Archive for febbraio 2014

la liturgia del giorno: salmo 103 (102)

28 febbraio 2014

DIO È AMORE

 

Per prima cosa c’è da chiedere perdono a dire questo salmo così (come forse diciamo ogni preghiera!), consunti dall’uso, presi dentro il clima della solita abitudine. Invece lo stesso salmo c’ispiri a comporre anche noi – sull’esempio della Vergine e di Francesco – un nostro personale cantico delle creature. A tanto dovrebbe approdare lo spirito di pietà: a cantare anche noi come loro hanno cantato, fatti di volta in volta voce del creato; voce di questa umanità, racc ogliendo speranze e disperazioni; continuando appunto a «salmeggiare». 

 

 

1 Benedici Iddio, mia anima, uno ad uno, o visceri miei, benedite il nome suo santo.
2 Benedici il Signore, mia vita, non scordarne le grazie e i favori: egli dà sempre senza misura.
3 Dio perdona le innumeri colpe, tutti i mali tuoi egli risana
4 la tua vita ritrae da morte. Ti ricolmi di grazia e dolcezza,
5 i lunghi anni ti sazia di bene e tu giovane torni come aquila.
6 A salvezza agisce il Signore con giudizio per tutti gli oppressi:
7 a Mosè ha svelato il suo piano; a Israele le opere sue:
8 è pietoso e tenero Iddio, lento all’ira e pieno d’amore.
9 Non contende a lungo il Signore, né la collera serba per sempre, –
10 non ci tratta secondo i peccati. Inferiore è la paga alla colpa:
11 quanto il cielo sovrasta la terra così egli trascende in amore.
12 Quanto dista oriente da ovest, tanto getta lontano da se tutti i nostri misfatti e rivolte.
13 Come è tenero un padre coi figli, così è per i santi il Signore:
14 egli sa come siamo plasmati; che ci ha fatti di fango ricorda:
15 sono erba i giorni dell’uomo, la sua vita un fiore dei campi:
16 se appena il vento lo investe non è più, ne del posto v’è traccia;
17 ma l’amore di Dio è per sempre; è da sempre per quanti lo temono: per i figli dei figli salvezza,
18 per i giusti fedeli al suo patto; per chi ascolta la sua Parola!
19 Egli tiene suo trono nei cieli, l’universo intero è il suo regno!
20 Benedite il Signore, voi Angeli, voi, o forti guerrieri, attenti sempre al suono della sua Parola.
21 Benedite il Signore dai cieli, schiere d’astri e ministri devoti sempre pronti ai divini voleri.
22 Benedite il Signore, voi tutte creature del vasto suo regno: benedici il Signore, mia vita!
Il «Dio è amore» della Prima Lettera di Giovanni (4,8) sembra quasi anticipato in questa benedizione che F. Nietzsche ha definito «il libro della giustizia divina», una giustizia che conosce il perdono. Infatti il filosofo tedesco allegava questo salmo nella sua polemica contro la riduzione dell’ Antico Testamento a testimonianza della sola giustizia punitiva di Dio. Racchiuso entro due benedizioni, personale la prima (vv. 2-3) e corale-cosmica quella finale (vv. 20-23), il salmo si sviluppa in due movimenti. Il primo è un dolce canto dell’amore e del perdono (vv. 4-10), un perdono che supera le rigide leggi della giustizia (v. 10). Il secondo movimento lirico celebra il rapporto tra amore divino e fragilità umana (vv. 11-19) e lo fa attraverso cinque similitudini di grande efficacia: la distanza verticale cielo-terra, quella orizzontale oriente-occidente, la tenerezza paterna, l’erba e il fiore del campo investiti dal vento bruciante del deserto. Su tutta la scena si erge la bontà amorosa di Dio, espressa tra l’altro anche con la celebre radice ebraica rhm , che indica «la visceralità» materna dell’amore di Dio per la sua creatura. L ‘uomo debole e inconsistente,
«breve di giorni e sazio di inquietudine» (Giobbe 14,1), è avvolto dall’«amore di Dio che è per sempre» (v. 17).

