Archive for novembre 2013

Discorso di Papa Francesco alla chiesa greco-melchita

30 novembre 2013


Sala Clementina
Sabato 30 novembre 2013

Beatitudine,
cari fratelli nell’episcopato e nel sacerdozio,
cari fratelli e sorelle,

Con gioia vi accolgo presso San Pietro, dove siete venuti a riaffermare il profondo legame della Chiesa di Antiochia dei Greco-melchiti con il suo successore. Venite come testimoni delle origini apostoliche della nostra fede. Da allora, la gioia del Vangelo continua a illuminare l’umanità, e in essa voi camminate, nonostante le numerose prove che avete conosciuto nella storia e fino ai nostri giorni.

Il mio pensiero va subito ai fratelli e alle sorelle della Siria, che patiscono da lungo tempo una “grande tribolazione”; prego per quanti hanno perso la vita e per i loro cari. Voglia il Signore asciugare le lacrime di questi suoi figli; la vicinanza di tutta la Chiesa li conforti nell’angoscia e li preservi dalla disperazione.

Crediamo fermamente nella forza della preghiera e della riconciliazione, e rinnoviamo il nostro accorato appello ai Responsabili perché cessi ogni violenza e attraverso il dialogo si trovino soluzioni giuste e durature ad un conflitto che ha già causato troppi danni. In particolare, esorto al rispetto vicendevole tra le varie confessioni religiose, per assicurare a tutti un futuro basato sui diritti inalienabili della persona, compresa la libertà religiosa. La vostra Chiesa da secoli ha saputo convivere pacificamente con altre religioni ed è chiamata a svolgere un ruolo di fraternità in Medio Oriente.

Ripeto anche a voi: non ci rassegniamo a pensare al Medio Oriente senza i cristiani. Tuttavia, molti vostri fratelli e sorelle sono emigrati, e una folta rappresentanza dalle comunità in diaspora è qui presente. Le incoraggio a mantenere salde le radici umane e spirituali della tradizione melchita, custodendo dovunque l’identità greco-cattolica, perché la Chiesa intera ha bisogno del patrimonio dell’Oriente cristiano, di cui anche voi siete eredi. Al tempo stesso, siete segno visibile per tutti i nostri fratelli orientali della auspicata comunione col Successore di Pietro. In questa festa di sant’Andrea Apostolo, fratello di san Pietro, il mio pensiero va a Sua Santità Bartolomeo, Patriarca di Costantinopoli, e alle Chiese Ortodosse, tante Chiese sorelle.

Preghiamo il Signore che ci aiuti a proseguire il cammino ecumenico, nella fedeltà ai principi del Concilio Ecumenico Vaticano II. Aiuti voi ad essere sempre cooperatori dell’evangelizzazione, coltivando la sensibilità ecumenica e interreligiosa. Ciò è possibile grazie all’unità, alla quale sono chiamati i discepoli di Cristo (cfr At 4,32); e l’unità esige sempre la conversione da parte di tutti. Al riguardo, l’Esortazione apostolica Ecclesia in Medio Oriente ha offerto indicazioni molto efficaci affinché i pastori e i fedeli vivano generosamente le rispettive responsabilità nella Chiesa e nella società. Le divisioni all’interno delle nostre comunità ostacolano seriamente la vita ecclesiale, la comunione e la testimonianza. Accompagno, perciò, il Patriarca e i Vescovi in questo impegno, affinché possano contribuire in tal modo all’edificazione del Corpo di Cristo. Ma vorrei tanto incoraggiare anche i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i fedeli laici ad offrire il loro essenziale apporto.

Invochiamo l’intercessione della Tuttasanta Madre di Dio, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, e di sant’Andrea, al quale ci rivolgiamo con le parole della tradizione bizantina: «Tu, che fra gli Apostoli fosti chiamato per primo, come fratello del Corifeo, implora dal Signore onnipotente la pace per il mondo e la grande misericordia per le anime nostre» (Apolytikiondella Memoria). Di cuore imparto a voi e alle vostre comunità la Benedizione Apostolica.

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Sussidio CEI Avvento 2013. I^ domenica

30 novembre 2013

GIUSTO DE MENABUOI, Venuta finale di Cristo, Volta del Battistero del Duomo di Padova, XIV sec.<br>Per gentile concessione del Duomo di Padova.

 

 

Il Cristo che viene nella gloria alla fine dei tempi è il nuovo cielo e la nuova terra che Dio ha preparato per i giusti (cf. Ap 21,1-6). Ce lo ricorda lo splendido affresco realizzato da Giusto de’ Menabuoi nell’ultimo quarto del XIV secolo nel Battistero di Padova. La figura imponente del Cristo Pantocratore circondato dalle schiere degli angeli e dei santi domina l’intera scena. Cristo è rivestito di una tunica rossa e ricoperto da un mantello azzurro intenso, lo stesso colore che avvolge la figura della Vergine Maria è la Chiesa glorificata – posta immediatamente sotto l’immagine maestosa del Cristo. Questi è il cielo stesso che si apre e si spalanca per accogliere i giusti. Non c’è spazio neppure per l’azzurro del cielo e per le nuvole poiché ormai il Signore della storia, principio e fine di tutte le cose, riempie con la sua gloria l’universo intero. Per la sua presenza non c’è più bisogno della luce del sole né della luce della luna, perché lui stesso è la luce che illumina ogni cosa (cf. Ap 21,23). Lo stesso paradiso di cui ci parla il libro di Genesi è un’immagine velata di Cristo nel quale “tutto è stato creato” e nel quale “tutto sussiste” (cf. Col 1,15.17). Nel suo corpo glorificato appare finalmente il nuovo tempio, il vero tempio di Dio, secondo le parole dello stesso Gesà il quale parla del suo corpo come del tempio che verrà  edificato nel mistero pasquale della sua morte e risurrezione (cf. Gv 2,19-22). Cristo è la Città  stabile, e i credenti mediante il battesimo sono divenuti pietre vive edificate sul fondamento degli apostoli e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. Su di lui ogni costruzione cresce ben ordinata per formare il tempio santo di Dio (cf. 1Pt 2,4-6Ef 2,21). Già al presente ha inizio l’edificazione di quel tempio che sarà  completo solo alla fine, alla venuta finale di Cristo. La nuova Gerusalemme è dunque costituita dal Signore glorificato e da coloro che gli appartengono. La vita cristiana, iniziata nelle acque del battesimo, nutrita dall’Eucarestia e dalla grazia dei sacramenti, educata dalla Parola di salvezza e modellata dalla carità fraterna, tende verso la pienezza in Cristo ed è alimentata dalla speranza che quanto è avvenuto nel Capo si compia pure nelle sue membra e che all’immagine dell’uomo di terra segua l’immagine dell’uomo celeste (cf. 1Cor 15,48-49). Con lo sguardo fisso su Cristo il quale assicura la sua Chiesa con le parole: «Sì, verrò presto!» (Ap 22,20), il cristiano fa memoria del mistero del Natale sforzandosi di “raggiungere la vita eterna” (cf. 1Tm 6,12). «Verrà  dunque, verrà il Signore nostro Gesù Cristo dai cieli; verrà  nella gloria alla fine del mondo creato, nell’ultimo giorno. Vi sarà  allora la fine di questo mondo e la nascita di un mondo nuovo» (Cirillo di Gerusalemme, Catechesi Battesimali, 15.3).

Papa Francesco. Angelus Domini, Diretta. Testo scritto e videoregistrato

30 novembre 2013

Domenica 1 dicembre sarà possibile seguire la diretta a partire dalle 11.55

http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_QURZ6HDU

Il testo dell’Angelus sarà pubblicato su queste pagine non appena reso disponibile dalla Santa Sede

ANGELUS 

Piazza San Pietro
I Domenica di Avvento, 1° dicembre 2013

Video

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Iniziamo oggi, Prima Domenica di Avvento, un nuovo anno liturgico, cioè un nuovo cammino del Popolo di Dio con Gesù Cristo, il nostro Pastore, che ci guida nella storia verso il compimento del Regno di Dio. Perciò questo giorno ha un fascino speciale, ci fa provare un sentimento profondo del senso della storia. Riscopriamo la bellezza di essere tutti in cammino: la Chiesa, con la sua vocazione e missione, e l’umanità intera, i popoli, le civiltà, le culture, tutti in cammino attraverso i sentieri del tempo.

