Archive for Mag 2013

1°giugno. Liturgia del giorno. Sabato della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio.

31 Mag 2013

Grado della Celebrazione : MEMORIA

Colore liturgico: ROSSO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sir 51,17-27
Onorerò chi mi ha concesso la sapienza.
Salmo (Sal 18)
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.
Vangelo Mc 11,27-33
Con quale autorità fai queste cose?

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/santi/0601lodPage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/solenTO/corppvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

 

File:Justin filozof.jpg

(San Giustino, Icona russa, XIX sec.)

Attorno all’anno 165, sotto l’imperatore Marco Aurelio, muore martire assieme a sei compagni Giustino, ricordato nella tradizione antica come «il Filosofo». Nativo di Flavia Neapolis, l’antica Sichem, Giustino era di famiglia pagana. Egli ricevette un’educazione raffinata nell’ambiente ellenistico del suo tempo, e cercò la risposta ai suoi più profondi interrogativi esistenziali aderendo a diverse scuole filosofiche, senza tuttavia trovare la pace a cui anelava. La sua vita cominciò a cambiare quando egli incontrò gli scritti dell’Antico Testamento, verosimilmente nell’interpretazione datane dai maestri ebrei di quell’epoca. Attraverso le Scritture ebraiche, Giustino approdò al cristianesimo, probabilmente a Efeso. Decisiva per la sua adesione alla fede cristiana fu la testimonianza di tutti coloro che per Cristo erano disposti a dare la vita fino al martirio. A Efeso egli decise di vestire il pallio dei filosofi e di iniziare un ministero di predicazione itinerante di quella che era ormai per lui «la vera filosofia». Giunto a Roma sotto Antonino Pio, vi fondò una scuola per diffondere il cristianesimo. Giustino passò alla storia per la passione e la coerenza con cui difese la fede cristiana dalle accuse dei detrattori. Ciò non gli impedì tuttavia di riconoscere i semi del Verbo presenti al di là dei confini della chiesa visibile, e in tal modo radicò l’annuncio della novità cristiana nella sapienza dei filosofi pagani e dei profeti di Israele. Giustino morì in un luogo imprecisato, per essersi rifiutato di sacrificare agli dei, dopo aver raggiunto, non senza affrontare molte prove, quella serenità che era stata il fine di tutta la sua ricerca filosofica.

La ragione suggerisce che quelli che sono davvero pii e filosofi onorino e amino solo il vero, evitando di seguire le opinioni degli antichi qualora siano false. Infatti la retta ragione suggerisce non solo di non seguire chi agisce o pensa in modo ingiusto, ma bisogna che in ogni modo e al di sopra della propria vita, colui che ama la verità, anche se è minacciato di morte, scelga sia di diresia di fare il giusto.(da, Apologia prima)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/23200

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2007/documents/hf_ben-xvi_aud_20070321_it.html

Sant’Annibale Maria di Francia, 1851-1927, fondò le Congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55500

San Procolo , martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55530

san Teobaldo Roggeri, 1100-1150

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90139

san Fortunato di Spoleto, IV sec., sacerdote a Montefalco, in Umbria

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92382

san Vistano, re di Mercia, ?-850, martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92669

San Caprasio di Lérins, ?-430, eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92751

 

Papa Francesco. Dall’Omelia feriale a s. Marta. 31 maggio 2013

31 Mag 2013

(…..)
E’ tutto gioia, la gioia che è festa. Eppure( …..) noi cristiani non siamo tanto abituati a parlare di gioia, di allegria ( ….) credo che tante volte ci piacciano più le lamentele. E invece, chi ci dà la gioia è lo Spirito Santo. E’ proprio lo Spirito che ci guida: Lui è l’autore della gioia, il Creatore della gioia. E questa gioia nello Spirito, ci dà la vera libertà cristiana. Senza gioia, noi cristiani non possiamo diventare liberi, diventiamo schiavi delle nostre tristezze. Il grande Paolo VI diceva che non si può portare avanti il Vangelo con cristiani tristi, sfiduciati, scoraggiati. Non si può. Questo atteggiamento un po’ funebre, eh? Tante volte i cristiani hanno la faccia di andare più a un corteo funebre che di andare a lodare Dio, no? E da questa gioia viene la lode, questa lode di Maria, questa lode che dice Sofonia, questa lode di Simeone, di Anna: la lode di Dio! 

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Vangelo (Mc 11,27-30) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Giugno 2013) con commento comunitario

31 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 11,27-30)

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l’autorità di farle?».

Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi».

Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: “Dal cielo”, risponderà: “Perché allora non gli avete creduto?”. Diciamo dunque: “Dagli uomini”?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo».

E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose».

Questo è il Vangelo del 1 Giugno, quello del 31 Maggio lo potrete trovare qualche post più sotto.

Papa Francesco. Omelia alla celebrazione del Corpus Domini 2013

31 Mag 2013

 

 

Cari fratelli e sorelle,
nel Vangelo che abbiamo ascoltato, c’è un’espressione di Gesù che mi colpisce sempre: «Voi stessi date loro da mangiare» (Lc 9,13). Partendo da questa frase, mi lascio guidare da tre parole: sequela, comunione, condivisione.

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Vergine madre figlia del tuo figlio, video musicale

31 Mag 2013

http://www.youtube.com/watch?v=H2A7Lmw6DrI

Corpus Domini. Solenne Adorazione eucaristica in contemporanea mondiale nell’Anno Fede. Papa Francesco, le intenzioni. Benedetto XVI sull’Adorazione

31 Mag 2013

Papa Francesco chiede che il momento di adorazione eucaristica sia offerto in modo particolare:

1. Per la Chiesa sparsa in tutto il mondo e oggi in segno di unità raccolta nell’Adorazione della SS. Eucaristia. Il Signore la renda sempre obbediente all’ascolto della sua Parola per presentarsi dinanzi al mondo sempre “più bella, senza macchia né ruga, ma santa e immacolata” (Ef 5,28). Attraverso il suo fedele annuncio, possa la Parola che salva risuonare ancora come apportatrice di misericordia e provocare un rinnovato impegno nell’amore per offrire senso pieno al dolore, alla sofferenza e restituire gioia e serenità.

2. Per quanti nelle diverse parti del mondo vivono la sofferenza di nuove schiavitù e sono vittime delle guerre, della tratta delle persone, del narcotraffico e del lavoro “schiavo”, per i bambini e le donne che subiscono ogni forma di violenza. Possa il loro silenzioso grido di aiuto trovare vigile la Chiesa, perché tenendo lo sguardo fisso su Cristo crocifisso non dimentichi tanti fratelli e sorelle lasciati in balia della violenza. Per tutti coloro, inoltre, che si trovano nella precarietà economica, soprattutto i disoccupati, gli anziani, gli immigrati, i senzatetto, i carcerati e quanti sperimentano l’emarginazione. La preghiera della Chiesa e la sua attiva opera di vicinanza sia loro di conforto e di sostegno nella speranza, di forza e audacia nella difesa della dignità della persona.

Ogni Chiesa particolare, attenta alla propria realtà, è invitata a discernere e proporre ulteriori intenzioni in consonanza con questo appello del Santo Padre

Dall’Omelia di Benedetto XVI del 7 giugno 2012

(………..)

Una riflessione sul valore del culto eucaristico, in particolare dell’adorazione del Santissimo Sacramento. (more…)

J. Ratzinger. Meditazione sul Magnificat

30 Mag 2013

« Tu sei la piena di grazia »
Elementi per una devozione mariana biblica

«D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata ». Questa parola della Madre di Gesù, che Luca (1,48) ci ha tramandato, è insieme profezia e compito per la Chiesa di tutti i tempi. Così questa frase del Magnificat, ripresa dall’ispirata preghiera di lode di Maria al Dio vivente, è uno dei fondamenti essenziali della devozione cristiana a Maria. La Chiesa non ha inventato nulla di nuovo, quando ha cominciato a magnificare Maria; non è precipitata dalle altezze dell’adorazione dell’unico Dio giù nella lode di un essere umano. Essa fa ciò che deve fare e di cui è stata incaricata fin dall’inizio. Quando Luca scrisse questo testo, si era già nella seconda generazione cristiana, e alla « generazione » dei giudei si era aggiunta quella dei pagani, che erano divenuti Chiesa di Gesù Cristo. La parola « tutte le generazioni » cominciava a riempirsi di realtà storica. L’evangelista non avrebbe certo tramandato la profezia di Maria se essa gli fosse sembrata indifferente o superata. Nel suo Vangelo egli voleva fissare « con cura » ciò che « i testimoni oculari e i servitori della parola fin dal-l’inizio » (1,2-3) avevano tramandato, per dare così sicure indicazioni alla fede della cristianità che stava facendo il suo ingresso nella storia del mondo.

31 maggio. Visitazione della B.V.Maria.

30 Mag 2013
“La Vergine Maria cammina con la Chiesa pellegrinante e, al tempo stesso, regna nel Paradiso tra gli Angeli e i Santi. Ella ci insegni, con la sua Visitazione, che la gioia si trova spendendo la vita per Cristo. E’ così, infatti, che ci si prepara ad entrare con Lui nella gloria del Padre celeste. Possa lo Spirito Santo rafforzare i nostri passi su questa via, che ci conduce al Cielo.
Con questi sentimenti, tutti di cuore vi benedico.
E’ molto significativo che l’ultimo giorno di maggio ci porti la festa della Visitazione. Con questa conclusione è come se volessimo dire che ogni giorno di questo mese è stato una sorta di visitazione. Abbiamo vissuto durante il mese di maggio una continua visitazione, così come l’hanno vissuta Maria ed Elisabetta. Siamo grati a Dio che questo fatto biblico oggi ci sia riproposto dalla Liturgia”. Giovanni Paolo II, 31 maggio 2001

La festa della Visitazione si celebra nel calendario romano oggi 31 maggio, mentre l’episodio evangelico di Luca (1, 39-45) è meditato nella IV domenica di Avvento. È una festa celebrata discretamente, senza solennità e nella Chiesa Orientale non è inclusa nel calendario. La tradizione iconografica ne ha consegnato solo una scarna raffigurazione: l’iconografia orientale non è molto ricca di esempi.

