Archive for aprile 2013

1° Maggio 2013. Liturgia del giorno. Mercoledì della V^ settimana di Pasqua. I^ settimana del Salterio. Santi.

30 aprile 2013

Grado della Celebrazione : MEMORIA FACOLTATIVA (S Giuseppe lavoratore)

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Gen 1,26-2,3
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.
Salmo (Sal 89)
Rendi salda, Signore, l’opera delle nostre mani.
Vangelo Mt 13,54-58
Non è costui il figlio del falegname?

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0501lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0501vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/MerCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si fa memoria di san Giuseppe lavoratore. Nel Vangelo Gesù è chiamato ‘il figlio del carpentiere’. In modo eminente in questa memoria di san Giuseppe si riconosce la dignità del lavoro umano, come dovere e perfezionamento dell’uomo, esercizio benefico del suo dominio sul creato, servizio della comunità, prolungamento dell’opera del Creatore, contributo al piano della salvezza (cfr Conc. Vat. II, ‘Gaudium et spes”, 34). Pio XII (1955) istituì questa memoria liturgica nel contesto della festa dei lavoratori, universalmente celebrata il 1° maggio.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27050

san Pellegrino. Non diventa sacerdote, non predica e non scrive. Arricchisce l’Ordine dei Servi di Maria con l’esempio di tutti i suoi giorni vissuti nella felicità del “servizio” in ogni sua forma: preghiera, penitenza severa, fraternità sorridente e operosa, dentro e fuori il convento.
Si inventa pure una penitenza personalizzata: sta trent’anni senza mai sedersi, procurandosi disfunzioni circolatorie che esigono l’amputazione urgente di una gamba: ma l’operazione poi non si fa per un improvviso miglioramento, che Pellegrino definisce miracoloso: dice di aver visto in sogno il Signore che lo liberava dall’infermità scendendo dalla Croce.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/50900

Nel giorno di san Giuseppe lavoratore la tradizione ha posto anche la festa di Sigismondo, re dei Burgundi.

Figlio del re Gundobaldo, governava il territorio intorno a Ginevra. Si convertì all’inizio del VI secolo per influsso di sant’Avito: fu il primo sovrano di origine gallica ad abbracciare il cristianesimo. Poi, però, si macchiò di un orrendo crimine. Temendo che suo figlio Sigerico congiurasse contro di lui, lo fece uccidere. Subito, però, se ne pentì e si ritirò nel monastero di Aguane, sempre in Svizzera, da lui stesso fondato. Alla sua necessità di espiare si fa risalire la nascita della «Laus perennis», recitata ininterrottamente da monaci che si danno il cambio. I Franchi, che volevano conquistare la Borgogna, ultimo regno indipendente, approfittarono dello scandalo suscitato dall’uccisione di Sigerico per braccare Sigismondo, che fuggì da Aguane, ma fu raggiunto e buttato in un pozzo. Per questo lo si venera come martire.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51500

san Erminio Filippo Pampuri. Nella vita religiosa, frà Riccardo, nacque (decimo di undici figli) il 2 agosto 1897 a Trivolzio (Pavia) da Innocenzo e Angela Campari, e fu battezzato il giorno seguente. Orfano di madre a tre anni, venne accolto dagli zii materni a Torrino, frazione di Trivolzio. Nel 1907 gli morì a Milano il padre. Compiute le scuole elementari in due paesi vicini, e la prima ginnasiale a Milano, fu alunno interno nel Collegio Sant’Agostino di Pavia. Dopo gli studi liceali, si iscrisse alla facoltà di medicina nell’Università di Pavia, laureandosi con il massimo dei voti, il 6 luglio 1921. Nel 1927 entrò a Brescia nel noviziato dei Fatebenefratelli e vi emise la professione religiosa il 24 ottobre 1928. Gli venne affidato il gabinetto dentistico. Purtroppo nella primavera del 1929 la sua salute peggiorò per la tubercolosi. Il 18 aprile 1930 fu trasferito nell’Ospedale del Fatebenefratelli di Milano dove morì il primo maggio. Proclamato beato da Giovanni Paolo II il 4 ottobre 1981, è stato canonizzato nella festività di Tutti i Santi, 1° novembre 1989.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51550

san Torquato.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53250

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1° Maggio 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

30 aprile 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 15:1-8. 
I am the true vine, and my Father is the vine grower.
He takes away every branch in me that does not bear fruit, and everyone that does he prunes so that it bears more fruit.
You are already pruned because of the word that I spoke to you.
Remain in me, as I remain in you. Just as a branch cannot bear fruit on its own unless it remains on the vine, so neither can you unless you remain in me.
I am the vine, you are the branches. Whoever remains in me and I in him will bear much fruit, because without me you can do nothing.
Anyone who does not remain in me will be thrown out like a branch and wither; people will gather them and throw them into a fire and they will be burned.
If you remain in me and my words remain in you, ask for whatever you want and it will be done for you.
By this is my Father glorified, that you bear much fruit and become my disciples.

(more…)

Vangelo (Gv 15,1-8) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 1 Maggio 2013) con commento comunitario

30 aprile 2013

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 15,1-8)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far a. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Questo è il vangelo del 1 Maggio, quello del 30 aprile lo si può trovare qualche post più sotto.