 

 

Dossologia

Gloria al Padre, al Figlio, a llo Spirito, per l’amore, la fede e speranza che ci fanno creature divine.

 

Preghiera

Padre della vita, fa’ che nessuno di noi finisca nel nulla; Padre, che nel Cristo Gesù hai rivelato il tuo amore per ogni uomo, non guardare ai nostri peccati, ma continua a darci la tua grazia che ci salvi dal male e dalla morte; e rendi i nostri volti sempre più simili al volto del tuo Figlio che di te splende per sempre.

Amen

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David Maria Turoldo  Gianfranco Ravasi

I SALMI  traduzione poetica e commento

 

Preghiera della sera: Novena a San Domenico Savio

28 febbraio 2014

NOVENA A SAN DOMENICO SAVIO

(28 Febbraio – 8 Marzo)

 

1° GIORNO

O San Domenico Savio che nei fervori eucaristici estasiavi il tuo spirito alle dolcezze della reale presenza del Signore da esserne rapito, ottieni anche a noi la tua fede e il tuo amore al Santissimo Sacramento, affinchè possiamo adorarlo con fervore e riceverlo degnamente nella Santa Comunione.

Gloria al Padre…

Preghiera:

O Dio, che in San Domenico hai dato agli adolescenti un mirabile modello di pietà e di purezza, concedi propizio che per sua intercessione ed esempio possiamo servirti casti nel corpo e puri nel cuore. Per il Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con Te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.

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Parole per l’anima nelle diverse circostanze della nostra vita

28 febbraio 2014

Isaia 26 (quando siamo nel dolore)

Cantico dei redenti

Confidate per sempre nel SIGNORE,
perché il SIGNORE, sì il SIGNORE, è la roccia dei secoli.

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Papa Francesco. Esercizi spirituali per la Quaresima

28 febbraio 2014
Quasi una settimana fuori dal Vaticano, in una casa di religiosi ad Ariccia, sul lago di Albano. Papa Francesco, che l’estate scorsa ha rinunciato a trasferirsi a Castel Gandolfo per il soggiorno estivo, si differenzia dai suoi predecessori anche per la scelta di fare invece lontano dal Vaticano gli esercizi spirituali di Quaresima. La decisione era stata già anticipata, ma oggi è comparsa anche sul calendario ufficiale degli impegni e delle celebrazioni presiedute dal Pontefice.

Dal 9 al 14 marzo prossimi, papa Bergoglio si trasferirà quindi nella Casa del Divin Maestro di Ariccia (Roma), istituto retto dai Paolini, dove ha invitato anche i cardinali e arcivescovi della Curia per gli annuali esercizi spirituali che precedono la Pasqua. A quanto si è appreso, il Papa non porterà con sé neanche i più diretti collaboratori, né i segretari né gli aiutanti di camera. E, altra novità, i capi dicastero e quanti della Curia vorranno partecipare dovranno pagarsi la stanza.

Il Papa partirà per Ariccia la sera di domenica 9 marzo, e rientrerà in Vaticano quasi una settimana dopo, venerdì 14. E in epoca recente, questi esercizi spirituali fuori dal Vaticano rappresentano un inedito.

Il luogo dove si svolgeranno, la Casa del Divin Maestro, è in una zona isolata, sopra il lago di Albano, nelle vicinanze dell’abitato di Ariccia, circondata da un bosco. All’interno c’è un primo spazio per gli incontri pubblici e poi una zona ospitalità, dove alloggeranno il Papa, i cardinali e i vescovi, affacciata sul lago. La Casa è dotata anche di un bel giardino per le passeggiate.

