Archive for novembre 2012

1° dicembre 2012. Liturgia del giorno. Sabato della II settimana del Salterio. Santi. III° giorno della Novena all’Immacolata

30 novembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Ap 22,1-7
Non vi sarà più notte perché il Signore Dio li illuminerà.
Salmo (Sal 94)
Marána tha! Vieni, Signore Gesù!
Vangelo Lc 21,34-36
Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/02SABpage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/avv/avv1/vesSABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

SANTI, MEMORIE, NOVENA ALL’IMMACOLATA

Oggi è il terzo giorno dalla Novena dell’ Immacolata detta dello Stellario di Maria Vergine Immacolata, 

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/11/28/novena-della-solennita-dellimmacolata-concezione-di-maria/

Girolamo Marchesi da Cotignola, Pala d’altare, Immacolata Concezione tra i santi Agostino e Anselmo, 1512, Pinacoteca-Museo San Francesco, San Marino

e della Novena all’Immacolata di sant’Antonio Fasani

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/11/30/novena-allimmacolata-di-s-f-a-fasani-2%C2%B0-giorno/

Oggi si ricorda il beato Charles de Foucauld, nato a Strasburgo nel 1858. Restò presto orfano. Dopo un’adolescenza agiata e una turbolenta carriera nell’esercito, sentì il fascino del mondo arabo e compì viaggi di conoscenza e di studio in Marocco. A ventotto anni egli riscoprì la fede cristiana e al tempo stesso avvertì la propria vocazione: «Non appena cominciai a credere che esistesse un Dio, capii che non potevo fare altro che vivere per lui», scriverà alcuni anni più tardi. Entrato nella trappa di Notre-Dame des Neiges, egli assunse il nome di fr. Marie-Albéric ed emise i voti monastici; ma la sua ricerca di Dio nell’abbassamento e nella sequela del Cristo povero che ha preso l’ultimo posto, lo porterà a lasciare la trappa con il consenso dei superiori e a partire per la Terra Santa e più tardi per il Sahara.

Ordinato presbitero, Charles iniziò nel deserto la sua presenza silenziosa di amore universale in mezzo alle popolazioni tuareg. Il riscatto degli schiavi e la loro evangelizzazione, la traduzione dell’Evangelo nella lingua locale, l’incontro con i musulmani – come lui interamente abbandonati in Dio – segnarono gli anni trascorsi a Béni-Abbès e a Tamanrasset. Fu in quest’ultima località, in un clima di ostilità tra francesi e arabi, che Charles de Foucauld venne ucciso, probabilmente per errore, il 1° dicembre del 1916. «Vivi come se dovessi morire martire oggi», aveva scritto alcuni anni prima nel suo diario. Parabola del chicco di grano che dà frutto solo se cade a terra e muore, Charles de Foucauld – che non ebbe compagni nel suo cammino di intimità con Cristo nella sofferenza e nella morte a se stesso – troverà dopo la sua morte numerosi discepoli che come lui abbracceranno la croce di Cristo, certi di poter così abbracciare anche colui che vi fu appeso.

Signore mio Gesù,
voglio amare tutti coloro che tu ami.
Voglio amare con te la volontà del Padre.
Non voglio che nulla separi il mio cuore dal tuo,
che qualcosa sia nel mio cuore
e non sia immerso nel tuo.
Tutto quel che vuoi io lo voglio.
Tutto quel che desideri io lo desidero.
Dio mio, ti do il mio cuore,
offrilo assieme al tuo a tuo Padre,
come qualcosa che è tuo
e che ti è possibile offrire,
perché esso ti appartiene
.

Charles de Foucauld, Preghiera

Abbiate profondamente scolpito nel fondo dell’anima questo principio da cui tutto scaturisce: tutti gli uomini sono davvero, autenticamente fratelli in Dio, loro Padre comune, il quale vuole che si considerino, si amino, si trattino in tutto come i fratelli più teneri.

Charles de Foucauld, dal Ritiro a Efrem

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/05/25/la-vita-e-linsegnamento-di-charles-de-foucauld/
Tra i santi ricordati oggi dal Martirologio romano ci sono sant‘Eligio, 588-660,orefice e consigliere del re Dagoberto, dopo aver contribuito alla fondazione di molti monasteri e costruito edifici sepolcrali di insigne arte e bellezza in onore dei santi, divenne vescovo nella sede di Noyon e Tournai
http://www.santiebeati.it/dettaglio/80000
santa Fiorenza, IV sec., eremita in Aquitania
http://www.santiebeati.it/dettaglio/77050
sant’Evasio, primo vescovo di Asti nel 330 e martire,
http://www.santiebeati.it/dettaglio/80050
Sant’Ansano, ?-304, patrono di Siena era di origini romane, figlio di un nobile patrizio, Tranquillino. A Siena predicò il Vangelo e battezzò i primi cristiani. Quest’opera gli meritò il titolo di «battezzatore dei Senesi»: sulla sua sepoltura sarebbe sorta la cattedrale e lo stesso Duccio di Buoninsegna lo ritrasse nella sua celebre «Maestà». Ma la persecuzione seguì Ansano anche a Siena. Inseguito e raggiunto dal proconsole Lisia venne catturato e torturato. La lunga vicenda che, dopo la cattura, lo portò al martirio narra di pesanti e dolorose vessazioni che non servirono a fargli rinnegare la propria fede. Venne così condannato al rogo. Ansano, però, fu salvato miracolosamente dalle fiamme, che si spensero non appena venne gettato sul fuoco. Alla fine fu decapitato con la spada fuori dalla città, sulle rive dell’Arbia.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/79975
san Hussik, 305-348
http://www.santiebeati.it/dettaglio/91392
san Naum, VII sec, il settimo dei profeti ‘minori’, gli è attribuito il41° del Vecchio Testamento, segue quello di Michea e precede quello di Abacuc. Il canto profetico di Naum è tutto dedicato alla caduta e rovina dell’Assiria, la grande avversaria d’Israele. Con questo canto, la caduta di Ninive assume il simbolo della grande vittoria che Dio riporta sul male, e unisce la speranza per un futuro diverso per gli oppressi.
Nel poema profetico Naum o Nahum, dipinge le vicende quasi in presa diretta, evocando anche un fatto precedentemente accaduto, cioè la distruzione di Tebe nel 663 a.C., capitale egiziana distrutta proprio dagli Assiri, condotti da Assurbanipal e che ora subiscono la stessa sorte.
Gli Assiri si erano dimostrati feroci e senza pietà, imprigionando i capi di Tebe e massacrando i loro bambini ed ora il profeta vede le stesse distruzioni e masse di cadaveri in Ninive, quella che fu “una città sanguinaria”.
In conclusione egli pronuncia la sua lezione profetica ammonendo: non si può pensare di costruire regni durevoli sulla forza, sulla prepotenza e sui misfatti, perché il Signore è lento all’ira, ma alla fine nulla lascia impunito.
http://www.santiebeati.it/dettaglio/91845
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01/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