Papa Francesco. Dall’Omelia di oggi a s. Marta

30 aprile 2013

 

(……)

“Dio è luce e in Lui non c’è tenebra alcuna” (Gv 1,5-2,2). Ma “se diciamo di essere in comunione con Lui e camminiamo nelle tenebre, siamo bugiardi e non mettiamo in pratica la verità”. E a Dio bisogna adorarlo in spirito e in verità»….

«Cosa significa camminare nelle tenebre? Perché tutti noi abbiamo delle oscurità nella nostra vita, anche momenti dove tutto, anche nella propria coscienza, è buio, no? Andare nelle tenebre significa essere soddisfatto di se stesso. Essere convinto di non aver necessità di salvezza. Quelle sono le tenebre!. Quando uno va avanti su questa strada delle tenebre, non è facile tornare indietro. Perciò Giovanni continua, forse questo modo di pensare lo ha fatto riflette: “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi”. Guardate ai vostri peccati, ai nostri peccati: tutti siamo peccatori, tutti. Questo è il punto di partenza»…..

«Ma se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele, è giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. E ci presenta, vero?, quel Signore tanto buono, tanto fedele, tanto giusto che ci perdona. Quando il Signore ci perdona fa giustizia. Sì, fa giustizia prima a se stesso, perché Lui è venuto per salvare e  quando ci perdona  fa giustizia a se stesso. “Sono salvatore di te” e ci accoglie». Lo fa nello spirito del salmo 102: «“Come è tenero un padre verso i figli, così il Signore è tenero verso quelli che lo temono”, verso quelli che vanno da Lui. La tenerezza del Signore. Ci capisce sempre, ma anche non ci lascia parlare: Lui sa tutto. “Stai tranquillo, vai in pace”, quella pace che soltanto Lui dà».

«Succede nel sacramento della riconciliazione. Tante volte  pensiamo che andare a confessarci è come andare in tintoria. Ma Gesù nel confessionale non è una tintoria….. La confessione è un incontro con Gesù che ci aspetta come siamo. “Ma, Signore, senti, sono così”. Ci fa vergogna dire la verità: ho fatto questo, ho pensato questo. Ma la vergogna è una vera virtù cristiana e anche umana. La capacità di vergognarsi: non so se in italiano si dice così, ma nella nostra terra a quelli che non possono vergognarsi gli dicono sinvergüenza. Questo è “uno senza vergogna”, perché non ha la capacità di vergognarsi. E vergognarsi è una virtù dell’umile».

«Il Paràclito è al nostro fianco e ci sostiene davanti al Padre. Lui sostiene la nostra debole vita, il nostro peccato. Ci perdona. Lui è proprio il nostro difensore, perché ci sostiene. Adesso, come dobbiamo andare dal Signore, così, con la nostra verità di peccatori? Con fiducia, anche con allegria, senza truccarci. Non dobbiamo mai truccarci davanti a Dio! Con la verità. In vergogna? Benedetta vergogna, questa è una virtù».

«“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi”, anche del peccato, “e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile nel cuore”. Questa è la virtù che Gesù chiede a noi: l’umiltà e la mitezza».

«Umiltà e mitezza sono come la cornice di una vita cristiana. Un cristiano va sempre così, nell’umiltà e nella mitezza. E Gesù ci aspetta per perdonarci. Possiamo fargli una domanda: allora andare a confessarsi non è andare a una seduta di tortura? No! È andare a lodare Dio, perché io peccatore sono stato salvato da Lui. E Lui mi aspetta per bastonarmi? No, con tenerezza per perdonarmi. E se domani faccio lo stesso? Vai un’altra volta, e vai e vai e vai. Lui sempre ci aspetta. Questa tenerezza del Signore, questa umiltà, questa mitezza….Se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paràclito verso il Padre». Questo ci dà respiro. È bello, eh? E se abbiamo vergogna? Benedetta vergogna, perché quella è una virtù. Il Signore ci dia questa grazia, questo coraggio di andare sempre da Lui con la verità, perché la verità è luce. E non con la tenebra delle mezze verità o delle bugie davanti a Dio».

Salmo 145(144) _ O Dio, mio Re, voglio esaltarti

30 aprile 2013

 

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all’altra le tue opere,
annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa,
acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione.

Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu provvedi loro il cibo a suo tempo.
Tu apri la tua mano
e sazi la fame di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie,
santo in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a quanti lo invocano,
a quanti lo cercano con cuore sincero.
Appaga il desiderio di quelli che lo temono,
ascolta il loro grido e li salva.
Il Signore protegge quanti lo amano,
ma disperde tutti gli empi.

Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.

Salmo 145(144), 1_22

 

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Messaggio del Papa ai giovani: Dio ci dà il coraggio di andare controcorrente
“Sentite bene, giovani: andare controcorrente, questo fa bene al cuore,
ma ci vuole il coraggio per andare controcorrente e Lui ci dà questo coraggio.
Non ci son…o difficoltà, tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura
se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti alla vite,
se non perdiamo l’amicizia con Lui,
se gli facciamo sempre più spazio nella nostra vita.
Questo anche e soprattutto se ci sentiamo poveri, deboli, peccatori,
perché Dio dona forza alla nostra debolezza, ricchezza alla nostra povertà,
conversione e perdono al nostro peccato”.
Un invito a sperare, ad avere fiducia in Dio
perché “con Lui – ha detto il Santo Padre –
possiamo fare cose grandi,
ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli,
suoi testimoni”.

