Archive for marzo 2013

Vangelo (Mt 28, 8-15) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Aprile 2013) con commento comunitario

31 marzo 2013

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 28,8-15)

In quel tempo, abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: “I suoi discepoli sono venuti di notte e l’hanno rubato, mentre noi dormivamo”. E se mai la cosa venisse all’orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino a oggi.

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Medjugorje: messaggio a Mirjana di martedì 2 aprile 2013

31 marzo 2013

“Cari figli, vi invito ad essere nello spirito una cosa sola con mio Figlio. Vi
invito affinché, attraverso la preghiera e per mezzo della Santa Messa, quando
mio Figlio si unisce a voi in modo particolare, cerchiate di essere come Lui.
Affinché siate, come Lui, sempre pronti a compiere la volontà di Dio, e non a
chiedere che si realizzi la vostra. Perché, figli miei, per volontà di Dio siete
ed esistete ma, senza la volontà di Dio, siete un nulla. Io, come Madre, vi
chiedo di parlare della gloria di Dio con la vostra vita, perché in questo modo
glorificherete anche voi stessi, secondo la sua volontà. Mostrate a tutti umiltà
ed amore verso il prossimo. Per mezzo di questa umiltà e di questo amore, mio
Figlio vi ha salvato e vi ha aperto la via verso il Padre Celeste. Io vi prego
di aprire la via verso il Padre Celeste a tutti coloro che non l’hanno
conosciuto e non hanno aperto il proprio cuore al suo amore. Con la vostra vita
aprite la via a tutti coloro che stanno ancora vagando in cerca della verità.
Figli miei, siate miei apostoli che non hanno vissuto invano. Non dimenticate
che verrete davanti al Padre Celeste e gli parlerete di voi. Siate pronti! Di
nuovo vi ammonisco: pregate per coloro che mio Figlio ha chiamato, ha benedetto
le loro mani e li ha donati a voi. Pregate, pregate, pregate per i vostri
pastori. Vi ringrazio”.

Ecco il link per il messaggio:

http://www.medjugorje.hr/it/

La Chiesa non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje anche se sembra guardare ad essi con prudente favore.

Video: Canta Enzo Jannacci

31 marzo 2013

http://video.repubblica.it/dossier/addio-enzo-jannacci/jannacci-vengo-anch-io-no-tu-no/123950/122437

Video: Ostensione in diretta della Santa Sindone, con messaggio del papa / Buona Pasqua a tutti!

31 marzo 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-03-30&ch=1&v=196967&vd=2013-03-30&vc=1

I link di rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Vangelo (Gv 20,1-9) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 31 Marzo 2013) con commento comunitario

30 marzo 2013

DOMENICA DI PASQUA – RISURREZIONE DEL SIGNORE

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 20,1-9)

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

Salmo 104(103) _ Gli splendori della creazione

30 marzo 2013
Benedici il Signore, anima mia! Sei tanto grande, Signore, mio Dio!
Sei rivestito di maestà e di splendore,
avvolto di luce come di un manto, tu che distendi i cieli come una tenda,
costruisci sulle acque le tue alte dimore, fai delle nubi il tuo carro, cammini sulle ali del vento,
fai dei venti i tuoi messaggeri e dei fulmini i tuoi ministri.
Egli fondò la terra sulle sue basi: non potrà mai vacillare.
Tu l’hai coperta con l’oceano come una veste; al di sopra dei monti stavano le acque.
Al tuo rimprovero esse fuggirono, al fragore del tuo tuono si ritrassero atterrite.
Salirono sui monti, discesero nelle valli, verso il luogo che avevi loro assegnato;
hai fissato loro un confine da non oltrepassare, perché non tornino a coprire la terra.
Tu mandi nelle valli acque sorgive perché scorrano tra i monti,
dissetino tutte le bestie dei campi e gli asini selvatici estinguano la loro sete.
In alto abitano gli uccelli del cielo e cantano tra le fronde.
Dalle tue dimore tu irrighi i monti, e con il frutto delle tue opere si sazia la terra.
Tu fai crescere l’erba per il bestiame e le piante che l’uomo coltiva per trarre cibo dalla terra,
vino che allieta il cuore dell’uomo,
olio che fa brillare il suo volto e pane che sostiene il suo cuore.
Sono sazi gli alberi del Signore, i cedri del Libano da lui piantati.
Là gli uccelli fanno il loro nido e sui cipressi la cicogna ha la sua casa;
le alte montagne per le capre selvatiche, le rocce rifugio per gli iràci.
Hai fatto la luna per segnare i tempi e il sole che sa l’ora del tramonto.
Stendi le tenebre e viene la notte: in essa si aggirano tutte le bestie della foresta;
ruggiscono i giovani leoni in cerca di preda e chiedono a Dio il loro cibo.
Sorge il sole: si ritirano e si accovacciano nelle loro tane.
Allora l’uomo esce per il suo lavoro, per la sua fatica fino a sera.
Quante sono (grandi) le tue opere, Signore!
Le hai fatte tutte con saggezza; la terra è piena delle tue creature.
Ecco il mare spazioso e vasto: là rettili e pesci senza numero, animali piccoli e grandi;
lo solcano le navi e il Leviatàn che tu hai plasmato per giocare con lui.
Tutti da te aspettano che tu dia loro cibo a tempo opportuno.
Tu lo provvedi, essi lo raccolgono; apri la tua mano, si saziano di beni.
Nascondi il tuo volto: li assale il terrore; togli loro il respiro: muoiono,
e ritornano nella loro polvere.
Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra.
Sia per sempre la gloria del Signore; gioisca il Signore delle sue opere.
Egli guarda la terra ed essa trema, tocca i monti ed essi fumano.
Voglio cantare al Signore finché ho vita, cantare inni al mio Dio finché esisto.
A lui sia gradito il mio canto, io gioirò nel Signore.
Scompaiano i peccatori dalla terra e i malvagi non esistano più.
Benedici il Signore, anima mia.
Alleluia.

Salmo 104(103), 1_35

 

 

PENSIERO E PREGHIERA:

Gesù Cristo, dopo che il suo corpo tolto dalla croce su cui è morto il Venerdì Santo,

fù consegnato alla Madre è portato al sepolcro..

Gesù Cristo, dopo che il suo corpo tolto dalla croce su cui è morto il Venerdì Santo

e deposto nel sepolcro viene preservato dalla corruzione grazie alla virtù divina,

discende agli inferi con la sua divinità e con la sua anima umana,

ma non con il suo corpo.

Secondo certe tradizioni cristiane resta negli inferi per un tempo corrispondente

a circa quaranta ore compiendo la sua vittoria sulla morte e sul diavolo,

libera le anime dei giusti morti prima di lui e apre loro le porte del Paradiso.

Compiuta tale missione, la divinità e

l’anima di Gesù si ricongiungono al Corpo nel sepolcro:

e ciò costituisce il mistero della resurrezione,

centro della fede di tutti i Cristiani,

che verrà celebrato nella seguente domenica di Pasqua.

 

 

“…Il castigo che ci da’ salvezza si è abbattuto su di lui;

per le sue piaghe noi siamo stati guariti…” (Isaia 53)

Video: Breve messaggio di Pasqua del cardinale Bergoglio alla sua diocesi prima di partire per il conclave

30 marzo 2013

http://www.lanacion.com.ar/1567370-el-mensaje-de-pascuas-que-
bergoglio-quiso-grabar-antes-de-viajar-al-vaticano

Benedetto XVI davanti alla Sindone nel 2010

30 marzo 2013

MEDITAZIONE del 2010 davanti  alla SACRA SINDONE

Cari amici,

questo è per me un momento molto atteso. In un’altra occasione mi sono trovato davanti alla sacra Sindone, ma questa volta vivo questo pellegrinaggio e questa sosta con particolare intensità: forse perché il passare degli anni mi rende ancora più sensibile al messaggio di questa straordinaria Icona; forse, e direi soprattutto, perché sono qui come Successore di Pietro, e porto nel mio cuore tutta la Chiesa, anzi, tutta l’umanità. Ringrazio Dio per il dono di questo pellegrinaggio, e anche per l’opportunità di condividere con voi una breve meditazione, che mi è stata suggerita dal sottotitolo di questa solenne Ostensione: “Il mistero del Sabato Santo”.

Si può dire che la Sindone sia l’Icona di questo mistero, l’Icona del Sabato Santo. Infatti essa è un telo sepolcrale, che ha avvolto la salma di un uomo crocifisso in tutto corrispondente a quanto i Vangeli ci dicono di Gesù, il quale, crocifisso verso mezzogiorno, spirò verso le tre del pomeriggio. Venuta la sera, poiché era la Parasceve, cioè la vigilia del sabato solenne di Pasqua, Giuseppe d’Arimatea, un ricco e autorevole membro del Sinedrio, chiese coraggiosamente a Ponzio Pilato di poter seppellire Gesù nel suo sepolcro nuovo, che si era fatto scavare nella roccia a poca distanza dal Golgota. 

Ottenuto il permesso, comprò un lenzuolo e, deposto il corpo di Gesù dalla croce, lo avvolse con quel lenzuolo e lo mise in quella tomba (cfr Mc 15,42-46). Così riferisce il Vangelo di Marco, e con lui concordano gli altri Evangelisti. Da quel momento, Gesù rimase nel sepolcro fino all’alba del giorno dopo il sabato, e la Sindone di Torino ci offre l’immagine di com’era il suo corpo disteso nella tomba durante quel tempo, che fu breve cronologicamente (circa un giorno e mezzo), ma fu immenso, infinito nel suo valore e nel suo significato.

