Archive for novembre 2014

Il Papa ai leader islamici: condannino il terrorismo

30 novembre 2014

30 novembre 2014

http://video.sky.it/news/mondo/papa_francesco_voglio_andare_in_iraq/v223134.vid

 

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Conclusa la visita di tre giorni di Bergoglio in Turchia. “Non si può dire che tutti gli islamici sono terroristi” afferma il Pontefice nella conferenza stampa tenuta nel volo di ritorno da Istanbul. E aggiunge: “Vorrei andare in Iraq

 

 

Spiega che quella nella Mosche Blu di Istanbul era “una vera preghiera”, e “sincera”, diretta in particolare al tema della pace (FOTO). Chiede a tutti i leader islamici che “condannino chiaramente il terrorismo”, spiegando con forza che “quello non è l’Islam”. Ribadisce di voler andare in Iraq, ma che in questo momento lo sconsiglia il fatto di creare “seri problemi” alle autorità. Percorre tanti temi papa Francesco nell’ampia conferenza stampa – oltre 45 minuti di risposte ai giornalisti – durante il volo di ritorno dalla Turchia.

“I leader islamici condannino il terrorismo” –
“Ho detto al presidente Erdogan: sarebbe bello che tutti i leader islamici, i leader politici, religiosi, accademici, condannino chiaramente il terrorismo e dicano che quello non e’ Islam”, racconta. “Abbiamo bisogno di una condanna mondiale, che gli islamici dicano chiaramente, noi non siamo quello, questo non è il Corano”.

“Non tutti gli islamici sono terroristi” – Rispondendo a una domanda sull’islamofobia di cui ha parlato Erdogan, Francesco osserva che “non si può dire che tutti gli islamici sono terroristi. Non si può. Tanti musulamani dicono ‘noi non siamo così, il Corano è un libro di pace, è un libro profetico di pace e quello dei terroristi non è islamismo’”. E, ugualmente, “non si può dire che tutti i cristiani sono fondamentalisti”. A proposito di Iraq, invece, afferma: “Voglio andare. Ho parlato col patriarca Sako, ho inviato il cardinale Filoni, e per il momento non è possibile. Non perché io non voglia. Se in questo momento andassi creerei un problema abbastanza serio alle autorità. Di sicurezza. Ma mi piacerebbe tanto”.

Armi chimiche –
Bergoglio parla poi dei conflitti in atto in questi nostri giorni. “Si moltiplicano- dice – perché si danno le armi”. E aggiunge: “L’anno scorso a settembre alla Siria si diceva che aveva le armi chimiche: io credo che la Siria non fosse in grado di fare le armi chimiche. Chi le ha vendute? Forse alcuni degli stessi che la accusavano di averle. Su questo affare delle armi c’è tanto mistero”. E in tema di armi atomiche, il Papa sottolinea che “da Hiroshima e Nagasaki l’umanità non ha imparato nulla”.

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Verso il Natale

30 novembre 2014

Si ama Dio con l’amore di Dio.
Egli accende nei nostri cuori quella fiamma viva con la quale desideriamo di amarlo sempre di più.
Se andrai avanti senza stanchezza lungo questo sublime cammino, conoscerai la felicità.

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Preghiera della sera. Per le anime dei defunti

30 novembre 2014

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

PENSIERO DI VITA

Dalle riflessioni di questo mese, possiamo concludere che il pensiero dei nostri morti è tutt’altro che un pensiero triste.

Prima di tutto perché i nostri morti sono degli esseri viventi, che sono legati a noi da legami con cui ci erano uniti in questo mondo.

E soprattutto perché la morte per un cristiano non è mai disgiunta dal pensiero della risurrezione. La morte non è la fine, non è un salto nel buio, ma è il passaggio verso la vita eterna.

Oggi anche i cristiani provano disagio a parlare della morte e dei novissimi. Come se il pensiero dell’aldilà escludesse l’impegno di questa vita, per creare un mondo più bello e più giusto.

