Archive for agosto 2013

Messaggio della Madonna di Medjugorje a Mirjana, 2 settembre 2013

31 agosto 2013

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa
ufficialmente sui fatti di Medjugorje.

Il messaggio dovrebbe venire annunciato nella
giornata del 2 settembre e poi essere trascritto sul seguente sito:

http://www.medjugorje.hr/it/

Ecco il testo scritto del messaggio:

“Cari figli, vi amo tutti. Tutti voi, tutti i miei figli, tutti voi siete nel mio Cuore. Tutti voi avete il mio amore materno e desidero condurre tutti voi alla conoscenza della gioia di Dio. Perciò vi chiamo. Ho bisogno di apostoli umili che con cuore aperto accolgano la Parola di Dio e aiutino gli altri a comprendere con la Parola di Dio il senso della loro vita. Per poterlo fare, figli miei, attraverso la preghiera ed il digiuno dovete imparare ad ascoltare col cuore ed imparare a sottomettervi. Dovete imparare a respingere da voi tutto ciò che vi allontana dalla Parola di Dio e ad anelare solo a ciò che ve la avvicina. Non temete: io sono qui, non siete soli! Prego lo Spirito Santo che vi rinnovi e vi rafforzi. Prego lo Spirito Santo affinché, mentre aiutate gli altri, anche voi stessi guariate. Lo prego affinché attraverso di Lui siate figli di Dio e miei apostoli”.

Poi con grande preoccupazione la Madonna ha detto: “Per Gesù, per mio Figlio, amate coloro che Egli ha chiamato e anelate alla benedizione solo di quelle mani che Egli ha consacrato. Non permettete al male di prendere il sopravvento. Ripeto di nuovo: solo con i vostri pastori il mio Cuore vincerà! Non permettete al male di separarvi dai vostri pastori. Vi ringrazio”.

Video della lettura del messaggio subito dopo l’apparizione:

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v
=m4f0E2Fbdc0

Preghiera della sera

31 agosto 2013

VIENI IN ME

Gesù,

togli ogni mio ostacolo.

Vieni ed entra in me.

Inonda di luce il mio spirito, la mia anima, la mia mente, il mio cuore.

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LA MADRE DI DIO

31 agosto 2013

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Non treccia d’oro, non d’occhi vaghezza,

non costume real, non leggiadria,

non giovinetta età, non melodia,

non angelico aspetto, né bellezza

poté tirar dalla sovrana altezza

il Re del Cielo in questa vita ria,

ad incarnare in Te, dolce Maria,

madre di grazia e specchio d’allegrezza:

ma l’umiltà Tua, la qual fu tanta,

che poté romper ogni antico sdegno

tra Dio e noi, e fare il cielo aprire.

Quella ne presta dunque, Madre santa,

sicché possiamo al Tuo beato Regno,

seguendo lei, devoti, ancor salire.

(Giovanni Boccaccio)

Papa Francesco. Angelus Domini in diretta

31 agosto 2013

ANGELUS 

Piazza San Pietro
Domenica, 1° settembre 2013

Video

Cari fratelli e sorelle,
buongiorno!

Quest’oggi, cari fratelli e sorelle, vorrei farmi interprete del grido che sale da ogni parte della terra, da ogni popolo, dal cuore di ognuno, dall’unica grande famiglia che è l’umanità, con angoscia crescente: è il grido della pace! E’ il grido che dice con forza: vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace, vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace; mai più la guerra! Mai più la guerra! La pace è un dono troppo prezioso, che deve essere promosso e tutelato.

Vivo con particolare sofferenza e preoccupazione le tante situazioni di conflitto che ci sono in questa nostra terra, ma, in questi giorni, il mio cuore è profondamente ferito da quello che sta accadendo in Siria e angosciato per i drammatici sviluppi che si prospettano.

Rivolgo un forte Appello per la pace, un Appello che nasce dall’intimo di me stesso! Quanta sofferenza, quanta devastazione, quanto dolore ha portato e porta l’uso delle armi in quel martoriato Paese, specialmente tra la popolazione civile e inerme! Pensiamo: quanti bambini non potranno vedere la luce del futuro! Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche! Vi dico che ho ancora fisse nella mente e nel cuore le terribili immagini dei giorni scorsi! C’è un giudizio di Dio e anche un giudizio della storia sulle nostre azioni a cui non si può sfuggire! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!

Con tutta la mia forza, chiedo alle parti in conflitto di ascoltare la voce della propria coscienza, di non chiudersi nei propri interessi, ma di guardare all’altro come ad un fratello e di intraprendere con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione. Con altrettanta forza esorto anche la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.

Non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini. Agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto.

Che cosa possiamo fare noi per la pace nel mondo?Come diceva Papa Giovanni: a tutti spetta il compito di ricomporre i rapporti di convivenza  nella giustizia e nell’amore (cfr Lett. enc. Pacem in terris [11 aprile 1963]: AAS 55 [1963], 301-302).

Una catena di impegno per la pace unisca tutti gli uomini e le donne di buona volontà! E’ un forte e pressante invito che rivolgo all’intera Chiesa Cattolica, ma che estendo a tutti i cristiani di altre Confessioni, agli uomini e donne di ogni Religione e anche a quei fratelli e sorelle che non credono: la pace è un bene che supera ogni barriera, perché è un bene di tutta l’umanità.

Ripeto a voce alta: non è la cultura dello scontro, la cultura del conflitto quella che costruisce la convivenza nei popoli e tra i popoli, ma questa: la cultura dell’incontro, la cultura del dialogo; questa è l’unica strada per la pace.

Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace.

Per questo, fratelli e sorelle, ho deciso di indire per tutta la Chiesa, il 7 settembre prossimo, vigilia della ricorrenza della Natività di Maria, Regina della Pace, una giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria, in Medio Oriente, e nel mondo intero, e anche invito ad unirsi a questa iniziativa, nel modo che riterranno più opportuno, i fratelli cristiani non cattolici, gli appartenenti alle altre Religioni e gli uomini di buona volontà.

Il 7 settembre in Piazza San Pietro – qui – dalle ore 19.00 alle ore 24.00, ci riuniremo in preghiera e in spirito di penitenza per invocare da Dio questo grande dono per l’amata Nazione siriana e per tutte le situazioni di conflitto e di violenza nel mondo. L’umanità ha bisogno di vedere gesti di pace e di sentire parole di speranza e di pace! Chiedo a tutte le Chiese particolari che, oltre a vivere questo giorno di digiuno, organizzino qualche atto liturgico secondo questa intenzione.

A Maria chiediamo di aiutarci a rispondere alla violenza, al conflitto e alla guerra, con la forza del dialogo, della riconciliazione e dell’amore. Lei è madre: che Lei ci aiuti a trovare la pace; tutti noi siamo i suoi figli! Aiutaci, Maria, a superare questo difficile momento e ad impegnarci a costruire ogni giorno e in ogni ambiente un’autentica cultura dell’incontro e della pace.

[Recita dell’Angelus]

Maria, Regina della Pace, prega per noi! Maria, Regina della Pace, prega per noi!


Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

ieri a Bucarest è stato proclamato beato Vladimir Ghika, sacerdote diocesano, nato a Istanbul e morto martire a Bucarest nel 1954. Domani, invece, a Messina, avrà luogo la beatificazione di Antonio Franco, Prelato Ordinario di Santa Lucia del Mela, vissuto tra i secoli XVI e XVII. Rendiamo grazie a Dio per questi esemplari testimoni del Vangelo!

Oggi, in Italia, ricorre la Giornata per la custodia del creato, promossa dalla Conferenza Episcopale. E’ molto bello il tema di quest’anno: “La famiglia educa alla custodia del creato”.

Attraverso Maria, il Signore ci fa sentire la sua tenerezza! Ci uniamo oggi a tutti i fedeli di Siracusa nella ricorrenza del 60° anniversario delle lacrime della Madonna.

Saluto con affetto tutti i romani e i pellegrini presenti, in particolare i giovani di tanti Paesi del mondo: impegnatevi, impegnatevi a conoscervi, a confrontarvi, a fare progetti insieme! Questo costruisce un futuro di pace!

Saluto le famiglie dell’Azione Cattolica di Mellaredo e Rivale; le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione; la “Pia Società San Gaetano” di Thiene.

Saluto i fedeli della Valle di Scalve, di Reschigliano, Albano Sant’Alessandro, Caerano di San Marco, Padova e Marradi; il gruppo ACLI di Tolmezzo; l’Associazione Nazionale Carabinieri di Pontedera; il coro di Taviano, i ragazzi di Zelarino, Zevio, Gandino e Matera.

E oggi ce ne andiamo con questo desiderio di pregare per la pace. Vi aspetto il prossimo sabato alle 19!

A tutti auguro buona domenica e buon pranzo. Arrivederci!

