Archive for agosto 2012

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

31 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura 1Cor 1,26-31

“….Quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è
ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per
ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a
Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato
sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come
sta scritto, “chi si vanta, si vanti nel Signore”.

Il primo peccato nel giardino dell’Eden ha questa caratteristica:” E’ vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare il frutto di nessun albero del giardino” (Gen 3,1). Questa frase del tentatore, nella sua paradossalità (come è possibile che Dio abbia proibito ogni frutto?) ha un sottinteso maligno: ci deve pur essere una ragione di convenienza personale per cui Dio vi ha proibito almeno uno dei frutti……forse il suo agire non è poi così disinteressato come sembra.  Alla base del rifiuto della comunicazione stanno tanti motivi, ma uno dei determinanti è certamente quello della mancanza di fiducia nella gratuità e sincerità dell’atto comunicativo. Una elaborazione più complessa di questa diffidenza è presenta nella prima pagina del libro di Giobbe.  Il satana (quì ancora inteso non come nome proprio, ma nella sua etimologia di “avversario””accusatore”) fa cadere un sospetto sulla fedeltà di Giobbe: nella sua apparente irreprensibilità, egli è mosso dal proprio interesse, e come lui, ogni altro essere umano ( Gb 1,1-9) E quindi non c’è posto tra gli uomini per la vera gratuità e, di conseguenza, per rapporti comunicativi autentici. La scommessa viene accettata e Giobbe passa attraverso molte prove che lo scuotono interiormente ma nelle quali non perde la fiducia sostanziale in Dio, con cui egli continua a comunicare pur nella esasperazione del suo dolore. La scommessa è, dunque, perduta dal satana. Egli non è riuscito a provare che l’uomo comunica con Dio solo per interesse proprio. Anche nell’uomo c’è vera gratuità; la capacità comunicativa dell’uomo, messa in lui da Dio stesso, è stata passata al vaglio e si è dimostrata autentica. Ma la tentazione continua in ogni giorno della storia. Il Nuovo Testamento chiamerà il tentatore anche diavolo, cioè “il divisore”. Egli tende a dividere l’uomo da Dio, l’uomo dall’uomo, gruppi da gruppi, insinuando che l’altro cerca il proprio interesse e vuole farmi fuori. …Questa tentazione di sfiducia pervade ogni rapporto umano e lo mina alla radice. Il comunicatore è perennemente insidiato da domande come queste:” Mi vorrà davvero bene? Merita davvero il mi amore? Posso mai fidarmi di qualcuno al mondo al di fuori di pochi intimi? E se Dio stesso mi ingannasse o mi abbandonasse alla mia solitudine e al mio silenzio?”. Di simili timori e tentazioni “diaboliche” è piena la  terra. Per questo tanti sono spiritualmente sordi e muti, come il malato del Vangelo (Mc 7,31-37) e nascono tante diffidenze, gelosie, sospetti. Si troncano le amicizie, si separano le famiglie, si rompono i contratti, si violano i patti sacri tra le nazioni. Tutto ciò grida verso un risanamento, una riabilitazione dei rapporti. Bisogna che ci sia Qualcuno, del cui amore non possiamo dubitare, che compia un gesto d’amore irrefutabile: è Gesù sulla croce. Occorre che tutti i rapporti umani siano invasi da quella gratuità che sopravviene in abbondanza dall’alto, dal mistero dell’amore gratuito di Dio, dal mistero della morte di Gesù per noi, per puro amore e senza alcun interesse proprio, dal dono dello Spirito Santo.

C.MARTINI, Non temiamo la storia

Dal Canto al Vangelo (Gv 13,34)
Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore:
come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

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1 Settembre 2012. Liturgia del giorno. Sabato della I settimana del Salterio. Santi. Calendario Mariano, Madonna di Montevergine

31 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,26-31
Dio ha scelto quello che è
debole per il mondo.
Salmo (Sal 32)
Beato il
popolo scelto dal Signore.
Vangelo Mt 25,14-30
Sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo
padrone.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01SABpage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/ord/Ves1Dom/22SABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Il Calendario Mariano ricorda la Madonna di Montevergine

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/09/01/calendario-mariano-1%c2%b0settembre-madonna-di-montevergine/

Oggi si ricordano san Giosuè, XII sec a.c., patriarca,“Il Signore disse a Mosè: “Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui. Lo farai comparire innanzi al sacerdote Eleazaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perchè tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca…” (Nm 27,18-20)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92446

san Tammaro, ?-490, vescovo nell’Africa settentrionale, venerato a Benevento

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36400

san Terenziano, martire sotto l’imperatore Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90322

san Egidio, VI-VII sec, abate, costruì un monastero nella Gallia narborense

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68500

sant’Elpidio di Atella, V sec, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68550

san Vittore di le Mans, ?-490, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68600

i santi Egidio e Arcano da Sansepolcro, pellegrini del X sec, che avrebbero costruito il primo oratorio dedicato al Santo Sepolcro

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90186

01/09/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

31 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 25:14-30.
It will be as when a man who was going on a journey called in his servants and entrusted his possessions to them.
To one he gave five talents; to another, two; to a third, one–to each according to his ability. Then he went away. Immediately
the one who received five talents went and traded with them, and made another five.
Likewise, the one who received two made another two.
But the man who received one went off and dug a hole in the ground and buried his master’s money.
After a long time the master of those servants came back and settled accounts with them.
The one who had received five talents came forward bringing the additional five. He said, ‘Master, you gave me five talents. See, I have made five more.’

