Archive for dicembre 2012

1° gennaio 2013. Liturgia del giorno. Lunedì della I settimana del Salterio. Santi. Calendario Mariano, Maria madre di Dio

31 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA

Colore liturgico : BIANCO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Nm 6, 22-27

Porranno il mio nome sugli Israeliti, e io li benedirò.
Salmo (Sal 66)
Dio abbia pietà di noi e ci benedica.
II Lettura Gal 4,4-7
Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.
Vangelo Lc 2,16-21
I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/0101lodPage.htm

SECONDI VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/0101vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/DomCPage.htm

SANTI DEL GIORNO – CALENDARIO MARIANO

Maria dà al mondo Cristo nostra pace

Nell’ottava del Natale si celebra la festa di «Maria madre di Dio». In verità, le letture bibliche mettono l’accento sul «figlio di Maria» e sul«Nome del Signore», anziché su Maria.
Infatti l’antica «benedizione sacerdotale» è scandita dal nome del Signore, ripetuto all’inizio di ogni versetto (prima lettura); il testo di san Paolo sottolinea l’opera di liberazione e di salvezza compiuta da Cristo, nella quale è incastonata la figura di Maria, grazie alla quale il Figlio di Dio ha potuto venire nel mondo come vero uomo (seconda lettura); il vangelo termina con l’imposizione del nome di Gesù, mentre Maria partecipa in silenzio al mistero di questo suo figlio nato da Dio.
Questa attenzione prevalente al «Figlio» non riduce il ruolo della Madre: Maria è totalmente Madre perché è stata in totale relazione a Cristo, perciò onorando lei è più glorificato il Figlio. Il titolo di «Madre di Dio»sottolinea la missione di Maria nella storia della salvezza: missione che sta alla base del culto e della devozione del popolo cristiano; Maria infatti non ha ricevuto il dono di Dio per sé sola, ma per portarlo nel mondo:«nella verginità feconda di Maria (tu, o Dio) hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna» (colletta).Madre di Dio – Madre dell’uomo
Il significato etimologico del nome Gesù, «Dio salva», ci introduce in pieno nel mistero di Cristo: dall’incarnazione alla nascita, dalla circoncisione al compimento pasquale della morte-risurrezione, Gesù è in tutto il suo essere la perfetta benedizione di Dio, è dono di salvezza e di pace per tutti gli uomini; nel suo nome siamo salvati (cf At 2,21; Rm10,13). Ora questa offerta di salvezza viene da Maria ed essa la partecipa al popolo di Dio come un tempo ai pastori. Maria che ha dato la vita al Figlio di Dio, continua a partecipare agli uomini la vita divina. Per questo viene considerata madre di ogni uomo che nasce alla vita di Dio, e insieme proclamata e invocata come «Madre della Chiesa» (cf LG 53.60-65; Paolo VI, 21.11-1964; orazione dopo la comunione).
Con gli Orientali, anche noi onoriamo «Mania sempre Vergine, solennemente proclamata santissima Madre di Dio dal Concilio di Efeso, perché Cristo… fosse riconosciuto, in senso vero e proprio, Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo» (UR 15).«Opere e giorni nella Sua Pace»E nel nome di Maria, madre di Dio e madre degli uomini, che dal 1967 si celebra in tutto il mondo la «giornata delta pace». La pace, in senso biblico, è il dono messianico per eccellenza, è la salvezza portata da Gesù, è la nostra riconciliazione e pacificazione con Dio. La pace è anche un valore umano da realizzare sul piano sociale e politico, ma affonda le sue radici nel mistero di Cristo (cf GS, cap. V).
La fede in Cristo, «autore della salvezza e principio di unità e di pace»(LG 9), appare evidente nella parte che il cristiano prende agli sforzi della umanità per la pace del mondo. La pace di Cristo non è diversa dalla pace dell’uomo: c’è semplicemente «la pace», e vale la pena spendere la vita per la sua continua ricerca. Il Magistero della Chiesa non ha cessato di attirare l‘attenzione sulla pressante necessità di fare della pace una dimensione effettiva della umana convivenza. Esso continua a rinnovare l’annuncio di quella pace che è poggiata sulla verità, la giustizia, l’amore e la libertà, «i quattro pilastri della casa della pace» aperta a tutti (Giovanni XXIII, 11-4-1963).Aprite i vostri occhi a visioni di pace!
«E allora il Nostro messaggio raggiunge il suo vertice: mai più gli uni contro gli altri! Se volete essere fratelli, lasciate cadere le armi dalle vostre mani. Non si può amare con armi offensive in pugno» (Paolo VI, Discorso all’ONU, 4-10-1965).
«Di fronte at difficile compito della pace, non bastano le parole… E’ necessario che penetri il vero spirito di pace… Genitori ed educatori, aiutate i fanciulli e i giovani a fare l’esperienza della pace nelle mille azioni quotidiane… Giovani, siate dei costruttori di pace! … Uomini impegnati nella vita professionale e sociale, spesso difficile per voi realizzare la pace. Non c’è pace senza giustizia e senza libertà, senza un coraggioso impegno per promuovere l’una e l’altra… Uomini politici, aprite nuove porte alla pace! Fate tutto ciò che è in vostro potere per far prevalere la voce del dialogo su quella della forza… Fate gesti di pace, anche audaci… poi tessete pazientemente la trama politica, economica e culturale della pace… Il lavoro per la pace, ispirato dalla carità che non tramonta, produrrà i suoi frutti. La pace sarà l’ultima parola della Storia»(Giovanni Paolo II, 21-12-1978).

Si ricordano anche san Guglielmo di Volpiano, Abate

http://www.santiebeati.it/dettaglio/30650

san Fulgenzio di Ruspe, Vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36000

san Vincenzo Maria Strambi, padre passionista

http://www.santiebeati.it/dettaglio/36000

1/1/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

31 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 2:16-21. 
The shepherds went in haste to Bethlehem and found Mary and Joseph, and the infant lying in the manger.
When they saw this, they made known the message that had been told them about this child.
All who heard it were amazed by what had been told them by the shepherds.
And Mary kept all these things, reflecting on them in her heart.
Then the shepherds returned, glorifying and praising God for all they had heard and seen, just as it had been told to them.
When eight days were completed for his circumcision, he was named Jesus, the name given him by the angel before he was conceived in the womb.
(more…)

Vangelo (Lc 2,16-21) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 1 Gennaio 2013) con commento comunitario

31 dicembre 2012

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,16-21)

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.

Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

salmo 96(95) _ Inno al Signore Re e giudice

31 dicembre 2012

Date al Signore, o famiglie dei popoli,

date al Signore gloria e potenza,

date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

Dite tra i popoli: “Il Signore regna!”.
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;

esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta

davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti.

Salmo 96(95)  1_7

……ANCHE SE SI SIAMO ARRIVATE CON TANTA FATICA , MA CI SIAMO…. SIAMO ALLE PORTE DEL 2013  !!!!

ACCOGLIAMOLO CON GRANDE ALEGRIA PERCHE’  E’ UN NUOVO GIORNO, E’ UNA NUOVA OPPPORTUNITA’ CHE CI OFFRE IL SIGNORE!!!!!

UN PENSIERO DI AUGURIO PER QUESTO NUOVO ANNO  CHE INIZIA !!

dalla GRANDE MADRE TERESA!!!!

La peggiore malattia oggi
e’ il non sentirsi desiderati
ne’ amati, il sentirsi abbandonati.
Vi sono molte persone al mondo
che muoiono di fame,
ma un numero ancora maggiore
muore per mancanza d’amore.
Ognuno ha bisogno di amore.
Ognuno deve sapere
di essere desiderato, di essere amato,
e di essere importante per Dio.
Vi e’ fame d’amore,
e vi e’ fame di Dio.

BUON ANNO 2013!!!!………………

SEMPRE CON GESU’ NEL CUORE!!!!

Te Deum

31 dicembre 2012

http://www.reginamundi.info/donnavestitadisole/tedeum/

31 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Domenica della I settimana del Salterio. Santi

30 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA

Colore liturgico : BIANCO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Gv 2,18-21
Avete ricevuto l’unzione dal Santo e tutti avete la conoscenza.
Salmo (Sal 95)
Gloria nei cieli e gioia sulla terra.
Vangelo Gv 1,1-18
Il Verbo si fece carne.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/1231lodPage.htm

PRIMI VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/0101pvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricorda san Giovanni Bosco. Grande apostolo dei giovani, fu loro padre e guida alla salvezza con il metodo della persuasione, della religiosità autentica, dell’amore teso sempre a prevenire anziché a reprimere. Sul modello di san Francesco di Sales il suo metodo educativo e apostolico si ispira ad un umanesimo cristiano che attinge motivazioni ed energie alle fonti della sapienza evangelica. Fondò i Salesiani, la Pia Unione dei cooperatori salesiani e, insieme a santa Maria Mazzarello, le Figlie di Maria Ausiliatrice. Tra i più bei frutti della sua pedagogia, san Domenico Savio, quindicenne, che aveva capito la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Giovanni Bosco fu proclamato Santo alla chiusura dell’anno della Redenzione, il giorno di Pasqua del 1934. Il 31 gennaio 1988 Giovanni Paolo II lo dichiarò Padre e Maestro della gioventù, stabilendo che “con tale titolo egli sia onorato e invocato, specialmente da quanti si riconoscono suoi figli spirituali”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22600

http://www.sdb.org/

Si ricorda anche santa Marcella. 

Agli inizi del 411 muore Marcella, nobildonna romana ricordata come la prima promotrice della vita monastica femminile nella città di Roma.
La sua vita ci è narrata con ampi dettagli storici e spirituali da Girolamo, che la conobbe attorno al 382 in occasione del suo soggiorno romano. Marcella, nata poco prima del 330, era di famiglia illustre. I fatti decisivi della sua vita furono la sua precoce vedovanza, dopo soli sette mesi di matrimonio, e l’incontro con le Vite dei padri del deserto che cominciavano a circolare in occidente grazie ad Atanasio.
Ritiratasi nella propria casa sull’Aventino, Marcella decise di condurre una vita di rinuncia, alla ricerca della povertà di cuore necessaria per poter comprendere le Scritture e fare la volontà di Dio. E delle Scritture Marcella divenne un’apprezzata interprete.
A lei si unirono col tempo altre giovani donne animate da analoghe intenzioni. Sebbene non fossero né le prime né le uniche donne a cercare di costituire un nucleo monastico nella capitale dell’impero, l’incontro con Girolamo diede loro, assieme a una sicura guida spirituale, una notorietà che è giunta fino ai nostri giorni.
Quando due sue compagne, Paola ed Eustochio, decisero di seguire il loro padre spirituale in Palestina, Marcella ritenne di non dover abbandonare il luogo di solitudine che era riuscita a crearsi nel cuore della città. Neppure l’arrivo dei goti di Alarico, della cui brutalità anche Marcella fece l’esperienza, le impedì di rimanere serenamente sino alla fine nel suo piccolo monastero cittadino, a ricercare la volontà di Dio nell’ascolto orante della sua Parola. (tratto dahttp://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39200

san Geminiano, ?-348, vescovo di Modena

http://www.santiebeati.it/dettaglio/39175

( Affresco nella Basilica di s. Giulio)

san Giulio. Il culto di san Giulio è molto vivo nella zona del Lago d’Orta, nell’Alto Novarese, dove esiste una chiesa, che sarebbe stata originariamente da lui edificata, nella quale è sepolto. Sulla sua figura storica non ci sono, però, notizie certe. La sua vicenda si intrecciò, infatti, con quella di un san Giuliano. Alcune fonti li indicano come fratelli, altri studiosi ipotizzano una confusione di nomi per la stessa persona. Secondo la più antica “Vita” (VII sec.), i due fratelli erano greci del IV secolo, trasferitisi in Italia perché disgustati dagli errori degli eretici e perseguitati. Dimorarono presso Roma e poi attraversarono la Penisola, fermandosi sul Lago d’Orta. Qui costruirono la novantanovesima chiesa, a Gozzano, e la centesima, dedicata ai santi Pietro e Paolo, sull’isola lacustre. Nella prima, dedicata a San Lorenzo, rimase Giuliano. Dei due antichi edifici non resta nulla e gli attuali non risalgono a prima del IX secolo.