Perle di Saggezza

31 agosto 2013

 

Niente ti turbi. Dio è con noi. Pazienza e preghiera» (X,1213) #DonBosco

 

https://www.twitter.com/FrasidiDonBosco

/status/372608899464978432

Tweet del Papa

31 agosto 2013

“Croficissione” – Pietro Perugino e Luca Signorelli (1483-1495) – Galleria degli Uffizi, Firenze.

Chiediamo a Maria di aiutarci a tenere lo sguardo

ben fisso su Gesù, a seguirlo sempre,

anche quando è impegnativo.

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Vangelo (Lc 14,1.7-14) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 1 Settembre 2013) con commento comunitario

31 agosto 2013

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 14,1.7-14)

Avvenne che un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
 
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
 
Disse poi a colui che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
 Questo è il Vangelo del 1 Settembre, quello del 31 Agosto lo potrete trovare qualche post più sotto.

Antichi Libri d’Ore. Breviario Grimani, Breviario online e santi

31 agosto 2013

Mese di maggio, Breviario Grimani

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A questo link si può trovare la preghiera quotidiana delle Lodi, dei Vespri e della Compieta secondo la Liturgia delle Ore ed i santi di cui si fa memoria oggi.

http://www.ibreviary.com/m/breviario.php

La Santa Sindone

31 agosto 2013

La tridimensionalità  

sindone (3) fig.4

sindone (4) fig. 3

Lo studio della presenza di informazione tridimensionale in immagini è iniziato con l’elaborazione di immagini provenienti da satelliti artificiali; negli anni ’70 gli scienziati della NASA riuscirono ad ottenere fotografie tridimensionali di corpi celesti in quanto questi sono a distanza tale da rendere percepibile la diversa intensità luminosa delle loro immagini.

Nelle comuni fotografie, invece, l’informazione tridimensionale non è presente; il processo fotografico infatti non può far sì che gli oggetti ripresi siano messi in relazione diretta con la distanza che li separa dalla macchina fotografica.

L’analisi e la rielaborazione tridimensionali sono possibili solo quando l’illuminazione ricevuta dall’oggetto dipenda dalla sua distanza; in caso contrario per ottenere un’immagine in rilievo occorrono non meno di due fotografie dello stesso oggetto, separate da una distanza nota (è il caso della fotografia stereoscopica). Quando si elaborano pertanto normali fotografie di persone, al fine di ottenere rilievi verticali, si ottengono notevoli distorsioni.

Paul Vignon, professore di biologia all’Institut Catholique di Parigi, fu il primo a notare, nel 1902, che l’intensità dell’immagine sindonica sembrava variare inversamente con la distanza tra la tela ed il corpo, cioè quanto più il corpo è stato vicino alla tela, tanto più l’immagine è diventata scura. All’epoca di Vignon non c’era alcun modo di verificare quest’ipotesi.

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Prendete il tempo

31 agosto 2013

Prendete il tempo di giocare,

è il segreto dell’eterna giovinezza

Prendete il tempo di leggere,

è la sorgente del sapere.

Prendete il tempo di amare e di essere amati,

è una grazia di Dio

Prendete il tempo di farvi degli amici,

è la via dei fortunati,

Prendete il tempo di ridere,

è la musica dell’amore.

Prendete il tempo di pensare ,

è la sorgente dell’azione.

Prendete il tempo di donare,

la vita è troppo corta per essere egoisti.

Prendete il tempo di lavorare,

è il prezzo del successo.

Prendete il tempo di pregare,

è la vostra forza sulla terra.

Fonte: http://www.qumran2.net/ritagli/

 

Santo di oggi: San Giuseppe d’Arimatea

31 agosto 2013

Guercino: La deposizione di Cristo (1656)

SAN GIUSEPPE D’ARIMATEA

31 AGOSTO

sec. I

La sua figura emerge con forza nei Vangeli in occasione della sepoltura di Gesù. È un uomo ricco e onorato, un proprietario terriero che fa parte del Sinedrio. Secondo Marco, «anche lui aspettava il regno di Dio». È cioè un ebreo credente la cui fede nella speranza di Israele si traduce nella simpatia verso Gesù e nel dissenso da coloro che hanno favorito la sua condanna. Matteo va oltre, affermando che era un discepolo del rabbi di Nazaret, Giovanni specifica «di nascosto per timore dei Giudei». Con questo commento l’evangelista vuole evidenziare che egli, primo tra i giudei, dopo la morte di Gesù ha abbandonato ogni precedente, pusillanime esitazione ed è venuto alla luce. Ricorre difatti alla sua posizione altolocata per ottenere da Pilato il corpo di Gesù che, secondo le abitudini dei romani, doveva essere seppellito in una fossa comune. Un gesto di coraggio e di generosità, perché la simpatia per un condannato poteva esporlo al rischio di essere considerato complice del giustiziato e passibile del medesimo supplizio. Inoltre il contatto con un cadavere gli impediva di celebrare la Pasqua giudaica ormai imminente.

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Preghiera per oggi

31 agosto 2013

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Chi si fa piccolo come un bambino

sarà il più grande nel regno dei cieli.

(I  Antifona, Ufficio delle Letture)

Dio per compagno

31 agosto 2013

Marcello che è triste, Filippa che grida,
il gatto che salta la palizzata, la verde
vallata nel sole d’estate, lo stadio
ha per spalti catene di alpi, che Maracanà…
Ed io ancora attendo, la gente che scende
nel sole sabatino, di festa (serena? Chissà?)…
Io ancora attendo la tua nuova venuta, chissà…
Ma più di ogni cosa io vedo quell’aquilone
che vuole salire, salire, restare nel cielo, da te.

Sabato a Maria. “Beata perchè hai creduto”. Giornata mariana 2013.

31 agosto 2013

“Maria, piena di grazia, donaci il cuore divino e umano di Cristo, affretta la vittoria del tuo cuore immacolato”

Papa Francesco consacrerà il mondo, come fecero altri suoi Predecessori, al Cuore Immacolato di Maria in occasione di una Giornata Mariana che sarà celebrata in Vaticano sul tema “Beata perché hai creduto!”.

L’evento è organizzato dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e rientra nelle celebrazioni dell’Anno della Fede, indetto da Benedetto XVI per commemorare i 50 anni del Concilio Vaticano II e coincide con l’anniversario dell’ultima apparizione della Beata Vergine a Fatima, il 13 ottobre 1917 quando a Cova da Iria, in Portogallo, la Madonna apparve per la sesta ed ultima volta ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta.

In vista dell’evento, inoltre, la statua originale della Madonna di Fatima verrà portata in Piazza San Pietro ed esposta alla venerazione dei fedeli il 12 e 13 0ttobre, affinchè ” questa Giornata Mariana possa avere come simbolo speciale una delle icone della Beata Vergine più significative per i Cristiani di tutto il mondo”.

Sabato 12 ottobre alle 8 si terrà un Pellegrinaggio alla tomba di Pietro, un’ora dopo inizierà l’Adorazione Eucaristica con la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione in alcune chiese limitrofe a Piazza San Pietro.

Nel pomeriggio, alle 17, la statua della Madonna di Fatima sarà accolta da Papa Francesco in Piazza San Pietro dove terrà una catechesi Mariana.

Dalle 19 in poi la statua della Vergine sosterà al Santuario del Divino Amore, dove verrà recitato il Rosario in collegamento con i Santuari Mariani del mondo, mentre dalle 22 si terrà una Veglia di Preghiera.

Il giorno seguente, domenica 13 ottobre, la statua tornerà in Piazza San Pietro, dove alle 10 si reciterà il Rosario e alle 10.30 Papa Francesco presiederà la Santa Messa.

La statua che si venera è un’opera dello scultore José Ferreira Thedim.

E’ di legno, cedro del Brasile e misura 1,10 metri ed è stata benedetta il 13 maggio 1920.

Sarà la decima volta dal 1942 che la statua originale lascerà la Cappella di Fatima in Portogallo.

Salmo 98(97) _ Cantate al Signore…!!!

31 agosto 2013

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.

Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.

Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.
Cantate inni al Signore con l’arpa,
con l’arpa e con suono melodioso;
con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

 

Salmo 98(97), 1_9

 

 

 

RIFLESSIONI E PENSIERO DEL GIORNO:

La mia vita invoca Dio

Sono irritato con me;

vorrei e non vorrei;

desidero e non desidero;

prometto e non mantengo;

prego e non ho fiducia;

credo in Cristo

e lo temo … oh si !

lo porto con me

lo stimolo del mondo!

L’universo intero mi tormenta

e mi esalta: il mistero della storia

mi scarnifica e mi stupisce;

l’aldilà mi spaventa e mi attrae…

La mia vita

non è che un’ombra

scialba che invoca Dio.