Ma in cammino verso dove? C’è una mèta comune? E qual è questa mèta? Il Signore ci risponde attraverso il profeta Isaia, e dice così: «Alla fine dei giorni, / il monte del tempio del Signore / sarà saldo sulla cima dei monti / e s’innalzerà sopra i colli, / e ad esso affluiranno tutte le genti. / Verranno molti popoli e diranno: / “Venite, saliamo al monte del Signore, / al tempio del Dio di Giacobbe, / perché ci insegni le sue vie / e possiamo camminare per i suoi sentieri”» (2,2-3). Questo è quello che dice Isaia sulla meta dove andiamo. E’ un pellegrinaggio universale verso una meta comune, che nell’Antico Testamento è Gerusalemme, dove sorge il tempio del Signore, perché da lì, da Gerusalemme, è venuta la rivelazione del volto di Dio e della sua legge. La rivelazione ha trovato in Gesù Cristo il suo compimento, e il “tempio del Signore” è diventato Lui stesso, il Verbo fatto carne: è Lui la guida ed insieme la meta del nostro pellegrinaggio, del pellegrinaggio di tutto il Popolo di Dio; e alla sua luce anche gli altri popoli possono camminare verso il Regno della giustizia, verso il Regno della pace. Dice ancora il profeta: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, / delle loro lance faranno falci; / una nazione non alzerà più la spada / contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra» (2,4). Mi permetto di ripetere questo che dice il Profeta, ascoltate bene: «Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, / delle loro lance faranno falci; / una nazione non alzerà più la spada / contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra». Ma quando accadrà questo? Che bel giorno sarà, nel quale le armi saranno smontate, per essere trasformate in strumenti di lavoro! Che bel giorno sarà quello! E questo è possibile! Scommettiamo sulla speranza, sulla speranza della pace, e sarà possibile!

Questo cammino non è mai concluso. Come nella vita di ognuno di noi c’è sempre bisogno di ripartire, di rialzarsi, di ritrovare il senso della mèta della propria esistenza, così per la grande famiglia umana è necessario rinnovare sempre l’orizzonte comune verso cui siamo incamminati. L’orizzonte della speranza! Questo è l’orizzonte per fare un buon cammino. Il tempo di Avvento, che oggi di nuovo incominciamo, ci restituisce l’orizzonte della speranza, una speranza che non delude perché è fondata sulla Parola di Dio. Una speranza che non delude, semplicemente perché il Signore non delude mai! Lui è fedele! Lui non delude! Pensiamo e sentiamo questa bellezza.

Il modello di questo atteggiamento spirituale, di questo modo di essere e di camminare nella vita, è la Vergine Maria. Una semplice ragazza di paese, che porta nel cuore tutta la speranza di Dio! Nel suo grembo, la speranza di Dio ha preso carne, si è fatta uomo, si è fatta storia: Gesù Cristo. Il suo Magnificat è il cantico del Popolo di Dio in cammino, e di tutti gli uomini e le donne che sperano in Dio, nella potenza della sua misericordia. Lasciamoci guidare da lei, che è madre, è mamma e sa come guidarci. Lasciamoci guidare da Lei in questo tempo di attesa e di vigilanza operosa.


Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle,

oggi ricorre la Giornata mondiale per la lotta contro l’HIV/AIDS. Esprimiamo la nostra vicinanza alle persone che ne sono affette, specialmente ai bambini; una vicinanza che è molto concreta per l’impegno silenzioso di tanti missionari e operatori. Preghiamo per tutti, anche per i medici e i ricercatori. Ogni malato, nessuno escluso, possa accedere alle cure di cui ha bisogno.

Saluto con affetto tutti i pellegrini presenti: le famiglie, le parrocchie, le associazioni. In particolare, saluto i fedeli provenienti da Madrid, il Coro “Florilège” dal Belgio, il gruppo “Famiglie Insieme” di Solofra, e l’Associazione artistica operaia di Roma.

Saluto i fedeli di Bari, Sant’Elpidio a Mare, Pollenza e Grumo Nevano.

A tutti auguro un buon inizio di Avvento. Buon pranzo e arrivederci!

Il Papa ai giovani: non lasciatevi rubare l’entusiasmo

30 novembre 2013
 
AVVENTO CON GLI UNIVERSITARI

 

Andare «controcorrente», con «coraggio», senza rassegnarsi alla «mediocrità» e alla «noia». Parole di papa Francesco agli studenti delle Università di Roma, riuniti nella basilica di San Pietro per il tradizionale appuntamento d’Avvento.
«Sono diverse le sfide che voi giovani universitari siete chiamati ad affrontare con fortezza interiore e audacia evangelica» ha detto il Papa ai giovani, ricordando loro che «non vive chi non risponde alle sfide» sui temi della vita, dello sviluppo, della lotta per la dignità delle persone, della lotta contro la povertà e a favore dei valori cristiani. E invitandoli a «coltivare progetti di ampio respiro e andare oltre l’ordinario».
«Non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile! – ha aggiunto il Pontefice – Sarebbe uno sbaglio anche lasciarsi imprigionare dal pensiero debole e dal pensiero uniforme, come pure da una globalizzazione intesa come omologazione».

Agli universitari, e ai docenti e rettori arrivati da tutta Italia, papa Bergoglio ha proposto la testimonianza di Pier Giorgio Frassati. «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare – diceva il giovane torinese divenuto beato – Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere».
Il pensiero, ha concluso papa Francesco, «è fecondo quando è espressione di una mente aperta, che discerne, sempre illuminata dalla verità, dal bene e dalla bellezza. Se non vi lascerete condizionare dall’opinione dominante, ma rimarrete fedeli ai principi etici e religiosi cristiani, troverete il coraggio di andare controcorrente. Nel mondo globalizzato, potrete contribuire a salvare peculiarità e caratteristiche proprie, cercando però di non abbassare il livello etico. Infatti, la pluralità di pensiero e di individualità riflette la multiforme sapienza di Dio quando si accosta alla verità con onestà e rigore intellettuale, così che ognuno può essere un dono a beneficio di tutti»

 

Tratto dal quotidiano “L’avvenire”

Chiesa
30 novembre 2013

Preghiera della sera

30 novembre 2013

NOVENA A MARIA IMMACOLATA

(Festa: 8 Dicembre)

SECONDO GIORNO

(30 novembre)

 Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione.

Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare.

Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena.

Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.

Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta).

Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen!

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Papa Francesco _ Jorge Mario Bergoglio

30 novembre 2013

Il Papa incontra bambini malati di tumore e leucemia: sofferenze inspiegabili, ma Dio sa.

Commovente incontro oggi in Vaticano, nella Sala del Concistoro, tra Papa Francesco e una trentina di bambini polacchi malati di tumori e leucemia, giunti da Breslavia. Il servizio di Sergio Centofanti:

E’ stato un incontro semplice e toccante. L’organizzatore di questa bella iniziativa, l’avvocato polacco Krzysztov Bramorski, ha presentato i bambini al Papa:
“Portiamo a lei, Santità, oggi, soprattutto le preghiere di questi bambini malati. Preghiere che recitano ogni sabato, durante la Santa Messa nella clinica, con un pensiero per il Santo Padre. A questa udienza partecipano bambini malati delle più gravi forme di tumore e di leucemia. Per questo, portiamo anche il loro dolore, la loro paura, la loro speranza di riguadagnare salute e potere avere una vita lunga e piena di gioia”.
Papa Francesco ha salutato commosso i bambini giunti da Breslavia, che da settimane si stava preparando per questo evento:
“Vi do il mio cordiale benvenuto, vi saluto. E grazie per questa visita. Grazie per questa visita e grazie per le preghiera che voi fate per la Chiesa. Voi fate tanto bene alla Chiesa con le vostre sofferenze, sofferenze inspiegabili. Ma Dio conosce le cose e anche le vostre preghiere. Grazie tante. E sarà per me un piacere salutare ognuno di voi“.
Il Papa ha quindi abbracciato uno per uno i bambini, che gli hanno regalato un quadro raffigurante San Francesco d’Assisi, composto con la tecnica del collage. L’incontro si è concluso con la benedizione del Papa. E’ già la quarta volta che viene promossa questa iniziativa. I bambini di Breslavia hanno potuto incontrare già Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Una dottoressa, che negli scorsi anni ha accompagnato i piccoli malati, ci ha detto che questa esperienza del pellegrinaggio a Roma dal Santo Padre fa bene e che i bambini tornano in Polonia corroborati e in qualche modo “più sani”.
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Fonte: Radio vaticana

Cristiano

30 novembre 2013

Essere cristiano è bellissimo

è poter aiutare il prossimo

senza alcuna distinzione

sia di politica che di religione.