Il Sabato Santo è il giorno del nascondimento di Dio, come si legge in un’antica Omelia: “Che cosa è avvenuto? Oggi sulla terra c’è grande silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme … Dio è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi” (Omelia sul Sabato Santo, PG 43, 439). Nel Credo, noi professiamo che Gesù Cristo “fu crocifisso sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto, discese agli inferi, e il terzo giorno risuscitò da morte”.  (more…)

H. U. Von Balthasar. Mysterium Paschale.

29 marzo 2013

Se senza il Figlio nessuno può vedere il Padre (Gv.11,18), nessuno può venire al Padre (Gv.14,6), a nessuno il Padre può essere rivelato (Mt.11,27), allora se il Figlio, Parola del Padre, è morto, nessuno può vedere, ascoltare Dio, arrivare a lui. E di fatto si dà questo giorno in cui il Figlio muore e Dio è inaccessibile. Anzi Dio si è fatto uomo – come la tradizione ci ha mostrato – proprio per questo giorno. Si può dire senz’altro: egli è venuto per portare sulla croce i nostri peccati, per lacerare il documento del nostro debito trionfando sulle potenze e sulle potestà (Col.2,14s.). Questo “trionfo” però si compie nel grido dell’abbandono di Dio nelle tenebre (Mc.15,33-37), nel «bere il calice», nel «reggere al battesimo» (Mc. 10,38), nella morte e nell’inferno. Dopo cala il silenzio, racchiuso nel sepolcro a cui viene apposto il sigillo. Alla fine della passione con la morte della Parola di Dio, anche la Chiesa non ha più parole. Mentre il seme di frumento muore, non c’è nulla da raccogliere.
(…) È necessario prendere con tutta serietà il fatto che quest’uomo Gesù che era la parola, la manifestazione e la mediazione di Dio, muore e che viene a cessare quindi la rivelazione che era nella sua vita, così come viene sepolto, perde la parola e non manifesta e comunica più. (…) Quanto vi è di proprio nella teologia del Venerdì santo non consiste nel compimento di un atto filiale di autodonazione del Figlio incarnato al Padre, così come è strutturalmente presente nella morte di qualsiasi uomo. Piuttosto questo 
propriumconsiste in qualcosa di assolutamente unico che si esprime nel realizzarsi di una completa assenza di Dio, cioè di tutto il peccato del mondo come dolore e sprofondamento nella «seconda morte» e nel «secondo caos», al di fuori del mondo ordinato all’inizio da Dio (Mysterium paschale, in Mysterium salutis, vol.VI, Queriniana, Brescia 1971, p. 204-206.  pp. 248-250).

J. Ratzinger. L’angoscia di un’ assenza. Meditazioni sul Sabato santo

29 marzo 2013

 

Con sempre maggior insistenza si sente parlare nel nostro tempo della morte di Dio. Per la prima volta, in Jean Paul, si tratta solo di un sogno da incubo: Gesù morto annuncia ai morti, dal tetto del mondo, che nel suo viaggio nell’aldilà non ha trovato nulla, né cielo, né Dio misericordioso, ma solo il nulla infinito, il silenzio del vuoto spalancato. Si tratta ancora di un sogno orribile che viene messo da parte, gemendo nel risveglio, come un sogno appunto, anche se non si riuscirà mai a cancellare l’angoscia subita, che stava sempre in agguato, cupa, nel fondo dell’anima. Un secolo dopo, in Nietzsche, è una serietà mortale che si esprime in un grido stridulo di terrore: «Dio è morto! Dio rimane morto! E noi lo abbiamo ucciso!».

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30/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 marzo 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Luke 24:1-12. 
At daybreak on the first day of the week the women who had come from Galilee with Jesus took the spices they had prepared and went to the tomb.
They found the stone rolled away from the tomb;
but when they entered, they did not find the body of the Lord Jesus.
While they were puzzling over this, behold, two men in dazzling garments appeared to them.
They were terrified and bowed their faces to the ground. They said to them, “Why do you seek the living one among the dead?
He is not here, but he has been raised. Remember what he said to you while he was still in Galilee,
that the Son of Man must be handed over to sinners and be crucified, and rise on the third day.”
And they remembered his words.
Then they returned from the tomb and announced all these things to the eleven and to all the others.
The women were Mary Magdalene, Joanna, and Mary the mother of James; the others who accompanied them also told this to the apostles,
but their story seemed like nonsense and they did not believe them.
But Peter got up and ran to the tomb, bent down, and saw the burial cloths alone; then he went home amazed at what had happened.

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30 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Sabato Santo. II^ settimana del Salterio. Santi.

29 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Colore liturgico: BIANCO

 

LITURGIA DEL GIORNO VEGLIA PASQUALE DELLA NOTTE SANTA

I Lettura Es 14,15- 15,1
Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare.
Salmo (Es 15,1-7a.17-18)
Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria!
II Lettura Rm 6,3-11
Cristo risuscitato dai morti non muore più.
Vangelo Lc 24,1-12
Perché cercate tra i morti colui che è vivo?

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/lodSABpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesSABspage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/DomCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi, e anche il 18 maggio, si ricorda s. Leonardo Murialdo, 1828-1900, sacerdote, fondatore della “Congregazione di S. Giuseppe”. Studia dai padri Scolopi di Savona e alla Regia Università di Torino laureandosi in Teologia. Viene ordinato sacerdote nel 1851 e dedica i primi 14 anni del suo ministero ai giovani torinesi nell’oratorio di San Luigi a Porta Nuova. Nel 1867 fonda la confraternita laicale di San Giuseppe per aiutare i ragazzi poveri e abbandonati. Nel 1871 dà vita all’Unione operai cattolici di cui diventa successivamente assistente ecclesiastico. È anche il fondatore dell’Associazione della Buona stampa e tra gli ideatori del giornale «La voce dell’operaio». Viaggia spesso nel Sud Italia per conoscere le realtà assistenziali delle altre città. Muore nel capoluogo piemontese, colpito dalla polmonite, il 30 marzo 1900. Viene beatificato da Paolo VI nel 1963 e canonizzato nel 1970.

 

“Io vedo che dovrei essere l’oggetto dell’esecrazione di Dio, mentre mi vedo l’oggetto dell’amore e dei benefici di Dio.

«Avrò misericordia di chi vorrò e avrò compassione di chi vorrò avere compassione» (Es 33,19).

«Userò misericordia con chi vorrò e avrò compassione di chi vorrò averla. Quindi non dipende dalla volontà né dagli sforzi dell’uomo, ma da Dio che usa misericordia. Dice infatti la Scrittura al faraone: “Ti ho fatto sorgere per manifestare in te la mia potenza, e perché il mio nome sia proclamato in tutta la terra”. Dio quindi usa misericordia con chi vuole e indurisce il cuore di chi vuole» (Rom 9,15-18). Cf. tutto il cap. 9 della lettera ai Romani.

«Là dove è abbondato il peccato ha sovrabbondato la grazia» (Rom 5,20), «perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2,9).”

(L’incomprensibile gratuità dei doni di Dio, tratto dal Testamento spirituale)

http://www.murialdo.org/index.php?method=section&id=209 

san Secondo di Asti. Di lui si hanno solo notizie leggendarie. Nobile pagano di Asti, sembra che andasse nelle prigioni a visitare i martiri cristiani, nei confronti dei quali nutriva grande ammirazione. Grazie a S. Calogero si convertì al cristianesimo. A Milano incontrò S. Faustino e S. Giovita, anch’essi in carcere, dai quali ricevette il battesimo. Amico di Sapricio, prefetto romano di Asti, lo accompagnò a Tortona dove Marciano, vescovo della città, era in attesa di processo. Per aver sepolto il corpo di Marciano e per aver rifiutato di abiurare la propria fede, fu infine arrestato e martirizzato.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47650

san Zosimo di Siracusa. Esercitava un’umile funzione nel monastero di Santa Lucia, a Siracusa, perchè considerato incapace di qualsiasi incombenza importante. Quando morì l’abate, il Vescovo, sorprendentemente, lo designò per la carica. Governò con tanta saggezza e virtù che finì per essere eletto Vescovo della città.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47850

Si ricordano anche i Santi martiri coreani, ?- 1866

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47770

san  Pietro Regalado da Valladolid. Francescano e discepolo di Pietro da Villacreces, patrocinò anche dopo la morte di lui, nel 1422, la regola dell’osservanza in Spagna. Fu canonizzato da Papa Benedetto XIV nel 1746.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90393

San Giovanni Climaco,575-650,abate, ricordato solennemente anche dalle chiese ortodosse

 

Icona XII° sec, La scala per il Paradiso, descritta da Giovanni Climaco, Monastero di S Caterina, Monte Sinai

La catechesi di Benedetto XVI°

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090211_it.html

Vangelo (Lc 24, 1-2) della veglia pasquale della notte santa (Sabato 30 Marzo 2013) con commento comunitario

29 marzo 2013

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 24, 1-2)

Il primo giorno della settimana, al mattino presto [le donne] si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù.

Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”».

Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli.

Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

E. Bianchi. Venerdi’ Santo

29 marzo 2013

 

Giorno severo è il Venerdì santo per i cristiani, ricorrenza percepita come l’”antifesta”, giorno ancora capace di isolare tragicamente la passione e la morte di Gesù rispetto alla sua risurrezione. Quando i cristiani vanno al loro Signore, sempre sono ricondotti all’unico evento della passione-morte-risurrezione, ma oggi è la passione culminata nella morte che è meditata, pensata, celebrata: èla croce che domina con la sua ombra la liturgia e che con il suo imporsi rimanda alla risurrezione solo come speranza, come attesa. Singolarità della fede cristiana l’avere come annuncio centrale il Signore crocifisso e individuare nella crocifissione di Gesù di Nazaret il racconto più epifanico di Dio. Cosa ricordano oggi i cristiani?