 

 

NICOLINO SARALE

“… chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza”

31 agosto 2013

La gioia del dare

Due fratelli, uno di cinque anni e l’altro di dieci, vestiti di stracci, continuavano a chiedere un po’ di cibo per le case della strada che circondava la collina.
Erano affamati, ma non riuscirono ad ottenere niente, i loro tentativi frustanti li rattistavano.
Finalmente, una signora diede loro una bottiglia di latte. Che festa per i due bambini!
Allora si sedettero sul marciapiede, e il più piccolo disse a quello di dieci anni:
“Tu sei il maggiore, bevi per primo…”, e lo guardava coi suoi denti bianchi, con la bocca mezza aperta.
Il grande si portò la bottiglia alla bocca e, facendo finta di bere, stringeva le labbra per non far entrare nemmeno una sola goccia di latte. Poi passò la bottiglia al fratellino che, dando un sorso, esclamò: “Com’è saporito!”.
Poi fu di nuovo il turno del maggiore. Anche questa volta si portò la bottiglia alla bocca, ormai già quasi mezza vuota, ma non bevve niente. E fecero così finché il latte non finì.
A quel punto il fratello maggiore, benché con lo stomaco vuoto ma col cuore traboccante di gioia, cominciò a cantare e a danzare.
Saltava con la semplicità di chi non fa niente di straordinario, o ancora meglio, con la semplicità di chi è abituato a fare cose straordinarie senza dargli importanza.

Noi che viviamo in un mondo di agiatezze, possiamo imparare una grande lezione da quel ragazzo:

“Chi dà è più felice di chi riceve”.

……………………………………ooooOoooo……………………………………..

“..CHIUNQUE HA, VERRA’ DATO E SARA’ NELL’ABBONDANZA”

In questa parabola dei talenti che oggi ci propone il Vangelo, vorrei immaginare il talento d’amare!!!

E’ meraviglioso questo talento, pensarlo proprio come un dono torna in automatico, il volerlo condividere, perché quanto veramente più diamo, più saremmo inondati d’amore, poi se questo amore è generoso, non si tiene stretto per se stesso ma si vuole fare il bene al mondo intero, perchè proprio quello vero gioisce solo nel donarlo gratuitamente perché si sente scaldare il cuore intensamente e questo fuoco lo rende ardentemente felice !!!

L’abbondanza di questo dono ce l’insegnano tante persone straordinarie che hanno donato il loro vivere per gli altri, e non solo penso ai santi, ma persone comuni che ci passano a fianco e  che donano ogni giorno gratuitamente la loro vita per amore!!!

Salmo 97(96) _ Il signore regna……!!!!

30 agosto 2013

Il Signore regna, esulti la terra,
gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono,
giustizia e diritto sono la base del suo trono.
Davanti a lui cammina il fuoco
e brucia tutt’intorno i suoi nemici.

Le sue folgori rischiarano il mondo:
vede e sussulta la terra.
I monti fondono come cera davanti al Signore,
davanti al Signore di tutta la terra.

I cieli annunziano la sua giustizia
e tutti i popoli contemplano la sua gloria.

Siano confusi tutti gli adoratori di statue
e chi si gloria dei propri idoli.
Si prostrino a lui tutti gli dei!
Ascolta Sion e ne gioisce,
esultano le città di Giuda
per i tuoi giudizi, Signore.
Perché tu sei, Signore,
l’Altissimo su tutta la terra,
tu sei eccelso sopra tutti gli dei.

Odiate il male, voi che amate il Signore:
lui che custodisce la vita dei suoi fedeli
li strapperà dalle mani degli empi.
Una luce si è levata per il giusto,
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel Signore,
rendete grazie al suo santo nome.

 

Salmo 97(96), 1_12

 

 

 

RIFLESSIONE E PENSIERO DEL GIORNO:

Padre, tu mi ami

Padre, tu mi ami:

tu sai ciò che fai

tu hai esperienza

e non sbagli i colpi…

Tu sei l’artista;
io sono la pietra da scolpire,

tocca a te fissarmi

nella tua forma.

Le prove sono un sacramento

della tua volontà:

fa’ che io non renda inutili

questi tuoi gesti,

con le mie impazienze.


 

 

EDEL QUINN

Tweet del Papa

30 agosto 2013

Cristo ed il Cireneo – Tiziano

La Fede non è una cosa decorativa, ornamentale.

Avere Fede vuol dire mettere realmente

Cristo al centro della nostra vita.

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Preghiera della sera

30 agosto 2013

 Beato Pier Giorgio Frassati – Torino 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925

“L’uomo delle otto beatitudini” (Giovanni Paolo II)

O Padre,

Tu hai donato

al giovane Pier Giorgio Frassati

la gioia di incontrare Cristo,

e di vivere con coerenza la sua fede

nel servizio dei poveri e dei malati;

(more…)

Le opere D’amore, Pensieri di Madre Teresa di Calcutta

30 agosto 2013

Madre  Teresa

Le opere dell’amore

sono sempre opere di pace.

Ogni volta che dividerai

il tuo amore con gli altri,

ti accorgerai della pace

che giunge a te e a loro.

Dove c’e’ pace c’e’ Dio,

e’ cosi’ che Dio riversa pace

 e gioia nei nostri cuori

Fonte:

http://www.aurorablu.it/libri/poesie_madre_teresa.htm

Parole di Papa Francesco. Per non “balconear” la vita

30 agosto 2013

Nella traduzione dallo spagnolo di Mariana Gabriela Janún, da un un articolo che sarà pubblicato oggi in rete sul sito  www.terredamerica.com.

Nel lunfardo – il gergo tipico della città di Buenos Aires, molto usato nel tango – il verbo balconear significa “stare a guardare dalla finestra” o dal balcone. Come in italiano, descrive un atteggiamento di pura curiosità, dove non c’è partecipazione, come uno spettatore davanti al quale sta accadendo qualcosa che non lo riguarda, e quindi può permettersi di criticare sempre degli aspetti che non gli piacciono o su cui non è d’accordo; lui, comunque, non si coinvolge mai, si tiene da parte.
Negli anni della nostra infanzia e adolescenza, quando il giovane insegnante Bergoglio era nostro professore, la scuola dell’Immacolata Concezione di Santa Fe partecipava con altre scuole cattoliche alla processione del Corpus Christi assieme ai fedeli. Durante il lungo percorso che attraversava tutto il centro cittadino, era comune vedere molti balconeros: famiglie che con qualche immagine religiosa e un paio di candele sul balcone attiravano l’attenzione e si dedicavano a salutare i fedeli in processione e a pronunciare dei commenti. In certe zone, quasi ogni cento metri, c’erano una o due case con delle persone che si dedicavano alla stessa “pratica”.
A me stupiva un po’ perché i miei nonni materni, quelli che erano ancora vivi, anche se anziani e pieni di acciacchi camminavano con i membri della loro parrocchia e non avevano mai preso in considerazione l’idea di balconear.
Un giorno ne ho parlato con un prete della scuola, e questi mi ha dato una spiegazione molto semplice: “Sono vecchie che usano la fede allo stesso modo della tintura dei capelli. La fede non si vive dal balcone ma camminando”. Una frase che sarebbe ritornata alla mia memoria nel 2010 facendo il Cammino di Santiago che rimanda proprio a una Chiesa in cammino.
Quando Papa Francesco ha detto: “Non lasciate che siano gli altri i protagonisti del cambiamento, voi siete quelli che costruiscono il futuro”, mi sono sentito giovane anch’io e ho pensato quanto era bello che quella gioventù piena di speranze oggi lo capisse e fra trenta o quarant’anni ricordasse le sue parole e facesse il bilancio dei risultati. Poi, quando ha insistito con i giovani invitandoli a non balconear, a tuffarsi nella vita come ha fatto Gesù, ho provato una grande tenerezza e una profonda ammirazione per quell’amico al quale li veniva fuori dal profondo dell’anima il suo porteño (la parlata infarcita dilunfardo tipica degli abitanti di Buenos Aires).
Per Papa Francesco – ed è difficile che ci sia qualcuno che non lo capisca – il cristiano è protagonista, non spettatore.
In poco tempo ci ha dimostrato che dall’unico balcone dal quale si può partecipare è dalla loggia di San Pietro alla quale si è affacciato una sera piovosa un Papa che veniva dalla fine del mondo e che ha salutato tutti quelli che lo aspettavano con un semplice “Buona sera”, e ha conquistato il cuore del mondo chiedendo di pregare per lui.

