Vangelo (Mt 8,5-11) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Dicembre 2014) con commento comunitario

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Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8,5-11)

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: Va’!, ed egli va; e a un altro: Vieni!, ed egli viene; e al mio servo: Fa’ questo!, ed egli lo fa». Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

Questo è il Vangelo dell’1 Dicembre, quello del 30 Novembre lo potete trovare qualche post più sotto

5 Risposte to “Vangelo (Mt 8,5-11) del giorno dalle letture della Messa (Lunedì 1 Dicembre 2014) con commento comunitario”

  1. d. giampaolo centofanti Says:

    Pregare incessantemente, con amore profondo, partecipe, attento, perchè ogni uomo si apra alla vita, se possibile che trovi la fede, sempre più.Cercare di seguire Cristo con cuore sincero e fedele non solo per noi ma anche per gli altri.Chiedere a Dio di superare, di non lasciarci ingannare, dai tanti possibili ostacoli che in mille modi ci possono indurre a ripiegarci su noi stessi, magari addirittura con mille apparenti ragioni buone.In Israele non ho trovato una fede così grande! Come mai? Quando pensiamo di sapere, quando ci sentiamo padroni delle cose di Dio, etc., siamo su una strada fasulla, quando non siamo disponibili a riconoscere con cuore semplice il nostro bisogno di crescere, le nostre oscurità, fragilità, etc., siamo su una strada fasulla.L’uomo alla sequela di Cristo sempre più scopre il suo amore, la sua vicinanza, consolatrice, rasserenante, che infonde fiducia ma anche sempre più desidera riconoscersi piccolo, infinatamente bisognoso di Dio, spiritualmente, umanamente, sempre più si sente in un certo senso nuovo del luogo, straniero, bisognoso di imparare tutto, di venire aiutato in ciò.«Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito».Forse quest’uomo potrà scoprire che Gesù non si fa problemi ad amarci con le nostre contraddizioni, con il nostro peccato ma qui quello che conta è questo desiderare così tanto l’amore di Dio da essere disposti a porci pure in un angolino per stare con lui, con la fiducia che anche solo un angolino di Dio è già una vita immensa.Nessuna pretesa, nel profondo totale fiducia (anche se questa fiducia può maturare, si può rasserenare…)… Gesù si commuove sempre per i piccoli, i poveri, non i perfetti ma i sinceramente bisognosi, desiderosi, del suo amore, della sua opera.

  2. teresa Says:

    E’ proprio vero che anche solo un angolino di Dio è già una vita immensa. Signore ogni giorno nell’eucarestia ripeto le parole del centurione con fiducia : trasforma il mio cuore e rendilo sempre più aperto al tuo amore misericordioso e alla vita vera.

  3. Simone Riva Says:

    La via dell’essere piccoli non per mortificazione, ma anzi, per poter essere più grandi con Cristo, più ci facciamo piccoli noi e più spazio possiamo fare a Dio nei nostri sentimenti, nei nostri pensieri. Che bello poter arrivare a dire io non sono degno perché permette al Signore di fare tutto. Signore in questo periodo di preparazione aiutami a “crescere nella piccolezza”

  4. pmartucci Says:

    In molti verranno dall’oriente e dall’occidente… E’ apertura, dialogo, accoglienza verso chi riconosce, nello Spirito, la grandezza e la verità del Dio dei vivi, il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Nella grazia di un comune intendere la luce del Padre, oltre la Babele delle lingue e delle culture.
    Il Signore accresca incessantemente la nostra fede, il nostro desiderio di pace e di dialogo.

  5. Marco Ascenzi Says:

    La fede del centurione ci sorprende nella sua semplicità, dove l’ascolto dello Spirito e nel suo incondizionato affidamento, diventa il motivo principale della nostra esistenza.

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