Ricordano che il venerdì 7 aprile dell’anno 30 della nostra era a Gerusalemme, città santa e cuore della fede ebraica, Gesù di Nazaret – un rabbi e profeta della Galilea che aveva destato attorno a sé un movimento e che trascinava dietro di sé una piccola comunità itinerante composta di una dozzina di uomini e alcune donne – viene arrestato, condannato e messo a morte mediante il supplizio della crocifissione. Storicamente si può dire che Gesù è stato arrestato su iniziativa di alcuni capi dei sacerdoti, la ierocrazia di Gerusalemme, a motivo di gesti compiuti e parole pronunciate: alcuni tratti messianici del suo agire, l’appassionata cacciata dei venditori dal tempio, la polemica profetica contro gli uomini religiosi, in particolare i sadducei. (more…)

Papa Francesco. Omelia della Messa del Crisma. Omelia Messa in Coena Domini. 28 marzo 2013

29 marzo 2013
La Chiesa delle periferie
Cari fratelli e sorelle,
con gioia celebro la prima Messa Crismale come Vescovo di Roma. Vi saluto tutti con affetto, in particolare voi, cari sacerdoti, che oggi, come me, ricordate il giorno dell’Ordinazione.Le Letture ci parlano degli “Unti”: il Servo di Javhè di Isaia, il re Davide e Gesù nostro Signore. I tre hanno in comune che l’unzione che ricevono è destinata a ungere il popolo fedele di Dio di cui sono servitori; la loro unzione è per i poveri, per i prigionieri, per gli oppressi… Un’immagine molto bella di questo “essere per” del santo crisma è quella del Salmo: «È come olio prezioso versato sul capo, che scende sulla barba, la barba di Aronne, che scende sull’orlo della sua veste» (Sal 133,2). L’immagine dell’olio che si sparge, che scende dalla barba di Aronne fino all’orlo delle sue vesti sacre, è immagine dell’unzione sacerdotale che per mezzo dell’Unto giunge fino ai confini dell’universo rappresentato nelle vesti.Le vesti sacre del Sommo Sacerdote sono ricche di simbolismi; uno di essi è quello dei nomi dei figli di Israele impressi sopra le pietre di onice che adornavano le spalle dell’efod dal quale proviene la nostra attuale casula: sei sopra la pietra della spalla destra e sei sopra quella della spalla sinistra (cfr Es 28, 6-14). Anche nel pettorale erano incisi i nomi delle dodici tribù d’Israele (cfr Es 28,21). Ciò significa che il sacerdote celebra caricandosi sulle spalle il popolo a lui affidato e portando i suoi nomi incisi nel cuore. Quando ci rivestiamo con la nostra umile casula può farci bene sentire sopra le spalle e nel cuore il peso e il volto del nostro popolo fedele, dei nostri santi e dei nostri martiri. (more…)

Venerdì 29 marzo, ore 20,30: Porta a Porta, La Sindone / Diretta Rai uno sabato 30 marzo, ore 17,10-18,40: Ostensione TV della Sindone e messaggio di Papa Francesco

29 marzo 2013

“Non perdete mai la speranza”: è il messaggio che papa Francesco manderà ai fedeli piemontesi e a tutti quelli che in mondovisione potranno assistere sabato all’ostensione televisiva della Sindone. L’ ha annunciato  l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia. Il videomessaggio papale, “caricò di positività, di intesno spessore spirituale” ha anticipato Nosiglia, andrà in onda durante la trasmissione che sarà in onda su Rai1 dalle 17,10 alle 18,40. La diretta tv dell’ostensione della Sindone è la seconda della storia dopo quella del novembre 1973 che era stata organizzata dal cardinal Michele Pellegrino. La diretta del 30 marzo, Sabato Santo, andrà in onda dalla cattedrale di Torino, cui però nelle ore in cui il telo sarà tolto dalla teca per essere ripreso dalle telecamere sarà chusa al pubblico: sarà presente un numero ristretto di ammalati con i loro famigliari e un gruppo di giovani della diocesi. Era stato papa Benedetto XVI nella sua riflessione davanti alla Sindone durante la visita a Torino del 2 maggio 2010 a definirla “icona del Sabato Santo”.

Il messaggio di Papa Francesco per l'ostensione tv della Sindone

Ecco il link per la diretta streaming dei due programmi:

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/dirette/PublishingBlock-64203784-70f7-
4b53-9d21-b14693850195.html?channel=Rai
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Alda Merini. Miserere

28 marzo 2013

Miserere di me, Maria durch ein Dornwald ging
che sono caduta a terra
come una pietra di
sogno.
Miserere di me, Signore,
che sono un grumo di lacrime.
Miserere di me,
che sono la tua pietà.
Mio figlio,
grande quanto il cielo.
Mio Figlio,
che dorme sulle mie gambe.
Mio figlio,
che non è più vivo.
Miserere di me,
o universo,
egli era la punta di uno spillo
l’ago supremo della mia paura.
Miserere di me
che sono morta con lui.
Miserere della mia
grandezza,
miserere della mia stanchezza,
miserere della
misericordia di Dio.

Alda Merini, da “Magnificat, un incontro con
Maria”

29 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Venerdì Santo. II^ settimana del Salterio. Santi.

28 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  VENERDI’ SANTO (Passione del Signore)

 

Colore liturgico : ROSSO

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Is 52,13- 53,12
Egli è stato trafitto per le nostre colpe. (Quarto canto del Servo del Signore)
Salmo (Sal 30)
Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
II Lettura Eb 4,14-16; 5,7-9
Cristo imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.
Vangelo Gv 18,1- 19,42
Passione del Signore

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/lodVENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesVENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/DomCPage.htm

 

Oggi il Martirologio Romano ricorda i santi Simplicio e Costantino, Abati di Montecassino

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santa Gladys, X° sec. regina del Galles

File:St Gwladus in Gwladus.jpg

(St. Gwladus, vetrata nella chiesa di in St Martin’s Parish Church, Caerphilly, 1953)

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il Beato Bertoldo del Monte Carmelo, XIII° sec., al secolo Bartolomeo Avogadro,  giunto in Palestina come crociato, combatté durante l’assedio di Antiochia, consacratosi alla vita religiosa, fu il primo Priore generale dell’ Ordine carmelitano nel 1230. Nativo della Lombardia. Gli si attribuisce una visione, durante la quale vide portare in cielo dagli angeli le anime di molti carmelitani uccisi dai saraceni. Il domenicano Stefano di Salignac che attribuì erroneamente la composizione della regola carmelitana ad Aimerico di Malefaida da Salignac, patriarca di Antiochia (1142-93), disse che questo aveva tra i Carmelitani un nipote, «un uomo santo e famoso». Costui ricevette un nome ed una qualifica nella cosiddetta Epistola Cyrilli, pubblicata dopo l’anno 1378 dal carmelitano Filippo Riboti, che lo dice fratello, non più nipote, di Aimerico, di nome Bertoldo e primo priore generale dei Carmelitani. Il Papenbroeck pubblicando un testo del monaco greco Phocas che nel 1177 visitò il Carmelo, identificò Bertoldo con un vecchio monaco di Calabria.

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san Guglielmo Tempier. Canonico regolare a Sant’Ilario di Poitiers, Guglielmo Tempier divenne vescovo della città nel 1184. Viene ricordato per il coraggio con cui difese i diritti e le proprietà della sua diocesi: un documento del 1185 lo indica come «pro jure ejusdem ecclesiae persecutionem viriliter patientem». E nel 1191 viene chiamato «Guillelmus fortis». Morì nel 1197. In vita oggetto di forti opposizioni, in morte fu onorato come un santo: la gente si recava sulla sua tomba per ottenere la guarigione dalle emorragie.

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san Marco  fu vescovo di Aretusa in Siria, al tempo dell’eresia ariana mai si allontanò dalla vera fede. Sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata subì atroci torture, ma morì poi per cause naturali. San Gregorio Nazianzeno lo definì “uomo straordinario ed anziano santissimo”.

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29/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

28 marzo 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 13:1-15. 
Before the feast of Passover, Jesus knew that his hour had come to pass from this world to the Father. He loved his own in the world and he loved them to the end.
The devil had already induced Judas, son of Simon the Iscariot, to hand him over. So, during supper,
fully aware that the Father had put everything into his power and that he had come from God and was returning to God,
he rose from supper and took off his outer garments. He took a towel and tied it around his waist.
Then he poured water into a basin and began to wash the disciples’ feet and dry them with the towel around his waist.
He came to Simon Peter, who said to him, “Master, are you going to wash my feet?”
Jesus answered and said to him, “What I am doing, you do not understand now, but you will understand later.”
Peter said to him, “You will never wash my feet.” Jesus answered him, “Unless I wash you, you will have no inheritance with me.”
Simon Peter said to him, “Master, then not only my feet, but my hands and head as well.”  (more…)

Vangelo (Gv 18, 1– 19,42) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 29 Marzo 2013) con commento comunitario

28 marzo 2013

VENERDI SANTO (PASSIONE DEL SIGNORE)

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni(Gv 18, 1– 19,42)

In quel tempo, Gesù uscì con i suoi discepoli al di là del torrente Cèdron, dove c’era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli. Anche Giuda, il traditore, conosceva quel luogo, perché Gesù spesso si era trovato là con i suoi discepoli. Giuda dunque vi andò, dopo aver preso un gruppo di soldati e alcune guardie fornite dai capi dei sacerdoti e dai farisei, con lanterne, fiaccole e armi. Gesù allora, sapendo tutto quello che doveva accadergli, si fece innanzi e disse loro: «Chi cercate?». Gli risposero: «Gesù, il Nazareno». Disse loro Gesù: «Sono io!». Vi era con loro anche Giuda, il traditore. Appena disse loro «Sono io», indietreggiarono e caddero a terra. Domandò loro di nuovo: «Chi cercate?». Risposero: «Gesù, il Nazareno». Gesù replicò: «Vi ho detto: sono io. Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano», perché si compisse la parola che egli aveva detto: «Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato». Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la trasse fuori, colpì il servo del sommo sacerdote e gli tagliò l’orecchio destro. Quel servo si chiamava Malco. Gesù allora disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero: il calice che il Padre mi ha dato, non dovrò berlo?».

Allora i soldati, con il comandante e le guardie dei Giudei, catturarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da Anna: egli infatti era suocero di Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno. Caifa era quello che aveva consigliato ai Giudei: «È conveniente che un solo uomo muoia per il popolo».

Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme a un altro discepolo. Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta. Allora quell’altro discepolo, noto al sommo sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece entrare Pietro. E la giovane portinaia disse a Pietro: «Non sei anche tu uno dei discepoli di quest’uomo?». Egli rispose: «Non lo sono». Intanto i servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e si scaldavano; anche Pietro stava con loro e si scaldava.