Essere cristiano è serietà

è il rifiuto di ogni volgarità

è il rifiuto di ogni violenza

senza desiderio di onoreficenza.

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Tweet del Papa

30 novembre 2013

“Battesimo” – Adele Verga

La Chiesa chiama tutti a lasciarsi avvolgere

dalla tenerezza e dal perdono del Padre.

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Chi è?Racconti per bambini

30 novembre 2013

Il nome di un personaggio si può scoprire anche senza avere una foto o un disegno che lo ritragga: basta conoscere dei particolari sulla sua vita (che cosa ha fatto, che cosa ha detto, come si è comportato in certe situazioni, ecc.). Con tutti questi dati si può scoprire di quale personaggio si tratta. Gesù, nel corso della sua vita sulla terra, dopo aver trascorso molto temo con i suoi apostoli, fece loro una domanda: “Chi dite che io sia?”. Voleva conoscere se, attraverso gli insegnamenti che egli aveva dato loro, i miracoli e le azioni che aveva compiuto, erano riusciti a comprendere chi era veramente Gesù. La risposta giusta la diede Pietro, quello che sarebbe diventato poi il capo degli apostoli: Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente.

Cecilia, una giovane e simpatica catechista, sa inventare giochi intelligenti e divertenti per i bambini che frequentano i suoi incontri. L’ultimo gioco che ha inventato si intitola Chi è?

Cecilia ha preparato tanti bigliettini che contengono degli indizi, attraverso i quali i bambini devono indovinare di quale personaggio si tratta.

– Il gioco non è difficile – aveva detto Cecilia – State un po’ attenti. Io ho preparato dei mazzi che contengono dieci carte ciascuno. In ogni carta contiene un indizio che riguarda un personaggio della Bibbia che voi dovete certamente conoscere.

I bambini seguivano attentamente e i loro occhi erano puntati sui dieci mazzi di carte che Cecilia aveva sistemato sopra il tavolo.

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Spiritualità dei Santi: (San Bernardo)

30 novembre 2013

Tacendo con gli uomini, si parla meglio con Dio.

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Leggere le Scritture

30 novembre 2013

 

 

…….per una lettura nella fede, credendo nella presenza attuale di
Dio che ci parla nel testo sacro. (L. Bouyer)

Vangelo (Mt 24,37-44) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 1 Dicembre 2013) con commento comunitario

30 novembre 2013

I DOMENICA DI AVVENTO

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 24,37-44) 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Questo è il Vangelo del 1 Dicembre, quello del 30 Novembre lo potrete trovare qualche post più sotto.

Salmo 19 (18) NARRANO I CIELI

30 novembre 2013

 

Ora sappiamo perché tante stelle e sappiamo perché tanti fiori:

siamo noi la coscienza del loro splendere,

noi la coscienza del loro fiorire;

ed è la tua legge la fonte di ogni esistere,

la ragione del nostro pensare ed agire.

2 Narrano i cieli la gloria di Dio,

il firmamento annunzia le opere

3 delle sue mani, il messaggio tramanda

il giorno al giorno, la notte alla notte.

4 Non è linguaggio d’accenti usati,

non sono voci che orecchio ascolta:

5 sono armonie che riempion la terra,

sonanti fino ai confini del mondo.

6 Là per il sole Dio pose una tenda:

esce da là quale sposo dal talamo

e di letizia inonda il creato,

come un eroe percorre il suo corso !

7 Da un estremo del cielo egli sorge,

all’altro estremo vi chiude il suo arco,

nulla mai sfugge ai suoi raggi di fuoco;

8 tutta perfetta è la Legge di Dio!

È l’altro sole che guida e ristora,

testimonianza verace di Dio

che di ogni giusto irradia la mente,

9 luce e splendore all’occhio del santo.

10 Pura, immutabile, eterna Parola!

Di Dio i detti son tutti fedeli,

11 e più preziosi dell’oro più fino,

molto più dolci del miele stillante.

12 Anche il tuo servo ne è illuminato:

grande è il bene per chi li osserva!

13 Ma come scorgere le inavvertenze?

Pure da colpe ignote tu salvami.

14 E anche da orgogli proteggi il tuo servo:

che mai prevalgano sopra di me:

solo allora sarò uomo libero,

integro e puro dal grande peccato.

15 Care ti siano queste parole che la mia bocca ti canta,

Signore: dei tuoi pensieri risuoni il mio cuore,

mio redentore, mia rupe, Signore.

Due soli, due luci, due parole divine: il sole, la luce e la parola del creato, voce segreta di Dio; il sole, la luce e la parola della Torah, cioè della Bibbia, voce esplicita di Dio. Un famoso commentatore ebreo medioevale scriveva: «Come il mondo non s’illumina e vive se non per opera del sole, così l’anima non raggiunge la sua pienezza di luce e di vita se non attraverso la Torah». II sole non è un dio come Ra o Aton, le divinità solari egiziane, è solo una splendida creatura che, come uno sposo o un corridore, esce dal talamo della notte per correre lungo l’orbita del cielo. E nel suo sfolgorare ha un messaggio superiore cifrato da svelare.

La Torah, la legge di Dio, è invece la parola pura, radiosa ed eterna di JHWH. Chi la accoglie con gioia è come se gustasse un miele dal gusto irraggiungibile, è come se avesse un tesoro ineguagliabile. «La mia Bibbia e la natura: questi sono i miei due libri di fede», esclamava il poeta francese Lamartine nello spirito del nostro cantico dei due dischi solari.

Dossologia

Sia gloria al Padre nell’alto dei cieli, sia gloria al Figlio,

suo eterno splendore, e allo Spirito, cuore del mondo,

pure all’uomo, suo volto, ancor gloria!

Preghiera

Padre, che hai creato il sole a illuminazione del giorno,

immagine del tuo Figlio, luce vera che illumina ogni uomo;

Padre, autore della Legge, splendore che illumina ogni legge,

fonte di ogni santità; Padre, cui tutto il creato scioglie l’inno di lode,

donaci un cuore puro per essere anche noi luminosi della tua luce,

e seguendo la tua via possiamo giungere a contemplare senza veli il tuo volto,

e a cantare con tutto il creato la tua gloria nel giorno che non conosce tramonto.

Amen.

David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI  traduzione poetica e commento

Vita nello Spirito

30 novembre 2013

“LO SPIRITO SANTO E’ FUOCO CHE PRIMA BRUCIA E POI ILLUMINA” (Matta El Meskin)

Seguire Cristo non è macerarsi in sacrifici, annullarsi in una falsa umiltà; è invece conquistare un’infinita passione per l’esistenza in tutte le sue forme, per tutte le creature.  

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Santo di oggi: Sant’ Andrea Apostolo, 30 novembre

30 novembre 2013

“San Pietro Apostolo”, El Greco (1610-1614)

SANT’ANDREA APOSTOLO

30 novembre

Bethsaida di Galilea – Patrasso (Grecia), ca. 60 dopo Cristo

All’apostolo Andrea spetta il titolo di “Primo chiamato”. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. La sua presenza è sottolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplicazione dei pani. Sappiamo inoltre che, proprio ad Andrea, si rivolsero dei greci che volevano conoscere Gesù, ed egli li condusse al Divino Maestro. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che hanno scarsa attendibilità. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia.