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15.02.1927 – 31.08.2012 C.M.Martini s.j. Meditazioni sulla preghiera dell’anziano

31 agosto 2012

Da “Qualcosa di così personale. Meditazioni sulla preghiera”, ed 2009 di C.M.Martini

Ho ben 82 anni di vita e la malattia di Parkison e gli acciacchi dell’età si fanno sentire. Ma probabilmente, per quanto riguarda la preghiera, sono ancora a metà del guado. Sento che la mia preghiera dovrebbe trasformarsi, ma non so bene in che modo, e sento anche una certa resistenza a compiere un salto decisivo.
So che posso dire come Isacco: «Io sono vecchio e ignoro il giorno della mia morte» (Gen 27,2), ma di questo non ho ancora tratto le conclusioni. Cerco comunque di chiarirmi le idee riflettendo un po’ sull’argomento. Mi pare che si possa parlare in due modi della preghiera dell’anziano. Si può considerare l’anziano nella sua crescente debolezza e fragilità, secondo la descrizione metaforica (ed elegante) del Qohèlet: «Ricordati del tuo Creatore / nei giorni della tua giovinezza / prima che vengano i giorni tristi / e giungano gli anni di cui dovrai dire: non ci trovo alcun gusto. / Prima che si oscurino il sole, / la luna, la luce e le stelle / e tornino ancora le nubi dopo la pioggia; quando tremeranno i custodi della casa / e si curveranno i gagliardi / e cesseranno di lavorare le donne che macinano, / perché rimaste poche / e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre / e si chiuderanno i battenti sulla strada: / quando si abbasserà il rumore della mola / e si attenuerà il cinguettio degli uccelli / e si affievoliranno tutti i toni del canto» (12,1-4. Ma anche fino al verso 8).

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Vangelo (Mt 25,14–30) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Settembre 2012) con commento comunitario

31 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14–30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.

Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.

Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.

Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.

Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.

Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Marìa !!!!

31 agosto 2012

 

Gesù alle anime:

Figlie mie, quante sorprese può darvi la mia compagnia, e quanta vita vi verrà nel cuore se sapete dimenticarvi! Quello che vi inaridisce è la serietà….

Pensate e ragionate troppo! Piccine mie, siate piccine sul mio Cuore, e giocate con me piccino sul vostro. Non mi sono fatto per voi Ostia silen­ziosa ed inerte? Eppure sono vita.

Fatevi ostie di amore e dimenticatevi.

Vorrei parlare a ciascuna di voi e specialmente a qualcuna di voi. Ma non voglio che vi perdiate poi in vani ragionamenti.

Vi voglio piccole, piccole, piccole. Intendetelo. Dalla semplicità piccolina nasce la fede luminosa, la speranza sicura, l’amore vivo. Dalla piccolezza viene la grandezza, come dal piccolo seme si sviluppa l’albero grandioso.

Vi benedico tutte +++

Confidate! Fate come i piccoli che rimettono al babbo ogni cosa.

Non vi assillate. Vivete di me, vivete con me! Il tragitto è breve, finisce tutto, rimane l’eterna vita; e là sarete piene d’ineffabile gaudio. Amen. 

 

 

Padre Dolindo Ruotolo scriveva questo prezioso e originalissimo scritto alle sue figlie spirituali, sullo stile dell’Imitazione di Cristo, nell’ormai lontano 6 giugno 1938, quando l’Europa era già sotto le morse di Hitler e si era alla vigilia della seconda immane guerra mondia­le. Egli, poi doveva far fronte alle numerose ed ingiuste accuse che venivano fatte al suo Commento alla Sacra Scrittura. Il suo animo ne soffriva indicibilmente.

Video: La grotta di San Giovanni a Patmos

31 agosto 2012

http://gloria.tv/?media=324624

Apocalisse – Capitolo 1

Prologo

[1]Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per render noto ai suoi servi le cose che devono presto accadere, e che egli manifestò inviando il suo angelo al suo servo Giovanni. [2]Questi attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. [3]Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e mettono in pratica le cose che vi sono scritte. Perché il tempo è vicino.

I. LE LETTERE ALLE CHIESE DI ASIA

Indirizzo

[4]Giovanni alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono,[5]e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il principe dei re della terra.

A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue,[6]che ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

[7]Ecco, viene sulle nubi e ognuno lo vedrà;
anche quelli che lo trafissero
e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il
petto.

Sì, Amen!

[8]Io sono l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Dio, Colui che è, che era e che viene, l’Onnipotente!

Visione preparatoria

[9]Io, Giovanni, vostro fratello e vostro compagno nella tribolazione, nel regno e nella costanza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù[10]Rapito in estasi, nel giorno del Signore, udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: [11]Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Efeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa. [12]Ora, come mi voltai per vedere chi fosse colui che mi parlava, vidi sette candelabri d’oro [13]e in mezzo ai candelabri c’era unosimile a figlio di uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro[14]I capelli della testa erano candidi, simili a lana candida, come neve. Aveva gli occhi fiammeggianti come fuoco, [15]i piedi avevano l’aspetto del bronzo splendente purificato nel crogiuolo. La voce era simile al fragore di grandi acque[16]Nella destra teneva sette stelle, dalla bocca gli usciva una spada affilata a doppio taglio e il suo volto somigliava al sole quando splende in tutta la sua forza.

[17]Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la destra, mi disse: Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo [18]e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi. [19]Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che accadranno dopo. [20]Questo è il senso recondito delle sette stelle che hai visto nella mia destra e dei sette candelabri d’oro, eccolo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese e le sette lampade sono le sette Chiese.

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

30 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura 1Cor 1, 17-25

La parola della croce ….. è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli  che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto  infatti:
«Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l’intelligenza
degli intelligenti».
….. Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione.
Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio”.