A questo proposito, vorremmo solo ricordare un messaggio che ci ha lasciato il Concilio Vaticano II: «La speranza escatologica non diminuisce l’importanza degli impegni terreni, ma anzi dà nuovi motivi a sostegno del compimento di essi», poiché «l’attesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo dell’umanità nuova che riesce ad offrire una certa prefigurazione che adombra il mondo nuovo».

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STORIA DI UN’ANIMA di SANTA TERESA DI LISIEUX

30 novembre 2014

2.

 

IL COMANDAMENTO NUOVO DI GESÙ (1897)

Amarsi come Cristo ci ha amato – Non giudicare – Vittorie pratiche – Esigenze della carita’ evangelica – Gioia del vero povero di spirito – Premu­re indiscrete – Servi di tutti e senza diritti – Il «pennellino» di Gesù all’ope­ra – Potenza della preghiera – Pane corroborante dell’umiliazione – Suor San Pietro – In coro e al bucato – Due «fratelli» sacerdoti e missionari -«Attiratemi! noi correremo… » – La preghiera dell’ultima sera – Amore e fiducia illimitata in Dio.

 

302 – Madre mia, Gesù mi ha concesso la grazia di farmi penetrare i misteri profondi della carità; se potessi esprimere ciò che capisco, lei intenderebbe una melodia di cielo, ma ahimè! ho soltanto dei balbettii infantili da farle intendere… Se le parole stesse di Gesù non mi servissero di sostegno, sarei tentata di chiederle grazia e lasciar la penna. Ma no, bisogna che continui per obbedienza quello che per obbedienza ho cominciato. Madre amata, scrivevo ieri che i beni di quaggiù non mi appartengono e perciò dovrei trovar facile non richiederli se qualcuno me li prendesse. I beni del Cielo non mi appartengono, maggiormente mi vengono prestati dal Signore il quale può ritogliermeli senza che io abbia diritto di lamentarmi. Tuttavia i beni che vengono direttamente da Dio, gli slanci dell’intelligen­za e del cuore, i pensieri profondi, tutto ciò forma una ricchezza alla quale ci attacchiamo come a un bene proprio che nessuno ha il diritto di toccare… Per esempio, se in «licenza» si comuni­ca a una consorella qualche luce ricevuta durante l’orazione e, poco tempo dopo, questa consorella parlando con un’altra le dice ciò che le è stato confidato come se l’avesse pensato lei stes­sa, sembra che ella si appropri di ciò che non è suo. Oppure in ricreazione si dice a voce bassa ad una compagna una parola piena di spirito e opportunissima; se quella la ripete ad alta voce senza far conoscere la fonte da cui proviene, ciò sembra ancora un furto alla proprietaria, la quale non la reclama, ma avrebbe voglia di farlo, e coglierà la prima occasione per far sentire con finezza che altri si è impadronito dei suoi pensieri.

 

303 – Madre mia, non potrei spiegarle così bene questi sentimenti tristi della natura, se non li avessi provati nel mio cuore, e mi piacerebbe cullarmi nella dolce illusione che essi abbiano visitato soltanto il mio, se lei non mi avesse comanda­to di ascoltare le tentazioni delle sue care piccole novizie. Ho molto imparato assolvendo la missione da lei affidatami, soprat­tutto mi sono trovata costretta a praticare ciò che insegnavo alle altre; perciò ora lo posso dire, Gesù mi ha fatto la grazia di non essere più attaccata ai beni dello spirito e del cuore che a quelli della terra. Se mi accade di pensare o dire una cosa che piaccia alle mie sorelle, trovo del tutto naturale che se ne impadroniscano come di una loro proprietà. Questo pensiero appartiene allo Spirito Santo e non a me, poiché san Paolo dice che non possiamo, senza quello Spirito di amore, chiama­re «Padre» il Padre nostro che è nei Cieli. È perciò ben libe­ro di servirsi di me per dare un buon pensiero a un’anima; se stimassi che quel pensiero fosse mio, sarei come «l’asino che portava le reliquie», il quale credeva che gli omaggi resi ai santi fossero rivolti a lui.

