fidelity. (But) these you should have done, without neglecting the others.
Blind guides, who strain out the gnat and swallow the camel!
Woe to you, scribes and Pharisees, you hypocrites. You cleanse the outside of cup and dish, but inside they are full of plunder and self-indulgence.
Blind Pharisee, cleanse first the inside of the cup, so that the outside also may be clean.

(more…)

Vangelo (Mt 23,23-26) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 28 Agosto 2012) con commento comunitario

27 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,23-26)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».

Salmo 96 (95) _ Inno al Signore, re e giudice

27 agosto 2012

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome.

Annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Salmo  96 (95), 1-5

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Maria!!

27 agosto 2012

BUONGIORNO E BUON INIZIO DI SETTIMANA A TUTTI!!!

Oggi ho letto questo pensiero della nostra cara Madre Teresa e ho pensato di riportarlo come un obiettivo nella nostra vita o almeno per questo giorno:

“FATE CHE CHIUNQUE VENGA A VOI SE NE VADA SENTENDOSI MEGLIO E PIU’ FELICE. LA GIOIA DEV’ESSERE CONTAGIOSA!”

dal link Le Perle di Madre Teresa.

*****

Che Dio e la nostra Madre Maria ci accompagni  in questa giornata a tutti!!!

“Oraciones de infancia, tan puras que la gente luogo olvida.. Pero Dios, allà en el cielo… nuestra oraciòn siempre escucha.”

 ORACIONIONES DE LA MIA INFANCIA:  En tus manos oh Maria  encomiendo la alma mia,  guardala toda la vida, guardala blanca y pura, Tuya soy oh Madre amada, serè para siempre tuya!!!

“Preghieri d’infanzia, tanto pure, che la gente  poi dimentica …. Ma Dio, là nel cielo ….  la nostra preghiera sempre ascolta”.

PREGHIERA DELLA MIA INFANZIA:  Nelle Tue mani oh Marìa raccomando l’anima mia, proteggeLa tutta la vita, fa che rimanga bianca e pura, Tua è oh Madre amata, sarà per sempre Tua!!!

Video: A sua immagine, Viaggio sull’isola di San Pietro

27 agosto 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-
b5be90df-622c-43ad-ab1a-9c6fea1752e0.html#p=0

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

26 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altro post Vangelo del giorno si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sull’ Evangelo del giorno.

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Dalla prima lettura della liturgia di oggi, 2Ts 1, 2-3

“Dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli, come è giusto, perché la vostra fede fa grandi progressi e l’amore di ciascuno di voi verso gli altri va crescendo”.

 

La “nuova creatura” (Gal 6,15), l'”uomo nuovo” (Ef 2,15), sulla “nuova via vivente” (Eb 10,20) riceve non solo un nuovo Spirito, ma anche nuovi sensi, capaci di percepire il Risorto e la sua realtà materiale-spirituale nel comandamento, nella parola, nel sacramento e nella vita: nuovo vino in nuove botti (Mt 9,17). Solo l’uomo nuovo ha nella sua capacità di comprensione spazi abbastanza grandi per accogliere la parola di resurrezione. Egli deve essere capace di andarle incontro nella sua piena concretezza e corporalità, senza spiritualizzarla ma anche senza “trattenerla” permettendole ogni forma di ascensione e di esistenza secondo lo Spirito. Di più, in questo processo egli deve lasciarsi fare nuovo secondo la carne e secondo lo Spirito insieme alla Parola. ….Gli uomini terreni per lo più non riconoscono il Signore risorto; essi camminano coinvolti nel dialogo con lui, senza distinguere la persona che parla loro. …Maddalena non parla soltanto attraverso il velo delle lacrime, con gli angeli; essa “si volta” anche la prima volta e tuttavia non riconosce Gesù, che ella ritiene il giardiniere; non riconosce la sua voce come non riconosce la sua figura (Gv 20,14). Soltanto quando “si volta” ancora (Gv 20,16), quando la Parola delle resurrezione si rivolge immediatamente a lei e la raggiunge, le cade il velo del sabato santo. Ai discepoli di Emmaus il cuore certo arde, quando essi parlano con la Parola che spiega le Scritture, ma quel fuoco non dissolve ancora la nebbia dei loro occhi; solo “dileguandosi” la Parola strappa la benda dai loro occhi e dalle loro orecchie…..L’ubbidienza …è garantita e concessa dal Risorto, è tranquilla e sicura là, nel profondo delle anime; ma non penetra con la stessa sicurezza nella coscienza: sensi e intelligenza dell’ uomo esteriore ritornato al mondo partecipano del mondo della resurrezione solo fuggevolmente. Così i discepoli dubitano del messaggio delle donne, Tommaso dubita….è un “non poter credere ” all’interno della fede, per paura e sgomento, o per la gran gioia della sovrabbondante evidenza concessa col vedere e toccare