30 novembre 2012

 

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 21:34-36.

34 And take heed to yourselves, lest at any time your hearts be overcharged with surfeiting, and drunkenness, and cares of this life, and so that day come upon you unawares. 35 For as a snare shall it come on all them that dwell on the face of the whole earth. 36 Watch ye therefore, and pray always, that ye may be accounted worthy to escape all these things that shall come to pass, and to stand before the Son of man.

(more…)

Vangelo (Lc 21,34-36) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Dicembre 2012) con commento comunitario

30 novembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,34-36)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.

Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Un serio problema per i cristiani su internet

30 novembre 2012

Non possiamo dipendere da motori di ricerca non cristiani, mi pare necessario
che il mondo cattolico si adoperi a creare un motore di ricerca cattolico conosciuto,
accettato e usato dal mondo cattolico stesso.Con regole equanimi, oneste, stabilite
anche col consenso dei “piccoli” per non ricreare anche qui lo stesso problema di
dipendenze distorte.Non sono esperto del problema, non so valutare cosa comporta,
se è sensato porre la questione, etc., si tratta di domande che mi pongo e che pongo.

Il papa su Twitter, una riflessione dell’’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

30 novembre 2012

http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.
setSelected=JSP
TabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/vaticano/2012
/276q12-L-arc
ivescovo-Celli-sulle-nuove-tecnologie-.html&title=Come%20par
lare%20di%20
Dio%20in%20centoquaranta%20battute&locale=it

Medjugorje: messaggio a Mirjana del 2 dicembre 2012

30 novembre 2012

Ecco il link per il messaggio, che dovrebbe venire ricevuto dalla veggente
e poi pubblicato su questo sito appunto martedì 2 dicembre 2012 verso
sera:

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje
anche se sembra guardare ad essi con prudente favore.

Lluís Martínez Sistach. Gaudì, il Dante dell’architettura

30 novembre 2012

 

Antoni Gaudí i Cornet, architetto della chiesa della Sagrada Família di Barcellona, fu un autentico evangelizzatore con la sua vita e la sua professione, come laico cristiano. Nelle diverse vicissitudini della sua vita prese coscienza del fatto che, come “architetto di Dio”, doveva dedicarsi pienamente all’esercizio della sua professione. In tutte le opere che realizzava ricercava la bellezza e la simbologia religiosa e desiderava che ciò che costruiva conducesse a Dio quanti contemplavano le sue opere architettoniche. Coronava tutti gli edifici che progettava con un simbolo religioso, generalmente con la croce a quattro bracci, come a indicare il valore salvifico della santa Croce ai quattro venti. Gaudí era un lettore assiduo delle Sacre Scritture e, nel progettare la sua grande opera, s’ispirò soprattutto a questo Libro della Parola di Dio, in particolare alla visione del profeta Ezechiele – nel capitolo 47 – – e alla visione della Gerusalemme celeste che si trova nel capitolo 22 del libro dell’Apocalisse. Questa ispirazione biblica del tempio colpì in modo particolare Albert Schweitzer quando, nel 1921, venne a Barcellona per l’esecuzione della Passione secondo Matteo, di Johann Sebastian Bach, affidata all’Orfeó Catalá e diretta dal maestro Lluís Millet. Il futuro premio Nobel per la pace e apostolo di Lambaréné in Africa – che partecipò come organista in quell’esecuzione di Bach – visitò la Sagrada Família accompagnato da Millet e si dichiarò impressionato dalla grandezza di quel progetto ispirato alla Bibbia. La bellezza della Sagrada Família sta nel saper parlare agli uomini e alle donne di oggi. L'”architetto di Dio” mostra la sua intenzione evangelizzatrice anche nelle caratteristiche torri e nelle loro iscrizioni. Gaudí diceva: “Queste iscrizioni saranno come una fascia elicoidale che si arrampicherà lungo le torri. Tutti coloro che le leggeranno, anche gli increduli, intoneranno un inno alla Santissima Trinità, man mano che ne scopriranno il contenuto: il Sanctus, Sanctus che, leggendolo, farà volgere il loro sguardo verso il cielo”. La ricchezza simbolica, biblica, teologica e liturgica, spiega perché si è detto che la basilica è come la Summa Theologiae di san Tommaso d’Aquino, tradotta in architettura. È ben nota l’entusiastica affermazione del nunzio in Spagna, Francesco Ragonesi, che, dopo aver appreso da Gaudí stesso le grandi linee del suo progetto, gli disse: “Lei è il Dante dell’architettura, e il suo lavoro è il più eccelso poema cristiano scritto in pietra!”. “Nessuno rimane indifferente davanti alla Sagrada Família, cristiani o meno, credenti o no – spiega Jordi Faulí, l’architetto responsabile del cantiere – ognuno incontra qualcosa della sua esperienza e la confronta con la sua esperienza di Dio”.

Lluís Martínez Sistach ( Cardinale arcivescovo di Barcellona)

(©L’Osservatore Romano 22 novembre 2012)

 

 

Gerhard Ludwig Müller. Un perdono che non è solo una parola.