File:The Embrace of Elizabeth and the Virgin Mary.jpg
St. George Church, Kurbinovo, Macedonia, 1191

L’Inno Akathistos   è un antico inno in onore della Vergine Maria, di autore anonimo, anche se molti lo attribuiscono  a Romano il Melode (V sec.), in ringraziamento per la protezione della città di Costantinopoli dall’invasione di orde barbariche. Nella strofa n. 6 si ricorda la Visitazione di Maria ad Elisabetta

Accolto Dio nel grembo, la Vergine corse verso Elisabetta e il figlio di costei riconobbe subito il suo saluto e gioì e con balzi, quasi cantici, esclamava alla Madre di Dio:
Gioisci, virgulto di pianta che non si dissecca;
Gioisci, possesso di un frutto che non marcisce;
Gioisci, perché allevi Colui che con amore nutre gli uomini;
Gioisci, perché generi Colui che crea la nostra vita;
Gioisci, terreno che produce abbondanza di misericordia;
Gioisci, mensa che porti ricchezza di propiziazione;
Gioisci, perché fai fiorire il giardino di delizie;
Gioisci, perché prepari un rifugio per le anime;
Gioisci, profumo che rende gradite le suppliche;
Gioisci, propiziatrice di perdono al mondo intero;
Gioisci, compiacenza di Dio verso gli uomini;
Gioisci, fiducia degli uomini verso Dio;
Gioisci, o Sposa Semprevergine

E’, invece, molto ricco il patrimonio di immagini sorto nei secoli nell’ambito della Chiesa Occidentale.
J. Daret, Visitation, 1434, Staatliche Museen, Berlin

31 maggio. Liturgia del giorno. Venerdì della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio. Calendario Mariano, Visitazione della B.V.Maria

30 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FESTA

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sof 3,14-18
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te.
Salmo (Is 12)
Grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
Vangelo Lc 1,39-56
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0531lodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenfeste/0531vesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

File:Angelico, visitazione da predella annunciazioe di cortona.jpg

(Beato Angelico, Visitazione, dalla predella dell’Annunciazione, 1433, Museo civico di Cortona)

Oggi si ricordano San Vitale di Assisi, 1295-1370, monaco eremita

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90745

i santi Canzio, Canziano e Canzianilla, IV sec, martiri

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91149

Santa Camilla Battista da Varano, 1458-1524, badessa del Monastero di Camerino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90666

San Felice da Nicosia, 1715-1787, dell’ordine dei frati minori cappuccini

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90637

Santa Petronilla, I sec., martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55450

San Silvio di Tolosa, ?-400, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55400

La chiesa cattolica e la chiesa anglicana ricordano oggi laVisitazione della beata vergine Maria. Secondo l’Evangelo di Luca, Maria dopo aver ricevuto l’annuncio dall’angelo si mise in viaggio verso i monti della Giudea per rendere visita alla cugina Elisabetta, anch’essa in attesa di un figlio che sarà il Precursore del Messia. Abitata dalla presenza di Dio, Maria porta «con l’esultanza del desiderio e nella fretta della sua gioia», come commenta Ambrogio, tale presenza al mondo, e in Giovanni, che trasale di gioia nel grembo di sua madre, riceve il riconoscimento dei profeti di Israele. Una memoria della Visitazione ricorreva fin dal VI secolo nella chiesa latina alla terza domenica di Avvento. Come festa vera e propria essa fu dapprima introdotta dai francescani nel 1263, e poi estesa a tutta la chiesa d’occidente da papa Bonifacio IX nel 1389. In tale occasione, fu spostata al 2 luglio, ottava della nascita del Battista, per impetrare la fine del grande scisma d’occidente. La data odierna, collocata fra l’Annunciazione e la nascita di Giovanni, è stata scelta dal nuovo calendario cattolico per segnare tra l’altro la conclusione del tradizionale mese mariano. Per le sue evidenti motivazioni bibliche, essa è stata adottata anche dalla Chiesa d’Inghilterra.

(tratto da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/21100

http://it.gloria.tv/?media=162189

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Ancora le era facile l’andare, al principio, ma nella salita a volte lo avvertiva il suo corpo miracoloso – e si fermava, allora, respirando, sugli alti monti di Giuda. Non la terra, ma per lei la sua pienezza intorno era distesa; andando lo sentì: questa grandezza mai sarà varcata – questa, che ora percepiva.

E la spingeva a posare la mano sul grembo dell’altra, già più largo. E barcollarono le donne l’una verso l’altra, e capelli e vesti si toccarono.

Ciascuna, colma del suo tempio, nella compagna sua si riparava. Ah, il Salvatore in lei – ancora un fiore; ma il Battista in grembo alla cugina ruppe la sua gioia dando guizzi

(Rainer Maria Rilke, Visitazione di Maria).

Vangelo (Lc 1,39-56) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 31 Maggio 2013) con commento comunitario

30 Mag 2013

VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA – Festa

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,39-56)

In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.

Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».

Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Questo è il Vangelo del 31 Maggio, quello del 30 Maggio lo potrete trovare qualche post più sotto.

Solennità del Corpus Domini. Giovedì 30 maggio 2013: ore 19 s. Messa e processione alla Basilica di s. Maria Maggiore con papa Francesco

30 Mag 2013

Per seguire la  diretta

http://player.rv.va/vaticanplayer01.asp?language=it&visual=Tv

Video: A sua immagine, Don Puglisi beato

30 Mag 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-05-26&ch
=1&v=220318&vd=2013-05-26&vc=1

30 maggio. Liturgia del giorno. Giovedì della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio

29 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sir 42,15-26
Della gloria del Signore sono piene le sue opere.
Salmo (Sal 32)
Dalla parola del Signore furono fatti i cieli.
Vangelo Mc 10,46-52
Rabbunì, che io veda di nuovo!

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/04GIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/04GIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

SANTI DEL GIORNO

Il Martirologio romano ricorda oggi santa Giovanna d’Arco, Figlia di contadini, analfabeta, lasciò giovanissima la casa paterna per seguire il volere di Dio, rivelatole da voci misteriose, secondo il quale avrebbe dovuto liberare la Francia dagli Inglesi. Presentatasi alla corte di Carlo VII, ottenne dal re di poter cavalcare alla testa di un’armata e, incoraggiando le truppe con la sua ispirata presenza, riuscì a liberare Orleans e a riportare la vittoria di Patay. Lasciata sola per la diffidenza della corte e del re, Giovanna non potè condurre a termine, secondo il suo progetto, la lotta contro gli Anglo-Borgognoni; fu dapprima ferita alle porte di Parigi e nel 1430, mentre marciava verso Compiegne, fatta prigioniera dai Borgognoni, che la cedettero agli Inglesi. Tradotta a Rouen davanti a un tribunale di ecclesiastici, dopo estenuanti interrogatori fu condannata per eresia ed arsa viva. Fu riabilitata nel 1456. Nel 1920 Benedetto XV la proclamava santa.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/33100

sant’Uberto di Tongeren-Maastricht, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/76100

san Ferdinando III.Figlio di Alfonso IX re di León e Berenguela di Castiglia, fu governatore modello dai solidi principi cristiani. Nel1217, all’età di 18 anni, ereditò la Castiglia, la terra di sua madre e nel 1230 il León, quella di suo padre. In questo modo unificò i due regni. Re prudente, si circondò sempre di persone fidate, con cui si consultava per le questioni più problematiche e urgenti. Di Ferdinando erano note anche la profonda devozione alla Madonna e la grande umiltà. Si sposò in prime nozze con Beatrice di Svezia (1219) e poi con Maria de Ponthieu (1235). Dalle due unioni nacquero complessivamente tredici figli. Ma la storia ricorda Ferdinando anche per le guerre contro i saraceni che gli permisero di riconquistare i regni di Cordova, Siviglia, Jaén e Murcia. Nel 1221 il sovrano fondò la cattedrale di Burgos, si deve a lui anche l’ampliamento dell’università di Salamanca. Morì il 30 maggio 1252 e fu sepolto nella cattedrale di Santa Maria a Siviglia. È stato canonizzato da Papa Clemente X il 4 febbraio 1671

santa Dinfna

http://www.santiebeati.it/dettaglio/53225

santi Gavino, Proto e Gianuario

Salmo 79(78) _ Aiutaci, Dio, nostra salvezza!!!

29 Mag 2013


O Dio, nella tua eredità sono entrate le nazioni,
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto in macerie Gerusalemme.

Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli
agli animali selvaggi.
Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme, e nessuno seppelliva.
Siamo divenuti l’obbrobrio dei nostri vicini,
scherno e ludibrio di chi ci sta intorno.
Fino a quando, Signore, sarai adirato: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?
Riversa il tuo sdegno sui popoli che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,
perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora.
Non imputare a noi le colpe dei nostri padri,
presto ci venga incontro la tua misericordia,
poiché siamo troppo infelici.
Aiutaci, Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome,
salvaci e perdona i nostri peccati
per amore del tuo nome.
Perché i popoli dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?».
Si conosca tra i popoli, sotto i nostri occhi,
la vendetta per il sangue dei tuoi servi.
Giunga fino a te il gemito dei prigionieri;
con la potenza della tua mano
salva i votati alla morte.
Fa’ ricadere sui nostri vicini sette volte
l’affronto con cui ti hanno insultato, Signore.
E noi, tuo popolo e gregge del tuo pascolo,
ti renderemo grazie per sempre;

di età in età proclameremo la tua lode.