“Per coloro che sono chiamati da Dio e gli aprono il cuore, noi predichiamo Cristo Crocifisso come potenza di Dio e sua sapienza. E così viene umiliata l’arroganza e la saccenza del mondo: nel suo riso c’è la disperazione, il suo fallimento e la sua condanna. Vogliono un Dio senza croce e così non conosceranno mai la tenerezza dell’amore di Dio e la consolazione di averlo, sofferente con noi, nel nostro dolore. Nel crocifisso c’è tutto: che sia Dio, la profondità del suo mistero e la luce del suo volto, si capisce solo contemplando il crocifisso; chi sia l’uomo, e l’uomo è quello che è per Dio…… che cosa sia il mondo, la sua bellezza e il suo destino, si capisce solo contemplando il crocifisso; il crocifisso è il cuore di tutta la rivelazione di Dio, della sua creazione e della redenzione. Dio padre ama Gesù, lo ama infinitamente- noi diremmo perdutamente, un amore senza confini- perchè Gesù è suo figlio. E un padre non ama nessuno più di suo figlio. Ebbene: Dio padre, Gesù lo ha dato per noi, sulla croce. “Dio ha talmente amato il mondo da dare per noi il suo unico figlio” (Gv 3,16) un amore folle. Quando si guarda il crocifisso si intravede l’amore di Dio; parrebbe un assurdo, ma è così. Niente è più luminoso, più divino, più rivelatore di Dio del crocifisso: nel massimo delle tenebre il massimo della rivelazione e della luce. Si, veramente nel crocifisso noi ci sentiamo amati, amati anche nel nostro peccato: anzi amati così, nel Dio sofferente, perchè peccatori: “Non siamo stati comprati a prezzo d’oro e d’argento, ma col sangue del figlio” (1Pt 1,18). Nel massimo del male e dell’odio c’è la massima rivelazione dell’amore e del perdono. Ci sentiamo amati da Dio e siamo felici. Se non troviamo quì la felicità non saremo mai felici

M.Cè, Cristo crocifisso……

Vangelo del giorno, Mt 25, 1-3

“Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini …… Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; ……le sagge, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi.”

31 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Venerdì della I settimana del Salterio. Santi.

30 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,17-25
Noi annunciamo Cristo
crocifisso: scandalo e stoltezza per gli uomini; ma per coloro che sono
chiamati, potenza e sapienza di Dio.
Salmo (Sal
32)
Dell’amore del Signore è piena la terra.
Vangelo Mt 25,1-13
Ecco lo sposo! Andategli incontro!

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01VENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01VENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano san Giuseppe di Arimatea, nobile decurione, e san Nicodemo, fariseo e principe dei Giudei, entrambi membri del Sinedrio che chiesero il corpo di Gesù per rendergli sepoltura

http://www.santiebeati.it/dettaglio/45850

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90954

san Raimondo Nonnato, 1200-1240, appartenne all’ordine della Beata Vergine Maria della Mercede, in Catalogna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68300

san Paolino di Treviri, vescovo nel 346 nell’odierna Germania

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68350

sant’Aristide Marciano, filosofo apologista ad Atene, durante l’impero di Adriano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68400

san Domenico del Val, 1243-1250, giovanissimo martire spagnolo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68450

sant’Aidano di Lindisfarne, ?-651, vescovo e abate in Inghilterra

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68275

31/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

30 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 25:1-13.
Then the kingdom of heaven will be like ten virgins who took their lamps and went out to meet the bridegroom.
Five of them were foolish and five were wise.
The foolish ones, when taking their lamps, brought no oil with them,
but the wise brought flasks of oil with their lamps.
Since the bridegroom was long delayed, they all became drowsy and fell asleep.
At midnight, there was a cry, ‘Behold, the bridegroom! Come out to meet him!’
Then all those virgins got up and trimmed their lamps.

(more…)

Vangelo (Mt 25,1–13) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 31 Agosto 2012) con commento comunitario

30 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1–13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.

A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.

Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.

Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Marìa !!!

30 agosto 2012

GRACIAS

Hay que saber decir gracìas. Nuestros dìas estan atestados de regalos que Dios nos envìa. Si supièramos verlos y llevar cuenta de todos, llegarìamos a la noche deslumbrados y radiantes ante tantos dones recibidos. Como ninos en el dìa de reyes. Y mirarìamos agradecidos a Dios. Y fiados en que El nos lo da todo serìamos felices al saber que todos lo dìas nos darà regalos nuevos y distintos.

Todo es don de Dios. Aùn las cosa màs chiquitas. Y don suyo es esta colecciòn de regalos que es la vida. Vida que serà rosa o sombrìa segùn utilicemos esos dones.

Oraciones por la calle (Michel Quoist)

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GRAZIE

Bisogna imparare a dire grazie. Nostri giorni sono pieni di doni che Dio c’invia. Se sapessimo vederli e poter contaregli tutti, arriverebbe la notte accecati e ragianti davanti tanti doni recevuti  ome bimbi nel giorno della Epifania. Se le guardassimo, ringraziando e confidando in Lui che ci da tutto, saremmo felici di capire che tutti i giorni ci da doni nuovi e diversi.

Tutto è un dono di Dio. Anche quelle cose più piccoline.  E un dono suo è la colezione di doni che è la vita, vita che sarà ombrosa o gioiosa a secondo noi saremmo in grado di fare tesoro di questi doni.

Preghiere per poter farle sulla strada (Michel Quoist)

Salmo 145(144) _ Inno alfebetico di lode a Dio, potente e buono.

30 agosto 2012

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Salmo 145(144), 1_9

Tv dell’Immacolata

30 agosto 2012

http://tvimmacolata.net/

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

29 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

______________________________________________________       Dalla prima lettura, 1Cor 1, 5-6

“….in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza. La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente che non manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo“.