30 novembre 2012

Per mezzo dello Spirito Santo la Chiesa continua l’opera di Cristo che consiste nel riconciliare il mondo con lui. In tutte le epoche la Chiesa è la comunità dei fedeli che si sono riconciliati con Dio, la comunità di coloro che hanno ricevuto la riconciliazione voluta dal Padre e ottenuta mediante il sacrificio del suo Figlio. La struttura fondamentale del sacramento della Penitenza diventa particolarmente chiara nella forma che aveva nella Chiesa antica. Tutta la Chiesa partecipa al processo penitenziale. Tutti accompagnano il peccatore intercedendo e pregando per lui e sostengono la sua volontà di convertirsi. Al sacerdote, quale rappresentante dell’unità della Chiesa e in cui agisce Cristo capo della Chiesa, spetta l’attuazione autoritativa della riconciliazione o della promessa del perdono mediante l’assoluzione. La prassi penitenziale della Chiesa, nelle sue molteplici forme che si sono succedute nei secoli, ha sempre trovato il suo vertice nel sacramento della Penitenza, segno sacramentale della salvezza, operata dalla morte e risurrezione di Gesù e da lui donata alla Chiesa con l’effusione del suo Spirito. Il sacramento della confessione si rivela in tal modo necessario non soltanto per ottenere il perdono dei peccati commessi dopo il battesimo, ma anche per assicurare autenticità e profondità alla virtù della penitenza come atteggiamento cristiano e alle diverse pratiche penitenziali della vita cristiana. Mediante il sacramento della confessione, infatti, lo stesso Spirito Santo effuso da Gesù continua ad agire e a ricreare il cuore dei fedeli, diventando legge di vita per un’esistenza convertita e penitente. A evitare una certa disistima nei confronti della Confessione, la Chiesa ci ricorda che il frutto di questo sacramento non è solo la remissione dei peccati: «Esso opera una autentica “risurrezione spirituale”, restituisce la dignità e i beni della vita dei figli di Dio, di cui il più prezioso è l’amicizia con Dio» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1468). Come efficacemente ha insegnato Benedetto XVI (Omelia nella solennità di Pentecoste, 15 maggio 2005) «il sacramento della penitenza è uno dei tesori preziosi della Chiesa, perché nel perdono si compie il vero rinnovamento del mondo. Nulla può migliorare nel mondo, se il male non è superato. E il male può essere superato soltanto con il perdono. Certamente, deve essere un perdono efficace. Ma questo perdono può darcelo solo il Signore. Un perdono che non allontana il male solo a parole, ma realmente lo distrugge. Ciò può avvenire soltanto con la sofferenza ed è realmente avvenuto con l’amore sofferente di Cristo, dal quale noi attingiamo il potere del perdono» .

(©L’Osservatore Romano 18 novembre 2012)

 

30 novembre 2012. Liturgia del giorno. Venerdì della II settimana del Salterio. Santi. II° giorno della Novena all’Immacolata

29 novembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA (S. Andrea)

Colore liturgico : ROSSO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Rm 10,9-18
La fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo.
Salmo (Sal 18)
Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio.
Vangelo Mt 4,18-22
Essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1130lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1130vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

SANTI, MEMORIE, NOVENA ALL’IMMACOLATA

Oggi è il secondo giorno della Novena dell’ Immacolata detta dello Stellario di Maria Vergine Immacolata

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/11/28/novena-della-solennita-dellimmacolata-concezione-di-maria/

e della Novena all’Immacolata di sant’Antonio Fasani

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/11/30/novena-allimmacolata-di-s-f-a-fasani-2%C2%B0-giorno/

Oggi le chiese d’oriente e d’occidente ricordano Andrea, apostolo del Signore. Figlio di Giona e fratello di Simon Pietro, Andrea era originario di Betsaida ed esercitava il mestiere di pescatore assieme al fratello. Discepolo del Battista, egli comprese in profondità la testimonianza resa da Giovanni a Gesù di Nazaret e si mise subito alla sequela dell’Agnello di Dio. Andrea fu il «primo chiamato», e si prodigò per portare a Gesù quanti attendevano il Messia nella fede: il fratello Simone, il ragazzo con i cinque pani d’orzo e i due pesci, i greci saliti a Gerusalemme per il culto. Secondo la tradizione, dopo la morte e resurrezione di Gesù egli annunciò l’Evangelo in Siria, in Asia Minore e in Grecia. Divenuto pescatore di uomini attraverso l’annuncio della stoltezza della croce, Andrea morì a Patrasso, crocifisso come il suo Maestro, il rabbi di Galilea, del quale aveva esclamato: «Abbiamo trovato il Messia!» (Gv 1,41). Nel IV secolo, le sue reliquie furono trasferite a Costantinopoli. Finite poi in occidente, esse sono state restituite alla chiesa di Patrasso da papa Paolo VI nel 1974, in segno d’amore verso l’ortodossia, che venera in Andrea il primo arcivescovo della chiesa di Costantinopoli.

Andrea, dopo essere rimasto con Gesù e aver imparato tutto ciò che Gesù gli aveva insegnato, non tenne chiuso per sé il tesoro,ma si affrettò a correre da suo fratello per comunicargli la ricchezza che aveva ricevuto. Ascolta bene cosa gli disse: «Abbiamo trovato il Messia, che significa Cristo». Questa è la parola di un anima che con grande ansietà prepara la venuta di lui e attende la sua discesa dai cielo, ed è piena di gioia sovrabbondante quando l’Atteso si è manifestato, e si affretta ad annunziare agli altri la grande novità. L’aiutarsi reciprocamente nella vita spirituale è proprio segno di benevolenza, di amore fraterno, di sincerità d’animo. Guarda anche Pietro: Andrea «lo condusse da Gesù», affidandolo a lui perché imparasse tutto da lui direttamente.

Giovanni Crisostomo, Omelie sul Vangelo di Giovanni 19,1

Dall’Udienza generale di Benedetto XVI del 14 giugno 2006 su s. Andrea

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2006/documents/hf_ben-xvi_aud_20060614_it.html

30/11/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 novembre 2012

 

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 4:18-22.