H.U.Von Balthasar, Il tutto nel frammento

 

Dal canto al Vangelo (Gv 10,27)

“Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono”.

27 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Lunedì della I settimana del Salterio. Santi.

26 agosto 2012

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Questo post vuole offrire solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.  In altro post Vangelo del giorno viene letta e commentata comunitariamente  la Parola dell’Evangelo dove si condivide il momento centrale di preghiera di questo blog. In altro, diverso post,” La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. Nel post Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (S. Monica)

Colore liturgico : BIANCO

LETTURE DEL GIORNO

I Lettura 2Ts 1,1-5.11-12
Sia glorificato il nome del Signore nostro Gesù in voi, e voi in lui.
Salmo (Sal 95)
Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore.
Vangelo Mt 23,13-22
Guai a voi, guide cieche.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0827lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0827vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/LunCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricorda s. Monica, 331-387,  un giorno prima della memoria di suo figlio s.Agostino.

Icona di madre educatrice alla vita cristiana, alla preghiera, alla fede. Il culto di Santa Monica era diffuso in tutto il bacino mediterraneo di fede cattolica ed il nome della santa era invocato da coloro che volevano avere notizie dei propri cari lontani o dispersi a causa di guerre, cataclismi o altri drammatici eventi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24200

In link, la novena a s. Monica

http://www.pastoralespiritualita.it/Raccolta-preghiere-e-novene/Novena-a-Santa-Monica/Novena-a-santa-Monica/Tutte-le-pagine.html

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Oggi, inoltre, si ricordano numerosi vescovi

Nel 543 muore Cesario, monaco e vescovo della diocesi di Arles.
Nato attorno al 470 nei pressi di Chalon-sur-Saône, Cesario partì ventenne alla volta dell’isola di Lérins, dove fu iniziato alla vita monastica. A motivo degli eccessi della sua ascesi, egli fu costretto a ritirarsi ad Arles, presso il vescovo Eone, che gli affidò la direzione di un monastero. Alla morte di Eone, nel 503 Cesario fu eletto al suo posto a reggere la diocesi, in tempi di grande difficoltà dovuti al succedersi di varie dominazioni e al perdurare delle controversie pelagiane. Appassionato predicatore dell’Evangelo, Cesario si adoperò con insistenza per trasmettere al clero e ai fedeli l’amore per la Parola di Dio; uomo di grande discernimento, egli presiedette alcuni sinodi importanti delle chiese di Gallia, e diede impulso alla vita monastica, rimastagli nel cuore, attraverso la composizione di regole, sia per i monaci che per le monache, nelle quali tentò nuove sintesi tra l’esperienza dei padri del deserto e il monachesimo cenobitico del suo tempo. La sua opera letteraria, piuttosto vasta anche se non sempre originale, ebbe grande diffusione in tutto l’occidente medievale. (tatto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/67750

san Guerriono di Sion, vescovo in Savoia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36450

san Narno, vescovo di Bergamo, nel III sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/38000

san Gebardo di Costanza, ?-995, vescovo nell’odierna Svizzera

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91943

sant’Amedeo di Losanna, 1110-1159, monaco di Chiaravalle, diventò abate a Hautecombe  e poi vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92236

27/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

26 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 23:13-22. 
Woe to you, scribes and Pharisees, you hypocrites. You lock the kingdom of heaven before human beings. You do not enter yourselves, nor do you allow entrance to those trying to enter.
Woe to you, scribes and Pharisees, you hypocrites. You traverse sea and land to make one convert, and when that happens you make him a child of Gehenna twice as much as yourselves.
Woe to you, blind guides, who say, ‘If one swears by the temple, it means nothing, but if one swears by the gold of the temple, one is obligated.’
Blind fools, which is greater, the gold, or the temple that made the gold sacred?