Dal Canto al Vangelo, Mt 24,44
Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.

“Tra l’illusione di possedere il tempo e la disperazione per il suo venirci meno sta un atteggiamento completamente diverso, evocato con il termine vigilare.

Vigilare significa anzitutto vegliare, stare desti, rimanere all’erta. L’immagine più immediata è quella di chi non si lascia sorprendere dal sonno quando il pericolo  incombe o un fatto straordinario ed emozionante sta per accadere. Vigilare significa badare con amore a qualcuno, custodire con molta cura qualcosa di molto prezioso, fare presidio di valori molto importanti che sono delicati e fragili. Vigilare impegna comunque a fare attenzione, a diventare perspicaci, a essere svegli a capire ciò che accade…..

Rimanere svegli, essere attenti, avere cura, vegliare, dunque: veglia la sposa che attende lo sposo, la madre che attende il figlio lontano, veglia la sentinella che scruta nel cuore della notte….vegliano gli uomini e le donne che sono pronte a raccogliere i segnali di aiuto dei loro amici in pericolo, dei loro fratelli nel dolore, del loro prossimo nella difficoltà; veglia la comunità dei credenti che è rapida nel reagire alla tiepidezza e  allla stanchezza che l’allontanano dall’amore degli inizi. ….

Vigilare è la capacità di prendersi il tempo necessario per avere cura della qualità non puramente clinica e commerciale della vita. Il tempo per imparare a riconoscere il significato delle nostre emozioni, impulsi, tensioni, per non rimuoverle troppo in fretta  anestetizzando l’eventuale disagio che ci procurano….

Si può tuttavia dire che tutti i modi di vegliare, che esemplificano le qualità essenziali del vigilare, sono come momenti particolari di quella grande veglia che è l’esistenza umana di fronte al tempo definitivo che viene: il tempo della vita eterna con Dio, che è come la “grande festa” della vita alla quale ogni uomo che viene nel mondo è destinato”.

C.M.MARTINI, Sto sulla porta

30 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Giovedì della I settimana del Salterio. Santi.

29 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Cor 1,1-9
In Cristo siete stati arricchiti di tutti i doni.
Salmo (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
Vangelo Mt 24,42-51
Tenetevi pronti.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/01GIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/01GIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricordano i santi Felice e Adautto, III-IV sec, martiri

Madonna con bambino tra i santi Felice, Adautto e Turturra, affresco del IV sec, Catacomba di Comodilla

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68050

Si ricordano anche santa Margherita Ward, 1550-1588, martire durante il regno di Elisabetta I

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68150

san Fantino il Giovane, discepolo di san Elia lo speleota, condusse una vita ascetica tra la Calabria e la Grecia. Ad opera del Santo avvennero alcuni fatti prodigiosi: un’orsa che devastava gli alveari del monastero fu allontanata definitivamente col solo cenno della mano, all’invocazione del suo nome zampillò d’improvviso un getto d’acqua abbondantissimo per dissetare dei monaci, i quali affaticati andavano in cerca di alcune mule che si erano allontanate dal pascolo.

Prima di morire affidò i suoi discepoli da san Atanasio, fondatore della Grande Laura del Monte Athos.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90673

san Pietro di Trevi, XII sec, apostolo itinerante, in Abruzzo e nel Lazio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90730

san Bononio, X sec-1026, condusse vita ascetica prima in Egitto, poi sul monte Sinai

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92417

san Fiacrio, asceta di origine irlandese del VII sec, patrono degli ortolani ( si narra che  il vescovo di Meaux avrebbe promesso al santo di dargli per la fondazione del suo monastero tanto terreno quanto ne poteva circoscrivere con un fosso in una giornata di lavoro)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/68200

La chiesa etiopica ricorda oggi il monaco Takla Haymanot, fondatore del monastero di Dabra Libanos. Fesseha Seyon – questo il suo nome di battesimo – nacque nella prima metà del XIII secolo a Zorare, regione etiopica da poco evangelizzata. Raggiunta la maggiore età, egli si sposò, ma rimase molto presto vedovo. Iniziò allora un ministero itinerante di predicatore dell’Evangelo.
La vera svolta nella sua vita avvenne però quando egli entrò nel monastero di Dabra Hayq, nel nord del paese, il cui abate era un altro celebre monaco etiopico: Iyasus Mo’a. Takla Haymanot fu dunque discepolo di Iyasus Mo’a e dell’abate Yohanni, prima di divenire a sua volta padre spirituale di un gran numero di monaci. Tornato nella regione natia, egli fondò il monastero di Dabra Asbo, che intorno alla metà del XV secolo assumerà il nome odierno di Dabra Libanos, uno dei più importanti centri spirituali della storia etiopica. L’irradiamento monastico di Dabra Asbo fu enorme, anche perché ebbe tra i suoi primi monaci molti uomini imparentati con la nascente dinastia dei salomonidi, e numerosi furono i monasteri che da esso ebbero origine. Anche per questo Takla Haymanot, che in etiopico significa «pianta della fede», è considerato il capostipite della più grande famiglia monastica dell’Etiopia. Egli fu soprattutto un uomo di grande preghiera. Nell’iconografia tardiva, è rappresentato spesso intento a pregare in piedi su di una gamba sola, poiché l’altra, secondo la tradizione, gli era caduta dopo essersi completamente atrofizzata. Gli ultimi anni della sua vita egli li trascorse in volontaria e pressoché totale solitudine. Morì il 24 nahasse, corrispondente al 30 agosto, del 1313.

30/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

29 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 24:42-51. 
Therefore, stay awake! For you do not know on which day your Lord will come.
Be sure of this: if the master of the house had known the hour of night when the thief was coming, he would have stayed awake and not let his house be broken into.
So too, you also must be prepared, for at an hour you do not expect, the Son of Man will come.
Who, then, is the faithful and prudent servant, whom the master has put in charge of his household to distribute to them their food at the proper time?