 

Salmo 79(78), 1_13

Il film del Giro d’Italia vinto da Vincenzo Nibali

29 Mag 2013

http://video.sky.it/sport/altri-sport/giro_ditalia_2013/
p1667.pls

Papa Francesco. Dall’Omelia feriale a s. Marta del 29 maggio 2013

29 Mag 2013

 

 

…Giovanni e Giacomo chiedono di sedere, nella sua gloria, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra, suscitando una discussione tra gli altri su chi fosse il più importante nella Chiesa. La tentazione dei discepoli  è la stessa di Gesù nel deserto, quando il diavolo era andato per proporgli un altro cammino: Fa tutto in celerità, fa un miracolo, qualcosa che tutti ti vedono. Andiamo al tempio e fai il paracadutista senza l’apparecchio, così tutti vedranno il miracolo e la redenzione è fatta. ………

E’ la tentazione di un cristianesimo senza croce, un cristianesimo a metà cammino. La tentazione del cristianesimo senza Croce, di essere cristiani a metà cammino, una Chiesa a metà cammino – che non vuole arrivare dove il Padre vuole, è la tentazione del trionfalismo. Noi vogliamo il trionfo adesso, senza andare alla Croce, un trionfo mondano, un trionfo ragionevole….Il trionfalismo nella Chiesa, ferma la Chiesa. Il trionfalismo nei cristiani, ferma i cristiani. E’ una Chiesa trionfalista, è una Chiesa a metà cammino, una Chiesa che è felice così, ben sistemata – ben sistemata! – con tutti gli uffici, tutto a posto, tutto bello, eh? Efficiente. Ma una Chiesa che rinnega i martiri, perché non sa che i martiri sono necessari alla Chiesa per il cammino di Croce. Una Chiesa che soltanto pensa ai trionfi, ai successi, che non sa quella regola di Gesù: la regola del trionfo tramite il fallimento, il fallimento umano, il fallimento della Croce. E questa è una tentazione che tutti noi abbiamo. 

………………….
“Io ricordo una volta, ero in un momento buio della mia vita spirituale e chiedevo una grazia dal Signore. Poi sono andato a predicare gli esercizi alle suore e l’ultimo giorno si confessano. E’ venuta a confessarsi una suora anziana, più di 80 anni, ma con gli occhi chiari, proprio luminosi: era una donna di Dio. Poi alla fine l’ho vista tanto donna di Dio che le ho detto: ‘Ma suora, come penitenza preghi per me, perché ho bisogno di una grazia, eh? Se lei la chiede al Signore, me la darà sicuro’. Lei si è fermata un attimo, come se pregasse, e mi ha detto questo: ‘Sicuro che il Signore le darà la grazia ma, non si sbagli: al suo modo divino’. Questo mi ha fatto tanto bene. Sentire che il Signore sempre ci dà quello che chiediamo, ma al suo modo divino. E il modo divino è questo fino alla fine. Il modo divino coinvolge la Croce, non per masochismo: no, no! Per amore. Per amore fino alla fine”

. ………..

“Chiediamo al Signore la grazia di non essere una Chiesa a metà cammino, una Chiesa trionfalista, dei grandi successi, ma di essere una Chiesa umile, che cammina con decisione, come Gesù. Avanti, avanti, avanti. Cuore aperto alla volontà del Padre, come Gesù. Chiediamo questa grazia”. 

 

PP. FRANCESCO

Vangelo (Mc 10,46-52) del giorno dalle letture della Messa (Giovedì 30 Maggio 2013) con commento comunitario

29 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,46-52)

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».

Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».

Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.

Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.

Questo è il Vangelo del 30 Maggio, quello del 29 Maggio lo potrete trovare qualche post più sotto.

Udienza Generale del 29 maggio 2013: ottava catechesi sulla fede di papa Francesco (testo scritto e video registrato)

29 Mag 2013

http://www.vatican.va/holy_father/francesco/audiences/2013
/index_it.htm

Video: A sua immagine, Padre Puglisi

29 Mag 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013
-05-25&ch=1&v=219943&vd=2013-05-25&vc=1

I link di rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

29 maggio. Liturgia del giorno. Mercoledì della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio

28 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Sir 36,1-2.5-6.13-19
Riconoscano le nazioni che non c’è Dio al di fuori di te.
Salmo (Sal 78)
Mostraci, Signore, la tua misericordia.
Vangelo Mc 10,32-45
Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/04MERpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/04MERpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MerCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

 

Il Martirologio Romano ricorda oggi sant’Ursula Ledochowska. Nacque nel 1865 a Loosdorf, in Austria. A 21 anni entrò tra le Orsoline di Cracovia. Spese la sua vita a favore del prossimo peregrinando tra la Russia, la Svezia e la Finlandia. Nel 1920 istituì una nuova Congregazione, le Orsoline del Sacro Cuore di Gesù agonizzante. Morì nel 1939.

http://gloria.tv/?media=294768

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55100

sant’Alessandro, san Martirio e san Sisinnio, protomartiri  trentini. I tre martiri trentini arrivavano dalla Cappadocia, furono martirizzati in Trentino. Sono Alessandro (ostiario), Sisinnio (diacono) e Martirio (lettore), ancora venerati a Trento. Vissuti nel IV secolo, i tre fanno parte della schiera di evangelizzatori giunti dalle comunità cristiane del Mediterraneo per diffondere il Vangelo in quella penisola che era un ponte naturale verso il continente. L’Italia cristiana deve la sua fede anche a santi come loro: inviati dal vescovo di Milano Ambrogio a quello di Trento Vigilio, furono arsi vivi davanti all’altare del dio Saturno. Le loro reliquie nel ’97, a 1600 anni dal martirio, hanno girato le parrocchie della diocesi di Trento

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55020

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55060

san Senatore di Milano, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/92056

santa Bona da Pisa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90352

san Massimo di Verona, vescovo

http://www.santiebeati.it/dettaglio/55050

Evento nuovo: Adorazione eucaristica e Giornata Evangelium Vitae in contemporanea mondiale

28 Mag 2013

http://www.news.va/it/news/adorazione-eucaristica-e-giornata
-evangelium-vitae

Papa Francesco. Dall’Omelia feriale a s. Marta del 28 maggio 2013

28 Mag 2013

“L’annuncio di Gesù non è una patina, una vernice, ma va dentro al cuore e ci cambia…….seguire Gesù non vuol dire avere più potere, perché la sua strada è quella della Croce. Quale sarà il premio che riceveremo nel seguirti?……

“Gesù risponde che quanti lo seguiranno avranno tante cose belle ma con persecuzione. La strada del Signore è una strada di ‘abbassamento’, una strada che finisce nella Croce.Ecco perché, sempre ci saranno le difficoltà, le persecuzioni. Ci saranno sempre, perché Lui ha fatto questa strada prima di noi…. quando un cristiano non ha difficoltà nella vita – tutto va bene, tutto è bello – qualcosa non va. Si può pensare che sia molto amico dello spirito del mondo, della mondanità. E questo è la tentazione propria di un cristiano…

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Vangelo (Mc 10,32-45) del giorno dalle letture della Messa (Mercoledì 29 Maggio 2013) con commento comunitario

28 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,32-45)

In quel tempo, mentre erano sulla strada per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti ai discepoli ed essi erano sgomenti; coloro che lo seguivano erano impauriti.

Presi di nuovo in disparte i Dodici, si mise a dire loro quello che stava per accadergli: «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell’uomo sarà consegnato ai capi dei sacerdoti e agli scribi; lo condanneranno a morte e lo consegneranno ai pagani, lo derideranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno, e dopo tre giorni risorgerà».

Gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra».

Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato».

Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».

Questo è il vangelo del 29 Maggio, quello del 28 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

47a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2013. Reti Sociali: porte di verità e di fede.

28 Mag 2013

(Pavimento marmoreo del Duomo di Siena)

 

In forma abbreviata, una riflessione scritta sul Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata apparsa su La Civiltà Cattolica il 2 febbraio 2013 a firma di Antonio Spadaro.

Ogni anno la Chiesa, la domenica dell’Ascensione, celebra la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, l’unica voluta dal Concilio Vaticano II. Il suo scopo è quello di «incrementare e rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa» (Inter mirifica, n. 18) nel campo comunicativo. Com’è tradizione, il 24 gennaio scorso Benedetto XVI ha inviato il suo messaggio per la Giornata di quest’anno, la 47a, dedicata al tema: «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione». L’annuncio del tema è avvenuto, come ogni anno, il 29 settembre, festa degli arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele, patrono, quest’ultimo, di quanti lavorano nella radio.

Cercheremo di seguito di comprende il significato e la portata di questo Messaggio innanzitutto collocandolo nel suo contesto temporale legato all’Anno della Fede e al Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione. Quindi individueremo tre «pilastri» di questo testo, cioè i temi che lo hanno generato. E quindi, proprio alla luce del Messaggio, ci interrogheremo sul motivo per cui il Papa ha deciso di unirsi alla conversazione aperta su Twitter, una delle reti sociali più diffuse, che ormai 6 mesi fa ha superato i 500 milioni di utenti.

Il contesto del Messaggio

Per comprendere la portata di questo Messaggio occorre indicare alcuni elementi legati al contesto. Il primo elemento è dato dal fatto che esso si inserisce all’interno dell’Anno della fede e giunge a conclusione del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione. Il Papa dunque ci invita a riflettere sui social networks, collegando ad essi non solamente la «verità», come aveva fatto già nel Messaggio del 2011, ma anche la «fede» e l’«evangelizzazione».

Ricordiamo innanzitutto che l’Anno della fede è stato inaugurato da una Lettera apostolica in forma di motuproprio dal titolo Porta Fidei da cui il Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni riprende direttamente la metafora della porta (cfr At 14,27), che identifica la fede e che «introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa». Dunque il Pontefice riconosce che nel mondo digitale si può discernere una «porta di fede». Si tratta di un riconoscimento significativo, che farà molto riflettere non solo chi opera nel mondo della comunicazione, ma ogni cristiano che ha un profilo in un social network quali Facebook o Twitter, per citare i più noti.

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Video: Don Puglisi martire a Brancaccio

28 Mag 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2013-0
5-25&ch=1&v=219949&vd=2013-05-25&vc=1

I servizi di Rai replay sono attivi solo per pochi giorni.