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Vangelo (Mt 23,13-22) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 27 Agosto 2012) con commento comunitario

26 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 23,13-22)

In quel tempo, Gesù parlò dicendo:«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.Guai a voi, guide cieche, che dite: “Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato”. Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: “Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato”. Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso».

Benedetto XVI. L’Angelus del 26 Agosto 2012

26 agosto 2012

Audio completo tratto da Radio Vaticana

http://media01.radiovaticana.va/audiomp3/00330862.MP3

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Nelle scorse domeniche abbiamo meditato il discorso sul «pane della vita», che Gesù pronunciò nella sinagoga di Cafarnao dopo aver sfamato migliaia di persone con cinque pani e due pesci. Oggi, il Vangelo presenta la reazione dei discepoli a quel discorso, una reazione che fu Cristo stesso, consapevolmente, a provocare.
Anzitutto, l’evangelista Giovanni – che era presente insieme agli altri Apostoli – riferisce che «da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui» (Gv 6,66). Perché? Perché non credettero alle parole di Gesù che diceva: Io sono il pane vivo disceso dal cielo, chi mangia la mia carne e beve il mio sangue vivrà in eterno (cfr Gv 6,51.54), veramente parole inaccettabili, per loro incomprensibili. Questa rivelazione rimaneva per loro incomprensibile, come ho detto, perché la intendevano in senso solo materiale, mentre in quelle parole era preannunciato il mistero pasquale di Gesù, in cui Egli avrebbe donato se stesso per la salvezza del mondo.
Vedendo che molti dei suoi discepoli se ne andavano, Gesù si rivolse agli Apostoli dicendo: «Volete andarvene anche voi?» (Gv 6,67). Come in altri casi, è Pietro a rispondere a nome dei Dodici: «Signore, da chi andremo? – anche noi possiamo ripetere «Da chi andremo?» – Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio» (Gv 6,68-69). Su questo passo abbiamo un bellissimo commento di Sant’Agostino, che dice: «Vedete come Pietro, per grazia di Dio, per ispirazione dello Spirito Santo, ha capito? Perché ha capito? Perché ha creduto. Tu hai parole di vita eterna. Tu ci dai la vita eterna offrendoci il tuo corpo risorto e il tuo sangue, te stesso. E noi abbiamo creduto e conosciuto. Non dice: abbiamo conosciuto e creduto, ma abbiamo creduto e poi conosciuto. Abbiamo creduto per poter conoscere; se, infatti, avessimo voluto conoscere prima di credere, non saremmo riusciti né a conoscere né a credere. Che cosa abbiamo creduto e che cosa abbiamo conosciuto? Che tu sei il Cristo Figlio di Dio, cioè che tu sei la stessa vita eterna, e nella carne e nel sangue ci dai ciò che tu stesso sei» (Commento al Vangelo di Giovanni, 27, 9).
Infine, Gesù sapeva che anche tra i dodici Apostoli c’era uno che non credeva: Giuda. Anche Giuda avrebbe potuto andarsene, come fecero molti discepoli; anzi, avrebbe forse dovuto andarsene, se fosse stato onesto. Invece rimase con Gesù. Rimase non per fede, non per amore, ma con il segreto proposito di vendicarsi del Maestro. Perché? Perché Giuda si sentiva tradito da Gesù, e decise che a sua volta lo avrebbe tradito. 
Giuda era uno zelota, e voleva un Messia vincente, che guidasse una rivolta contro i Romani. Gesù aveva deluso queste attese.
Il problema è che Giuda non se ne andò, e la sua colpa più grave fu la falsità, che è il marchio del diavolo. Per questo Gesù disse ai Dodici: «Uno di voi è un diavolo!» (Gv 6,70). Preghiamo la Vergine Maria, che ci aiuti a credere in Gesù, come san Pietro, e ad essere sempre sinceri con Lui e con tutti.

BENEDETTO XVI

Salmo 34(33) _ Gustate e vedete come è buono il Signore

26 agosto 2012

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.

Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

Salmo 34(33) , 1_23