Video: A sua immagine, Kiko Arguello, la missione nelle piazze delle città

30 aprile 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=
2013-04-28&ch=1&v=208803&vd=2013-04-28&vc=1

I link di rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

29 Aprile 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 aprile 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 14:27-31a. 
Jesus said to his disciples: “Peace I leave with you; my peace I give to you. Not as the world gives do I give it to you. Do not let your hearts be troubled or afraid.
You heard me tell you, ‘I am going away and I will come back to you.’ If you loved me, you would rejoice that I am going to the Father; for the Father is greater than I.
And now I have told you this before it happens, so that when it happens you may believe.
I will no longer speak much with you, for the ruler of the world is coming. He has no power over me,
but the world must know that I love the Father and that I do just as the Father has commanded me. Get up, let us go.

(more…)

30 Aprile 2013. Liturgia del giorno. Martedì della V^ settimana di Pasqua. I^ settimana del Salterio. Santi.

29 aprile 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura At 14,19-28
Riferirono alla Chiesa quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.
Salmo (Sal 144)
I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno.
Vangelo Gv 14,27-31
Vi do la mia pace.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas5/lodMARpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas5/vesMARpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/MarCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Nel calendario della chiesa ambrosiana si ricorda oggi Giuseppe Benedetto Cottolengo, presbitero e fondatore della Casa della Divina provvidenza. Nativo di Bra, nei pressi di Cuneo, Giuseppe Cottolengo, al pari di molti altri aspiranti al presbiterato del suo tempo, ebbe molte difficoltà nello studio per la chiusura dei seminari seguita alla Rivoluzione francese. Egli riuscì tuttavia a ricevere l’ordinazione presbiterale all’età di venticinque anni, nel 1811, nel seminario di Torino. Dapprima, si dedicò intensamente agli studi teologici, entrando a far parte di una congregazione torinese di preti teologi; ma la sua vera vocazione si rivelò essere un’altra.
Dedito già da tempo a un ripensamento silenzioso, anche difficile, della strada intrapresa, egli s’imbatté nella drammatica situazione di una malata che nessun ospedale, per diversi motivi, voleva o poteva accogliere. Cottolengo iniziò così nel 1827 a creare uno spazio di accoglienza per ogni sorta di malati «rifiutati» dalla società: poveri e orfani, malati di mente e invalidi. Nei restanti quindici anni della sua vita, Giuseppe Benedetto diede vita a una serie impressionante di iniziative caritatevoli, fondando la Casa della Divina provvidenza e avviando una congregazione di preti, suore e laici dediti al sostegno dei malati più emarginati della società. Vero e proprio «genio del bene», come lo definirà papa Pio IX, Cottolengo manifestò come la multiforme sapienza dell’uomo di fede possa trovare risposte a ogni appello rivolto dai bisogni lancinanti degli ultimi e degli abbandonati. Cottolengo morì dopo aver contratto il tifo, il 30 aprile del 1842. Al momento della sua morte, le sue case di accoglienza avevano curato più di 6.500 malati.

Esercitate la carità, ma esercitatela con entusiasmo! Per far del bene ai poveri dovete, se occorre, insozzarvi fino al collo: questa è la carità che dovete esercitare.
Non fatevi chiamare due volte: siate solleciti! Interrompete qualunque altra occupazione, anche santissima, e volate in aiuto dei poveri.
E’ una bella cosa sacrificare la salute e anche la vita per il bene dei nostri fratelli abbandonati o infermi. Essi sono i nostri padroni e i nostri fratelli, sono le perle della Piccola casa.
E non facciamo economia con i poveri, perché quanto abbiamo è tutto loro, e noi stessi apparteniamo a loro e non ad altri.

Giuseppe Benedetto Cottolengo

(notizie tratte da http://www.monasterodi bose.it)

Si ricordano anche Pio V, Antonio Ghisleri,  papa, 1504-1572

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27000

San Quirino, III sec., un tribuno romano al quale furono affidati i martiri Alessandro, Evenzio e Teodulo, arrestati per ordine dell’imperatore Traiano (53-117); si convertì dopo aver visto i miracoli da loro operati e fu battezzato insieme con la figlia Balbina, e subì per questo il martirio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92135

Vangelo (Gv 14,27-31a) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 30 Aprile 2013) con commento comunitario

29 aprile 2013

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,27-31a)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:

«Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Questo è il vangelo del 30 aprile, quello del 29 aprile lo si può trovare qualche post più sotto.

Papa Francesco. Omelia di domenica 28 aprile 2013 ai cresimandi

29 aprile 2013

 

Cari fratelli e sorelle! Carissimi cresimandi! Benvenuti!

Vorrei proporvi tre semplici e brevi pensieri su cui riflettere.

1. Nella Seconda Lettura abbiamo ascoltato la bella visione di san Giovanni: un cielo nuovo e una terra nuova, e poi la Città Santa che scende da Dio. Tutto è nuovo, trasformato in bene, in bellezza, in verità; non c’è più lamento, lutto… Questa è l’azione dello Spirito Santo: ci porta la novità di Dio; viene a noi e fa nuove tutte le cose, ci cambia. Lo Spirito ci cambia! E la visione di san Giovanni ci ricorda che siamo tutti in cammino verso la Gerusalemme del cielo, la novità definitiva per noi e per tutta la realtà, il giorno felice in cui potremo vedere il volto del Signore  quel volto meraviglioso, tanto bello del Signore Gesù  potremo essere con Lui per sempre, nel suo amore.

