Quaresima: Tempo per amare

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Cristo Risorto – San Giovanni Rotondo

 

Gesù è il Dio con noi, è il Dio dell’amore, il Dio della misericordia, il Dio del perdono, il Dio della comunione, è il nostro Dio, dal quale proviene ogni bene; non c’è mai da aver paura di Lui.

E’ il Dio crocifisso che ha spalancato le braccia per un abbraccio eterno, Colui che si è arreso alla nostra libertà e il nostro andargli incontro non è altro che un mostrarci a Lui come siamo davvero.

Se andiamo incontro a Lui per abbracciarlo, per baciarlo o per fargli del male, Lui amorevolmente rimane con le braccia aperte, pronto ad accettare tutto.

San Pio scriveva:

Non temere Dio, perché non vuol farti alcun male. Rappresenta alla tua immaginazione Gesù crocifisso, tra le tue braccia e sul tuo petto, e di’ cento volte, baciando il suo costato:“Quest’è la mia speranza, la sorgente della mia felicità; quest’è il cuore dell’anima mia; mai nulla mi separerà dal suo amore; io lo posseggo e non lo lascerò, finché non mi mette nel luogo di sicurezza”. Digli spesso:“Che cosa posso io avere sulla terra o che posso pretendere nel cielo, se non voi, o mio Gesù? Voi siete il Dio del mio cuore e l’eredità che io desidero eternamente”. (Ep.III,502)

Queste braccia aperte di Gesù crocifisso, le nostre braccia aperte verso di Lui , quell’abbraccio, quel bacio al suo costato che ci descrive San Pio, lì dove c’è l’origine della nostra salvezza.

Dal cuore di Gesù, fiumi di acqua pura per la rigenerazione di questa umanità, per la rigenerazione della mia vita e quell’idea di eternità, attesa, desiderata, promessa.

Questo tempo di Quaresima, che inizia nel mercoledì delle Ceneri, è un invito particolare alla preghiera, a questo stare con Dio; è un invito a rallentare i ritmi della nostra vita per viverla con maggior consapevolezza, non un frenetico susseguirsi di eventi. Pregare, stare con Dio, restituire a Lui un po’ del tempo che ci ha voluto donare; il nostro tempo è un suo dono gratuito. A volte donargliene un po’ ci sembra pesante, difficile, impossibile. Vinciamo queste difficoltà, vinciamo ogni tentazione che ci fa credere che ci sia qualcosa di più importante dello stare con Lui.

San Pio scriveva:

La maniera ordinaria della mia orazione è questa. Non appena mi pongo a pregare, subito sento che l’anima incomincia a raccogliersi in una pace e tranquillità da non potersi esprimere colle parole. I sensi restano sospesi, ad eccezione dell’udito, il quale alcune volte non viene sospeso; però ordinariamente questo senso non mi dà fastidio, e debbo confessare che anche se a me intorno si facesse del grandissimo rumore, non per questo riesce a molestarmi menomamente. Da qui capirete che poche sono le volte che riesco a discorrere coll’intelletto. (Ep.I,420)

La preghiera, allora, secondo San Pio, non è un ragionamento, è uno stare, è un gustare, è un raccogliersi nella pace e nella tranquillità, è un’esperienza inesprimibile, al punto da non provare fastidio di ciò che a noi comunemente distrae.

Cerchiamo, in questo tempo, questa modalità di preghiera, cerchiamo il raccoglimento, cerchiamo il silenzio interiore, cerchiamo il rallentamento dei nostri ritmi frenetici, scegliamo di stare con Lui.

(dal sito http://www.evangelizzare.org/2012/03/quaresima-tempo-per-amare/)

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