 

304 – Non disprezzo i pensieri profondi che nutriscono l’anima e la uniscono a Dio, ma da lungo tempo ho capito che non bisogna appoggiarsi ad essi e far consistere la perfezione nel ricevere molte luci. I pensieri più belli sono un nulla senza le opere; è vero che gli altri possono cavarne gran profitto se si umiliano e testimoniano a Dio la loro riconoscenza in quanto permette loro di prender parte al festino di un’anima che egli arricchisce con le sue grazie; ma se quest’ultima si compiace dei suoi bei pensieri e fa la preghiera del fariseo, diventa simile a uno il quale muoia di fame davanti a una tavola ben fornita, mentre tutti i suoi invitati ne attingono nutrimento abbondan­te, e gettano talvolta uno sguardo d’invidia sul possessore di tanti beni. Ah, come soltanto Dio conosce il fondo dei cuori! E le creature, quali corti pensieri hanno! Quando vedono un’anima più illuminata delle altre, subito ne deducono di essere amate meno di quella, da Gesù, e di non potere essere chiamate alla stessa perfezione. Da quando il Signore non ha più il diritto di usare una delle sue creature per dispensare alle anime, che egli ama, il nutrimento necessario? Al tempo di faraone Dio aveva ancora questo diritto, perché nella Scrittura dice a quel re: «Ti ho elevato apposta per fare splendere in te la mia potenza, affinché venga annunciato il mio Nome su tutta la terra». I secoli sono succeduti ai secoli da quando l’Altissi­mo pronunciò queste parole, e, dopo, la sua condotta non ha cambiato; sempre si è servito delle sue creature come di stru­menti per compiere l’opera sua nelle anime.

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Esempi di Gesù Bambino di S. Alfonso Maria de Liguori

30 novembre 2014

ESEMPIO IX.

 

Riferisce il P. Nadasi (Hebdom. 16 Pueri Iesu) [10] che essendosi introdotta in un monastero la divozione di mandare attorno per le religiose l’immagine di Gesù bambino un giorno per ciascuna, una di quelle vergini a cui toccò la sua giornata, dopo lunga orazione venuta la notte prese l’immagine e la chiuse in un picciolo armario. Ma appena postasi a riposare sentì che ‘l santo Bambino picchiava all’uscio di quell’armario:

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Vangelo (Mt 8,5-11) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Dicembre 2014) con commento comunitario

30 novembre 2014

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,5-11)

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: Va’!, ed egli va; e a un altro: Vieni!, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo!, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Questo è il Vangelo dell’1 Dicembre, quello del 30 Novembre lo potete trovare qualche post più sotto

Liturgia del giorno: Audio salmo 80(79)

30 novembre 2014

 

Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 

[1] Al maestro del coro. Su “Giglio del precetto”. Di Asaf. Salmo.

[2] Tu, pastore d’Israele, ascolta,
tu che guidi Giuseppe come un gregge.
Assiso sui cherubini rifulgi

[3] davanti a Efraim, Beniamino e Manasse.
Risveglia la tua potenza
e vieni in nostro soccorso.

[4] Rialzaci, Signore, nostro Dio,
fà splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

[5] Signore, Dio degli eserciti,
fino a quando fremerai di sdegno
contro le preghiere del tuo popolo?

[6] Tu ci nutri con pane di lacrime,
ci fai bere lacrime in abbondanza.

[7] Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini,
e i nostri nemici ridono di noi.

[8] Rialzaci, Dio degli eserciti,
fà risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

[9] Hai divelto una vite dall’Egitto,
per trapiantarla hai espulso i popoli.

[10] Le hai preparato il terreno,
hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

 

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DIO DEGLI ESSERCITI,

VOLGITI, GUARDA DAL CIELO

E VEDI E VISITA QUESTA VIGNA…..

 

 

Marana tha, vieni Signore Gesù

“Il popolo che camminava nelle tenebre,

ha visto una gran luce; sopra coloro che abitavano in terra tenebrosa,

una grande luce ha brillato” (Isaia 9,1).

Quando dici:… “Non ce la faccio a risolvere i miei problemi…”

Dio ti dice “Io guido i tuoi passi”.

Quando dici: “E’ impossibile…”

Dio ti dice “Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio”.

Quando dici: “Mi sento molto solo…”

Dio ti dice “Non ti lascerò e non ti abbandonerò”.