(more…)

Vangelo (Mt 24,42–51) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 30 Agosto 2012) con commento comunitario

29 agosto 2012

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,42–51)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.

Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.

Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

Commento a Gv 6, 60-69

29 agosto 2012

In questo commento evidenzio, ad es., che la Chiesa sta sempre più scoprendo anche una logica più profonda, precisa e viva, non cervellotica ma spirituale e umana in Cristo: il senso di ogni cosa è l’amore di Dio.Solo su questa strada scopriremo sempre più dunque anche la logica.Dunque si tratta di un cammino, che possiamo vivere con serenità e fiducia: perchè Cristo ci porta, con sapienza, forza e delicatezza, con sana gradualità; perchè ci dona il suo amore ed ogni bene spirituale e umano; ma anche un cammino verso l’umiltà perchè sempre più profondamente e concretamente possiamo intuire che non siamo Dio nè quanto all’amore, nè quanto alla cultura, etc..In un bel commento al vangelo di  oggi mercoledì 29 agosto leggo la preghiera che Dio ci doni ogni possibile coerenza: ecco Cristo non ci chiede, ordinariamente, di diventare san Francesco in un secondo (neanche lui lo è diventato così) ma invece ci aiuta a corrispondere sempre più con attenzione, fedelmente, alla grazia ricevuta di volta in volta, operando in noi sempre più profondamente e potentemente. (more…)

Quarantatreesima catechesi di Benedetto XVI sulla preghiera

29 agosto 2012

In quest’ultimo mercoledì del mese di agosto, ricorre la memoria liturgica del martirio di san Giovanni Battista, il precursore di Gesù. Nel Calendario Romano, è l’unico Santo del quale si celebra sia la nascita, il 24 giugno, sia la morte avvenuta attraverso il martirio. Quella odierna è una memoria che risale alla dedicazione di una cripta di Sebaste, in Samaria, dove, già a metà del secolo IV, si venerava il suo capo. Il culto si estese poi a Gerusalemme, nelle Chiese d’Oriente e a Roma, col titolo di Decollazione di san Giovanni Battista. Nel Martirologio Romano, si fa riferimento ad un secondo ritrovamento della preziosa reliquia, trasportata, per l’occasione, nella chiesa di S. Silvestro a Campo Marzio, in Roma.

Questi piccoli riferimenti storici ci aiutano a capire quanto antica e profonda sia la venerazione di san Giovanni Battista. Nei Vangeli risalta molto bene il suo ruolo in riferimento a Gesù. In particolare, san Luca ne racconta la nascita, la vita nel deserto, la predicazione, e san Marco ci parla della sua drammatica morte nel Vangelo di oggi. Giovanni Battista inizia la sua predicazione sotto l’imperatore Tiberio, nel 27-28 d.C., e il chiaro invito che rivolge alla gente accorsa per ascoltarlo, è quello a preparare la via per accogliere il Signore, a raddrizzare le strade storte della propria vita attraverso una radicale conversione del cuore (cfr Lc 3, 4). Però il Battista non si limita a predicare la penitenza, la conversione, ma, riconoscendo Gesù come «l’Agnello di Dio» venuto a togliere il peccato del mondo (Gv 1, 29), ha la profonda umiltà di mostrare in Gesù il vero Inviato di Dio, facendosi da parte perché Cristo possa crescere, essere ascoltato e seguito. Come ultimo atto, Il Battista testimonia con il sangue la sua fedeltà ai comandamenti di Dio, senza cedere o indietreggiare, compiendo fino in fondo la sua missione. San Beda, monaco del IX secolo, nelle sue Omelie dice così San Giovanni Per [Cristo] diede la sua vita, anche se non gli fu ingiunto di rinnegare Gesù Cristo, gli fu ingiunto solo di tacere la verità.(cfr Om. 23:CCL 122, 354). E non taceva la verità e così morì per Cristo che è la Verità. Proprio per l’amore alla verità, non scese a compromessi e non ebbe timore di rivolgere parole forti a chi aveva smarrito la strada di Dio.

Noi vediamo questa grande figura, questa forza nella passione, nella resistenza contro i potenti. Domandiamo: da dove nasce questa vita, questa interiorità così forte, così retta, così coerente, spesa in modo così totale per Dio e preparare la strada a Gesù? La risposta è semplice: dal rapporto con Dio, dalla preghiera, che è il filo conduttore di tutta la sua esistenza. Giovanni è il dono divino lungamente invocato dai suoi genitori, Zaccaria ed Elisabetta (cfr Lc 1,13); un dono grande, umanamente insperabile, perché entrambi erano avanti negli anni ed Elisabetta era sterile (cfr Lc 1,7); ma nulla è impossibile a Dio (cfr Lc 1,36). L’annuncio di questa nascita avviene proprio nel luogo della preghiera, al tempio di Gerusalemme, anzi avviene quando a Zaccaria tocca il grande privilegio di entrare nel luogo più sacro del tempio per fare l’offerta dell’incenso al Signore (cfr Lc 1,8-20). Anche la nascita del Battista è segnata dalla preghiera: il canto di gioia, di lode e di ringraziamento che Zaccaria eleva al Signore e che recitiamo ogni mattina nelle Lodi, il «Benedictus», esalta l’azione di Dio nella storia e indica profeticamente la missione del figlio Giovanni: precedere il Figlio di Dio fattosi carne per preparargli le strade (cfr Lc 1,67-79). L’esistenza intera del Precursore di Gesù è alimentata dal rapporto con Dio, in particolare il periodo trascorso in regioni deserte (cfr Lc 1,80); le regioni deserte che sono luogo della tentazione, ma anche luogo in cui l’uomo sente la propria povertà perché privo di appoggi e sicurezze materiali, e comprende come l’unico punto di riferimento solido rimane Dio stesso. Ma Giovanni Battista non è solo uomo di preghiera, del contatto permanente con Dio, ma anche una guida a questo rapporto. L’Evangelista Luca riportando la preghiera che Gesù insegna ai discepoli, il «Padre nostro», annota che la richiesta viene formulata dai discepoli con queste parole: «Signore insegnaci a pregare, come Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli» (cfr Lc 11,1).