Di solito, l’istituto dei Paolini è utilizzato per incontri religiosi, capitoli generali e, come in questo caso, esercizi spirituali. E nei giorni della presenza del Papa anche la sicurezza sarà attuata in forma discreta, sia dalle forze italiane che da quelle vaticane. (more…)

Imitazione di Maria, Libro Primo, INCONTRARE MARIA

28 febbraio 2014

Capitolo II

LA CONSOLAZIONE DELLA VERGINE MARIA

1) Il figlio. Ora, mia Signora, ti prego di parlare un po’ con me. Apri la tua bocca in nome del tuo Fi­glio, che ti ha colmata di ogni grazia spirituale.

2) La Madre. Io sono la Madre della misericor­dia, piena di carità e di dolcezza; sono la scala dei peccatori, la speranza e il perdono dei colpevoli, il conforto degli afflitti e la gioia particolare dei santi. Venite a me voi tutti che mi amate, e vi sa­zierete al seno delle mie consolazioni, perché so­no buona e misericordiosa per tutti coloro che mi invocano.

3) Venite tutti, giusti e peccatori, e io pregherò il Padre per voi. Pregherò anche il Figlio, perché si riconcili con voi nello Spirito Santo. Invito tutti, aspetto tutti, desidero che tutti vengano a me. Non disprezzo nessun peccatore; e anzi, per un pecca­tore che si converte, io gioisco con grande amore insieme agli angeli di Dio nel cielo. Perché non è stato versato invano il sangue prezioso del mio Fi­glio per il mondo.

4) Avvicinatevi dunque a me, figli degli uomini: osservate il mio zelo per voi presso Dio e presso il mio Figlio Gesù Cristo. Ecco, prenderò su di me la sua ira e placherò con le mie ferventi preghiere Colui, che sapete di avere offeso.

5) Convertitevi e venite; fate penitenza, e io impe­trerò il perdono per voi. Ecco: io sto fra il cielo e la terra, tra Dio e il peccatore; e ottengo con le mie preghiere, che questo mondo non perisca. Però non vogliate abusare della misericordia di Dio e della mia clemenza; ma state lontani da ogni pec­cato, perché non scenda su di voi la sua ira e la sua tremenda vendetta.

6) Esorto i miei figli, scongiuro i miei diletti: sia­te imitatori di mio Figlio e della Madre vostra. Ri­cordatevi di me, che non posso dimenticarmi di voi, perché ho compassione di tutti gli infelici e sono misericordiosissima avvocata di tutti i fedeli.

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La Famiglia nell’arte (2). Nozze di Cana. Paolo Veronese

28 febbraio 2014

Una splendida festa celebrata nello spazio aperto di una nobilissima città con la vivace partecipazione di numerosa folla. Nel proscenio è posta su tre lati la grande tavola del banchetto, con gli sposi a sinistra, Gesù Cristo e Maria al centro. Davanti, in primo piano si distinguono il gruppo dei musici, il maestro di tavola che osserva il vino nuovo, il servo che travasa l’acqua cambiata in vino. Ai lati più esterni due scale marmoree conducono allo spazio superiore balaustrato, popolato di osservatori curiosi come le logge più alte sopra le classiche architetture. La luce diurna proveniente da destra accende il candore delle nuvole, delle colonne e degli edifici, fa brillare i preziosi e intensi colori delle vesti. Il linguaggio pittorico è una festa per gli occhi; il tema è una festa della famiglia e della società alla presenza del Signore.

Paolo Veronese. Nozze di Cana (olio su tela, 1562-1563) Parigi, Louvre

Tweet del Papa

28 febbraio 2014

L’Ultima Cena di Juan de Juanes, Siviglia, Museo di Belle Arti

 

L’Eucaristia è essenziale per noi: è Cristo che vuole entrare nella nostra vita e riempirla con la sua grazia.