18 And Jesus, walking by the sea of Galilee, saw two brethren, Simon called Peter, and Andrew his brother, casting a net into the sea: for they were fishers. 19 And he saith unto them, Follow me, and I will make you fishers of men. 20 And they straightway left their nets, and followed him. 21 And going on from thence, he saw other two brethren, James the son of Zebedee, and John his brother, in a ship with Zebedee their father, mending their nets; and he called them. 22 And they immediately left the ship and their father, and followed him.

(more…)

Vangelo (Mt 4,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 30 Novembre 2012) con commento comunitario

29 novembre 2012

SANT’ANDREA, apostolo – Festa
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,18-22)

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Video: A sua immagine, Il libro del papa sull’infanzia di Gesù

29 novembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012
-11-25&ch=1&v=159289&vd=2012-11-25&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

29 novembre 2012. Liturgia del giorno. Giovedì della II settimana del Salterio. Santi. Inizio della Novena all’Immacolata

28 novembre 2012

 

In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Ap 18,1-2.21-23; 19,1-3.9
È caduta Babilònia la grande.
Salmo (Sal 99)
Beati gli invitati al banchetto di nozze dell’Agnello!
Vangelo Lc 21,20-28
Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/02GIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/02GIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi inizia la Novena dell’ Immacolata detta dello Stellario di Maria Vergine Immacolata.

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/11/28/novena-della-solennita-dellimmacolata-concezione-di-maria/

Il Martirologio romano  ricorda oggi san Francesco Antonio Fasani, 1681-1742, dell’Ordine dei frati minori conventuali, chiamato da coloro che gli erano vicini “padre maestro”.

http://www.clerus.org/clerus/dati/2009-06/19-13/IT_Fasani.html

http://it.gloria.tv/?media=113394

Oggi inizia anche la novena all’Immacolata di  san Francesco Antonio Fasani

https://gpcentofanti.wordpress.com/2010/11/29/novena-allimmacolata-di-s-f-a-fasani-1%C2%B0-giorno/

Si ricordano anche san Saturnino di Tolosa, vescovo e martire al tempo dell’imperatore Decio, uno dei santi più popolari in Francia e Spagna. http://www.santiebeati.it/dettaglio/79700,  e SanSaturnino di Cartagine, martire nel 304, assieme a Sisinio http://www.santiebeati.it/dettaglio/91140

san Fedele di Merida, ?-572, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79800

santi Demetrio e Biagio, I sec., venerati a Veroli. Tutte le notizie sono legate alle loro reliquie.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79850

san Bernardo di Nazareth, tra i molti vescovi trasferiti in Palestina durante la prima Crociata

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90687

 

(di seguito, notizie tratte da http://www.monasterodibose.it)

La chiesa siro-occidentale fa oggi memoria di uno dei suoi più grandi scrittori e poeti: Giacomo di Sarug la cui vita ci è tunta soprattutto grazie alla Storia del contemporaneo Giacomo di Edessa. Nato nel 451 nel villaggio di Qurtam, sull’Eufrate, Giacomo studiò alla celebre scuola di Edessa. A 22 anni divenne monaco, e iniziò presto a trasfondere la sua meditazione delle Scritture in poemi religiosi di rara bellezza. Dopo aver ricevuto l’ordinazione presbiterale, Giacomo divenne visitatore ecclesiastico della chiesa locale di Hawra, ed ebbe così modo di conoscere tutta la Siria; poi, sul finire dalla vita, fu eletto vescovo di Batnan-Sarug, nel 518. Giacomo morì il 29 novembre del 521, e per le sue grandi doti di scrittore la chiesa siriaca gli attribuì il titolo di «arpa dello Spirito santo», al pari del suo maestro sant’Efrem. Dei suoi 763 poemi, appena un terzo è giunto a noi. In essi Giacomo canta con continui e sapienti rinvii alle Scritture ebraiche e cristiane la bellezza dell’agire divino nella storia, riflesso emblematicamente nello sguardo misericordioso di Dio rivelato a noi dal volto di Cristo.

Nel suo dolore, l’anima malata dice:
Chi mi restituirà la bellezza di cui ero adorna
perché non pecchi più?

E se Dio mi ha gradito
a motivo della sua misericordia,
chi mi restituirà le qualità che ho perduto?

La mia natura è bella e splendente come il giorno;
se succederà che si spenga e si oscuri,
chi la rischiarerà ancora
per restituirle la bellezza?

E se tu cancelli i miei peccati
con la tua misericordia,
chi mi innalzerà al livello da cui sono caduta?

O anima che hai perduto la bellezza,
tu sei l’immagine del re: vieni!
La tua bellezza è fra le mani del tuo Signore:
egli l’ha custodita per te fino al momento
in cui farai ritorno a lui.

Allora egli te la ridarà
secondo la sua promessa.
Ci tiene assolutamente a rendertela

Giacomo di Sarug, dai Poemi

29/11/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 novembre 2012

 

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 21:20-28.

20 And when ye shall see Jerusalem compassed with armies, then know that the desolation thereof is nigh. 21 Then let them which are in Judaea flee to the mountains; and let them which are in the midst of it depart out; and let not them that are in the countries enter thereinto. 22 For these be the days of vengeance, that all things which are written may be fulfilled. 23 But woe unto them that are with child, and to them that give suck, in those days! for there shall be great distress in the land, and wrath upon this people. (more…)

Vangelo (Lc 21,20-28) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 29 Novembre 2012) con commento comunitario

28 novembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,20-28)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.

Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Settima catechesi di Benedetto XVI sulla fede

28 novembre 2012

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/
documents/hf_ben-xvi_aud_20121128_it.html

Video: A sua immagine, La fede e l’arte

28 novembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-
11-24&ch=1&v=159136&vd=2012-11-24&vc=1

I link di Rai replay sonoo attivi solo per alcuni giorni.