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Preghiera del mattino

30 novembre 2013

VIVERE D’AMORE

Signore Gesù, tu hai detto: «Se uno mi ama,

metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà.

Io verrò da lui con il Padre mio e abiteremo con lui…

Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi: rimanete nel mio amore». Vivere d’amore è custodirti, Verbo increato, Parola del mio Dio. Io ti amo e tu lo sai, o Gesù.

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Papa Francesco raccontato ai bambini

30 novembre 2013

http://vaticaninsider.lastampa.it/recensioni/dettaglio
-articolo/articolo/papa-francesco-libro-san-paolo-30093/

Libro d’Ore di Rainer M. Rlike. Das Stunden-Buch. Breviario on line e santi

30 novembre 2013

Questo Libro d’ore ebbe, nella prima metà del Novecento, vastissima fortuna e fu la base della fama di Rilke presso i suoi contemporanei. Il testo racchiude tre serie di liriche che il poeta concepì tra il 1899 ed il 1903 come intensamente spirituali, nella ricerca di una religiosità radicata nell’incontro tra l’occidente e l’oriente cristiani, capace a propria volta di illuminare i nuovi scenari aperti dalla nascente civiltà industriale. L’incompiutezza di Dio, la sua condizione di esule in un mondo che pure gli appartiene, la necessità di aiutarlo donandogli nuovamente gli spazi dell’esistenza, la consapevolezza del proprio fremere interiore al cospetto dell’infinito silenzio di Dio e del rumore crescente della vita sociale, la dignità indiscutibile della sofferenza e della povertà sono motivi che Rilke affida alla voce di un giovane monaco russo pittore di icone, protagonista di una vicenda che dalla vita monastica porta al pellegrinaggio nella vastità della Russia e poi alla contemplazione della povertà e della morte.

Cerchi che si tendono sempre più ampi
sopra le cose è la mia vita.
Forse non chiuderò l’ultimo,
ma voglio tentare.

Giro attorno a Dio, all’antica torre,
giro da millenni;
e ancora non so se sono un falco, una tempesta
o un grande canto.

 

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A questo link si può trovare la preghiera quotidiana delle Lodi, dei Vespri e della Compieta secondo la Liturgia delle Ore ed i santi di cui si fa memoria oggi.

http://www.ibreviary.com/m/breviario.php

 

Diretta dei Primi Vespri d’Avvento pregati da Papa Francesco con gli Universitari Romani

30 novembre 2013

Diretta a partire dalle 17.20 fino alle 19.15

http://www.radiovaticana.va/player/index_fb.asp?language=it&visualizzazione=VaticanTic&Tic=VA_DRRFIG7U

 

 

LIBRETTO DELLA CELEBRAZIONE

http://www.vatican.va/news_services/liturgy/libretti/2013/20131130-libretto-vespri-universitari-inizio-avvento.pdf

 

 

OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Basilica Vaticana
I Domenica di Avvento – Sabato, 30 novembre 2013

Video

Si rinnova oggi il tradizionale appuntamento d’Avvento con gli studenti delle Università di questa diocesi, ai quali si uniscono i Rettori e i Professori degli Atenei romani e italiani. Saluto tutti cordialmente: il Cardinale Vicario, i Vescovi, il Sindaco, le varie Autorità accademiche e istituzionali, gli Assistenti delle Cappellanie e dei Gruppi universitari. Saluto specialmente voi, cari universitari e universitarie.

L’auspicio che san Paolo rivolge ai cristiani di Tessalonica, affinché Dio li santifichi fino alla perfezione, dimostra da una parte la sua preoccupazione per la loro santità di vita messa in pericolo, e dall’altra una grande fiducia nell’intervento del Signore. Questa preoccupazione dell’Apostolo è valida anche per noi, cristiani di oggi. La pienezza della vita cristiana che Dio compie negli uomini, infatti, è sempre insidiata dalla tentazione di cedere allo spirito mondano. Per questo Dio ci dona il suo aiuto mediante il quale possiamo perseverare e preservare i doni che lo Spirito Santo ci ha dato, la vita nuova nello Spirito che Egli ci dà. Custodendo questa “linfa” salutare della nostra vita, tutto il nostro essere, spirito, anima e corpo, si conserva irreprensibile e integerrimo. Ma perché Dio, dopo che ci ha elargito i suoi tesori spirituali, deve intervenire ancora per mantenerli integri? Questa è una domanda che dobbiamo farci. Perché noi siamo deboli, – noi tutti lo sappiamo – la nostra natura umana è fragile e i doni di Dio sono conservati in noi come in “vasi di creta” (cfr 2 Cor 4,7).

L’intervento di Dio in favore della nostra perseveranza fino alla fine, fino all’incontro definitivo con Gesù, è espressione della sua fedeltà. E’ come un dialogo fra la nostra debolezza e la sua fedeltà. Lui è forte nella sua fedeltà. E Paolo dirà, in un’altra parte, che lui – lui, lo stesso Paolo – è forte nella sua debolezza. Perché? Perché è in dialogo con quella fedeltà di Dio. E questa fedeltà di Dio mai delude. Egli è fedele anzitutto a se stesso. Pertanto, l’opera che ha iniziato in ciascuno di noi, con la sua chiamata, la condurrà a compimento. Questo ci dà sicurezza e grande fiducia: una fiducia che poggia su Dio e richiede la nostra collaborazione attiva e coraggiosa, davanti alle sfide del momento presente. Voi sapete, cari giovani universitari, che non si può vivere senza guardare le sfide, senza rispondere alle sfide. Colui che non guarda le sfide, che non risponde alle sfide, non vive. La vostra volontà e le vostre capacità, unite alla potenza dello Spirito Santo che abita in ciascuno di voi dal giorno del Battesimo, vi consentono di essere non spettatori, ma protagonisti degli accadimenti contemporanei. Per favore, non guardare la vita dal balcone! Mischiatevi lì, dove ci sono le sfide, che vi chiedono aiuto per portare avanti la vita, lo sviluppo, la lotta per la dignità delle persone, la lotta contro la povertà, la lotta per i valori, e tante lotte che troviamo ogni giorno.

Sono diverse le sfide che voi giovani universitari siete chiamati ad affrontare con fortezza interiore e audacia evangelica. Fortezza e audacia. Il contesto socio-culturale nel quale siete inseriti a volte è appesantito dalla mediocrità e dalla noia. Non bisogna rassegnarsi alla monotonia del vivere quotidiano, ma coltivare progetti di ampio respiro, andare oltre l’ordinario: non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile! Sarebbe uno sbaglio anche lasciarsi imprigionare dal pensiero debole e dal pensiero uniforme, quello che omologa, come pure da una globalizzazione intesa come omologazione. Per superare questi rischi, il modello da seguire non è la sfera. Il modello da seguire nella vera globalizzazione – che è buona – non è la sfera, in cui è livellata ogni sporgenza e scompare ogni differenza; il modello è invece il poliedro, che include una molteplicità di elementi e rispetta l’unità nella varietà. Nel difendere l’unità, difendiamo anche la diversità. Al contrario quella unità non sarebbe umana.

Il pensiero, infatti, è fecondo quando è espressione di una mente aperta, che discerne, sempre illuminata dalla verità, dal bene e dalla bellezza. Se non vi lascerete condizionare dall’opinione dominante, ma rimarrete fedeli ai principi etici e religiosi cristiani, troverete il coraggio di andare anche contro-corrente. Nel mondo globalizzato, potrete contribuire a salvare peculiarità e caratteristiche proprie, cercando però di non abbassare il livello etico. Infatti, la pluralità di pensiero e di individualità riflette la multiforme sapienza di Dio quando si accosta alla verità con onestà e rigore intellettuale, quando si accosta alla bontà, quando si accosta alla bellezza, così che ognuno può essere un dono a beneficio di tutti.