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Intervista di A. Spadaro a Jorge Milia su Jorge Mario Bergoglio

28 febbraio 2014

Rileggendo l’intervista che papa Francesco ha concesso alla Civiltà Cattolica lo scorso settembre, emerge chiaramente l’importanza che Bergoglio attribuisce alla creatività. Durante la nostra conversazione ero rimasto molto colpito dalle sue letture, dalla sua passione per la musica e per il cinema. Avevo seguito le sue citazioni, rendendomi conto che per lui non esiste un campo «estetico» separato dalla sua vita ordinaria e dal suo impegno pastorale. I protagonisti di un romanzo, ad esempio, per lui sono parte di un vissuto al quale fa riferimento in maniera naturale e spontanea, in genere implicita.
Parlando di questi argomenti, il Papa ha ricordato un’esperienza peculiare da lui vissuta quando, tra il 1964 e il 1965, a 28 anni, fu professore di Letteratura a Santa Fe presso il Colegio de la Inmaculada Concepción, una scuola di gesuiti attiva da oltre quattrocento anni. Bergoglio insegnava agli ultimi due anni del Liceo e avviò i suoi ragazzi alla scrittura creativa.

Così ho chiesto a Jorge Milia, nato a Santa Fe nel ‘49, scrittore, poeta e giornalista, alunno dell’allora professor Bergoglio — il maestrillo , come si chiamano i gesuiti in formazione — di tornare col ricordo a quegli «anni felici», come lui li ha definiti.

 

Jorge, insomma, tu e i tuoi compagni di scuola tra i quindici e i diciassette anni scrivevate storie, racconti e poesie, leggendo Borges e altri autori. Puoi parlarcene? Che ruolo ha avuto il professor Jorge Mario Bergoglio in quell’attività?
«Bergoglio ama lanciare sfide. E noi eravamo un gruppo di adolescenti ribelli, in piena tempesta ormonale, golosi e assetati di novità. La prima sfida che ci lanciò fu quella di confrontarci con una letteratura spagnola che portava tutto il peso romanico dello spagnolo antico. Il Mester de Juglaría e il Mester de Clerecía — cioè i generi poetici dei poeti popolari e dei chierici medievali spagnoli —, Gonzalo de Berceo e il “Poema del mio Cid” ci apparivano molto più grandi e pesanti di quei mulini a vento in cui l’hidalgo de la Mancha scorgeva giganti. Insomma: non avevamo voglia di studiare. E Bergoglio ci spianava la strada per incoraggiarci a percorrerla. Per esempio, sostituì un passo del Mio Cid, che parla dell’ingresso a Burgos, con “Castilla” di Manuel Machado, una poesia che ci commosse tutti, al punto che cinquant’anni dopo molti di noi la ricordano ancora per intero».
E la scrittura creativa? C’è un nesso con Borges?

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Piccola Preghiera a Maria Immacolata

28 febbraio 2014

O Maria ispiraci ciò che bisogna domandarti,

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Leggere le Scritture

28 febbraio 2014

 

O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, *
di te ha sete l’anima mia,
a te anela la mia carne, *
come terra deserta, arida, senz’acqua.

 

Salmo 62

Vangelo ( Mc 10, 13-16) del giorno dalle letture della Messa (Sabato 1 Marzo 2014) con commento comunitario

28 febbraio 2014

Dal vangelo secondo Marco ( Mc 10, 13-16)

In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.
Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso».
E prendendoli fra le braccia e ponendo le  mani sopra di loro li benediceva.

 

Questo è il Vangelo del 1 Marzo, quello del 28 Febbraio lo potrete trovare qualche post più sotto.

Francesco alla conquista di Facebook

28 febbraio 2014

In Vaticano si stanno definendo gli ultimi dettagli tecnici in vista dell’imminente apertura del profilo sul celebre social network

di Giacomo Galeazzi

 

Un profilo per Francesco sul più celebre social network. In Vaticano si stanno definendo gli ultimi dettagli tecnici prima per consentire l’apertura della pagina Facebook di papa Bergoglio. Secondo quanto appreso in Curia da “Vatican Insider”, l’operazione è in fase molto avanzata di elaborazione e se ne occupano gli uffici tecnici del Vaticano. In vista dello sbarco del Pontefice su Fb, infatti, la Santa Sede ha assegnato a un équipe di informatici il compito di studiare come ovviare all’eventuale tentativo di pubblicazione sul profilo di messaggi e contenuti offensivi o inappropriati da parte degli utenti della Rete.