Quando dici: ” Come posso fare questo che mi chiedi? Chi mi aiuterà?…”

Dio ti dice “Ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio”.

Quando dici: “Non merito perdono…”
Dio ti dice “Io ti perdono”.

“Anche se i vostri peccati fossero scarlatto, diventeranno bianchi come neve” (Isaia 1,18).

Quando dici: “Ho paura…”

Dio ti dice “Non temere, perché io sono con te”.

Quando dici: “Sono molto stanco…”

Dio ti dice “Io ti ristorerò”.

Quando dici: “Nessuno mi vuole bene e nessuno mi considera…”

Dio dice “Io ti amo, ti porto disegnato sul palmo delle mie mani”.

Quando dici: “Non so come andare avanti…”

Dio ti dice “Io ti indicherò il cammino”.

Quando ti domandi… “Quale è la via che mi conduce a te…?”

Dio ti risponde: “Il mio Figlio amato Gesù Cristo”.

C’è un fatto straordinario che sta accadendo in questi giorni:
Dio si fa uomo e viene ad abitare in mezzo a noi:
apriamo gli occhi, stiamo attenti
e vigilanti, non perdiamo anche questa occasione

per incontrarci con il Signore.

“State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!” (Marco 13,33).

 

Santi e Beati. Memoria di oggi: Sant’ Andrea Apostolo

30 novembre 2014

 

SANT’ANDREA APOSTOLO

30 novembre – Festa

 

Bethsaida di Galilea – Patrasso (Grecia), ca. 60 dopo Cristo

All’apostolo Andrea spetta il titolo di ‘Primo chiamato’. Ed è commovente il fatto che, nel Vangelo, sia perfino annotata l’ora («le quattro del pomeriggio») del suo primo incontro e primo appuntamento con Gesù. Fu poi Andrea a comunicare al fratello Pietro la scoperta del Messia e a condurlo in fretta da Lui. La sua presenza è sottolineata in modo particolare nell’episodio della moltiplicazione dei pani. Sappiamo inoltre che, proprio ad Andrea, si rivolsero dei greci che volevano conoscere Gesù, ed egli li condusse al Divino Maestro. Su di lui non abbiamo altre notizie certe, anche se, nei secoli successivi, vennero divulgati degli Atti che lo riguardano, ma che hanno scarsa attendibilità. Secondo gli antichi scrittori cristiani, l’apostolo Andrea avrebbe evangelizzato l’Asia minore e le regioni lungo il mar Nero, giungendo fino al Volga. È perciò onorato come patrono in Romania, Ucraina e Russia. Commovente è la ‘passione’ – anch’essa tardiva – che racconta la morte dell’apostolo, che sarebbe avvenuta a Patrasso, in Acaia: condannato al supplizio della croce, egli stesso avrebbe chiesto d’essere appeso a una croce particolare fatta ad X (croce che da allora porta il suo nome) e che evoca, nella sua stessa forma, l’iniziale greca del nome di Cristo. La Legenda aurea riferisce che Andrea andò incontro alla sua croce con questa splendida invocazione sulle labbra: «Salve Croce, santificata dal corpo di Gesù e impreziosita dalle gemme del suo sangue… Vengo a te pieno di sicurezza e di gioia, affinché tu riceva il discepolo di Colui che su di te è morto. Croce buona, a lungo desiderata, che le membra del Signore hanno rivestito di tanta bellezza! Da sempre io ti ho amata e ho desiderato di abbracciarti… Accoglimi e portami dal mio Maestro».

Patronato: Pescatori

Etimologia: Andrea = virile, gagliardo, dal greco

Emblema: Croce decussata, Rete da pescatore

Martirologio Romano: Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.

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F. Rosini. Catechesi audio sui sei giorni della creazione: 3° giorno

30 novembre 2014

I sei giorni della Creazione  come paradigma della nostra crescita spirituale.

 

Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Preghiera del mattino: Novena dell’Immacolata

30 novembre 2014

II GIORNO: TI SALUTO, O MARIA.

Ti saluto, O Maria, tutta pura, tutta irreprensibile e degna di lode.