28 maggio. Liturgia del giorno. Martedì della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio

27 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Sir 35,1-15
Chi adempie i comandamenti offre un sacrificio che salva.
Salmo (Sal 49)
A chi cammina per la retta via mostrerò la salvezza di Dio.
Vangelo Mc 10,28-31
Riceverete in questo tempo cento volte tanto insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/04MARpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/04MARpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/MarCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si fa memoria di San Germano di Parigi, fine V sec.- 576, dapprima abate di San Sinforiano di Autun poi vescovo a Parigi.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54950

Santa Ubaldesca Baccini, 1136-1206

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90595

Sant‘Eliconide di Tessalonica, III sec, martire in Grecia sotto l’imperatore Gordiano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54940

La venerazione di un santo è determinata soprattutto dall’ideale evangelico che attraverso la sua figura viene trasmesso di generazione in generazione. Solo così si può comprendere la straordinaria importanza di Andrea, primo folle per Cristo della chiesa bizantina. Le notizie storiche su di lui sono contraddittorie, fino a far dubitare della sua esistenza. Egli fu forse originario della Scizia, ed era uno schiavo. Secondo il suo agiografo, un certo Niceforo presbitero di Santa Sofia, fu educato dal suo padrone che lo volle suo segretario. Poi, ancora giovanissimo e in maniera improvvisa, Andrea diede chiari segni di follia. Il padrone lo fece incatenare presso la chiesa di Sant’Anastasia, ma inutilmente: era ormai inziata la vicenda del più amato folle per Cristo di Costantinopoli. Da quel momento, egli vivrà simulando un tale degrado esteriore da far ribrezzo persino agli animali; faceva questo, secondo la tradizione, per poter servire gli uomini nell’umiltà e nel nascondimento. Visionario, affascinato dal futuro ultimo dell’uomo, Andrea esprime con la vita e con numerosi dialoghi la sua attesa del regno e il giudizio che il compiersi dei tempi profetizzato nelle Scritture proietta sulla storia. Lo accompagna spesso come interlocutore Epifanio, personaggio ben dotato di senno, che diverrà patriarca di Costantinopoli. A differenza del suo predecessore di Emesa, Simeone il Folle, Andrea non simula tanto la follia per smascherare i peccati di quanti incontra, ma dedica piuttosto tutta la sua vita a indicare un mondo invisibile, una sapienza «altra». Forse per questo è molto amato dai monaci bizantini, che gli dedicheranno una miriade di piccole chiese ubicate nei luoghi più impensabili. Nella chiesa russa la memoria di Andrea è legata alla festa della Protezione della Madre di Dio, da lui profetizzata in una delle sue più celebri visioni.

Il 28 maggio del 1970 si spegne a Bucarest il vescovo greco-cattolico Iuliu Hossu, testimone tra i più eloquenti delle persecuzioni patite da centinaia di migliaia di cristiani romenisotto i regimi totalitari e nazionalisti del XX secolo. Fin dall’ascesa al potere del regime comunista, la Romania conobbe infatti ripetuti tentativi di «nazionalizzazione» delle chiese, attuati per soggiogarle pienamente al controllo del regime. Tutte le confessioni cristiane furono sottoposte a persecuzioni, arresti di massa, privazione delle libertà fondamentali; migliaia furono i confessori che morirono di fame in prigione. Tra coloro che più pagarono in termini di vittime e di privazioni vi fu a partire dal 1° dicembre del 1948 la Chiesa Greco-cattolica romena, soppressa per decreto dello Stato e brutalmente repressa sino alla fine degli anni ’80. Accanto all’arcivescovo di Cluj Iuliu Hossu, vescovi come l’ausiliare di Blaj Vasile Aftenie e l’amministratore apostolico della medesima sede Ioan Suciu furono condotti in prigione tra il 1948 e il 1950. Tutti rifiutarono di rinnegare la loro comunione con Roma: Aftenie fu ucciso dopo un anno di cella d’isolamento, Suciu morì in prigione nel 1953; Hossu, invece, resistette per più di vent’anni a ripetuti periodi di detenzione e di molestie. Un anno prima di morire, fu creato cardinale in pectore da Paolo VI. I loro nomi, accanto a quelli di padre Daniil Sandu Tudor, monaco ortodosso, e a moltissimi personaggi più o meno in vista delle giurisdizioni greco-cattoliche, ortodosse, latine e protestanti di Romania, costituiscono quel patrimonio comune di martiri su cui le chiese cristiane in quella terra sono chiamate a edificare il difficile cammino dell’unità tra i cristiani, superando divisioni e lacerazioni che da secoli sfigurano il volto della chiesa.

(da www.monasterodibose.it)

Salmo 32(31) _

27 Mag 2013


Beato l’uomo a cui è rimessa la colpa,
e perdonato il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa alcun male
e nel cui spirito non è inganno.
Tacevo e si logoravano le mie ossa,
mentre gemevo tutto il giorno.
Giorno e notte pesava su di me la tua mano,
come per arsura d’estate inaridiva il mio vigore.
Ti ho manifestato il mio peccato,
non ho tenuto nascosto il mio errore.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie colpe»
e tu hai rimesso la malizia del mio peccato.
Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia.
Quando irromperanno grandi acque
non lo potranno raggiungere.
Tu sei il mio rifugio, mi preservi dal pericolo,
mi circondi di esultanza per la salvezza.
Ti farò saggio, t’indicherò la via da seguire;
con gli occhi su di te, ti darò consiglio.
Non siate come il cavallo e come il mulo
privi d’intelligenza;
si piega la loro fierezza con morso e briglie,
se no, a te non si avvicinano.
Molti saranno i dolori dell’empio,
ma la grazia circonda chi confida nel Signore.
Gioite nel Signore ed esultate, giusti,
giubilate, voi tutti, retti di cuore.

Salmo 32(31), 1_11

 

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Anche quando siamo

stanchi,  delusi e tristi

e pensiamo di non farcela,

non chiudiamoci in noi stessi

non rassegnamoci mai!!

Non ci sono situazioni che Dio non possa cambiare!!

 

Papa Francesco

Vangelo (Mc 10,28-31) del giorno dalle letture della Messa (Martedì 28 Maggio 2013) con commento comunitario

27 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,28-31)

In quel tempo, Pietro prese a dire a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

Gesù gli rispose: «In verità io vi dico: non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrà. Molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi».

Questo è il vangelo del 28 Maggio, quello del 27 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

Papa Francesco. Angelus e Omelia di domenica 26 maggio. Solennità della Santissima Trinità

27 Mag 2013

Cari fratelli e sorelle!

Buongiorno! Questa mattina ho fatto la mia prima visita in una parrocchia della diocesi di Roma. Ringrazio il Signore e vi chiedo di pregare per il mio servizio pastorale a questa Chiesa di Roma, che ha la missione di presiedere alla carità universale.

Oggi è la Domenica della Santissima Trinità. La luce del tempo pasquale e della Pentecoste rinnova ogni anno in noi la gioia e lo stupore della fede: riconosciamo che Dio non è qualcosa di vago, il nostro Dio non è un Dio “spray”, è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: «Dio è amore». Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo. Pensare che Dio è amore ci fa tanto bene, perché ci insegna ad amare, a donarci agli altri come Gesù si è donato a noi, e cammina con noi. Gesù cammina con noi nella strada della vita.

La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità. E’ proprio Gesù che ci ha rivelato il Padre e che ci ha promesso lo Spirito Santo. Dio ha camminato con il suo popolo nella storia del popolo d’Israele e Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che noi non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.

Oggi lodiamo Dio non per un particolare mistero, ma per Lui stesso, «per la sua gloria immensa», come dice l’inno liturgico. Lo lodiamo e lo ringraziamo perché è Amore, e perché ci chiama ad entrare nell’abbraccio della sua comunione, che è la vita eterna.

Affidiamo la nostra lode alle mani della Vergine Maria. Lei, la più umile tra le creature, grazie a Cristo è già arrivata alla meta del pellegrinaggio terreno: è già nella gloria della Trinità. Per questo Maria nostra Madre, la Madonna, risplende per noi come segno di sicura speranza. E’ la Madre della speranza; nel nostro cammino, nella nostra strada, Lei è la Madre della speranza. E’ la Madre anche che ci consola, la Madre della consolazione e la Madre che ci accompagna nel cammino. Adesso preghiamo la Madonna tutti insieme, a nostra Madre che ci accompagna nel cammino.

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Papa Francesco. Testo integrale delle risposte alla Veglia di Pentecoste 2013

27 Mag 2013

Le risposte Papa Francesco nel discorso rivolto sabato 18 maggio  alle circa 200 mila persone che hanno gremito Piazza San Pietro per partecipare alla Veglia di Pentecoste dedicata ai Movimenti, le nuove Comunità, le Associazioni e le Aggregazioni laicali.

 

Questo il testo integrale con le risposte del Papa a quattro domande che gli sono state rivolte:

 

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La Thorà ed il Talmud (religione ebraica) tradotti in italiano

27 Mag 2013

http://www.torah.it/

27 maggio. Liturgia del giorno. Lunedì della VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio

26 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sir 17,20-28 Volgiti all’Altissimo e allontanati dall’ingiustizia.

Salmo (Sal 31) Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!

Vangelo Mc 10,17-27 Vendi quello che hai e vieni! Seguimi!

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/04LUNpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/04LUNpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/LunCPage.htm

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricorda Sant’Agostino di Canterbury, ?-604, abate benedettino, invitato da San Gregorio Magno ad evangelizzare l’Inghilterra http://it.gloria.tv/?media=161113

Si ricordano anche San Liberio, V sec., eremita http://www.santiebeati.it/dettaglio/54800

San Bruno di Wurzburg, ?- 1045vescovo in Franconia http://www.santiebeati.it/dettaglio/54850

San Secondino, il cui culto è diffuso in Campania http://www.santiebeati.it/dettaglio/60150

San Restituto di Roma, martire durante l’impero di Diocleziano http://www.santiebeati.it/dettaglio/91726

Sant’Anastasio Bazzekuketta, 1866-1886, che  appartiene ad un gruppo di 22 martiri ugandesi,  uccisi in diversi momenti sotto il regno di  Muanga

 

 

Fitxer:Karoli Lwanga and his followers.jpg

(Dipinto di Albert Wider, 1962)

Inoltre oggi si ricorda la morte nel 1676 a Lübben, in Germania, dell pastore Paul Gerhardt, forse il massimo poeta dell’ortodossia luterana. Nelle sue opere, egli volle unire un fedele ascolto della Scrittura a un’osservanza rigorosa dei principi della fede luterana, e soprattutto a una forte attenzione alle esigenze della devozione popolare. Ispirandosi ai grandi inni medievali e alle opere dei mistici, egli propose una poesia semplice e profonda, capace di toccare l’intimo dei cuori senza incorrere negli eccessi in cui finiranno per scivolare alcuni pietisti tedeschi mossi da analoghe intenzioni. I suoi inni più celebri, musicati da Johann Sebastian Bach, si diffonderanno in tutte le chiese del mondo, ben al di là dei confini confessionali della chiesa luterana tedesca.

