Archive for febbraio 2013

1 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Venerdì della II^ settimana di Quaresima. II^ settimana del Salterio. Santi.

28 febbraio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VIOLA

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Gen 37,3-4.12-13.17-28
Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo!
Salmo (Sal 104)
Ricordiamo, Signore, le tue meraviglie.
Vangelo Mt 21,33-43.45
Costui è l’erede. Su, uccidiamolo!

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua2/lodVENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua2/vesVENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/VenCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

san David di Menevia, vescovo. Visse nel secolo VI e sarebbe morto nel 601; sebbene sia citato in documenti dei secoli VIII – X, una sua biografia fu scritta solo nel secolo XI da un certo Rhygyfarch. David era figlio di Sant e Nonna e nacque nella valle di Rhos; fu educato ed istruito da sant’Iltut e poi da Paolino; venne ordinato sacerdote e si ritirò in un’isola solitaria dove stette per dieci anni, dedito allo studio della Sacra Scrittura. In seguito abbracciò la vita monastica e prese ad evangelizzare la Britannia, abitata ancora da popolazioni celtiche; fondò dodici monasteri, nei quali instaurò una vita comunitaria, austera, densa di studio, lavoro e preghiera. Ritornato in patria succedette a san Dubricio come vescovo di Caerlon, da dove poi si trasferì alla sede di Menevia. Secondo una tradizione leggendaria sarebbe vissuto per 147 anni. Il suo sepolcro divenne presto una meta di pellegrinaggi ed a lui furono intestate molte chiese nel Galles, nell’Irlanda e Inghilterra

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43425

sant’Albino di Anger, vescovo. Nato intorno al 470 da una famiglia nobile, Albino fu monaco e quindi abate per venticinque anni a Nantilly, nei pressi di Saumur. Nel 529 fu eletto per acclamazione popolare vescovo di Angers. Fu uno dei principali promotori del terzo Concilio di Orleans, che riformò la Chiesa dei Franchi con grande fermezza. È ricordato come difensore dei poveri e dei prigionieri. Inoltre richiamò i signori merovingi al rispetto del vincolo matrimoniale. Morì il 1 marzo 550.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43350

sant’Albino di Vercelli, vescovo. Visse verso la fine del V secolo. Divenne vescovo di Vercelli nel 452, l’anno in cui il generale Ezio sconfisse gli Unni e i Goti che avevano ovunque devastato. Sulle rovine della Basilica edificata da S. Eusebio e sulla tomba del martire S. Teofrasto, Albino ricostruì la nuova chiesa della città.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43400

sant’Eudocia di Elipoli, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43450

santa Domina

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43500

san Silvio e compagni, II sec., martiri venerati ad Anversa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43550

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1/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 febbraio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 21:33-43.45-46. 
Jesus said to the chief priests and the elders of the people: «Hear another parable. There was a landowner who planted a vineyard, put a hedge around it, dug a wine press in it, and built a tower. Then he leased it to tenants and went on a journey.
When vintage time drew near, he sent his servants to the tenants to obtain his produce.
But the tenants seized the servants and one they beat, another they killed, and a third they stoned.
Again he sent other servants, more numerous than the first ones, but they treated them in the same way.
Finally, he sent his son to them, thinking, ‘They will respect my son.’  (more…)

Le stationes quaresimali. Venerdì della II^ Settimana di Quaresima. San Vitale.

28 febbraio 2013

S.Vitale a via Nazionale

San Vitale l’ampia e caratteristica chiesa romana quasi estraniata al piano inferiore, dove questo tempio è collocato.

Una graziosa tradizione vuole che questa chiesa fosse stata costruita con la vendita dei gioielli donati dalla matrona Vestina (questo fu infatti, il primo nome del “Titolo”) in onore dei Ss. Martiri Gervasio e Protasio, di cui S. Ambrogio aveva trovato i resti a Milano suscitando tanta devozione anche a Roma.

In ricordo di questo dono S. Gregorio Magno nella “Litania settiforme” da lui istituita, volle che la processione delle vedove partisse proprio da questo luogo. Nel frattempo, oltre al nome di Vestina, di Gervasio e Protasio, aveva anche quello di Vitale, probabilmente per gli “apparentamenti”, che tanto spesso operavano le tarde leggendarie “Passiones”.

L’odierna peregrinazione stazionale si presenta con grandiose visioni di amore e di trionfo; la chiesa, dalla tipica forma di aula, celebra una ricca liturgia che canta l’eroismo dei Martiri.