L’impegno di camminare nella fede e di comportarvi in maniera coerente col Vangelo vi accompagni in questo tempo di Avvento, per vivere in modo autentico la commemorazione del Natale del Signore. Vi può essere di aiuto la bella testimonianza del beato Pier Giorgio Frassati, il quale diceva – universitario come voi – diceva:  «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere» (Lettera a I. Bonini, 27.II.1925).

Grazie, e buon cammino verso Betlemme!

Preghiera della sera

29 novembre 2013

“Immacolata Concezione”
Giambattista Tiepolo (1767-1769)

NOVENA A MARIA IMMACOLATA

(Festa: 8 Dicembre)

 

PRIMO GIORNO

(29 novembre)

Preghiera iniziale

Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione.

Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato, attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare.

Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena.

Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza.

Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (esporre la grazia richiesta).

Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi. Amen!

Orazione del giorno

O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo.

Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (esporre la richiesta). Amen!

Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre

Preghiera finale

O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!

O Dio, che con l’Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l’hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito.

Noi Te lo chiediamo per il Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!

SERENA NOTTE!

L’infinito diverrà…

29 novembre 2013

Scivola il giorno e trascina nell’oblio

momenti di frenetica ansietà;

la vita spazia fra argini e correnti

come il vento nel furor della tempesta

ma nello strappo che determina la fine

s’aggrappa l’uomo all’ultima sua cena,

raccoglie le proposte di perdono

e abbraccia l’Ostia abbarbicata nel sereno

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Omelia 1 Avvento anno A

29 novembre 2013

Cerco la quiete ma mi posso invece ritrovare l’ansia.La comodità e trovare la fatica.L’essere amato, stimato e trovare l’incomprensione, l’ingiustizia, la superficialità, l’opportunismo, il tradimento.La soddisfazione e trovare lo scoraggiamento, la stanchezza, l’inutilità di tanti sforzi… Come posso reagire? Mi rassegno, cerco di godere il possibile, mi chiudo molto in me stesso, cerco evasioni che sono in fondo modi di drogarsi perché vi è poco di vero in esse… Le letture di oggi ci dicono che esiste una strada per uscire da questo torpore, da questo falso luccichio che ci lascia storditi e soli… anzi ci dice che dal bisogno di trovare questa strada dipendono i nostri malesseri, se ce ne avvediamo, perché talora si può essere così immersi in essi che ci pare di avere trovato le vie giuste per goderci la vita e non ci rendiamo conto delle nevrosi, ansie, solitudini, etc., che covano nel profondo del nostro cuore: non si accorsero di nulla, dice il vangelo di oggi, non solo del bene che potevano scoprire ma neanche del malessere che pure vivevano.Voglio gioia, pace, serenità, amore, amicizia, soddisfazione? Certo, ma mi pare che se la cerco in Dio mi dà solo altri pesi.Chi di noi non ha visto in vario modo così la propria vita? Perché per alcuni un giorno, lo vediamo, sembra aprirsi un orizzonte nuovo, che noi non comprendiamo eppure li vediamo più sereni, più motivati nel lottare, nell’affrontare le prove, spesso più pieni di amici, più amorevoli verso di noi, interessati, presi, da cose che per noi non hanno senso… ma che gli succede a questi? Non è che non hanno anche loro ansie, fatiche, dolori, ma si vede che sta nascendo in loro nel profondo un seme di pace, di gioia, di amore, di positività che non è cosa loro, che li porta.Sono più leggeri, più vivi, anche se anche loro hanno le loro prove.Non di rado vediamo che la loro vita gradualmente si fa più semplice, che certe loro strade si fanno più lineari, che via via si inceppano di meno in tante cose, conservano uno sguardo sereno e fiducioso in tante situazioni apparentemente non facili, che certi loro problemi magari annosi cominciano a prendere pieghe nuove, che nuovi doni che prima non avevano vengono ora nella loro vita: sarà un semplice caso? Le letture di oggi ci dicono che non è un caso, che vi è una direzione di vita, che possiamo svegliarci e scoprire che la speranza di una vita più viva, più bella, non era solo un sogno.Ci dicono che anche se non abbiamo ancora trovato questa strada più pienamente cosa naturale e saggia sarebbe essere onesti, sinceri, nel cercarla, e vigilare per vedere se e dove sia.Sinceri perché presi dalla fatica della ricerca, dell’attesa, ci possiamo inventare scorciatoie che in fondo magari sappiamo che sono palliativi e non strade autentiche, che costruiscono, anche se magari non ce lo diciamo e così ci distraiamo da una ricerca più efficace, perdiamo a lungo tempo pur in fondo sapendo di perderlo.Vigili perché, ad es., ci sono persone che ci attestano che quello che dice Cristo è vero e obiettivamente noi vediamo che quelli che realmente provano a seguirlo, a crescere, gradualmente entrano in una vita comunque migliore, quelli che più perseverano concretamente nella crescita diventano persone molto pacificate, molto gioiose, molto vive, amorevoli… Che vuol dire essere vigili? Quaesivi et non inveni si ferma a ripetere qualche uomo di cultura, forse, talora, non sapendo di pronunciare un brano del biblico Cantico dei cantici, dove l’anima dice che ha cercato il suo amore e non lo ha trovato.Eppure Gesù dice che chi cerca trova, a chi bussa sarà aperto… In quella meravigliosa poesia che è il Cantico dei cantici noi vediamo che poi l’anima trova il suo amore proprio continuando a chiamarlo, a cercarlo, nelle strade, nelle piccole nuove aperture, della vita concreta, non fermandosi davanti agli ostacoli, non dicendo che non esiste perché non è ancora venuto in pienezza, ma invece accendendosi gradualmente di speranza proprio in un piccolo iniziale contatto con lui, che gli ha aperto una nuova piccola luce, una nuova piccola gioia, fosse anche solo una nuova consapevolezza che è giusto cercarlo, seguirlo.A Noè fu proposto di costruire un’arca sulla terraferma, lui non vedeva il perchè ma lo fece e poi vide che Dio ne sapeva più di lui.L’aprirsi alla vita sta proprio in questo anche piccolo saltare dal controllo di tutto che come visto sopra ci porta risultati contrari a quelli cercati, all’affidarsi a Dio, cominciando a seguirlo per fede sulle sue strade.Il Signore parla di non lasciarsi scassinare la casa, papa Francesco ci dice di non lasciarci rubare la speranza: distrazioni, scorciatoie, riferimenti in persone sbagliate, nella mentalità corrente, quante cose possono distoglierci dal riconoscere la venuta di Dio nella nostra vita.L’avvento è un tempo in cui il Signore ci aiuta in modo particolare a non lasciarci ingannare da resistenze interiori ed esterne ed invece a cogliere il suo delicato bussare alla porta del nostro cuore per aprirci ad una vita che ci farà sempre più scoprire.Se ci siamo già messi, da poco, in cammino rendiamo perseveranti queste nuove scelte, anche solo perché sono giuste, se da più tempo le abbiamo fatte nostre e bene assorbite sarà proprio la grazia nuova a renderci attenti a cercare, a  compiere, nuove scelte verso una vita sempre più piena.Talora l’aridità, il buio, li può sperimentare anche chi cerca con sincerità ma talora, ad es., essi possono nascere proprio dal fatto che Dio ci chiama a compiere nuovi passi di crescita, pregare un po’ di più, donarci di più agli altri… Dialoghiamo dunque con chi ci può aiutare a discernere la tappa del nostro cammino che stiamo vivendo, lasciamoci aiutare ad essere ben vigilanti.

Daniele cap.3

29 novembre 2013

Riconoscimento del miracolo                                     

[91]Allora il re Nabucodònosor rimase stupito e alzatosi in fretta si  rivolse ai suoi ministri: «Non abbiamo noi gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?». «Certo, o re», risposero.                   

[92]Egli soggiunse: «Ecco, io vedo quattro uomini sciolti, i quali camminano in mezzo al fuoco, senza subirne alcun danno; anzi  il quarto è simile nell’aspetto a un figlio di dei».                   