Preghiera degli sposi

30 agosto 2013

Signore, l’amore è paziente

Donami la pazienza che sa affrontare un giorno dopo l’altro

Signore, l’amore è benigno

Aiutami a voler sempre il suo bene prima del mio

Signore, l’amore non è invidioso

Insegnami a gioire di ogni suo successo

(more…)

Angelo Scola ricorda Carlo Maria Martini. Il volto che cerca il Volto di Cristo

30 agosto 2013

Rileggendo la prima Lettera pastorale del Cardinale Carlo Maria Martini – La dimensione contemplativa della vita, 8 settembre 1980 – si ha subito l’impressione di trovarsi di fronte ad una proposta quanto mai attuale. Sia pure in un clima molto lontano dall’euforia degli anni 80, preda dell’illusione del benessere a portata di mano, ancor oggi la nostra società, come tutto l’Occidente,
mantiene «un indirizzo prevalentemente prassistico, tutto teso al “fare”, al “produrre”, ma che genera, per contraccolpo, un bisogno indistinto di silenzio, di ascolto, di respiro contemplativo» (La dimensione contemplativa della vita I. 2). Trentatré anni dopo e immersi in un profondo travaglio,
resta assai elevato il rischio di privilegiare la dimensione del “fare”. Dimentichi o, almeno non pienamente convinti, della sua incapacità di soddisfare il desiderio costitutivo del nostro cuore.
Ma ancor più che su questa semplice constatazione vale la pena soffermarsi sul fatto in se stesso: il primo insegnamento offerto dall’arcivescovo al cammino della Chiesa ambrosiana ha avuto come contenuto una riflessione sulla contemplazione. Perché cominciare proprio da qui? Si può dire che la contemplazione sia un gesto alla portata di tutti? Una base su cui costruire il dialogo con le donne e gli uomini del nostro tempo? Queste domande sono ancora più cogenti oggi. Negli ultimi decenni infatti e a ritmo incalzante abbiamo assistito alla trasformazione della nostra città in una metropoli veramente interculturale e interreligiosa. Chissà se a Milano si prega di più oggi che trent’anni fa…
Certo è che a pregare non siamo più solo noi cattolici e, in questo senso, questioni di rilevanza sociale come quella dei luoghi di culto dei seguaci dell’Islam, rimettono nell’agone della pubblica discussione un argomento spiccatamene “religioso” come “la preghiera”.

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Medjugorje, messaggio del 25 agosto 2013: approfondimento.

30 agosto 2013

“Cari figli! Anche oggi l’Altissimo mi dona la grazia di essere con voi e di guidarvi verso la conversione. Giorno dopo giorno Io semino e vi invito alla conversione perché siate preghiera, pace, amore e grano che morendo genera il centuplo. Non desidero che voi, cari figli, abbiate a pentirvi per tutto ciò che potevate fare ma non avete voluto. Perciò, figlioli, di nuovo con entusiasmo dite: “Desidero essere segno per gli altri”. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

La Chiesa sembra guardare con favore ma non si è ancora espressa ufficialmente sui fatti di Medjugorje.


Cari amici,

la Madre ci ricorda innanzitutto che la Sua presenza in mezzo a noi è un dono che Le concede l’Altissimo, perché possa guidarci verso la conversione.

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Papa Francesco con i rifugiati al Centro Astalli (1)

30 agosto 2013

 

 

Papa Francesco  è “molto probabile” che visiterà tra pochi giorni, il 10 settembre, in forma privata il Centro Astalli, la struttura di accoglienza per i rifugiati che da diversi anni opera nel centro di Roma, vicino a piazza Venezia.

L’Associazione Centro Astalli (sede italiana del Jesuit Refugee Service) ha iniziato la sua attività nel 1981, dopo la fondazione del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati ad opera di P. Pedro Arrupe, allora Superiore generale dei Gesuiti. Accompagnare, servire, difendere i diritti dei rifugiati e degli sfollati di tutto il mondo: questa è la missione che il Centro Astalli ha scelto di portare avanti nella realtà italiana.

In totale, considerando nell’insieme le sue differenti sedi territoriali(Roma, Vicenza, Trento, Catania e Palermo), il Centro Astalli ha visto accedere ai propri servizi, nello scorso anno, circa 34.300 pesone, di cui quasi 21.000 nella sola sede di Roma.
Rispetto ai primi anni di attività, il Centro Astalli ha ampliato e diversificato la propria offerta, che si è andata strutturando in servizi di prima accoglienza(per chi è arrivato da poco in Italia), servizi di seconda accoglienza (per facilitare l’accesso al mondo del lavoro e accompagnare le persone nel loro percorso di inserimento nella società italiana) e attività culturali, in collaborazione con la Fondazione Centro Astalli.

 

Uomo del mio tempo
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
– t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
quando il fratello disse all’altro fratello:
“Andiamo ai campi”. E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate o figli, le nuvole di sangue
salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

 
S. Quasimodo, tratto da “Salvatore Quasimodo 1901-1968”, Mondadori, 1986

 

Perle di Saggezza

30 agosto 2013

Noi ci appoggiamo sulla luce della fede per vincere l’oscurità, la paura e l’odio del mondo, e per costruire ponti di solidarietà e di pace.

https://www.twitter.com/PascualChavez5

/status/372757292883525632

Un calice per Papa Francesco. Opera di Juan Carlos Pallarols

30 agosto 2013

Il calice che il popolo argentino donerà al Papa,

Il disegno di Adrian Pallerols.  prevede tra le decorazioni  l’immagine della Madonna di Lujan, patrona dell’Argentina; le rose per rappresentare Santa Teresa; la sagoma del Sudamerica e lo stemma nazionale dell’Argentina. Il calice avrà incastonata anche una pietra di rodocrosite donata dai minatori di Catamarca. All’interno sarà bagnato in oro e le sue dimensioni sono di 26 centimetri di altezza, 15 di diametro alla base, 9 al bordo, insieme alla patena di 15 centimetri di diametro che riporta l’immagine della Vergine Desatanudos (“Sciogli nodi”), devozione mariana promossa in Argentina dall’allora cardinale Bergoglio. Infine, nella parte liscia della base, si legge il motto di Papa Francesco: Miserando atque eligendo.

Vangelo (Mt 25,14-30) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 31 Agosto 2013) con commento comunitario

30 agosto 2013

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,14-30)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
 
«Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì.
 
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
 
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
 
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
 
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
 
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”.
 
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
 
 Questo è il Vangelo del 31 Agosto, quello del 30 Agosto lo potrete trovare qualche post più sotto.

La Santa Sindone

30 agosto 2013

La negatività

sindone fig. 1

sindone (2) fig2

La negatività dell’immagine della Sindone si manifesta osservando la pellicola utilizzata per riprenderla fotograficamente: sul negativo fotografico appare infatti un’immagine che presenta i chiaroscuri completamente invertiti, nonché ovviamente la trasposizione spaziale che scambia la parte destra con la sinistra e viceversa. Anche le macchie di sangue appaiono chiare, ma occorre ricordare che queste sono in positivo sul Telo, essendo scure per loro natura.

Dal negativo fotografico si ottengono poi le copie fotografiche, che riproducono la figura nel suo aspetto originale. La figura 1 mostra il positivo e il negativo del volto sindonico ottenuto dalla fotografia ufficiale del cav. Giuseppe Enrie realizzata nel 1931.

Osservando l’immagine positiva del volto (fig. 1 a destra), appaiono per esempio evidenti impronte scure in corrispondenza alle aree zigomali, mentre sulla parte sinistra della fronte si nota una vistosa macchia di sangue con tonalità scura a forma di “3” rovesciato; nel negativo fotografico (fig. 2 a sinistra) le impronte zigomali diventano chiare, così pure la macchia di sangue che diventa però a forma di “3” e sulla parte destra della fronte, per effetto della trasposizione spaziale.

Occorre osservare che se la Sindone fosse un artefatto qualcuno avrebbe dovuto dipingere la figura di un uomo in negativo; questo fatto è innaturale e non poteva certo essere realizzato nel medioevo, epoca in cui non erano noti i principi della fotografia, nata intorno al 1850.

La differenza di tonalità tra i valori chiari e quelli scuri del positivo fotografico è talmente bassa che l’occhio riesce a percepire soltanto le fattezze di un volto umano nella sua globalità, mentre i particolari non sono facilmente individuabili e intelligibili. In questa immagine appaiono evidenti macchie scure di ridotte dimensioni, distribuite casualmente, ma addensate soprattutto nelle zone chiare dove l’impronta è più debole; queste macchie sono dovute con molta probabilità alle vicissitudini subite dal Telo nel corso dei secoli. Invece la causa delle linee orizzontali e di quelle verticali che si intravedono sull’immagine, va attribuita principalmente alla trama del tessuto e alle pieghe del telo. Questi disturbi rappresentano, oltre che una fonte di deterioramento estetico, anche un ostacolo per l’analisi successiva dell’immagine mediante elaboratore.

Come già accennato, l’osservazione dell’immagine mette in evidenza come le impronte associate a zone anatomiche in rilievo, come per esempio la piramide nasale e le gote, abbiano una tonalità scura, mentre siano chiare nelle altre zone come per esempio nelle aree orbitali e in quelle mascellari. L’immagine rappresenta quindi un volto con una distribuzione di luminosità che è esattamente opposta a quella che percepiamo nella realtà; in quest’ultima infatti le parti più sporgenti vengono percepite con tonalità più chiare di quelle più incavate.

Nel negativo fotografico invece è evidente come i chiaroscuri siano completamente invertiti e sia presente la trasposizione spaziale. Ecco allora che il telo di colore chiaro appare scuro, mentre le macchie corrispondenti a zone anatomiche in rilievo diventano chiare con sfumature di intensità che rispecchiano l’andamento curvilineo del volto umano. Il negativo fotografico del telo sindonico rappresenta quindi l’aspetto positivo di un uomo come potremmo osservarlo se fosse di fronte a noi.