Si sa che la chiesa dovette subire molti restauri: più volte nel IX secolo, nel  XII e nel XV, finché Sisto IV, nel 1475, tagliò le due navate laterali riducendola a navata unica.

L’odierna posizione del tempio oggi collocato al di sotto dell’attuale livello stradale, lo nasconde anche se, recenti restauri della scala cambiata di forma e resa omogenea lascia libera la visuale della facciata, anche questa riportata alle linee primitive, quasi a far risaltare il martirio del titolare San Vitale, che nell’anno 662 venne calato in un pozzo e poi lapidato.

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

Vangelo (Mt 21,33-43.45-46) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 1 Marzo 2013) con commento comunitario

28 febbraio 2013

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 21,33-43.45-46)

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:

«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.

Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.

Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero.

Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».

Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».

E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

“La pietra che i costruttori hanno scartato

è diventata la pietra d’angolo;

questo è stato fatto dal Signore

ed è una meraviglia ai nostri occhi”?

Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca frutti».

Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

Medjugorje: messaggio a Mirjana di sabato 2 marzo 2013

28 febbraio 2013

Ecco il link per il messaggio, che dovrebbe venire ricevuto dalla veggente e poi pubblicato su questo sito appunto sabato 2 marzo 2013, verso sera:

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje anche se sembra guardare ad essi con prudente favore.

Il papa saluta i cardinali

28 febbraio 2013

Ecco un brano del saluto:

“Vorrei lasciarvi un pensiero semplice, che mi sta molto a cuore – ha poi
aggiunto – : un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che costituisce per
tutti noi – possiamo dire – la ragione e la passione della vita”. In questo si è
ispirato ad una espressione di Romano Guardini, scritta proprio nell’anno in cui
i Padri del Concilio Vaticano II approvavano la Costituzione Lumen Gentium, “nel
suo ultimo libro con una dedica personale anche per me. Perciò – ha confessato –
le parole di questo libro mi sono particolarmente care”. Dice Guardini: “La
Chiesa non è una istituzione escogitata e costruita a tavolino, ma una realtà
vivente. Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere
vivente, trasformandosi. Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa. Il suo
cuore è Cristo”. E ha ricordato l’esperienza di ieri in Piazza San Pietro:
“vedere che la Chiesa è un corpo vivo, animato dallo Spirito Santo Santo e vive
realmente dalla forza di Dio. Essa è nel mondo, ma non è del mondo: è di Dio, di
Cristo, dello Spirito. Lo abbiamo visto ieri”. Per questo – ha aggiunto – è vera
ed eloquente anche l’altra famosa espressione di Guardini: “La Chiesa si
risveglia nelle anime”. “La Chiesa vive, cresce e si risveglia nelle anime, che
– come la Vergine Maria – accolgono la Parola di Dio e la concepiscono per opera
dello Spirito Santo. Offrono a Dio la propria carne e proprio nella loro povertà
e umiltà diventano capaci di generare Cristo oggi nel mondo. Attraverso la
Chiesa il Mistero dell’Incarnazione rimane presente per sempre. Cristo continua
a camminare attraverso i tempi e tutti i luoghi”.

“Rimaniamo uniti, cari
fratelli, in questo mistero! – ha esclamato il Papa – Nella preghiera,
specialmente nell’Eucaristia quotidiana e così serviamo la Chiesa e l’intera
umanità. Questa è la nostra gioia che nessuno ci può togliere”.

Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/Articolo.asp?c=668981#

del sito Radio Vaticana

L. Müller. Quella bellezza che ci aiuta a conoscere.

28 febbraio 2013

Per uno straniero che apre la prima volta la pagina iniziale de I promessi sposi, le parole di Alessandro Manzoni che descrivono quei luoghi del lago di Como rappresentano un autentico invito per la ragione, quasi un contagio. Aprendo al lettore, in modo così rapido eppure efficace, quel panorama di golfi, promontori, torrenti, valli, paesi e profili di montagne, Manzoni muove lo sguardo alla meraviglia. Il genio di questo scrittore milanese dell’Ottocento, con poche ed incisive parole, riesce a far trasparire quella positività che — ai nostri occhi solo in certe giornate — la natura è capace di dischiudere. Solo una grande positività è in grado di attirare il nostro sguardo — gli orizzonti della nostra ragione, direbbe Papa Benedetto xvi — e di ampliare le sue capacità conoscitive. Infatti, di fronte a certi spettacoli della natura, e a certi eventi, ci sentiamo colpiti e mossi fin nel profondo di noi stessi, al punto che tutta la nostra persona, tutta la nostra libertà si sente trasportata in essi ed interpellata. È questo un trasporto che ci trascina fin nel cuore della realtà che abbiamo davanti agli occhi e mai come in queste occasioni ci sentiamo una cosa sola con ciò che conosciamo. Simile esperienza accade anche nell’amore. E, infatti, la prima forma di amore, cioè di attaccamento, di cui è capace la nostra ragione, si sperimenta e si documenta proprio di fronte alla realtà, incontrando brani di realtà così positivi. A parte la mia personale ammirazione per il talento di Alessandro Manzoni, ho voluto iniziare facendo cenno a tali esperienze perché ciò che accade nell’uomo attraverso quel fenomeno che si chiama “fede” — almeno nella sua accezione cristiana e cattolica — possiede molte analogie con quanto ho sopra descritto. Nulla come la bellezza, il bene, la verità, l’amore, intravisti nella realtà, sono in grado di afferrare la nostra ragione e di lanciarla nell’avventura conoscitiva, coinvolgendo tutta la nostra persona, affettività compresa, e di donarci certezze fondamentali per l’esistenza. La fede riconosce la realtà del mondo come un segno, come un fenomeno che rinvia a una profondità a cui esso è, in qualche modo, ancorato e da cui dipende “in radice”. Del resto, tutte volte che riconosciamo un significato oggettivo passiamo dalla dispersione e dalla superficie degli elementi alla loro connessione intrinseca e quindi, in un certo senso, cominciamo ad attingere alla loro realtà profonda ed al loro fondamento. Ecco perché non è sostenibile in modo assoluto la recisione kantiana del percorso dal fenomeno al fondamento. Lo iato fra fenomeno e fondamento della realtà, così come l’inaccessibilità del “noumeno”, sono in verità affermabili solo relativamente, poiché già a livello conoscitivo la nostra ragione, attraverso il mondo dei significati, si trova proiettata in un itinerario che la muove verso il fondo della realtà, passando dai significati minori fino a quelli più grandi ed ultimi.

(pubblicato in Osservatore Romano del 27.02.2013)

Da una catechesi di Benedetto XVI: Cristo ci svela anche la vera umanità dell’uomo

28 febbraio 2013

I Padri della Chiesa hanno accostato Gesù ad Adamo, tanto da definirlo «secondo Adamo» o l’Adamo definitivo, l’immagine perfetta di Dio. Con l’Incarnazione del Figlio di Dio avviene una nuova creazione, che dona la risposta completa alla domanda «Chi è l’uomo?». Solo in Gesù si manifesta compiutamente il progetto di Dio sull’essere umano: Egli è l’uomo definitivo secondo Dio. Il Concilio Vaticano II lo ribadisce con forza: «In realtà solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo… Cristo, nuovo Adamo, manifesta pienamente l’uomo all’uomo e gli svela la sua altissima vocazione» (Cost. Gaudium et spes, 22; cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 359). In quel bambino, il Figlio di Dio contemplato nel Natale, possiamo riconoscere il vero volto non solo di Dio, ma anche dell’essere umano; e solo aprendoci all’azione della sua grazia e cercando ogni giorno di seguirlo, noi realizziamo il progetto di Dio su di noi.

Le stationes quaresimali. Giovedì della II^ Settimana di Quaresima. Santa Maria in Trastevere.

27 febbraio 2013

Questa basilica sorta sull’area del “titulus Callisti” agli albori del III secolo, si erge là dove un tempo vi era la Taberna Emeritoria cioè un ospizio di veterani della flotta ravennate.

In questo luogo – che fu il suo titolo – Papa Callisto subì il martirio sommerso in un pozzo: a causa da una sommossa popolare del noto quartiere di Trastevere. L’attuale basilica è quella costruita da Innocenzo III (1130-1143) che fu molte volte ritoccata e abbellita. All’interno è possibile ammirare il mosaico dove il Signore siede sul trono con sua Madre nel trionfo dei Santi e degli Apostoli sorreggendo con la mano la corona e il monogramma di Cristo. Quest’opera è tra i più noti capolavori di Pietro Cavallini predecessore di Giotto (1291).