san Ciro e san Giovanni, martiri ad Alessandria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90327

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90328

san Francesco Saverio Maria Bianchi. Nato ad Arpino, nel Frusinate, il 2 dicembre 1743, Francesco Saverio Maria Bianchi studiò nel Seminario di Nola e all’università di Napoli. Nel 1762 entrò nell’Ordine dei Barnabiti e proseguì gli studi a Macerata, Roma e ancora Napoli dove fu ordinato sacerdote nel 1767. Dedicatosi all’insegnamento rivestì importanti incarichi. Ma oltre che allo studio si dedicò alle opere di carità. Dedito alla penitenza non vi rinunciò neanche quando fu colpito da una misteriosa malattia alle gambe che lo immobilizzò negli ultimi tredici anni della sua vita: anzi, negli ultimi tre anni riuscì prodigiosamente a celebrare Messa tra molte difficoltà fisiche. Morì a Napoli il 31 gennaio 1815. Leone XIII lo beatificò il 22 gennaio 1893 e Pio XII lo canonizzò il 21 ottobre 1951. Il suo corpo è conservato nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio a Napoli

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91308

31/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

30 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 1:1-18. 
In the beginning was the Word, and the Word was with God, and the Word was God.
He was in the beginning with God.
All things came to be through him, and without him nothing came to be. What came to be
through him was life, and this life was the light of the human race;
the light shines in the darkness, and the darkness has not overcome it.
A man named John was sent from God.

(more…)

Concerto di Natale

30 dicembre 2012

 

Il Concerto di Natale del Coro della Diocesi di Roma

Vangelo (Gv 1,1-18) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 31 Dicembre 2012) con commento comunitario

30 dicembre 2012

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 1,1-18)

In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era Dio.

Egli era, in principio, presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di lui

e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.

In lui era la vita

e la vita era la luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre

e le tenebre non l’hanno vinta.

Venne un uomo mandato da Dio:

il suo nome era Giovanni.

Egli venne come testimone

per dare testimonianza alla luce,

perché tutti credessero per mezzo di lui.

Non era lui la luce,

ma doveva dare testimonianza alla luce.

Veniva nel mondo la luce vera,

quella che illumina ogni uomo.

Era nel mondo

e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;

eppure il mondo non lo ha riconosciuto.

Venne fra i suoi,

e i suoi non lo hanno accolto.

A quanti però lo hanno accolto

ha dato potere di diventare figli di Dio:

a quelli che credono nel suo nome,

i quali, non da sangue

né da volere di carne

né da volere di uomo,

ma da Dio sono stati generati.

E il Verbo si fece carne

e venne ad abitare in mezzo a noi;

e noi abbiamo contemplato la sua gloria,

gloria come del Figlio unigenito

che viene dal Padre,

pieno di grazia e di verità.

Giovanni gli dà testimonianza e proclama:

«Era di lui che io dissi:

Colui che viene dopo di me

è avanti a me,

perché era prima di me».

Dalla sua pienezza

noi tutti abbiamo ricevuto:

grazia su grazia.

Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,

la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.

Dio, nessuno lo ha mai visto:

il Figlio unigenito, che è Dio

ed è nel seno del Padre,

è lui che lo ha rivelato.

Taizé, la fede dal cuore giovane

30 dicembre 2012

Preghiera, riflessioni, incontri: l’originale Capodanno promosso dalla comunità ecumenica francese fa tappa a Roma. Ne parliamo con frère Alois.

28/12/2012

Questa fotografia e quella di copertina (con frère Alois in primo piano) sono dell'agenzia Reuters.

Questa fotografia e quella di copertina (con frère Alois in primo piano) sono dell’agenzia Reuters.

Le parrocchie romane si sono preparate. In ogni Messa i parroci non hanno dimenticato di chiedere alle famiglie di accogliere le migliaia di giovani attesi nella capitale dal 28 dicembre al 2 gennaio per il Pellegrinaggio di fiducia sulla terra, giorni di incontri e preghiere che i ragazzi di Taizé portano nel cuore delle città. Fondata una settantina d’anni fa da frère Roger, la comunità conta oggi circa cento fratelli, sia cattolici che di differenti origini evangeliche, provenienti da 30 Paesi diversi.

«Siamo contenti di far tappa a Roma, 25 anni dopo l’ultima volta», spiega frère Alois, 58 anni, successore di frère Roger alla guida della comunità di Taizé. «Nell’Anno della fede, tornare a Roma, alle fonti della fede e della carità, è per noi motivo di gioia. Avremo la possibilità di andare dal Papa, a San Pietro,di pregare in questi cinque giorni nelle basiliche, nelle parrocchie che, con le famiglie, accolgono questi giovani».

– Nel libro appena pubblicato per la Emi, Pellegrini di fiducia, il cammino di comunione seguìto a Taizé, lei dice che la fede comporta il rischio della fiducia. Cosa intende?

«Oggi la fede è un rischio per i giovani perché non si seguono automaticamente le tradizioni, come si faceva un tempo. Adesso vogliono vivere una fede personale, con una propria convinzione . Questo è bello, ma anche complicato perché non accettano facilmente tutta la tradizione della Chiesa. Sentono che la loro scelta implica un impegno verso Dio e un cambio nello stile di vita, ma è una via che vogliono percorrere personalmente.Dobbiamo ascoltare molto i giovani per aiutarli nel cammino della fede. Dobbiamo far sì che trovino la fonte della fiducia in Dio. Che è poi il tema dell’incontro di Roma e anche di tutto l’anno 2013».

 

Foto Reuters.

Foto Reuters.

– Ma i giovani hanno voglia di parlare, di farsi ascoltare?

«Direi di sì. A Taizé dopo la preghiera della sera restiamo in chiesa e i giovani possono venire e parlare personalmente con un fratello.Vengono in molti per condividere una gioia, una tristezza, una domanda. I giovani non trovano facilmente motivi di fiducia nella società. Anche le situazioni nelle famiglie spesso sono difficili e dunque dobbiamo creare nella Chiesa questa fiducia e vivere questo ascolto. Credo che bisognerebbe sviluppare un ministero di ascolto, diverso dalla confessione, nelle nostre chiese».

– Di questo si è parlato anche al recente Sinodo al quale è stato invitato?

«Se n’è discusso. Il Sinodo è stato un avvenimento molto importante di condivisione,innanzitutto, tra i vescovi e tra questi e gli osservatori e gli invitati. È stato un Sinodo pastorale e tutti i vescovi che ho sentito sono molto impegnati sul fronte di una nuova evangelizzazione e sul tema dei giovani. Alcune questioni sono state molto citate. come l’importanza della relazione personale con Dio. Dobbiamo cercare noi prima e poi aiutare i giovani a vivere in rapporto diretto con Dio. È stato discusso pure il tema della conversione:personale, ma anche conversione di tutta la Chiesa. Per me è stata un’esperienza della cattolicità della Chiesa».

 

Foto Reuters.

Foto Reuters.

– In continuità anche con il Concilio?

«Il Sinodo è stato come una continuità del concilio Vaticano II. Anche l’aspetto ecumenico era presente specialmente con la presenza del patriarca ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo, e con l’anglicano Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury. Ci sono stati momenti di ecumenismo durante questo Sinodo, così come era avvenuto nel Concilio. Per noi il Vaticano II è molto importante. Si può dire che, senza, Taizé non sarebbe com’è oggi».

– Taizé ha avuto molti amici, a cominciare da Giovanni XXIII. E oggi?

«Sono numerosi, famosi e meno famosi.Sono molto contento, onorato e aiutato nel mio ministero da questi legami. Vorrei ricordare l’accoglienza di Benedetto XVI che mi riceve in udienza privata ogni anno. Questo è stato un sostegno molto forte e adesso andare con i giovani a Roma significa anche dire al Papa che appoggiamo il suo ministero di unità. E poi, dopo Roma, andremo a Istanbul per celebrare la festa dell’Epifania con il patriarca Bartolomeo e con tutti i credenti lì. Abbiamo tante amicizie in tutto il mondo».

 

Frère Alois. Foto Afp/Getty Images.

Frère Alois. Foto Afp/Getty Images.

– I pilastri della spiritualità di Taizé sono la preghiera, il servizio ai poveri, la riconciliazione. Concretamente cosa fate?

«Sulla riconciliazione posso segnalare un esempio recente: in novembre abbiamo fatto un incontro di giovani, una tappa del pellegrinaggio di fiducia, in Ruanda, a Kigali, e8.500 giovani di 25 Paesi africani sono stati accolti in 4 mila famiglie. Questo Paese ha bisogno di riconciliazione e l’accoglienza è stata un modo concreto di viverla. Noi siamo venuti dall’Europa non per portare qualcosa,ma per essere testimoni di questa ricerca di riconciliazione.E quando ho visto questa accoglienza mi sono detto che questa è una chiamata anche per noi in Europa a continuare questa ricerca soprattutto laddove non sembra possibile. Dobbiamo credere che il Cristo è venuto per riconciliare tutta l’umanità».

– E sul servizio ai poveri?

«Vediamo che ci sono molti giovani che vivono situazioni materiali difficili. Quando un giovane, o una persona più anziana, non
ha lavoro, si trova in una difficoltà materiale,ma c’è anche sempre una dimensione umana. Difficoltà materiale e dignità umana vanno tenute insieme. Vorremmo incoraggiare tutti i giovani che vengono e sensibilizzarli a vivere una solidarietà più grande e quotidiana quando tornano nelle loro case. Per questo ci sforziamo di fare gesti concreti. A Taizé abbiamo accolto famiglie in difficoltà che vivono ormai da anni nel nostro villaggio. Ultimamente abbiamo accolto una famiglia cristiana orientale: la madre, che è dovuta fuggire dall’Irak, il padre egiziano e la loro piccola bambina. Già durante la Seconda guerra mondiale frère Roger aveva accolto rifugiati.In seguito aveva fatto sì che famiglie povere si stabilissero nella zona».

– Lei guida la comunità dal 2005, dalla morte di frère Roger. Cos’è cambiato da allora?

«Il cambiamento maggiore è che frère Roger non è più con noi e noi ancora oggi sentiamola mancanza del nostro fondatore. Noi però continuiamo nella linea che lui ha mostrato con il dono della sua vita e siamo impressionati che i giovani continuano a venire a Taizé. In questo non siamo cambiati. Esteriormente,invece, in questi anni abbiamo allargato ancora di più il nostro pellegrinaggio di fiducia agli altri continenti: abbiamo avuto incontri di giovani in India, Bolivia,Kenya, Cile e Filippine. Questo è un cambio esteriore, ma il cuore della nostra vocazione di fiducia, di riconciliazione non cambia».

– Quale augurio si sente di fare ai giovani per il nuovo anno?

«Auguro che i giovani possano scoprire la fiducia in Dio che dà la gioia e il senso alla vitae aiuta ad affrontare le domande difficili:perché la sofferenza? Perché la morte? La fiducia in Dio aiuta ad attraversare queste domande difficili e a vivere in pienezza la propria esistenza».

da Famiglia Cristiana

Salmo 84(83) _ Inno di pelligrinaggio

30 dicembre 2012

Quanto sono amabili le tue dimore, 
Signore degli eserciti! 
L'anima mia languisce 
e brama gli atri del Signore. 
Il mio cuore e la mia carne 
esultano nel Dio vivente. 
Anche il passero trova la casa, 
la rondine il nido, 
dove porre i suoi piccoli, 
presso i tuoi altari, 
Signore degli eserciti, mio re e mio Dio. 