Vedete, la novità di Dio non assomiglia alle novità mondane, che sono tutte provvisorie, passano e se ne ricerca sempre di più. La novità che Dio dona alla nostra vita è definitiva, e non solo nel futuro, quando saremo con Lui, ma anche oggi: Dio sta facendo tutto nuovo, lo Spirito Santo ci trasforma veramente e vuole trasformare, anche attraverso di noi, il mondo in cui viviamo. Apriamo la porta allo Spirito, facciamoci guidare da Lui, lasciamo che l’azione continua di Dio, ci renda uomini e donne nuovi, animati dall’amore di Dio, che lo Spirito Santo ci dona! Che bello se ognuno di voi, alla sera potesse dire: oggi a scuola, a casa, al lavoro, guidato da Dio, ho compiuto un gesto di amore verso un mio compagno, i miei genitori, un anziano! Che bello!

2. Un secondo pensiero: nella Prima Lettura Paolo e Barnaba affermano che «dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni» (At 14,22). Il cammino della Chiesa, anche il nostro cammino cristiano personale, non sono sempre facili, incontrano difficoltà, tribolazione. Seguire il Signore, lasciare che il suo Spirito trasformi le nostre zone d’ombra, i nostri comportamenti che non sono secondo Dio e lavi i nostri peccati, è un cammino che incontra tanti ostacoli, fuori di noi, nel mondo e anche dentro di noi, nel cuore. Ma le difficoltà, le tribolazioni, fanno parte della strada per giungere alla gloria di Dio, come per Gesù, che è stato glorificato sulla Croce; le incontreremo sempre nella vita! Non scoraggiarsi! Abbiamo la forza dello Spirito Santo per vincere queste tribolazioni.

3. E qui vengo all’ultimo punto. E’ un invito che rivolgo a voi cresimandi e cresimande e a tutti: rimanete saldi nel cammino della fede con la ferma speranza nel Signore. Qui sta il segreto del nostro cammino! Lui ci dà il coraggio di andare controcorrente. Sentite bene, giovani: andare controcorrente; questo fa bene al cuore, ma ci vuole il coraggio per andare controcorrente e Lui ci dà questo coraggio! Non ci sono difficoltà, tribolazioni, incomprensioni che ci devono far paura se rimaniamo uniti a Dio come i tralci sono uniti alla vite, se non perdiamo l’amicizia con Lui, se gli facciamo sempre più spazio nella nostra vita. Questo anche e soprattutto se ci sentiamo poveri, deboli, peccatori, perché Dio dona forza alla nostra debolezza, ricchezza alla nostra povertà, conversione e perdono al nostro peccato. E’ tanto misericordioso il Signore: sempre, se andiamo da Lui, ci perdona. Abbiamo fiducia nell’azione di Dio! Con Lui possiamo fare cose grandi; ci farà sentire la gioia di essere suoi discepoli, suoi testimoni. Scommettete sui grandi ideali, sulle cose grandi. Noi cristiani non siamo scelti dal Signore per cosine piccole, andate sempre al di là, verso le cose grandi. Giocate la vita per grandi ideali, giovani!

Novità di Dio, tribolazione nella vita, saldi nel Signore. Cari amici, spalanchiamo la porta della nostra vita alla novità di Dio che ci dona lo Spirito Santo, perché ci trasformi, ci renda forti nelle tribolazioni, rafforzi la nostra unione con il Signore, il nostro rimanere saldi in Lui: questa è una vera gioia! Così sia.

29 Aprile 2013. Liturgia del giorno. Lunedì della V^ settimana di Pasqua. V^ settimana del Salterio. Santi.

29 aprile 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura 1Gv 1,5-2,2
Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.
Salmo (Sal 102)
Benedici il Signore, anima mia.
Vangelo Mt 11,25-30
Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0429lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0429vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/LunCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

 

Nel calendario romano e in quello anglicano ricorre oggi la memoria diCaterina da Siena, terziaria domenicana e maestra della fede. Caterina Benincasa nacque a Siena nel 1347, ventiquattresima di venticinque figli. Nutrendo fin da piccola una particolare propensione per la vita interiore, a quindici anni si fece terziaria domenicana, attratta dall’attività caritativa verso i poveri e i malati. Il suo amore per Cristo, alimentato da un costante dialogo interiore, e la radicale vita evangelica che conduceva, le attirarono un piccolo cenacolo di discepoli, che la seguiranno ovunque per partecipare dei suoi doni e del suo ministero. Caterina votò tutta la propria vita alla causa della pace e dell’unità, operando – fatto del tutto inusuale per una giovane donna del suo tempo – per la riconciliazione delle città in lotta e per la riforma della chiesa, afflitta dalla corruzione e dallo scisma. Caterina visitò i poveri per portare loro conforto e i potenti per indicare loro la via della riconciliazione esigita dall’Evangelo. Ebbe un’intensa corrispondenza, grazie alla quale elargiva consigli spirituali a tutti coloro che le chiedevano una parola, e lasciò un cantico d’amore di rara bellezza nel suo Dialogo sulla divina provvidenza. Caterina fu proclamata dottore della chiesa da Paolo VI nel 1968, titolo che le è riconosciuto anche dalla Chiesa d’Inghilterra. Essa morì in questo giorno, nel 1380, e pur avendo vissuto un lasso di tempo così breve ci ha lasciato con la sua vita una delle pagine più belle della spiritualità cristiana.