28/11/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

27 novembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 21:12-19

12 But before all these, they shall lay their hands on you, and persecute you, delivering you up to the synagogues, and into prisons, being brought before kings and rulers for my name’s sake. 13 And it shall turn to you for a testimony. 14 Settle it therefore in your hearts, not to meditate before what ye shall answer: 15 For I will give you a mouth and wisdom, which all your adversaries shall not be able to gainsay nor resist. 16 And ye shall be betrayed both by parents, and brethren, and kinsfolks, and friends; and some of you shall they cause to be put to death. 17 And ye shall be hated of all men for my name’s sake. 18 But there shall not an hair of your head perish. 19 In your patience possess ye your souls. (more…)

28 novembre 2012. Liturgia del giorno. Mercoledì della II settimana del Salterio. Santi. Calendario mariano. Nostra Signora del Dolore di Kibheo.

27 novembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Ap 15,1-4
Cantano il canto di Mosè e il canto dell’Agnello.
Salmo (Sal 97)
Grandi e mirabili sono le tue opere, Signore Dio onnipotente.
Vangelo Lc 21,12-19
Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/02MERpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/02MERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

 

SANTI E MEMORIE DEL GIORNO. CALENDARIO MARIANO

Oggi il Calendario Mariano ricorda Nostra Signora del Dolore di Kibheo, Rwanda. Da questo sito

https://gpcentofanti.wordpress.com/2011/11/28/28-novembre-nostra-signora-del-dolore-di-kibheo-rwanda/

Si ricordano san Giacomo della Marca, 1394-1476. Fu discepolo di san Bernardino da Siena, dal quale ricevette a 22 anni il saio francescano. Come il maestro, anch’egli si diede alla predicazione, in Italia, Polonia, Boemia, Bosnia e in Ungheria dove si recò per ordine del Papa. Oratore ardente, si scagliò soprattutto contro i vizi dell’avarizia e dell’usura. Proprio per combattere quest’ultima, san Giacomo della Marca ideò i Monti di Pietà, dove i poveri potevano impegnare le proprie cose, non più all’esoso tasso preteso dai privati usurai ma ad un interesse minimo. Già debilitato per la vita di penitenza, morì a Napoli, nel 1476. Le sue ultime parole furono: «Gesù, Maria. Benedetta la Passione di Gesù»

http://www.santiebeati.it/dettaglio/35550

santa Fausta romana. Di lei c’è solo un accenno nell’agiografia cristiana, lo si trova nella Passione di sant’Anastasia, dove si legge “Benché mio padre fosse un idolatra, mia madre Fausta è vissuta sempre fedele e casta. Essa mi ha fatto cristiana nella culla”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79650

san Sostene, I sec.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90452

sant‘Irenarco. A Sebaste, in Armenia, si celebra oggi il ricordo di Sant’Irenarco che, addetto alle torture, si convertì a Cristo per l’esemplare forza d’animo delle donne cristiane e venne per questo decapitato sotto l’imperatore Diocleziano e il governatore Massimo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/93014

santo Stefano il Giovane. Monaco orientale, visse nell’VIII secolo, durante la lotta iconoclasta, di cui fu vittima e martire. Nato a Costantinopoli nel 715, Stefano si mise dapprima sotto la direzione di un eremita, poi entrò nel monastero di Monte Sant’Aussenzio, in Bitinia, dove divenne abate. Qui visse pregando e svolgendo il lavoro di copiatura di testi. In quel periodo l’imperatore iconoclasta Costantino Copronimo nella sua battaglia contro le immagini sacre aveva preso di mira in particolare i monaci. In seguito al concilio di Hiera, che nel 753 condannò i difensori delle icone, Stefano si schierò apertamente contro l’imperatore. Questo gli costò lunghe vessazioni, prigionie, ingiurie e incarcerazioni. Il 28 novembre 764 Stefano fu ucciso da alcuni ufficiali di palazzo a Costantinopoli, senza l’ordine dell’imperatore.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92321

Le chiese ortodosse ricordano oggi lo starec Paisij Velickovskij,maestro di intere generazioni di monaci. Paisij nacque nel 1722 a Poltava, in Ucraina. Desideroso di una profonda vita spirituale, egli entrò nell’Accademia teologica di Kiev. Deluso dai sistemi troppo ispirati alla teologia delle scuole occidentali e poco radicati nella tradizione patristica, egli partì alla volta dell’Athos, dove giunse all’età di 24 anni. Uomo di grande dolcezza, amante della sapienza e capace di utilizzare i moderni metodi scientifici per esplorare il pensiero dei padri, Paisij trovò presto riunita attorno a sé una folta schiera di monaci romeni e slavi. Cominciò allora a organizzare comunità cenobitiche, che strutturava attorno al duplice polo della preghiera di Gesù, da lui appresa al Monte Athos, e dello studio dei padri. Grazie a Paisij e ai suoi compagni furono tradotte per la prima volta in lingua romena e slava moltissime opere patristiche. E a lui che si deve l’edizione in slavone della Filocalia, cioè dell’antologia composta da Nicodemo Aghiorita di testi dei padri orientali sulla preghiera del cuore. Per il suo discernimento e l’enorme numero di discepoli di diverse nazionalità che aveva accolto e saputo riconciliare attorno a sé, Paisij esercitò un profondo influsso sulla vita spirituale di generazioni di cristiani e di monaci. Paisij morì il 15 novembre del 1793 nel monastero romeno di Neamt, di cui nel 1779 era divenuto starec.

Così si edifica la vita comunitaria dei cenobi: per prima cosa, figli miei occorre che chi presiede sia molto versato in tutte le divine Scritture, in pieno possesso del dono di un vero e retto discernimento, capace di istruire e di guidare i suoi discepoli secondo la potenza delle sante Scritttire. Abbia amore vero e sincero per tutti. Sia mite e molto umile, molto paziente. Sia assolutamente libero dalla collera. In secondo luogo, i discepoli siano nelle sue mani come utensili nelle mami dell’artista, come argilla nelle mani del vasaio, corne la pecora nelle mani del pastore. Non posseggano beni particolari, nulla di nulla, nemmeno un ago. Non confidino in se stessi a proposito di nulla, ma solo nel loro padre spirititale.