Beato chi abita la tua casa: 
sempre canta le tue lodi! 
Beato chi trova in te la sua forza 
e decide nel suo cuore il santo viaggio. 

Passando per la valle del pianto 
la cambia in una sorgente, 
anche la prima pioggia 
l'ammanta di benedizioni. 
Cresce lungo il cammino il suo vigore, 
finché compare davanti a Dio in Sion. 

Signore, Dio degli eserciti, ascolta la mia preghiera, 
porgi l'orecchio, Dio di Giacobbe. 
Vedi, Dio, nostro scudo, 
guarda il volto del tuo consacrato. 
Per me un giorno nei tuoi atri 
è più che mille altrove, 
stare sulla soglia della casa del mio Dio 
è meglio che abitare nelle tende degli empi. 

Poiché sole e scudo è il Signore Dio; 
il Signore concede grazia e gloria, 
non rifiuta il bene 
a chi cammina con rettitudine. 
Signore degli eserciti, 
beato l'uomo che in te confida.

Salmo 84(83), 1_13



PREGHIERA ALLA SANTA FAMIGLIA DI NAZARETH 

Sii benedetta in eterno dagli angeli e dagli uomini,
o fortunata Casa di Nazareth,
tra le tue mura ospiti Gesù, Principe della Pace,
sorgente del vero amore.
Tu custodisci Maria, la piena di grazia,
accogli Giuseppe, l'uomo giusto,
il modello perfetto di ogni padre.
O Santa Famiglia di Nazareth,
proteggi le nostre famiglie cristiane.
Imparino da te l'amore alla preghiera,
all'occoglienza, alla reciproca donazione.
Soltanto voi, Gesù, Maria e Giuseppe
potete portare nelle nostre case cristiane
queste indispensabili virtù, dalle quali
dipende il mantenimento della pace domestica.
Fatelo, ve ne preghiamo!
Spariscano dalle nostre famiglie
le divisioni, le discordie, le gelosie,
i sospetti, l'intolleranza, la durezza,
nemici della quiete e della felicità.
I santi angeli, che vegliano sulla vostra casa,
visitino anche la nostra
e allontanino da essa le insidie del nemico.
Amen.

Video: Pietrelcina come Betlemme

30 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-25&ch=
1&v=164737&vd=2012-12-25&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

Non ho visto il programma, spero sia presentato con un profondo
sguardo di fede.

Piccolo magnificat (poesiole di d. Giampaolo)

29 dicembre 2012

https://gpcentofanti.wordpress.com/piccolo-magnificat
-poesiole-di-d-giampaolo/

Benedetto XVI ai giovani di Taizè

29 dicembre 2012

Dal Discordo di Benedetto XVI ai giovani pellegrini di Taizè oggi 29 dicembre 2012

“A volte il male e la sofferenza degli innocenti creano in voi il dubbio e il turbamento. E il sì a Cristo può diventare difficile. Ma questo dubbio non fa di voi dei non credenti! Perché in questo combattimento voi non perdiate la fiducia, Dio non vi lascia soli e isolati. Egli dà a tutti noi la gioia e il conforto della comunione della Chiesa”. …….

“Tornando a casa, nei vostri diversi Paesi, vi invito a scoprire che Dio vi fa corresponsabili della sua Chiesa, in tutta la varietà delle vocazioni”…«Non abbiate paura di precedere l’aurora per lodare Dio.  Non sarete delusi»

“Cari giovani amici, Cristo non vi toglie dal mondo. Vi manda là dove la luce manca, perché la portiate ad altri. Sì, siete tutti chiamati ad essere delle piccole luci per quanti vi circondano. Con la vostra attenzione a una più equa ripartizione dei beni della terra, con l`impegno per la giustizia e per una nuova solidarietà umana, voi aiuterete quanti sono intorno a voi a comprendere meglio come il Vangelo ci conduca al tempo stesso verso Dio e verso gli altri. Così, con la vostra fede, contribuirete a far sorgere la fiducia sulla terra. Siate pieni di speranza. Dio vi benedica, con i vostri familiari e amici!”.

30/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 2:41-52. 
Each year Jesus’ parents went to Jerusalem for the feast of Passover,
and when he was twelve years old, they went up according to festival custom.
After they had completed its days, as they were returning, the boy Jesus remained behind in Jerusalem, but his parents did not know it.
Thinking that he was in the caravan, they journeyed for a day and looked for him among their relatives and acquaintances,
but not finding him, they returned to Jerusalem to look for him.

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La Parola di Dio nelle letture del giorno

29 dicembre 2012

1 Gv  3,1-2

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!…noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Al centro c’è il bambino, il fanciullo che cresce, che porta il nome di Jeschua, cioè «Jahwé salva», un nome amato nella storia di Israele, a partire dal primo successore di Mosé. Egli crescerà fino a distinguersi dai suoi compagni che portano lo stesso nome, e darà al significato del suo nome un senso completamente unico: in lui Dio sarà definitivamente la salvezza; egli unificherà nella sua persona tutte le parole e le promesse divine e le porterà a compimento; si potrà dire di lui che egli è l’incarnata Parola di Dio in persona. Attraverso di lui e in lui si rivela quale era l’intenzione di Dio con l’umanità nel suo insieme e con ciascuno dei suoi membri, quale essa fu, è e sarà, al punto che nessuno di noi può trovare il suo definitivo rapporto verso Dio, il senso permanente della  sua esistenza a prescindere da questo Jeschua. Egli è la parola rivolta da Dio personal­mente a tutti, e perciò personalmente anche a me.

Questi, che adesso è ancora un bambino, secondo la testimonianza della Scrittura è nato da Maria, la Vergine, che lo ha concepito per opera dello Spirito Santo. Sempre, quando parlava del Padre suo, Gesù intendeva non un uomo, ma l’eterno Dio, il «Padre che è nei cieli», e il suo rapporto con questo Padre lo ha nettamente distinto da quello di altri uomini i quali devono se stessi in primo luogo ad un padre umano. ……….

Strana famiglia, in cui propriamente nessuno è quello che in un primo momento sembra essere dal di fuori. Una famiglia che come una cortina si richiude su di un mistero interiore, per farlo maturare senza che venga disturbato, per lasciarlo talmente indisturbato che più tardi, quando il bocciolo si apre e il mistero comincia a rivelarsi, l’ambiente circostante si stupisce, si indigna, e prende per pazzo il Figlio sbocciato da quella famiglia: «Non è costui il falegname, il figlio di Maria?», gridano nel vangelo di Marco, «Non è forse co stui il figlio del falegname, e non si chiama Maria sua madre?», nel vangelo di Matteo, «Non è forse costui il figlio di Giuseppe?», nel vangelo di Luca.

Strana famiglia, dunque, che è strutturata e tenuta assieme non dai vincoli della sessualità umana, ma da quelli dell’incarico e del piano di salvezza di Dio. Ma forse questi vincoli sono i più forti, essi possono unire anche individui disparati e fonderli assieme fino a formare un’unità di tipo superiore e di più grande pretesa…..Mai la nostra umanità piena di problemi diventerà una sacra Famiglia. Ma sarebbe già molto se essa tenesse davanti agli occhi questa insuperabile immagine ideale, che mostra persone di specie così fondamentalmente diversa come Gesù, la Madre sua e il suo padre pu­tativo uniti in una comunità di vita sotto la volontà d’amore di Dio. Solo se gli uomini imparano a guardare al di là dei loro interessi più ristretti, spesso giustificati dalla natura, spesso egoisticamente distorti, per puntare invece la vista in direzione del bene comune, c’è per l’umanità una chance di  sopravvivere….

H. VON BALTHAZAR

Lc 2,52

Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Vangelo (Lc 2,41-52) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 Dicembre 2012) con commento comunitario

29 dicembre 2012

SANTA FAMIGLIA DI GESÙ, MARIA E GIUSEPPE

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,41-52)

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

30 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Domenica della I settimana del Salterio. Santi

29 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA

Colore liturgico : BIANCO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Sam 1,20-22.24-28
Samuele per tutti i giorni della sua vita è richiesto per il Signore.
Salmo (Sal 83)
Beato chi abita nella tua casa, Signore.
II Lettura 1Gv 3,1-2.21-24
Siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
Vangelo Lc 2,41-52
Gesù è ritrovato dai genitori nel tempio in mezzo ai maestri.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/famlodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/famvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/nat/famvesPage.htm

SANTI E MEMORIE DEL GIORNO

Oggi si festeggia la Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe

Preghiera alla Santa Famiglia del Beato Giovanni Paolo II

« O Santa Famiglia di Nazareth, comunità d’amore di Gesù, Maria e Giuseppe, modello e ideale di ogni famiglia cristiana, a te affidiamo le nostre famiglie.

Apri il cuore di ogni focolare domestico alla fede, all’accoglienza della Parola di Dio, alla testimonianza cristiana, perché diventi sorgente di nuove e sante vocazioni.

Disponi le menti dei genitori, affinché con carità sollecita, cura sapiente e pietà amorevole, siano per i figli guide sicure verso i beni spirituali ed eterni.

Suscita nell’animo dei giovani una coscienza retta ed una volontà libera, perché crescendo in sapienza, età e grazia, accolgano generosamente il dono della vocazione divina.

Santa Famiglia di Nazareth, fa’ che tutti, contemplando ed imitando la preghiera assidua, l’obbedienza generosa, la povertà dignitosa e la purezza verginale vissuta in te, ci disponiamo a compiere la volontà di Dio e ad accompagnare con previdente delicatezza quanti tra noi sono chiamati a seguire più da vicino il Signore Gesù, che per noi ha dato sé stesso. Amen ».

(Omelia 26.12.1993)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22175

Si ricordano anche san Felice I, papa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55150

san Savino di Assisi,III-IV sec, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83400

sant’ Eugenio di Milano, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90109

san Giocondo, terzo vescovo di Aosta

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90109

san Ruggero di Canne, vescovo. Mentre l’antica città pugliese di Canne, già risorta altre volte dalle rovine, stava vivendo un’ulteriore disfatta causata dal normanno Roberto il Guiscardo, il vescovo Ruggero (sec XI) si trovò a reggere le sorti della sua città natale, restando unico riferimento per la sua gente prostrata dalla miseria e dalla fame. Il suo episcopio restò sempre aperto, divenendo la casa degli ultimi e degli indifesi. Un’antica sua fonte biografica riporta: “Andava scalzo con lo piede nudo per quelle campagne cercanno le limosine per li poveri”. Ruggero fu tenuto in grande stima anche dai pontefici Pasquale II e Gelasio II, i quali più volte gli affidarono incarichi delicati, quale messaggero di pace. Morì il 30 dicembre 1129; aveva circa 60 anni.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83450

Una breve ritratto di don Mario Torregrossa, che ricorderemo nella messa di domani, domenica 30 dicembre, alle 19, nella Parrocchia di san Carlo da Sezze

29 dicembre 2012

Dai miei scritti, pubblicati su: http://www.presbiterioromano.org/
autori-indice/
 :

ppgg 10-11:

20) Sorgenti (2)

Don Mario mi ha aiutato a crescere per cui mi ha trasmesso tante cose a cominciare dai riferimenti fondamentali della Parola, dell’eucaristia, dei sacramenti, della comunità di crescita, della Chiesa, del formatore spirituale e umano, di un servizio, ad es., di animazione e poi di formazione spirituale e umana che può essere affidato gradualmente lungo un permanente percorso di crescita spirituale e umana.
In particolare don Mario mi ha insegnato che Cristo è Dio e uomo ed è dunque il punto di riferimento spirituale e umano, integrale: don Mario ci ha trasmesso concretamente una spiritualità “divina e umana”, nella quale Cristo ci aiuta a crescere, nell’amore, nella comprensione, per il nostro personalissimo cammino spirituale, psicologico, etc..Un Dio liberante, privo di moralismi, che stimola ad una crescita sana.Un Dio pieno di misericordia e di fiducia nell’uomo, nelle sue possibilità di superare, in Lui, mille ostacoli.Un Dio che fa respirare un clima di serenità, di libertà.Don Mario aveva maturato in Cristo una molto profonda, equilibrata, concreta, consapevolezza della coscienza spirituale e umana dell’uomo, per cui era particolarmente capace di intuire ed aiutare le persone a comprendere i possibili passaggi spirituali, psicologici, etc., della loro crescita, anche quelli più complessi.Don Mario era consapevole del possibile trovarsi in un’area di novità di almeno alcuni aspetti di questo cammino, sul piano spirituale e culturale.Era consapevole che la psicologia, così come si configura non di rado oggi, non ha ancora trovato una più armonica integrazione nella vita spirituale e umana in Cristo.Molte altre cose, poi, potrei dire per cercare di tratteggiare la figura di don Mario ma qui mi limito a ricordare: una fede profondissima, che, ad es., lo ha portato a costruire una complesso parrocchiale ed un centro di formazione di svariati miliardi, in lire, senza avere un soldo, con la certezza di una promessa della Madonna di Loreto che ciò sarebbe avvenuto, un complesso parrocchiale ed un centro formativo piovuti dal cielo (a pensarci, un pò come la casa di Nazareth a Loreto.Anche la diocesi di Roma ha dato un suo bel contributo).Tutto ciò con relativi episodi alla don Bosco, del giungere ai termini di scadenza di pagamenti per centinaia di milioni, che vengono donati da qualcuno all’ultimo istante.Una estrema disponibiltà all’ascolto, una grande generosità, uno sguardo di fiducia e di misericordia, attento a non giudicare: un eroismo della fede, della speranza, della carità, vissuto in tutta semplicità.