La figura 2 rappresenta nella parte sinistra l’immagine del volto convertita in forma numerica, per la successiva elaborazione mediante strumenti informatici, il cui risultato è mostrato nella parte destra.

L’immagine numerica è stata ricavata mediante telecamera e dispositivo di acquisizione che ha convertito l’informazione luminosa di una diapositiva 24×36, riproducente la fotografia ufficiale di Giuseppe Enrie del 1931, in una immagine bidimensionale con risoluzione 512×512 e 256 livelli di grigio.

Per eliminare i disturbi presenti nell’immagine si è fatto uso di un filtro detto “mediano” che analizza i pixel al centro di una finestra quadrata e ne sostituisce il valore di luminanza se questo non è coerente con l’andamento dei valori assunti nell’areola considerata. Nella parte destra della figura 2 si osserva come l’applicazione di un filtro mediano sul negativo fotografico del volto dell’uomo della Sindone faccia scomparire il rumore e renda maggiormente nitido il contenuto dell’immagine.

Il risultato ottenuto presenta inoltre un elevato contrasto e un notevole rapporto segnale/disturbo utile per le elaborazioni che si vogliano condurre sull’immagine

Continua….

Fonte: http://www.sindone.org/santa_sindone/scienza/00024090_Dal_1898_al_1969.html

Preghiera:

O Padre ,

che hai glorificato tuo Figlio Gesù Cristo ,

nella sua beata passione

e lo hai costituito Signore

nella sua risurrezione dai morti.

A noi che veneriamo la sua immagine.

Raffigurata nella Santa Sindone dona di contemplare il suo volto glorioso.

Il Festival del Cinema di Venezia ricorda il cardinale Martini a un anno dalla scomparsa

30 agosto 2013



Alla Mostra del Cinema di Venezia sono stati presentati nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo il DVD del film-dossier di Salvatore Nocita “Un uomo di Dio” e il volume “Il silenzio della parola” delle Edizioni San Paolo, due importanti iniziative che ricostruiscono la figura e il pensiero del cardinale Carlo Maria Martini a un anno dalla scomparsa. Un pastore amato da tutta la Diocesi di Milano e che viene ricordato al Festival come un grande comunicatore della Parola di Dio. Il servizio di Luca Pellegrini:RealAudioMP3

Fu un ricordo particolare, quello che si svolse lo scorso anno alla Mostra veneziana: nel momento dei suoi funerali, il cardinale Martini trovava commossa accoglienza da parte del mondo del cinema. Attori, registi, amici si erano ritrovati attorno a questa figura di pastore capace di costruire grandi ponti con tutti gli uomini di buona volontà, anche i non credenti, diventando l’esempio di uomo del dialogo, della comprensione e dell’accoglienza. A un anno dalla scomparsa, la Fondazione Ente dello Spettacolo ha voluto commemorare nuovamente questa straordinaria figura della Chiesa italiana con un incontro cui hanno partecipato, tra gli altri, don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, e mons. Dario Edoardo Viganò, direttore del Centro Televisivo Vaticano, che ha fornito per il film un’intervista inedita al cardinale. Gli abbiamo chiesto quali sono i motivi della sua forza comunicativa:

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Maria Donna dei nostri giorni, di Mons. Antonio Bello (Don Tonino Bello)

30 agosto 2013

MARIA, DONNA FERIALE

Chi sa quante volte l’ho letta senza provare emozioni, L’altra sera, però, quella frase del Concilio, riportata sotto un’immagine della Madonna, mi è parsa così audace, che sono andato alla fonte per controllarne l’autenticità.

Proprio così. Al quarto paragrafo del decreto del Conci1io Vaticano II sull’Apostolato dei Laici c’è scritto testualmente: «Maria viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro».

Intanto, Maria viveva sulla terra.

Non sulle nuvole. I suoi pensieri non erano campati in aria. I suoi gesti avevano come soggiorno obbligato i perimetri delle cose concrete.

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preghiera per oggi

30 agosto 2013


Corro la via dei tuoi comandi,
poiché tu allarghi il mio cuore.

( I Antifona , Ora media)

Tu ad Ischia d’estate

30 agosto 2013

Nel cielo riarso d’estate nubi accaldate,
tristi, si dileguano come fosse un miracolo.
Nella piazzetta, tra i pini e i fichi d’india,
due gatti contendono, nella siesta
che odora di aghi e di resina nuova.
Ma il vento leggero di questa isola
anche di quel miagolare fa una dolce
eco, che culla il riposo dell’uomo.
Le case bianche, screpolate, sono fresche,
di mura spesse, anche da esse giungono
echi di parole, di bimbi, di risa, di grida.
Tutto è un’eco di pace, familiare, di riposo,
di vacanza, che va oltre, come un incanto
che forse niente, nessuno, almeno per un poco,
vuole davvero rovinare.Tutto è un’eco di te,
naturale, anche al cuore che ancora non ti sente.

Antichi Libri d’Ore. Breviario Grimani. Breviario online e santi

30 agosto 2013

mese di aprile

Il codice noto come Breviario Grimani è uno dei massimi capolavori dell’arte della miniatura fiamminga del Rinascimento. Di committenza incerta, posseduto da Margherita d’Austria,  venne acquistato intorno al 1520, per 500 ducati d’oro, dal Cardinale Domenico Grimani, che, lasciandolo in eredità alla Serenissima Repubblica di Venezia, vincolava il lascito alla condizione che il codice venisse “mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali”.

Il Breviario Grimani ha fatto parte fino al 1781  del Tesoro di San Marco.

La  nobile famiglia di Venezia diede tre dogi alla Repubblica della Serenissima.

I cronisti sono discordi riguardo alle loro origini. Sembra però che il primo Grimani documentato, un Servadio, fosse tornato a Venezia all’inizio X secolo, dove i suoi avi, di origine lombarda, avevano già trovato domicilio. Ad essere ammesso al Maggior Consiglio fu il figlio Teodosio, nel 940.

Girolamo Grimani, padre del doge Marino, fece costruire nel XVI secolo un Palazzo presso la calle Grimani, su disegno del Sanmicheli. Qui avvenne la solenne incoronazione di Morosina Morosini, moglie del Doge Marino Grimani.

Presso Santa Maria Formosa si trova il ramo Grimani chiamato così perché conduce al grandiosopalazzo, fondato da Giovanni Grimani, Patriarca di Aquileia nel 1545. Il Grimani era un appassionato di archeologia e arte antica e conservava nell’edificio una ricca collezione oggi in gran parte dispersa.

La nobiltà dei Grimani fu confermata l’8 febbraio 1819 dall’Impero Austriaco.

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A questo link si può trovare la preghiera quotidiana delle Lodi, dei Vespri e della Compieta secondo la Liturgia delle Ore ed i santi di cui si fa memoria oggi.

http://www.ibreviary.com/m/breviario.php

Yo vine aquí para cantar y para que cantes conmigo (Neruda, Ode alla pace)

30 agosto 2013

(Sono venuto qui per cantare e perchè tu canti con me).

“Per essere una carmelitana, per essere una carmelitana, è necessaria un po ‘di grazia, un po’ di grazia e di essere stata chiamata dall’alto, per te sarà, per te sarà, Carmelita, Carmelita!

Signore, dona a tutti la grazia che dà vita e gioia e pace! Svela
la tua chiamata ad ogni persona.

http://www.youtube.com/watch?v=d_L3ehva7pY?feature=player_
detailpage&w=640&h=360

Preghiera della sera

29 agosto 2013

SANTA MARIA DELL’EQUILIBRIO

PREGHIERA ALLA MADONNA DELL’ EQUILIBRIO

Vergine Madre di Dio e degli uomini Maria,

noi ti chiediamo il dono dell’equilibrio cristiano,

tanto necessario alla Chiesa e al mondo di oggi.

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Poesia di Madre teresa di Calcutta

29 agosto 2013

Madre  Teresa

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,

i capelli diventano bianchi,

i giorni si trasformano in anni.

Però ciò che é importante non cambia;

la tua forza e la tua convinzione non hanno età.

Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.

Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.

Dietro ogni successo c`e` un`altra delusione.

Fino a quando sei viva, sentiti viva.

Se ti manca cio` che facevi, torna a farlo.

Non vivere di foto ingiallite…

insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.

Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.

Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.

Quando a causa degli anni

non potrai correre, cammina veloce.

Quando non potrai camminare veloce, cammina.

Quando non potrai camminare, usa il bastone.

 Pero` non trattenerti mai!

Fonte:

http://www.aurorablu.it/libri/poesie_madre_teresa.htm

Catechismo per bambini. I personaggi della Bibbia: San Giovanni Battista

29 agosto 2013

GIOVANNI BATTISTA È L’ANELLO DI CONGIUZIONE TRA IL PRIMO E IL NUOVO TESTAMENTO, TRA LA PRIMA ALLEANZA E LA NUOVA ALLEANZA.