I dati dimostrano che le nuove tecnologie rappresentano una straordinaria opportunità di diffusione per la predicazione di un Pontefice popolarissimo e apprezzato dai giovani di tutto il mondo. Già adesso, oltre dodici milioni di persone seguono Francesco su Twitter. Inoltre i suoi “cinguettii” sono più retwittati persino di quelli del presidente Usa, Obama e raggiungono una platea di sessanta milioni di utenti.

L’account papale «@Pontifex», voluto da Joseph Ratzinger, era stato inaugurato il 12 dicembre 2012 in otto lingue. Poi il 17 gennaio 2013 è stata aggiunta una nona lingua, il latino, che ha subito suscitato interesse e un sorprendente seguito. Circa 3 milioni di seguaci erano già stati raggiunti il 28 febbraio, giorno della fine del pontificato di Benedetto XVI. Durante la sede vacante l’account è stato sospeso per essere riaperto il 17 marzo, cinque giorni dopo l’elezione di Bergoglio. Da allora si è registrato un crescendo inarrestabile. Attualmente la lingua-record è lo spagnolo, seguita dall’inglese e dall’italiano. Ma non ci sono solo i “seguaci diretti”: un numero cinque volte superiori di utenti riceve i tweet di Francesco grazie al fenomeno del re-tweetting. Cioè i messaggi del Papa vengono «re-tweettati», cioè rilanciati dai suoi «amici» e in questo modo, secondo un calcolo per difetto (come osserva monsignor Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali) più di 60 milioni di persone ricevono il tweet del Papa che l’arcivescovo definisce «una pillola», «una goccia di spiritualità e di speranza».

Aggiunge Celli: «Il Papa vuole parlare agli uomini e alle donne di oggi con un linguaggio che è comprensibile e molto usato». Quindi «utilizza 140 caratteri per un suo pensiero e quel tweet che possiamo leggere sul cellulare ci aiuta a capire che c’è una vicinanza, che non siamo soli». Inoltre «anche la presenza del Papa su News.va ha una risonanza in continuo aumento». È «nel silenzio che si può acquistare la capacità di trasmettere concetti e valori che sono fondamentali per la vita dell’uomo contemporaneo». E ciò «con semplicità e immediatezza: in appena 140 caratteri».

Il cardinale Gianfranco Ravasi, ministro vaticano della Cultura, contestualizza teologicamente gli effetti sull’individuo e la società delle innovazioni tecnologiche. «La lingua italiana conta 150 mila vocaboli, mentre i giovani oggi ne usano dagli ottocento ai mille», spiega il porporato. «È mutato il modello antropologico dei “nativi digitali”, quindi un vescovo che non sa muoversi in questa nuova atmosfera si mette fuori della sua missione». Nulla di nuovo sotto il sole. «Gesù anticipa il linguaggio sintetico dei tweet: “Il regno di Dio è vicino, convertitevi”, “Ama il prossimo tuo come te stesso”», precisa Ravasi.

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Intervista a p. Georg Gänswein sul primo anno del Papa Emerito Benedetto XVI°

28 febbraio 2014
«Attentissimo» alla vita della Chiesa guidata da papa Francesco con cui ha un «ottimo rapporto» e nessuna «contrapposizione», nonostante quello che scrivono «alcuni giornalisti». «Attento» anche alle vicende del mondo – con un occhio particolare all’Italia e alla sua Germania. Molto impegnato a disbrigare una copiosa corrispondenza privata che cresce di giorno in giorno. È questo il Papa emerito Benedetto XVI visto molto da vicino che l’arcivescovo Georg Gänswein, suo segretario particolare e prefetto della Casa Pontificia del suo successore, racconta ad Avvenire. Incontriamo il presule nei suoi uffici alla vigilia del primo anniversario dal termine del pontificato di Benedetto XVI. Con lui raccontiamo la vita quotidiana che il Papa emerito conduce nel monastero Mater Ecclesiae, edificio che ospitava originariamente la direzione della Radio Vaticana e che Giovanni Paolo II aveva trasformato in residenza di una comunità di monache di clausura.
Eccellenza, chi vive col Papa emerito nel monastero Mater Ecclesiae?
Ci sono le quattro memores Domini – Carmela, Loredana, Cristina e Rossella – e chi parla. Durante la giornata poi viene anche la sua segretaria suor Birgit Wansing che la sera però torna nella sua casa dell’Istituto di Schoenstatt di cui fa parte.