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Salmo 96(95) _ Inno al Signore Re e giudice

29 dicembre 2012
Cantate al Signore, benedite il suo nome, *     annunziate di giorno in giorno la sua salvezza. In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria, *     a tutte le nazioni dite i suoi prodigi. Grande è il Signore e degno di ogni lode, *     terribile sopra tutti gli dei. Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla, *     ma il Signore ha fatto i cieli. Maestà e bellezza sono davanti a lui, *     potenza e splendore nel suo santuario. Date al Signore, o famiglie dei popoli, *     date al Signore gloria e potenza, date al Signore la gloria del suo nome. *     Portate offerte ed entrate nei suoi atri, prostratevi al Signore in sacri ornamenti. *     Tremi davanti a lui tutta la terra. Dite tra i popoli: «Il Signore regna!». *     Sorregge il mondo, perché non vacilli; giudica le nazioni con rettitudine. Gioiscano i cieli, esulti la terra, *     frema il mare e quanto racchiude; esultino i campi e quanto contengono, *     si rallegrino gli alberi della foresta davanti al Signore che viene,  *perché viene a giudicare la terra. Giudicherà il mondo con giustizia *     e con verità tutte le genti.

Salmo 96(95), 1_13

PREGHIERA AL SIGNORE PER QUESTO GIORNO CHE NASCE.
Nel mattin ti prego, o Signore:
ascolta la mia voce.
Nel mattino mi presento a te.
Guidami nella tua giustizia, o Signore,
in questo giorno.
O Dio, tu sei il mio Dio,
ti cerco all’aurora.
Ha sete di te l’anima mia,
terra arida e arsa, senz’acqua.
Nel mattino fammi sentire il tuo amore,
a te innalzo l’anima mia.
Fammi conoscere la via da percorrere nel giorno
perché confido in te.
 

 

Siti ufficiali del batterista Dario Esposito e della cantante Federica Baioni / Buena vista social club

29 dicembre 2012

http://www.darioesposito.com/darioesposito.com/Media.html

http://www.federicabaioni.com/

Il dolore e la speranza nella musica cubana del
Buena vista social club
http://www.buenavistasocialclub.com/

29 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Sabato della IV settimana del Salterio. Santi

28 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : BIANCO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Gv 2,3-11
Chi ama suo fratello, rimane nella luce.
Salmo (Sal 95)
Gloria nei cieli e gioia sulla terra.
Vangelo Lc 2,22-35
Luce per rivelarti alle genti.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/nat/1229lodPage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/nat/fampvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

 

Al termine dei vespri del 29 dicembre 1170, viene ucciso nella cattedrale di Canterbury l’arcivescovo Thomas Becket, primate della chiesa d’Inghilterra. Thomas era nato nel 1118 a Londra, da una famiglia normanna di mercanti. Dopo aver concluso brillanti studi di diritto a Londra e a Parigi, aveva rapidamente conquistato la considerazione del re d’Inghilterra Enrico II, fino ad essere nominato Cancelliere dello Scacchiere nel 1155. Amico fraterno del re, Becket fu per sette anni suo fedele servitore, condividendone fatiche e preoccupazioni di governo, sfarzo e spensieratezza di vita. Considerate le sue brillanti doti di amministratore e i problemi tra casa reale e alti prelati inglesi, il re volle nominarlo nel 1162 arcivescovo di Canterbury, nonostante la sua opposizione. Thomas si sentì allora chiamato a operare un profondo cambiamento nella propria vita per poter svolgere responsabilmente il gravoso ministero ricevuto. Cominciò così ad assumere l’abito e la morigeratezza dei monaci del tempo, e invitò i poveri a sedere alla sua mensa. Nella sua azione pastorale Becket difese senza accettare compromessi l’autonomia della chiesa contro le ingerenze del re, e fu costretto per questo a un lungo esilio in Francia. Lasciato solo dai confratelli nell’episcopato, tiepidamente difeso da Roma e osteggiato dalla nobiltà, egli rientrò a Canterbury nel novembre del 1170 a seguito di una momentanea riconciliazione con il re. Pochi giorni dopo, essendosi rifiutato di revocare la scomunica contro i nemici della chiesa d’Inghilterra, questi lo fecero uccidere di spada davanti all’altare della sua cattedrale. Thomas Becket, pur avendo la possibilità di farlo, decise di non fuggire e accettò di perdere la vita.

Qual è la ragione della morte di Thomas Becket? Se si guarda bene, egli morì per ciò che costituisce la causa dell’antagonismo tra il mondo e la chiesa. La chiesa è stabilita in tutti i paesi per rivolgersi a tutte le genti, ai grandi e ai piccoli, di ogni rango e ogni condizione. Per dirigere e in un certo senso intervenire con coscienza, e nel caso di miseria morale di quei prìncipi che il mondo adula fin dalla loro infanzia, anche per promulgare la legge e insegnare così la fede. Questo è il conflitto: il mondo non ama ricevere lezioni. I re d’Israele non amavano i profeti. La chiesa può arrivare a contrapporsi al mondo, a erigersi contro di esso come testimone. Questo fu il conflitto tra il mondo e Thomas Becket.

John Henry Newman, dagli Appunti per i sermoni

http://www.santiebeati.it/dettaglio/30550

Si ricorda anche san Davide, re e profeta, figlio di Iesse il Betlemita, unto dal profeta Samuele.

M. Chagall (1887-1985), Re Davide suona la cetra, Museo nazionale, Nizza.

M. Chagall,  Re Davide suona la cetra, Museo nazionale, Nizza 

Dal Salmo 23(22)

5 Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.
6 Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

 E ‘il personaggio che dominò la storia di Israele dalla prima metà dal X sec. a.C. Abbattè il gigante Golia, ridiede fiducia alle tribù d’Israele e le raccolse in un unico popolo forte e rispettato. Davide è l’uomo che peccò gravemente davanti al Signore, ma che seppe riconoscere le sue colpe e chiederne perdono. A lui il Signore assicurò una posterità eterna (2 Sam 23,5), perché dalla sua discendenza sarebbe nato il Salvatore , il vero Re che avrebbe portato la salvezza fino ai confini della terra, raccogliendo tutte le genti in un unico Israele. Gesù viene definito “figlio di David” (cfr. Mt 22,41-45), “nato dalla sua stirpe” (Lc 1,27; Rm 1,3). In Davide la promessa del Salvatore si storicizza progressivamente e l’Incarnazione del Verbo acquista tratti sempre più concreti.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83350

san Trofimo, ritenuto primo vescovo di Arles

san Liboso, vescovo di Beia, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83335

29/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 2:22-35. 
When the days were completed for their purification according to the law of Moses, Mary and Joseph took Jesus up to Jerusalem to present him to the Lord,
just as it is written in the law of the Lord, “Every male that opens the womb shall be consecrated to the Lord,”
and to offer the sacrifice of “a pair of turtledoves or two young pigeons,” in accordance with the dictate in the law of the Lord.
Now there was a man in Jerusalem whose name was Simeon. This man was righteous and devout, awaiting the consolation of Israel, and the holy Spirit was upon him.
It had been revealed to him by the holy Spirit that he should not see death before he had seen the Messiah of the Lord.  (more…)

Vangelo (Lc 2,22-35) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 29 Dicembre 2012) con commento comunitario

28 dicembre 2012

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,22-35)

Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, [Maria e Giuseppe] portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola,

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli:

luce per rivelarti alle genti

e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse:

«Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima -, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

Commento-omelia al vangelo (Lc 2,41-52) dalle letture della messa della domenica (30 dicembre 2012) della Santa Famiglia, anno C