Di lui, Gesù ha detto: “ Tra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista. Tutti i profeti e la loro legge hanno profetato fino a Giovanni ed egli è colui del quale sta scritto: Ecco dinnanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via.(Isaia)” MT 11,10-13

 Ma chi è Giovanni Battista? 

E’ parente di Gesù. Sua madre Elisabetta è cugina di Maria la mamma di Gesù.

E’ contemporaneo di Gesù. Nasce sei mesi prima di Lui. Ed è l’unico tra gli uomini santi, insieme a Gesù e Maria, che si festeggia sia la nascita terrena e sia la morte, o meglio, la sua rinascita in cielo.

Ma vediamolo da vicino……….

……..come con Gesù.

Annunciazione

L’ Angelo Gabriele sei mesi dopo, annuncia a Maria la nascita di Gesù per opera dello Spirito Santo.

Gesù, quindi, è il Figlio di Dio.

L’Angelo Gabriele annuncia la nascita di Giovanni a Zaccaria suo padre, sacerdote del Tempio, molto avanti con gli anni sia lui che la moglie Elisabetta.

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Dott. Antonio Oriente. Ginecologo per la vita

29 agosto 2013

Dott. Antonio Oriente

In principio fu Bernard Nathanson. Parliamo del famoso ginecologo statunitense che al suo attivo collezionò circa 75.000 aborti, fino a quando si rese conto dell’  “umanità” del feto e fece un vero cammino di conversione che lo portò a scrivere il libro The hand of God (“La mano di Dio”). Da quel momento in poi, il suo lavoro è divenuto totalmente a favore della vita nascente.

Ma “la mano di Dio” continua ad operare in ogni continente, e anche in Italia, abbiamo il nostro Nathanson: è il dottor Antonio Oriente. Anche lui, come Nathanson, viveva la sua quotidianità praticando aborti di routine.

Abbiamo ascoltato la sua testimonianza nel corso di un convegno dell’AIGOC. Sì, perché lui oggi è il vicepresidente e uno dei fondatori di questa Associazione Italiana Ginecologi e Ostetrici Cattolici… Praticamente una totale inversione di tendenza, rispetto al modo precedente di vivere la sua professione.

La sua testimonianza inizia così: “Mi chiamo Antonio Oriente, sono un ginecologo e, fino a qualche anno fa, io, con queste mani, uccidevo i figli degli altri”.

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Perle di saggezza

29 agosto 2013

Il ponte più sicuro

sorriso[1]

 

Non esiste un ponte più sicuro di una bocca sorridente.

Fonte: http://www.qumran2.net/ritagli/index.php?ritaglio=6453

Festivaletteratura di Mantova. 4-8 settembre 2013. Tra le pieghe del silenzio.

29 agosto 2013

“….Mentre il silenzio avvolgeva ogni cosa

e la notte era a metà del suo corso

la Tua Parola onnipotente, o Signore,

venne dal Tuo trono regale….” (Sap 18, 14-15)

“E’ necessario il silenzio interiore ed esteriore perché la parola di DIo possa essere udita. E questo è un punto particolarmente difficile per noi nel nostro tempo. Infatti, la nostra è un’epoca in cui non si favorisce il raccoglimento; anzi a volte si ha l’impressione che ci sia paura a staccarsi, anche per un istante, dal fiume di parole e di immagini che segnano e riempiono le giornate. Per questo nella già menzionata Esortazione Verbum Domini ho ricordato la necessità di educarci al valore del silenzio: «Riscoprire la centralità della Parola di Dio nella vita della Chiesa vuol dire anche riscoprire il senso del raccoglimento e della quiete interiore. La grande tradizione patristica ci insegna che i misteri di Cristo sono legati al silenzio e solo in esso la Parola può trovare dimora in noi, come è accaduto in Maria, inseparabilmente donna della Parola e del silenzio» (n. 21). Questro principio – che senza silenzio non si sente, non si ascolta, non si riceve una parola – vale per la preghiera personale soprattutto, ma anche per le nostre liturgie: per facilitare un ascolto autentico, esse devono essere anche ricche di momenti di silenzio e di accoglienza non verbale. Vale sempre l’osservazione di sant’Agostino: Verbo crescente, verba deficiunt – «Quando il Verbo di Dio cresce, le parole dell’uomo vengono meno» (cfr Sermo 288,5: PL 38,1307; Sermo 120,2: PL38,677). I Vangeli presentano spesso, soprattutto nelle scelte decisive, Gesù che si ritira tutto solo in un luogo appartato dalle folle e dagli stessi discepoli per pregare nel silenzio e vivere il suo rapporto filiale con Dio. Il silenzio è capace di scavare uno spazio interiore nel profondo di noi stessi, per farvi abitare Dio, perché la sua Parola rimanga in noi, perché l’amore per Lui si radichi nella nostra mente e nel nostro cuore, e animi la nostra vita. Quindi la prima direzione: reimparare il silenzio, l’apertura per l’ascolto, che ci apre all’altro, alla Parola di Dio”.
PP BENEDETTO XVI, Udienza Generale del 7 marzo 2012
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Di seguito l’anticipazione dell’intervento che terrà Enzo Bianchi il 7 settembre prossimo al Festivaletterature di Modena
Se nella nostra società «l’uomo è diventato un’appendice del rumore» (Max Picard), si fa sempre più urgente l’esigenza che ciascuno ritrovi la propria umanità attraverso la riscoperta del silenzio e l’apprendimento dell’antichissima arte di “ascoltare il silenzio”. Impresa certo non semplice, se già Eraclito definiva i propri simili come «incapaci di ascoltare e di parlare»: da allora forse abbiamo l’impressione di aver compiuto passi in avanti nella capacità di parlare, ma certo quanto ad ascolto sembriamo tornati indietro di secoli. Abbiamo bisogno di una pedagogia dell’ascolto che può prendere le mosse solo dal silenzio. Sì, “ascoltare il silenzio” può sembrare un ossimoro, invece è la chiave che apre il mondo dell’ascolto autentico e della comprensione di ciò che si sente.La tradizione spirituale non solo cristiana ha sempre riconosciuto l’essenzialità del silenzio per una vita interiore autentica. «La preghiera – ha detto il Savonarola, che pur di discorsi appassionati ben si intendeva – ha per padre il silenzio e per madre la solitudine». Solo il silenzio, infatti, rende possibile l’ascolto, cioè l’accoglienza in sé non soltanto della parola pronunciata, ma anche della presenza di colui che parla. Il silenzio è linguaggio di amore, di profondità, di presenza all’altro. Del resto, nell’esperienza amorosa il silenzio è spesso linguaggio molto più eloquente, intenso e comunicativo delle parole.Purtroppo oggi il silenzio è raro, è forse la realtà maggiormente assente nelle nostre giornate: siamo bombardati da messaggi sonori e visivi, i rumori ci derubano della nostra interiorità e le parole stesse vengono immiserite dal loro essere urlate, ridotte a slogan o invettive. Ora, «quando diminuisce il prestigio del linguaggio aumenta quello del silenzio» (Susan Sontag). Dobbiamo confessarlo: abbiamo bisogno del silenzio! Ci è necessario da un punto di vista prettamente antropologico, perché l’uomo, che è un essere di relazione, comunica in modo equilibrato e significativo soltanto grazie all’armonico rapporto fra parola e silenzio.Ma abbiamo bisogno del silenzio anche dal punto di vista spirituale. Per la fede ebraica e cristiana il silenzio è una dimensione teologica: sul monte Oreb, il profeta Elia percepì di essere alla presenza di Dio non nel frastuono di venti, tuoni e terremoto ma solo quando ascoltò «la voce di un silenzio sottile» (1Re 19,12). Ignazio di Antiochia dirà che Cristo è «la Parola che procede dal silenzio». Non si tratta semplicemente dell’astenersi dal parlare o dell’assenza di rumori, ma del silenzio interiore, quella dimensione che ci restituisce a noi stessi, ci pone sul piano dell’essere, di fronte all’essenziale. «Nel silenzio è insito un meraviglioso potere di osservazione, di chiarificazione, di concentrazione sulle cose essenziali» (Dietrich Bonhoeffer).Il silenzio è custode dell’interiorità in quanto ci conduce da una dimensione primaria e “negativa” di sobrietà, disciplina nel parlare o addirittura di astensione da parole, a un livello più profondo, di intensa vita spirituale: cioè al far tacere i pensieri, le immagini, le ribellioni, i giudizi, le mormorazioni che nascono nel cuore. È il difficile silenzio interiore, quello che trova il proprio ambito vitale nel cuore, luogo della lotta spirituale. Ma proprio questo silenzio profondo genera l’attenzione, l’accoglienza, l’empatia nei confronti dell’altro.
Il silenzio scava nel nostro profondo uno spazio per farvi abitare l’alterità, per farne risuonare la parola e, al tempo stesso, ci dispone all’ascolto intelligente, al parlare misurato, al discernimento di ciò che brucia nel cuore dell’altro e che è celato nel silenzio da cui nascono le sue parole. Il silenzio, allora, quel silenzio, suscita in noi la carità, l’amore del fratello. «Il silenzioso diventa fonte di grazia per chi ascolta», aveva affermato san Basilio. Per il cristiano, il rimando all’ascolto obbediente della Parola di Dio, all’accoglienza del Verbo fatto carne è evidente ed estremamente eloquente.Non a caso è questo il silenzio che proviene a noi da una lunga storia spirituale: è il silenzio cercato e praticato dagli esicasti per ottenere l’unificazione del cuore, il silenzio della tradizione monastica finalizzato all’accoglienza in sé della parola di Dio, il silenzio della preghiera di adorazione della presenza di Dio. Ma è anche il silenzio caro ai mistici di ogni tradizione religiosa e, ancor prima, è il silenzio di cui è intriso il linguaggio poetico, il silenzio che costituisce la materia stessa della musica, il silenzio essenziale a ogni atto comunicativo. Il silenzio, evento di profondità e di unificazione, rende il corpo eloquente conducendoci ad abitare il nostro corpo, a nutrire la nostra vita interiore, guidandoci a quell’habitare secum così prezioso per la tradizione monastica come per quella filosofica. Il corpo abitato dal silenzio diviene rivelazione della persona intera.