Il sommo sacerdote, dunque, interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e al suo insegnamento. Gesù gli rispose: «Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove tutti i Giudei si riuniscono, e non ho mai detto nulla di nascosto. Perché interroghi me? Interroga quelli che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno che cosa ho detto». Appena detto questo, una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo sacerdote?». Gli rispose Gesù: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?». Allora Anna lo mandò, con le mani legate, a Caifa, il sommo sacerdote.

Intanto Simon Pietro stava lì a scaldarsi. Gli dissero: «Non sei anche tu uno dei suoi discepoli?». Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato l’orecchio, disse: «Non ti ho forse visto con lui nel giardino?». Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.

Condussero poi Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio, per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua. Pilato dunque uscì verso di loro e domandò: «Che accusa portate contro quest’uomo?». Gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo consegnato». Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra Legge!». Gli risposero i Giudei: «A noi non è consentito mettere a morte nessuno». Così si compivano le parole che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?».

E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui colpa alcuna. Vi è tra voi l’usanza che, in occasione della Pasqua, io rimetta uno in libertà per voi: volete dunque che io rimetta in libertà per voi il re dei Giudei?». Allora essi gridarono di nuovo: «Non costui, ma Barabba!». Barabba era un brigante.

Allora Pilato fece prendere Gesù e lo fece flagellare. E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un mantello di porpora. Poi gli si avvicinavano e dicevano: «Salve, re dei Giudei!». E gli davano schiaffi.

Pilato uscì fuori di nuovo e disse loro: «Ecco, io ve lo conduco fuori, perché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna». Allora Gesù uscì, portando la corona di spine e il mantello di porpora. E Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!».

Come lo videro, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». Gli risposero i Giudei: «Noi abbiamo una Legge e secondo la Legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio».

All’udire queste parole, Pilato ebbe ancor più paura. Entrò di nuovo nel pretorio e disse a Gesù: «Di dove sei tu?». Ma Gesù non gli diede risposta. Gli disse allora Pilato: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di metterti in libertà e il potere di metterti in croce?». Gli rispose Gesù: «Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto. Per questo chi mi ha consegnato a te ha un peccato più grande».

Da quel momento Pilato cercava di metterlo in libertà. Ma i Giudei gridarono: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare! Chiunque si fa re si mette contro Cesare». Udite queste parole, Pilato fece condurre fuori Gesù e sedette in tribunale, nel luogo chiamato Litòstroto, in ebraico Gabbatà. Era la Parascève della Pasqua, verso mezzogiorno. Pilato disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!». Ma quelli gridarono: «Via! Via! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Metterò in croce il vostro re?». Risposero i capi dei sacerdoti: «Non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso.

Essi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto».

I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così.

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: «Non gli sarà spezzato alcun osso». E un altro passo della Scrittura dice ancora: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».

Dopo questi fatti Giuseppe di Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto, per timore dei Giudei, chiese a Pilato di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. Vi andò anche Nicodèmo – quello che in precedenza era andato da lui di notte – e portò circa trenta chili di una mistura di mirra e di àloe. Essi presero allora il corpo di Gesù e lo avvolsero con teli, insieme ad aromi, come usano fare i Giudei per preparare la sepoltura. Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora posto. Là dunque, poiché era il giorno della Parasceve dei Giudei e dato che il sepolcro era vicino, posero Gesù.

Il cuore di Maria

28 marzo 2013

Ho osservato che forse, proprio come sembra trovarsi nel Cristo dei vangeli, è il cuore (la coscienza spirituale e psicofisica che esiste e matura nello Spirito-colomba) il riferimento da cercare sempre più adeguatamente.Ho osservato come su questa strada (meglio specificata nei miei scritti) si sono già sciolti nodi spirituali-culturali-pastorali anche secolari, come ad es. nel campo dell’ecumenismo  o, ad es., in quello della stessa logica.Molte importantissime scoperte sono avvenute, mi pare, in molti campi, spesso rivedendo i campi stessi… (l’olivo selvatico del paganesimo va forse sempre più profondamente innestato nell’olivo della spiritualità-cultura ebraica, nei suoi aspetti essenziali, approfondita da Cristo.Ecco tra l’altro un possibile significato di ciò che dice san Paolo circa il fatto che i doni e le promesse di Dio sono irrevocabili).

Qui vorrei sottolineare come sempre più nella vita concreta delle persone vedo la ferita del razionalismo (anche quello residuo di “cuore e ragione”) con gli inceppamenti continui che porta nella fede, nella carità, etc. e vedo invece il, non di rado, rapido sciogliersi di difficoltà, di tensioni, etc., che apparivano insormontabili, quando con semplicità si aiutano le persone a trovare i veri riferimenti del discernimento, il cuore nella luce dello Spirito-colomba, la logica come mistero spirituale e umano e non ragionamento variamente astratto, variamente a tavolino… E vorrei sottolineare come questo spunto potrebbe ad es. aiutare, se per grazia si diventa disponibili a questi passaggi, anche le guide spirituali-pastorali nei loro discernimenti, rendendole talora più avvedute, ad es., del rischio di venire orientate, influenzate, inconsapevolmente da tanto razionalismo, finendo per sfociare nella vita concreta in un pragmatismo che facilmente diventa una, ad es., involontaria fonte di astrattezze, di incomprensioni, profonde nel vario campo della pastorale.

 

La vittoria del cuore immacolato di Maria potrebbe rivelarsi una grandissima, in tanti possibili sensi, vittoria…

Piccoli loghi personali

28 marzo 2013

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28/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

27 marzo 2013

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Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 13:1-15. 
Before the feast of Passover, Jesus knew that his hour had come to pass from this world to the Father. He loved his own in the world and he loved them to the end.
The devil had already induced Judas, son of Simon the Iscariot, to hand him over. So, during supper,
fully aware that the Father had put everything into his power and that he had come from God and was returning to God,
he rose from supper and took off his outer garments. He took a towel and tied it around his waist.
Then he poured water into a basin and began to wash the disciples’ feet and dry them with the towel around his waist.
He came to Simon Peter, who said to him, “Master, are you going to wash my feet?”
Jesus answered and said to him, “What I am doing, you do not understand now, but you will understand later.”
Peter said to him, “You will never wash my feet.” Jesus answered him, “Unless I wash you, you will have no inheritance with me.”
Simon Peter said to him, “Master, then not only my feet, but my hands and head as well.”  (more…)

28 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Giovedì Santo. II^ settimana del Salterio. Santi.

27 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  GIOVEDI’ SANTO

Colore liturgico : BIANCO

LITURGIE DEL GIORNO

MESSA DEL CRISMA

I Lettura Is 61,1-3.6.8-9
Il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri e a dare loro un olio di letizia.
Salmo (Sal 88)
Canterò per sempre l’amore del Signore.
II Lettura Ap 1,5-8
Cristo ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre.
Vangelo Lc 4,16-21
Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione.

 

MESSA IN COENA DOMINI

I Lettura Es 12,1-8.11-14
Prescrizioni per la cena pasquale.
Salmo (Sal 115)
Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.
II Lettura 1Cor 11,23-26
Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.
Vangelo Gv 13,1-15
Li amò sino alla fine.

 

LODI

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VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesGIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/DomCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

 

Oggi si ricorda S. Stefano Harding, 1060-1137.  La sua storia rimanda alle origini dell’ordine monastico dei cistercensi, tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo. Questo monaco inglese originario di Shelburne è infatti accanto a san Roberto di Molesme e ad Alberico quando nel 1098 fondano il nuovo monastero a Citeaux in Borgogna. Il principio ispiratore di questa nuova comunità era la volontà di ristabilie l’obbedienza alla Regola benedettina nella sua integrità. Di Citeaux Stefano Harding diverrà anche abate. E sarà lui ad accogliere qui san Bernardo, la figura che col suo carisma contribuirà alla grande fioritura del nuovo ordine monastico. Già sotto la guida di Stefano Harding furono dodici le fondazioni nate da Citeaux. Morto nel 1134, è stato canonizzato nel 1623.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/49800

http://it.gloria.tv/?media=141068

File:Foundersofciteaux.jpg

(i tre fondatori dell’Abbazia di Citeaux, da sx, s.Stefano Harding , s. Roberto di Molesme, s.Alberico)

 

Si ricorda anche San Giuseppe Sebastiano Pelczar, vescovo polacco,  fondatore della Congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù. Era solito pregare ripetendo a Maria “rendi il mio cuore simile al tuo”.

Fu allo stesso tempo uomo di alta cultura e vescovo attento ai bisogni del popolo polacco. Era nato nel 1842 in un paesino ai piedi dei Carpazi, Korczyna. Fu ordinato sacerdote a Przemysl, diocesi di cui sarebbe divenuto vescovo nel 1900. Studiò a Roma tra 1866 e 1868 e, tornato in patria, fu professore per 22 anni al seminario di Przemysl, docente universitario a Cracovia e rettore. Si impegnò nella Società di san Vincenzo de’Paoli e nella Società dell’educazione popolare, che diffondeva decine di migliaia libri tra le persone e istituiva biblioteche a centinaia. Nel 1891 fondò la Confraternita della Santissima Vergine Regina della Polonia. Infine, nel 1894 diede vita alla congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù. Nominato vescovo, nonostante la salute malferma, si prodigò nelle opere sociali, sulla spinta del magistero di Leone XIII: asili, mense e ricoveri per poveri e senza tetto, avviamento professionale delle ragazze, insegnamento gratuito per i ragazzi meno abbienti. Morì nel 1924.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91593

san Gontranno, re dei Franchi del VI secolo. Figlio di Clotario I, era nato intorno al 525. Morto il padre, ereditò parte del suo regno (spartito con due fratelli), comprendente Borgogna, Marsiglia e Arles. Governò con saggezza (e anche con il pugno di ferro), soffocando le pretese dei nobili. Fu munifico con la Chiesa, ricoprendo di doni comunità e monasteri. Visse in semplicità e morì nel 592 nella sua residenza di Chalon-sur-Saone.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47500

san Cono, o Conone, Navacita nacque a Naso (Messina), nel 1139, figlio del conte normanno Anselmo, governatore della città. Ancora ragazzo abbandonò la casa, le ricchezze e si ritirò nel locale convento di San Basilio. Trasferito al Convento di Fragalà, nel comune di Frazzanò, ebbe come maestri spirituali san Silvestro da Troina e san Lorenzo da Frazzanò, che lo prepararono al sacerdozio. Conone, dopo l’ordinazione, continuò a manifestare segni di vocazione all’eremitaggio e, col permesso dei superiori, si ritirò in una grotta, che prese il nome di Rocca d’Almo. Ben presto la sua fama di santità superò i confini di Naso. Richiamato al monastero dai suoi superiori, fu eletto abate. In seguito, al ritorno a Naso da un pellegrinaggio in Terra Santa, elargì ai poveri la ricca eredità del padre e si ritirò nella grotta di San Michele. La città era afflitta da un morbo contagioso: i nasitani si rivolsero allora all’abate che li liberò dalla malattia: del miracolo vi è ricordo nello stesso stemma della città. Morì a 97 anni: era il 28 marzo 1236, Venerdì Santo. Canonizzato nel 1630, san Cono è patrono di Naso, i cui abitanti ancora oggi davanti alle reliquie pronunciano l’invocazione «Na vuci viva razzi i san Conu»