Tu sei la corredentrice, la rugiada del mio arido cuore, la serena luce della mia mente confusa, la riparatrice di tutti i miei mali.

Compatisci, o purissima, l’infermità dell’anima mia.

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Preghiera della sera. Per le anime dei defunti

29 novembre 2014

COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

RICORRIAMO ALLA MADONNA

La Madonna è la persona più amata da Dio, perché ha raggiunto vette di santità mai raggiunte da altri, e quindi è diventata più somigliante al suo divin Figlio. Il suo potere d’intercessione presso Dio è quindi immenso.

La Madonna desidera che tutti arrivino alla felicità eterna perché non è solo madre di Dio,  ma anche  la madre di tutti i credenti; e perché è stata associata alla passione di Cristo come corredentrice.

Mettiamo nelle sue mani i suffragi che offriamo a un’avvocatessa potentissima che riuscirà a valorizzarli al massimo, quando li presenterà a Dio.

Sappiamo tutti cosa sanno fare le nostre madri di questo mondo, specialmente di fronte alle sofferenze dei figli.

Si può stare quindi sicuri che una madre amorosissima e potentissima come la Madonna riuscirà a fare l’impossibile, quando la preghiamo di alleviare le sofferenze dei nostri defunti.

È così che si spiega perché tutta la tradizione cristiana, tutti i santi, sono sempre ricorsi alla Madonna, per tutti i casi più disperati, in vita e in morte.

E anche noi, quando pensiamo che la nostra madre celeste ha portato tra le braccia il Dio, bambino, sappiamo di riuscire ad ottenere da lei ogni aiuto, per poter guardare con serenità. alla nostra vita presente e futura.

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STORIA DI UN’ANIMA di SANTA TERESA DI LISIEUX

29 novembre 2014

SCRITTO AUTOBIOGRAFICO C

 

diretto a madre Maria di Gonzaga

 

1.

 

APERTURA D’ANIMO CON LA NUOVA PRIORA (1897)

 

Dedica – Educazione forte di madre Maria di Gonzaga – Non vana compiacenza per le lodi – L’Ascensore divino – Missione presso le novizie – Annunzio della venuta dello Sposo – Prova della fede – Comprensione per i peccatori e tattica di vittoria – Indifferenza per una vita breve o lunga, accanto o lontana dalle sorelle dilette – Sicurezza e pace nell’obbedienza

 

J.M.JT. giugno 1897

296 – Ma non basta amare, bisogna dimostrarlo. Si è naturalmente felici di fare un dono a un amico, soprattutto ci piace fare delle sorprese, ma ciò non è affatto carità, perché lo fanno anche i peccatori. Ecco ciò che Gesù m’insegna ancora: «Date a chiunque vi chiede; e se vi prendono ciò che vi appar­tiene, non lo richiedete». Dare a tutte coloro che chiedono, è meno dolce che offrire spontaneamente per l’impulso del cuo­re; ancora, quando ci chiedono gentilmente, non ci costa di dare; ma se per disgrazia non usano parole abbastanza delica­te, subito l’anima si ribella se non è radicata nella carità. Trova mille motivi per rifiutare quello che le viene chiesto, e, solo dopo aver fatto sentire a chi domanda la sua indelicatezza, le accorda infine come grazia ciò che quella desidera, oppure le fa un lieve favore che avrebbe richiesto un tempo venti volte minore a quello che c’è voluto per far valere diritti immaginari. Se è difficile dare a chiunque domanda, lo è ancora di più lasciar prendere quel che ci appartiene senza pretendere che ce lo restituiscano. Madre mia, dico che è difficile, piuttosto dovrei dire che sembra difficile, perché il giogo del Signore è soave e leggero; quando lo si accetta, sentiamo subito la sua dolcezza ed esclamiamo col Salmista: «Ho corso nella via dei vostri comandamenti, dopo che voi avete dilatato il mio cuo­re». Soltanto la carità può dilatare il mio cuore. O Gesù, da quando questa fiamma dolce mi consuma, corro con gioia sul­la via del vostro comandamento nuovo. Voglio correre in essa fino al giorno felice nel quale, unendomi al corteo verginale, potrò seguirvi negli spazi infiniti, cantando il vostro cantico nuovo, quello dell’Amore.