Intorno ai presbiterio, dominato dal seggio marmoreo, campeggia la scritta “Prima aedes deiparae dicata” intorno al baldacchino classico eretto dal Vespignani. Sulla destra si alternano nella cappella del coro del Domenichino opere del Sansovino e di Mino da Fiesole come quelle di Antonio Gherardi nella cappella del Bernini.

Qui il salmista acceso dai bagliori dell’arte e seminato di vittoria dal sangue del Martiri oggi pone sulle labbra dell’orante l’invocazione “sii propizio Signore ai nostri peccati, perché le genti non abbiano a dire dov’è il loro Dio?”.

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

28 febbraio 2013. Liturgia del giorno. Giovedì della II^ settimana di Quaresima. II^ settimana del Salterio. Santi.

27 febbraio 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VIOLA

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Ger 17,5-10
Maledetto chi confida
nell’uomo; benedetto chi confida nel Signore.
Salmo (Sal
1)
Beato l’uomo che confida nel Signore.
Vangelo Lc 16,19-31
Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e
Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua2/lodGIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua2/vesGIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/GioCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Il Martirologio romano ricorda oggi san Romano di Condat, abate. La Vita Patrum Jurensium, scritta da un suo seguace, ci racconta che Romano per primo ebbe l’idea di isolarsi in prossimità delle foreste Giura. Per la sua fama , il vescovo Ilario di Besancon, lo ordinò sacerdote. Con il fratello Lupicino ed altri seguaci, Romano fondò un grande monastero a Condat, un secondo a Leuconne e un monastero femminile di clausura a le Beaume, di cui fu badessa una loro sorella.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/43250

sante Marana e Cira, eremite in Siria

santi Martiri di Alessandria, sacerdoti, diaconi e laici che durante l’impero di Galieno morirono colpiti dalla peste, mentre prestavano aiuto a malati e moribondi. La pietà popolare li considerò da subito martiri

beato Timoteo Trojanowsky. Nacque nel 1908 nel villaggio di Sadlowo, nella diocesi di Plock, in Polonia. Lavorò per aiutare la precaria economia della famiglia. A 22 anni entrò nel convento dei Frati Minori Conventuali a Niepokalanów, prendendo il nome di Tymoteusz. Vi lavorò al reparto spedizioni della rivista “Rycerz Niepokalanej” (Cavaliere dell’Immacolata) – fondata dal superiore del convento, il futuro martire padre Massimiliano Kolbe – nel magazzino e nell’infermeria. Nell’ottobre del 1941 fu arrestato dalla Gestapo insieme ad altri sei frati e rinchiuso nella prigione di via Pawiak, a Varsavia. Deportato ad Auschwitz, fu messo ai lavori forzati. Cercò di infondere ai prigionieri – in quelle condizioni tremende – la fiducia in Dio. Ammalatosi di polmonite, morì il 28 febbraio 1942. E’ stato proclamato beato da Giovanni Paolo II il 13 giugno 1999 a Varsavia nel gruppo di 108 martiri polacchi del nazismo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92020

Beati Martiri di Unzen, 16 laici giapponesi della diocesi di Funai che subirono il martirio presso Unzen il 28 febbraio 1627 nel contesto di feroci ondate persecutorie contro i cristiani. Del gruppo fanno parte Paolo Uchibori Sakuemon (sposato), Gaspare Kizaemon, Maria Mine (moglie del beato Gioacchino Mine Sukedayu), Gaspare Nagai Sohan (sposato), Ludovico Shinzaburo, Dionigi Saeki Zenka con suo figlio Ludovico, Damiano Ichiyata (sposato), Leone Nakajima Sokan con suo figlio Paolo, Giovanni Kisaki Kyuhachi, Giovanni Heisaku (sposato), Tommaso Uzumi Shingoro, Alessio Sugi Shohachi, Tommaso Kondo Hyoemon (sposato) e Giovanni Araki Kanshichi. In seguito ad un rapido processo iniziato con il Nulla Osta della Santa Sede concesso in data 2 settembre 1994, è stato riconosciuto il loro martirio il 1° luglio 2007 e sono stati beatificati il 24 novembre 2008, sotto il pontificato di Papa Benedetto XVI, unitamente ad un gruppo complessivo di 188 martiri giapponesi