Expo Milano 2015. “Not by bread alone – Non di solo pane”. Il padiglione della Santa Sede

28 febbraio 2014

Expo 2015 - Home

Il  Protocollo per la partecipazione della Santa Sede all’Expo Milano 2015 è stato firmato ieri nella Sala Regia del Palazzo Apostolico Vaticano dall’Em.mo Card. Gianfranco Ravasi, Commissario Generale della Santa Sede per l’Expo di Milano 2015, e dal Dott. Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato del Governo Italiano per Expo Milano 2015.

L’Expo di Milano 2015 ha come tema generale: Feeding the Planet. Energy for Life – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Il tema del Padiglione della Santa Sede sarà invece Not by bread alone – Non di solo pane«per evidenziare – ha sottolineato Ravasi – soprattutto la dimensione interiore, religiosa e culturale che tocca sia la persona, sia le sue relazioni a tutti livelli. Il nutrimento interiore è tanto necessario quanto quello che risponde ai bisogni più immediati».

 

Il Padiglione della Santa Sede avrà come elementi strutturanti temi ed eventi di carattere culturale ed artistico, oltre che spirituale e religioso in senso stretto. Quattro gli ambiti su cui insisterà la riflessione e, quindi, la progettazione e l’allestimento del Padiglione:
1) Un giardino da custodire: si tratta della tutela del creato, con tutte le sue risorse, dono elargito dal Creatore a tutta l’umanità, bene che non va sprecato o depredato e distrutto.
2) Un cibo da condividere: la pagina evangelica della moltiplicazione dei pani è l’immagine-guida di questo ambito, in cui si sottolinea il valore universale della condivisione e della solidarietà, espresso in ambito cristiano da molteplici istituzioni che hanno attuato questo comandamento dell’amore fraterno.
3)  Un pasto che educa: l’ambito educativo è fondamentale per formare le giovani generazioni ad una cultura della relazione umana centrata sull’essenziale e non sullo spreco consumista (delle cose come delle persone).
4)  Un pane che rende Dio presente nel mondo: esiste infine una dimensione tipicamente religiosa e cristiana, ed è quella dell’Eucaristia, della mensa della Parola e del Pane di vita, “fonte e culmine” di tutta l’esistenza cristiana.

Sviluppando queste linee di riflessione il padiglione della Santa Sede guiderà i visitatori in un percorso che è fatto anzitutto di concentrazione, attraverso il fascino e lo stupore; per giungere in una tappa successiva ad un luogo contemplativo, che affida all’opera d’arte il compito di aprire la mente delle persone ai tanti significati del nutrire; per continuare poi in uno spazio interattivo, dedicato soprattutto ai più giovani, che stimoli l’immaginazione accesa, sviluppando associazioni di significato che approfondiscano la riflessione; per concludere in un momento finale in una ricaduta sulle tante forme con cui oggi l’esperienza cristiana continua nel presente attraverso l’atto del nutrire a costruire il futuro della storia degli uomini.

Santo di oggi: San Romano di Condat, Abate

28 febbraio 2014

SAN ROMANO DI CONDAT, ABATE

28 febbraio

390 – 463

La Vita Patrum Jurensium, scritta da un suo seguace, ci racconta che Romano per primo ebbe l’idea di isolarsi in prossimità delle foreste Giura. Per la sua fama , il vescovo Ilario di Besancon, lo ordinò sacerdote. Con il fratello Lupicino ed altri seguaci, Romano fondò un grande monastero a Condat, un secondo a Leuconne e un monastero femminile di clausura a le Beaume, di cui fu badessa una loro sorella.