297 – Dicevo: Gesù non vuole che io reclami ciò che mi appartiene; ciò dovrebbe sembrarmi facile e naturale, poiché niente è mio. Ai beni della terra ho rinunciato per il voto di povertà, non ho dunque il diritto di lamentarmi se mi viene tolta una cosa che non mi appartiene, e debbo invece rallegrar­mi quando mi accade di sentirla, la povertà. In altri tempi mi pareva di non essere attaccata a nulla, ma da quando ho capito le parole di Gesù, vedo che, all’atto pratico, sono molto imper­fetta. Per esempio, delle cose necessarie per dipingere nessuna e mia, lo so bene; ma se, mettendomi all’opera, trovo pennelli e pitture tutti sottosopra, se un regolo o un temperino sono span­ti, la pazienza è li lì per abbandonarmi e devo prendere il coraggio a due mani per non richiedere con una certa amarezza gli oggetti che mi mancano. Bisogna bene, a volte, chiedere le cose indispensabili, ma facendolo con umiltà non si manca al comandamento di Gesù, anzi, si agisce come i poveri, i quali tendono la mano per ricevere ciò che loro è necessano: se ven­gono respinti, non se ne meravigliano, nessuno deve loro niente. Ah, quale pace inonda l’anima quando s’innalza al di sopra dei sentimenti della natura! Non esiste gioia paragonabile a quella che gusta il vero povero di spirito. Se chiede con distacco una cosa necessaria, e non soltanto questa cosa gli viene rifiutata, ma addirittura cercano di prendere quello che ha, egli segue il con­siglio di Gesù: «Abbandonate anche il vostro mantello a colui che vuol litigare per avere il vostro vestito»

298 – Abbandonare il proprio mantello è, mi sembra, rinunziare ai propri ultimi diritti, considerarsi come la serva, la schiava delle altre. Quando si è lasciato il proprio mantello è più facile camminare, correre, perciò Gesù aggiunge: «E chiun­que vi forzi a fare mille passi, fatene duemila di più con lui». Così non basta dare a chiunque mi chieda qualche cosa, bisogna che io vada incontro ai desideri, che mi mostri molto grata ed onorata di rendermi utile, e se prendono una cosa a mio uso, non debbo mostrare di rimpiangerla, ma al contrario sembrar felice di esserne sbarazzata. Madre cara, son ben lon­tana dal praticare quello che comprendo, tuttavia il solo desi­derio che ne ho, mi dà la pace.

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Esempi di Gesù Bambino di S. Alfonso Maria de Liguori

29 novembre 2014

ESEMPIO VIII.

 

Si narra nello Specchio degli esempi (Distinz. 8) [9] d’un certo divoto giovinotto per nome Edmondo, inglese, che stando un giorno in campagna con altri fanciulli, egli ch’era amante dell’orazione e della solitudine, soletto si pose a passeggiare per un prato trattenendosi in affetti verso Gesù Cristo. Ecco gli apparve un vago bambino che lo salutò: Dio ti salvi, o Edmondo mio caro. E poi l’interrogò se sapea chi era? Rispose Edmondo che no. Ma che no – riprese a dire il celeste fanciullo – quando io vi sto sempre a fianco? Or se volete conoscermi, guardatemi in fronte.Guardò Edmondo e gli lesse in fronte le parole: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum.

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Liturgia del giorno: Audio salmo 95(94)

29 novembre 2014

 

Marána tha! Vieni, Signore Gesù!

[1] Venite, applaudiamo al Signore,
acclamiamo alla roccia della nostra salvezza.

[2] Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia.

[3] Poiché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dei.

[4] Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti.

[5] Suo è il mare, egli l’ha fatto,
le sue mani hanno plasmato la terra.

[6] Venite, prostràti adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha creati.

[7] Egli è il nostro Dio,
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce.

 

 

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CREDO IN DIO COME IL CIECO CREDE NEL SOLE,

NO PERCHE’ LO VEDE MA PERCHE’ LO SENTE.