[93]Allora Nabucodònosor si accostò alla bocca della fornace con il fuoco acceso e prese a dire: «Sadràch, Mesàch, Abdènego, servi del Dio altissimo, uscite, venite fuori». Allora Sadràch, Mesàch e Abdènego uscirono dal fuoco.                   

[94]Quindi i satrapi, i prefetti, i governatori e i ministri del re si  radunarono e, guardando quegli uomini, videro che sopra i loro corpi il fuoco non aveva avuto nessun potere; che neppure un capello del loro capo era stato bruciato e i loro mantelli non erano stati toccati e neppure l’odore del fuoco era penetrato in essi.                                 

[95]Nabucodònosor  prese a dire: «Benedetto il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, il quale ha mandato il suo angelo e ha liberato i servi che hanno confidato in lui; hanno trasgredito il comando del re hanno esposto i loro corpi per non servire e per non adorare alcun altro dio che il loro Dio.                   

[96]Perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua  appartenga, proferirà offesa contro il Dio di Sadràch, Mesàch e Abdènego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta a un mucchio di rovine, poiché nessun altro dio può in tal maniera liberare».                   

[97]Da  allora il re promosse Sadràch, Mesàch e Abdènego a cariche pubbliche nella provincia di Babilonia.                   

IL SOGNO PREMONITORE E LA FOLLIA                   

DI NABUCODONOSOR                                                     

[98]Il  re Nabucodònosor a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano in tutta la terra: Pace e prosperità!                   

[99]M’è parso opportuno rendervi noti i prodigi e le meraviglie che il Dio altissimo ha fatto per me.                   

[100]Quanto sono grandi i suoi prodigi e quanto straordinarie le sue meraviglie! Il suo regno è un regno eterno e il suo dominio di generazione in generazione.

Come è nato il sistema solare? Spiegazione per bambini

29 novembre 2013

Una nebulosa

Attualmente non ci sono spiegazioni accettate universalmente sulla nascita del sistema solare. Rimane ancora oggi plausibile l’ipotesi formulata da Kant nel 1755 ed elaborata l’anno seguente da Laplace: il sistema solare sarebbe nato da una nebulosa rotante in via di raffreddamento. Al centro del vortice ci sarebbe stato il Sole da cui si sarebbe staccato del materiale per forza centrifuga dando origine ai pianeti.

Cosa pensava Laplace?

P. S. Laplace (1749-1827) tentò di costruire un sistema cosmologico interamente basato sulle leggi della meccanica. Ciò gli permise di descrivere matematicamente i moti dei corpi celesti e di formulare la celebre ipotesi, detta di Kant e Laplace, sull’origine del  sistema solare. Secondo lo scienziato la formazione del sistema solare è avvenuta per il raffreddamento di una nebulosa rotante, con la conseguente condensazione della materia intorno a un centro di rotazione che ha prodotto il Sole. Da quest’ultimo si sarebbero staccate porzioni di materia che hanno originato i pianeti. Questa teoria spiegava la nascita del nostro sistema solare senza bisogno di ricorrere all’ipotesi di Dio.

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Tweet del Papa

29 novembre 2013

Per noi è difficile perdonare gli altri. 

Signore, donaci la tua misericordia,

per perdonare sempre.

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Bagnasco: l’etica del giornalista tra carta stampata e web. Intervento al convegno “Custodire l’umanità”

29 novembre 2013

Discorso in apertura del convegno «Custodire l’umanità»: il card. Bagnasco ha messo in guardia contro il rischio della violenza generata da solitudine e angoscia. In Italia, ha detto, «esiste una cultura chiassosa e supponente» che ridefinisce «in chiave individualista» parole «fondative come amore e libertà, famiglia e vita».

Intervento Card Bagnasco – Fisc 28 nov 2013

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Avvento 2013: la mostra “100 presepi” a Roma

29 novembre 2013

“Il presepe ci ricorda continuamente una cosa particolare: l’amore come sua proprietà ha quella di abbassarsi al livello di chi è amato. Il Mistero dell’Incarnazione ci svela la grandezza e il mistero enorme di quest’amore di Dio per l’uomo. Allora, guardare il presepe credo che aiuti tutti noi a ricordare quanto siamo amati da Dio. Credo che la bellezza della mostra sia proprio questa: l’uomo esprime il Mistero con le dimensioni della propria cultura”.

Mons. Celli, all’inaugurazione dell’ esposizione internazionale “100 presepi” avvenuta ieri a Roma e che rimarrà aperta fino al 6 gennaio nelle Sale del Bramante di Piazza del Popolo.

logo 100 presepi

In esposizione 171 presepi, che rispondono a canoni diversi: dal presepio storico-regionale (i classici del ’600 e ’700 napoletano , del ‘700 e dell’ 800 ligure, dell’800 romano), a quello di “fantasia”, dove l’estro dei presepisti trasforma la banalità di oggetti e materie del vivere quotidiano in una originale rappresentazione del sacro. Una mostra quindi particolare, non a caso indicata dal “The New York Times” tra le sei cose da visitare al mondo nel periodo di Natale.

Da quest’anno 100 Presepi racconta la storia del presepe nei vari territori, regione per regione, attraverso i secoli. Si inizia con la Liguria, precisamente con Genova, che dal XVII secolo si è imposta accanto a Napoli come uno dei centri più attivi nella produzione di figure di presepi, presentando alcune opere del Museo Giannettino Luxoro.

Spiritualità dei Santi: (S. Teresa d’Avila)

29 novembre 2013

Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando.

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Verso la GMG 2016. Sulle Beatitudini (12). Joseph Ratzinger- Benedetto XVI da “Gesù di Nazareth”

29 novembre 2013

Le Beatitudini vengono non di rado presentate come l’antitesi neotestamentaria al Decalogo, come, per così dire, l’etica più elevata dei cristiani nei confronti dei comandamenti dell’Antico Testamento. Questa interpretazione fraintende completamente il senso delle parole di Gesù. Gesù ha sempre dato per scontata la validità del Decalogo (cfr., per es., Mc 10,19; Lc 16,17); il Discorso della montagna riprende i comandamenti della Seconda tavola e li approfondisce, non li abolisce (cfr. Mt 5,21-48); ciò si opporrebbe diametralmente al principio fondamentale premesso a questo discorso sul Decalogo: “Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla Legge neppure un “iota” o un segno, senza che tutto sia compiuto” (Mt 5,17s). Intanto è sufficiente notare che Gesù non pensa di abolire il Decalogo, al contrario: lo rafforza.

Ma allora che cosa sono le Beatitudini? Anzitutto, esse si inseriscono in una lunga tradizione di messaggi veterotestamentari, quali troviamo, per esempio, nel Salmo 1 e nel testo parallelo di Geremia 17,7s: “Benedetto l’uomo che confida nel Signore…”. Sono parole di promessa, che nello stesso tempo contribuiscono al discernimento degli spiriti e diventano così parole guida.
La cornice data da Luca al Discorso della montagna chiarisce la destinazione particolare delle Beatitudini di Gesù: “Alzati gli occhi verso i suoi discepoli…”. Le singole affermazioni delle Beatitudini nascono dallo sguardo verso i discepoli; descrivono per così dire lo stato effettivo dei discepoli di Gesù: sono poveri, affamati, piangenti, odiati e perseguitati (cfr. Lc 6,20ss).
Sono da intendere come qualificazioni pratiche, ma anche teologiche, dei discepoli – di coloro che hanno seguito Gesù e sono diventati la sua famiglia.

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Leggere le Scritture

29 novembre 2013

 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica, I,I, 2, art.3

V. La Sacra Scrittura nella vita della Chiesa

131 « Nella Parola di Dio è insita tanta efficacia e potenza da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per i figli della Chiesa saldezza della fede, cibo dell’anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale » (DeiVerb. 21). « È necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura ».( Dei Verb. 22)

132 « Lo studio della Sacra Scrittura sia dunque come l’anima della sacra teologia. Anche il ministero della parola, cioè la predicazione pastorale, la catechesi e tutta l’istruzione cristiana, nella quale l’omelia liturgica deve avere un posto privilegiato, si nutre con profitto e santamente vigoreggia con la parola della Scrittura ».( Dei Verb. 24)

133 La Chiesa « esorta con forza e insistenza tutti i fedeli […] ad apprendere “la sublime scienza di Gesù Cristo” (Fil 3,8) con la frequente lettura delle divine Scritture. “L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” ».( Dei Verb. 25)

Vangelo (Mt 4,18-22) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 30 Novembre 2013) con commento comunitario

29 novembre 2013

SANT’ANDREA, apostolo – Festa

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 4,18-22)

In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.

 Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.

Questo è il Vangelo del 30 Novembre, quello del 29 Novembre lo potrete trovare qualche post più sotto.

Santo di oggi: San Francesco Antonio Fasani, 29 novembre

29 novembre 2013

SAN FRANCESCO ANTONIO FASANI

29 novembre

Lucera, 6 agosto 1681 – Lucera, 29 novembre 1742

La vita del P. Francesco Antonio Fasani appare chiaramente orientata in modo singolare verso Dio fin dall’infanzia, ad opera dell’educazione cristiana ricevuta dai genitori, e dell’attrazione esercitata nel suo animo dalla grazia della vocazione religiosa e sacerdotale.

Ad imitazione di S. Francesco costruì la sua vita religiosa sulla base di una generosa partecipazione ai misteri di Cristo nella pratica fedelissima dei consigli evangelici che considerava come espressione radicale di perfetta carità. Nelle sue continue preghiere, acceso da ardore serafico invocava Dio chiamandolo “sommo Amore, immenso Amore, eterno Amore, infinito Amore”.

La sua fervida devozione all’Immacolata Madre del Signore era alimentata da intensa applicazione a conoscere sempre meglio e far conoscere “chi è Maria”, ed insieme a riconoscere e far riconoscere con fede e con amore il ruolo materno a lei affidato nella storia della salvezza.

Degno ministro di “Colui che ininterrottamente esercita la sua missione sacerdotale in favore nostro nella Liturgia, per mezzo dello Spirito” (PO, 5), il P. Fasani si dedicò con tutte le sue energie ad assolvere con zelo il sacro ministero, specialmente con l’amministrazione del Sacramento della Riconciliazione e con la celebrazione del Sacrificio Eucaristico. “Confessava ogni ceto di persone – asserisce un teste – con somma pazienza e ilarità di volto“. Con tutti si dimostrava caritatevole e accogliente, giustificandosi con la speranza di poter dire un giorno al Signore: “Sono stato indulgente, non lo nego, ma voi me lo avete insegnato”. L’Eucaristia costituiva il perno della sua vita religiosa, ed insieme rappresentava il fine cui ordinava tutto il suo ministero sacerdotale. Sempre, infatti, l’Eucaristia è stata considerata “come fonte e culmine dell’evangelizzazione”, e sempre i fedeli si sono sentiti “pienamente inseriti nel Corpo di Cristo per mezzo dell’Eucaristia” (PO, 5). Fervente ministro dell’Eucaristia il P. Fasani celebrava il Sacrificio della Messa con un intenso ardore che elevava e nutriva il suo spirito ed insieme edificava i partecipanti; e nella predicazione inculcava nei fedeli l’amore all’Eucaristia promuovendo anche la Comunione quotidiana.

Martirologio Romano: A Lucera in Puglia, san Francesco Antonio Fasani, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, che, uomo di raffinata cultura pervaso da un grande amore per la predicazione e la penitenza, si adoperò al tal punto per i poveri e i bisognosi da non esitare mai a privarsi della veste per coprire un mendicante e offrire a tutti il suo cristiano sostegno.

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Commenti all’ Evangelii Gaudium. (7). G. Bassetti

29 novembre 2013

Commento di Gualtiero Bassetti, Arcivescovo metropolita di Perugia – Città della Pieve dal titolo “Dinamismo del Rinnovamento”  pubblicato su L’Osservatore Romano del 29 novembre 2013

Forse mai come oggi si ha la percezione concreta di vivere in un eccezionale e delicatissimo periodo di transizione storica. Un momento di passaggio caratterizzato da profondi mutamenti culturali, geopolitici ed economici che, velocemente e bruscamente, stanno ridisegnando la geografia morale e culturale del mondo in cui viviamo. In questo particolare crinale della storia, l’esortazione apostolica Evangelii gaudium assume un’importanza fondamentale.
Importanza che supera la stessa dimensione programmatica del testo e si innesta nella consapevolezza della dimensione e del senso della storia, che è storia della salvezza. La linea di collegamento tra il concilio, la sua costituzione sulla Chiesa Lumen gentium, l’esortazione apostolica di Paolo vi Evangelii nuntiandi e il testo di Papa Francesco si combina con il binomio evangelizzazione e Chiesa missionaria che è alla base dell’Evangelii gaudium.

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Preghiera del mattino

29 novembre 2013

GESU’ SOLO

L’ardente mio cuore vuol sempre donarsi, ha bisogno di mostrare la sua tenerezza. Chi potrà ricevere il mio amore?

 

Chi ricambiarmi amore per amore?

 

Tu solo, Gesù, puoi saziare l’anima mia. Nulla quaggiù pur rendermi felice.

 

Non è di qui la vera gioia.

 

Sola mia pace, sola mia felicità, solo mio amore, Signore, sei tu.

 

In te, che sapesti creare il cuore delle madri, io trovo ogni paterna tenerezza.

 

Verbo eterno, Gesù, solo mio amore, il tuo cuore è più che materno per me. Sempre mi segui e mi custodisci,

 

e quando ti chiamo, subito accorri.

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Documenti papali

29 novembre 2013

http://www.vatican.va/offices/papal_docs_list_it.html

La Parola di Dio dalla Prima Lettura. Il Libro di Daniele (4). Il Figlio dell’uomo. Catechesi di Giovanni Paolo II

29 novembre 2013

I Lettura Dn 7,2-14
Ecco venire con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uomo.
Salmo (Dn 3)
A lui la lode e la gloria nei secoli.
Vangelo Lc 21,29-33
Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.

 

7

2Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna, ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mare Grande 3e quattro grandi bestie, differenti l’una dall’altra, salivano dal mare.
4La prima era simile a un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono strappate le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d’uomo.
5Poi ecco una seconda bestia, simile a un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».
6Dopo di questa, mentre stavo guardando, eccone un’altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d’uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il potere.
7Dopo di questa, stavo ancora guardando nelle visioni notturne, ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d’una forza straordinaria, con grandi denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.
8Stavo osservando queste corna, quand’ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che proferiva parole arroganti.

 

9Io continuavo a guardare,
quand’ecco furono collocati troni
e un vegliardo si assise.
La sua veste era candida come la neve
e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;
il suo trono era come vampe di fuoco
con le ruote come fuoco ardente.
10Un fiume di fuoco scorreva
e usciva dinanzi a lui,
mille migliaia lo servivano
e diecimila miriadi lo assistevano.
La corte sedette e i libri furono aperti.

11Continuai a guardare a causa delle parole arroganti che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare nel fuoco. 12Alle altre bestie fu tolto il potere e la durata della loro vita fu fissata fino a un termine stabilito.

13Guardando ancora nelle visioni notturne,
ecco venire con le nubi del cielo
uno simile a un figlio d’uomo;
giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui.
14Gli furono dati potere, gloria e regno;
tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano:
il suo potere è un potere eterno,
che non finirà mai,
e il suo regno non sarà mai distrutto.

 

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La catechesi di Giovanni Paolo II del 29 aprile 1987 sul FIGLIO DELL’UOMO

 

1. Gesù Cristo, Figlio dell’uomo e di Dio: è il tema culminante delle nostre catechesi sull’identità del Messia. È la verità fondamentale della rivelazione cristiana e della fede: l’umanità e la divinità di Cristo sulla quale dovremo riflettere in seguito in modo più completo. Per ora ci preme completare l’analisi dei titoli messianici già in qualche modo presenti nell’Antico Testamento e vedere in quale senso Gesù li attribuisce a sè.