28 dicembre 2012

“Perché mi cercavate? Non avevate visto che devo essere nelle cose (nella casa) del Padre mio?” Sono le prime Parole che udiamo pronunciare da Gesù nel corso della sua vita terrena.Interessante paragonarle anche con le ultime Parole che Cristo risorto rivolge ai discepoli nei lucani Atti degli apostoli: “Non sta a voi conoscere i tempi e le circostanze che il Padre ha determinato di propria autorità.Ma Lo Spirito Santo verrà su di voi e riceverete da lui la forza per essermi testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e la Samaria e fino all’estremità della terra.E, dette queste cose, mentre essi lo stavano guardando, fu levato in alto, e una nube lo sottrasse ai loro occhi” (At 1, 7-9).
Troviamo in questi brani le domande, le attese, le prove, dell’uomo, come quelle di Maria che chiede a Gesù perché ha fatto loro questo, e che, con Giuseppe, lo cercavano e (intende il testo, approfondendo il significato di quelle frasi, che racchiudono una domanda anche nella fede) continuavano a cercarlo, addolorati.Anche Maria è cresciuta nella fede e nella sequela di Cristo, anche lei in tanti momenti ha dovuto scoprire la crescita di Gesù, il suo graduale entrare sempre più profondamente nella vita stessa del Padre.Anche Maria ha dovuto spesso registrare, sintonizzare, in modo nuovo e più profondo la sua vita nella sequela del figlio.Nel cammino della fede non vi è spazio per l’abitudinarietà.Per Giuseppe e Maria i giorni della festa sono giunti a compimento ma non è così per Cristo (con tremante, dolente, delicatezza, dolcezza, il testo lo chiama il fanciullo-figlio-servo Gesù), perché vi è un’altra Pasqua alla quale si sta preparando e alla quale sta preparando (perché la viva nella pace profonda della fede)  anche, ad es., Maria.Maria impara a vedere sempre più con gli occhi di Gesù, ma, appunto è un cammino, nel quale anch’essa sperimenta la difficoltà a, dice il testo originale, mandare insieme le Parole-fatti: sono infatti queste, è infatti Cristo, a manifestare sempre più, a chi lo segue nella vita concreta, il senso delle Parole, degli eventi, che ci dona.”Perché mi cercavate?” Il brano di oggi sottolinea il tema della purificazione, dell’approfondimento nella fede, delle motivazioni del nostro agire e lo lega al tema dell’incomprensione: incomprensione tra Dio e gli uomini e degli uomini tra loro, ad es. tra i genitori ed i figli ma anche nella coppia, nell’amicizia, sul lavoro, etc..Anche Maria è stata aiutata a crescere gradualmente nella fede, nel donarsi sempre più profondo, così vivendo in modo diverso e superando, in Cristo, tante oscurità, tante prove.Oggi quando vi sono problemi nei rapporti umani talora, nel migliore dei casi, si va dallo psicologo ma anche se è vero che uno psicologo molto vissutamente cristiano, in cammino di fede, può aiutare a scoprire il sereno, sano, amore di Dio e le ferite che sempre nascono da una qualche forma di mancanza di sano amore è però, appunto, nella sequela concreta di Cristo che si possono trovare le risposte profonde, vitali, che aiutano a vivificare sempre più i rapporti, ad accettare le difficoltà dei rapporti stessi, a viverle in modo rinnovato, a cercare di risolverle o, se ciò non è possibile, ad es. di attenuarle.Quante difficoltà e incomprensioni vediamo persino nella famiglia di Gesù sin dall’inizio.Ma c’erano anche una fede, un amore, sempre più grandi, che, tra l’altro, aiutavano a vedere la presenza, l’opera, di Dio nell’altro anche quando era difficile comprendere certi suoi atteggiamenti.Come avrebbe potuto comprendere Giuseppe Maria incinta per opera dello Spirito  Santo, e Maria come avrebbe potuto dare ascolto a Giuseppe che all’improvviso, di notte, le propone di fuggire in Egitto col bambino? La fede, l’amore aiutavano quei familiari non solo a cercare di comprendersi nello Spirito, in Dio, e non in un’astratta razionalità ma anche a credere, ad avere fiducia, l’uno nell’altro.E’ così importante rilevare che in questo brano non si parla di un’intelligenza intellettualistica di Gesù ma dell’intelligenza profonda, spirituale, nella quale non si entra per astratta bravura propria ma accogliendo sempre più, crescendo, nella grazia di Dio.Solo questa intelligenza spirituale aiuta a conoscere sempre più Dio, sé stessi, gli altri, il mondo, aiutando a risolvere o comunque a vivere in modo diverso, nuovo, anche le difficoltà di certi rapporti.Dobbbiamo fare attenzione, anche con riguardo alla scuola, ad una cultura riduttiva, che insegna al ragazzo una razionalità astratta, a tavolino, da primo della classe che della vita non sa nulla, razionalità in realtà inesistente, fuorviante, che anche per  la sua astrattezza non aiuta nessuna forma di conoscenza né spirituale, né culturale, nè di rapporti umani.E’ bello leggere oggi che Gesù cresceva in grazia presso Dio e anche presso gli uomini: non era un antipatico secchione ma un buon ragazzo con tante belle amicizie, tanti bei rapporti umani.La logica di Dio è viva, ricca, mentre questa fasulla logica a tavolino di certa cultura ha condotto, ad es., tanto all’ateismo quanto alla povertà di tanti rapporti umani.Solo la fede e l’amore costruiscono, fanno crescere bene, sono sulla via della comprensione, della conoscenza, aiutano nelle difficoltà, nelle prove, nelle oscurità.Tanti preti oggi sottolineeranno che persino Cristo ha avuto bisogno di crescere in una famiglia di fede e di amore (non fa commuovere che san Giuseppe abbia forse, in qualche modo, trasmesso al figlio l’amore non di un padre come si doveva dire allora ma di un papà, di un Abbà?), che il vangelo di oggi ci fa comprendere quanto è importante dare la vita per la propria famiglia, anche perché così si aiuta profondamente a costruire anche un mondo nuovo.E la fede, l’amore e persino la sapienza, autentici, non si manifestano tali per acclamazione, per fama ma nella semplicità della vita quotidiana.Anche questo ci insegna il vangelo di oggi: Cristo, Dio, è venuto sulla terra e la stragrande maggior parte della sua vita l’ha vissuta nel nascondimento di una normalissima vita quotidiana, obbediente, subordinato, dice il testo, ai suoi genitori: nessuno ha acclamato la sapienza di Cristo, la sua sapienza e la sua carità si sono potute esercitare tranquillamente anche nell’obbedienza ai suoi genitori: non è il clamore, non è il potere, non sono queste vie fasulle a manifestare nemmeno il bene di un uomo, sono vie ingannevoli ma alle quali l’uomo può essere tanto abituato da non essere più capace di riconoscere il vero, il bello, se non è acclamato da molti, se non si esercita con l’autorità dei potenti della terra.Anche Maria, dicevo, è cresciuta gradualmente in questo sguardo profondo, spirituale, l’unico capace di entrare nella realtà invece di illudersi di clamori, potenze, etc., che tanto sembrano concreti quanto sono fasulli.Anche Maria ha perso di vista Gesù trascinata dall’andare della carovana, anche Maria ha cercato Gesù tra i parenti e conoscenti e poi a Gerusalemme chissà dove l’avrà cercato, dappertutto tranne che al tempio e solo lì ha ritrovato prima di tutto spiritualmente, nella grazia, il suo figlio, il rapporto con lui.

Salmo 124(123) _ Inno a Dio, nostro aiuto

28 dicembre 2012

Se il Signore non fosse stato con noi, – lo dica Israele – se il Signore non fosse stato con noi, quando uomini ci assalirono, ci avrebbero inghiottiti vivi, nel furore della loro ira. Le acque ci avrebbero travolti; un torrente ci avrebbe sommersi, ci avrebbero travolti acque impetuose. Sia benedetto il Signore, che non ci ha lasciati, in preda ai loro denti. Noi siamo stati liberati come un uccello dal laccio dei cacciatori: il laccio si è spezzato e noi siamo scampati.

Salmo 124(123), 1_8

 

 

Ho trovato, leggendo in un sito cattolico, qualcosa che mi ha fatto riflettere da morire, e non ho potuto fare a meno di farvela leggere anche a voi:

PILLOLA DI SAGGEZZA: Incontrare Gesù oggi

Due amici si misero a discutere sulla chiamata di Gesù dei primi discepoli.
Uno dice all’altro: «Mi chiedo come mai quegli uomini lasciarono tutto e subito lo seguirono?»
«Perché Gesù li ha attratti, affascinati. Evidentemente era un tipo in gamba e subito ha fatto colpo su di loro.»
«Certo che se fossi vissuto in quel tempo, anch’io avrei lasciato tutto e lo avrei seguito.»
«Ma puoi farlo anche adesso!»
«Ma che c’entra? Allora c’era Gesù ! Che poi era Dio!»
«Ti sbagli caro!»
Il primo si sentì un po’ impacciato. «Ma come, Gesù non è Dio?»
«Certamente. Ma loro, in realtà, vedevano solo un uomo. Gesù era un uomo che mangiava, beveva, dormiva; poteva avere il mal di mola, sentire freddo. Era uno come tanti e se passava accanto a qualcuno che non conosceva, questi gli avrebbe potuto dare uno spintone. Non era evidente la sua Divinità, non l’aveva scritto sulla fronte e nemmeno aveva una corona di stelle che gli luccicava sulla testa. Essi vedevano semplicemente un uomo.»
Il primo replicò:«Ma allora, come hanno potuto seguirlo e abbandonare le loro certezze (quello che oggi chiamiamo: posto fisso, casa, comfort, prestigio, ecc… che per trovarli ci vuole quello che ci vuole!)?».
«Rispondere a questa domanda non è facile, ma nello stesso tempo, è semplice: attraverso quell’ uomo (Gesù), le sue parole, i suoi gesti, il suo modo di essere e di porsi; con la sua vita, quello che proponeva, corrispondeva a quello che la gente cercava. Come dire, essi si sentivano realizzati, erano felici e avevano pace ascoltando ciò che diceva lui (Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna). Talmente era evidente e vero, che attraverso lui ( la sua umanità, la sua carne), hanno fatto una esperienza che li ha messi dinanzi alla presenza di Dio. Ecco perché lo hanno seguito subito».
Il primo: «Va bene, ti voglio credere. Quindi attraverso l’uomo Gesù essi hanno fatto esperienza di Dio. Io, invece, pensavo che con Gesù, già direttamente si vedeva Dio.»
Il secondo: «Sì, attraverso Gesù, già si vede direttamente Dio, ma non con l’occhio umano, perché anche i farisei lo videro e non tutti credettero. Ci vogliono gli occhi della Fede. Fede, che è il riconoscere la presenza di Dio nell’umanità di Gesù.»
Il primo : «D’accordo, mi hai convinto, ma adesso non c’è più la presenza fisica di Gesù, come faccio oggi a risalire a Dio attraverso Gesù?»
Il secondo : «Cosa cambia se quei gesti e quelle parole al posto di Gesù, li fanno altri uomini? (Chiesa)».
«Mannaggia non ci avevo pensato. Se so guardare dentro la Chiesa (cioè nei cristiani) allora anche io posso fare l’esperienza di Dio! È fantastico! »

Video: A sua immagine, Il Natale degli italiani

28 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-25&c
h=1&v=164730&vd=2012-12-25&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

28/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

27 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 2:13-18. 
When they had departed, behold, the angel of the Lord appeared to Joseph in a dream and said, “Rise, take the child and his mother, flee to Egypt, and stay there until I tell you. Herod is going to search for the child to destroy him.”
Joseph rose and took the child and his mother by night and departed for Egypt.
He stayed there until the death of Herod, that what the Lord had said through the prophet might be fulfilled, “Out of Egypt I called my son.”
When Herod realized that he had been deceived by the magi, he became furious. He ordered the massacre of all the boys in Bethlehem and its vicinity two years old and under, in accordance with the time he had ascertained from the magi.
Then was fulfilled what had been said through Jeremiah the prophet:
A voice was heard in Ramah, sobbing and loud lamentation; Rachel weeping for her children, and she would not be consoled, since they were no more.

(more…)

28 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Venerdì della IV settimana del Salterio. Santi

27 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA (S. Innocenti)

Colore liturgico : ROSSO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Gv 1,5-2,2
Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.
Salmo (Sal 123)
Chi dona la sua vita risorge nel Signore.
Vangelo Mt 2,13-18
Erode mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1228lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1228vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Kontakion. Tono VIII

Quando il Re nacque a Bethlehem, i Magi giunsero dall’Oriente. Essendo stati guidati dall’alto da una stella, gli portarono dei doni. Ma con immensa collera, Erode mieté i bambini come grano.

Exapostilarion

Bethlehem, non essere triste, ma stai di buon animo per l’uccisione dei santi bambini: poiché essi, come vittime perfette, sono stati offerti al Cristo Sovrano: per Lui immolati, con Lui regneranno.

Le chiese d’occidente ricordano in questo giorno la «strage degli innocenti», perpetrata dal re Erode, secondo l’evangelista Matteo, a danno di tutti i bambini di Betlemme e dei dintorni al di sotto dei due anni, mentre Gesù aveva trovato riparo in Egitto con la sua famiglia. Vittime innocenti della naturale ostilità dei potenti di questo mondo verso la disarmante e mite regalità del Cristo manifestata da Gesù di Nazaret, i bambini ebrei uccisi da Erode costituiscono la primizia di quell’immenso nugolo di martiri che accompagnano le nozze dell’Agnello. Sebbene il loro involontario sacrificio preceda cronologicamente la passione, morte e resurrezione di Cristo, nondimeno il loro drammatico coinvolgimento nel mistero dell’incarnazione è la conseguenza della piena integrazione di Israele nel corpo di Gesù, Messia e Servo sofferente di JHWH. Questa memoria, come altre ricorrenze dell’ottava di Natale, nelle chiese ortodosse e in quelle orientali viene celebrata un giorno dopo rispetto alle chiese occidentali.