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90277

Vangelo (Gv 13,1-15) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 28 Marzo 2013) con commento comunitario

27 marzo 2013

GIOVEDI SANTO (MESSA IN CENA DOMINI)

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,1-15)

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

La prima udienza generale di papa Francesco

27 marzo 2013

http://attualita.vatican.va/sala-stampa/bollettino/2013/03/27/news/30695.html

Sotto, un brano della catechesi di papa Francesco:

Vivere la Settimana Santa è entrare sempre più nella logica di Dio, nella logica della Croce, che non è prima di tutto quella del dolore e della morte, ma quella dell’amore e del dono di sé che porta vita. E’ entrare nella logica del Vangelo. Seguire, accompagnare Cristo, rimanere con Lui esige un “uscire”, uscire. Uscire da se stessi, da un modo di vivere la fede stanco e abitudinario, dalla tentazione di chiudersi nei propri schemi che finiscono per chiudere l’orizzonte dell’azione creativa di Dio. Dio è uscito da se stesso per venire in mezzo a noi, ha posto la sua tenda tra noi per portarci la sua misericordia che salva e dona speranza. Anche noi, se vogliamo seguirlo e rimanere con Lui, non dobbiamo accontentarci di restare nel recinto delle novantanove pecore, dobbiamo “uscire”, cercare con Lui la pecorella smarrita, quella più lontana. Ricordate bene: uscire da noi, come Gesù, come Dio è uscito da se stesso in Gesù e Gesù è uscito da se stesso per tutti noi.

P. Mazzolari. Nostro fratello Giuda

27 marzo 2013

Ultima cena: Giuda (particolare)

Michelangelo , Cappella Sistina (particolare)

Omelia pronunciata da Don Primo Mazzolari il giovedì santo del 1958

“Cari fratelli, è proprio una scena d’agonia e di cenacolo. Fuori c’è tanto buio e piove. Nella nostra Chiesa, che è diventata il Cenacolo, non piove, non c’è buio, ma c’è una solitudine di cuori di cui forse il Signore porta il peso. C’è un nome, che torna tanto nella preghiera della Messa che sto celebrando in commemorazione del Cenacolo del Signore, un nome che fa’ spavento, il nome di Giuda, il Traditore.

Un gruppo di vostri bambini rappresenta gli Apostoli; sono dodici. Quelli sono tutti innocenti, tutti buoni, non hanno ancora imparato a tradire e Dio voglia che non soltanto loro, ma che tutti i nostri figlioli non imparino a tradire il Signore. Chi tradisce il Signore, tradisce la propria anima, tradisce i fratelli, la propria coscienza, il proprio dovere e diventa un infelice.
Io mi dimentico per un momento del Signore o meglio il Signore è presente nel riflesso del dolore di questo tradimento, che deve aver dato al cuore del Signore una sofferenza sconfinata.

Povero Giuda. Che cosa gli sia passato nell’anima io non lo so. E’ uno dei personaggi più misteriosi che noi troviamo nella Passione del Signore. Non cercherò neanche di spiegarvelo, mi accontento di domandarvi un po’ di pietà per il nostro povero fratello Giuda. Non vergognatevi di assumere questa fratellanza. Io non me ne vergogno, perché so quante volte ho tradito il Signore; e credo che nessuno di voi debba vergognarsi di lui. E chiamandolo fratello, noi siamo nel linguaggio del Signore. Quando ha ricevuto il bacio del tradimento, nel Getsemani, il Signore gli ha risposto con quelle parole che non dobbiamo dimenticare: “Amico, con un bacio tradisci il Figlio dell’uomo!”

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Salmo 69(68) _ Oh Dio, nella Tua bontà, rispondimi

27 marzo 2013


Salvami, o Dio: 
l'acqua mi giunge alla gola. 
Affondo nel fango e non ho sostegno;
sono caduto in acque profonde 
e l'onda mi travolge.
Sono sfinito dal gridare, 
riarse sono le mie fauci; 
i miei occhi si consumano 
nell'attesa del mio Dio. 
Più numerosi dei capelli del mio capo
sono coloro che mi odiano senza ragione. 
Sono potenti i nemici che mi calunniano: 
quanto non ho rubato, lo dovrei restituire? 

Dio, tu conosci la mia stoltezza 
e le mie colpe non ti sono nascoste.
Chi spera in te, a causa mia non sia confuso,
Signore, Dio degli eserciti; 
per me non si vergogni
chi ti cerca, Dio d'Israele. 

Per te io sopporto l'insulto 
e la vergogna mi copre la faccia;
sono un estraneo per i miei fratelli, 
un forestiero per i figli di mia madre. 

Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, 
ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta. 
Mi sono estenuato nel digiuno 
ed è stata per me un'infamia.

Ho indossato come vestito un sacco 
e sono diventato il loro scherno. 
Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, 
gli ubriachi mi dileggiavano. 

Ma io innalzo a te la mia preghiera, 
Signore, nel tempo della benevolenza; 
per la grandezza della tua bontà, rispondimi, 
per la fedeltà della tua salvezza, o Dio. 
Salvami dal fango, che io non affondi, 
liberami dai miei nemici 
e dalle acque profonde. 
Non mi sommergano i flutti delle acque 
e il vortice non mi travolga, 
l'abisso non chiuda su di me la sua bocca. 

Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; 
volgiti a me nella tua grande tenerezza. 
Non nascondere il volto al tuo servo, 
sono in pericolo: presto, rispondimi.

Avvicinati a me, riscattami, 
salvami dai miei nemici. 
Tu conosci la mia infamia,
la mia vergogna e il mio disonore; 
davanti a te sono tutti i miei nemici. 
L'insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. 
Ho atteso compassione, ma invano,
consolatori, ma non ne ho trovati. 
Hanno messo nel mio cibo veleno 
e quando avevo sete mi hanno
dato aceto. 

La loro tavola sia per essi un laccio, 
una insidia i loro banchetti. 
Si offuschino i loro occhi, non vedano; 
sfibra per sempre i loro fianchi. 

Riversa su di loro il tuo sdegno, 
li raggiunga la tua ira ardente. 
La loro casa sia desolata, 
senza abitanti la loro tenda;
perché inseguono colui che hai percosso,
aggiungono dolore a chi tu hai ferito.
Imputa loro colpa su colpa 
e non ottengano la tua giustizia. 
Siano cancellati dal libro dei viventi 
e tra i giusti non siano iscritti.

Io sono infelice e sofferente; 
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro. 
Loderò il nome di Dio con il canto, 
lo esalterò con azioni di grazie, 
che il Signore gradirà più dei tori,
più dei giovenchi con corna e unghie.

Vedano gli umili e si rallegrino; 
si ravvivi il cuore di chi cerca Dio, 
poiché il Signore ascolta i poveri 
e non disprezza i suoi che sono prigionieri. 
A lui acclamino i cieli e la terra, 
i mari e quanto in essi si muove.

Perché Dio salverà Sion, 
ricostruirà le città di Giuda: 
vi abiteranno e ne avranno il possesso.
La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, 
e chi ama il suo nome vi porrà dimora.

Salmo 69(68), 1_37




PREGHIERA:
Non c’e’ poesia piu’ bella!
Tieni sempre presente
che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Pero’ cio’ che e’ importante
non cambia; la tua forza
e la tua convinzione
non hanno eta’.

Il tuo spirito e’ la colla
di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo
c’e’ una linea di partenza.
Dietro ogni successo
c’e’ un’altra delusione.
Fino a quando sei vivo,
sentiti vivo.

Se ti manca cio’ che facevi,
torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti
si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca
il ferro che c’e’ in te.
Fai in modo che invece
di compassione,
ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni
non potrai correre,
cammina veloce.
Quando non potrai
camminare veloce, cammina.
Quando non potrai
camminare, usa il bastone.
Pero’ non fermarti mai.

Madre Teresa di Calcutta


Le piante nel Vangelo: L’ulivo, pianta della terra promessa.

27 marzo 2013

http://www.sanpietroepaologerenzano.it/pdf/TemiMese/Ottobre08.pdf

27/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

26 marzo 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew 26:14-25.  One of the Twelve, who was called Judas Iscariot, went to the chief priests and said, “What are you willing to give me if I hand him over to you?” They paid him thirty pieces of silver, and from that time on he looked for an opportunity to hand him over. On the first day of the Feast of Unleavened Bread, the disciples approached Jesus and said, “Where do you want us to prepare for you to eat the Passover?” He said, “Go into the city to a certain man and tell him, ‘The teacher says, “My appointed time draws near; in your house I shall celebrate the Passover with my disciples.”‘” The disciples then did as Jesus had ordered, and prepared the Passover. When it was evening, he reclined at table with the Twelve. And while they were eating, he said, “Amen, I say to you, one of you will betray me.” Deeply distressed at this, they began to say to him one after another, “Surely it is not I, Lord?” He said in reply, “He who has dipped his hand into the dish with me is the one who will betray me. The Son of Man indeed goes, as it is written of him, but woe to that man by whom the Son of Man is betrayed. It would be better for that man if he had never been born.” Then Judas, his betrayer, said in reply, “Surely it is not I, Rabbi?” He answered, “You have said so.” (more…)

27 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Mercoledì della Settimana Santa. II^ settimana del Salterio. Santi.