Cari fratelli e sorelle, celebrare il martirio di san Giovanni Battista ricorda anche a noi, cristiani di questo nostro tempo, che non si può scendere a compromessi con l’amore a Cristo, alla sua Parola, alla Verità. La Verità è Verità, non ci sono compromessi. La vita cristiana esige, per così dire, il «martirio» della fedeltà quotidiana al Vangelo, il coraggio cioè di lasciare che Cristo cresca in noi e sia Cristo ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni. Ma questo può avvenire nella nostra vita solo se è solido il rapporto con Dio. La preghiera non è tempo perso, non è rubare spazio alle attività, anche a quelle apostoliche, ma è esattamente il contrario: solo se se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio. San Giovanni Battista interceda per noi, affinché sappiamo conservare sempre il primato di Dio nella nostra vita.

Il 29 agosto in prima serata: Pagine vaticane su Rai Storia

29 agosto 2012

L’OSSERVATORE ROMANO, 29 agosto 2012

Milano, 2 giugno 2012: il Papa arriva a Milano e dal grande palco
dell’aeroporto di Bresso risponde a braccio alle domande delle famiglie provenienti da diversi Paesi del mondo. Mercoledì 29 agosto,
alle ore 21, andrà in onda su Rai Storia, per la serie Dixit Fatti,
ideata e voluta da Giovanni Minoli, un video sul settimo Incontro
mondiale delle famiglie, accompagnato da altri due documentari,
dedicati al trentesimo anniversario del Pontificio Consiglio della
Cultura e ai 150 anni del nostro giornale. Tre capitoli di storia narrati per immagini da Antonia Pillosio. «La sintesi tra fede e cultura
non è solo un’esigenza della cultura ma anche della fede — scriveva
Giovanni Paolo II il 20 maggio del 1982 in occasione della fondazione dell’organismo — una fede che non diventa cultura è una fede
non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente
vissuta». Una fede che non diventa intelligenza della realtà viene
meno al suo compito, come dimostra anche la secolare storia del
nostro giornale. «Grazie a testimoni particolari — si legge nel comunicato che presenta il programma — come monsignor Loris Capovilla, segretario di Giovanni XXIII e agli storici Carlo Cardia, Anna
Foa, Andrea Riccardi e Lucetta Scaraffia, si mettono a fuoco alcuni
momenti significativi della lunga storia del quotidiano della Santa
Sede» che ha la stessa età dello Stato unitario italiano.

(Da un pò di tempo si assiste ad alcuni programmi televisivi -non mi riferisco, ad es., a questo,
presentato dall’OSSERVATORE ROMANO- che trattano
di famosi santi, di fede, etc. in un modo che terrenizza la loro vita, banalizza
il cammino di crescita in Cristo.
La semplicità di Dio non è la, talora, semplicioneria umana che finisce per
non comprendere il meraviglioso amore di Dio per le persone che le fa crescere
con impegno ma anche con serenità ed equilibrio, rivelando sempre più profondamente
le autentiche vie, tappe, spirituali e umane, della crescita: quante sofferenze ha causato
una varia banalizzazione dell’amore di Dio.Invece il Signore ci rende assetati delle sua
amorevole sapienza e dunque serenamente piccoli, umili.Il Signore ci rende affascinati
dal suo mistero, spesso nascosto nelle pieghe, nella semplicità, della vita quotidiana
ma sempre più in contatto con la vita divina.Bisogna dunque comprendere alcune espressioni
sulla vita semplice e nascosta, che in bocca ai credenti vogliono semplicemente indicare,
appunto, la bellezza del Dio nascosto, ma presente e operante e da Dio, nel quotidiano, e in bocca
a chi non crede (magari perchè Dio che elargisce a tutti tanti doni dello Spirito non ha però
elargito a queste persone quello della fede) può finire, speriamo sempre in “buona fede”,
per presentare una religiosità con uno sguardo tutto terreno dove la presenza e l’opera di
Dio non cambia nulla rispetto ad una varia filantropia umana.NdR).

Salmo 71(70) _ Preghiera nella preghiera

29 agosto 2012

In te mi rifugio, Signore,
ch’io non resti confuso in eterno.
Liberami, difendimi per la tua giustizia,
porgimi ascolto e salvami.

Sii per me rupe di difesa,
baluardo inaccessibile,
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.
Mio Dio, salvami dalle mani dell’empio,
dalle mani dell’iniquo e dell’oppressore.

Sei tu, Signore, la mia speranza,
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza.
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno;
a te la mia lode senza fine.
Sono parso a molti quasi un prodigio:
eri tu il mio rifugio sicuro.

Della tua lode è piena la mia bocca,
della tua gloria, tutto il giorno.
Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

Salmo 71(70), 1_9

 

 

Buongiorno con nel cuore Gesù e la nostra Madre Maria!!!!

29 agosto 2012

 

“Tutti i giorni Dio ci da un momento nel quale possiamo cambiare tutto ciò che ci fa infelice. L’istante magico è propia il momento nel quale un SI’ o NO può cambiare tutta la nostra esistenza.”