La chiesa celebra la memoria di questi bambini definendoli martiri in nome di Cristo. Che cosa significa? Certamente essi sono oggetto di una particolare e misteriosa elezione, ma vi è anche un fatto di portata generale: il legame che esiste tra il Signore fattosi uomo e il popolo eletto, in quanto popolo chiamato a servire il mistero dell’incarnazione. Il popolo ebraico appare come la genealogia vivente di Cristo salvatore. Per questo nel coro dei santi cristiani vi è un gran numero di giusti dell’Antico Testamento. In quanto chiesa veterotestamentaria Israele appartiene a Cristo, è il suo corpo, la sua umanità veterotestamentaria che diventa neotestamentaria e si inserisce nella chiesa di Cristo per la forza stessa dell’incarnazione.

Sergej Bulgakov, da Le persecuzioni contro Israele

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22150

Oggi si ricordano anche santa Caterina Volpicelli. Nata a Napoli in una famiglia dell’ alta borghesia, fondatrice delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, incarna l’itinerario, umano e spirituale di una donna, per l’opera d’avanguardia, realizzata attraverso un travagliato cammino di crescita personale, si pone al centro della storia della Chiesa e della vita cattolica Napoletana come persona di grande fascino mistico e originalità carismatica.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90246

http://www.santacaterinavolpicelli.com/sito-web/home.htm

san Gaspare del Bufalo. Nato a Roma il 6 gennaio 1786 fin da piccolissimo fu dedito alla preghiera e alla penitenza. Suo padre era cuoco del principe Altieri, sua madre si occupava della famiglia e gli assicurò una buona educazione cristiana. Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808 si specializzò nell’evangelizzazione dei «barozzari», carrettieri e contadini della campagna romana. Condannato all’esilio per aver rifiutato il giuramento di fedeltà a Napoleone, passò quattro anni in carcere tra Bologna, Imola e la Corsica. Tornato a Roma, dopo la caduta dell’imperatore francese Papa Pio VII gli affidò l’incarico di girare l’Italia predicando e dedicandosi soprattutto alle missioni popolari. Devotissimo al Prezioso sangue di Gesù, il 15 agosto 1815 fondò la Congregazione dei missionari del preziosissimo sangue. Gli appartenenti a quest’ordine si dedicano alla predicazione e all’insegnamento. Nel 1834, insieme a Maria de Mattia diede vita al ramo femminile della Congregazione: «Le suore dell’adorazione del preziosissimo sangue». Morì a Roma il 28 dicembre 1837. È stato canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/35900

http://www.preghiereagesuemaria.it/santiebeati/san%20gaspare%20del%20bufalo.htm

sant’Antonio di Lerins, monaco

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83320

Vangelo (Mt 2,13-18) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 28 Dicembre 2012) con commento comunitario

27 dicembre 2012

SANTI INNOCENTI, martiri

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 2,13-18)

I Magi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo».

Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

«Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio».

Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esatezza dai Magi.

Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremìa:

«Un grido è stato udito in Rama,

un pianto e un lamento grande:

Rachele piange i suoi figli

e non vuole essere consolata,

perché non sono più».

Canti (canoni) della comunità ecumenica di Taizè

27 dicembre 2012

Nada te turbe http://www.youtube.com/watch?v=go1-BoDD7CI&feature=related

Laudate omnes gentes http://www.youtube.com/watch?v=lbb-kaurSW0&feature=related

Misericordias Domini http://www.youtube.com/watch?v=pva71b0fTMM&feature=related

Magnificat http://www.youtube.com/watch?v=nLM0GiihIbs&feature=fvw

Veni Sancte Spiritus http://www.youtube.com/watch?v=WmxXwAgkhWQ&feature=related

Bless the Lord http://www.youtube.com/watch?v=t4Svh-9ohg4

CANTERO’ IN ETERNO LE MISERICORDIE DEL SIGNORE.

Medjugorje: messaggio a Mirjana del 2 gennaio 2013

27 dicembre 2012

Cari figli, con molto amore e pazienza, cerco di rendere i vostri cuori simili al mio Cuore. Cerco di insegnarvi, col mio esempio, l’umiltà, la sapienza e l’amore, perché ho bisogno di voi, non posso senza di voi, figli miei. Secondo la volontà di Dio vi scelgo, secondo la sua forza vi rinvigorisco. Perciò, figli miei, non abbiate paura di aprirmi i vostri cuori. Io li darò a mio Figlio ed Egli, in cambio, vi donerà la pace divina. Voi lo porterete a tutti coloro che incontrate, testimonierete l’amore di Dio con la vita e, tramite voi stessi, donerete mio Figlio. Attraverso la riconciliazione, il digiuno e la preghiera, io vi guiderò. Immenso è il mio amore. Non abbiate paura! Figli miei, pregate per i pastori. Che le vostre labbra siano chiuse ad ogni condanna, perché non dimenticate: mio Figlio li ha scelti, e solo Lui ha il diritto di giudicare. Vi ringrazio.

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje anche se sembra guardare ad essi con prudente favore.

Taizè Roma. Verso una nuova solidarietà

27 dicembre 2012

(Tratto dal sussidio della diocesi di Roma per l’incontro europeo  che si svolgerà a Roma nei prossimi giorni tra giovani provenienti da tutti i continenti e appartenenti a gruppi e movimenti molteplici di diverse tradizioni cristiane,  in “pellegrinaggio alle sorgenti della fede e della carità”)

 

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La vocazione della Chiesa è di radunare nella pace di Cristo donne e uomini e bambini di ogni lingua, di ogni popolo, in tutto il mondo. Essa è segno che il Vangelo dice il vero, essa è il Corpo di Cristo, animata dallo Spirito Santo. Essa rende presente il “Cristo di comunione”. «Quando instancabilmente la Chiesa ascolta, guarisce, riconcilia, diventa ciò che è di più luminoso in se stessa, una comunione di amore, di compassione, di consolazione, limpido riflesso di Cristo risorto. Mai distante, mai sulla difensiva, liberata dalle rigidità, può irradiare l’umile fiducia della fede fin dentro i nostri cuori umani». 

Frère Alois di Taizé, Lettera 2012: Verso una nuova solidarietà

Ef 2,14-22

14Cristo infatti è la nostra pace,

colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
15Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,

per mezzo della croce,

eliminando in se stesso l’inimicizia.
17Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
18Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
19Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

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Dalla Lettera a  Diogneto, cap. 5

I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi sono da distinguere dagli altri uomini. Infatti, non abitano città proprie, né usano un gergo che si differenzia, né conducono un genere di vita speciale. La loro dottrina non è nella scoperta del pensiero di uomini multiformi, né essi aderiscono ad una corrente filosofica umana, come fanno gli altri. Vivendo in città greche e barbare, come a ciascuno è capitato, e adeguandosi ai costumi del luogo nel vestito, nel cibo e nel resto, testimoniano un metodo di vita sociale mirabile e indubbiamente paradossale. Vivono nella loro patria, ma come forestieri; partecipano a tutto come cittadini e da tutto sono distaccati come stranieri. Ogni patria straniera è patria loro, e ogni patria è straniera. Si sposano come tutti e generano figli, ma non gettano i neonati. Mettono in comune la mensa, ma non il letto. Sono nella carne, ma non vivono secondo la carne. Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti, e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti, e vengono condannati. Sono uccisi, e riprendono a vivere. Sono poveri, e fanno ricchi molti; mancano di tutto, e di tutto abbondano. Sono disprezzati, e nei disprezzi hanno gloria. Sono oltraggiati e proclamati giusti. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati ed onorano. Facendo del bene vengono puniti come malfattori; condannati gioiscono come se ricevessero la vita. Dai giudei sono combattuti come stranieri, e dai greci perseguitati, e coloro che li odiano non saprebbero dire il motivo dell’odio.

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“Il nostro essere cristiani oggi consisterà solo in due cose: nel pregare e nel fare ciò che è giusto tra gli uomini. Ogni pensiero, ogni parola e ogni misura organizzativa, per ciò che riguarda la realtà del cristianesimo, devono rinascere da questo pregare e da questo fare”. D.B.

“Nel barrio, ai margini della pampa battuta dal vento, è così fiorita una fervida comunità cristiana che ogni sera si raduna per invocare ‘Padre nostro che sei nei cieli…’. La povertà continua ad assediare le baracche, gli uomini continuano a lavorare per pochi chili di farina e una borsa di gerba (la loro bevanda), i bimbi continuano ad avere freddo e fame, ma la gente ha imparato a parlare con Dio e non si sente più sola. Non è più rassegnata e disperata. Ha riscoperto la voglia di combattere. Perdona, ma chiede giustizia: ‘Siamo tutti figli dello stesso Padre’. C’è una nuova solidarietà e condivisione, una nuova coscienza storica. Il colloquio continuo con Dio dà forza, dignità e coraggio. E non tutto è più come prima. Anche se le sconfitte e le delusioni non si esauriscono, si ricomincia daccapo, ogni volta con la speranza del figlio, che ha ricevuto dal padre la promessa che non sarà mai abbandonato”.

Mariapia Bonanate, Il Vangelo secondo una donna. Ieri e oggi

Video: A sua immagine, I luoghi di Gesù, Betlemme

27 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-23&ch
=1&v=164458&vd=2012-12-23&vc=1

Salmo 31(30) _ Preghiera nella prova

26 dicembre 2012
GESU’ PUO’ CONVERTIRE IL LAMENTO IN DANZA…..
“IL  PIANTO PUO’ DURARE TUTTA LA NOTTE MA AL MATTINO VERRA’ IL GRIDO D’ALLEGRIA”
SALMO 30:5
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
per la tua giustizia salva.
Porgi a me l’orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie,
la cinta di riparo che mi salva. 
Tu sei la mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa. 
Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
Tu detesti chi serve idoli falsi,
ma io ho fede nel Signore.
Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai guidato al largo i miei passi. 
Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno;
per il pianto si struggono i miei occhi,
la mia anima e le mie viscere.
Si consuma nel dolore la mia vita,
i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore,
si dissolvono tutte le mie ossa. 
Sono l’obbrobrio dei miei nemici,
il disgusto dei miei vicini,
l’orrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono caduto in oblio come un morto,
sono divenuto un rifiuto.
Se odo la calunnia di molti, il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano,
tramano di togliermi la vita. 
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
nelle tue mani sono i miei giorni».
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori:
fà splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia. 
Signore, ch’io non resti confuso, perché ti ho invocato;
siano confusi gli empi, tacciano negli inferi.
Fà tacere le labbra di menzogna,
che dicono insolenze contro il giusto
con orgoglio e disprezzo. 
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.
[21]Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue. 
Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
Io dicevo nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto. 
Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l’orgoglioso.
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.
Salmo 31(30) 2,25
 
COMMENTO
 
Questo Salmo è ideale per coloro che vivono nella tremenda notte dell’anima, il momento della prova nella quale siamo angosciati e non sentiamo accanto a noi la presenza del Signore che c’è sempre e mai ci lascia un solo istante. Dobbiamo imparare a confidare sempre nel Signore, anche quando sentiamo nel nostro cuore l’aridità. La prova è in questo: credere pur non vedendo, e chi crede senza vedere è beato, come dice il Signore: “beati quelli che pur non avendo visto crederanno” (Gv 20,29). Scrive Sant’Alfonso Maria de’ Liguori nella sua opera Verità della Fede: E qui si ammira la divina provvidenza in aver disposto che da una parte le verità della fede sieno a noi nascoste, affinché meritiamo nel crederle; e dall’altra parte i motivi di credere ch’ella sia l’unica vera fede, sieno evidenti, affinché gl’increduli non abbiano scusa, se non vogliono seguirla. Credere e confidare in Cristo nella prova è il primo passo verso il trionfo sulle tenebre, il primo passo che ci apre i sensi spirituali per percepire la presenza del Signore nel nostro cuore. Nei versetti 15 e 17 leggiamo rispettivamente “ma io confido in te, Signore”, “salvami per la tua misericordia”. Queste parole ci ricordano il culto della Divina Misericordia che il Signore ci ha donato nella Sua grande bontà: Gesù confido in Te! Confidare nella Divina Misericordia del Signore è un rifugio sicuro nel quale troveremo presto il sollievo. San Davide Re ci ricorda che siamo uomini deboli nelle mani del Signore e soltanto in Lui dobbiamo confidare e in nessun altro. Non confidiamo negli idoli falsi del mondo, ma solo nell’unico nostro vero Signore che è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo dal quale noi tutti siamo stati rigenerati. L’umile troverà sempre rifugio nella Divina Misericordia del Signore: facciamoci piccoli e umili e il Signore non nasconderà da noi il Suo Santo Volto.