Dio eterno, padre compassionevole e misericordioso,
abbi pietà e misericordia di noi,
dato che siamo ciechi, senza alcuna luce,
e io più di tutti, povera miserabile,
e così sono stata sempre crudele nei riguardi di me stessa.
Con quell’occhio di pietà
con il quale creasti noi e tutte le cose,
considera le necessità del mondo e provvedi.
Tu ci hai donato l’essere dal nulla:
illumina dunque quest’essere che è tuo.
Con il velo della tua misericordia
chiudi e copri l’occhio della tua giustizia,
e apri l’occhio della tua pietà.
Con il legame della carità, lega te stesso
e placa la tua ira.

Caterina da Siena, dalle Orazioni

(tratto da http://www.monasterodibose.it/)


(Duccio da Buoninsegna, S.Caterina da Siena, 1311, Museo dell’Opera del Duomo, Siena)

29 Aprile 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

29 aprile 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 14:21-26. 
Jesus said to his disciples: “Whoever has my commandments and observes them is the one who loves me. Whoever loves me will be loved by my Father, and I will love him and reveal myself to him.”
Judas, not the Iscariot, said to him, “Master, (then) what happened that you will reveal yourself to us and not to the world?”
Jesus answered and said to him, “Whoever loves me will keep my word, and my Father will love him, and we will come to him and make our dwelling with him.
Whoever does not love me does not keep my words; yet the word you hear is not mine but that of the Father who sent me.
I have told you this while I am with you.
The Advocate, the holy Spirit that the Father will send in my name–he will teach you everything and remind you of all that (I) told you.

(more…)

Salmo 103(102) _ Benedici I Signore, anima mia!!!

29 aprile 2013

 

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la tua vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giorni
e tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.

Il Signore agisce con giustizia
e con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosè le sue vie,
ai figli d’Israele le sue opere.

Buono e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Egli non continua a contestare
e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe.

Come il cielo è alto sulla terra,
così è grande la sua misericordia su quanti lo temono;
come dista l’oriente dall’occidente,
così allontana da noi le nostre colpe.
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.

Perché egli sa di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Come l’erba sono i giorni dell’uomo,
come il fiore del campo, così egli fiorisce.
Lo investe il vento e più non esiste
e il suo posto non lo riconosce.

Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono;
la sua giustizia per i figli dei figli,
per quanti custodiscono la sua alleanza
e ricordano di osservare i suoi precetti.
Il Signore ha stabilito nel cielo il suo trono
e il suo regno abbraccia l’universo.

Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli,
potenti esecutori dei suoi comandi,
pronti alla voce della sua parola.
Benedite il Signore, voi tutte, sue schiere,
suoi ministri, che fate il suo volere.
Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in ogni luogo del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

Salmo 103(102), 1_22

 

 

 

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Quando uno è chiamato dal giudice o va in causa,

la prima cosa che fa è cercare un avvocato perché lo difenda.

Noi ne abbiamo uno, che ci difende sempre,

ci difende dalle insidie del diavolo,

ci difende da noi stessi, dai nostri peccati!

Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo questo avvocato:

non abbiamo paura di andare da Lui a chiedere perdono,

a chiedere benedizione, a chiedere misericordia!

Lui ci perdona sempre, è il nostro avvocato:

ci difende sempre! Non dimenticate questo!

Papa Francesco

 

Gallerie fotografiche dal sito della Santa Sede

29 aprile 2013

http://www.photogallery.va/content/photogallery/it.html

Vangelo (Mt 11,25-30) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 29 Aprile 2013) con commento comunitario

28 aprile 2013

SANTA CATERINA DA SIENA,vergine e dottore della Chiesa,
patrona d’Italia e d’Europa – Festa

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse:

«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Questo è il vangelo del 29 aprile, quello del 28 aprile lo si può trovare qualche post più sotto.

Video: A sua immagine, Papa Francesco

28 aprile 2013

http://www.asuaimmagine.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/
ContentItem-db28d346-f015-458e-9677-d0b6a6f52928.html#p=0

28 Aprile 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

27 aprile 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 13:31-33a.34-35. 
When Judas had left them, Jesus said, “Now is the Son of Man glorified, and God is glorified in him.
(If God is glorified in him,) God will also glorify him in himself, and he will glorify him at once.
My children, I will be with you only a little while longer. You will look for me, and as I told the Jews, ‘Where I go you cannot come,’ so now I say it to you.
I give you a new commandment: love one another. As I have loved you, so you also should love one another.
This is how all will know that you are my disciples, if you have love for one another.”