Beata Teresa Manganiello

29 agosto 2012

Un esempio di umiltà e semplicità per tutti noi !!!

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&frm=1&source=
web&cd=2&cad=rja&ved=
0CC8QFjAB&url=http%3A%2F%2Fwww.su
orefrancescaneimmacolatine.it%2Findex_file%2Fbarba
rito1.pdf&
ei=XNQ9ULqtC4zCt
AaEjIGYAg&usg=AFQjCNFDZioTLB1AzL-4rgRlP8samEQef
Q&sig2=QeR9CAWXQtjUxe3yAvZ90w

La cosa che più colpisce nel cammino di questa umile contadina  dell’Irpinia verso la  santità è la sua   semplicità.  Non vi sono eventi  straordinari,  segni  prodigiosi, estasi, profezie o miracoli,    intuizioni teologiche,  attivismo missionario di una  personalità prorompente. Ma  l’ordinario , la vita quotidiana come si  svolgeva nelle comunità e nelle famiglie contadine di uno dei tanti paesi e villaggi  collinari o  montuosi  dell’Irpinia  al tramonto  della  dinastia  borbonica e  l’evento del nuovo Regno del’ Italia unita.

Meeting di Rimini, il sito

29 agosto 2012

http://www.meetingrimini.org/

Giovanni Paolo II, Preghiera alla Madonna delle Lacrime di Siracusa.

28 agosto 2012

Si rimanda ad altro post sulla Madonna delle Lacrime di Siracusa

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/29/calendario-mariano-29-agosto-madonna-delle-lacrime-di-siracusa/

Lacrime del Pescatore di Ingo Maurer

(Ingo Maurere, Le lacrime del Pescatore)

Madonna delle Lacrime, Madre nostra addolorata,

Tu ci hai aperto il Tuo cuore,

scegliendoci come destinatari e custodi delle Tue Lacrime.

Il Tuo pianto, o Madre, segno del tuo dolore,

è reliquia del Tuo amore e pegno della Tua intercessione.

Prega per noi il Padre delle misericordie,

perchè tocchi i nostri cuori induriti,

pieghi le volontà ribelli, ci scuota dal torpore spirituale,

ci converta al suo amore fedele.

Con le Tue Lacrime intercedi, o Madre, presso il Tuo Figlio,

perchè guardi con bontà alle nostre lacrime:

nell’attesa che siano asciugate per sempre,

Egli le raccolga perchè non vadano perdute,

le custodisca come perle nel suo cuore,

le trasformi in dono di redenzione.

Chiedi, o Vergine Santa, allo Spirito d’Amore,

che inondi di luce di grazia i tuoi figli,

perchè vedendo la turpitudine del peccato,

versino lacrime di compunzione;

rispondendo con docilità al Maestro interiore,

anelino con amore grande alle vette della santità:

imitando la tua carità sollecita,

sappiano condividere e asciugare il pianto dei fratelli.

O Madre, veglia su questa Città e sulla Diocesi

che ti onora con questo Tempio,

benedici tutti coloro che si affidano alla Tua
protezione, libera l’Italia, l’Europa, il mondo intero

dal flagello della
guerra, ottieni all’umanità

la sospirata pace e l’universale fraternità.

Amen.

GIOVANNI PAOLO II

La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento

28 agosto 2012

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In questo post si propongono alcuni versetti tratti dalla prima lettura della liturgia del giorno, legandoli ad preghiera o ad una meditazione di pensatori cattolici anche dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento. In altri post si sviluppa, invece, la lettura, il commento, la preghiera comunitaria di questo blog sul Vangelo del giorno o sui Salmi.

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Dalla prima lettura, Ger 1,19

Ti faranno guerra, ma non ti vinceranno,
perché io sono con te per salvarti

 

Dal Salmo  119,46-47

Signore, ho parlato dei tuoi insegnamenti
davanti ai re, senza arrossire:

mia gioia sono stati i tuoi precetti,
e io li ho intensamente amati.

 

Il messaggio di cui Giovanni è depositario, innanzitutto, è un messaggio di speranza. Poichè, come dirà Luca, “Egli annuncia la Buona Novella”, l’evangelo (Lc 3,18), l’Evangelo è l’annuncio ufficiale dell’inizio di un’era di misericordia e di pace. Ma questa manifestazione di Dio è pure manifestazione di gloria e di santità. Il Dio che viene è il Dio santo. La sua venuta è un giudizio sul mondo peccatore. La predicazione di Giovanni pone l’accento principalmente su questo punto; ogni creatura sarà chiamata davanti al tribunale di Dio e dovrà rispondere della sua intenzione profonda. Non è più tempo di apparenze di giustizia, di false sicurezze. Ciò che conta è soltanto il fondo del cuore dell’uomo. La predicazione di Giovanni pone di fronte ad ogni creatura questa verità del giudizio di Dio, davanti al quale non è possibile alcuna finzione. Ora, è proprio a tali finzioni che si attaccano ancora gli uomini ai quali si rivolge Giovanni. Ciò che egli denuncia non sono tanto i loro peccati, bensì le illusioni di cui essi si circondano per evitare di riconoscersi peccatori e di aprirsi alla conversione:” Razza di vipere, chi vi ha insegnato a fuggire la collera che vi sovrasta?” (Lc 3,7). La collera di Dio non è principalmente la sua incompatibilità con il male. Essa è prima di tutto l’intensità stessa della sua presenza, quando si manifesta e ricorda all’uomo, facile all’oblio, che nulla è più reale di Dio. Ma essa è pure l’intensità del suo valore, questa radicale incompatibilità con il male, grazie al quale la santità di Dio è la garanzia ed il fondamento di ogni valore. E’ a questo spietato confronto che il fariseo tenta di sottrarsi con miserabili garanzie. Così, il messaggio di Giovanni viene innanzi tutto a far saltare il mondo dei pretesti e delle scuse, delle agevolazioni e dei conformismi, delle garanzie e delle sicurezza.