Trascrivo il testo di un famoso inno della passione, scritto da Gherard e musicato prima da  Hans Leo Hassler e trasformato musicalmente in seguito da J. S. Bach

O capo insanguinato coperto di piaghe e disonore,

o capo attorcigliato da una corona di spine,

o capo ormai redento che irradia ovunque onore,

a te rivolgo il mio saluto, volto irriso del Signore.

O volto di bellezza che ogni creatura timorosa verrà per giudicare,

quanto sei stato sfigurato! Quanto sei fragile e sfinito!

Tu che irradiasti una luce incomparabile,

chi ti ha ridotto in questo stato?

(Paul Gerhardt, dall’inno O capo insanguinato).

(alcune notizie tratte da http://www.monasterodibose.it)

Vangelo (Mc 10,17-27) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 27 Maggio 2013) con commento comunitario

26 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,17-27)

In quel tempo, mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: “Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre”».

Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.

Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».

Questo è il vangelo del 27 Maggio, quello del 26 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

Santa Sede: Speciale Anno della Fede

26 Mag 2013

http://www.vatican.va/special/annus_fidei/index_it.htm

26 maggio. Liturgia del giorno. Domenica della Santissima Trinita’. VIII^ settimana del T.O. IV^ settimana del Salterio. Santi.Calendario Mariano. Santa Maria del Fonte presso Caravaggio

25 Mag 2013

Grado della Celebrazione : SOLENNITA’

Colore liturgico: BIANCO

LITURGIA DEL GIORNO

 

 

I Lettura Pr 8,22-31
Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.
Salmo (Sal 8)
O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!
II Lettura Rm 5,1-5
Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.
Vangelo Gv 16,12-15
Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/solenTO/trinlodPage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/solenTO/trinvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/DomCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO – CALENDARIO MARIANO

(stampa settecentesca dell’apparizione della Madonna di Caravaggio)

Il racconto dell’apparizione della Madonna di Caravaggio è raccolto in una “memoria”  scritta su una antica pergamena esposta nella chiesa. Non si sa a quando risalga, l’unico dato storico  è che è diventata dal 1599 “documento ufficiale” dell’apparizione. Ne riporto di seguito il testo.

Dio ricco di misericordia e onnipotente, che con la sua provvidenza tutto soavemente dispone, per quella pietà che non lascia mai privo nessun fedele del suo celeste aiuto un giorno si compiacque di riguardare, soccorrere e perfino onorare il popolo di Caravaggio con l’Apparizione della Vergine Madre di Dio.
L’anno 1432 dalla nascita del Signore, il giorno 26 maggio alle ore cinque della sera anni d’età, figlia di un certo Pietro Vacchie sposadiFrancesco Varoli, conosciuta da tutti per i suoi virtuosissimi costumi, la sua cristiana pietà, la sua vita sinceramente onesta, si trovava fuori dall’abitato lungo la strada verso Misano, ed era tutta presa dal pensiero di come avrebbe potuto portare a casa i fasci d’erba che lì era venuta a falciare per i suoi animali.
Quand’ecco vide venire dall’alto e sostare proprio vicino a lei, Giannetta, una Signora bellissima e ammirevole, di maestosa statura, di viso leggiadro, di veneranda apparenza e di bellezza indicibile e non mai immaginata, vestita di un abito azzurro e il capo coperto di un velo bianco.
Colpita dall’aspetto così venerando della nobile Signora, stupefatta Giannetta esclamò: Maria Vergine!
E la Signora subito a lei:Non temere, figlia, perché sono davvero io. Fermati e inginocchiati in preghiera. 

Giannetta ripose: Signora, adesso non ho tempo. I miei giumenti aspettano questa erba.
Allora la beatissima Vergine le parlò di nuovo: Adesso fa quello che voglio da te…
E così dicendo posò la mano sulla spalla di Giannetta e la fece stare in ginocchio. Riprese: Ascolta bene e tieni a mente, perché voglio che tu riferisca ovunque ti sarà possibile con la tua bocca o faccia dire questo…
E con le lacrime agli occhi, che secondo la testimonianza di Giannetta erano, e a lei parvero come oro luccicante, soggiunse:
L’altissimo onnipotente mio Figlio intendeva annientare questa terra a causa dell’iniquità degli uomini, perché essi fanno ciò che è male ogni giorno di più, e cadono di peccato in peccato. Ma io per sette anni ho implorato dal mio Figlio misericordia per le loro colpe. Perciò voglio che tu dica a tutti e a ciascuno che digiunino a pane ed acqua ogni venerdì in onore del mio Figlio, e che, dopo il vespro, per devozione a me festeggino ogni sabato. 
Quella metà giornata devono dedicarla a me per riconoscenza per i molti e grandi favori ottenuti dal Figlio mio per la mia intercessione.
La Vergine Signora diceva tutte quelle parole a mani aperte e come afflitta. Giannetta disse: La gente non crederà a me.
La clementissima Vergine rispose: Alzati, non temere. Tu riferisci quanto ti ho ordinato. Io confermerò le tue parole con segni così grandi che nessuno dubiterà che tu hai detto la verità.
Detto questo, e fatto il segno di croce su Giannetta, scomparve ai suoi occhi.
Tornata immediatamente a Caravaggio, Giannetta riferì tutto quanto aveva visto ed udito. Perciò molti – credendo a lei – cominciarono a visitare quel luogo, e vi trovarono una fonte mai veduta prima da nessuno.
A quella fonte si recarono allora alcuni malati, e successivamente in numero sempre crescente, confidando nella potenza di Dio. E si diffuse la notizia che gli ammalati se ne tornavano liberati dalle infermità di cui soffrivano, per l’intercessione e i meriti della gloriosissima Vergine Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo.
A Lui, al Padre e allo Spirito Santo sia sempre lode e gloria per la salvezza dei fedeli. Amen.

 

Cattolici e anglicani ricordano oggi Filippo Neri, presbitero e fondatore degli Oratoriani.
Nato nel 1515 a Firenze, Filippo ricevette una prima educazione religiosa frequentando il convento domenicano di San Marco, dove da poco si era conclusa la grande stagione spirituale animata da Girolamo Savonarola.
All’età di diciotto anni, Filippo si recò a Roma, dove dimorerà per tutta la vita. Studente di teologia e di filosofia, egli amava ritirarsi in preghiera presso le catacombe, spostandosi come un pellegrino da una chiesa all’altra della città. Uomo semplice e gioviale, Filippo diede vita dapprima a una fraternità per l’assistenza di ammalati e pellegrini, quindi fu ordinato presbitero e si unì a un gruppo di preti che operavano presso la chiesa di San Girolamo.
Confessore e padre spirituale molto apprezzato, egli custodì la sua passione per la vita di preghiera anche quando si trovò circondato da un nutrito gruppo di giovani discepoli, molti dei quali diverranno a loro volta presbiteri. Nasceva in tal modo la Congregazione dell’Oratorio, così chiamata dal luogo di preghiera e d’incontro in cui troveranno ispirazione le opere di apostolato di Filippo Neri e dei suoi compagni.
Egli morì in questo giorno, nel 1595. La sua fama e l’influsso della sua semplicità evangelica si diffonderanno dall’Italia alla Francia all’intera Europa occidentale. Sarà ammirato anche da un personaggio come Johann Wolfgang Goethe.

Amate la vita comune, fuggite ogni singolarità, vigilate sulla purezza del vostro cuore: lo Spirito santo dimora nelle anime semplici e candide. E’ lui il maestro della preghiera, che ci fa abitare nella vera pace e nella gioia incessante, facendoci pregustare in questo modo il cielo. La gioia rende saldo il cuore e consente di perseverare in una vita buona. Siate gioiosi(Agostino Valier, da Filippo o Della gioia cristiana)

http://it.gloria.tv/?media=160823

 

Oggi si ricordano anche San Desiderio di Vienne, 550-605 vescovo e martire in  Francia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54500

Sant‘Eleuterio, ?-189, papa e martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/89013

San Guinizzone e Gennadio, monaci benedettini a Montecassino

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91060

Santa Maria Anna di Gesù di Paredes, 1618-1645, entrò nel terz’Ordine Francescano , patrona dell’Ecuador “Eroina Nazionale della Patria”

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90387

San Pietro Sanz i Jordà, 1680-1747, vescovo dell’Ordine dei Predicatori domenicani e martire in Cina

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90888

Nel 604, dopo aver portato a termine la sua missione in Inghilterra ed essersi assicurato un successore alla sede primaziale, muoreAgostino, monaco e primo arcivescovo di Canterbury, oggi ricordato da vetero-cattolici ed anglicani.
Fino al momento del suo invio da parte di Gregorio Magno, avvenuto nell’anno 596, di lui sappiamo soltanto che era priore del monastero romano di Sant’Andrea al Celio. La missione romana capeggiata da Agostino per evangelizzare il territorio inglese divenne possibile quando il re del Kent Etelberto sposò una principessa franca cristiana. Il papa di Roma Gregorio organizzò allora un primo gruppo di quaranta monaci per condurre l’Inghilterra alla fede in Cristo.
Agostino, non senza qualche esitazione lungo il cammino – per cui venne rimrpoverato da Gregorio -, alla fine obbedì, e gli fu concesso di stabilirsi nella città reale di Canterbury. In essa Agostino e compagni annunciarono l’Evangelo anzitutto con la testimonianza di una vita fraterna ispirata all’esempio delle comunità apostoliche.
Consacrato arcivescovo di Canterbury e primate della chiesa inglese, Agostino si adoperò, con l’aiuto di Gregorio, per dare basi solide alla comunità ecclesiale, edificando nuove chiese o restaurando le antiche chiese britanniche che erano state abbandonate dopo la prima evangelizzazione di quelle terre.
Alla dolcezza e al rispetto che Agostino mostrò verso i pagani, nella convinzione che l’adesione autentica all’Evangelo potesse avvenire soltanto nella piena libertà, Agostino non seppe unire un’analoga pazienza verso i problematici gruppi di cristiani già presenti nei territori occidentali dell’Inghilterra. Di conseguenza, pur avendo istituito le diocesi di York, di Londra e di Rochester, egli non riuscì a ottenere la piena unità dei cristiani britannici.