26 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VIOLA

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Is 50,4-9
Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Terzo canto del Servo del Signore)
Salmo (Sal 68)
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi.
Vangelo Mt 26,14-25
Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/medMERpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesMERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/MerCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi il Martirologio Romano ricorda san Ruperto. Originario dell’Irlanda, figlio di una famiglia di origini nobili, Ruperto è il patrono di Salisburgo. Dopo aver ricevuto una formazione monastica irlandese, infatti, attorno al 700 si recò in Baviera dove si dedicò alla predicazione e alla testimonianza monastica itinerante, ottenendo buoni risultati a Regensburg e Lorch. Con l’appoggio del conte Theodo di Baviera, Ruperto fondò prima una chiesa dedicata a san Pietro sul lago Waller e poi un monastero sul fiume Salzach, nei pressi dell’antica città romana di Juvavum. Fu questo il nucleo della nuova Salisburgo («la città del sale»), che lo riconosce non solo come primo vescovo ma anche come ri-fondatore. L’iconografia lo rappresenta, infatti, con un barile o un secchio pieno di sale. Morì il 27 marzo, il giorno di Pasqua, dell’anno 718

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47350

sant’Alessandro di Drizipara, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47300

sant’Aimone di Halberstadt, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47450

sant’Augusta di Serravalle. Gli «Atti» di sant’Augusta furono redatti alla fine del XVI secolo da Minuccio de’ Minucci di Serravalle, segretario di papa Clemente VIII. Le notizie sono leggendarie, come del resto accadde per molti martiri dei primi tempi del cristianesimo. Augusta sarebbe stata figlia di Matruco, capo alemanno (dell’Alemagna, la Germania), che aveva conquistato e sottomesso il Friuli. Questi risiedeva a Serravalle (attuale borgo antico della città di Vittorio Veneto) ed era un accanito nemico della religione cristiana. Augusta abbracciò la nuova fede segretamente, ma il padre ne venne comunque a conoscenza e la fece arrestare. Giacché si rifiutò di apostatare, intorno all’anno 100 fu gettata in un carcere e dopo varie torture, venne decapitata.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91516

san Matteo di Beauvais, crociato.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/93434

 

 

Le stationes quaresimali. Mercoledì della Settimana Santa. Santa Maria Maggiore

26 marzo 2013

Santa Maria Maggiore

Le tre Stazioni a Santa Maria Maggiore hanno sempre avuto significato di devozione alla Madonna, come quella della prima, che accompagnava gli Ordinandi al Presbiterato e al Diaconato, i quali nella domenica seguente, li avrebbero ricevuti in San Pietro. Per questo chiedevano la protezione della Madre celeste di Cristo e della Chiesa.

Una basilica all’Esquilino sarebbe stata costruita dal Papa Liberio, alla caduta della neve nel mese di Agosto del 352. Sopra di essa Papa Sisto III avrebbe costruito l’attuale. Gli scavi non hanno confermato l’esistenza di una basilica liberiana, ma solo quella di Sisto III (432-440), come è indicato nell’arco interno. Si potrebbe pensare che Papa Liberio l’avesse cominciata e Papa Sisto, un anno dopo che il Concilio di Efeso aveva proclamato legittimo l’appellativo di Theotòkosovvero Madre di Dio l’avesse portata a termine quale “monumento” della divina maternità di Maria. Ed è questo il più grande al mondo dedicato alla Vergine.

Infatti, la Madonna “nostra salute” – attribuita a San Luca – accoglie nella grandiosa cappella borghesiana, il pellegrino che viene a pregarla come salute del popolo romano.

Il Fiat della Vergine ha in questo tempio la sua mirabile apoteosi terrena che si riallaccia direttamente agli eventi che la fecero divenire Madre del Redentore e corredentrice del genere umano.

Dopo aver ammirato i resti della santa cuna di Betlemme dove fu adagiato il Salvatore del mondo e che si trova nella sottostante cripta così splendidamente completata da Virginio Vespignani, si esce da questo tempio così ricco di insegnamenti ma altrettanto eloquente di amore materno, che sempre elargisce la tenerissima Madre

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

Vangelo (Mt 26,14-25) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 27 Marzo 2013) con commento comunitario

26 marzo 2013

Mercoledì della Settimana Santa

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 26,14-25)

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.

Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate tin città, da un tale, e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.

Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

Importante discorso del card. Bergoglio ai confratelli cardinali pochissimo tempo prima di entrare nel conclave

26 marzo 2013

http://www.zenit.org/es/articles/discurso-decisivo-del-cardenal-bergoglio-sobre-la-dulce-y-confortadora-alegria-de-evangelizar

Settimana Santa. Orari delle Celebrazioni

26 marzo 2013

Via Crucis 2013

 

GIOVEDI’ SANTO 28 marzo:
Ore 9,00 Recita delle Lodi mattutine
Ore 18,30: Santa Messa dell’Istituzione dell’Eucarestia (in Coena Domini): Lavanda dei piedi.
Di seguito, sino alle ore 24,00, Adorazione Eucaristica.
Dalle ore 22,00 alle ore 23,00 l’Adorazione Comunitaria verrà animata da don Claudio.
(N.B. Dalle ore 12,30 verrà offerto il pranzo ai poveri)

VENERDI’ SANTO 29 marzo:
Ore 9,00: Recita delle Lodi Mattutine
Ore 18,30: in Chiesa Azione liturgica della Passione del Signore.
Al termine Adorazione della Croce e S. Comunione.
Ore 21,30: Via Crucis nel quartiere con fiaccolata.
Partenza da via F. Zandomeneghi. Si procede per il seguente percorso: via A. Cassioli, via G. Ciardi, via Prato Cornelio, via F. Netti, via D. Purificato, via V. D’Ancona, Via B. Molajoli, sagrato della chiesa.
Ricordiamo che è giornata di digiuno e astinenza
.
SABATO SANTO 30 marzo:
Ore 9,00: Recita delle Lodi Mattutine
Ore 23,00: Inizio Veglia Pasquale.
Celebrazione della Messa della Risurrezione

DOMENICA 31 marzo, Pasqua di Risurrezione
Ss. Messe: ore 8,30 – 10,00 – 11,30 – 19,00

LUNEDI’ 1 APRILE: (dell’Angelo)
SS. Messe: ore 9,00 – 11,30 – 19,00

Testo della Via Crucis 2013 al Colosseo. Papa Francesco

26 marzo 2013

Le meditazioni per la Via crucis che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì santo

Come un ponte dalla morte alla vita

Le meditazioni delle quattordici stazioni della Via crucis — che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì santo, 29 marzo — sono state scritte da giovani libanesi sotto la guida del cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti. Il testo, che qui anticipiamo, è pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana (pagine 70, euro 3) ed è disponibile da lunedì 25 marzo.

Introduzione

«Un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?”» (Marco 10, 17).

Gesù ha risposto a questa domanda, che brucia nel più profondo del nostro essere, percorrendo la via della croce.

Ti contempliamo, Signore, su questa strada che tu, per primo, hai preso e alla fine della quale «hai gettato la tua croce come un ponte verso la morte, affinché gli uomini possano passare dal paese della morte a quello della Vita» (S. Efrem il Siro, Omelia).

La chiamata a seguirti è rivolta a tutti, in particolare ai giovani e a quanti sono provati dalle divisioni, dalle guerre o dall’ingiustizia e che lottano per essere, in mezzo ai loro fratelli, segni di speranza e operatori di pace.

Ci poniamo dunque davanti a te con amore, ti presentiamo le nostre sofferenze, volgiamo i nostri sguardi e i nostri cuori alla tua Santa Croce e, forti della tua promessa, ti preghiamo: «Benedetto sia il nostro Redentore, che ci ha dato la vita con la sua morte. O Redentore, realizza in noi il mistero della tua redenzione, per la tua passione, la tua morte e risurrezione» (Liturgia Maronita).

I Stazione Gesù condannato a morte

 

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Via Crucis meditata, curata, dagli educatori e dai giovani del Centro di Formazione Giovanile Madonna di Loreto – Casa della Pace

26 marzo 2013

CANTO: Tu sei la mia vita altro io non ho.

Tu sei la mia strada la mia verità.

Nella Tua parola io camminerò,

finché avrò respiro, fino a quando Tu vorrai.

Non avrò paura sai, se Tu sei con me:

io Ti prego resta con me. (more…)

Messaggio del 25 marzo 2013 della Madonna di Medjugorje a Marija

26 marzo 2013

“Cari figli! In questo tempo di grazia vi invito a prendere fra le mani la croce del mio amato Figlio Gesù e a contemplare la Sua passione e morte. Le vostre sofferenze siano unite alla Sua sofferenza e l’amore vincerà, perché, Lui che è l’Amore, ha dato se stesso per amore per salvare ciascuno di noi. Pregate, pregate, pregate finché l’amore e la pace non comincino a regnare nei vostri cuori. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Salmo 71(70) _ In Te mi rifugio, Signore

25 marzo 2013


In te mi rifugio, Signore,
ch'io non resti confuso in eterno. 
Liberami, difendimi per la tua giustizia, 
porgimi ascolto e salvami.

Sii per me rupe di difesa, 
baluardo inaccessibile, 
poiché tu sei mio rifugio e mia fortezza.
Mio Dio, salvami dalle mani dell'empio,
dalle mani dell'iniquo e dell'oppressore.

Sei tu, Signore, la mia speranza, 
la mia fiducia fin dalla mia giovinezza. 
Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno, 
dal seno di mia madre tu sei il mio sostegno; 
a te la mia lode senza fine.
Sono parso a molti quasi un prodigio: 
eri tu il mio rifugio sicuro. 

Della tua lode è piena la mia bocca, 
della tua gloria, tutto il giorno.
Non mi respingere nel tempo della vecchiaia,
non abbandonarmi quando declinano le mie forze.