(more…)

28 Aprile 2013. Liturgia del giorno. Domenica della V^ settimana di Pasqua. I^ settimana del Salterio. Santi.

27 aprile 2013

Grado della Celebrazione : DOMENICA

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

ILettura At 14,21-27

Riferirono alla comunità tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.
Salmo (Sal 144)
Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.
II Lettura Ap 21,1-5
Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.
Vangelo Gv 13,31-35
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas5/lodDOMpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas5/vesDOMpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/DomCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Oggi si fa memoria di san Luigi Maria Grignion da Montfort, 1673-1716, fondò Congregazioni, predicò e scrisse sulla croce di Cristo e sulla vera devozione a Maria Vergine. Tra i suoi scritti si ricordano il “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” e “L’amore dell’eterna Sapienza”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51100

santa Gianna Beretta Molla, 1922  -1962

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51200

san Pietro Chanel, 1803-1841, sacerdote della Società di Maria, annunziò il vangelo nell’Oceania occidentale dove morì martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/26950

santi Vitale, Valeria, genitori dei santi Gervasio e Protasio, anch’essi martiri, molto venerati a Milano e a Ravenna e sant’ Ursicino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91131

Cantate Domino. V domenica di Pasqua

27 aprile 2013

http://www.youtube.com/watch?v=6BsGtzDONQ0

Cantáte Dómino cánticum novum,
quia mirabília fecit Dóminus;
ante conspéctum géntium revelávit 
iustítiam suam, allelúia.

 
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi;
a tutti i popoli ha rivelato la salvezza. 
Alleluia (Sal 97,1-2)

 

In questa V domenica di Pasqua risuona ancora una volta il canto della gioia pasquale che anima la Chiesa radunata nel nome del Signore risorto, che le consegna il comandamento nuovo dell’amore.

Scriveva san Massimo di Torino: «La risurrezione di Cristo apre l’inferno. I neofiti della Chiesa rinnovano la terra. Lo Spirito Santo dischiude i cieli. L’inferno, ormai spalancato, restituisce i morti. La terra rinnovata rifiorisce dei suoi risorti. Il cielo dischiuso accoglie quanti vi salgono. I morti ritornano tra i vivi; tutti gli elementi, in virtù della risurrezione di Cristo, si elevano a maggiore dignità. L’inferno restituisce al paradiso quanti teneva prigionieri. La terra invia al cielo quanti nascondeva nelle sue viscere. Il cielo presenta al Signore tutti quelli che ospita. In virtù dell’unica ed identica passione del Signore l’anima risale dagli abissi, viene liberata dalla terra e collocata nei cieli. La risurrezione di Cristo infatti è vita per i defunti, perdono per i peccatori, gloria per i santi. Davide invita, perciò, ogni creatura e rallegrarsi per la risurrezione di Cristo, esortando tutti a gioire grandemente nel giorno del Signore. La luce di Cristo è giorno senza notte, giorno che non conosce tramonto. Questo giorno è lo stesso Figlio, su cui il Padre, che è giorno senza principio, fa splendere il sole della sua divinità.Pertanto, fratelli, tutti dobbiamo rallegrarci in questo santo giorno (Disc. 53, 1-2. 4; CCL 23, 214-216).

 

Vangelo (Gv 13,31-33a.34-35) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 28 Aprile 2013) con commento comunitario

27 aprile 2013

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 13,31-33a.34-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.

Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

Questo è il vangelo del 28 aprile, quello del 27 aprile lo si può trovare qualche post più sotto.

Salmo 98(97) _ Inno a Dio

27 aprile 2013

 

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa,
con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

Salmo 98(97), 1_9

 

Riflessione e pensiero del giorno:

SORRIDI E RICOMINCIA SEMPRE…

 

NON TI ARRENDERE MAI,
neanche quando la fatica si fa sentire,
neanche quando il tuo piede inciampa,
neanche quando i tuoi occ…hi bruciano,
neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati,
neanche quando la delusione ti avvilisce,
neanche quando l’errore ti scoraggia,
neanche quando il tradimento ti ferisce,
neanche quando il successo ti abbandona,
neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta,
neanche quando l’incomprensione ti circonda,
neanche quando la noia ti atterra,
neanche quando tutto ha l’aria del niente,
neanche quando il peso del peccato ti schiaccia…
stringi i pugni, sorridi e ricomincia!

 

San Leone Magno

San Francesco sorregge la Chiesa

27 aprile 2013

<br>

Papa Francesco con, sullo sfondo, il dipinto di Giotto con San Francesco che sorregge la Chiesa.

Ecco il dipinto visibile per intero:

Il sogno di Innocenzo III – Giotto – Basilica Superiore di Assisi

Dalla preghiera della sera per Venerdì del tempo di Pasqua

26 aprile 2013

 

Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca canterà la tua lode
Dio, fa’ attento il mio orecchio
perché ascolti la tua parola.

Siano rese grazie al Signore   Is 12,4-5
invochiamo il suo Nome
cantiamo al Signore, ha compiuto meraviglie
tutta la terra le conosca!

Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito santo
com’era nel principio, ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen.

INNO


Dal sangue dell’Agnello riscattati

Dal sangue dell’Agnello riscattati
purificate in lui le bianche vesti
salvati e resi nuovi dall’Amore
a te Gesù Signore diamo lode.

Con te saliti siamo sulla croce
con te nel tuo sepolcro battezzati
in te noi siamo o Cristo ormai risorti
e in seno al Padre ritroviamo vita.

O Cristo fonte eterna d’acqua viva
sorgente che zampilla eternamente
splendore senza fine in cui s’immerge
l’umana piccolezza dei credenti.

In te scompare l’ombra del peccato
per te che sei la vittima pasquale
essendo morti nella tua morte
vivremo in te che sei la vera vita.

(…….)