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it)

Sabato 25 maggio 2013: messaggio della Madonna di Medjugorje a Marija

25 Mag 2013

Cari figli! Oggi vi invito ad essere forti e decisi nella fede e nella preghiera affinché le vostre preghiere siano tanto forti da aprire il cuore del mio amato Figlio Gesù. Pregate figlioli, senza sosta affinché il vostro cuore si apra all’amore di Dio. Io sono con voi, intercedo per tutti voi e prego per la vostra conversione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. 

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Salmo 103(102) _ L’amore del Signore è per sempre

25 Mag 2013

L’erba si secca, i fiori appassisce, ma la parola del Nostro Dio dura per sempre.

1 Di Davide.
Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
2 Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.
3 Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
4 salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia,
5 sazia di beni la tua vecchiaia,
si rinnova come aquila la tua giovinezza.
6 Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
7 Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.
8 Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
9 Non è in lite per sempre,
non rimane adirato in eterno.
10 Non ci tratta secondo i nostri peccati
e non ci ripaga secondo le nostre colpe.
11 Perché quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
12 quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
13 Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono,
14 perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
15 L’uomo: come l’erba sono i suoi giorni!
Come un fiore di campo, così egli fiorisce.
16 Se un vento lo investe, non è più,
né più lo riconosce la sua dimora.
17 Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli,
18 per quelli che custodiscono la sua alleanza
e ricordano i suoi precetti per osservarli.
19 Il Signore ha posto il suo trono nei cieli
e il suo regno domina l’universo.
20 Benedite il Signore, angeli suoi,
potenti esecutori dei suoi comandi,
attenti alla voce della sua parola.
21 Benedite il Signore, voi tutte sue schiere,
suoi ministri, che eseguite la sua volontà.
22 Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in tutti i luoghi del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia.

Salmo 103(102), 1_22

 

 

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Tutti noi abbiamo nel cuore qualche spazio di incredulità.
Diciamo al Signore: Credo! Aiuta la mia incredulità.

Papa Francesco

Vangelo (Gv 16,12-15) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 26 Maggio 2013) con commento comunitario

25 Mag 2013

SANTISSIMA TRINITÁ – Solennità

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 16,12-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.

Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Questo è il vangelo del 26 Maggio, quello del 25 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

Video: A sua immagine, Papa Francesco incontra i movimenti

25 Mag 2013

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2013-05-1
9&ch=1&v=217397&vd=2013-05-19&vc=1

25 Maggio 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

24 Mag 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 10:13-16. 
People were bringing children to Jesus that he might touch them, but the disciples rebuked them.
When Jesus saw this he became indignant and said to them, “Let the children come to me; do not prevent them, for the kingdom of God belongs to such as these.
Amen, I say to you, whoever does not accept the kingdom of God like a child will not enter it.”
Then he embraced them and blessed them, placing his hands on them.

(more…)

25 maggio. Liturgia del giorno. Sabato della VII^ settimana del T.O. III^ settimana del Salterio. Santi.

24 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

 

I Lettura Sir 17,1-13
Dio formò l’uomo a sua immagine.
Salmo (Sal 102)
L’amore del Signore è per sempre.
Vangelo Mc 10,13-16
Chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso.

 

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03SABpage.htm

PRIMI VESPRI DELLA DOMENICA

http://www.maranatha.it/Ore/solenTO/trinpvesPage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/SabCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

 

Si racconta che nella notte tra il 25 e i 26 settembre 1256, un lavorante del cardinale Pietro Capocci  avesse gettato, per sbaglio o deliberatamente nel pozzo della stalla, questa immagine della Madonna, dipinta su un pesante mattone di terracotta. Ma prima che l’immagine toccasse il fondo, le acque,  improvvisamente abbondanti, la riportarono in superficie.

Per questo segno di prodigio, da allora l’immagine è diventata oggetto di grande venerazione, devozione e  preghiere. Probabilmente dipinta da un pittore della scuola romana del XIII sec, ora  si trova nella cappella a lei dedicata nella chiesa di Santa Maria in via, nel rione Trevi, tra  via del Tritone e piazza Colonna e nella chiesa, affidata ai frati dell’ordine dei Servi di Maria, si continua a bere l’acqua dall’antico pozzo.

Gv. 4, 15”Signore…. dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete”

 

*************************************

Il 27 maggio del 735, dopo aver dettato l’ultima frase della sua traduzione in northumbro dell’Evangelo secondo Giovanni, esala il suo ultimo respiro Beda il Venerabile, monaco dell’abbazia inglese di Jarrow. Nativo della Northumbria, Beda era stato affidato all’età di sette anni come oblato al monastero di Wearmouth, fondato da Benedetto Biscop. Nella sua vita egli fu anzitutto un monaco totalmente dedito alla ricerca della pace interiore e di quella sapienza che nasce dall’ascolto orante della Parola di Dio. Beda non si mosse mai al di là della città di York; tuttavia acquisì una tale erudizione da diventare un maestro amato e apprezzato per intere generazioni di monaci. Egli fu interprete attento delle Scritture, sempre in ascolto dell’esegesi dei padri che lo avevano preceduto e al tempo stesso capace di spunti originali; ma fu anche attento lettore della propria epoca: in terra inglese si andava preparando la rinascita del cristianesimo occidentale, e Beda raccolse una straordinaria documentazione, con la quale redasse la sua Storia ecclesiastica degli Angli, in cui egli mostrava come Dio avesse voluto fare delle genti inglesi un popolo eletto per una particolare missione in occidente. La sua capacità di compaginare la conoscenza delle fonti della fede e la lettura della storia fecero di Beda un tassello fondamentale per la formazione dell’autocoscienza storica e spirituale di tutto l’occidente. E’ ricordato dalle chiese cattolica, anglicana, luterana e ortodossa.

http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090218_it.html

Il Menologio cistercense ricorda in questo giorno Gilberto di Hoyland, abate del monastero inglese di Swineshead.

La maggior parte delle scarse notizie sulla sua vita sono contenute nel Chronicon clarevallense e negli scritti che lo stesso Gilberto ci ha lasciato. Delle sue origini nulla è certo, mentre è probabile che egli sia stato inviato assieme ad altri cistercensi a Swineshead, fondazione dell’abbazia benedettina di Furness da poco passata alla riforma di Cîteaux, per facilitare l’adattamento della comunità alle nuove consuetudini adottate. Eletto abate di Swineshead probabilmente attorno al 1147, Gilberto conservò tale carica fino alla morte, ispirandosi nella conduzione della comunità all’esempio dell’amico Aelredo di Rievaulx e al maestro Ruggero di Byland. La fama di Gilberto è legata soprattutto alla coraggiosa decisione di riprendere il Commento al Cantico dei Cantici lasciato interrotto da san Bernardo, che egli continuò restando fedele all’ispirazione spirituale del grande abate di Clairvaux. Gilberto compose inoltre diversi opuscoli spirituali dedicati alla preghiera che, nel solco della tradizione bernardina, è letta dall’abate di Swineshead come il perseverante esercizio dell’interiorità al fine di passare dalla memoria di Dio alla sua presenza nel cuore del credente. Gilberto morì nel 1172 nel monastero francese di Larivour, mentre era in viaggio per rinsaldare i legami di carità con gli altri monasteri cistercensi attraverso la partecipazione al capitolo generale dell’Ordine.

Il 25 maggio del 1607, si spegne dopo una breve agonia Maria Maddalena de’ Pazzi, monaca carmelitana e mistica. Se il santo è una persona che lascia agire in sé la grazia di Dio fino a essere trasfigurato in ogni suo più misterioso recesso del corpo, della mente e dello spirito, i mistici, specie quelli che vissero gli stati mentali più enigmatici ed eclatanti, sono santi nella misura in cui veicolano con le loro vite il messaggio dell’Evangelo. Sicuramente Maria Maddalena de’ Pazzi appartiene al novero dei mistici evangelici. Caterina, questo il suo nome di battesimo, era nata nel 1566 in una celebre famiglia della nobiltà fiorentina. Toccata profondamente fin da bambina dalla grandezza dell’amore di Dio, entrò a sedici anni nel carmelo di Santa Maria degli Angeli, nel quartiere di San Frediano, il più povero di Firenze. Essendosi ammalata gravemente, il 27 maggio del 1584 fu deciso che prendesse i voti, sebbene costretta a letto da dolori lancinanti. Da quel momento inizia la sua vita di «visionaria». Ogni volta che sarà raggiunta dall’amore di Dio, grazie alla lettura delle Scritture o alla partecipazione ai sacramenti, essa entrerà in stati di semincoscienza, durante i quali narrerà alle persone circostanti le inesauribili ricchezze della misericordia divina. Desiderosa di rimanere nel nascondimento, Maria Maddalena accettò tuttavia per obbedienza che venissero trascritti i suoi dialoghi e anche quelle vere e proprie messe in scena che essa era solita compiere per narrare le visioni ricevute e per coinvolgere le compagne nelle sue estasi d’amore. Quando terminarono le sue visioni, essa visse stati di profonda sofferenza e turbamento, ma non smise di proclamare con la semplicità della sua vita il primato dell’amore. Negli ultimi anni fu anche maestra delle novizie e vicepriora.