Proviamo allora a ricavare nel ritmo del nostro vivere un tempo per ascoltare il silenzio: riusciremo a cogliere gli sforzi compiuti per crearlo e custodirlo, a discernere i suoni impercettibili della presenza di altre creature accanto a noi, a comprendere il non-detto che abita la gran quantità di parole, ad avere intelligenza di quanto accade – cioè, letteralmente, a “leggere dentro” gli eventi – e, finalmente, anche ad ascoltare meglio noi stessi e gli altri quando parlano al nostro cuore e alla nostra mente, e non solo ai nostri orecchi.

​​

Enzo Bianchi

Preghiera a San Giovanni Battista

29 agosto 2013

 

San Giovanni Battista, che fosti chiamato da Dio

a preparare la via al Salvatore del mondo

e invitasti le genti alla penitenza e alla conversione,

fa’ che il nostro cuore sia purificato dal male

perchè diveniamo degni di accogliere il Signore.

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Papa Francesco. Saluto ai giovani del pellegrinaggio della Diocesi di Piacenza-Bobbio

29 agosto 2013

BELLEZZA, BONTA’- VERITA’

Basilica Vaticana – Altare della Cattedra
Mercoledì
 28 agosto 2013

Grazie di questa visita!

Il vescovo ha detto che io ho fatto un grande gesto a venire qui. Ma l’ho fatto per egoismo. Sapete perché? Perché mi piace stare con voi! E questo è un egoismo.

Perché a me piace stare con i giovani? Perché voi avete dentro il vostro cuore una promessa di speranza. Voi siete portatori di speranza. Voi, è vero, vivete nel presente, ma, guardando il futuro… voi siete artefici di futuro, artigiani di futuro. Poi – e questa è la vostra gioia – è una cosa bella andare verso il futuro, con le illusioni, con tante cose belle – ed è anche la vostra responsabilità. Diventare artigiani del futuro. Quando a me dicono: “Ma, Padre, che brutti tempi, questi… Guarda, non si può fare niente!”. Come non si può fare niente? E spiego che si può fare tanto! Ma quando un giovane mi dice: “Che brutti tempi, questi, Padre, non si può fare niente!” Mah! Lo mando dallo psichiatra! Perché, è vero, non si capisce! Non si capisce un giovane, un ragazzo, una ragazza, che non vogliano fare una cosa grande, scommettere su ideali grandi, grandi per il futuro. Poi faranno quello che possono, ma, la scommessa è per cose grandi e belle. E voi siete artigiani del futuro. Perché? Perché dentro di voi avete tre voglie: la voglia della bellezza. A voi piace la bellezza, e quando voi fate musica, fate teatro, fate pittura – cose di bellezza – voi state cercando quella bellezza, voi siete ricercatori di bellezza. Primo. Secondo: voi siete profeti di bontà. A voi piace la bontà, essere buoni. E questa bontà è contagiosa, aiuta tutti gli altri. E anche – terzo -, voi avete sete di verità: cercare la verità. “Ma, Padre, io ho la verità!”. Ma sbagli, perché la verità non si ha, non la portiamo, si incontra. E’ un incontro con la verità, che è Dio, ma bisogna cercarla. E queste tre voglie che voi avete nel cuore, dovete portarle avanti, al futuro, e fare il futuro con la bellezza, con la bontà e con la verità. Avete capito? Questa è la sfida: la vostra sfida. Ma se voi siete pigri, se voi siete tristi – è una cosa brutta, un giovane triste – se voi siete tristi… mah, quella bellezza non sarà bellezza, quella bontà non sarà bontà e quella verità sarà qualcosa… Pensate bene a questo: scommettere su un grande ideale, l’ideale di fare un mondo di bontà, bellezza e verità. Questo, voi potete farlo, voi avete il potere di farlo. Se voi non lo fate, è per pigrizia. Questo volevo dirvi, questo volevo dirvi.

Volevo dirvi questo, e dirvi: coraggio, andate avanti, fate rumore. Dove sono i giovani deve esserci rumore. Poi, si regolano le cose, ma l’illusione di un giovane è fare rumore sempre. Andate avanti! Nella vita ci saranno sempre persone che vi faranno proposte per frenare, per bloccare la vostra strada. Per favore, andate controcorrente. Siate coraggiosi, coraggiose: andare controcorrente. Mi dicono: “No, ma, questo, mah… prendi un po’ d’alcol, prendi un po’ di droga”. No! Andate controcorrente a questa civilizzazione che ci sta facendo tanto male. Capito, questo? Andare controcorrente; e questo significa fare rumore, andare avanti, ma con i valori della bellezza, della bontà e della verità. Questo volevo dirvi. Voglio augurare a voi tutto il bene, un bel lavoro, gioia nel cuore: giovani gioiosi! E per questo vorrei darvi la Benedizione. Ma prima, tutti insieme, pregheremo la Madonna che è la Madre della bellezza, la Madre della bontà e la Madre della verità, che ci dia questa grazia del coraggio, perché la Madonna era coraggiosa, aveva coraggio, questa donna! Era brava, brava, brava! Chiediamo a lei, che è in Cielo, che è la nostra Madre, che ci dia la grazia del coraggio per andare avanti e controcorrente. Tutti insieme, come siete, così, preghiamo un’Ave Maria alla Madonna.

[Ave Maria]

[Benedizione]

E vi chiedo di pregare per me, perché questo lavoro è un lavoro “insalubre”, non fa bene… [ride]. Pregate per me!

Tweet del Papa

29 agosto 2013

L’amore di Dio

non è qualcosa di vago, di generico;

l’amore di Dio

ha un nome ed un volto:

Gesù Cristo.

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Papa Francesco incontrerà Bea la “bimba di pietra” malata dalla nascita

29 agosto 2013

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Bea con la Mamma

Una malattia sconosciuta non la fa muovere

Gianni Giacomino Venaria (TO)

Beatrice, la bambina affetta da una malattia alle articolazioni ancora sconosciuta, incontrerà papa Francesco il 4 settembre. La comunicazione ufficiale è arrivata a mamma Stefania e papà Alessandro da pochi giorni. L’obiettivo è stato raggiunto grazie all’intercessione di Alessandro Maiorano, un fiorentino, che parlò già a Benedetto XVI della malattia di Bea. «Per noi sarà una grande emozione – ammettono Stefania e Alessandro, costretti a cambiare vita per accudire la loro piccola di appena tre anni e mezzo – il nostro pensiero sarà quello di portare al Santo Padre non solo le difficoltà di nostra figlia, ma di tutti i bambini malati». Il calvario per la famiglia è iniziato poco dopo la nascita della figlia.

 

Unico caso conosciuto

«Aveva solo due mesi e ci siamo accorti che non muoveva bene le manine e non riusciva a piegare le ginocchia» – spiega la mamma. I medici subito diagnosticarono un artogriposi, unico caso conosciuto. Da tenere sotto controllo con della fisioterapia per impedire l’irrigidimento delle articolazioni. Tutto inutile. In poco tempo la struttura ossea di Bea, oggi in cura al Regina Margherita, ha iniziato a calcificarsi fino ad impedire qualsiasi movimento alla piccola. «Vive come una piccola statua di marmo – continua la mamma – l’unico sollievo lo trova nella idrochinesiterapia ovvero l’acqua favorisce l’esecuzione di esercizi di mobilitazione.

 

Il sollievo dell’acqua

Bea viene immersa in una vasca di acqua calda a 30 gradi, la sensazione di calore permette di ammorbidire un po’ l’articolazione per consentire quel poco di movimento volontario». Sospira: «Lei è al corrente che ha qualcosa che non va e mi chiede se da grande camminerà. Come tutti i bambini vive di pensieri, emozioni e desideri, nonostante sia costretta a crescere nella prigione che è la sua malattia».