http://www.santiebeati.it/dettaglio/94397

Beato Ciriaco Maria Sancha y Hervas

http://www.santiebeati.it/dettaglio/95547

28/2/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

27 febbraio 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 16:19-31. 
Jesus said to the Pharisees: «There was a rich man who dressed in purple garments and fine linen and dined sumptuously each day.
And lying at his door was a poor man named Lazarus, covered with sores,
who would gladly have eaten his fill of the scraps that fell from the rich man’s table. Dogs even used to come and lick his sores.
When the poor man died, he was carried away by angels to the bosom of Abraham. The rich man also died and was buried,
and from the netherworld, where he was in torment, he raised his eyes and saw Abraham far off and Lazarus at his side.
And he cried out, ‘Father Abraham, have pity on me. Send Lazarus to dip the tip of his finger in water and cool my tongue, for I am suffering torment in these flames.’
Abraham replied, ‘My child, remember that you received what was good during your lifetime while Lazarus likewise received what was bad; but now he is comforted here, whereas you are tormented. (more…)

Vangelo (Lc 16,19-31) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 28 Febbraio 2013) con commento comunitario

27 febbraio 2013

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 16,19-31)

In quel tempo, Gesù disse ai farisei:

«C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe.

Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”.

Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”.

E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».

Video: Il cardinal Bertone parla della rinuncia del papa

27 febbraio 2013

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-45284c40
-5c45-4f82-b2bb-5f25b99097a9-tg1.html

Dall’ultima udienza generale di Benedetto XVI

27 febbraio 2013

“In questo momento, c’è in me una grande fiducia, perché so, sappiamo tutti noi, che la Parola di verità del Vangelo è la forza della Chiesa, è la sua vita. Il Vangelo purifica e rinnova, porta frutto, dovunque la comunità dei credenti lo ascolta e accoglie la grazia di Dio nella verità e nella carità. Questa è la mia fiducia, questa è la mia gioia”.

Il papa sottolinea che Cristo, il Vangelo, è la perenne, sempre più profondamente scoperta dall’uomo, nella storia, novità spirituale-umana-culturale…

Benedetto XVI. 27.02.2013. Testo dell’ultima Udienza

27 febbraio 2013

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato!

Distinte Autorità!

Cari fratelli e sorelle!

Vi ringrazio di essere venuti così numerosi a questa ultima Udienza generale del mio pontificato. Come l’apostolo Paolo nel testo biblico che abbiamo ascoltato, anch’io sento nel mio cuore di dover soprattutto ringraziare Dio, che guida e fa crescere la Chiesa, che semina la sua Parola e così alimenta la fede nel suo Popolo. In questo momento il mio animo si allarga per di abbracciare tutta la Chiesa sparsa nel mondo; e rendo grazie a Dio per le «notizie» che in questi anni del ministero petrino ho potuto ricevere circa la fede nel Signore Gesù Cristo, e della carità che circola nel Corpo della Chiesa e lo fa vivere nell’amore, e della speranza che ci apre e ci orienta verso la vita in pienezza, verso la patria del Cielo. Sento di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, dove raccolgo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita pastorale. Tutto e tutti raccolgo nella preghiera per affidarli al Signore: perché abbiamo piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, e perché possiamo comportarci in maniera degna di Lui, del suo amore, portando frutto in ogni opera buona (cfr Col 1,9-10). In questo momento, c’è in me una grande fiducia, perché so, sappiamo tutti noi, che la Parola di verità del Vangelo è la forza della Chiesa, è la sua vita. (more…)

Benedetto XVI. Intenzioni di preghiera per il 2014

27 febbraio 2013

Di seguito,  il testo italiano delle intenzioni – universale e per l’evangelizzazione – che, come di consueto, il Papa ha affidato all’Apostolato della Preghiera per il 2014.

Gennaio

Universale: Perché venga promosso un autentico sviluppo economico, rispettoso della dignità di tutti gli uomini e di tutti i popoli. Per l’evangelizzazione: Perché i cristiani delle diverse confessioni possano camminare verso l’unità voluta da Cristo.

Febbraio

Universale: Perché la saggezza e l’esperienza delle persone anziane siano riconosciute nella Chiesa e nella società. Per l’evangelizzazione: Perché sacerdoti, religiosi e laici collaborino generosamente nella missione di evangelizzazione.

Marzo

Universale: Perché in tutte le culture siano rispettati i diritti e la dignità delle donne. Per l’evangelizzazione: Perché numerosi giovani accolgano l’invito del Signore a consacrare la loro vita all’annuncio del Vangelo.