 

Pienezza e vuoto

Madre Teresa di Calcutta

Maria è assolutamente vuota:

di superbia, di invidia, di gelosia,

di asprezza, di malizia, di vendetta

e di altre miserie del genere.

Per questo può essere piena di Dio.

Quando noi cerchiamo questo tipo di vuoto,

pratichiamo la vera devozione a Maria.

“Ecco io sono la serva del Signore”:

umile, nascosta, totalmente vuota di sé.

Così è piena di Gesù, così lo può portare agli altri.

E’ stata la prima a ricevere Gesù, a donarlo e a servirlo.

 

 

Vangelo (Mc 13,33-37) del giorno dalle letture della Messa (Domenica 30 Novembre 2014) con commento comunitario

29 novembre 2014

I DOMENICA DI AVVENTO

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 13,33-37)
 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».
Questo è il Vangelo del 30 Novembre, quello del 29 Novembre lo potete trovare qualche post più sotto

F. Rosini. Catechesi audio sui sei giorni della creazione: 2° giorno

29 novembre 2014

 

I sei giorni della Creazione come paradigma della nostra crescita spirituale.

 

Dio disse: “Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque”. Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

 

 

 

Santi e Beati. Memoria di oggi: San Saturnino di Tolosa Vescovo e martire

29 novembre 2014

SAN SATURNINO DI TOLOSA VESCOVO E MARTIRE

29 novembre

 

sec. III

Molto probabilmente non ebbe alcuna relazione con gli apostoli come viene sostenuto dalla leggenda. Egli, infatti, provenendo dall’Oriente avrebbe raggiunto Tolosa nel 250 quando erano consoli Decio e Grato. Nominato così vescovo di Tolosa si occupò di diffondere il Vangelo di Dio visto che all’epoca in Gallia vi erano poche comunità di cristiani e quelle poche erano mal organizzate. Morì per colpa dei pagani della città poiché lo ritenevano il capo di una pericolosa setta.

Etimologia: Saturnino = di carattere malinconico, dal latino

Emblema: Bastone pastorale, Palma

Martirologio Romano: A Tolosa nella Gallia narbonense, ora in Francia, commemorazione di san Saturnino, vescovo e martire, che, come si tramanda, sempre al tempo dell’imperatore Decio, fu tenuto prigioniero dai pagani sulla rocca di questa città e, precipitato giù dalla sua sommità, con la testa frantumata e il corpo interamente straziato rese l’anima a Cristo.

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Preghiera del mattino: Novena dell’Immacolata

29 novembre 2014

GIORNO: INVOCAZIONE D’AIUTO A MARIA

O Vergine Immacolata, primo e soave frutto di salvezza, noi ti ammiriamo e con Te celebriamo le grandezze del Signore che ha fatto in Te mirabili prodigi.

 

Guardando Te, noi possiamo capire ed apprezzare l’opera sublime della Redenzione e possiamo vedere nel loro risultato esemplare le ricchezze infinite che Cristo, con il Suo Sangue, ci ha donato.

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Papa Francesco: Lettera Apostolica a tutti i consacrati. Indulgenze nell’anno della vita consacrata

29 novembre 2014

DECRETO CHE STABILISCE L’OPERA DA COMPIERSI PER CONSEGUIRE IL DONO DELLE INDULGENZE IN OCCASIONE DELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA

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LETTERA APOSTOLICA DEL SANTO PADRE FRANCESCO 

A TUTTI I CONSACRATI IN OCCASIONE DELL’ANNO DELLA VITA CONSACRATA

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Carissime consacrate e carissimi consacrati!

Scrivo a voi come Successore di Pietro, a cui il Signore Gesù affidò il compito di confermare nella fede i fratelli (cfr Lc 22,32), e scrivo a voi come fratello vostro, consacrato a Dio come voi.

Ringraziamo insieme il Padre, che ci ha chiamati a seguire Gesù nell’adesione piena al suo Vangelo e nel servizio della Chiesa, e ha riversato nei nostri cuori lo Spirito Santo che ci dà gioia e ci fa rendere testimonianza al mondo intero del suo amore e della sua misericordia. (more…)