Paisij Velickovskij, dalle Lettere

La vera obbedienza consiste in questo: nel non pensare che si servono gli uomini, bensì il Signore. Dall’obbedienza nasce l’umiltà e l’umiltà è il fondamento di tutti i comandamenti, così come l’amore ne è la sommità. Perciò sforzatevi, nei limiti delle vostre possibilità, di compiere tutti i comandamenti del Signore. Umiliatevi l’uno davanti all’altro; preferite l’altro a voi stessi e abbiate amore secondo Dio tra di voi. Allora ci sarà in voi un’unica anima e un unico cuore nella grazia di Cristo.

Paisij Velickovskij, dalle Istruzioni ai monaci
(tratto da http://www.monasterodibose.it)

 

Vangelo (Lc 21,12-19) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 28 Novembre 2012) con commento comunitario

27 novembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,12-19)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.

Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Video: LOURDES e i colori dell’autunno

27 novembre 2012

http://gloria.tv/?media=358883

Supplica alla Vergine della Medaglia Miracolosa

26 novembre 2012

(Da recitarsi alle 17 del 27 Novembre, festa della Medaglia, in ogni 27 del mese, ed in ogni urgente necessità.)

 

 

O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest’ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d’affetto e pegno di protezione. Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all’unìsono col tuo. Lo accenderà d’amore per Gesù e lo fortificherà per portare ogni giorno la propria croce dietro a Lui.

Ave, Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

Questa è l’ora tua, o Maria, l’ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l’ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. Fai, o Madre, che quest’ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest’ora sia anche l’ora nostra: l’ora della nostra sincera conversione, e l’ora del pieno esaudimento dei nostri voti. Tu che hai promesso proprio in quest’ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l’amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia.

Ave, Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi. Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti. Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest’ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. Ricordati che anch’essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo. Amen.

Salve, Regina. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

27 novembre 2012. Liturgia del giorno. Martedì della II settimana del Salterio. Santi. Calendario mariano. B.V. Maria della Medaglia Miracolosa

26 novembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Ap 14,14-19
È giunta l’ora di mietere, perché la messe della terra è matura.
Salmo (Sal 95)
Vieni, Signore, a giudicare la terra.
Vangelo Lc 21,5-11
Non sarà lasciata pietra su pietra.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/02MARpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/02MARpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MarCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi ricorre l’anniversario dell’apparizione di Maria Santissima alla novizia Santa Caterina Labourè, Figlia della Carità (Ordine fondato da San Vincenzo de’ Paoli), a Parigi in Rue du Bac. Santa Caterina, rimasta orfana a nove anni della madre, si era scelta la Madonna come mamma e sognava e pregava San Vincenzo per poterLa vedere. Ebbene, una notte fu destata dal suo Angeo Custode, splendente e con l’aspetto di un bimbo che la invitava a scendere in Cappella dove la Madonna la aspettava. La Santa obbedì ed ebbe lo straordinario privilegio stando ai piedi della Madonna, di poggiare il capo e le mani sulle ginocchia della Vergine Santissima. Nello stesso anno (1830), successivamente il 27 novembre appunto, alle 17,30, Maria apparve di nuovo alla destra dell’Altare della Cappella del Noviziato, con abiti regali e le mani coperte di anelli da cui uscivano raggi di luce scintillante. Poi intorno alla Vergine si formò un quadro ovale su cui a semicerchio si leggevano le parole: “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Il quadro si voltò e comparve la “M” di Maria sormontata da una Croce senza Crocifisso, avente come base la lettera J (dal nome di Jesus) e sotto due cuori uno circondato di spine (quello di Gesù) e l’altro, di Maria, trapassato da una spada. Dodici stelle circondavano il tutto.La Madonna disse a Santa Caterina: “Fà coniare una medaglia su questo modello; quelli che la porteranno con fiducia ripetendo la breve giaculatoria, riceveranno grandi grazie e saranno sotto la specialissima protezione della Madre di Dio”. La stessa Vergine poi, con identiche sembianze apparve e convertì l’ebreo Alfonso di Ratisbonne nella stupenda Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte in Roma, dove, appunto vi è un Altare con Tabernacolo d’oro, bellissimo, con un altrettanto meraviglioso quadro della Madonna così come apparve sia a Santa Caterina Labourè che all’ebreo convertito. Quindi, ogni anno il 27 di novembre alle 17,30 si recita la Supplica alla Madonna della Medaglia Miracolosa (il testo si trova sul sito del Santuario di Sant’Andrea delle Fratte di Roma). Nella stessa Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte il Santo martire Massimiliano Kolbe celebrò la sua prima S: Messa.

Oggi si ricorda san Virgilio di Salisburgo, vescovo. Fu monaco ed in seguito divenne abate del monastero Achadh-bo-Cainningh, poi si recò in Gallia a Kiersy. Fu quindi mandato da Pipino il Breve a reggere la diocesi di Baviera, ma non fu consacrato vescovo per ragioni politiche in seguito alla morte di San Bonifacio. A lui si deve la prima organizzazione della diocesi di Salisburgo e l’evangelizzazione delle regioni slave della Carinzia, della Stiria e della Pannonia.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/79450

Si ricordano anche san Gustavo, monaco benedettino. In gioventù, fu catturato da pirati che lo abbandonarono, dopo anni di schiavitù, nell’isola di Ouessant, Francia. Accolto da San Felice, entrò nel monastero di San Gilda dove, nonostante fosse analfabeta, cantava a memoria e con grande fervore il salterio.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/44450

e sant’Apollinare, martire di Montecassino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90910

27/11/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

26 novembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 21:5-11.