Aprile

Universale: Perché i governanti promuovano la tutela del creato e l’equa distribuzione dei beni e delle risorse naturali. Per l’evangelizzazione: Perché il Signore Risorto colmi di speranza il cuore di quanti sono provati dal dolore e dalla malattia.

Maggio

Universale: Perché i mezzi di comunicazione siano strumenti al servizio della verità e della pace.

Per l’evangelizzazione: Perché Maria, Stella dell’Evangelizzazione, guidi la missione della Chiesa nell’annuncio di Cristo a tutte le genti.

Giugno

Universale: Perché i disoccupati ottengano il sostegno e il lavoro di cui hanno bisogno per vivere con dignità. Per l’evangelizzazione: Perché l’Europa ritrovi le sue radici cristiane attraverso la testimonianza di fede dei credenti.

Luglio

Universale: Perché la pratica dello sport sia sempre occasione di fraternità e crescita umana. Per l’evangelizzazione: Perché lo Spirito Santo sostenga l’opera dei laici che annunziano il Vangelo nei Paesi più poveri.

Agosto

Universale: Perché i rifugiati, costretti ad abbandonare le loro case a motivo della violenza, trovino generosa accoglienza e vedano tutelati i loro diritti. Per l’evangelizzazione: Perché i cristiani in Oceania annuncino con gioia la fede a tutte le popolazioni del Continente.

Settembre

Universale: Perché i disabili mentali ricevano l’amore e l’aiuto di cui hanno bisogno per una vita dignitosa. Per l’evangelizzazione: Perché i cristiani, ispirati dalla Parola di Dio, si impegnino nel servizio ai poveri e ai sofferenti.

Ottobre

Universale: Perché il Signore conceda pace alle regioni del mondo più martoriate dalla guerra e dalla violenza. Per l’evangelizzazione: Perché la Giornata Missionaria Mondiale risvegli in ogni fedele la passione e lo zelo di portare a tutto il mondo il Vangelo.

Novembre

Universale: Perché le persone che soffrono la solitudine sperimentino la vicinanza di Dio e il sostegno dei fratelli. Per l’evangelizzazione: Perché i giovani seminaristi, religiosi e religiose abbiano formatori saggi e ben preparati.

Dicembre

Universale: Perché la nascita del Redentore porti pace e speranza a tutti gli uomini di buona volontà. Per l’evangelizzazione: Perché i genitori siano autentici evangelizzatori, trasmettendo ai figli il prezioso dono della fede.

Dal Vaticano, 1 febbraio 2013

Salmo 31(30) _ Preghiera nella prova

27 febbraio 2013
Al maestro del coro.Salmo. Di Davide. 
In te, Signore, mi sono rifugiato,
mai sarò deluso;
per la tua giustizia salvami. 
Porgi a me l’orecchio,
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi accoglie,
la cinta di riparo che mi salva. 
Tu sei la mia roccia e il mio baluardo,
per il tuo nome dirigi i miei passi.
Scioglimi dal laccio che mi hanno teso,
perché sei tu la mia difesa. 
Mi affido alle tue mani;
tu mi riscatti, Signore, Dio fedele.
Tu detesti chi serve idoli falsi,
ma io ho fede nel Signore.
Esulterò di gioia per la tua grazia,
perché hai guardato alla mia miseria,
hai conosciuto le mie angosce;
non mi hai consegnato nelle mani del nemico,
hai guidato al largo i miei passi. 
Abbi pietà di me, Signore, sono nell’affanno;
per il pianto si struggono i miei occhi,
la mia anima e le mie viscere.
[11]Si consuma nel dolore la mia vita,
i miei anni passano nel gemito;
inaridisce per la pena il mio vigore,
si dissolvono tutte le mie ossa. 
Sono l’obbrobrio dei miei nemici,
il disgusto dei miei vicini,
l’orrore dei miei conoscenti;
chi mi vede per strada mi sfugge.
Sono caduto in oblio come un morto,
sono divenuto un rifiuto.
Se odo la calunnia di molti, il terrore mi circonda;
quando insieme contro di me congiurano,
tramano di togliermi la vita. 
Ma io confido in te, Signore;
dico: «Tu sei il mio Dio,
nelle tue mani sono i miei giorni».
Liberami dalla mano dei miei nemici,
dalla stretta dei miei persecutori:
fà splendere il tuo volto sul tuo servo,
salvami per la tua misericordia. 
Signore, ch’io non resti confuso, perché ti ho invocato;
siano confusi gli empi, tacciano negli inferi.
Fà tacere le labbra di menzogna,
che dicono insolenze contro il giusto
con orgoglio e disprezzo. 
Quanto è grande la tua bontà, Signore!
La riservi per coloro che ti temono,
ne ricolmi chi in te si rifugia
davanti agli occhi di tutti.
Tu li nascondi al riparo del tuo volto,
lontano dagli intrighi degli uomini;
li metti al sicuro nella tua tenda,
lontano dalla rissa delle lingue. 
Benedetto il Signore,
che ha fatto per me meraviglie di grazia
in una fortezza inaccessibile.
Io dicevo nel mio sgomento:
«Sono escluso dalla tua presenza».
Tu invece hai ascoltato la voce della mia preghiera
quando a te gridavo aiuto. 
Amate il Signore, voi tutti suoi santi;
il Signore protegge i suoi fedeli
e ripaga oltre misura l’orgoglioso.
Siate forti, riprendete coraggio,
o voi tutti che sperate nel Signore.
Salmo 31(30), 1_25