Quanto al titolo di “Figlio dell’uomo”, è significativo che Gesù ne abbia fatto un uso frequente parlando di se stesso, mentre sono gli altri che lo chiamano “Figlio di Dio”, come vedremo nella prossima catechesi. Invece egli si autodefinisce “Figlio dell’uomo”, mentre nessun altro lo chiamava così, se si eccettuano il diacono Stefano prima della lapidazione (At7, 56) e l’autore dell’Apocalisse in due testi (At 1, 13; 14, 14).

2. Il titolo “Figlio dell’uomo” proviene dall’Antico Testamento dal Libro del profeta Daniele. Ecco il testo che descrive una visione notturna del profeta: “Guardando ancora nelle visioni notturne, ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui, che gli diede potere, gloria e regno; tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano; il suo potere è un potere eterno, che non tramonta mai, e il suo regno è tale che non sarà mai distrutto”(Dn 7, 13-14).

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Papa Francesco. Omelia feriale quotidiana a s. Marta. Testo e videoregistrazione

29 novembre 2013

28 novembre 2013

Dn 7,2-14   Dn 3   Lc 21,29-33

 

Franciscus - miserando atque eligendo

 

CAPIRE I SEGNI DEI TEMPI

Nel Vangelo, Gesù non si arrabbia, ma fa finta quando i discepoli non capivano le cose. A quelli di Emmaus dice: ‘Stolti e tardi di cuore’. ‘Stolti e tardi di cuore’… Quello che non capisce le cose di Dio è una persona così. Il Signore vuole che noi capiamo cosa succede: cosa succede nel mio cuore, cosa succede nella mia vita, cosa succede nel mondo, nella storia… Cosa significa questo che accade adesso? Questi sono i segni dei tempi! Invece, lo spirito del mondo ci fa altre proposte, perché lo spirito del mondo non ci vuole popolo: ci vuole massa, senza pensiero, senza libertà. 

Lo spirito del mondo vuole che andiamo per una strada di uniformità, ma, come avverte San Paolo, lo spirito del mondo ci tratta come se noi non avessimo la capacità di pensare da noi stessi; ci tratta come persone non libere…. 

Il pensiero uniforme, il pensiero uguale, il pensiero debole, un pensiero così diffuso. Lo spirito del mondo non vuole che noi ci chiediamo davanti a Dio: ‘Ma perché questo, perché quell’altro, perché accade questo?’. O anche ci propone un pensiero prêt-à-porter, secondo i propri gusti: ‘Io penso come mi piace!’. Ma quello va bene, dicono loro… Ma quello che lo spirito del mondo non vuole è questo che Gesù ci chiede: il pensiero libero, il pensiero di un uomo e di una donna che sono parte del popolo di Dio e la salvezza è stata proprio questa! Pensate ai profeti… ‘Tu non eri mio popolo, adesso ti dico popolo mio’: così dice il Signore. E questa è la salvezza: farci popolo, popolo di Dio, avere libertà. 

E Gesù  ci chiede di pensare liberamente, pensare per capire cosa succede.  La verità è che da soli non possiamo! Abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore. Ne abbiamo bisogno per capire i segni dei tempi e lo Spirito Santo ci dà questo regalo, un dono: l’intelligenza per capire e non perché altri mi dicano cosa succede. 

Qual è la strada che il Signore vuole? Sempre con lo spirito di intelligenza per capire i segni dei tempi. E’ bello chiedere al Signore Gesù questa grazia, che ci invii il suo spirito di intelligenza, perché noi non abbiamo un pensiero debole, non abbiamo un pensiero uniforme e non abbiamo un pensiero secondo i propri gusti: soltanto abbiamo un pensiero secondo Dio. Con questo pensiero, che è un pensiero di mente, di cuore e di anima. Con questo pensiero, che è dono dello Spirito, cercare cosa significano le cose e capire bene i segni dei tempi.

Questaè dunque la grazia che dobbiamo chiedere oggi al Signore, La capacità che ci dà lo Spirito per capire bene i segni dei tempi.

Antichi Libri d’Ore. Libro d’Ore dei re cattolici. Breviario on line e santi

29 novembre 2013

Il prezioso manoscritto del 1505, pare molto amato dal re Filippo il Bello. Di seguito una bella pubblicazione che lo spiega nel dettaglio

http://museodeljuego.org/wp-content/uploads/contenidos_0000000508_docu1.pdf

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A questo link si può trovare la preghiera quotidiana delle Lodi, dei Vespri e della Compieta secondo la Liturgia delle Ore ed i santi di cui si fa memoria oggi.

http://www.ibreviary.com/m/breviario.php

 

Preghiera della sera

28 novembre 2013

“Christ among the Children” – Emil Nolde (1910)
Museum of Modern Art in New York.

PREGHIERA PER I BAMBINI

Signore Gesù,

Tu hai voluto nascere bambino,

e hai invitato gli uomini

ad imitare la semplicità dei fanciulli.

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La Fede

28 novembre 2013

Anche quest’anno

per il prossimo Natale,

Roma s’imbelletta,

per far piacere

al dio

consumo.

 

Io sono qui

innanzi a Te,

Signore,

a raccontarti

la povertà

della mia fede.

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Tweet del Papa

28 novembre 2013

“Moses und der brennende Dornbusch”
Marc Chagall – lithographie – 1966

Impariamo ad essere docili alla Parola di Dio,

pronti per le sorprese del Signore che ci parla.

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Una Lourdes nel cuore dell’Africa nera

28 novembre 2013

Santuario        di “Notre Dame des Douleurs” a Kibeho (Rwanda).   

In un piccolo lembo        dell’Africa centrale è sorto un Santuario intitolato a ‘Nostra        Signora dei Dolori’. Qui, 23 anni fa, la Madonna apparve ad alcune        ragazze del luogo per invitarle a pregare per la salvezza del mondo.

“Vi        esorto a pregare con fervore affinché questo Santuario di Kibeho possa        diventare il luogo da cui sorgerà un popolo rwandese rinnovato nella        fede, assetato di amore per il suo Dio, deciso a dimenticare il triste        passato della guerra fratricida, i cui segni terribili si riscontrano        dappertutto e, in modo particolare, in questo luogo”.

Così esordiva, la mattina del 31        maggio di un anno fa, il Card. Crescenzio Sepe, Prefetto della        Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel consacrare il        nuovo Santuario mariano dedicato a “Notre Dame des Douleurs”        a Kibeho, luogo oramai divenuto meta di pellegrinaggi da ogni parte        dell’Africa e del mondo fin dall’inizio degli anni Ottanta. Quasi        una nuova Lourdes nel cuore dell’Africa nera.

Le apparizioni della Vergine a Kibeho        (dal 28 novembre 1981 al 28 novembre 1989) sono le prime che si sono        verificate in terra africana e sulle quali la Chiesa ha espresso il suo        riconoscimento, giudicandole autentiche, al termine di una lunga        inchiesta e di un rigoroso processo canonico.

Una dichiarazione del Vescovo di        Gikongoro, la diocesi di appartenenza di Kibeho, preparata in accordo        con la Congregazione per la Dottrina della Fede, è stata resa nota in        contemporanea, nel maggio 2003, in Africa e in Vaticano, per        ufficializzare quello che è un evento straordinario. Un documento lungo        ventitre pagine che rappresenta il frutto di una lunga e prudente        inchiesta da parte della Chiesa.

“La Vergine Maria è apparsa a        Kibeho, nella giornata del 28 novembre 1981         – ha affermato il Vescovo Monsignor Augustin Misago – e nel corso        dei mesi seguenti. Ci sono più buone ragioni per crederlo che per        negarlo. A questo riguardo, solo le tre veggenti dell’inizio meritano di        essere considerate come autentiche; si tratta di Alphonsine Mumureke,        Anathalie Mukamazimpaka e Marie-Claire Mukangango”.

Recente immagine        della prima veggente, Alphonsine Mumureke,         alla quale la Vergine apparve il 28 novembre 1981.

“Io sono la Madre  del Verbo”

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