5 And as some spake of the temple, how it was adorned with goodly stones and gifts, he said, 6 As for these things which ye behold, the days will come, in the which there shall not be left one stone upon another, that shall not be thrown down. 7 And they asked him, saying, Master, but when shall these things be? and what sign will there be when these things shall come to pass? 8 And he said, Take heed that ye be not deceived: for many shall come in my name, saying, I am Christ; and the time draweth near: go ye not therefore after them. 9 But when ye shall hear of wars and commotions, be not terrified: for these things must first come to pass; but the end is not by and by. 10 Then said he unto them, Nation shall rise against nation, and kingdom against kingdom: 11 And great earthquakes shall be in divers places, and famines, and pestilences; and fearful sights and great signs shall there be from heaven.

(more…)

Vangelo (Lc 21,5-11) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 27 Novembre 2012) con commento comunitario

26 novembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21,5-11)

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».

Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».

Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Medjugorje: messaggio a Marija del 25 novembre 2012

26 novembre 2012

Ecco il link per il messaggio, che dovrebbe venire annunciato nella
giornata del 25 ott. e poi essere trascritto appunto sul seguente sito::

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Ecco il testo scritto del messaggio suddetto:

“Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito tutti a rinnovare la preghiera. Apritevi alla Santa confessione perchè ognuno di voi accetti col cuore la mia chiamata. Io sono con voi e vi proteggo dall’ abisso del peccato e voi dovete aprirvi alla via della conversione e della santità perchè il vostro cuore arda d’amore per Dio. DateGli il tempo e Lui si donerà a voi, e così nella volontà di Dio scoprirete l’amore e la gioia della vita. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Benedetto XVI. Angelus del 25 novembre 2012

26 novembre 2012

PRIMA DELL’ANGELUS

Cari fratelli e sorelle!

Oggi la Chiesa celebra Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo.
Questa solennità è posta al termine dell’anno liturgico e riassume il mistero di Gesù «primogenito dei morti e dominatore di tutti i potenti della terra» (Orazione Colletta Anno B), allargando il nostro sguardo verso la piena realizzazione del Regno di Dio, quando Dio sarà tutto in tutti (cfr 1 Cor 15,28).
San Cirillo di Gerusalemme afferma: «Noi annunciamo non solo la prima venuta di Cristo, ma anche una seconda molto più bella della prima. La prima, infatti, fu una manifestazione di patimento, la seconda porta il diadema della regalità divina; … nella prima fu sottoposto all’umiliazione della croce, nella seconda è attorniato e glorificato da una schiera di angeli» (Catechesis XV,1 Illuminandorum, De secundo Christi adventu: PG 33, 869 A). Tutta la missione di Gesù e il contenuto del suo messaggio consistono nell’annunciare il Regno di Dio e attuarlo in mezzo agli uomini con segni e prodigi. «Ma – come ricorda il Concilio Vaticano II – innanzitutto il Regno si manifesta nella stessa persona di Cristo» (Cost. dogm. Lumen gentium, 5), che lo ha instaurato mediante la sua morte in croce e la sua risurrezione, con cui si è manifestato quale Signore e Messia e Sacerdote in eterno.
Questo Regno di Cristo è stato affidato alla Chiesa, che ne è «germe» ed «inizio» e ha il compito di annunciarlo e diffonderlo tra tutte le genti, con la forza dello Spirito Santo (cfr ibid.). Al termine del tempo stabilito, il Signore consegnerà a Dio Padre il Regno e gli presenterà tutti coloro che hanno vissuto secondo il comandamento dell’amore.
Cari amici, tutti noi siamo chiamati a prolungare l’opera salvifica di Dio convertendoci al Vangelo, ponendoci con decisione al seguito di quel Re che non è venuto per essere servito ma per servire e per dare testimonianza alla verità (cfr Mc 10,45; Gv 18,37).
In questa prospettiva invito tutti a pregare per i sei nuovi Cardinali che ieri ho creato, affinché lo Spirito Santo li rafforzi nella fede e nella carità e li ricolmi dei suoi doni, così che vivano la loro nuova responsabilità come un’ulteriore dedizione a Cristo e al suo Regno. Questi nuovi membri del Collegio Cardinalizio ben rappresentano la dimensione universale della Chiesa: sono Pastori di Chiese nel Libano, in India, in Nigeria, in Colombia, nelle Filippine, e uno di essi è da lungo tempo al servizio della Santa Sede.
Invochiamo la protezione di Maria Santissima su ciascuno di essi e sui fedeli affidati al loro servizio. La Vergine ci aiuti tutti a vivere il tempo presente in attesa del ritorno del Signore, chiedendo con forza a Dio: «Venga il tuo Regno», e compiendo quelle opere di luce che ci avvicinano sempre più al Cielo, consapevoli che, nelle tormentate vicende della storia, Dio continua a costruire il suo Regno di amore.

 

BENEDETTO XVI PP.

E. Lev. “La Madonna di Raffaello”

26 novembre 2012

Armonia, serenità e obbedienza sono ancora considerate doti nella donna moderna? Che sia a casa o al lavoro, la nostra epoca sembra spingere le donne verso l’auto-affermazione e il multi-tasking attivo piuttosto che verso la contemplazione e la quiete. Non deve quindi sorprenderci se oggi le Madonne di Raffaello Sanzio, un tempo desiderate per ogni casa o altare del Rinascimento, hanno perso il favore della gente, arrendendosi ai modelli di femminilità contemporanei.

Al di là delle mode attuali, lo stile coinvolgente di Raffaello costringe ancora chi guarda le sue opere a soffermarsi e a confrontarsi con la sua intuizione che la Madre di Dio può insegnare lezioni preziose a tutte le donne di ogni tempo.

Malgrado la morte prematura a 37 anni nel 1520, Raffaello ha lasciato una ricca eredità di immagini mariane, che spaziano dalle opere meditative domestiche alle grandiose pale d’altare. In esse, la sua attenzione si concentrava invariabilmente sulla bellezza interiore piuttosto che sulle azioni esteriori.