Contro di me parlano i miei nemici,
coloro che mi spiano congiurano insieme:
«Dio lo ha abbandonato, 
inseguitelo, prendetelo, 
perché non ha chi lo liberi».

O Dio, non stare lontano: 
Dio mio, vieni presto ad aiutarmi. 
Siano confusi e annientati quanti mi accusano, 
siano coperti d'infamia e di vergogna 
quanti cercano la mia sventura.

Io, invece, non cesso di sperare,
moltiplicherò le tue lodi. 
La mia bocca annunzierà la tua giustizia, 
proclamerà sempre la tua salvezza, 
che non so misurare. 
Dirò le meraviglie del Signore, 
ricorderò che tu solo sei giusto.
Tu mi hai istruito, o Dio, fin dalla giovinezza
e ancora oggi proclamo i tuoi prodigi. 
E ora, nella vecchiaia e nella canizie, 
Dio, non abbandonarmi, 
finché io annunzi la tua potenza, 
a tutte le generazioni le tue meraviglie. 

La tua giustizia, Dio, è alta come il cielo, 
tu hai fatto cose grandi: 
chi è come te, o Dio? 
Mi hai fatto provare molte angosce e sventure: 
mi darai ancora vita, 
mi farai risalire dagli abissi della terra,
accrescerai la mia grandezza 
e tornerai a consolarmi. 

Allora ti renderò grazie sull'arpa, 
per la tua fedeltà, o mio Dio; 
ti canterò sulla cetra, o santo d'Israele. 
Cantando le tue lodi, esulteranno le mie  labbra 
e la mia vita, che tu hai riscattato. 
Anche la mia lingua tutto il giorno
proclamerà la tua giustizia, 
quando saranno confusi e umiliati 
quelli che cercano la mia rovina.


Salmo 71(70), 1_24




PREGHIERA:

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio:
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova,
ma liberaci da ogni pericolo,
o Vergine gloriosa e benedetta.

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo. 

Amen.   




Le stationes quaresimali. Martedì della Settimana Santa. Santa Prisca

25 marzo 2013

 

E’ questa l’ultima stazione ordinaria della quaresima che si svolge sul sacro colle dell’Aventino nella chiesa di Santa Prisca.

Questa fu un tempo la casa della Santa titolare abitata anche da Aquila e da Prisco, i due coniugi che ospitarono Pietro ed esposero la loro vita per salvare Paolo, quando era nel porto efesino in oriente.

Questo fatto è confermato nel rinvenimento di una casa romana avvenuto nel 1776 con dipinti e da altri monumenti cristiani.

Al tempo di Pio VI si scoprì anche un oratorio con pitture del IV secolo inneggianti ai due Principi degli Apostoli.

Mentre, seguendo il tragitto sull’Aventino dell’ultima processione stazionale della Santa Quaresima, viene innalzata la testimonianza come ricordato da Paolo, che dice “noi dobbiamo gloriarci della croce di Cristo in cui è la salvezza la vita e la nostra resurrezione” e perciò ci congedano le parole del salmista, che conclude “faccia Egli risplendere il suo volto su di noi”.

 

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

 

26 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Martedì della Settimana Santa. II^ settimana del Salterio. Santi.

25 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VIOLA

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Is 49,1-6
Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. (Secondo canto del Servo del Signore)
Salmo (Sal 70)
La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza.
Vangelo Gv 13,21-33.36-38
Uno di voi mi tradirà… Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/lodMARpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesMARpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/MarCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Si ricorda san Lugero di Munter. Nato verso il 745 in Frisia è legato all’evangelizzazione della Germania transrenana, come discepolo di Gregorio e di Alcuino di York. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ricevuta a Colonia nel 777, si dedicò alla evangelizzazione della regione pagana della Frisia. Nel 776, durante la prima spedizione in questa zona, Carlo Magno impose il battesimo a tutti i guerrieri vinti; ma la rivolta di Widukindo fu accompagnata da un’apostasia generale. Ludgero fuggì e raggiunse Montecassino. La rivolta di Widukindo venne domata nel 784. Lo stesso Carlo Magno andò a incontrare Ludgero a Montecassino e lo rimandò in patria, incaricandolo di riprendere la missione nella Frisia. Prese il posto dell’abate Bernardo nel territorio della Sassonia. Nel 795 Ludgero vi eresse il monastero, attorno al quale sorse l’attuale città di Munster. Il territorio apparteneva alla circoscrizione ecclesiastica di Colonia, poiché Ludgero accettò soltanto nell’804 di essere consacrato vescovo della nuova diocesi. A lui si deve anche la fondazione del monastero benedettino di Werden, dove è sepolto. Morì nell’anno 809.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47200

San Bercario, primo abate di Hautvillers che nel monastero di Montier-en-Der nella Champagne in Francia , violentemente colpito con il pugnale da un monaco il Giovedì Santo, e morì nel giorno della Risurrezione.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/47210

 

26/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

25 marzo 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 13:21-33.36-38. 
Reclining at table with his disciples, Jesus was deeply troubled and testified, «Amen, amen, I say to you, one of you will betray me.»
The disciples looked at one another, at a loss as to whom he meant.
One of his disciples, the one whom Jesus loved, was reclining at Jesus’ side.
So Simon Peter nodded to him to find out whom he meant.
He leaned back against Jesus’ chest and said to him, “Master, who is it?”
Jesus answered, “It is the one to whom I hand the morsel after I have dipped it.” So he dipped the morsel and (took it and) handed it to Judas, son of Simon the Iscariot.
After he took the morsel, Satan entered him. So Jesus said to him, “What you are going to do, do quickly.”  (more…)

Vangelo (Gv 13,21-33.36-38) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 26 Marzo 2013) con commento comunitario

25 marzo 2013

Martedì della Settimana Santa

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,21-33.36-38)

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».

I discepoli si guardarono l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.

Gili disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare fallo, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poichè Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.

Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».

Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Papa Francesco. Omelia della Messa delle Palme. 24 marzo 2013

25 marzo 2013
1. Gesù entra in Gerusalemme. La folla dei discepoli lo accompagna in festa, i mantelli sono stesi davanti a Lui, si parla di prodigi che ha compiuto, un grido di lode si leva: «Benedetto colui che viene, il re, nel nome del Signore. Pace in cielo e gloria nel più alto dei cieli» (Lc 19,38).
Folla, festa, lode, benedizione, pace: è un clima di gioia quello che si respira. Gesù ha risvegliato nel cuore tante speranze soprattutto tra la gente umile, semplice, povera, dimenticata, quella che non conta agli occhi del mondo. Lui ha saputo comprendere le miserie umane, ha mostrato il volto di misericordia di Dio e si è chinato per guarire il corpo e l’anima.
Questo è Gesù. Questo è il suo cuore che guarda tutti noi, che guarda le nostre malattie, i nostri peccati. E’ grande l’amore di Gesù. E così entra in Gerusalemme con questo amore, e guarda tutti noi. E’ una scena bella: piena di luce – la luce dell’amore di Gesù, quello del suo cuore – di gioia, di festa. (more…)

Salmo 27 (26) _ Con Dio, nessun timore

25 marzo 2013

Il Signore è mia luce e mia salvezza,

di chi avrò paura?

Il Signore è difesa della mia vita,

di chi avrò timore?

Quando mi assalgono i malvagi

per straziarmi la carne,

sono essi, avversari e nemici,

a inciampare e cadere.

Se contro di me si accampa un esercito,

il mio cuore non teme;

se contro di me divampa la battaglia,

anche allora ho fiducia.

Una cosa ho chiesto al Signore,

questa sola io cerco:

abitare nella casa del Signore

tutti i giorni della mia vita,

per gustare la dolcezza del Signore

ed ammirare il suo santuario.

Egli mi offre un luogo di rifugio

nel giorno della sventura.

Mi nasconde nel segreto della sua dimora,

mi solleva sulla rupe.

E ora rialzo la testa

sui nemici che mi circondano;

immolerò nella sua casa sacrifici d’esultanza,

inni di gioia canterò al Signore.

Ascolta, Signore, la mia voce.

Io grido: abbi pietà di me! Rispondimi.

Di te ha detto il mio cuore: «Cercate il suo volto»;

il tuo volto, Signore, io cerco.

Non nascondermi il tuo volto,

non respingere con ira il tuo servo.

Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,

non abbandonarmi, Dio della mia salvezza.

Mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,

ma il Signore mi ha raccolto.

Mostrami, Signore, la tua via,

guidami sul retto cammino, a causa dei miei nemici.

Non espormi alla brama dei miei avversari;

contro di me sono insorti falsi testimoni che spirano violenza.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore

nella terra dei viventi.

Spera nel Signore, sii forte,

si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore.

Salmo 27(26), 1_14

Via Crucis 2013 di Papa Francesco. Benedetto XVI. Ecclesia in Medio Oriente.

25 marzo 2013

Le meditazioni della Via Crucis 2013 al Colosseo sono state preparate da giovani libanesi sotto la guida del Patriarca di Antiochia dei Maroniti, il cardinale Béchara Boutros Raï. Molti sono i rimandi al testo, che si legge di seguito,  dell’Esortazione Apostolica Postsinodale Ecclesia in Medio Oriente di Benedetto XVI ai Patriarchi, ai Vescovi, al  clero, ai consacreati ed ai laici sulla Chiesa in Medio Oriente data a Beyrouth, in Libano, il 14 settembre 2012, durante la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce.

 

INTRODUZIONE

1. La Chiesa in Medio Oriente che, dall’alba della fede cristiana, va pellegrinando su questa terra benedetta, continua oggi con coraggio la sua testimonianza, frutto di una vita di comunione con Dio e con il prossimo. Comunione e testimonianza! Tale è stata in effetti la convinzione che ha animato l’Assemblea Speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei Vescovi, riunita attorno al successore di Pietro dal 10 al 24 ottobre 2010, sul tema: «La Chiesa cattolica in Medio Oriente, comunione e testimonianza. “La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un’anima sola” (At 4, 32)».