27 Aprile 2013. Liturgia del giorno. Sabato della IV^ settimana di Pasqua. IV^ settimana del Salterio. Santi.

26 aprile 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura At 13,44-52
Noi ci rivolgiamo ai pagani.
Salmo (Sal 97)
Tutti i confini della terra hanno veduto la vittoria del nostro Dio.
Vangelo Gv 14,7-14
Chi ha visto me, ha visto il Padre.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas4/lodSABpage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/pas/pas5/vesSABpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompQu/SabCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

41450a

Oggi si ricordano san Simeone di Gerusalemme, I sec, venerato dalle chiese sia di oriente che di occidente, secondo capo della primitiva comunità cristiana di Gerusalemme, che morì durante le persecuzioni dell’imperatore Traiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/41450

san Raffaele Arnaiz, 1911-1938, dell’ordine cistercense

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92549

san Pietro Armengol, 1238-1204, dell’ordine della Beata Maria Vergine della Mercede

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51075

san Mawgan, IV sec, vescovo, ancora oggi molto venerato in Cornovaglia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/51030

santa Zita, 1218-1278, patrona delle domestiche

http://www.santiebeati.it/dettaglio/32050

La mattina del 27 aprile 1749, al termine di una vita totalmente spesa per Dio e per la formazione religiosa dei fratelli, si spegne a Venezia Mechitar (Mxit’ar) di Sebaste, monaco e fondatore della congregazione armena di San Lazzaro. Mechitar, che al battesimo aveva ricevuto il nome di Manuk, era nato a Sebaste nel 1676. Entrato giovanissimo nel locale monastero della Santa Croce, egli desiderava unire un’intensa vita interiore a un’insaziabile ricerca intellettuale. In quegli anni l’Armenia era scossa da divisioni interne alla chiesa, causate dagli strascichi delle controversie cristologiche del primo millennio. Mechitar decise allora di studiare a fondo tali controversie, per cercare vie di pace all’interno della chiesa armena e con la sede apostolica di Roma. Trasferitosi a Sebaste, entrò in relazione con diversi uomini di chiesa d’oriente e d’occidente, e maturò l’idea di fondare un centro monastico dove lo studio della tradizione potesse formare una nuova generazione di uomini aperti al dialogo e iniziati alla mitezza evangelica. Quando il vescovo di Erzurum, ostile al dialogo con Roma, divenne patriarca, Mechitar dovette fuggire con i suoi compagni e si rifugiò nel Peloponneso; costretto a un nuovo esilio per l’avanzata ottomana, egli finì per stabilirsi a Venezia, sull’isola di San Lazzaro. Nella laguna veneta fu accolto molto bene, e la sua congregazione monastica, che aveva fondato già nel 1711, crebbe rapidamente. A San Lazzaro Mechitar portò a termine il suo progetto di un monachesimo promotore del dialogo e della pace attraverso lo studio e la preghiera, nella convinzione che una verità che non tenesse conto del fratello non si sarebbe mai potuta dire veramente cristiana.

(tratto da http://www.monasterodibose.it/)

27 Aprile 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

26 aprile 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint John 14:7-14. 
Jesus said to his disciples:  “If you know me, then you will also know my Father.  From now on you do know him and have seen him.”
Philip said to him, “Master, show us the Father, and that will be enough for us.”
Jesus said to him, “Have I been with you for so long a time and you still do not know me, Philip? Whoever has seen me has seen the Father. How can you say, ‘Show us the Father’?
Do you not believe that I am in the Father and the Father is in me? The words that I speak to you I do not speak on my own. The Father who dwells in me is doing his works.
Believe me that I am in the Father and the Father is in me, or else, believe because of the works themselves.
Amen, amen, I say to you, whoever believes in me will do the works that I do, and will do greater ones than these, because I am going to the Father.
And whatever you ask in my name, I will do, so that the Father may be glorified in the Son.
If you ask anything of me in my name, I will do it.

(more…)

Vangelo (Gv 14,7-14) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 27 Aprile 2013) con commento comunitario

26 aprile 2013

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,7-14)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

Questo è il vangelo del 27 aprile, quello del 26 aprile lo si può trovare qualche post più sotto.

Il Papa: fede non è alienazione ma cammino di verità per prepararsi a vedere il volto meraviglioso di Dio.

26 aprile 2013

Le parole esemplare di Papa Francesco in merito al Vangelo del giorno:

 

Il cammino di fede non è alienazione, ma preparare il cuore a vedere il volto meraviglioso di Dio: è quanto ha affermato oggi il Papa durante l’omelia della Messa presieduta nella Domus Sanctae Marthae. Hanno partecipato alla celebrazione alcuni dipendenti della Tipografia Vaticana, della ge…ndarmeria e dell’Ulsa, l’Ufficio del Lavoro della sede Apostolica. Il servizio di Sergio Centofanti:
Il Vangelo del giorno ci riporta le parole di Gesù ai discepoli: “Non sia turbato il vostro cuore”:

“Queste parole di Gesù sono proprio parole bellissime. In un momento di congedo, Gesù parla ai suoi discepoli, ma proprio dal cuore. Lui sa che i suoi discepoli sono tristi, perché se ne accorgono che la cosa non va bene. Lui dice: ‘Ma non sia turbato il vostro cuore’. E comincia a parlare così, come un amico, anche con l’atteggiamento di un pastore. Io dico: la musica di queste parole di Gesù è l’atteggiamento del pastore, come il pastore fa con le sue pecorelle, no?… ‘Ma non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio, anche in me’. E comincia a parlare di che? Del cielo, della patria definitiva. ‘Abbiate fede anche in me’: io rimango fedele, è come se dicesse quello, no?… Con la figura dell’ingegnere, dell’architetto dice loro quello che andrà a fare: ‘Vado a prepararvi un posto, nella casa del Padre mio vi sono molte dimore’. E Gesù va a prepararci un posto”.