Solo l’amore di Dio può cambiare dal di dentro l’esistenza di un uomo e conseguentemente di ogni società, perché solo il suo amore infinito lo libera dal peccato, che è la radice di ogni male.
(Benedetto XVI)

27 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Giovedì della IV settimana del Salterio. Santi

26 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA (S. Giovanni)

Colore liturgico : BIANCO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Gv 1,1-4
Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi.
Salmo (Sal 96)
Gioite, giusti, nel Signore.
Vangelo Gv 20,2-8
L’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1227lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1227vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/DomCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Scuola emiliana,  san Giovanni Evangelista,metà ’300, Museo pinacoteca comunale di Villa de Brandis, Udine

Giovanni era figlio di Zebedeo e di Salome. Egli fu dapprima discepolo del Battista, ma prese a seguire Gesù quando il suo primo maestro gli indicò nel Nazareno l’agnello di Dio venuto a prendere su di sé il peccato del mondo. Chiamato da Gesù a comprendere in profondità il comandamento nuovo dell’amore, Giovanni accolse l’invito a dimorare assiduamente con il suo Maestro e Signore, e imparò ad amare vivendo nell’intimità con lui. Per questo fu chiamato «il discepolo amato». Assieme al fratello Giacomo e a Pietro, Giovanni fu il testimone privilegiato di alcuni episodi decisivi della vita di Gesù: la resurrezione della figlia di Giairo, la trasfigurazione sul monte, l’agonia del Getsemani. E nel momento più cruciale, la passione e morte di Gesù, egli fu l’unico discepolo che rimase a condividere da vicino, con Maria, gli ultimi istanti della vita terrena del Signore. Dall’alba della resurrezione Giovanni sarà spesso presentato in compagnia di Pietro, quasi a significare che l’ossatura della chiesa è costituita dalla compresenza del discepolo che ama perché conosce e contempla da vicino l’amore del Signore e di quello che ama perché molto gli è stato perdonato. Dopo la Pentecoste, lasciata Gerusalemme, secondo la tradizione Giovanni risiedette dapprima in Samaria e poi a Efeso, dove attorno a lui si formarono delle comunità cristiane di cui testimoniano gli scritti che portano il suo nome: il quarto Evangelo, le tre Lettere e l’Apocalisse. La memoria di Giovanni, giustamente posta accanto alla memoria della nascita del suo Amato, invita la chiesa a guardare al mondo con gli occhi trasformati dalla contemplazione dell’amore.

Occorre avere l’ardire di affermare da una parte che i vangeli sono primizia di tutta la Scrittura, dall’altra che primizia dei vangeli è quello secondo Giovanni, la cui intelligenza non può cogliere chi non abbia poggiato il capo sul petto di Gesù e non abbia ricevuto da lui Maria come propria madre. Colui che sarà un altro Giovanni deve diventare tale da essere indicato da Gesù, per così dire, come Gesù stesso: è ciò che accadde a Giovanni. Sebbene infatti non ci sia alcun figlio di Maria, se non Gesù, ciò nonostante Gesù dice a sua madre: «Ecco il tuo figlio» (e non già: «Ecco, anche questo è tuo figlio»); ciò equivale a dire: «Questi è Gesù che tu hai partorito». Infatti, chi è giunto alla piena maturità «non vive più», ma in lui «vive Cristo»; e poiché in lui vive Cristo, quando si parla di lui a Maria si dice: «Ecco il tuo figlio».

Origene, Commento all’Evangelo secondo Giovanni 1,23

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22100

Oggi si ricordano anche santa Fabiola. Nel Sabato santo di un anno imprecisato Fabiola si presenta, vestita con tela di sacco, nella basilica di San Giovanni in Laterano, chiedendo di essere accolta nella Chiesa. Discende da un casato illustre nella storia romana, quello dei Fabi, e alle spalle ha già due matrimoni finiti il primo con un divorzio, il secondo con la morte del marito. Facendosi cristiana, si fa anche povera, rinunciando ai suoi beni e costruendo un ospedale per i malati. Un giorno le accade di appassionarsi a un trattato sulla vita eremitica. Autore ne è Gerolamo, che dal 385 si trova in Palestina. Fabiola decide di vivere anche lei in solitudine e nel 394 va da lui in Palestina, affidandosi alla sua guida spirituale. Nel 395, però, essendo l’Impero in pericolo per l’irruzione di popoli germanici dal Nord, decide di tornare a Roma tra i suoi, a spartirne ansie e difficoltà; e continua a vivere al modo degli eremiti, ma alla preghiera solitaria accompagna il lavoro per i poveri. Pur restando laica, diventa così un modello per il mondo monastico e per la gente comune di Roma. Muore nel 399.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83300

i santi Teodoro e Teofane

Ad Hisarlik in Bitinia, nell’odierna Turchia, morirono in carcere Teodoro, monaco del monastero di San Saba in Palestina, sacerdote e martire, che, a Costantinopoli, insieme a suo fratello Teofane, per aver difeso il culto delle sacre immagini, dopo aver subito la fustigazione, la prigionia, l’esilio e il supplizio dell’incisione di alcuni versi sulla fronte, che gli valse il nome di Graptós, “marchiato”.

Gregory and Apostolos Baloyannis, St. Theophanis Graptos, Church of Transfiguration (Agios Sostis) Athens

santa Nicarete di Costantinopoli

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94059

26/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

26 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 20:2-8. 
So she ran and went to Simon Peter and to the other disciple whom Jesus loved, and told them, “They have taken the Lord from the tomb, and we don’t know where they put him.”
So Peter and the other disciple went out and came to the tomb.
They both ran, but the other disciple ran faster than Peter and arrived at the tomb first;
he bent down and saw the burial cloths there, but did not go in.
When Simon Peter arrived after him, he went into the tomb and saw the burial cloths there,
and the cloth that had covered his head, not with the burial cloths but rolled up in a separate place.
Then the other disciple also went in, the one who had arrived at the tomb first, and he saw and believed. (more…)

Vangelo (Gv 20,2-8) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 27 Dicembre 2012) con commento comunitario

26 dicembre 2012

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,2-8)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala corse e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Enzo Iacchetti. Buon Natale

26 dicembre 2012

In video “Buon Natale” di Enzo Iacchetti

http://www.youtube.com/watch?v=pK5ga35FSZk

Benedetto XVI. Angelus del 26 dicembre 2012

26 dicembre 2012

 

(Video)

Cari fratelli e sorelle,

ogni anno, all’indomani del Natale del Signore, la liturgia ci fa celebrare la festa di santo Stefano, diacono e primo martire. Il libro degli Atti degli Apostoli ce lo presenta come uomo pieno di grazia e di Spirito Santo (cfr At 6,8-10; 7,55); in lui si è verificata in pieno la promessa di Gesù riportata dal testo evangelico odierno, che cioè i credenti chiamati a rendere testimonianza in circostanze difficili e pericolose non saranno ab­bandonati e indifesi: lo Spirito di Dio parlerà in loro (cfr Mt 10,20).

Il diacono Stefano, in effetti, operò, parlò e morì animato dallo Spirito Santo, testimoniando l’amore di Cristo fino all’estremo sacrificio. Il primo martire viene descritto, nella sua sofferenza, come imitazione perfetta di Cristo, la cui passione si ripete fino nei dettagli. La vita di santo Stefano è interamente plasmata da Dio, conformata a Cristo, la cui passione si ripete in lui; nel momento finale della morte, in ginocchio, egli riprende la preghiera di Gesù sulla croce, affidandosi al Signore (cfr At 7,59) e perdonando i suoi nemici: «Signore, non imputare loro questo peccato» (v. 60). Ri­colmo di Spirito Santo, mentre i suoi occhi stanno per spegnersi, egli fissa lo sguardo su «Gesù che stava alla destra di Dio» (v. 55), Signore di tutto e che tutti attira a Sé.

Nel giorno di santo Stefano, anche noi siamo chiamati a fissare lo sguardo sul Figlio di Dio, che nel clima gioioso del Natale contempliamo nel mistero della sua Incarnazione. Con il Battesimo e la Cresima, con il prezioso dono della fede alimentata dai Sacramenti, specialmente dall’Eucaristia, Gesù Cristo ci ha legati a Sé e vuole continuare in noi, con l’azione dello Spirito Santo, la sua opera di salvezza, che tutto riscatta, valorizza, eleva e conduce al compimento. Lasciarsi attirare da Cristo, come ha fatto santo Stefano, significa aprire la propria vita alla luce che la richiama, la orienta e le fa percorrere la via del bene, la via di un’umanità secondo il disegno di amore di Dio.

Infine, santo Stefano è un modello per tutti coloro che vogliono mettersi al servizio della nuova evangelizzazione. Egli dimostra che la novità dell’annuncio non consiste primariamente nell’uso di metodi o tecniche originali, che certo hanno la loro utilità, ma nell’essere ricolmi di Spirito Santo e lasciarsi guidare da Lui. La novità dell’annuncio sta nella profondità dell’immersione nel mistero di Cristo, dell’assimilazione della sua parola e della sua presenza nell’Eucaristia, così che Lui stesso, Gesù vivo, possa parlare e agire nel suo inviato. In sostanza, l’evangelizzatore diventa capace di portare Cristo agli altri in maniera efficace quando vive di Cristo, quando la novità del Vangelo si manifesta nella sua stessa vita. Preghiamo la Vergine Maria, affinché la Chiesa, in quest’Anno della fede, veda moltiplicarsi gli uomini e le donne che, come santo Stefano, sanno dare una testimonianza convinta e coraggiosa del Signore Gesù.

Video musicale: Dall’Antoniano di Bologna Natale in casa Zecchino

26 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-24&ch
=1&v=164545&vd=2012-12-24&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Video: Concerto di Natale dalla Basilica superiore di Assisi

26 dicembre 2012

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2012-12-25&ch
=1&v=164734&vd=2012-12-25&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per alcuni giorni.

Medjugorje: messaggio a Marija del 25 dicembre 2012

26 dicembre 2012

La Madonna è venuta con Gesù bambino tra le braccia e non ha dato messaggio,  ma Gesù bambino ha iniziato a parlare  e ha detto: “Io sono la vostra pace, vivete i miei comandamenti”. La Madonna e Gesù bambino, insieme, ci hanno benedetto con il segno della croce.

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Natale

26 dicembre 2012

Tra i fumi dell’inverno ed il nevischio
e la brina agli scarni rami dai lucenti
germogli, tutto porta ad un povero
ostello.Nel silenzio incantato, come
fosse lui solo, ognuno va al presepio,
non può non andare anche se è sera,
anche se è notte o se nevica e gela.
Non ci smuoverebbe re, nè angelo,
ma al presepio ci vado, io cavaliere
magio sceso da cavallo, io pastore,
io ciarlatano, io santo ed io ladrone,
io lo straniero, il povero, lo sparviero.
Come la stella, il tempo ora si ferma,
nessuno opera, nessuno cena, tutto
porta a quel povero ostello e lì riposa.
Anche chi è a casa intento all’opera
sua, senza pregare scopre che prega.

26/12/2012. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

25 dicembre 2012

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 10:17-22. 
But beware of people, for they will hand you over to courts and scourge you in their synagogues,
and you will be led before governors and kings for my sake as a witness before them and the pagans.
When they hand you over, do not worry about how you are to speak or what you are to say. You will be given at that moment what you are to say.
For it will not be you who speak but the Spirit of your Father speaking through you.
Brother will hand over brother to death, and the father his child; children will rise up against parents and have them put to death.
You will be hated by all because of my name, but whoever endures to the end will be saved.