J. Danielou, Giovanni Battista, Testimone dell’Agnello

 

Dal Canto al Vangelo, Mt 5,10

Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

29 Agosto 2012. Liturgia del giorno. Mercoledì della I settimana del Salterio. Santi. Calendario mariano. Madonna delle Lacrime di Siracusa e Nostra Signora della Guardia

28 agosto 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione: MEMORIA (Martirio di S. Giovanni Battista)

Colore liturgico : ROSSO

LETTURE DEL GIORNO

I Lettura Ger 1,17-19
Àlzati e di’ loro tutto ciò
che ti ordinerò.
Salmo (Sal 70)
La mia bocca,
Signore, racconterà la tua salvezza.
Vangelo Mc
6,17-29
Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di
Giovanni il Battista.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0829lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0829vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Il Calendario Mariano ricorda oggi la Madonna delle Lacrime di Siracusa, quando il 29-30-31 agosto e il 1° Settembre del 1953, un quadretto di gesso, raffigurante il cuore immacolato di Maria, posto come capezzale di un letto matrimoniale, nella casa di una giovane coppia di sposi, ha versato lacrime umane.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91911

Si ricorda anche Nostra Signora della Guardia

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/08/29/calendario-mariano-29-agosto-nostra-signora-della-guardia/

Sono rari coloro che sanno penetrare l’animo del Precursore. Si è più facilmente attratti dall’animo del discepolo amato, colui che ha riposato sul cuore di Gesù e alla cui gioia si vorrebbe prender parte; chi di noi non l’ha desiderato? Troppo spesso il Battista resta solo. Non se ne comprendono la forza, la dolcezza e le tenerezze; sono troppo nascoste e sofferte. Gli si passa a fianco senza conoscerlo, perché egli stesso si ritrae. Ma penetrare nel mistero del suo cuore e farlo amare… Giovanni Battista non ha riposato sul cuore del Maestro, ma lo ha compreso e intuito nella sua solitudine; lo ha indicato agli altri. Non ha voluto goderne per se stesso, si è fatto da parte nella sua delicatezza. La sua personalità era troppo forte; avrebbe turbato le dolci intimità di Gesù e del discepolo amato. E’ scomparso, contento del suo segreto, di aver intuito il cuore del Maestro, sul quale un altro, meno spezzato dalla vita, avrebbe potuto riposare (Un certosino).

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano il martirio di Giovanni il Battista. L’attività del Precursore giunse al suo compimento con l’effusione del sangue, prezzo pagato per la fedeltà alla propria missione, sino alla fine. Il re Erode Antipa e sua moglie Erodiade non permisero al Battista di continuare a denunciare la loro trasgressione della Legge. Arrestato e sottoposto a una dura prigionia a Macheronte, sulla sponda orientale del mar Morto, Giovanni venne ucciso nel modo più insensato, da una guardia mandata a decapitarlo per un capriccio di Salomè, figlia di Erodiade. Come era stato in vita, così anche nella morte Giovanni appare l’ultimo e il più grande dei profeti. Egli riepiloga la drammatica storia dei profeti inviati incessantemente da JHWH al suo popolo e dal popolo costantemente respinti. Dopo la trasfigurazione, Gesù aveva detto: «Sì, verrà Elia e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico, Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, l’hanno trattato come hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro» (Mt 17,11-12). Il rifiuto e la morte del Battista, reso oggetto in mano al delirio dei potenti, prefigurano il rifiuto e la morte di Gesù, e per questo la chiesa fin dai primi secoli ha ricordato in questo giorno il suo martirio, dopo aver fatto memoria della sua nascita il 24 giugno.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

El Greco, particolare da La santa Trinità, 1577,  Museo del Prado, Madrid

http://www.santiebeati.it/dettaglio/24300

Si ricordano anche santa Beatrice di Nazareth, ?-1268

http://www.santiebeati.it/dettaglio/64850

santa Sabina, patrizia romana martire nel II sec

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91096

sant’Alberico, IX sec- 1050, eremita camaldolese

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91843

san Sebbi, ?-694, re della Sassonia orientale

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92319

29/08/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag

28 agosto 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 6:17-29.   
Herod was the one who had John arrested and bound in prison on account of Herodias, the wife of his brother Philip, whom he had married.
John had said to Herod, “It is not lawful for you to have your brother’s wife.”
Herodias harbored a grudge against him and wanted to kill him but was unable to do so.
Herod feared John, knowing him to be a righteous and holy man, and kept him in custody. When he heard him speak he was very much perplexed, yet he liked to listen to him.
She had an opportunity one day when Herod, on his birthday, gave a banquet for his courtiers, his military officers, and the leading men of Galilee.
Herodias’s own daughter came in and performed a dance that delighted Herod and his guests. The king said to the girl, “Ask of me whatever you wish and I will grant it to you.”
He even swore (many things) to her, “I will grant you whatever you ask of me, even to half of my kingdom.”
She went out and said to her mother, “What shall I ask for?” She replied, “The head of John the Baptist.”
The girl hurried back to the king’s presence and made her request, “I want you to give me at once on a platter the head of John the Baptist.”
The king was deeply distressed, but because of his oaths and the guests he did not wish to break his word to her.
So he promptly dispatched an executioner with orders to bring back his head. He went off and beheaded him in the prison.
He brought in the head on a platter and gave it to the girl. The girl in turn gave it to her mother.
When his disciples heard about it, they came and took his body and laid it in a tomb.

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