Bea avrebbe bisogno di essere sottoposta a visite all’estero per capire se può sperare in un futuro diverso. Per questo è partita una grande catena di solidarietà. Il 21 settembre allo stadio Don Mosso di Venaria si giocherà il primo «Derby dell’Amicizia» per Gli Amici del Mondo di Bea. Scenderanno in campo la Nazionale Italiana dell’Amicizia e la Nazionale Italiana di Amici, la trasmissione di Canale 5 condotta da Maria De Filippi.

 

Amici per sempre

I ragazzi del famoso format al termine della partita faranno il Varietà Amici per sempre, con uno spettacolo interattivo che coinvolgerà il pubblico. L’evento verrà ripreso dalle telecamere di Canale 5 e sarà l’occasione per tenere a battesimo l’associazione «Gli Amici del mondo di Bea».

Fonte:

http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste

/dettaglio-articolo/articolo/papa-bambina-27346/

Vangelo (Mt 25,1-13) del giorno dalle letture della Messa (Venerdì 30 Agosto 2013) con commento comunitario

29 agosto 2013

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,1-13)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
 
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
 
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
 
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
 
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».
 Questo è il Vangelo del 30 Agosto, quello del 29 Agosto lo potrete trovare qualche post più sotto.

La Santa Sindone

29 agosto 2013

SINDONE

La ricerca informatica  

L’idea di applicare l’informatica all’analisi dell’immagine sindonica è nata in seguito allo sviluppo della tecnologia elettronica, che ha reso possibile la conversione delle immagini in modo numerico. Parallelamente sono stati ideati algoritmi che, applicati alle immagini numeriche, permettono di migliorare o ricuperare l’informazione non immediatamente deducibile dall’analisi del supporto originale. L’informatica è pertanto in grado di fornire importanti contributi alla ricerca scientifica sulla Sindone e in particolare al problema dell’autenticità.

Partendo dalle immagini numeriche si possono applicare algoritmi di elaborazione con lo scopo di evidenziare l’eventuale presenza di contenuti informatici non evidenti all’osservazione diretta.

Occorre puntualizzare che le metodologie informatiche permettono di estrarre informazioni comunque presenti nell’immagine originale, ma non immediatamente visibili all’occhio umano senza introdurre alcun artificioso contenuto.

È necessario inoltre sottolineare che, nonostante la Sindone presenti sfumature colorimetriche nella gamma del giallo, le elaborazioni mediante computer usano principalmente immagini rappresentate con sfumature di tonalità di grigio, comprese tra il bianco e il nero; lo scopo infatti è di esaltare il contenuto informativo e non di conservare l’aspetto di colorazione originaria.

Le immagini con variazione di livelli di grigio sono comunque usate nella stragrande maggioranza delle applicazioni informatiche che considerano principalmente fonti monocromatiche come per esempio quella biomedica.

Le elaborazioni informatiche si prefiggono lo scopo di rendere maggiormente fruibile all’occhio umano il contenuto informativo intrinseco delle immagini; esse si basano sull’applicazione di tecniche di miglioramento di qualità basate sull’applicazione sia di procedimenti di riscaldamento dei livelli di grigio sia di filtri. Modificare i livelli di grigio significa influire sul contrasto (cioè la variazione di luminanza) con conseguente aumentata capacità di discernere i dettagli. I filtri invece sono applicazioni di concetti fisico – matematici che elaborano la luminanza di un pixel sulla base dei valori assunti da quelli di una zona circostante, sfruttando la correlazione esistente fra gli stessi. Le elaborazioni tengono inoltre conto della fisiologia della visione. L’occhio umano riesce infatti a percepire differenze di luminanza associate ai dettagli, quando questi differiscano di un valore legato alla sensibilità al contrasto che caratterizza la risposta dell’occhio. Poiché l’organo della vista riesce normalmente a catturare una cinquantina di livelli di grigio, ne segue che, al fine di migliorare la leggibilità di un’immagine, è opportuno ridefinire la distribuzione di livelli di grigio, aumentando il contrasto. Elaborando immagini monocromatiche, può verificarsi la necessità di trasformare i livelli di grigio in colore, allo scopo di rendere immediatamente valutabili dall’occhio umano particolari informazioni presenti nell’immagine. La tecnica applicata, detta dello pseudo-colore, si basa sul fatto che l’occhio possiede una più spiccata capacità di distinguere i colori, piuttosto che i livelli di grigio.

I filtri di elaborazione vengono invece generalmente utilizzati per eliminare il rumore che altera o maschera il contenuto informativo di un’immagine oppure per esaltare le transizioni di luminanza che si verificano in corrispondenza ai contorni delle strutture presenti nell’immagine stessa. L’utilizzo di filtri per eliminare il rumore può essere potenzialmente pericoloso, poiché oltre ad agire sui disturbi può alterare anche il segnale, attenuare o addirittura cancellare i particolari di interesse. Se però l’informazione eliminata non è direttamente associata alla struttura in esame, l’applicazione dei filtri conduce effettivamente a un miglioramento di qualità dell’immagine.

Nel caso della Sindone, i problemi che occorre affrontare riguardano l’esaltazione sia dei dettagli sia del comportamento peculiare dell’immagine.

La prima fotografia ufficiale della Sindone, realizzata dall’avvocato Secondo Pia nel 1898 con lastra monocromatica, ha messo in evidenza una delle caratteristiche dell’immagine sindonica e cioè la negatività: l’informazione relativa alle parti anatomiche che definiscono la figura del corpo sono scure esattamente come avviene nella pellicola fotografica. Le macchie di sangue invece sono in positivo in quanto sono scure per loro natura.

Associata al comportamento di negatività vi è un’altra caratteristica molto più importante e inusuale: la tridimensionalità. La tridimensionalità è la prerogativa di un corpo di estendersi nelle tre direzioni: larghezza, altezza e profondità. Un’immagine presenta allora questo contenuto se è possibile ricavare le informazioni spaziali delle strutture in essa rappresentate. Questo fatto si manifesta con sfumature di intensità luminosa che dipendono dalla distanza rispetto al sistema di acquisizione: nel caso della Sindone le impronte sono scure in corrispondenza a zone in rilievo e chiare nelle altre parti.

L’elaborazione numerica dell’immagine della Sindone, indirizzata alla determinazione della presenza della tridimensionalità nell’impronta, ha così permesso di ottenere nuove immagini che evidenziano il rilievo e permettono di rilevare particolari, non visibili nell’immagine originale.

Continua….

Fonte: http://www.sindone.org/santa_sindone/scienza

/00024090_Dal_1898_al_1969.html

Preghiera:

O Padre ,

che hai glorificato tuo Figlio Gesù Cristo ,

nella sua beata passione

e lo hai costituito Signore

nella sua resurrezione dai morti.

A noi che veneriamola sua immagine.

Raffigurata nella Santa Sindone dona di contemplare il suo volto glorioso.

Vengo con te, Gesù

29 agosto 2013

abbraccio[1]

Vieni e Seguimi

Signore Gesù, tu sei sempre con me:

la tua parola è luce ai miei passi.

I tuoi gesti di bontà infondono in me

il coraggio e la gioia di vivere.

Per donarci la salvezza, o Gesù,

sei venuto a vivere in mezzo a noi.

Tu sei passato sulle nostre strade,

facendo del bene a tutti con amore.

Gesù, tu oggi passi accanto a me,

mi chiami per nome e mi chiedi:

“Vuoi essere mio amico anche tu?

Vuoi diventare mio discepolo?”.

Come Pietro e Andrea, Giacomo

e Giovanni, come Levi, ti rispondo:

“Anch’io, Gesù, vengo con Te.

Sarò tuo discepolo per sempre”.

Gesù, faccio questa scelta ora,

che sono agli inizi della vita.

Io voglio che tu, Signore Gesù,

sia mio amico per tutta la vita.

Fonte: http://www.qumran2.net/ritagli/

Il martirio di San Giovanni Battista. Benedetto XVI: Udienza Generale del 29 agosto 2012 a Castel Gandolfo

29 agosto 2013

Cari fratelli e sorelle,

in quest’ultimo mercoledì del mese di agosto, ricorre la memoria liturgica del martirio di san Giovanni Battista, il precursore di Gesù. Nel Calendario Romano, è l’unico Santo del quale si celebra sia la nascita, il 24 giugno, sia la morte avvenuta attraverso il martirio. Quella odierna è una memoria che risale alla dedicazione di una cripta di Sebaste, in Samaria, dove, già a metà del secolo IV, si venerava il suo capo. Il culto si estese poi a Gerusalemme, nelle Chiese d’Oriente e a Roma, col titolo di Decollazione di san Giovanni Battista. Nel Martirologio Romano, si fa riferimento ad un secondo ritrovamento della preziosa reliquia, trasportata, per l’occasione, nella chiesa di S. Silvestro a Campo Marzio, in Roma.

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