 

Maria ha dato a Cristo la sua natura umana e lo ha portato nel mondo per l’umanità. Pertanto, le Madonne devozionali più belle di Raffaello sono poste in ambienti paesaggistici ameni: nella sua Bella Giardiniera (oggi al Louvre), Maria è posta, insieme ai bambini Cristo e Giovanni, tra le dolci colline del paesaggio toscano. Le figure, compatte e tuttavia voluminose, dominano lo spazio, ma ai loro piedi si estende una natura morta di foglie e piante. La testa e le spalle della Vergine sono incorniciate dal cielo blu e da delicate nuvole, e la sua pelle risplende della luce celeste. Le colline rispecchiano la curva delle sue spalle, creando una linea perfetta. Il leggero movimento del suo velo e il rigonfiamento della veste servono a sottolineare la struttura della chiesa alla sua destra. Qui, e molte altre volte, Raffaello ha indicato Maria come portale della grazia: Madre sia di Cristo, sia del suo corpo, la Chiesa.

 

Raffaello non era però legato unicamente alla natura. Era a sua agio anche nel trasportare Maria lontano dalla sfera terrena nel regno dell’apparizione. La sua Madonna Sistina (ora nella Gemäldegalerie di Dresda), costituisce un’incursione in una nuova iconografia. Le tende scostate rivelano la Madonna con Bambino che fluttua a mezz’aria sopra un parapetto. Nubi rigonfie sembrano sostenere i suoi piedi, mentre la luce rivela le sagome di cherubini tra la foschia che l’avvolge. Santa Barbara guarda in giù con indulgenza, verso due putti in posa ai piedi di Maria, mentre Papa san Sisto richiama l’attenzione di Maria sulle nostre suppliche. La Vergine, però, guarda verso chi osserva l’opera, serena e rassicurante, offrendo speranza. La sua tranquilla grazia è frutto dello studio instancabile e della meditazione dell’artista su Maria quale intercessore.

Sebbene Raffaello sia conosciuto in modo particolare per aver dipinto la serena calma della maternità di Maria, si è cimentato anche con i momenti più dolorosi della sua vita. Nella Deposizione, il ventitreenne pittore ha infranto una tradizione separando Madre e Figlio, ponendoli ai lati opposti del dipinto. Tuttavia, anche quando è distante da Gesù, Maria colma lo spazio con la sua empatia. Mentre la testa di Cristo cade all’indietro senza vita, Maria si accascia nel dolore, con la spalla in avanti, il collo inclinato. Essi sono il riflesso l’una dell’altro attraverso la divisione, creando un legame tanto stretto e intimo quanto lo è il contatto fisico.

 

Con tutte le sue sperimentazioni nell’arte — ispirato dalle relazioni dinamiche tra le figure di Leonardo o dalle torsioni scultoree di Michelangelo — Raffaello non ha mai perso di vista il suo obiettivo particolare di rafforzare l’unione tra la Madre e suo Figlio.

Come le rassicuranti preghiere del Rosario, le Madonne di Raffaello consentono a chi le osserva di meditare sulla gioia, la tristezza o l’esaltazione, partecipando allo stesso tempo alla profonda serenità dell’ancella del Signore. Forse, tra il portare a casa la spesa e l’accompagnare i bambini agli allenamenti di calcio, le donne d’oggi potrebbero ancora trarre beneficio dall’ideale senza tempo proposto da Raffaello.

  Elisabeth Lev

Video: Sulla via di Damasco, Don Oreste Benzi

26 novembre 2012

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-
74e19ae7-c620-44a6-8233-856e0bed01fa.html

26 novembre 2012. Liturgia del giorno. Lunedì della iI settimana del Salterio. Santi

25 novembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Ap 14,1-3.4-5
Recavano scritto sulla fronte il nome di Cristo e il nome del Padre suo.
Salmo (Sal 23)
Ecco la generazione che cerca il tuo volto, Signore.
Vangelo Lc 21,1-4
Vide una vedova povera, che gettava due monetine.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/02LUNpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/02LUNpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/LunCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Le chiese ortodosse ricordano oggi Caterina di Alessandria, martire e testimone della sapienza di Dio. La chiesa cattolica ha invece lasciato cadere dal suo calendario, nell’ultima riforma del 1969, la celebrazione della santa, mentre la chiesa anglicana ne ha conservato la memoria in tono minore. Caterina costituisce in effetti uno degli esempi più evidenti dell’enorme impatto che può avere sulla vita di intere generazioni di cristiani una vicenda i cui contenuti storici sono assai tenui, e che deve invece moltissimo alla fede e all’immaginazione degli agiografi. Secondo la tradizione, Caterina era una ragazza di nobile famiglia alessandrina che, a motivo della propria fede, fu processata dall’imperatore romano del tempo, Massimino Daia; poiché rifiutava di apostatare, lo stesso imperatore le chiese di sposarlo e di avere così salva la vita, ma Caterina rifiutò. Nel corso delle sue peripezie essa convertì al cristianesimo con la sua grande sapienza quasi tutti i suoi interlocutori, compresa la moglie di Massimino. La tradizione narra che dopo il martirio – che Caterina affrontò assieme a tutti coloro che aveva condotto alla fede – il suo corpo fu trasportato da un angelo sul monte Sinai, nel luogo dove ancor oggi sono custodite le sue spoglie, presso il monastero a lei dedicato. Probabilmente questo racconto, di formulazione medievale, vuole rendere conto del trasferimento delle reliquie della santa da Alessandria al Sinai, avvenuto in epoca a noi ignota. La vicenda di Caterina è stata trasmessa in molte versioni letterarie: in particolare, in occidente, mediante la sua passio latina e laVita narrata nella Leggenda aurea di Jacopo da Varazze. Il suo culto ha conosciuto una larghissima diffusione, grazie soprattutto all’opera missionaria degli ordini mendicanti.

L’occhio puro e freddo, quanto basta per fare a pezzi la nostra città, quel suo sguardo quel diniego che si appella alla verità.

Il letto, la tavola, è confortevole l’uomo carponi là in mezzo. Ma il pericolo, è quell’occhio in cui brilla l’esistenza di Dio.

Allora se taglieremo il collo a questa colpevole innocenza, non si tratterà altro, lo abbiamo accertato, che di legittima difesa.

Paul Claudel Caterina di Alessandria