 

 

“Apprendere è un regalo. Anche quando il dolore sia il maestro”

 

 

PREGHIERA PARTICOLARE AL NOSTRO CARO PAPA

Il Santo Padre saluta il suo Popolo.
Ti vogliamo bene Santo Padre! ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

VATICANO

PAPA: ”IL SIGNORE MI CHIAMA A ‘SALIRE SUL MONTE’, A DEDICARMI ANCORA DI PIU’ ALLA PREGHIERA E ALLA MEDITAZIONE”. PER CONTINUARE A SEVIRE LA CHIESA

 

 

 

Video: A sua immagine, Il don che dà lavoro ai giovani

27 febbraio 2013

I link di rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?refresh_ce#day=2013-02-23&ch=1&v=183322&vd=2013-02-23&vc=1

Mercoledì 27 febbraio 2013 ore 10,30: Video in diretta dell’ultima udienza generale di Benedetto XVI

27 febbraio 2013

A questo link:

http://www.telepace.it/web-tv.php

Le stationes quaresimali. Mercoledì della II^ Settimana di Quaresima. Santa Cecilia in Trastevere

26 febbraio 2013

Al limitare di una delle tante vie umilissime nel vecchio rione romano di Trastevere appare la superba visione della basilica di Santa Cecilia.Questo è un antichissimo titolo attestato ancora prima del Sinodi e prima della grande esplosione di culto a questa Martire e rilevato dalla lapide tombale di un chierico Saecularisgli scavi non ancora
conclusi rilevano interessantissime scoperte antecedenti alla chiesa. Questa, dopo quella di S. Maria è una delle più grandi ricchezze dei trasteverini e della Roma cristiana. Un portale barocco c’introduce nel caratteristico cortile rallegrato dal “cantato”, un giovane che perennemente canta il suo inno al Signore come, all’interno lo canta Cecilia.A lei è riferito tutto l’interno  della chiesa: i mosaici che la rappre$sentano ai piedi del redentore insieme con i Santi e con Valeriano suo sposo che ella convertì. Bellissime le pitture
del Pinturicchio e del Reni, gli altorilievi di Mino da Fiesole e di Benedetto da Maiano che raffigurano la Martire quando piega il collo alla spada del carnefice e quando protetta dal cielo soffre e vince il tormento della soffocazione. Cecilia riposa ora nella sua tomba insieme con lo sposo Valeriano il cognato Tiburzio e l’amico Massimo accanto ai Pontefici Urbano e Lucio da quando Pasquale I dal cimitero di Callisto fece trasportare la salma intatta di Cecilia nella cripta. La chiesa era stata anche ornata nel 1293 di pitture di
Pietro Cavallini, il grande maestro della “Scuola Romana”, precursore di Giotto anche se purtroppo ben poco rimane di questa opera; è qui che l’architetto Arnolfo da Cambio lasciò, in quel periodo il suo notissimo ciborio marmoreo. E’ Stefano Maderno l’autore di una riproduzione in marmo del corpo della Martire adagiato sul sarcofago nell’altare, mentre la statua della cripta è di Cesare Aureli che la scolpì trionfante nella preghiera e nel canto come incitamento a proseguire con ardore il cammino quaresimale che ci avvicinerà alla vera Pasqua

 

 

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

 

Statua Santa Cecilia

Stefano Maderno,1599