Etimologia: Romano = nativo di Roma, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: Sul massiccio del Giura in Francia, deposizione di san Romano, abate, che, seguendo il modello degli antichi monaci, per primo condusse in quel luogo vita eremitica, divenendo poi padre di moltissimi monaci.

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Vita nello Spirito

28 febbraio 2014

Quando ascoltiamo veramente non restiamo gli stessi.

Il suono che ci raggiunge e trova accoglienza produce un cambiamento nell’intimo e stimola all’azione. 

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Preghiera del mattino: Dono di luce, Spirito Santo, nostra guida

28 febbraio 2014

Guida intima, tu non ci mostri solo all’esterno la volontà divina, ma la traduci per noi in una illuminazione interiore: aiutaci, dunque, ad accogliere pienamente la tua direzione.

Guida sempre vigile, tu ci ispiri ad ogni istante ciò che dobbiamo pensare o fare: insegnaci a rispondere docilmente e lietamente alle tue suggestioni.

Guida chiaroveggente, tu ci conduci secondo il piano grandioso di Dio, ed organizzi tutte le circostanze della nostra esistenza in funzione di questi vari orizzonti: fa’ che accettiamo di essere superati dalla tua sapienza così da seguire semplicemente la via tracciata da te.

Guida sicura ed infallibile, tu non puoi cadere in errore e ci impegni sempre su di un cammino ideale: eccita dunque la nostra confidenza perché si abbandoni tranquillamente al tuo indirizzo.

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Video: Nona sinfonia di L. van Beethoven

28 febbraio 2014

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Anno della Fede: Sinfonia n° 9 Di L. van Beethoven

Si può trovare la videoregistrazione al seguente link della Rai:
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem
-41fc8ace-67cc-4e01-b436-fca555a09fc3.html

Per arrivare subito all’esecuzione del concerto far avanzare la striscia
di scorrimento sino al min 24.

Papa Francesco.Omelia feriale quotidiana a s. Marta. Testo e videoregistrazione

28 febbraio 2014

25 febbraio 2014

Giac 5,9-12   Sal 102   Mc 10,1-12

Franciscus - miserando atque eligendo

LA PREGHIERA DI LODE

‘Ma, Padre, questo è per quelli del Rinnovamento nello Spirito, non per tutti i cristiani!’. No, la preghiera di lode è una preghiera cristiana per tutti noi! Nella Messa, tutti i giorni, quando cantiamo il Santo… Questa è una preghiera di lode: lodiamo Dio per la sua grandezza, perché è grande! E gli diciamo cose belle, perché a noi piace che sia così. ‘Ma, Padre, io non sono capace… Io devo…’. Ma sei capace di gridare quando la tua squadra segna un goal e non sei capace di cantare le lodi al Signore? Di uscire un po’ dal tuo contegno per cantare questo? Lodare Dio è totalmente gratuito! Non chiediamo, non ringraziamo: lodiamo!”

“Una bella domanda che noi possiamo farci oggi: ‘Ma come va la mia preghiera di lode? Io so lodare il Signore? So lodare il Signore o quando prego il Gloria o prego il Sanctus lo faccio soltanto con la bocca e non con tutto il cuore?’. Cosa mi dice Davide, danzando qui? E Sara, ballando di gioia? Quando Davide entra in città incomincia un’altra cosa: una festa!”
“Io mi domando quanto volte noi disprezziamo nel nostro cuore persone buone, gente buona che loda il Signore come le viene, così spontaneamente, perché non sono colti, non seguono gli atteggiamenti formali? Ma, disprezzo! E dice la Bibbia che Mikal è rimasta sterile per tutta la vita per questo! Cosa vuol dire la Parola di Dio qui? Che la gioia, che la preghiera di lode ci fa fecondi! Sara ballava nel momento grande della sua fecondità, a novant’anni! La fecondità che ci dà la lode al Signore, la gratuità di lodare il Signore. Quell’uomo o quella donna che loda il Signore, che prega lodando il Signore, che quando prega ilGloria si rallegra di dirlo, quando canta il Sanctus nella Messa si rallegra di cantarlo, è un uomo o una donna fecondo”.