(notizie tratte in parte da http://www.monasterodibose.it)

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27450

Si ricorda anche san Gregorio VII, 1020-1085, papa

http://www.santiebeati.it/dettaglio/27400

Sant’Agostino Caloca Cortes e San Cristobal Magallanes, entrambi martiri nel 1927 durante la persecuzione in Messico

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90018

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90116

Vangelo (Mc 10,13-16) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 25 Maggio 2013) con commento comunitario

24 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.

Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».

E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.

Questo è il vangelo del 25 Maggio, quello del 24 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

Papa Francesco, preghiera alla Madonna per i pastori

24 Mag 2013

Madre del silenzio, che custodisce il mistero di Dio,
liberaci dall’idolatria del presente, a cui si condanna chi dimentica.
Purifica gli occhi dei Pastori con il collirio della memoria:
torneremo alla freschezza delle origini, per una Chiesa orante e penitente.
Madre della bellezza, che fiorisce dalla fedeltà al lavoro quotidiano,
destaci dal torpore della pigrizia, della meschinità e del disfattismo.
Rivesti i Pastori di quella compassione che unifica e integra: scopriremo
la gioia di una Chiesa serva, umile e fraterna.
Madre della tenerezza, che avvolge di pazienza e di misericordia,
aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità di chi non conosce
appartenenza.
Intercedi presso tuo Figlio perché siano agili le nostre mani, i nostri piedi
e i nostri cuori: edificheremo la Chiesa con la verità nella carità.
Madre, e saremo il Popolo di Dio, pellegrinante verso il Regno. Amen.
(Fonte: Sala stampa della Santa Sede)

Maria, aiuto dei cristiani, prega per tutti e per tutto.

Il santuario dell’amore misericordioso

23 Mag 2013

Avrei voluto recarmi a Lourdes per ringraziare il Signore e Maria di essermi stati vicini in un momento difficile ma questo progetto avrebbe avuto tempi lunghi. Ed ecco un dono inaspettato del Signore: la scoperta del santuario di Collevalenza, voluto fermamente da Madre Speranza fin dagli anni ‘50  per “curare i corpi dalle malattie più strane e dolorose” e per “curare le anime dalla lebbra del peccato mortale e abituale”. A pochi chilometri da Todi è possibile, in orari e giorni stabiliti (www.collevalenza.it), partecipare alla Liturgia delle Acque del Pozzo che la Divina Provvidenza ha donato per tramite di madre Speranza come segno della grazia e della misericordia del Signore. La liturgia comincia in basilica con la spiegazione dei significati spirituali e della funzione risanatrice di quest’Acqua, che libera dalle malattie per farci comprendere come la misericordia divina guarisca ogni infermità dell’anima. Si viene poi accompagnati in processione alle vasche per la preghiera e l’immersione. La commozione è grande mentre l’anima e il corpo si abbandonano all’Amore del Signore e si avverte  un senso meraviglioso di leggerezza, sentendosi talmente amati da Gesù, che come scriveva Madre Speranza “è per tutti un padre buono che ci ama con un amore infinito che non fa distinzioni. Anche l’uomo più perverso, il più miserabile e abbandonato è amato da Gesù con tenerezza immensa, Gesù è per lui un padre e  una tenera madre”.

24 Maggio 2013. Vangelo del giorno in varie lingue. Daily Gospel / Evangelio del dia / L’Evangile au quotidien / Ewangelia na co dzień/ Evangelium Tag Für Tag/ Evangelium quotidianum/ To Ευαγγέλιο κάθε μέρα/

23 Mag 2013

Holy Gospel of Jesus Christ according to Saint Mark 9:41-50. 
Jesus said to his disciples: «Anyone who gives you a cup of water to drink because you belong to Christ, amen, I say to you, will surely not lose his reward.
Whoever causes one of these little ones who believe (in me) to sin, it would be better for him if a great millstone were put around his neck and he were thrown into the sea.
If your hand causes you to sin, cut it off. It is better for you to enter into life maimed than with two hands to go into Gehenna, into the unquenchable fire.

And if your foot causes you to sin, cut it off. It is better for you to enter into life crippled than with two feet to be thrown into Gehenna.

And if your eye causes you to sin, pluck it out. Better for you to enter into the kingdom of God with one eye than with two eyes to be thrown into Gehenna,
where ‘their worm does not die, and the fire is not quenched.’
Everyone will be salted with fire.
Salt is good, but if salt becomes insipid, with what will you restore its flavor? Keep salt in yourselves and you will have peace with one another.”

(more…)

24 maggio. Liturgia del giorno. Venerdì della VII^ settimana del T.O. III^ settimana del Salterio. Santi. Calendario mariano, B.M.V. Ausiliatrice, N.S di Sheshan

23 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

Colore liturgico: VERDE

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sir 6,5-17
Per un amico fedele non c’è prezzo.
Salmo (Sal 118)
Guidami, Signore, sul sentiero dei tuoi comandi.
Vangelo Mc 10,1-12
L’uomo non divida quello che Dio ha congiunto

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03VENpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/03VENpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/VenCPage.htm

SANTI DEL GIORNO-CALENDARIO MARIANO

Maria è la “Madre della Chiesa”; Ausiliatrice del popolo cristiano nella sua continua lotta per la diffusione del Regno di Dio. “Auxilium Christianorum”, ‘Aiuto dei Cristiani’, è il bel titolo che è stato dato alla Vergine Maria in ogni tempo e così viene invocata anche nelle litanie a lei dedicate dette anche Lauretane perché recitate inizialmente a Loreto.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54650

Preghiera a Maria Ausiliatrice
(composta da S. Giovanni Bosco)
O Maria,
Vergine Potente :
Tu, grande e illustre
difesa della Chiesa.
Tu, aiuto mirabile dei cristiani.
Tu, terribile
come esercito schierato
a battaglia,
Tu che hai distrutto da sola
tutte le eresie del mondo,
Tu nelle angustie, nelle lotte,
nelle necessità
difendici dal nemico
e nell’ora della morte
accoglici nel Paradiso.
Amen.

 

 

Vergine Santissima, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra,

venerata col titolo di “Aiuto dei cristiani” nel Santuario di Sheshan,

verso cui guarda con devoto affetto l’intera Chiesa che è in Cina,

veniamo oggi davanti a te per implorare la tua protezione.

Volgi il tuo sguardo al Popolo di Dio e guidalo con sollecitudine materna sulle strade della verità e dell’amore, affinché sia in ogni circostanza fermento di armoniosa convivenza tra tutti i cittadini.

Con il docile “sì” pronunciato a Nazaret tu consentisti

all’eterno Figlio di Dio di prendere carne nel tuo seno verginale

e di avviare così nella storia l’opera della Redenzione,

alla quale cooperasti poi con solerte dedizione,

accettando che la spada del dolore trafiggesse la tua anima,

fino all’ora suprema della Croce, quando sul Calvario restasti

ritta accanto a tuo Figlio che moriva perché l’uomo vivesse.

Da allora tu divenisti, in maniera nuova, Madre

di tutti coloro che accolgono nella fede il tuo Figlio Gesù

e accettano di seguirlo prendendo la sua Croce sulle spalle.

Madre della speranza, che nel buio del Sabato santo andasti

con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua,

dona ai tuoi figli la capacità di discernere in ogni situazione,

fosse pur la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio.

Nostra Signora di Sheshan,
sostieni l’impegno di quanti in Cina, 
tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare, affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.

Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio,

presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d’amore.

Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore,

mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa.

Madre della Cina e dell’Asia, prega per noi ora e sempre. Amen!

Benedetto XVI

Oggi si fa memoria nel Martirologio romano di San Vincenzo di Lérins, monaco vissuto durante il V secolo nel sud della Francia.

Vincenzo era nato probabilmente nell’odierna cittadina belga di Toul, in una famiglia agiata e importante. Egli poté dunque ricevere un’approfondita formazione letteraria e teologica. Tuttavia, come egli stesso ammetterà, esitò a lungo prima di assumere seriamente le esigenze e le ricchezze di una vita vissuta secondo l’Evangelo. A un certo punto, forse spinto dalle invasioni barbariche che in quegli anni suggerirono a parecchi membri dell’aristocrazia di emigrare verso il sud della Gallia, Vincenzo iniziò una vita solitaria a Lérins. La sua notevole cultura, applicata alla lettura delle Scritture e delle opere dei padri, gli consentì di acquisire un forte sensus fidei. Stimato come educatore e trasmettitore della fede, Vincenzo scrisse prima di morire la sua opera principale, l’unica a noi pervenuta, il Commonitorium. In esso, sotto forma di appunti stilati per soccorrere la memoria, Vincenzo afferma come soltanto la Scrittura possa offrire un canone, una misura della fede. Accanto ad essa, tuttavia, egli ricorda come soltanto ciò che è stato creduto da sempre, da tutti e dappertutto, appartenga in modo certo al deposito della fede. L’insegnamento vincenziano, pur con tutti i suoi limiti, avrà una fortuna straordinaria nella storia della teologia, soprattutto in occidente.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54550

Si ricordano anche sant’Amalia, III sec., martire a Tavio

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54600

e la traslazione del corpo di san Domenico, avvenuta nel 1233

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90774

San Donaziano, e i 38 martiri di Filippopoli, tutti sottoposti a  martirio sotto l’imperatore Diocleziano

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91800

http://www.santiebeati.it/dettaglio/91941

Inoltre, la chiesa russa ricorda oggi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi. Fratelli originari di Tessalonica, Cirillo e Metodio abbracciarono la vita monastica in un monastero della Bitinia. Nell’862 furono inviati dal patriarca di Costantinopoli a evangelizzare la Moravia e la Pannonia. Essi iniziarono la loro opera traducendo l’Evangelo e la liturgia in lingua slava e utilizzando, per scriverli, un alfabeto a 38 lettere inventato da Cirillo. Il papa Adriano II li chiamò allora a Roma, approvò la loro opera di predicazione e nominò Metodio arcivescovo di Moldavia e Pannonia. Cirillo morì a Roma il 14 febbraio dell’869. Metodio continuò il suo apostolato, subendo la forte pressione delle popolazioni germaniche che cercavano di estendere il loro dominio sui territori orientali e che si opponevano all’uso dello slavo nella liturgia, ma non si scoraggiò mai, anche se dovette, a un certo momento, esercitare il suo apostolato quasi di nascosto. Egli morì nell’885. Nel 1976 il corpo di Cirillo, sepolto a Roma, è stato restituito alla sua città natale, Tessalonica, e nel 1980 Cirillo e Metodio sono stati proclamati dalla chiesa cattolica patroni d’Europa, insieme a Benedetto da Norcia.