2. All’inizio del terzo millennio, desidero affidare questa convinzione, che attinge la sua forza in Cristo Gesù, alla sollecitudine pastorale dell’insieme dei Pastori della Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, e in maniera più particolare ai venerati fratelli Patriarchi, Arcivescovi e Vescovi che vegliano insieme, in unione con il Vescovo di Roma, sulla Chiesa cattolica in Medio Oriente. In questa regione vivono fedeli nativi appartenenti alle venerabili Chiese orientali cattoliche sui iuris: la Chiesa patriarcale di Alessandria dei Copti; le tre Chiese patriarcali di Antiochia: dei Greco-melchiti, dei Siriaci e dei Maroniti; la Chiesa patriarcale di Babilonia dei Caldei e quella di Cilicia degli Armeni. Vivono là ugualmente Vescovi, presbiteri e fedeli appartenenti alla Chiesa latina. Sono presenti anche dei presbiteri e dei fedeli venuti dall’India, dagli Arcivescovati Maggiori di Ernakulam-Angamaly dei Siro-malabaresi e di Trivandrum dei Siro-malankaresi, e dalle altre Chiese orientali e latina di Asia e dell’Europa dell’Est, come pure  numerosi fedeli venuti dall’Etiopia e dall’Eritrea. Insieme, essi testimoniano l’unità della fede nella diversità delle loro tradizioni. Voglio anche affidare questa convinzione a tutti i sacerdoti, religiosi e religiose, e fedeli laici medio-orientali, persuaso che essa animerà il ministero o l’apostolato di ciascuno nella sua rispettiva Chiesa, secondo il carisma che gli è stato accordato dallo Spirito, per l’edificazione di tutti. (more…)

25 Marzo 2013. Liturgia del giorno. Lunedì della settimana santa. II^ settimana del Salterio. Santi.

25 marzo 2013

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In questo post si propone solo uno sguardo d’insieme sulla liturgia che ogni giorno è propria della Chiesa cattolica.

La Parola dell’Evangelo, viene letta e commentata comunitariamente nel post Vangelo del giorno dove si condivide il momento centrale quotidiano di preghiera di questo blog.

In altro, diverso post, La Parola di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento”, si richiamano alcuni versetti tratti dalla prima lettura, legandoli ad una meditazione di pensatori cattolici dei nostri tempi, come ulteriore possibile approfondimento, sempre legato alla liturgia del giorno. In Salmi, infine, si riporta la voce del ” cuore di Dio”, pregata nel Salmo del giorno.

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Grado della Celebrazione:  FERIA

Colore liturgico : VIOLA

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Is 42,1-7
Non griderà, non farà udire in piazza la sua voce. (Primo canto del Servo del Signore)
Salmo (Sal 26)
Il Signore è mia luce e mia salvezza.
Vangelo Gv 12,1-11
Lasciala fare, perché essa lo conservi per il giorno della mia sepoltura.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/lodLUNpage.htm

VESPRI

Le chiese d’oriente e d’occidente celebrano oggi l’Annunciazione del Signore, che nella tradizione bizantina porta il nome di festa dell’Evangelizzazione della Madre di Dio.

In questa solennità si ricorda il celebre episodio biblico dell’annuncio recato dall’angelo a Maria di Nazaret.
Maria, presentata da Luca come personificazione del resto povero e umiliato di Israele, di coloro che non attendono altro che la venuta del Messia, è nell’episodio odierno della Scrittura colei che accogliendo mediante l’ascolto la parola di Dio recata dall’angelo, concepisce nel proprio grembo per opera dello Spirito santo il Figlio di Dio, la Parola dell’Altissimo fatta carne.
Maria è chiamata per questo nella tradizione patristica la nuova Eva, la madre di tutti i credenti: nei credenti, infatti, mediante la fede, il Signore ha deciso di stabilire la sua dimora.

Le prime tracce di una festa dell’Annunciazione risalgono alla prima metà del VI secolo, a Costantinopoli. La festa si diffuse progressivamente dalla capitale bizantina a tutto l’oriente e l’occidente. La sua collocazione nella data odierna, legata alla fissazione del Natale al 25 dicembre, le dona un tono marcatamente cristologico, rafforzato dal fatto che in occidente il 25 marzo era legato fin dall’antichità alla memoria dell’incarnazione, della passione e della resurrezione di Cristo.

Per mantenere il legame della festa odierna con il Natale e consentirne nel contempo la celebrazione solenne, l’antica liturgia mozarabica preferiva commemorare l’annunciazione il 18 dicembre, mentre quella siriaca dedica tuttora alla pericope lucana dell’annuncio a Maria le ultime due domeniche prima del Natale, quella ambrosiana riserva tale pericope per la domenica di avvento detta dell’Incarnazione.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/lodLUNpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/qua/qua6/vesLUNpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/LunCPage.htm

 

 

SANTI E MEMORIE DEL GIORNO

Le chiese d’oriente e d’occidente celebrano oggi l’Annunciazione del Signore, che nella tradizione bizantina porta il nome di festa dell’Evangelizzazione della Madre di Dio.

In questa solennità si ricorda il celebre episodio biblico dell’annuncio recato dall’angelo a Maria di Nazaret.
Maria, presentata da Luca come personificazione del resto povero e umiliato di Israele, di coloro che non attendono altro che la venuta del Messia, è nell’episodio odierno della Scrittura colei che accogliendo mediante l’ascolto la parola di Dio recata dall’angelo, concepisce nel proprio grembo per opera dello Spirito santo il Figlio di Dio, la Parola dell’Altissimo fatta carne.
Maria è chiamata per questo nella tradizione patristica la nuova Eva, la madre di tutti i credenti: nei credenti, infatti, mediante la fede, il Signore ha deciso di stabilire la sua dimora.

Le prime tracce di una festa dell’Annunciazione risalgono alla prima metà del VI secolo, a Costantinopoli. La festa si diffuse progressivamente dalla capitale bizantina a tutto l’oriente e l’occidente. La sua collocazione nella data odierna, legata alla fissazione del Natale al 25 dicembre, le dona un tono marcatamente cristologico, rafforzato dal fatto che in occidente il 25 marzo era legato fin dall’antichità alla memoria dell’incarnazione, della passione e della resurrezione di Cristo.

Per mantenere il legame della festa odierna con il Natale e consentirne nel contempo la celebrazione solenne, l’antica liturgia mozarabica preferiva commemorare l’annunciazione il 18 dicembre, mentre quella siriaca dedica tuttora alla pericope lucana dell’annuncio a Maria le ultime due domeniche prima del Natale, quella ambrosiana riserva tale pericope per la domenica di avvento detta dell’Incarnazione.

Oggi si ricorda Sant‘Isacco

http://gloria.tv/?media=271555

Video: A sua immagine, Altri servizi su papa Francesco

25 marzo 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-03-23&ch=1
&v=194214&vd=2013-03-23&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

Le stationes quaresimali. Lunedì della Settimana Santa. Santa Prassede

24 marzo 2013

 

Prassede e Pudenziana erano, secondo la tradizione, le due figlie sante del senatore Pudente anch’egli santo. I due figli, invece erano piuttosto discoli e anticristiani. Abbiamo già visto che un Titulus Praxidae è attestato già alla fine del IV secolo.

Nel titolo di Santa Prassede, Pasquale I dette onorata sepoltura a 2300 martiri. Anche questa chiesa, come Sant’Eusebio e San Martino ai Monti, sorge dove fu il clivo suburrano.

La prima memoria risale all’anno 499 poiché sappiamo che nel Concilio di Papa Simmaco intervennero due preti di questo titolo. Si vuole anche che Pasquale I pontefice sia stato titolare di Santa Prassede e che, da pontefice, la fece completamente restaurare dotandola dei mosaici, che ancor’oggi ne ornano l’abside e l’arco trionfale.

Le spoglie della santa titolare riposano nella cappella sotto l’altare maggiore; sono qui visibili anche dipinti con scene del martirio dei Santi Celso, Giuliano, Crisanto, Daria, Ilaria, Giasone e Mauro. E questo fa pensare che qui, agli albori del secolo IX, papa Pasquale I ne ordinasse il trasporto dei corpi.

San Carlo Borromeo fu titolare di questa chiesa e vi fece compiere importantissimi lavori; successivamente, attraverso i secoli, contribuirono al suo abbellimento Alessandro de’ Medici, che fu poi papa Leone XI e che fece affrescare la navata principale; nel 1730 il Cardinal Luigi Pico della Mirandola, che fece costruire il sontuoso altare maggiore.

La cappella bizantina, dove è conservata una colonna che si dice essere quella della flagellazione di Nostro Signore, è tutta rivestita in mosaico e qui sono composte le spoglie mortali dei Santi Zenone e Valentino qui volute dal papa Pasquale I.

Tutto lo splendore di questo tempio mette in risalto la Passione di Cristo davanti alla colonna Santa dove fu legato il Salvatore. Le parole del profeta acquistano qui drammaticità ho dato il mio corpo a quelli che mi percuotevano…. non ho nascosto la mia faccia a chi mi sputacchiava.

In questa luce si compie la peregrinazione quaresimale di oggi.

 

(fonte : Accademia Pontificia “cultorum martyrum”)

Sulle stationes quaresimali

https://gpcentofanti.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=22959&action=edit

 

25/3/2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

24 marzo 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 12:1-11. 
Six days before Passover Jesus came to Bethany, where Lazarus was, whom Jesus had raised from the dead.
They gave a dinner for him there, and Martha served, while Lazarus was one of those reclining at table with him.
Mary took a liter of costly perfumed oil made from genuine aromatic nard and anointed the feet of Jesus and dried them with her hair; the house was filled with the fragrance of the oil.
Then Judas the Iscariot, one (of) his disciples, and the one who would betray him, said,
Why was this oil not sold for three hundred days’ wages and given to the poor?
He said this not because he cared about the poor but because he was a thief and held the money bag and used to steal the contributions.
So Jesus said, “Leave her alone. Let her keep this for the day of my burial.
You always have the poor with you, but you do not always have me.”
(The) large crowd of the Jews found out that he was there and came, not only because of Jesus, but also to see Lazarus, whom he had raised from the dead.
And the chief priests plotted to kill Lazarus too,
because many of the Jews were turning away and believing in Jesus because of him.

(more…)