 

 

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LA CASISTICA
I dottori della legge cercano di porre delle trappole a Gesù per togliergli l’autorità morale. I farisei si presentano da Gesù con il problema del divorzio. Il loro stile è sempre lo stesso: la casistica, E’ lecito questo o no?Sempre il piccolo caso. E questa è la trappola: dietro la casistica, dietro il pensiero casistico, sempre c’è una trappola. Sempre! Contro la gente, contro di noi e contro Dio, sempre! ‘Ma è lecito fare questo? Ripudiare la propria moglie?’. E Gesù rispose, domandando loro cosa dicesse la legge e spiegando perché Mose ha fatto quella legge così. Ma non si ferma lì: dalla casistica va al centro del problema e qui va proprio ai giorni della Creazione. E’ tanto bello quel riferimento del Signore: ‘Dall’inizio della Creazione, Dio li fece maschio e femmina, per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne’.
Il Signore si riferisce al capolavoro della Creazione che sono appunto l’uomo e la donna. E Dio non voleva l’uomo solo, lo voleva con la sua compagna di cammino. E’ un momento poetico quando Adamo incontra Eva: E’ l’inizio dell’amore: andate insieme come una sola carne. Il Signore, sempre prende il pensiero casistico e lo porta all’inizio della rivelazione. D’altro canto questo capolavoro del Signore non è finito lì, nei giorni della Creazione, perché il Signore ha scelto questa icona per spiegare l’amore che Lui ha verso il suo popolo”. Al punto, ha rammentato, che “quando il popolo non è fedele” Lui “gli parla, con parole di amore….

Il Signore prende questo amore del capolavoro della Creazione per spiegare l’amore che ha con il suo popolo. E un passo in più: quando Paolo ha bisogno di spiegare il mistero di Cristo, lo fa anche in rapporto, in riferimento alla sua Sposa: perché Cristo è sposato, Cristo era sposato, aveva sposato la Chiesa, il suo popolo. Come il Padre aveva sposato il Popolo di Israele, Cristo sposò il suo popolo. Questa è la storia dell’amore, questa è la storia del capolavoro della Creazione! E davanti a questo percorso di amore, a questa icona, la casistica cade e diventa dolore. Ma quando questo lasciare il padre e la madre e unirsi a una donna, farsi una sola carne e andare avanti e questo amore fallisce, perché tante volte fallisce, dobbiamo sentire il dolore del fallimento, accompagnare quelle persone che hanno avuto questo fallimento nel proprio amore. Non condannare! Camminare con loro! E non fare casistica con la loro situazione.
Quando uno legge questo pensa a questo disegno d’amore, questo cammino d’amore del matrimonio cristiano, che Dio ha benedetto nel capolavoro della sua Creazione. Una benedizione  che mai è stata tolta. Neppure il peccato originale l’ha distrutta!. Quando uno pensa a questo, dunque,“vede quanto bello è l’amore, quanto bello è il matrimonio, quanto bella è la famiglia, quanto bello è questo cammino e quanto amore anche noi, quanta vicinanza dobbiamo avere per i fratelli e le sorelle che nella vita hanno avuto la disgrazia di un fallimento nell’amore”.

 E c’è l’amore che Cristo ha per la sua sposa, la Chiesa!…..

Anche qui dobbiamo stare attenti che non fallisca l’amore! Parlare di un Cristo troppo scapolo: Cristo sposò la Chiesa! E non si può capire Cristo senza la Chiesa e non si può capire la Chiesa senza Cristo. Questo è il grande mistero del capolavoro della Creazione. Che il Signore ci dia a tutti i noi la grazia di capirlo e anche la grazia di mai cadere in questi atteggiamenti casistici dei farisei, dei dottori della legge.