La Chiesa d’Inghilterra ricorda, invece,  i fratelli John e Charles Wesley, iniziatori nel XVIII secolo del metodismo in terra inglese. Soprattutto il primo diede vita a molte piccole comunità di semplici cristiani, desiderosi di vivere radicalmente l’Evangelo a partire dall’ascolto orante delle Scritture e dalla partecipazione alla liturgia; nei cenacoli wesleyani vi fu una forte sottolineatura della dimensione comunitaria e una grande dedizione al servizio dei più poveri. Il secondo scrisse un enorme numero di  inni, oggi presenti non solo negli innari delle chiese metodiste, ma anche in quelli delle chiese anglicane e cattoliche di lingua inglese.

(….)

parla al mio cuore, parole di benedizione,

lasciati vincere dalla mia preghiera urgente, parla, o mai ti muoverai di qui, e dimmi se il tuo nome è Amore.

«E’ Amore, è Amore!», per me sei morto, sento il tuo sussurro nel mio cuore. Irrompe il mattino, fugge ogni ombra: tu sei Puro Amore Universale; per me, per ogni uomo si commuovono le tue viscere, la tua natura e il tuo nome, è Amore

Charles Wesley, da  Giacobbe in lotta

(notizie in parte tratte da http://www.monasterodibose.it)

 

Papa Francesco. Dall’Omelia a s. Marta del 23 maggio 2013

23 Mag 2013
“Il sale ha senso quando si dà per insaporire le cose. Anche penso che il sale conservato nella bottiglietta, con l’umidità, perde forza e non serve. Il sale che noi abbiamo ricevuto è per darlo, è per insaporire, è per offrirlo. Al contrario diventa insipido e non serve. Dobbiamo chiedere al Signore di non diventare cristiani col sale insipido, col sale chiuso nella bottiglietta. Ma il sale ha anche un’altra particolarità: quando il sale si usa bene, non si sente il gusto del sale, il sapore del sale… Non si sente! Si sente il sapore di ogni pasto: il sale aiuta che il sapore di quel pasto sia più buono, sia più conservato ma più buono, più saporito. Questa è la originalità cristiana!(…)

La originalità cristiana non è una uniformità! Prende ciascuno come è, con la sua personalità, con le sue caratteristiche, con la sua cultura e lo lascia con quello, perché è una ricchezza. Ma gli dà qualcosa di più: gli dà il sapore! Questa originalità cristiana è tanto bella, perché quando noi vogliamo fare una uniformità – tutti siano salati allo stesso modo – le cose saranno come quando la donna butta troppo sale e si sente soltanto il gusto del sale e non il gusto di quel pasto saporito con il sale. L’originalità cristiana è proprio questo: ciascuno è come è, con i doni che il Signore gli ha dato.
(…..)E così il sale si conserva, non perde il suo sapore. Con l’adorazione del Signore io trascendo da me stesso al Signore e con l’annunzio evangelico io vado fuori da me stesso per dare il messaggio. Ma se noi non facciamo questo – queste due cose, queste due trascendenze per dare il sale – il sale rimarrà nella bottiglietta e noi diventeremo cristiani da museo. Possiamo far vedere il sale: questo è il mio sale. Ma che bello che è! Questo è il sale che ho ricevuto nel Battesimo, questo è quello che ho ricevuto nella Cresima, questo è quello che ho ricevuto nella catechesi… Ma guardate: cristiani da museo! Un sale senza sapore, un sale che non fa niente!.

 PP. FRANCESCO

Vangelo (Mc 10,1-12) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 24 Maggio 2013) con commento comunitario

23 Mag 2013

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 10,1-12)

In quel tempo, Gesù, partito da Cafàrnao, venne nella regione della Giudea e al di là del fiume Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli insegnava loro, come era solito fare.

Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla».

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio».

Questo è il vangelo del 24 Maggio, quello del 23 Maggio lo si può trovare qualche post più sotto.

Salmo 1 _ Due uomini, due vie, due destini

23 Mag 2013

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.

Non così, non così gli empi:
ma come pula che il vento disperde;
perciò non reggeranno gli empi nel giudizio,
né i peccatori nell’assemblea dei giusti.

Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina.

Salmo 1, 1_6

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Alla Mamma Celeste Madre Santa,
aiutaci e guidaci in questo tempo di forti contrasti,
fa’ che con la tua guida possiamo avere quella pace,
quella gioia e quella… serenità a cui tutti i cristiani anelano.
Mamma Santa, Tu sei la nostra gioia e il nostro Amore,
come vorremmo che questa devozione fosse trasmessa a tutti i nostri cari,
a tutti i nostri fratelli e a tutti gli uomini di questo povero mondo.
Fa’, con la tua bontà, il tuo Amore immenso, i continui segni che ci dai,
che l’umanità cammini verso la strada giusta: quella della luce.
Tu che sei per noi luce vera, illumina i nostri cuori affinché possiamo,
noi piccoli fari, portare la luce del Signore a tutti i nostri fratelli.
Continua ancora,
Ti preghiamo, non fermarti,
Ti supplichiamo, continua a parlarci,
continua a camminare in mezzo a noi.
Mamma nostra, Mamma celeste, Mamma di tutti noi,
col tuo grido di dolore unisci tutto il mondo e risparmiaci da eventi oscuri.
Fa’ che, con il tuo aiuto e il tuo Amore misericordioso,
possiamo allontanare da noi il male e sorretti dallo Spirito Santo
conoscere sempre più intimamente il nostro Dio nel Padre grande
e misericordioso e nel Figlio tuo Gesù.
Ave, o Maria, Madre di Dio, Regina della pace, prega per noi.
Amen.

23 maggio. Liturgia del giorno. Giovedì della VII^ settimana del T.O. III^ settimana del Salterio. Santi

23 Mag 2013

Grado della Celebrazione : FERIA

 

Colore liturgico: VERDE

 

 

LITURGIA DEL GIORNO

I Lettura Sir 5,1-10
Non aspettare a convertirti al Signore.
Salmo (Sal 1)
Beato l’uomo che confida nel Signore.
Vangelo Mc 9,41-50
È meglio per te entrare nella vita con una mano sola, anziché con le due mani andare nella Geènna.

LODI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerLodi/03GIOpage.htm

VESPRI

http://www.maranatha.it/Ore/ord/FerVespri/03GIOpage.htm

COMPIETA

http://www.maranatha.it/Ore/CompTO/GioCPage.htm

 

 

SANTI DEL GIORNO

Oggi si ricorda s. Giovanni Battista de Rossi, 1698-1764

http://www.santiebeati.it/dettaglio/54450

Sant’Eutizio di Norcia, ?-540, assieme a san Fiorenzo, anch’egli abate,  condusse una vita solitaria nei pressi di Norcia

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90580

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90581

San Doroteo, monaco russo, fondatore di un monastero.

Doroteo era monaco del monastero delle Grotte a Pskov, secondo la tradizione,  quando nel 1615 gli svedesi minacciarono l’invasione della regione, ebbe in  sogno la Madre di Dio che l’invitò a portare in salvo l’icona della Odighitrìa. Con l’assenso e la benedizione dell’egumeno (abate) egli partì e portando con sé l’icona si avviò verso la sua regione natale; giunto alla confluenza dei due rami del fiume Jug, il monaco si fermò per riposare e appese l’icona al rami di un pino. Pronto a ripartire, cercò di staccare l’icona dal ramo, ma per quanto si adoperasse questo non gli riuscì, allora comprese la volontà di Dio e si fermò in quel luogo vivendo da eremita e morendovi nel 1622.

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90657

San Desiderio di Langres, IV sec, vescovo e martire

http://www.santiebeati.it/dettaglio/90895

Il 23 maggio del 1498, a Firenze, sale sul patibolo fra Girolamo Savonarola, predicatore domenicano le cui spoglie saranno poi bruciate e gettate nell’Arno…..Uomo dal costante colloquio interiore con il Signore, egli credette di poter trasformare con la forza della sua predicazione apocalittica la città di Firenze, nella quale era divenuto priore del convento di San Marco….Impiegando metodi non violenti e incentrati sulla persuasione, anche se talvolta di dubbia evangelicità, fra Girolamo predicò la conversione di una società che si diceva cristiana ma che era corrotta e lontana dalla logica del Regno…..Fu condannato a morte come eretico e scismatico… Ormai prossimo alla morte Girolamo compose in carcere delle straordinarie preghiere in cui riconosceva la propria miseria, si affidava alla misericordia di Dio e dei fratelli, e chiedeva perdono delle proprie debolezze.

O Dio, tu che sei tutto ciò che è in te, tu che sei la tua sapienza, la tua bontà, la tua potenza, la somma tua felicità, essendo misericordioso, che cos’altro sei se non la tua misericordia? Ecco quindi che la miseria sta dinanzi a te, o Dio, che sei misericordia. E tu, misericordia, che cosa farai? Certo l’opera tua, non potendo tu scostarti dalla tua natura. E qual è l’opera tua? Togliere la miseria, risollevare gli uomini miseri. Abbi dunque misericordia di me: Miserere mei, Deus; togli, o Dio di misericordia, la mia miseria; togli i miei peccati, che sono la mia somma miseria: solleva questo misero, manifesta in me l’opera tua, esercita in me la tua forza. «L’abisso invoca l’abisso»: l’abisso della miseria invoca l’abisso della misericordia, l’abisso dei peccati invoca l’abisso delle grazie. Ma l’abisso della misericordia è più grande dell’abisso della miseria. Perciò l’abisso colmi l’abisso, l’abisso della misericordia colmi l’abisso della miseria: «Abbi misericordia di me, o Dio, secondo la tua grande misericordia» (Girolamo Savonarola, dal Commento al Miserere).

(tratto da www.monasterodibose.it)