(more…)

26 dicembre 2012. Liturgia del giorno. Mercoledì della IV settimana del Salterio. Santi

25 dicembre 2012

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FESTA (S. Stefano)

Colore liturgico : ROSSO 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura At 6,8-12;7,54-60
Ecco, contemplo i cieli aperti.
Salmo (Sal 30)
Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Vangelo Mt 10,17-22
Non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1226lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/1226vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

File:Spinello aretino, santo stefano 01.jpg

Spinello Aretino,1400-1405, Galleria dell’Accademia, Firenze ( Il piccolo tabernacolo mostra santo Stefano a piena figura, con la pietra che ricorda il suo martirio e con in mano un vessillo dell’ Agnus Dei, che compare anche negli stemmi sulla base: si tratta dell’emblema dell’ Arte della Lana, una delle più potenti corporazioni di Firenze, che aveva in Stefano proprio il suo protettore. Nella cuspide si vede una Crocifissione tra i dolenti, Maria e Giovanni accucciati.L’opera è significativa dello stile tardo di Spinello, improntato a un decorativismo sempre più accentuato).

La chiesa, con grande sapienza, ha posto la memoria di Stefanonel giorno immediatamente successivo al Natale di Cristo Signore, sottolineando così lo stretto legame esistente tra incarnazione e martirio. La liturgia celebra nell’effusione del sangue di Stefano il paradosso cristiano del Figlio di Dio che nasce e muore per dare al mondo la vita. I cristiani sono così guidati a discernere nel bambino deposto in una mangiatoia la pietra di paragone e insieme la pietra di inciampo di cui parla la Scrittura, e a ricordare che chiunque voglia amare Cristo, mettendosi alla sua sequela, va liberamente incontro al dono di sé fino alla morte. Stefano apparteneva alla prima comunità cristiana di Gerusalemme. Era un capo ellenista, cioè uno di quegli ebrei di lingua greca provenienti dalla diaspora che saranno i primi a essere allontanati dalla città santa e a diffondere di conseguenza l’Evangelo. Accusato, come molti suoi compagni, di avere un atteggiamento sovversivo nei confronti della Torah e del Tempio, Stefano lasciò che di fronte ai suoi accusatori fosse lo Spirito santo a parlare in lui. L’interpretazione sapiente che egli offrì delle Scritture ebraiche dinanzi al sinedrio venne autenticata dalla sua disponibilità a morire perché fosse resa testimonianza all’affermazione che Gesù è risorto, che è il Figlio dell’uomo seduto alla destra di Dio. Conformato dallo Spirito al suo Signore, Stefano muore invocando il perdono per i suoi uccisori, mostrando così che il vero martire non è martire contro nessuno, ma dà la vita perché tutti possano aderire al messaggio di vita contenuto nell’Evangelo. La testimonianza resa da Stefano non sarà certo estranea alla conversione di Saulo, presente alla sua lapidazione: il sangue dei martiri inizia con Stefano a essere il seme dei cristiani.

Stefano era diacono, era chiamato al servizio e l’ha adempiuto sulle orme del suo Signore. Come annunciatore del messaggio di salvezza, come fedele confessore, come vero testimone, e anche come colui che ha testimoniato con il sangue il suo Signore, egli ha certamente adempiuto il servizio affidatogli. Stefano era servo al punto che Luca poté utilizzare la tradizione del suo martirio proprio per spiegare la storia della diffusione dell’Evangelo. E che cosa significa questo per noi? I veri, i grandi santi nella chiesa sono quelli la cui persona scompare di fronte al servizio oppure con esso si fonde, con quel servizio che i santi per incarico di Dio assolvono per la comunità cristiana e per il mondo. Pure Gesù ha inteso così la sua missione: «Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita».

Rudolf Pesch, da La visione di Stefano

Non più difende col gomito
il gracile viso.
Giace nel sangue
prega e piange piano.

Elena Bono, Martirio di santo Stefano

(tratto da www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/22050

 San Dionigi, ?-268, papa. Di patria ignota, fu testimone della tragica fine del sanguinario imperatore Valeriano. Provvide all’organizzazione della Chiesa, costituendo parrocchie e diocesi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/83250

santa Vincenza Maria Lopez y Vicuna, 1847-1890 , fondatrice delle Figlie di Maria Immacolata

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91161

sant’Evaristo di Costantinopoli, 819- 897, abate

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91209

san Zosimo, papa, IV- 418,greco di nascita, il suo pur breve pontificato fu caratterizzato da gravi conflitti con i vescovi della Gallia e quelli africani.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91633

Benedetto XVI. Messaggio urbi et orbi per il Natale 2012

25 dicembre 2012
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
«Veritas de terra orta est!» – «La verità è germogliata dalla terra!» (Sal 85,12).

Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie!

Il mio augurio natalizio, in quest’Anno della fede, lo esprimo con queste parole, tratte da un Salmo: «La verità è germogliata dalla terra». Nel testo del Salmo, in realtà, le troviamo al futuro: «La verità germoglierà dalla terra»: è un annuncio, una promessa, accompagnata da altre espressioni, che nell’insieme suonano così: «Amore e verità s’incontreranno, / giustizia e pace si baceranno. / Verità germoglierà dalla terra / e giustizia si affaccerà dal cielo. / Certo, il Signore donerà il suo bene / e la nostra terra darà il suo frutto; / giustizia camminerà davanti a lui: / i suoi passi tracceranno il cammino» (Sal 85,11-14).
Oggi questa parola profetica si è compiuta! In Gesù, nato a Betlemme da Maria Vergine, realmente l’amore e la verità si incontrano, la giustizia e la pace si sono baciate; la verità è germogliata dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo. Sant’Agostino spiega con felice concisione: «Che cos’è la verità? Il Figlio di Dio. Che cos’è la terra? La carne. Domàndati da dove è nato Cristo, e vedi perché la verità è germogliata dalla terra … la verità è nata da Maria Vergine» (En. in Ps. 84,13).
E in un discorso di Natale afferma: «Con questa festa che ricorre ogni anno celebriamo dunque il giorno in cui si adempì la profezia: “La verità è sorta dalla terra e la giustizia si è affacciata dal cielo”. La Verità che è nel seno del Padre è sorta dalla terra perché fosse anche nel seno di una madre. La Verità che regge il mondo intero è sorta dalla terra perché fosse sorretta da mani di donna … La Verità che il cielo non è sufficiente a contenere è sorta dalla terra per essere adagiata in una mangiatoia. Con vantaggio di chi un Dio tanto sublime si è fatto tanto umile? Certamente con nessun vantaggio per sé, ma con grande vantaggio per noi, se crediamo» (Sermones, 185, 1).
«Se crediamo». Ecco la potenza della fede! Dio ha fatto tutto, ha fatto l’impossibile: si è fatto carne. La sua onnipotenza d’amore ha realizzato ciò che va al di là dell’umana comprensione: l’Infinito si è fatto bambino, è entrato nell’umanità.
Eppure, questo stesso Dio non può entrare nel mio cuore se non apro io la porta. Porta fidei! La porta della fede! Potremmo rimanere spaventati, davanti a questa nostra onnipotenza alla rovescia. Questo potere dell’uomo di chiudersi a Dio può farci paura. Ma ecco la realtà che scaccia questo pensiero tenebroso, la speranza che vince la paura: la verità è germogliata! Dio è nato! 
«La terra ha dato il suo frutto» (Sal 67,7). Sì, c’è una terra buona, una terra sana, libera da ogni egoismo e da ogni chiusura. C’è nel mondo una terra che Dio ha preparato per venire ad abitare in mezzo a noi. Una dimora per la sua presenza nel mondo. Questa terra esiste, e anche oggi, nel 2012, da questa terra è germogliata la verità! Perciò c’è speranza nel mondo, una speranza affidabile, anche nei momenti e nelle situazioni più difficili. La verità è germogliata portando amore, giustizia e pace.
Sì, la pace germogli per la popolazione siriana, profondamente ferita e divisa da un conflitto che non risparmia neanche gli inermi e miete vittime innocenti. Ancora una volta faccio appello perché cessi lo spargimento di sangue, si facilitino i soccorsi ai profughi e agli sfollati e, tramite il dialogo, si persegua una soluzione politica al conflitto.

La pace germogli nella Terra dove è nato il Redentore, ed Egli doni a Israeliani e Palestinesi il coraggio di porre fine a troppi anni di lotte e di divisioni, e di intraprendere con decisione il cammino del negoziato.

Nei Paesi del Nord Africa, che attraversano una profonda transizione alla ricerca di un nuovo futuro – in particolare in Egitto, terra amata e benedetta dall’infanzia di Gesù – i cittadini costruiscano insieme società basate sulla giustizia, il rispetto della libertà e della dignità di ogni persona.

La pace germogli nel vasto Continente asiatico. Gesù Bambino guardi con benevolenza ai numerosi Popoli che abitano quelle terre e, in modo speciale, quanti credono in Lui. Il Re della Pace rivolga inoltre il suo sguardo ai nuovi Dirigenti della Repubblica Popolare Cinese per l’alto compito che li attende. Auspico che esso valorizzi l’apporto delle religioni, nel rispetto di ciascuna, così che queste possano contribuire alla costruzione di una società solidale, a beneficio di quel nobile Popolo e del mondo intero.

Il Natale di Cristo favorisca il ritorno della pace nel Mali e della concordia in Nigeria, dove efferati attentati terroristici continuano a mietere vittime, in particolare tra i Cristiani. Il Redentore rechi aiuto e conforto ai profughi dell’Est della Repubblica Democratica del Congo e doni pace al Kenya, dove sanguinosi attentati hanno colpito la popolazione civile e i luoghi di culto.

Gesù Bambino benedica i numerosissimi fedeli che Lo celebrano in America Latina. Accresca le loro virtù umane e cristiane, sostenga quanti sono costretti ad emigrare dalle loro famiglie e dalla loro terra, rafforzi i Governanti nell’impegno per lo sviluppo e nella lotta alla criminalità.

Cari fratelli e sorelle! Amore e verità, giustizia e pace si sono incontrate, si sono incarnate nell’uomo nato a Betlemme da Maria. Quell’uomo è il Figlio di Dio, è Dio apparso nella storia. La sua nascita è un germoglio di vita nuova per tutta l’umanità. Possa ogni terra diventare una terra buona, che accoglie e germoglia l’amore, la verità, la giustizia e la pace. Buon Natale a tutti!

Benedetto XVI. Omelia nella solennità del Natale 2012

25 dicembre 2012

Cari fratelli e sorelle!

Sempre di nuovo la bellezza di questo Vangelo tocca il nostro cuore – una bellezza che è splendore della verità. Sempre di nuovo ci commuove il fatto che Dio si fa bambino, affinché noi possiamo amarlo, affinché osiamo amarlo, e, come bambino, si mette fiduciosamente nelle nostre mani. Dio dice quasi: So che il mio splendore ti spaventa, che di fronte alla mia grandezza tu cerchi di affermare te stesso. Ebbene, vengo dunque a te come bambino, perché tu possa accogliermi ed amarmi.
Sempre di nuovo mi tocca anche la parola dell’evangelista, detta quasi di sfuggita, che per loro non c’era posto nell’alloggio. Inevitabilmente sorge la domanda su come andrebbero le cose, se Maria e Giuseppe bussassero alla mia porta.

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Vangelo (Mt 10,17-22) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 26 Dicembre 2012) con commento comunitario

25 dicembre 2012

SANTO STEFANO, primo martire
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10,17-22)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:

«Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani.

Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.

Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà persevereto fino alla fine sarà salvato».

Il biglietto di auguri del papa per il Natale 2012

25 dicembre 2012

http://www.news.va/it/news/gli-auguri-del-papa-per-il-natale