Il Papa si chiede: “Com’è quel posto? Cosa significa ‘preparare il posto’? Affittare una stanza lassù? Preparare il posto’ è preparare la nostra possibilità di godere, la possibilità – la nostra possibilità – di vedere, di sentire, di capire la bellezza di quello che ci aspetta, di quella patria verso la quale noi camminiamo”:

“E tutta la vita cristiana è un lavoro di Gesù, dello Spirito Santo per prepararci un posto, prepararci gli occhi per poter vedere… ‘Ma, Padre, io vedo bene! Non ho bisogno degli occhiali!’: ma quella è un’altra visione…. Pensiamo a quelli che sono malati di cataratta e devono farsi operare la cataratta: loro vedono, ma dopo l’intervento cosa dicono? ‘Mai ho pensato che si potesse vedere così, senza occhiali, tanto bene!’. Gli occhi nostri, gli occhi della nostra anima hanno bisogno, hanno necessità di essere preparati per guardare quel volto meraviglioso di Gesù. Preparare l’udito per poter sentire le cose belle, le parole belle. E principalmente preparare il cuore: preparare il cuore per amare, amare di più”.
Nel cammino della vita – ha sottolineato il Papa – il Signore prepara il nostro cuore “con le prove, con le consolazioni, con le tribolazioni, con le cose buone”:

“Tutto il cammino della vita è un cammino di preparazione. Alcune volte il Signore deve farlo in fretta, come ha fatto con il buon ladrone: aveva soltanto pochi minuti per prepararlo e l’ha fatto. Ma la normalità della vita è andare così, no?: lasciarsi preparare il cuore, gli occhi, l’udito per arrivare a questa patria. Perché quella è la nostra patria. ‘Ma, Padre, io sono andato da un filosofo e mi ha detto che tutti questi pensieri sono una alienazione, che noi siamo alienati, che la vita è questa, il concreto, e di là non si sa cosa sia…’. Alcuni la pensano così… ma Gesù ci dice che non è così e ci dice: ‘Abbiate fede anche in me’. Questo che io ti dico è la verità: io non ti truffo, io non ti inganno”.

Messaggio, del 25 aprile 2013, della Madonna di Medjugorje a Marja

26 aprile 2013

Cari figli! Pregate, pregate, soltanto pregate affinché il

vostro cuore si apra alla fede come il fiore si apre ai raggi caldi del sole.

Questo è il tempo di grazia che Dio vi dà attraverso la mia
presenza e voi siete lontani dal mio cuore.

Perciò vi invito alla
conversione personale e alla preghiera in famiglia.

La Sacra
scrittura sia sempre l’esortazione per voi.

Vi benedico tutti
con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia
chiamata.

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje

Ecco il link al sito ufficiale:

http://www.medjugorje.hr/it/

Salmo 2 _ il Re Messia

26 aprile 2013

Perché le genti congiurano
perché invano cospirano i popoli?
Insorgono i re della terra
e i principi congiurano insieme
contro il Signore e contro il suo Messia:
«Spezziamo le loro catene,
gettiamo via i loro legami».
Se ne ride chi abita i cieli,
li schernisce dall’alto il Signore.
Egli parla loro con ira,
li spaventa nel suo sdegno:
«Io l’ho costituito mio sovrano
sul Sion mio santo monte».

Annunzierò il decreto del Signore.
Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,
io oggi ti ho generato.
Chiedi a me, ti darò in possesso le genti
e in dominio i confini della terra.
Le spezzerai con scettro di ferro,
come vasi di argilla le frantumerai».

E ora, sovrani, siate saggi
istruitevi, giudici della terra;
servite Dio con timore
e con tremore esultate;
che non si sdegni e voi perdiate la via.
Improvvisa divampa la sua ira.
Beato chi in lui si rifugia.

Salmo 2, 1_13

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:
Spogliamoci dei tanti idoli piccoli o grandi
che abbiamo e nei quali ci rifugiamo,
nei quali cerchiamo e molte volte
riponiamo la nostra sicurezza.
Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti;
possono essere l’ambizione, il carrierismo,
il gusto del successo, il mettere al centro se stessi,
la tendenza a prevalere sugli altri,
la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita,
qualche pecca…to a cui siamo legati, e molti altri.
Questa sera vorrei che una domanda risuonasse nel cuore
di ciascuno di noi e che vi rispondessimo con sincerità:
ho pensato io a quale idolo nascosto ho nella mia vita,
che mi impedisce di adorare il Signore?
Adorare è spogliarci dei nostri idoli anche quelli più nascosti,
e scegliere il Signore come centro, come via maestra della nostra vita.
Papa Francesco

Video: A sua immagine, Bianca come il latte, rossa come il sangue (le vocazioni dei giovani)

26 aprile 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013
-04-21&ch=1&v=205853&vd=2013-04-21&vc=1

I link di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.